Vai al contenuto

Le ultime notizie dal mondo dei videogiochi, guide, recensioni e molto altro.

iCrewPlay iCrewPlay
Preferiti
Progetto · NotiziaComunicati Ufficiali

Divinity torna, ma non serve recuperare tutti i vecchi giochi: Larian spiega perché

Swen Vincke chiarisce come prepararsi al nuovo RPG

Avatar di massimoDiMassimo 3 min di lettura Comunicati Ufficiali
Divinity - cinematic announcement trailer 0-27 screenshot

Larian Studios sta lavorando a un nuovo capitolo di Divinity, e l’annuncio – anticipato dalla ormai celebre statua vista ai The Game Awards – ha subito riacceso l’entusiasmo dei fan. Con l’hype che cresce, però, è emersa una domanda molto concreta: bisogna recuperare tutti i vecchi Divinity prima di giocare il nuovo RPG?

La risposta arriva direttamente dal fondatore dello studio, Swen Vincke, ed è sorprendentemente onesta.

“I vecchi Divinity sono parte della storia, ma oggi sono datati”

Parlando con GamesRadar+, Vincke ha chiarito che i precedenti capitoli della serie – inclusi Divinity: Original Sin, Divinity: Original Sin 2 e titoli ancora più vecchi come Divinity: Ego Draconis – esistono all’interno della continuità narrativa, ma non sono obbligatori per godersi il prossimo gioco.

Pubblicità

Secondo Vincke, chi ha giocato i due Original Sin riconoscerà riferimenti, eventi e dettagli di lore. Lo stesso vale per i capitoli più anziani: tutto viene richiamato come parte della storia di Rivellon, il mondo creato da Larian. Ma si tratta di contesto, non di prerequisiti.

Il messaggio è chiaro: il nuovo Divinity sarà accessibile anche a chi arriva per la prima volta.

Baldur’s Gate 3 come vero punto di riferimento

Il discorso cambia quando entra in gioco Baldur’s Gate 3. Vincke spiega che, se qualcuno si è avvicinato a BG3 per:

  • il combattimento tattico
  • la libertà di scelta
  • la cooperativa
  • la struttura dei sistemi

allora Divinity: Original Sin 2 resta il titolo più indicato da recuperare. Non tanto per la storia, quanto perché è stato il vero prototipo concettuale di Baldur’s Gate 3.

Original Sin 1 viene citato come meno centrale, soprattutto per l’assenza di un sistema di compagni profondo come quello visto nei giochi successivi.

Universi diversi, filosofia comune

Divinity - cinematic announcement trailer 0-27 screenshot

È importante ricordarlo: Divinity e Baldur’s Gate non condividono lo stesso universo narrativo.
BG3 è ambientato a Faerûn, nei Forgotten Realms, mentre Divinity si svolge a Rivellon, un mondo originale creato da Larian.

Eppure, i due franchise sono legati da una filosofia di design identica:

  • libertà estrema
  • narrazione reattiva
  • sistemi che si intrecciano
  • conseguenze concrete delle scelte

Per questo Baldur’s Gate 3 rappresenta oggi il riferimento più moderno per capire cosa aspettarsi dal nuovo Divinity.

“Giocateli solo se volete sapere tutto”

Divinity - cinematic announcement trailer 0-27 screenshot

Vincke non usa mezzi termini nel chiudere il discorso. I giochi precedenti esistono, raccontano molto e hanno valore storico, ma sono titoli vecchi, con sistemi e interfacce che risentono del tempo.

Il suo consiglio è semplice:

  • se ami il lore e vuoi conoscere ogni dettaglio, puoi recuperarli
  • se cerchi solo una grande esperienza RPG moderna, non è necessario

Una presa di posizione rara, soprattutto in un’industria che spesso spinge al recupero forzato del passato.

Cosa significa per il nuovo Divinity

Divinity - cinematic announcement trailer 0-27 screenshot

Il messaggio di Larian è rassicurante:
il prossimo Divinity non sarà un gioco chiuso, autoreferenziale o ostile ai nuovi giocatori. Sarà un nuovo punto di partenza, costruito sulle fondamenta di anni di esperienza, ma pensato per il presente.

Dopo il successo di Baldur’s Gate 3, l’asticella è altissima. E proprio per questo, Larian sembra voler evitare una delle trappole più comuni: rendere il passato un ostacolo invece che una ricchezza.

Seguici su Instagram per restare aggiornato

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?