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Lettura RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)
 
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RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)

Pugni e calci nostalgici

Pasquale Aversano 2 mesi fa 8
 
7
RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers

Sviluppato e pubblicato da City Connection, RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è un picchiaduro a scorrimento prevalentemente orizzontale in 3D che richiama i classici del genere provando a dargli una spruzzata di contemporaneità oltre che inevitabili richiami nostalgici. In più, si tratta dell’ultimo titolo ufficiale dell’omonima serie Rushing Beat. Noi abbiamo affrontato orde di nemici su Nintendo Switch 2 e questa è la nostra recensione. Pronto a tirar calci e pugni a più non posso?

Contenuti
RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers un nuovo capitolo che rispetta il passatoUn gameplay standard ma divertenteGrafica e sonoro

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers un nuovo capitolo che rispetta il passato

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è l’ultimo capitolo originale di una vecchia trilogia degli anni 90 che ha saputo ritagliarsi una sua nicchia nel genere dei beat’em up, ossia dei picchiaduro a scorrimento orizzontale. L’originale Rushing Beat è datato 1992 a cui fa seguito nel Rushing Beat Ran – Fukusei Toshi e infine l’ultimo titolo: Rushing Beat Shura del 1993. Se questi titoli non ti dicono nulla, è normale visto che si tratta di titoli unicamente giapponesi. La controparte occidentale, infatti, ha visto traduzioni differenti e anche diversi ritocchi a personaggi e protagonisti.

Ecco quindi che il primo titolo diventa Rival Turf! mentre il suo sequel prende il nome di Brawl Brothers. Infine, il terzo capitolo di Rushing Beat diventa: The Peace Keepers. In questo marasma di cambiamenti, RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è l’unico titolo dei quattro a mantenere lo stesso titolo e gli stessi personaggi in tutto il mondo. Non solo, RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è anche un vero e proprio sequel dei capitoli originali, quindi esclude gran parte delle modifiche occidentali allineandosi al suo “vero passato”, e al suo interno troviamo così un incipit “storico” che rievoca, anche con l’uso di screen dai giochi originali, scenari, personaggi e soprattutto eventi dei titoli precedenti.

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RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)

Lo fa sia per dare un background ai protagonisti, con inevitabile focus sui personaggi “storici” sia per evidenziare i legami tanto tra di loro quanto con l’inevitabile “nuovo male” che andremo ad affrontare a suon di pugni e calci. Inutile dire che, come da classico del genere di riferimento, la storia non brilla per profondità e, anzi, si abbandona a qualche cliché di troppo trovando la sua forza, proprio col legame col passato, qualcosa che, seppur non in modo strabiliante e originalissimo, riesce comunque a dare un’identità al prodotto.

D’altronde, RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers non ha al centro come obiettivo quello di raccontare una storia memorabile ma di offrire un’esperienza ludica tanto nostalgica quanto moderna. Nonostante ciò, al netto di qualche lungaggine e di un ritmo non proprio perfetto, è presente anche una buona dose di umorismo che punta a rendere più leggere le innumerevoli “estetica”.

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)

Un gameplay standard ma divertente

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è un picchiaduro a scorrimento prevalentemente orizzontale, anche se azzarda qualche piccolo cambiamento in alcuni frangenti, in 3D che recupera il passato e prova a renderlo più moderno, veloce e intuitivo. A combo semi automatiche legate tanto alla pressione del relativo tasto d’attacco quando alla curva dell’analogico per modificarne direzione e tipologia, si sommano alcuni piccoli interventi ludici che provano a rendere il prodotto, nel suo piccolo, unico. Innanzitutto, a una struttura abbastanza standard dove malmenare i vari nemici che appaiono su schermo a suon di combo, si aggiunge un sistema di conservazione degli oggetti che è quasi strategico.

Dalle armi aggiuntive agli oggetti curativi, possiamo raccogliere e conservare quanto troviamo in giro, soprattutto il cibo, nel rispetto dei limiti del ridotto inventario, per poi investirli a nostro piacimento, specialmente in caso di concrete emergenze. Inoltre, il cibo potrà anche essere successivamente “fuso” per dar vita a oggetti curativi ancora più preziosi e utili andando ben oltre l’aspetto curativo. Tutto questo, potrai farlo all’interno di particolari furgoni che fungono anche da checkpoint.

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers è composto da nove livelli che includono anche diverse missioni opzionali. A nostra disposizione, avremo sei lottatori differenti, alcuni da sbloccare gradualmente, ognuno con proprie mosse e combo specifiche oltre che dotati di una mossa decisiva, denominata “Beat Rush”, personale. Tale mossa si ottiene quando l’indicatore della “rabbia” si riempie. Come? Subendo danni o infliggendoli agli avversari. Una volta che la rabbia è al massimo, otterremo un aumento temporaneo delle nostre capacità sia d’attacco che di difesa.

Da segnalare, inoltre, che il titolo include sia classiche combo, a loro volta rese più accessibili e intuitive per i neofiti del genere, sia le prese con cui potremmo afferrare e lanciare i vari nemici, anche contro determinati oggetti dell’ambienta. In più, l’esperienza di gioco, presente anche in modalità “arcade” e quindi senza frangenti narrativi, può essere vissuta interamente in modalità cooperativa con un altro giocatore, moltiplicando così il divertimento e l’esperienza di gioco in generale. Quest’ultima, rimane comunque divertente seppur fin troppo standard. In complesso, i contenuti non sono elevati, soddisfano ma si poteva fare qualcosa di più anche, e soprattutto, guardando alla diretta controparte.

RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers, recensione (Nintendo Switch 2)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers non fa gridare al miracolo per la cura al dettaglio ma ciò che mette su schermo funziona dall’inizio alla fine. Non abbiamo notato problemi di frame rate o rallentamenti di sorta e i personaggi su schermo, complice un’area quasi da fumetto, funzionano. Inutile dire che a differenza di titoli ben più noti e famosi, l’anonimato emerge con una certa costanza, sia per il character design che per gli ambienti, ma nel complesso è più che soddisfacente.

Anche il sonoro non brilla per originalità ma è orecchiabile, gradevole ed efficace. Buona anche l’interfaccia mentre il titolo si difende positivamente in entrambe le modalità della nuova ibrida Nintendo con quella portabile dotata di un boost in più: ossia menare orde di scagnozzi ovunque vogliamo. Infine, da segnalare, purtroppo, la mancata presenza della lingua italiana, assenti anche i sottotitoli. 

Scopri tutto su RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers
RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers
7
Grafica 7
Sonoro 7
Longevità 6.5
Gameplay 7.5
Aspetti positivi Gameplay solido e accessibile, pensato anche per i neofiti Nostalgico ma abbastanza contemporaneo Un po’ di ordine nella saga di Rushing Beat
Aspetti negativi Non innova granché Sui contenuti si poteva fare ancora di più
Considerazioni finali
RUSHING BEAT X: Return Of Brawl Brothers ha l’innegabile pregio di riportare coerenza e ordine in una saga dall’innegabile potere nostalgico. Il titolo non innova niente ma divertente e svolge il suo compito seppur con un certo anonimato di fondo e una mole di contenuti non proprio elevatissima. Buona la grafica nel suo complesso e ancor più buono il gameplay, reso molto accessibile con un occhio in più a favore dei neofiti senza però sacrificare chi cerca una degna e appagante strategia.

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