L’inizio di Nioh 3 è un test di resistenza mentale prima ancora che tecnica. Non perché il gioco sia ingiusto, ma perché ti butta addosso troppi sistemi insieme: stili di combattimento, abilità, magie, equipaggiamento, menu stratificati e boss che non aspettano tu abbia capito come funzionano le basi.
Se arrivi da altri Soulslike, l’impatto resta duro. Se sei nuovo alla serie, lo è ancora di più.
Qui non troverai la solita lista scolastica di consigli. Quello che segue è una rielaborazione completa dell’approccio iniziale: cosa conta davvero nelle prime ore e cosa puoi tranquillamente ignorare senza sabotarti da solo.
Il cuore di Nioh 3: due stili, una sola testa

La prima cosa da capire è che Nioh 3 non vuole che tu scelga uno stile. Vuole che tu impari a convivere con due.
Samurai e Ninja non sono “classi” separate: sono due facce dello stesso personaggio. Il gioco è costruito attorno al passaggio continuo tra velocità e controllo, pressione e precisione. Ignorare uno dei due significa giocare zoppo.
Un consiglio pratico e sottovalutato: rendili visivamente distinguibili.
Nell’editor crea due varianti riconoscibili del personaggio. Cambia capelli, silhouette, dettagli evidenti. Durante il caos di uno scontro, capire al volo quale stile stai usando evita errori stupidi e morti inutili.
Il contrattacco potente non è opzionale
Se c’è una meccanica che devi interiorizzare subito, è il contrattacco sui colpi “rossi”.
Non è una mossa avanzata. È una necessità.
Quel bagliore rosso prima di un attacco nemico non è un avvertimento scenico: è un invito a rispondere. Un contrattacco ben eseguito:
- annulla il danno,
- distrugge la postura del nemico,
- ribalta l’inerzia dello scontro.
Il problema? Di base è legato anche al cambio di stile.
Soluzione: entra nelle impostazioni e separa contrattacco e switch di stile. In questo modo decidi tu quando cambiare approccio, senza farlo in automatico mentre stai difendendo la pelle.
Le abilità iniziali che valgono più di mille statistiche
All’inizio non serve inseguire build fantasiose. Servono strumenti solidi.
Alcune abilità ampliano drasticamente le opzioni in combattimento già dalle prime missioni:
- Distrazione (Samurai): controllo del ritmo.
- Postura alta (Samurai): danni e pressione.
- Postura bassa (Samurai): sopravvivenza e mobilità.
- Schivata perfetta (Ninja): punisce gli errori nemici.
Queste abilità non rendono il gioco più facile. Lo rendono leggibile. E in Nioh 3, capire cosa sta succedendo è metà della vittoria.
Non correre verso la missione principale: è una trappola

Il mondo di gioco si apre presto e ti dà libertà. Non è un invito a fare il protagonista impulsivo.
Se vai dritto alla missione principale, arrivi sottolivellato contro il primo boss serio. Non per mancanza di skill, ma per mancanza di risorse.
Usa le attività secondarie per:
- salire di livello in modo naturale,
- testare armi e stili,
- accumulare equipaggiamento senza pressione.
Il livello consigliato non è una legge, ma è un segnale. Ignorarlo significa scegliere una difficoltà più alta del necessario.
Gestione dell’equipaggiamento: meno è meglio
Uno degli errori più comuni: tenere tutto.
In Nioh 3 l’equipaggiamento piove addosso. Se non fai pulizia, finisci sommerso dai menu.
Regola semplice:
- tieni 1–2 armi valide per tipo,
- tieni 1–2 set di armatura sensati,
- il resto va smontato o venduto.
Lo smontaggio fornisce materiali.
L’estrazione dell’anima serve per potenziare davvero ciò che usi.
Vendere mantiene l’economia viva.
Blocca ciò che vuoi tenere e libera tutto il resto in blocco. Meno tempo nei menu, più tempo a imparare il gioco.
La magia Onmyo non è un piano B: è un moltiplicatore

Molti la ignorano all’inizio. Errore grave.
La magia Onmyo non serve a fare spettacolo. Serve a rompere i boss.
Rallentamenti, debuff, controllo del Ki: sono strumenti che trasformano uno scontro impossibile in una battaglia gestibile.
Il Talismano della Pigrizia, in particolare, cambia completamente il ritmo dei combattimenti. Usalo. Ripetilo. Sfruttalo.
Se vuoi usare seriamente la magia, investi punti in Magia e completa i tutorial nell’hub. Non è tempo perso. È sopravvivenza.
Anche le evocazioni contano (più di quanto pensi)
La posizione Yang dei Nuclei d’Anima permette evocazioni temporanee. Non sono “aiutini”.
Sono strumenti tattici.
Evocazioni come Sunekosuri drenano il Ki nemico velocemente, aprendo finestre di attacco enormi. Se coordinate bene con i tuoi colpi, i boss crollano più per stanchezza che per danno diretto.
Accetta una verità scomoda: Nioh 3 è anche un gioco di menu

Statistiche, titoli, benedizioni, bonus passivi.
Non tutto è urgente, ma qualcosa va controllato regolarmente:
- equipaggiamento,
- livello,
- abilità sbloccabili.
Il resto può aspettare. Non serve ottimizzare tutto subito. Serve non restare indietro.
Il vero consiglio finale
Nioh 3 non vuole che tu vinca in fretta. Vuole che capisca perché hai perso.
Ogni sistema esiste per darti controllo, non potere gratuito. Se qualcosa sembra inutile, probabilmente non hai ancora trovato il modo giusto di usarla.
E quando finalmente tutto inizia a incastrarsi, il gioco cambia faccia. Non diventa facile. Diventa giusto.
Se hai già giocato altri Nioh o Soulslike, racconta nei commenti cosa ti ha aiutato di più all’inizio.
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