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Quella che vi presentiamo oggi è la recensione di Conarium, gioco della Zeotrope Interactive in uscita il 6 giugno per Steam e previsto entro la fine del 2017 anche per Xbox One e PS4. Zeotrope Interactive è un piccolo studio indipendente con base in Turchia non nuovo alle atmosfere Lovecraftiane, che sono alla base anche della serie Darkness Within. Questo è il loro terzo progetto.

L’editore è Iceberg Interactive, di cui recentemente abbiamo recensito Starpoint Gemini Warlords, e che si è occupata di pubblicare anche i due precedenti lavori di Zeotrope: “Darkness Within: Sulle tracce di Loath Nolder” e “Darkness Within 2: La Stirpe Oscura”.

Trama

La stanza della base antartica in cui ci risvegliamo nei panni di Frank Gilman

Conarium è un horror game basato sulla letteratura Lovecraftiana, ispirato in particolare a “Le Montagne della Follia” e suo ideale seguito. Si svolge infatti nella base antartica di Upuaut, come è facile evincere da diversi documenti sparsi all’interno del gioco, e noi vestiremo i panni di Frank Gilman, membro della spedizione guidata dal Dr. Faust e, per ora, unico occupante della base. Frank infatti si è svegliato senza ricordi degli ultimi giorni ed apparentemente l’unico essere vivente all’interno della base. Frank porta al polso uno strano oggetto, Conarium appunto, di cui per il momento non consociamo la funzione. Sarà nostro compito scoprire cosa è successo.

Gameplay

Il gioco adotta una visuale soggettiva in prima persona simulando il punto di vista del protagonista, il che è una scelta particolarmente azzeccata per mantenere l’effetto suspance che è il leitmotiv di Conarium. Molto importante da sottolineare è che il gioco non ha una trama lineare ma presenta finali multipli, condizionati dalle scelte che faremo nei punti cruciali.

Nella nostra prova abbiamo utilizzato un joypad nonostante il sistema consigli l’utilizzo di mouse e tastiera, trovando comunque i comandi agevoli ed immediati. Unica pecca la velocità di alcuni movimenti, come ad esempio il girare su se stessi, che abbiamo trovato lento. In compenso usare un joypad rende i movimenti molto più stabili rispetto a mouse e tastiera, limitando l’effetto “mal di mare” di cui qualcuno potrebbe soffrire nei giochi in prima persona. Qualsiasi sia il metodo utilizzato, comodi avvisi sullo schermo aiuteranno il giocatore ad utilizzare i comandi corretti in ogni occasione.

I movimenti sono influenzati dal luogo in cui ci si trova, contribuendo a rendere ancora più reale l’esperienza di gioco: ad esempio saremo molto più veloci all’interno della base rispetto all’esterno, dove la neve alta rallenterà la nostra andatura.

Rompicapi ed esplorazione

L’attività principale in Conarium è quella di esplorare: stanze, armadi, cassetti, superfici, nulla va tralasciato perché può contenere un indizio utile a scoprire cosa è accaduto agli occupanti della base (ed andare quindi ad aggiornare il diario in cui viene annotata ogni nuova scoperta) e trovare una via d’uscita da Upuaut. Il punto al centro dello schermo, opportunamente spostato sugli oggetti, diventa una lente di ingrandimento per osservare meglio o un ingranaggio per far partire un’azione, o ancora una mano per aprire porte o cassetti. L’azione deve essere voluta e non casuale, poiché il punto cambia forma solo se posizionato esattamente sopra l’oggetto e a distanza ravvicinata, per cui difficilmente ci potrà capitare di scoprire azioni casualmente. Questo, unito alla visuale in prima persona, riesce ad immergere il giocatore ancora di più nel gioco a 360 gradi, quasi fosse la realtà ed egli fosse realmente nell’Antartide vittima di eventi inspiegati.

L’unica pecca che abbiamo trovato nel gameplay è la presenza di alcuni punti che possono causare frustrazione nel giocatore, bloccato nell’impossibilità di andare avanti per aver saltato un’azione o non aver trovato l’oggetto necessario. In questo caso nessun aiuto arriverà dall’interfaccia di gioco, l’unica soluzione è tornare indietro e ripercorrere i propri passi, facendo attenzione ad ogni indizio incontrato sulla strada.

Oltre all’attività di ricerca ed esplorazione, sono sparsi nel gioco alcuni rompicapi interessanti ed originali, che impegnano il giocatore nella soluzione ma non più del necessario.

In ogni momento è possibile accedere all’inventario di gioco, un’interfaccia con l’elenco degli oggetti posseduti e la possibilità di zoomarli e ruotarli a piacimento. L’utilizzo degli oggetti è comunque automatico: se ho la necessità di posizionare una leva, mi basterà fare un clic sul luogo dove va posizionata, senza entrare nell’inventario e selezionarla preventivamente.

Grafica e colonna sonora

La grafica è perfettamente in linea con la trama del gioco, molto cupa e con la predominanza di toni scuri, oltre alla presenza di nebbia e pulviscolo nell’aria che danno un ulteriore tocco di mistero e desolazione all’ambiente. La stessa cosa all’esterno, dove infuria una tempesta di neve che rende impossibile lasciare la base con i mezzi di terra: la neve che cade ha un effetto del tutto naturale, non ci sono fastidiose ripetizioni di particelle che possano dare la sensazione di un movimento meccanico. Del resto il motore utilizzato è Unreal Engine 4. I giochi di chiaroscuro, di luce ed ombra, contribuiscono ulteriormente a dare il senso di realtà e lasciano ila sensazione che qualcosa possa accadere dietro ogni porta che apriamo. Grazie alle scene che inframmezzano il gameplay, come l’accensione improvvisa di una luce che proietta ingigantita l’ombra di un gatto, un piccolo salto sulla sedia ogni tanto lo faremo.

La musica che fa da background a Conarium è costituita per la maggior parte dai rumori di background della base antartica: cigolii, tubi che si assestano, rumori di passi e altri suoni indefiniti (e inquietanti). Il tutto dà l’impressione di essere all’interno di qualcosa di vivo e senziente, che respira attorno a noi. L’effetto eco e il rimbombo tipico di un luogo chiuso sono riprodotti perfettamente.

Le frasi pronunciate dai personaggi del gioco sono riprodotte da un doppiatore, non vi è al momento una traduzione del doppiaggio, ma nella versione definitiva del gioco saranno presenti i sottotitoli in diverse lingue, tra cui l’italiano. I dialoghi sono comunque una parte secondaria del gioco.

Game utilities

Il salvataggio è automatico, ma possiamo noi stessi creare dei punti di salvataggio a nostro piacimento per poi riprendere da dove avevamo lasciato. I salvataggi sono facilmente riconoscibili da data e ora e dal punto del gioco in cui eravamo.

Numerosi sono i settaggi delle impostazioni che possiamo fare per rendere il migliore possibile l’esperienza di gioco, dalla luminosità agli effetti, in modo che risulti scorrevole al meglio delle capacità del computer su cui lo stiamo utilizzando.

I requisiti minimi di sistema richiesti sono i seguenti:

    • Sistema operativo: Windows 7 64-bit
    • Processore: Intel Core i3-4160 @ 3.60GHz
    • Memoria: 6 GB di RAM
    • Scheda video: NVIDIA® GeForce® GTX 480/570/670, ATI Radeon HD 5870/5850
    • DirectX: Versione 11
    • Memoria: 8 GB di spazio disponibile

Non è supportata la risoluzione 4:3.

Conarium è classificato PEGI12 a causa del linguaggio colorito e della paura che potrebbe suscitare il gioco. Si tratta comunque del primo livello PEGI arancione.

Conclusioni

Complessivamente Conarium è un titolo che merita attenzione, in particolare per gli appassionati della letteratura Lovecraftiana, che ritroveranno molte delle atmosfere a cui sono abituati dai libri. Ma non solo atmosfera, sarà facile infatti riconoscere in diversi punti i richiami ai racconti di Lovecraft.

Se invece non avete mai letto Lovecraft ma vi piacciono gli horror game, Conarium fa anche per voi: la trama non è banale ed è il giocatore a modellare gli eventi per arrivare ad uno dei tanti finali possibili… che sia di salvezza o di disperazione.

Esplorare e scoprire tutto ciò che nasconde Upuaut e la spedizione del dr. Faust porterà via diverse ore di gioco, ed altre ancora ne saranno spese per provare i finali alternativi, per cui la longevità di Conarium è decisamente alta.

VOTO FINALE
Conarium
8
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Sono nata quando i computer funzionavano ancora con le cassette ed internet non esisteva, ma era il mio mondo. Dal primo linguaggio che ho imparato, il BASIC, non mi sono più fermata. Gamer per passione, prediligo i mmorpg ma ogni tanto migro sulle console. Amo gli indie games che spesso trovo ricchi di poesia oltre che divertenti da giocare.