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Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Il coraggio di una nuova IP

Pasquale Aversano 4 settimane fa 14
 
9
Pragmata

Sviluppato e pubblicato da Capcom, Pragmata è un gioco d’azione e avventura in terza persona 3D a tema fantascientifico e che spicca per un sistema di combattimento ibrido fortemente identitario e oltremodo divertente e ben stratificato. Ma Pragmata è anche una nuova IP di casa Capcom, un titolo su cui si è scommesso e investito molto, che ha richiesto tempo e molti rinvii prima di arrivare sulle nostre console e che porta una freschezza per personaggi, temi e gameplay sinceramente inaspettata e rara nel panorama videoludico odierno. Noi ci siamo divertiti con PRagmata su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!

Contenuti
Pragmata e la sua Luna con stampante 3DInnovazione e divertimentoGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Pragmata e la sua Luna con stampante 3D

Pragmata è un’opera coraggiosa sotto diversi punti di vista. Lo è sia perché è una nuova IP in un mondo dove sempre più sviluppatori sembrano andare solo sul sicuro, riesumando vecchie glorie o procedendo imperterriti con i loro campioni. Non è una brutta strategia, sia chiaro. Capcom stessa con Resident Evil Requiem ha dimostrato che se si hanno idee e voglia di modificare e scommettere sul proprio passato, si possono ancora creare nuovi titoli degni di attenzione e in grado di soddisfare e donare qualcosa di nuovo. Ma se con Resident Evil si ha comunque una community solida e “fedele”, con qualcosa di nuovo la scommessa è enorme e merita attenzione.

Lo merita perché in Pragmata c’è passione e fiducia, non solo nel gameplay che andremo ad analizzare con dovuta attenzione nei prossimi paragrafi, ma anche nella narrazione e in special modo nelle due innegabili e ormai iconiche star: Hugh e Diana. Ma il titolo merita un plauso anche perché la storia, il gameplay e la struttura stessa dell’esperienza, nonostante ritocchi moderni e sprazzi di innovazione, segue uno schema “classico”, nostalgico, un’avventura solo single player, fortemente lineare, senza troppe ibridazioni coi generi che vanno per la maggiore oggi, niente open world sconfinato, niente narrazione dal retrogusto ovvio.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Anzi, la narrazione è ben scandita e può anche diventare più compassata, soprattutto se si decide, e noi lo consigliamo calorosamente, di prestare attenzione e tempo all’hub, il nostro rifugio sicuro, e soprattutto alla piccola e tenerissima nonché enigmatica Diana. Lei, ancor più di Hugh, l’astronauta umano di cui vestiremo i panni all’interno di una copiosa e futuristica tuta bianca ultratecnologica, sorprende per l’estrema umanità e fanciullezza che dimostra. Lei che è una Pragmata, un androide, un essere privo di sentimenti. Eppure è lei ad ammaliarci con la sua espressività, con le sue incessanti domande, coi suoi sogni e la sua creatività. Tutti elementi difficili da legare ad un androide e che fa parte del “gioco” narrativo stesso di Pragmata.

E crediamo sia davvero difficile restare impassibili quando Diana inizia a regalarci dei disegni perché abbiamo deciso di trascorrere del tempo con lei, sia chiacchierando, sia costruendo alcune riproduzioni istantanee e fedelissime di strutture e giochi che richiamano quelli della Terra. Tra scivoli, fiori, colori, l’hub prende vita e si trasforma in una sorta di metà armeria e metà stanza da giochi. E più passi il tempo in quel rifugio, più si trasforma, ravvivato dalla curiosità e dal gioco di Diana a cui presto si aggiungerà anche una sorta di mascotte ironica, un altro robot di nome Cabin, relegato però a determinate funzioni nonostante alcune fugaci interazione.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Ma muoviamo qualche passo indietro. Pragmata inizia con una missione investigativa spaziale che vede protagonisti un gruppo di astronauti, tra cui il nostro Hugh. Questi arrivano sulla Luna all’interno di una struttura lunare che si dimostra, da subito, fuori dal comune. Niente comitato d’accoglienza e non sembra esserci alcun umano. Ben presto scopriamo uno dei cliché ripresi da Pragmata: un’IA ostile ha preso possesso della struttura incluso tutti i droidi. Inevitabile lo scontro e i nostri umani non finiscono proprio bene. Per fortuna di Hugh, questi viene soccorso proprio da Diana, un androide apparentemente solitario e fin troppo smemorato.

Da qui ha inizio un’avventura che ci vedrà esplorare praticamente tutta la struttura, braccati dall’IA ostile mentre Hugh e Diana rafforzano il proprio legame e sì, la narrazione non innova realmente qualcosa ma quello che mette in scena, complice un ritmo degli eventi principali molto serrato e vario, lo fa bene, coinvolgendo ed emozionando fino alla fine, lasciando un senso di soddisfazione che fa sinceramente bene. Il merito è sia di un buon livello di scrittura quanto di un doppiaggio in lingua italiana davvero ben recitato. Ma bando alle ciance che il piatto forte deve ancora arrivare: il gameplay.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Innovazione e divertimento

Pragmata è un gioco d’azione e avventure in terza persona 3D che spicca soprattutto per il combattimento. Questi è un incontro tra uno sparatutto in terza persona, con tanto di armi potenziabili e interscambiabili con pochissimi “clic”, e un puzzle game. Tutto in tempo reale. Tutto svolto senza alcun rallentamento o inciampo tecnico. Prima di tutto, bisogna evidenziare che noi comandiamo sì Hugh ma sulle sue spalle c’è la sempre presente Diana che ha una parte attiva in battaglia. Ed è lei a stravolgere tutto. Di base, infatti, i colpi delle armi di Hugh tolgono pochissima energia agli androidi rivali… come fare quindi?

Semplice: hackerando le loro difese. Ed ecco la parte da puzzle di Pragmata. Basta tener premuto il tasto dorsale, quello classico della mira, per mirare e far apparire una griglia, che muta di nemico in nemico in modo randomico. In questa griglia abbiamo il compito di muovere un quadrato, usando i quattro tasti del pad (cerchio, x, quadrato e triangolo) come se fossero i comandi direzionali, muovendoci nella griglia di quadrato in quadrato sfruttando eventuali boss, evitando eventuali trappole o “blocchi” e cercando di raggiungere l’area “verde” per completare l’hackeraggio.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Ad hackeraggio compiuto, il nemico che lo subisce viene sia colpito sia spinto a esporre i propri punti deboli. Si tratta di aree luminose che se colpite con le armi di Hugh creano danni maggiori. Tranquillo, descritto sembra un sistema complesso ma in realtà è estremamente intuitivo, sfidante e appagante. Il merito è anche della complessità che aumenta gradualmente senza mai diventare realmente frustrante ma premiando, anzi, sia la praticità che chi deciderà di prestare attenzione all’esplorazione per collezionare e investire gli innumerevoli collezionabili sparsi per il mondo di Pragmata.

Ma prima di affrontare il magnifico mondo di Pragmata è bene indicare che ogni elemento di gioco, dai fucili alle abilità fisiche del nostro personaggio fino alle abilità attive e passive di Diana sono potenziabili più volte, man mano che andremo ad aumentare il livello del nostro rifugio. E il livello di personalizzazione, legato alle armi di Hugh ma anche alle tipologie di bonus di Diana che possono irrompere nella griglia durante l’hackeraggio, sono concretamente diverse e tutte divertenti da applicare, piegandosi a diverse tipologie di strategia. Le armi di Hugh, ad esempio, ad esclusione di quelle blu con proiettili infiniti ma che richiedono un tempo per ricaricarsi automaticamente, le altre sono a “esaurimento”.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Pochi proiettili ma danni e/o vantaggi di vario genere. Andiamo da laser devastanti e continui a ologrammi per distrarre i nemici fino ad armi in grado di paralizzare temporaneamente. Ogni arma è legata a una sorta di “classe” a sua volta ancorata a un tasto direzionale destinato a espandersi anch’esso per numero. Discorso simile per i tipi di bonus di Diana che possono prolungare il tempo di stordimento dei nemici o addirittura metterli uno contro l’altro. Ma non finisce qui. Ad armi e bonus consumabili e utilizzabili attivamente in battaglia, si sommano bonus passivi per entrambi i personaggi.

Questi possono aumentare il numero di fiale vitali di Hugh, che si ricaricano a ogni ritorno nel rifugio in stile Souls o anche diminuire il dispendio di stamina che si consuma per le schivate o per le lentissime planate del nostro astronauto. E tutte queste armi e bonus sono ottenibili e sbloccabili esplorando. Il mondo di gioco di Pragmata è un tripudio di creatività. Sulla Luna, d’altronde, è stato trovato un materiale perfettamente idoneo per dar vita a una sorta di gigantesca stampante 3D. Ecco, tale stampante è stata usata per riprodurre in settori diversi elementi della Terra con risultati non sempre perfetti.

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Le scoperte di queste strambe fusioni, come una stravagante New York incompleta o un mare che improvvisamente appare in una serra boscosa, non fanno altro che invogliare l’esplorazione a sua volta incentivata da una serie di collezionabili che potenziano sia la lore, come gli immancabili documenti, sia il nostro equipaggiamento. Ci sono diversi materiali da scovare e collezionare, utili oltre che per quanto già elencato, anche per intaccare le statistiche dei due personaggi, ampliando ad esempio in modo passivo l’energia vitale di Hugh. E tutta questa roba è inclusa anche in un sistema di schede a punti gestito da Cabin.

La buffa mascotte di Pragmata ci fornirà gradualmente una serie di schede a griglia e noi potremo investire le monete Cabin, ottenibili in vario modo, per collezionare ulteriori bonus e documenti, oltre che personalizzabili estetici sia per Hugh che per Diana. Inoltre, nelle aree di gioco sono nascosti dei Mini Cabin che ci invitano a “sparargli” e no, non è sempre facile localizzarli e sì, ricordano un po’ Mr. Racoon di Resident Evil. E ancora, sempre nell’hub e sempre Cabin, ci darà presto l’occasione di mettere in gioco ulteriormente le nostre abilità con una serie di piccole sfide opzionali cariche di ulteriori premi e incentivi.

Ecco, Pragmata è una sorpresa continua, un titolo completo, coerente, coeso e che sa divertire. L’esperienza si mostra varia e appagante nonostante un sistema ludico che nelle fasi finali sente un po’ una certa “stanchezza”, non per niente potrai anche effettuare un hackeraggio automatico sfruttando le barre energetiche di Diana, destinate originariamente a un super attacco ad area. Ma la stanchezza si sente appena perché viene offuscata dalla conclusione stessa del gioco. Sì, Pragmata può durare circa dodici ore e sì, è una durata perfettamente coerente e ben sfruttata ma noi ne volevamo ancora. Ma va benissimo così. 

Pragmata, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Pragmata è sfrutta a dovere il RE Engine, offrendo scenari mozzafiato e non vacillando praticamente mai. I volti dei personaggi, Diana in primis, spiccano per un realismo quasi disarmante. Lo ripetiamo, è difficile non affezionarsi a Diana. Così come è difficile restare impassibile dinanzi ad alcune boss fight, estremamente ben costruite, con un set di mosse molto vario. Così come è vario sia il bestiario che le location di gioco. Sì, forse gli ologrammi mostrano dei modelli umani non curatissimi ma una virgola in un prodotto molto solido e visivamente appagante. Incluso il gioco di luci alla Resident Evil presente nelle zone oscure… anche queste molto apprezzate.

E arriviamo al sonoro. Abbiamo già apprezzato il doppiaggio in lingua italiana ma dobbiamo applaudire anche le tracce musicali. Queste, non sempre presenti, sanno colpire e intervenire nel modo giusto. Sono note delicate che accarezzano l’udito mentre vaghiamo in un luogo apparentemente desolante ma ugualmente minaccioso. Inoltre, sempre il sonoro riesce ad accelerare il ritmo durante le fasi di battaglia galvanizzandoci a dovere. Insomma, anche qui, passione e attenzione.

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Pragmata
9
Grafica 9
Sonoro 9
Longevità 8.5
Gameplay 9.5
Aspetti positivi Combat system originale, strategico, vario e personalizzabile Mondo di gioco creativo e bello da esplorare è impossibile non affezionarsi a Diana Grafica e sonoro di alto livello
Aspetti negativi Finisce un po’ prima di quanto si vorrebbe Narrativamente poteva osare ancora di più
Considerazioni finali
Pragmata è una sorpresa costante. Una IP nuova in un mondo dove le “scommesse”, soprattutto se richiedono molti soldi e altrettanto tempo, sono sempre più rare e rischiose. Ma Pragmata è soprattutto un titolo pieno di attenzioni e passioni. Un gioco d’altri tempi, che segue le orme del passato del medium stesso proponendo un’avventura forse non molto lunga ma pregna di ritmo, varietà e, soprattutto, divertimento. Un titolo che ha al suo interno trovate ingegnose poste al centro e non come esperimento laterale. Il combat system brilla per velocità, strategia e varietà. A tanta bontà si somma una narrazione forse con troppi cliché ma in grado comunque di emozionare e restare impressa. Insomma: non perdetevelo.

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