Sviluppato da Team Stargazers e pubblicato da JanduSoft, Aureole: Wings of Hope è un colorato e surreale platform in 2D che fa il verso un po’ a Sonic per quanto riguarda la velocità che è in grado di conquistare lungo i suoi livelli prettamente lineari e a scorrimento orizzontale. Noi abbiamo affrontato i demoni nei panni di Ramila e Ryleth su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a riconquistare il Regno del Cielo?
Aureole: Wings of Hope e l’eterno scontro tra angeli e demoni
Aureole: Wings of Hope sembra una sorta di spin off dolcioso e innocente di Hazbin Hotel in quanto, anche qui, i protagonisti sono angeli e demoni e, anche qui, entrambe le fazioni mettono alla luce un carattere non propriamente idoneo alle rispettive figure. Sia chiaro, i demoni sono realmente i cattivi qui e c’è poco da girarci intorno ma sono gli angeli a spiccare per carattere. Dal mentore pigro e codardo alla nostra eroina, tale Ramila che riconoscerai in quanto è l’unica a dormire durante un sermone.
Ebbene, proprio mentre gran parte della milizia celeste è raccolta ad ascoltare uno di questi sermoni, il crudele e spietato Re Demone Lazel sorge dagli Inferi, irrompendo nel Regno del Cielo per scaraventare la sua furia e sfoggiare dei poteri inaspettati. La devastazione è tale che gran parte degli angeli vengono decimati, il mentore si dà alla fuga e la nostra eroina involontaria viene scaraventata lontano. Quando Ramila si risveglia, è Ryleth ad aiutarla… o meglio, quel che resta di Ryleth.

Ma chi è costui? Si tratta del co-protagonista per eccellenza, un altro angelo che è stato brutalmente ucciso e che ora si trova sul punto di svanire per sempre. L’unico modo per salvare la sua anima e permettergli di “ritornare” è quello di eseguire un rituale sfruttando la sua forma ad “aureola”. Ebbene sì, l’aureola è tutto ciò che rimane di Ryleht e, ironia della sorte, è il vero protagonista ludico del titolo. I due angeli, infatti, uniranno le loro forze con Ramila impegnata a lanciare l’aureola lungo percorsi sempre più complessi e difficili da risolvere.
L’avventura di Aureole: Wings of Hope si piega ben presto al gameplay lasciando da parte la narrazione che viene comunque trainata da dialoghi simpatici e prevalentemente umoristici. Proprio il livello di scrittura, molto soft e accessibili, funziona e contribuisce a plasmare un’atmosfera scanzonata e allegra nonostante l’iniziale e massacro compiuto dai demoni. E sebbene la storia non sia pienamente in grado di lasciare un segno memorabile, abbiamo apprezzato sia l’umorismo che la caratterizzazione di alcuni personaggi, agevolata dallo stile grafico molto accattivante.

Un platform 2D che guarda a Sonic
Aureole: Wings of Hope è un platform a 2D a scorrimento orizzontale composto da una serie di livelli molto contenuti in termini di dimensione ma dal livello di difficoltà discretamente elevato e che punta tantissimo su un sistema di punteggi arcade. Senza girarci troppo intorno, basta guardare l’aureola gialla e come essa volteggia per i livelli per rievocare Sonic. Il motivo è che il gioco è molto veloce e punta su una perfezione fatta di volteggi e scatti che saprà appagare chi è dotato di molta pazienza.
Il motivo è semplice, complice un sistema di sfide opzionali, il gioco è molto esigente. Basta una spinta errata o una direzione non calibrata benissimo per mandare all’aria diverse manciate di preziosissimi secondi. E il tempo in Aureole: Wings of Hope significa punti. Entrando più nel dettaglio, ogni livello inizia con un “lancio” a cui fa seguito il nostro controllo diretto sull’aureola grazie a un sistema di puntamento manuale molto intuitivo ma non facilissimo da padroneggiare.

A nostra disposizione avremo ben due slanci da poter effettuare una volta staccati da terra. Si può poi calare in picchiata e confidare in un buon effetto rimbalzo, guadagnando così in ulteriore altezza. Ad agevolarci il compito, una serie di strumenti di level design da percorsi che potenziano la velocità a cerchi gialli sospesi che, ancora una volta, richiamano lo stesso Sonic. Non mancano però anche le trappole, siano essi nemici mobili o elementi pericolosi fissi. Nulla di originalissimo ma garantiamo che, più si progredisce, più la difficoltà s’impenna.
In realtà, proprio il livello di sfida non è così accessibile e, dopo qualche livello che funge da palestra-tutorial, Aureole: Wings of Hope mette il turbo e richiede già una combo di interventi manuali da eseguire in poco tempo e con grande precisione, cercando di eseguire più di una manovra per volteggio. Da segnalare che l’aureola non ha energia vitale, basta un colpo e devi ricominciare dall’ultimo checkpoint raggiunto. Per fortuna non esistono “vite” anche se il cronometro non ha pietà dei nostri errori e continuerà a scorrere.
Tornando ai checkpoint, questi ultimi, a essere del tutto onesti, non sono proprio distribuiti bene e c’è il concreto rischio di dover ripetere intere sezioni di livello più e più volte. Soprattutto nei livelli più avanzati dove le combo richieste si moltiplicano insieme alla potenziale frustrazione. In compenso, se a ciò aggiungiamo anche dei collezionabili ben nascosti e la possibilità di competere in elenchi di punteggio pubblici, chi ama le sfide avrà sicuramente pane per i suoi denti.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, lo stile cartoonesco scelto per Aureole: Wings of Hope funziona e colpisce nel segno. Il titolo è molto colorato e il cast di personaggi offre animazioni semplici ma coerenti. L’aureola stessa, nella sua semplicità, offre animazioni deformed simpatiche e coerenti con le funzioni ludiche. I livelli, invece, peccano di ripetizione, sia di elementi che di scenari. Un peccato considerando il potenziale di partenza offerto dal mondo di gioco stesso.
Il sonoro è intrigante il giusto. Non spicca mai realmente ma contribuisce a una degna atmosfera senza mai risultare ridondante o fastidioso. Buoni gli effetti sonori che danno un boost in più all’esperienza di gioco, dando letteralmente “suono” alla stessa aureola e a ciò che la circonda. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana, di cui non sono presenti neanche i sottotitoli. Tale mancanza potrebbe far perdere qualche battuta, uno degli elementi migliori della narrazione del titolo.
