Ubisoft ha annunciato una ristrutturazione pesante che cambia le priorità interne e riduce i costi. Il risultato immediato è la cancellazione di progetti e una lunga lista di titoli finiti sotto osservazione. Per chi segue Assassin’s Creed, una domanda pesa più delle altre: Codename Hexe è al sicuro oppure no?
Il 21 gennaio Ubisoft ha comunicato una nuova strategia aziendale che passa da tagli, riorganizzazione dei team e una selezione più rigida dei progetti attivi. Non si parla solo di dipendenti e studi, ma anche di giochi che non vedranno mai la luce. Alcuni nomi sono stati confermati, altri restano avvolti dal silenzio, ed è proprio lì che iniziano i dubbi.
Ubisoft ha confermato ufficialmente la cancellazione di Prince of Persia: The Sands of Time Remake, un progetto che era già diventato simbolo di problemi produttivi. Insieme a lui, altri cinque giochi non annunciati sono stati eliminati, senza fornire dettagli. Questo vuoto informativo ha aperto la porta a ipotesi, leak e analisi incrociate tra insider e addetti ai lavori.
I giochi ufficialmente ancora in sviluppo

Tra i pochi punti fermi c’è Beyond Good & Evil 2. Dopo anni di silenzio e rinvii, Ubisoft ha confermato che il progetto è ancora attivo e rientra nella strategia basata su grandi avventure open world. Una conferma importante, perché parliamo di uno dei titoli più longevi e problematici della storia recente del publisher.
Questa scelta chiarisce una cosa: Ubisoft non sta chiudendo tutto, ma sta scegliendo con più attenzione cosa portare avanti.
Assassin’s Creed Codename Hexe: perché il dubbio resta
Assassin’s Creed Codename Hexe non è stato citato nel comunicato ufficiale sulla ristrutturazione. Questo silenzio è ambiguo. Da un lato, non essere nominati tra i progetti cancellati può essere un segnale positivo. Dall’altro, in una fase di tagli così netta, l’assenza di conferme pubbliche non garantisce nulla.
Secondo fonti vicine a Ubisoft, tra cui insider noti dell’ambiente Assassin’s Creed, Hexe sarebbe ancora in sviluppo. Il motivo principale è strategico: Ubisoft ha dichiarato di voler continuare a puntare sulle sue grandi serie open world, e Assassin’s Creed resta il pilastro principale.
Il problema è che Codename Hexe non nasce come un classico RPG open world gigantesco nello stile di Valhalla o Shadows. Le informazioni trapelate parlano di un progetto più compatto, con un tono più cupo e sperimentale. Ed è qui che nasce il rischio: in una fase di razionalizzazione, i progetti percepiti come “più piccoli” diventano più vulnerabili.
Hexe ha dalla sua il peso del brand, ma non il formato che Ubisoft ha sfruttato negli ultimi anni per massimizzare vendite e contenuti a lungo termine. Questo lo rende meno blindato di quanto sembri.
Gli altri Assassin’s Creed sotto osservazione
Nel quadro generale rientrano anche altri titoli del franchise.

Assassin’s Creed Jade, pensato per mobile, è considerato uno dei progetti più a rischio. Nonostante beta già avviate in passato, il silenzio prolungato e l’assenza di una data di uscita concreta fanno pensare a seri problemi. Il fatto che lo sviluppo non sia interno a Ubisoft, ma affidato a Level Infinite, rende la situazione ancora più difficile da leggere. Potrebbe essere stato congelato, ridimensionato o trasformato per altre piattaforme.
Assassin’s Creed Invictus, invece, sembra avere prospettive migliori. Si tratta di un progetto multiplayer, e il potenziale live service gioca a suo favore. Alcuni indizi recenti, come sessioni di doppiaggio segnalate da attori legati alla saga, suggeriscono che il gioco sia ancora in produzione. Ubisoft ha bisogno di prodotti capaci di generare entrate continuative, e Invictus risponde a questa logica.
Si parla anche di Assassin’s Creed 4: Black Flag Resynced, una rielaborazione moderna di uno degli episodi più amati. Anche qui non ci sono conferme ufficiali, ma il ritorno su titoli già collaudati è perfettamente coerente con la nuova linea aziendale.
Progetti non Assassin’s Creed: chi rischia e chi no
Fuori dal mondo degli Assassini, la situazione è altrettanto frammentata. The Division 3, un nuovo Far Cry, il ritorno di Rayman, un nuovo Ghost Recon e vari progetti sperimentali risultano, secondo i rumor, ancora in sviluppo. Tuttavia, molti di questi sono indicati come “critici”, ovvero non cancellati ma soggetti a revisioni, ridimensionamenti o pause improvvise.
Ubisoft sembra voler ridurre il numero di produzioni contemporanee e concentrarsi su meno titoli, con maggiore controllo sui costi e sulle tempistiche.
Cosa ci dice tutto questo su Hexe
Guardando il quadro completo, Assassin’s Creed Codename Hexe non è cancellato, ma non è neppure intoccabile. Ha due punti a favore: il marchio e l’interesse mediatico. Ha anche un punto debole chiaro: non rientra perfettamente nel modello di open world massivo che Ubisoft ha spinto negli ultimi anni.
Se il progetto riuscirà a dimostrare di avere una visione forte e una collocazione chiara all’interno del brand, andrà avanti. Se invece verrà percepito come un esperimento troppo distante dagli obiettivi economici immediati, potrebbe subire tagli o trasformazioni profonde.
Per ora, l’unica certezza è che Ubisoft sta scegliendo con molta più freddezza cosa portare avanti. E in questo contesto, anche Assassin’s Creed deve dimostrare di meritarsi ogni singolo investimento.
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