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Aureole: Wings of Hope, recensione (PlayStation 5)

Un'aureola velocissima

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 5 min di lettura Piattaforme
Aureole: wings of hope, recensione (playstation 5)
7,1/10
La recensione

Aureole: Wings of Hope

Grafica7,5
7.5/10
Sonoro7,0
7/10
Longevità7,0
7/10
Gameplay7,0
7/10

Cosa funziona

  • Stile grafico accattivante
  • Umorismo gradevole
  • Veloce e sfidante

Cosa convince meno

  • Può risultare frustrante
  • La frenesia e la difficoltà non sono per tutti

Aureole: Wings of Hope è un titolo intrigante, frenetico, colorato e dotato di un buon livello di sfida. Un platform alla Sonic dotato di un buon umorismo ma che rischia di poter dar vita a una certa frustrazione già dopo i primi livelli. Questo perché richiede una buona padronanza delle regole del gioco, tra precisione e combo di salti, che non è proprio per tutti. Inoltre, il gioco presta il fianco a una certa ripetitività data dall’essenzialità del protagonista “aureola” che è comunque animato e “vivo”. Rimane un titolo con buone idee, impreziosita da uno stile grafico accattivante.

Sviluppato da Team Stargazers e pubblicato da JanduSoft, Aureole: Wings of Hope è un colorato e surreale platform in 2D che fa il verso un po’ a Sonic per quanto riguarda la velocità che è in grado di conquistare lungo i suoi livelli prettamente lineari e a scorrimento orizzontale. Noi abbiamo affrontato i demoni nei panni di Ramila e Ryleth su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a riconquistare il Regno del Cielo?

Aureole: Wings of Hope e l’eterno scontro tra angeli e demoni

Aureole: Wings of Hope sembra una sorta di spin off dolcioso e innocente di Hazbin Hotel in quanto, anche qui, i protagonisti sono angeli e demoni e, anche qui, entrambe le fazioni mettono alla luce un carattere non propriamente idoneo alle rispettive figure. Sia chiaro, i demoni sono realmente i cattivi qui e c’è poco da girarci intorno ma sono gli angeli a spiccare per carattere. Dal mentore pigro e codardo alla nostra eroina, tale Ramila che riconoscerai in quanto è l’unica a dormire durante un sermone.

Ebbene, proprio mentre gran parte della milizia celeste è raccolta ad ascoltare uno di questi sermoni, il crudele e spietato Re Demone Lazel sorge dagli Inferi, irrompendo nel Regno del Cielo per scaraventare la sua furia e sfoggiare dei poteri inaspettati. La devastazione è tale che gran parte degli angeli vengono decimati, il mentore si dà alla fuga e la nostra eroina involontaria viene scaraventata lontano. Quando Ramila si risveglia, è Ryleth ad aiutarla… o meglio, quel che resta di Ryleth.

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Aureole: wings of hope, recensione (playstation 5)

Ma chi è costui? Si tratta del co-protagonista per eccellenza, un altro angelo che è stato brutalmente ucciso e che ora si trova sul punto di svanire per sempre. L’unico modo per salvare la sua anima e permettergli di “ritornare” è quello di eseguire un rituale sfruttando la sua forma ad “aureola”. Ebbene sì, l’aureola è tutto ciò che rimane di Ryleht e, ironia della sorte, è il vero protagonista ludico del titolo. I due angeli, infatti, uniranno le loro forze con Ramila impegnata a lanciare l’aureola lungo percorsi sempre più complessi e difficili da risolvere.

L’avventura di Aureole: Wings of Hope si piega ben presto al gameplay lasciando da parte la narrazione che viene comunque trainata da dialoghi simpatici e prevalentemente umoristici. Proprio il livello di scrittura, molto soft e accessibili, funziona e contribuisce a plasmare un’atmosfera scanzonata e allegra nonostante l’iniziale e massacro compiuto dai demoni. E sebbene la storia non sia pienamente in grado di lasciare un segno memorabile, abbiamo apprezzato sia l’umorismo che la caratterizzazione di alcuni personaggi, agevolata dallo stile grafico molto accattivante.

Aureole: wings of hope, recensione (playstation 5)

Un platform 2D che guarda a Sonic

Aureole: Wings of Hope è un platform a 2D a scorrimento orizzontale composto da una serie di livelli molto contenuti in termini di dimensione ma dal livello di difficoltà discretamente elevato e che punta tantissimo su un sistema di punteggi arcade. Senza girarci troppo intorno, basta guardare l’aureola gialla e come essa volteggia per i livelli per rievocare Sonic. Il motivo è che il gioco è molto veloce e punta su una perfezione fatta di volteggi e scatti che saprà appagare chi è dotato di molta pazienza.

Il motivo è semplice, complice un sistema di sfide opzionali, il gioco è molto esigente. Basta una spinta errata o una direzione non calibrata benissimo per mandare all’aria diverse manciate di preziosissimi secondi. E il tempo in Aureole: Wings of Hope significa punti. Entrando più nel dettaglio, ogni livello inizia con un “lancio” a cui fa seguito il nostro controllo diretto sull’aureola grazie a un sistema di puntamento manuale molto intuitivo ma non facilissimo da padroneggiare.

Aureole: wings of hope, recensione (playstation 5)

A nostra disposizione avremo ben due slanci da poter effettuare una volta staccati da terra. Si può poi calare in picchiata e confidare in un buon effetto rimbalzo, guadagnando così in ulteriore altezza. Ad agevolarci il compito, una serie di strumenti di level design da percorsi che potenziano la velocità a cerchi gialli sospesi che, ancora una volta, richiamano lo stesso Sonic. Non mancano però anche le trappole, siano essi nemici mobili o elementi pericolosi fissi. Nulla di originalissimo ma garantiamo che, più si progredisce, più la difficoltà s’impenna.

In realtà, proprio il livello di sfida non è così accessibile e, dopo qualche livello che funge da palestra-tutorial, Aureole: Wings of Hope mette il turbo e richiede già una combo di interventi manuali da eseguire in poco tempo e con grande precisione, cercando di eseguire più di una manovra per volteggio. Da segnalare che l’aureola non ha energia vitale, basta un colpo e devi ricominciare dall’ultimo checkpoint raggiunto. Per fortuna non esistono “vite” anche se il cronometro non ha pietà dei nostri errori e continuerà a scorrere.

Tornando ai checkpoint, questi ultimi, a essere del tutto onesti, non sono proprio distribuiti bene e c’è il concreto rischio di dover ripetere intere sezioni di livello più e più volte. Soprattutto nei livelli più avanzati dove le combo richieste si moltiplicano insieme alla potenziale frustrazione. In compenso, se a ciò aggiungiamo anche dei collezionabili ben nascosti e la possibilità di competere in elenchi di punteggio pubblici, chi ama le sfide avrà sicuramente pane per i suoi denti. 

Aureole: wings of hope, recensione (playstation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, lo stile cartoonesco scelto per Aureole: Wings of Hope funziona e colpisce nel segno. Il titolo è molto colorato e il cast di personaggi offre animazioni semplici ma coerenti. L’aureola stessa, nella sua semplicità, offre animazioni deformed simpatiche e coerenti con le funzioni ludiche. I livelli, invece, peccano di ripetizione, sia di elementi che di scenari. Un peccato considerando il potenziale di partenza offerto dal mondo di gioco stesso. 

Il sonoro è intrigante il giusto. Non spicca mai realmente ma contribuisce a una degna atmosfera senza mai risultare ridondante o fastidioso. Buoni gli effetti sonori che danno un boost in più all’esperienza di gioco, dando letteralmente “suono” alla stessa aureola e a ciò che la circonda. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana, di cui non sono presenti neanche i sottotitoli. Tale mancanza potrebbe far perdere qualche battuta, uno degli elementi migliori della narrazione del titolo.

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