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Lettura Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)
 
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Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)

Tra cloni e robot

Pasquale Aversano 2 settimane fa 8
 
6.8
Survivor Mercs

Sviluppato da Wolpertinger Games e pubblicato da Wandering Wizards, Survivor Mercs è uno sparatutto roguelike che si inserisce nel sottogenere dei “survivor-like”, da cui parte del titolo stesso del gioco. Un titolo in 2.5D che inserisce nel suo mix ludico anche un sistema bullet hell a doppio analogico a cui si somma un sistema di gestione del proprio mini team e inevitabili game over con tanto di loop dalla lenta progressione. Noi abbiamo vissuto tutto ciò su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione! 

Contenuti
Survivor Mercs pianifica e poi distruggi tuttoUn ibrido che cerca di essere originaleGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Survivor Mercs pianifica e poi distruggi tutto

Inutile girarci intorno, Survivor Mercs non punta a raccontare una storia, tutt’altro. Sì, c’è un esercito di robot appartenenti alla MEGA Corp. che dobbiamo sbaragliare e sì, noi siamo un particolare clone mercenario assolutamente sacrificabile e dotato anche di un proprio team di personaggi da reclutare di missione in missione ma non c’è molto altro. Tutto è una sorta di cornice fumosa e già vista che serve principalmente a motivare e “collocare” la portata principale: il gameplay.

In parte è un peccato visto che una maggiore identità narrativa poteva giovare non poco a far distinguere ancora di più Survivor Mercs dall’oceano di titoli sempre più numerosi che provano a rosicchiare il successo di Vampire Survivors, infilandosi a forza nel sempre più sconfinato catalogo di giochi survivor automatizzati. Eppure, Survivor Mercs cerca di distinguersi modificando proprio il gameplay e mixandolo con elementi di altri generi ma con un risultato finale altalenante e non proprio convincente. Appurato quindi che la narrazione non è di casa, andiamo subito a scoprire il nucleo pulsante del titolo!

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Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)

Un ibrido che cerca di essere originale

Survivor Mercs è un survivor-like nonché sparatutto roguelike bullet-hell a doppio analogico in tempo reale non automatizzato e in terza persona 2D con visuale isometrica a cui si somma un sistema di gestione dell’hub centrale la cui estetica e ampliamento ricorda Fallout Shelter. Prima di tutto, parliamo del nostro personaggio, questi è un clone mercenario e la sua particolarità è che è un mix casuale di elementi, statistiche, bonus e malus di vario genere. Sul nostro eroe sacrificabile si basa la gran parte della strategia che dovremo attuare e, viste le enormi variabili in campo, è anche concausa delle diverse partite di gioco.

Oltre il personaggio che andremo a comandare, a dare varietà al tutto, c’è la proceduralità dei livelli la cui tipologia è perfettamente in linea col genere survivor-like. Questo significa che si tratta di aree aperte, prevalentemente spoglie e piene zeppe di nemici. La diversità qui però è dovuta dalla durata delle singole missioni, molto più contenute rispetto ai competitor. Questo si traduce in una minor estensione dei potenziamenti e in un disequilibrio che vede l’inizio fin troppo lento e sottosviluppato e una conclusione frettolosa e che non permette di godere appieno di tutti i power up accumulati nella run.

Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)

Da segnalare che durante una partita spetta a noi scegliere a cosa dare priorità, oltre a eliminare nemici potremo raccogliere risorse di vario genere che sono sempre a rischio “perdita” in caso di game over. Decidere quindi se effettuare un’estrazione di salvataggio o procedere per affrontare eventuali boss, anche discretamente ostici, è cruciale per la riuscita della missione. Ovviamente, tutti i materiali estratti con successo rientrano nel sistema tipico dei roguelike e possono essere investiti per potenziare personaggio, alleati e soprattutto la nostra base.

Quest’ultima presenta uno schema grafico alla Fallout Shelter e permette di dar vita a stanze, ulteriormente potenziabili, con cui sbloccare e/o aggiungere bonus e strumenti di vario genere. Una sottostruttura quindi che va a potenziare la nostra esperienza e che, ironicamente, ha molta più influenza rispetto ai singoli potenziamenti di protagonista e alleati. Grindare in Survivor Mercs è quindi essenziale ma anche faticosamente lungo e lento, oltre che ripetitivo e sfiancante. A ciò si somma un tutorial non esaustivo e uno spaesamento iniziale che potrebbe allontanare i meno pazienti e i neofiti.

Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)

Inoltre, sono presenti picchi di difficoltà casuali che potrebbero scoraggiare ulteriormente. Tornando al gameplay, invece, da segnalare che non è presente l’attacco automatico. Sta a noi direzionare e sparare manualmente e a ciò si sommano anche i momenti di pausa, spesso troppo lunghi, per ricaricare l nostre bocche da fuoco. Anche le abilità si attivano manualmente e, ovviamente, è presente anche la possibilità di schivare anche se non se ne può abusare. 

Ma se il nostro protagonista agisce unicamente manualmente, gli alleati che andremo a reclutare man mano, per un massimo di quattro, agiscono come da standard del genere: automaticamente. Ognuno di loro ha le sue statistiche, le proprie abilità e dei propri potenziamenti. Il problema è che tale automatismo non regala sempre le dovute soddisfazioni ed è difficile tirar già un piano strategico se ci si ritrova alleati spesso inattivi. C’è da dire che la quantità di elementi in gioco è discretamente elevata e Survivor Mercs esce da una lunga fase di accesso anticipato. Non tutto è perfetto ma il potenziale c’è e può essere ulteriormente limato e migliorato senza contare che, chi riuscirà a entrare ed accettare tutte le meccaniche, potrebbe trovarsi avvinghiato in un gradevole loop ludico dalla discreta longevità.

Survivor Mercs, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Survivor Mercs sceglie una sorta di 2.5D pixelloso che regala un impatto altalenante. Il caos multicolore è sicuramente appagante e discretamente scenico ma gran parte di quello che si vede su schermo è molto anonimo e poco dettagliato. Migliorano gli artwork in 2D dei personaggi, quelli sì più intriganti, vari e dettagliati seppur ancora discretamente anonimi. Anche gli scenari sono abbastanza spogli e poco memorabili se non fosse per alcune strutture in 2.5D che tentano di riempire gli spazi. Buone alcune boss fight.

Positivo invece il riscontro dell’hub, la messa in scena alla Fallout Shelter, seppur non originale, è accattivante, pratico e dona un po’ più di carattere al titolo oltre che fornire un minimo di personalizzazione che non fa mai male. Il sonoro è gradevole e coerente con la messa in scena, nulla di memorabile ma neanche ridondante o fastidioso. Da segnalare, invece, la totale assenza della lingua italiana di cui mancano anche i sottotitoli, un’assenza che potrebbe pesare considerando che c’è molto da gestire e padroneggiare. 

Scopri tutto su Survivor Mercs
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  • Survivor Mercs esce dall’Early Access il 30 aprile
Survivor Mercs
6.8
Grafica 6.5
Sonoro 6.5
Longevità 7
Gameplay 7
Aspetti positivi Prova a personalizzare il genere dei survivor-like Gestione dell’hub interessante e appagante Più di un’idea interessante
Aspetti negativi Rischia di diventare ripetitivo Può scoraggiare neofiti e meno pazienti Tutorial non esaustivo e assenza della lingua italiana
Considerazioni finali
Survivor Mercs prova a personalizzare il sempre più vasto mondo dei survivor-like e lo fa intervenendo proprio nel gameplay. Il risultato è un mix che potrebbe scoraggiare i neofiti e i meno pazienti ma che offre innumerevoli occasioni e più di un’idea intrigante. Peccato per la scarsa identità che rischia di impoverire l’intera struttura il cui gameplay, inevitabilmente, presta il fianco a una innegabile ripetitività.

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