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10 videogiochi per combattere la psicosi da coronavirus

In questi tempi bui, cerchiamo di prendere la paura di petto giocando a 10 titoli che hanno come tema principale pandemie e virus

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Un vecchio detto diceva: Anno bisesto, anno funesto. Questo 2020, per come è iniziato, vuole confermare questo adagio visto che nel giro di poco più di 2 mesi abbiamo:

  • Sfiorato la terza guerra mondiale
  • Un pezzo della comunità europea se nè andato con la Brexit
  • Uno dei più forti e amati sportivi di sempre, Kobe Bryant, è deceduto per colpa di un incidente
  • Ultimo, ma non ultimo, stiamo vivendo un epidemia su scala mondiale che prende il nome di Coronavirus

Inutile dire, a meno che tu non abbia vissuto su Marte negli ultimi 2 mesi, che quest’ultimo avvenimento sta creando panico generale, fomentato anche dal problema di avere orde di fake news, falsi allarmismi e il fatto che le notizie sulle guarigioni facciano meno rumore di quelle catastrofiche non aiuta.

Che fare per combattere la psicosi? L’università di Westminster ha risposto a questa domanda dicendo che per far passare la paura basterebbe guardarsi un buon film horror. Quindi perché non allargare la cosa al nostro passatempo preferito? Dopotutto buona parte dei giochi che elencherò oggi si possono tranquillamente considerare dei filmoni interattivi. Direi di preparare la mascherina, munisciti di un flacone di amuchina ed ecco a te 10 videogiochi per combattere la psicosi da coronavirus.

Una piccola regola prima di iniziare. Non verranno inclusi tie in, come ad esempio il gioco di World War Z o simili, se però dal videogioco ci hanno tratto un film, quello non conta. In più prenderemo in esame le saghe e non i giochi singoli.

Plague inc.

Nella maggior parte delle opere dedicate alle epidemie e pandemie noi siamo gli eroi che devono sopravvivere, oppure gli scienziati che devono trovare una cura. Qui è il contrario, saremo noi il virus. Uscito praticamente per tutte le piattaforme mobili e su Steam, avremo la facoltà di poter scegliere vari aspetti del contagio. Dal nome della malattia, al tipo di trasmissione, ai sintomi e da quale parte del mondo iniziare. Il tutto ci verrà presentato tramite una mappa e dovremo pure contrastare la ricerca. L’obiettivo finale è l’estinzione della razza umana. Solo i veri temerari partono dalla Groenlandia.

Fact: dopo la diffusione del Coronavirus, le vendite del gioco sono schizzate alle stelle, facendo arrivare Plague Inc. primo nella classifica delle app a pagamento sullo store di Apple.

Resident Evil

Qui tutta la saga si basa sulla diffusione di un virus. Nel primo Resident Evil, uscito nel 1996, saremo Jill o Chris componenti della squadra Bravo della STARS, corpo speciale altamente addestrato, i quali dovremo investigare su alcuni strani accadimenti nella città di Racoon City. Scopriremo, andando avanti nell’avventura, che il tutto è stato causato dal virus G, un agente mutageno creato dalla Umbrella Corporation un’azienda farmaceutica, che può trasformare le persone in zombie assetati di carne umana.

Nel secondo e nel terzo capitolo, saremo invece impegnati tra le strade di Racoon City. Il virus, infatti, avrà preso piede ed infetterà tutta la città. Dovremo investigare e scappare prima che tutto venga raso al suolo cancellando ogni possibile prova. Nel quarto titolo, invece, il virus G viene sostituito da un parassita, cambia l’ambientazione americana, a favore di quella spagnola e avremo un gameplay molto più action rispetto al passato. Il leitmotiv del parassita continuerà anche per il quinto, sesto (anche se in quest’ultimo alcuni infetti saranno zombie e altri parassiti) e settimo capitolo .

Fact: Una delle fake news sul Coronavirus più gettonate sul web, dice che il virus in questione sia stato fatto uscire da un laboratorio di Wuhan (l’epicentro dell’infezione) e quindi sarebbe un’arma batteriologica, proprio come nel plot twist di Resident Evil.

In un’immagine circolata sul web pare che il laboratorio fosse il RLSW il quale è realmente esistente e ha veramente lo stesso simbolo della Umbrella (ma con colori diversi). Tuttavia il centro di ricerca si trova a Shanghai e non a Wuhan, ma resta ancora un mistero il come mai le due aziende abbiano un logo tanto simile.

Syphon filter

Uscito nel 1999, dalle menti del 989 Studio, Syphon Filter era un ottimo gioco il quale non abbe il successo sperato, visto che nello stesso periodo sulla scatoletta grigia di Sony veniva lanciato uno dei giochi più belli di sempre: Metal Gear Solid. Impersoneremo Gabe Logan e dovremo catturare dei terroristi che minacciano di spedire una bomba biologica su Washington. Il nome del virus è, manco a dirlo, Syphon Filter.

Fact: In molti credono che Syphon Filter sia uscito come gioco clone per contrastare Metal Gear Solid. Nulla di più sbagliato. Sony fece uscire il titolo per dare una controparte Playstation al gioco 007: Goldeneye su Nintendo 64.

Metal Gear Solid

 

Qui i giochi della saga di Snake & co., dove compare un virus, sono tre: il primo, il 4 e il 5. In Metal Gear Solid, per Playstation e successivamente anche GameCube con la remastered The Twin Snakes, avremo a che fare con il FoxDie, un virus creato in laboratorio, creato per uccidere solo determinati soggetti, tra cui il nostro alter ego virtuale Solid Snake.

Nel quarto capitolo, dove vestiremo sempre i panni di Solid Snake, avremo a che fare nuovamente con il FoxDie. Nel gioco, Snake, si ammalerà di una raro morbo che accelera l’invecchiamento e per colpa di questa malattia anche il FoxDie, ancora presente nel suo corpo, rischia di mutare. Quindi il virus non colpirà più solo determinate persone, ma tutti indistintamente scatenando una possibile pandemia e facendo diventare, di fatto, l’eroe in questione una bomba biologica ambulante. Ironia della sorte, passi la vita a combattere l’estinzione di massa e alla fine rischi tu di causarla.

Nel quinto capitolo, The Phantom Pain, invece, avremo a che fare con un virus (di cui non c’è dato un nome) che colpisce solo ed esclusivamente gli individui che parlano una determinata lingua.

Fact: Il virus FoxDie comparirebbe anche nel terzo capitolo di Metal Gear Solid, tuttavia questo è andato perduto per colpa di una traduzione sbagliata. Nella versione giapponese Snake chiede a Major Zero, “Will our ‘FOX’ die as well?” (俺たちの「FOX」も死ぬのか?). La frase venne erroneamente tradotta in inglese come “Does this mean FOX is going to die?”.

The Last of Us

Qui non si parla di un vero e proprio virus, ma di un parassita: Il Cordyceps. Nella storia impersoneremo Joel il quale cerca di scappare all’inizio della diffusione del parassita, che trasforma le persone prendendone il controllo e rendendole aggressive, insieme alla figlia e al fratello. Durante la fuga, la piccola, rimane uccisa con una straziante scena di morte che tocca anche i cuori più duri, gettando Joel nello sconforto.

Passati 20 anni, saremo tra i pochi sopravvissuti rimasti e per campare diventeremo dei contrabbandieri. Il nostro ultimo incarico è quello di scortare Ellie un’adolescente, la quale è stata morsa, ma non presenta i sintomi della malattia, in un centro di ricerca poiché dal suo DNA si può creare una cura al cordyceps. Durante il nostro viaggio, nonostante un’iniziale diffidenza, impareremo a voler bene alla piccola Ellie e a provare qualcosa che sembrava perso dopo la morte della figlia di Joel.

Fact: Il cordyceps è un fungo che esiste realmente in natura e con gli stessi sintomi narrati nel gioco. Tuttavia è un parassita che colpisce solo insetti ed animali di piccola taglia.

Dying light

Prima gli zombie erano creature sovrannaturali che uscivano dalle tombe grazie ad un maleficio o a qualche pratica esoterica. Dopo che Resident Evil ha sdoganato la trama dell’essere che si trasforma per colpa di una malattia, in molti hanno seguito questo filone. Dying Light non fa eccezione. Un virus ha contagiato e decimato tutta la popolazione mondiale e bisogna fare qualcosa per trovare l’antidoto.

Il bello di Dying Light e lo fa differenziare da altri titoli in questa lista è il ciclo giorno e notte. Se di giorno i nemici a schermo saranno deboli e facilmente evitabili, di notte questi saranno molto più forti e veloci trasformandoci, quindi, in facili prede. Tuttavia gli zombie notturni saranno molto sensibili ad armi con raggi ultravioletti.

Fact: Dying Light nasce da una costola di Dead Island, il primo gioco a tema zombesco di Techland, i creatori del titolo. Inizialmente Dead Island doveva essere un’avventura seriosa e drammatica, ma sappiamo tutti che così non fu. Quindi le idee per quel titolo vennero tutte trasportate su Daying Light.

Roadwar 2000

Se pensi che che il tema virus, batteri o comunque disastri biologici, sia una prerogativa degli ultimi 20 anni ti sbagli di grosso. Una delle prime testimonianze di questo tema c’è nel titolo, del 1986, Roadwar 2000 un RTS uscito per originariamente per Apple II e Commodore 64.
Siamo negli USA e a seguito di una guerra batteriologica, tutti i suoi abitanti sono stati trasformati in creature mutate spaventose. Un piccolo gruppo di esperti di combattimenti da strada viene contattato da quello che resta del governo statunitense e assoldato per trovare 8 scienziati che dovranno trovare una cura alla piaga che ha afflitto il paese.

Fact: La copertina del gioco è palesemente ispirata a Mad Max, opera cinematografica la quale parla di un futuro post apocalittico.

Tom Clancy’s: the Division

Il gioco si svolge a New York. Durante il giorno del Black Friday un gruppo di terroristi decide di spargere, tramite delle banconote, un versione modificata del virus del vaiolo. Noi saremo a capo della Division, una squadra addestrata a questo tipo di attacchi terroristici, per riuscire a riportare la calma nella Grande Mela e scoprire chi c’è dietro a questo attacco terroristico.

Fact: Nel gioco il presidente degli Stati uniti, prima di schierare la squadra addestrata chiamata, appunto, The Division, attua il protocollo nominato Direttiva 51. La Direttiva 51 esiste veramente ed è stata istituita dall’ex presidente George W. Bush dopo il terribile attacco delle Twin Towers di New York l’11 settembre 2001. Si tratta di norme dettagliate da seguire in caso di attacco terroristico.

Unforseen Incidents

Qui andiamo sulla scena indie con questa piccola perla uscita dalle menti dello studio tedesco Backwoods Entertainment. Saremo Harper Pendrel, un abitante della fittizia città di Yelltown, il quale dovremo investigare su un’epidemia che sta decimando il luogo dove viviamo. Punta e clicca fatto molto bene, ma che tuttavia non ha ricevuto il successo sperato.

Fact: No, purtroppo per questo curiosità non ne ho trovate.

Days gone

Concludiamo con un blockbuster in esclusiva per Playstation 4 uscito abbastanza recentemente, nel 2019. Days Gone si va ad accodare al filone delle persone che si trasformano in zombie (qui vengono chiamati i furiosi) per colpa di un virus. Nei panni Deacon, ex militare e motociclista, dovremo sopravvivere alle orde di non morti che ci si pareranno davanti.

Fact: Il personaggio principale, Deacon “Deek” St. John, è fortemente ispirato alla figura di Daryl Dixon, personaggio della serie TV The Walking Dead, interpretato da Norman Reedus, lo stesso attore che ha prestato le fattezze del personaggio principale di Death Stranding. Infatti tutti e due i personaggi sono biker e molto abili con la balestra.

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