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39 Days to Mars (Switch) – La recensione

Dopo aver ottenuto ottimi risultati sulla piattaforma di Steam e su Xbox One, 39 Days to Mars sbarca ufficialmente anche su Nintendo Switch

39 Days to Mars è un’avventura puzzle-game particolarmente adatto al gioco in cooperativa per due giocatori, ma che può essere gustato anche in singolo. Al fianco di due esploratori il giocatore sarà diretto verso Marte, tra enigmi e humor inglese.

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Sin dai tempi più antichi l’uomo ha sempre desiderato librarsi in cielo come gli uccelli, per poter così superare i propri limiti e raggiungere quel posto lontano dove forse poter trovare sé stesso. Con questo sogno nel cuore che si tramanda da generazioni, l’essere umano è riuscito nell’impresa di raggiungere prima la luna nel lontano 20 luglio 1969 e successivamente a sbarcare sul pianeta rosso solo tramite l’ausilio di apposite macchine chiamate sonde. Adesso chiedo a voi che leggete queste parole…e se l’uomo su Marte ci fosse già arrivato agli inizi del XIX secolo? Cosa mi rispondereste? Beh…un giovane sviluppatore di nome Philip Buchanan, appartenente alla software house It’s Anecdotal, ha provato a immaginare questo straordinario viaggio che parte proprio dal periodo della prima rivoluzione industriale, riproponendolo sotto forma di un puzzle-game veramente interessante e, per certi versi avvincente, stiamo parlando di 39 Days to Mars.

Preparate il thé, gli Scone e si parte verso Marte!

Scena introduttiva a 39 Days to Mars

39 Days to Mars venne rilasciato per la prima volta sulla piattaforma di Steam il 25 aprile 2018 e dopo aver riscosso i migliori favori della critica è riuscito ad arrivare anche sulla principale console di Microsoft, Xbox One, lo scorso 6 febbraio 2019. Il titolo sviluppato da It’s Anecdotal sembra non volersi più fermare e così ha deciso di “mettersi in viaggio” verso la console ibrida di Nintendo, così il 16 maggio 2019 finalmente sbarca su Switch, 39 Days to Mars alla modica cifra di 12,99 € (14,99 $).
Il titolo realizzato dal giovane sviluppatore Philip Buchanan racconta la storia di due geniali esploratori del XIX secolo, Sir Albert Wickes e The Right Honourable Clarence Baxter, che un bel giorno durante la classica “ora del Thè” decidono di costruire una particolare macchina volante a vapore e di mettersi in viaggio verso il pianeta rosso, Marte. La loro singolare avventura sarà caratterizzata da mille imprevisti e ulteriori enigmi da risolvere per poter così giungere alla meta, tutti sani e salvi.

Un bellissimo viaggio tra enigmi e “Scone”!

Gameplay della fase iniziale di 39 Days to Mars

39 Days to Mars porta il giocatore in un mondo pieno di humor inglese, a volte fin troppo “pieno”, e tantissimi enigmi da risolvere per poter così arrivare su Marte. Sebbene questo bellissimo viaggio possa essere affrontato benissimo in single-player, con la sola compagnia dei due affezionati ed eccentrici esploratori, la sua anima è votata totalmente alla cooperazione e quindi al Multiplayer, per questo motivo consiglio a tutti voi di giocarlo insieme ad amico o, come ho fatto io che ho deciso di affrontare questo viaggio insieme a mio fratello. Posso garantirvi che questa esperienza segnerà la vita di entrambi e, se non siete mai andati d’accordo, vi posso garantire che l’odio verso il sistema di gioco vi unirà per sempre. Non capite le mie parole? Continuate a leggere e capirete.

Uno dei primi enigmi presenti in 39 Days to Mars

Come ho detto in precedenza, gli enigmi rappresentano il cuore pulsante dell’offerta videoludica di 39 Days to Mars e per questo motivo essi sono anche le basi su cui è costruito l’intero Gameplay. Questo verterà semplicemente sulla risoluzione di tali enigmi in un modo alquanto singolare, infatti, se deciderete di affrontare l’avventura con un “compagno di viaggio”  la collaborazione sarà essenziale, nel vero senso della parola. Tutti gli enigmi per essere risolti necessitano della perfetta collaborazione e coordinazione dei due giocatori, sia per recuperare una chiave penzolante sui rami di un albero, sia per riparare una caldaia, passando per la preparazione di uno “stramaledetto” scone. Preparatevi perché, anche preparare il Thè potrà rivelarsi una missione molto ardua da portare a termine, specialmente se si sta giocando alla versione ufficiale per Nintendo Switch.

Da domani solo Th…caffè!

Preparazione di uno "scone" in 39 Days to Mars

Viste le chiare basi sulle quali è costruito l’intero gameplay è facile capire quali possano essere i problemi che sono sorti nel momento in cui questo titolo è arrivato su console dopo un adattamento della versione PC. Se per quest’ultimo, mouse e tastiera possono rivelarsi buoni alleati nella risoluzione degli enigmi (già molto complicati dal punto di vista tecnico) nella piena collaborazione e coordinazione, su console la situazione e ben peggiore. Giocando con mio fratello, infatti, superare i vari enigmi utilizzando i due joycon di Switch è stato un vero e proprio calvario, per non parlare della famosa “goccia che ha fatto traboccare il vaso”, cioè la preparazione di uno Scone, resa incredibilmente complicata dal sistema di gioco. Cosa sono gli scone? Vediamo cosa dice wikipedia.

Gli scone sono prodotti alimentari da forno. Storicamente specialità gastronomiche scozzesi, sono simili per lievitazione alla pasta brioche, ma meno dolci. Generalmente accompagnano il tè ma non solo, e possono essere serviti in una varietà di modi differenti con la clotted cream e confettura, con il miele o con il lemon curd.

Dopo questa “emozionante esperienza”, tra un coltello “ingovernabile” e contenitori “ballerini”, la nostra colazione non è più la stessa e ancora oggi vedere pane e marmellata ci fa venire i brividi lungo la schiena, per questo abbiamo preso la fatidica decisione:“Da domani solo Caffè!”

Un’illustrazione stampata direttamente dal XIX Secolo

La fantastica nave in 39 days to Mars

La trama semplice e il gameplaycomplesso” fanno da cornice a questa bellissima avventura dal design grafico che richiama chiaramente le illustrazioni stampante del XIX secolo, minimale e con pochi colori, ma che riesce comunque ad trasmettere perfettamente tutte le emozioni e le sensazioni provate dai due eccentrici esploratori durante il loro lungo viaggio verso il pianeta rosso. Insieme allo stile grafico, anche la colonna sonora si adatta bene all’offerta videoludica di 39 Days to Mars. Motivetti mai noiosi e sempre a tema con tutto quello che accadrà sullo schermo, riuscendo così a rendere ancora più completa l’esperienza di gioco all’utente durante tutti i famosi 39 giorni. L’unica cosa che rovina questa avvincente avventura è legata al comparto tecnico, che purtroppo si adatta malissimo ai controller della console, portando così a rendere il più semplice degli enigmi, il più frustrante degli incubi!
39 Days to Mars 
è un puzzle-game veramente interessante che consiglio di giocare a chiunque sia un amante del genere e che vuole passare un “pomeriggio diverso” insieme a un amico, tra enigmi particolari, macchine strampalate e tantissimo “sano humor inglese”.

 

Grafica originale e simile a una illustrazione stampata

Enigmi interessanti e con la giusta difficoltà

Trama semplice e coinvolgente

Evidenti problemi tecnici specialmente nella modalità cooperativa

Controlli Switch inadatti e snervanti

Enigmi molte volte ripetuti

Nessun trofeo presente nel gioco

Grafica
70
Sonoro
70
Longevità
65
Impatto
60
Voto
VOTA
1

39 Days to Mars è un puzzle-game semplice e nello stesso tempo anche coinvolgente, con la sua grafica in stile “illustrazione stampata” del XIX Secolo, i suoi enigmi particolari e l’eccentricità inglese dei due esploratori. Philip Buchanan è riuscito a creare un piccolo capolavoro che strizza l’occhio al gioco in cooperativa, l’unica difetto è legato al pessimo adattamento effettuato per i controlli console, estenuanti e poco precisi, in particolare per Nintendo Switch.

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Miei

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