Sviluppato e pubblicato da Stardust, Grimoire Groves è un coloratissimo dungeon crawler con elementi da roguelite discretamente accessibile e il tutto con una spruzzata da simil gestionale rigorosamente in 2D e votato alla pucciosità più estrema. Noi abbiamo indossato i panni di un’apprendista streghetta su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a darti alla magia e all’agricoltura di creature stravaganti e tenerissime?
Grimoire Groves coltivare piante magiche in un mondo coloratissimo
Prima di affrontare la narrazione di Grimoire Groves è bene segnalare che questa è la versione per Nintendo Switch del titolo originario pubblicato su PC nel 2025. Si tratta dello stesso titolo senza alcun tipo di aggiunta o miglioria di sorta se non quello di renderlo il più adatto possibile alla natura ibrida della console Nintendo. Per quanto riguarda la storia, siamo dinanzi a una sorta di fiaba multicolore che, più che basarsi sul racconto vero e proprio, punta a offrire una sorta di vivace esperienza in bilico tra cozy e roguelike. Un mix estremamente curioso che approfondiremo tra poco.
Il nostro avatar digitale in Grimoire Groves è una giovane streghetta che si ritrova a vivere un bizzarro apprendistato. Di regola, il nostro scopo è quello di riportare al suo splendore un giardino ormai in degrado. Ma si tratta, ovviamente di un giardino magico e le piante che lo attendono non possono che essere altrettanto magiche e più vive del solito. Tant’è che si muovono, hanno occhi e bocca e possono anche attaccarci con pericolosi abbracci. Ebbene sì, Grimoire Groves è un tripudio di “pucciosità”, un mondo iper colorato dove la violenza è praticamente assente.

La trama generale non spicca per complessità o colpi di scena particolari anche perché, dopo un buon incipit che funge da tutorial discretamente esaustivo, la trama va un po’ a dilatarsi più del dovuto, smarrendosi nel meccanismo da loop tipico dei roguelike e qui potenziato ulteriormente da una sorta di gestionale agricolo magico. La storia viene così affibbiata ai vari personaggi non giocanti che andremo a incontrare e che ci chiederanno di soddisfare richieste di vario genere.
Non mancano individui degni di nota ma la storia, nonostante qualche fugace mistero come scoprire la fonte del disequilibrio della foresta magica, fatica a restare impressa. Per fortuna, il tono umoristico e leggero, unito a natura del titolo volutamente rilassata, riescono a strappare qualche sorriso e a rendere il ritmo generale dell’esperienza abbastanza compassato. Non per tutti, ma gradevole per chi saprà adattarsi e smarrirsi in un mondo la cui estetica è di sicuro impatto in senso positivo. E in effetti, è proprio il mondo di gioco e le sue creature bizzarre che riescono a trainare l’esperienza più del dovuto.

Un dungeon crawler roguelite gestionale cozy
Come da titolo del paragrafo, Grimoire Groves è un dungeon crawler roguelite gestionale cozy, un miscuglio di generi che su carta potrebbero quasi fare a cazzotti e, in effetti, in certi frangenti si sente cozzare l’idea con la sua effettiva realizzazione. Partiamo col fatto che abbiamo un giardino da gestire, risorse da raccogliere e impiegare, sia per i nostri relativi upgrade, sia per soddisfare le varie richieste dei personaggi del mondo di gioco.
La gestione è abbastanza intuitiva ma reperire i materiali necessari, legati a un sistema proprio di rarità, non è proprio semplice ed è molto basato sulla fortuna. Ciò comporta una serie di run di ricerca che potrebbero alimentare sia una ripetitività di fondo sia un certo grado di frustrazione. Anche il combattimento non brilla completamente. A un iniziale impatto intrigante, dovuto al fatto che non si mira a far del “male” ma a soddisfare le necessità elementali dei vari “nemici” per poterli letteralmente aiutare a “crescere” fino a ottenere in cambio il “frutto” della loro evoluzione, si contrappongono situazioni non sempre agevoli.
Da un sistema di mira non proprio preciso a una mole di nemici spesso alta e difficile da tenere a bada, Grimoire Groves richiede dimestichezza, impegno e ingegno ma anche pazienza. Ed ecco che in nostro soccorso arriva un sistema di crafting e upgrade della nostra stessa streghetta che potrà sia ampliare il suoi numero di incantesimi sia creare nuovi oggetti magici. oltre a subire ulteriori bonus da eventuali potenziamenti del nostro hub. Avere quindi cura della nostra casa non è solo un fattore estetico ma parte integrante sia della nostra esperienza nei vari dungeon sia per far progredire l’avventura stessa e i rapporti coi vari personaggi.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Grimoire Groves regala un colpo d’occhio in 2D estremamente colorato e vivace. Strizzando l’occhio allo stile simil Adventure Time, l’estetica del titolo è sicuramente l’elemento più riuscito. Colorato, innocente, umoristico, un mix che funziona, coinvolge e cattura. Esplorare il mondo di gioco è sinceramente bello, così come interagire con i vari personaggi e soprattutto con le varie tipologie di nemici-piante da accudire e addomesticare.
Molto buona anche l’interfaccia che si piega allo stile del mondo di gioco presentando una coerenza stilistica che funziona senza perdere la sua accessibilità. Tutto è discretamente intuitivo e pratico. Peccato solo per la totale assenza della lingua italiana che avrebbe aiutato non poco nel comprendere al meglio tutto quanto scritto, soprattutto per l’umorismo, glossario incluso. Il sonoro è delicato, gradevole e coerente con la messa in scena. Nulla di memorabile ma efficace e mai fastidioso.
Per quanto riguarda le modalità offerte dall’ibrida Nintendo, il titolo si difende bene in entrambe, soprattutto in quella portabile, al netto di qualche sporadico rallentamento. I colori sgargianti e le animazioni buffe e semplici restituiscono una sorta di mini cartoon interattivo.
