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10 karateka nei videogiochi

Visto il successo della serie Cobra Kai, ecco i 10 karateka più iconici del mondo videoludico, in attesa della terza stagione

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È un periodo che sono entrato in fissa forte con la serie TV Cobra Kai. È praticamente il sequel, 30 anni dopo, di uno dei film che ha forgiato la mia infanzia, insieme alla saga di Rocky. Se non l’hai ancora vista su Netflix, corri prima di subito a farti un binge watching, di quelli pesanti, a recuperare questa mancanza.

Il problema è che le prime due stagioni, purtroppo, finiscono presto e c’è da attendere l’anno prossimo per avere la terza season e capire come andrà a finire la rivalità tra il Miyagi Do e il Cobra Kai; un’attesa davvero snervante. Quindi perché non fare un articolo su 10 karateka che hanno affollato le nostre console, giusto per ingannare l’attesa? Ok potevo giocarmi un articolo che trattasse il terribile titolo uscito sul primo Nintendo creato dalla famigerata LJN, ma quello, magari, me lo tengo proprio per quando uscirà la terza stagione di Cobra Kai. Chi lo sa…

Il karate è una delle forme più gettonate quando si parla di intrattenimento, quindi non solo videogiochi, ma anche TV e cinema. Questo porta, per forza di cose, a prendersi un certo tipo di licenze quando arriva il momento della sua trasposizione sullo schermo. Tuttavia il vero Karate è contraddistinto da diversi stili, i quali, in Giappone, vengono spesso tramandati di famiglia in famiglia, però tutti questi modi diversi di interpretare questa disciplina hanno in comune il colpo a mano aperta, dove questa si chiude all’occorrenza per sferrare pugni insieme ai calci.

Questa è una descrizione molto spartana e te l’ho detta giusto per far vedere le mie conoscenze sull’argomento, ma soprattutto per farti capire come sono stati creati, nelle varie serie videoludiche, i combattenti che si ispirano a questa arte marziale. Quindi senza ulteriori indugi eccoti 10 combattenti karateka per ingannare l’attesa con la terza stagione di Cobra Kai.

Ryu (Street Fighter)

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Ma non solo Ryu, potremmo prendere anche gli altri praticanti o aspiranti karateka di Street Fighter, visto che, almeno nei primi episodi, Ken altri non era che una versione con gi (il gi, se non sai cosa sia, è il vestito utilizzato dai karateka durante combattimenti e allenamenti) rosso. Lo stile di combattimento di Ryu è quello dello Shotokan Karate (tra l’altro uno dei più praticaticati in Italia), dove il combattente deve restare in maniera dritta e distribuire in maniera omogenea il peso sulle gambe.

Naturalmente le mosse leggendarie di Ryu ovvero: Hadouken, Shoryuken e Tetsumaki Senpukyaku non sono riproducibili nella realtà (anche se so perfettamente che chiunque nella vita ha messo le mani in una certa posa per far partire una bolla di fuoco, lo so, non mentire) tuttavia in Capcom decisero, con il primo capitolo della serie, semplicemente di abbreviarlo in Shoto.

Ryo Sakazaki (King of Fighters/Art of Fighting)

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Ryo Sakazaki, uno dei protagonisti di questi due bellissimi giochi di combattimento, utilizza uno stile di combattimento di fantasia chiamato Kyokugenryu Karate (prova a dirlo senza intartagliarti). Inizialmente i suoi creatori lo avevano dotato di uno stile che per metà era realmente ispirato a questa disciplina, mentre in parte erano mosse assolutamente inventate da zero.

Tuttavia con il passare del tempo e con il progredire della serie, lo stile di combattimento fu modificato per assomigliare sempre di più al vero Karate, visto anche l’utilizzo massiccio di parate come set portante delle sue mosse, le quali sono alla base di questa arte marziale. Esempi sono la sua mossa speciale l’Enredtsuken, dove Ryo scaglia parecchi pugni in successione, sono una versione riveduta dell’Oi-Tsuki, ovvero una mossa presente nel karate tradizionale dove il lottatore scaglia parecchi attacchi in sequenza a pugno chiuso.

La famiglia Mishima (Tekken)

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Il Karate praticato dalla famiglia Mishima, quindi tutti i suoi componenti Kazuya, Jinpachi, Heiachi e Jin Kazama (ma lui solo fino al terzo capitolo), è una tecnica totalmente inventata che viene tramandata dalla famiglia Mishima da padre in figlio.

Nonostante non sia vera, ma solo un’opera di finzione, prende moltissima ispirazione dal vero Karate, come ad esempio alcune pose, pugni, ma soprattutto colpi a mano aperta. Poi vabbè, la famiglia Mishima ha voluto aggiungere anche un tocco di tamarraggine, aggiungendo tuoni e fulmini ad ogni colpo, i quali sono la caratteristica dello stile di combattimento di famiglia.

Johnny Cage (Mortal Kombat)

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Che non si può parlare di combattenti dei videogiochi senza citarne almeno uno di Mortal Kombat. Ispirato a Jean Claude Van Damme, nel film Senza Esclusione di Colpi, Jhonny Cage ha un mix proprio di Karate e Ninjutsu ovvero un’arte marziale dei Ninja la quale si basa su movimenti veloci e sull’agire nell’ombra. Uno dei massimi esponenti di questa disciplina è Frank Dux, ovvero il lottatore da cui Senza esclusione di Colpi prende la storia (sì, si tratta di una storia vera).

Naturalmente una cosa del genere doveva essere spettacolarizzata per rendere meglio a schermo e quindi ideale per un videogame. Per fare questo vennero aggiunte mosse speciali come il Green Spin (la palla verde che Johnny lancia), ma soprattutto il colpo iconico di Johnny il Down Thrown, ovvero l’eseguire una spaccata e tirare un pugno li dove non batte il sole. Ancora a pensarci provo dolore.

Combattente senza nome di Karate Champ

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Andiamo nella storia. Se faccio la domanda, qual è stato il primo picchiaduro ad incontri della storia? Eccolo, lo sapevo che avresti risposto Street Fighter. No, è stato Karate Champ un picchiaduro uscito nel lontano 1984 il quale era il primo timido approccio ad una simulazione del genere.

Le mosse tecniche ci sono davvero tutte e quindi dare anche una sola piccola menzione d’onore a questo personaggio, senza un nome, dovrebbe essere d’obbligo. Non abbiamo una storia e nemmeno un background del personaggio. Solo un generico torneo, un combattente vestito con un Gi bianco e l’altro rosso. Nient’altro.

Silber/Silver (Art of Fighting/Buriki One)

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Andiamo un po’ più nell’oscuro ovvero in quei giochi che ci siamo giocati in 3. Siber era il boss finale di Buriki One un piacchiaduro ad incontri, fatto da SNK, in 3D. Diciamo che questo titolo prendeva forte ispirazione da mostri sacri dell’epoca come Tekken, tuttavia il gioco se lo filarono in pochissimi e quindi SNK, per non buttare via un personaggio con un questo carisma, ebbe la geniale di idea di spostarlo verso altri lidi, ovvero Art of Fighting.

Gli vengono tolte le 3 dimensioni, cambiato il nome in Silver (Siber vuol dire argento in tedesco) e gli si mette una bella chioma fluente. Lento come pochi, tuttavia se capiti a tiro del suo attacco, potrebbe farti davvero male, o se lo scegli tu potresti fare molto male a chi ti sta davanti.

Jin Kazama (da Tekken 4 in poi)

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Questo per forza di cose va messo separato dalla posizione più sopra, visto che qui bisogna entrare nella lore di Tekken. Jin dopo aver battuto True Ogre in Tekken 3, viene raggiunto dal corpo speciale della Mishima Zaibatsu capitanata da Heiachi. Dopo essere stato crivellato, il colpo finale lo scaglia proprio suo nonno facendogli sopraggiungere la morte, sparandogli in testa.

Tuttavia questo non è sufficiente ad uccidere Jin, anzi, questo rilascia il suo vero potere, si trasforma in Devil Jin e con le ali che gli sono cresciute scappa. Anni dopo, in Tekken 4, Jin si reca in Australia per lasciarsi alle spalle lo stile di Karate della famiglia Mishima ed impararne uno tutto nuovo. Da qui in poi, nei capitoli successivi di Tekken, Jin non utilizzerà più lo stile imparato dal nonno, a meno che non si trasformi in Devil Jin.

Il gioco chiama il nuovo stile di Jin semplicemente Karate, tuttavia il modo di muoversi, ma sopratutto chi ha dato le sue movenze durante le sedute di mocap, ovvero Ryu Narushima, una leggenda del Karate in Giappone, possono far capire che la strada intrapresa da Jin sia quella del Kyokushin Karate.

Hitomi (Dead or Alive)

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Hitomi fa il suo debutto nella serie Dead or Alive nel terzo capitolo soppiantando di fatto Ein come combattente che pratica Karate. Dopo gli eventi di Dead or Alive (il primo), Hitomi trova Ein svenuto nella Black Forest, dopo essere stato abbandonato visto il fallimento del Project Epsilon.

Hitomi lo prende con sè e insieme iniziano a fare pratica di Karate, con la speranza che lui possa riacquistare la memoria. Ein partecipa al secondo torneo Dead or Alive, anche per indagare sul suo passato. Durante il torneo riesce effettivamente a riacquistare la memoria perduta, capendo di essere in realtà Hayate, un leader Shinobi il quale farà ritorno al suo villaggio originario, ovvero il Mugen Tenshin Village. Grazie a questo susseguirsi di avvenimenti Hitomi va a sostituire in pianta stabile Ein.

Jean Kujo (Virtua Fighter)

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Un karateka proveniente dalla terra delle baguette il quale altri non è che un assassino del J6, che ha subito un lavaggio del cervello. Segue la sconfitta Goh Hinogami per mano di Jacky Bryant nel quarto World Fighting Tournament e quindi adesso ha la possibilità di provare il suo valore sul ring. Decide quindi di scontrarsi con Lion Rafale, anche se sono amici dall’infanzia.

Uno dei pochi esempi di come trasporre un’arte marziale a schermo. Infatti, come da tradizione nel titolo Sega, i movimenti e le mosse sono le medesime che potresti trovare all’interno di un vero combattimento di Karate.

Takuma/Mr. Karate (Art of Fighting/King of Fighters)

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Dopo aver citato il figlio, chiudiamo la lista con il padre, in più se fai una lista con 10 karateka, non puoi non mettere uno che usa come nickname Mr. Karate. Quando Takuma viene obbligato a lavorare per Geese Howard, ovvero il cattivone della serie Art of Fighting, lui per difendere l’onore della famiglia si traveste da Mr. Karate.

Durante la sua avventura dovrà sconfiggere moltissimi avversari, tra cui Ryo. Per non farsi scoprire dal figlio, Takuma decide di mantenere la sua identità segreta, poiché curioso di vedere i progressi di Ryo. Impressionato da quest’ultimo, gli svelerà la sua identità alla fine dello scontro. Proprio come il figlio, Mr. Karate utilizza il Kyokugenryu Karate, ovvero uno stile di combattimento inventato, ma che si basa su quello vero e lo modifica per renderlo più spettacolare ed adatto ad un videogame.

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