Sviluppato e pubblicato da Gamhalla in sinergia con Perp Games, Unsealed: The Mare è un horror in prima persona 3D che punta moltissimo su atmosfera, jump scare e un’esperienza quanto più “imprevedibile” possibile. Il tutto, a favore di una tensione quasi costante e incentrata prevalentemente su un unico pericolo semi costante. Una sorta di lungo gioco del gatto col topo dove noi, ovviamente, siamo il miserevole topo. Noi abbiamo vissuto questa inquietante avventura ad alta tensione su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Sei pronto a mettere in gioco la tua vita?
Unsealed: The Mare e l’incredibile fascino di farti venire un infarto
Unsealed: The Mare è un gioco che non rivoluziona nulla, inserendosi in linea con tanti altri horror psicologici in prima persona 3D. Eppure, riesce a spiccare in un elemento in particolare: l’imprevedibilità di farti venire un colpo. Sia chiaro, se vivi di pane e jump scare, probabilmente sarai immune a uno degli elementi cruciali dell’intero prodotto, ossia quello di provare a non farti intuire quando tenterà di farti venire un colpo. Tutto il gioco sembra essere costruito proprio per questo.
Dai luoghi angusti e divorati dal buio, alle risorse molto risicate fino a messaggi e indizi che non fanno altro che alimentare tensione e imprevedibilità. Sai che c’è qualcosa lì’ con te ma non sai con precisione quando sbucherà fuori per frenare la tua avanzata. E quando appare, lo fa con stile. Non per le animazioni, sia chiaro, ma per un’estetica decisamente inquietante e che sembra un mashup di diversi elementi horror, soprattutto cinematografici.

Colei che offre volto e identità al gioco, la Mare, ad esempio, sembra una fusione di Samara di The Ring ma col sorriso accentuato alla Smile e con movenze da Esorcista… Per quanto riguarda la protagonista, invece, sappiamo che si chiama Vera e l’avventura che andrà a vivere è di natura estremamente personale e dolorosa seppur mai cristallina. Come buona parte dei suoi congeneri, infatti, Unsealed: The Mare decide di lasciare all’utente la missione di unire i frammenti di documenti, lore ambientale ed eventi per cercare di dare forma a un unico racconto con più di una possibile “spiegazione”.
E andrebbe anche bene se non fosse per la durata generale dell’opera. Il titolo, infatti, sfiora appena le cinque ore e, soprattutto nella fase finale, brucia troppe “tappe” insieme, col rischio di non dare la degna conclusione, smorzando di netto la tensione fin lì accumulata e dando l’impressione che forse c’era ancora tempo e modo di raccontare altro o di snocciolarlo con maggior cura. Ciò non toglie che il risultato finale, sul versante narrativo, è di sicuro fascino e impatto. Nulla di realmente originale ma costruito bene, intriga e trascina fino alla fine.

Non sei solo
Unsealed: The Mare è un horror psicologico in prima persona 3D dove saremo chiamati a muoverci in spazi, spesso angusti, cercando le poche risorse a disposizione e tentando di risolvere sporadici enigmi ambientali in un percorso prevalentemente lineare. Anche qui, nulla di innovativo se non fosse per la meccanica del Focus Memory che va a modificare parte dell’ambiente, svelando indizi e messaggi nascosti oltre che percorsi inediti. Un modo ludico intrigante e anche discretamente scenico che mescola un po’ le carte in tavola in modo accattivante.
Per l’incedere del titolo, invece, saremo chiamati a individuare dei malefici peluche seguendo i loro disturbanti versi. Questi vanno eliminati sfruttando l’accendino che, insieme alla torcia e al flash della macchina fotografica, fungono da unici strumenti per poter straziare le tenebre quasi perenne degli ambienti che saremo chiamati a percorrere. Il titolo è composto da tre capitoli con una difficoltà graduale e un conseguente aumento di enigmi da risolvere.

Ammettiamo che, soprattutto nelle prime fasi, la tensione del titolo è genuina e tangibile. Le poche risorse, l’oscurità e la sincera difficoltà di prevedere dove appariranno i pericoli, rendono l’incedere discretamente lento e incerto. Fendere l’oscurità con la luce regala poche certezze visto che il suono contribuisce a ingannarci quasi costantemente. Ma tanta bontà orrorifica viene però scalfita da alcune meccaniche ludiche come gli inseguimenti e le fasi meramente trial and error.
Ripetere più volte uno scontro va ad annientare l’ansia e il terrore delle prime volte rendendo il tutto più monotono e ludico e meno emotivo. E tale ripetizione, porta anche a prestare attenzione a bug e rallentamenti che la tensione iniziale andava invece a mascherare. Nulla di realmente grave ma è un po’ un peccato considerando che non è un terrore “gratuito” ma ben inserito nelle fasi del gioco il cui scopo è un graduale svelamento di ricordi e di ricostruzione di un passato in quella che è una vera e propria discesa in un incubo molto doloroso.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Unsealed: The Mare non è male e sfrutta molto bene l’oscurità e la sporadica luce per celare una cura del dettaglio di certo non ai livelli dei recenti tripla A (cosa che il titolo non è). I primi incontri con la Mare sono di sicuro impatto e la sensazione di ansia e tensione quasi costante delle prime ore è alimentata da un level design ben implementato seppur non molto originale. D’altronde non è la prima casa al buio che andiamo videoludicamente a visitare. Purtroppo, ripetere alcune sessioni o soffermarsi nel guardare i dettagli, Mare inclusa, fa sorgere un’estetica non proprio curatissima oltre qualche piccolo bug. Questo comunque non va a danneggiare il risultato finale comunque positivo ed efficace.
Il sonoro è di alto livello e svolge un compito essenziale. I rumori, gli scricchiolii, i versi inquietanti, tutto contribuisce a creare un ulteriore alone di terrore che anticipa, spesso ingannandoci, un pericolo che non sempre è realmente lì. Allo stesso tempo, i silenzi possono essere ugualmente infami. Insomma, l’audio di Unsealed: The Mare è studiato e usato bene. Così come è molto ben accettato la presenza dei sottotitoli in lingua italiana, aiutando non poco a comprendere al meglio la storia di un titolo oscuro tutto da svelare.
