Un appassionato ha trasformato The Legend of Zelda: Oracle of Ages e Oracle of Seasons in esperienze giocabili in widescreen su PC, Mac e Android. Il progetto si chiama The Oracles Project e aggiunge scorci delle stanze vicine, tasti rapidi per gli oggetti e mod Lua a due classici Game Boy Color senza includere ROM Nintendo. L’autore lo ha presentato alla community il 9 ottobre 2026, spiegando di averlo creato perché voleva ritrovare i giochi della propria infanzia in una forma più comoda da usare oggi.
Il dettaglio più sorprendente è il metodo scelto per allargare lo schermo: invece di inventare le aree non visibili, il programma calcola le stanze adiacenti usando un’altra istanza del core di emulazione, poi le affianca alla visuale originale. Al centro restano i pixel del gioco Game Boy Color; ai lati compare un’estensione ottenuta dai dati contenuti nella ROM.
Come fa Zelda Oracle of Ages a diventare widescreen?
La documentazione del progetto spiega che la visuale originale occupa 160 pixel orizzontali. La modalità estesa usa un’area di 256 per 144 pixel e mostra fino a 48 pixel aggiuntivi per lato. Nelle stanze grandi viene mostrata una porzione più ampia; in altre situazioni compaiono ambienti vicini ricostruiti dai dati del gioco.
Non è però un remake grafico. Le zone laterali rappresentano ciò che la ROM descrive, non uno stato aggiornato in tempo reale: per esempio, oggetti già raccolti o erba tagliata potrebbero apparire ancora nella vista estesa. Il personaggio continua a muoversi nella stanza effettivamente attiva. Questo limite, chiarito dallo sviluppatore, è il compromesso che permette di rispettare la struttura originale.
Le aggiunte non si fermano allo schermo largo
Il software introduce anche quattro comandi extra per equipaggiare o usare gli oggetti più rapidamente, riducendo i passaggi nei menu. Supporta modifiche Lua, filtri video e patch create dai fan. L’autore cita già alcuni progetti compatibili, fra cui Gifts of Kinomi, Moonrise Regalia e Temple of Seasons, che vengono applicati alla propria ROM senza alterare il file originale.
Le mod possono inoltre aggiungere elementi come personaggi con dialoghi, minigiochi e altre interazioni. Sono funzionalità ancora in sviluppo, quindi il livello di compatibilità può cambiare con le versioni successive.
Serve possedere i giochi originali?
Sì, occorre fornire la propria ROM compatibile di Oracle of Ages o Oracle of Seasons. Il repository non distribuisce i giochi, asset Nintendo o codice dei due titoli. Le versioni utilizzate dal progetto sono quelle statunitensi. Il programma sfrutta core di emulazione come SameBoy e mGBA: la presenza di nuove funzioni non significa che Nintendo abbia pubblicato ufficialmente un port PC o Android.
Il riferimento per codice, istruzioni e versioni disponibili è il repository originale di The Oracles Project. Prima di installarlo conviene verificare i requisiti e la compatibilità descritta dall’autore, anziché affidarsi a pacchetti non identificati.
Perché è una storia che parla anche di conservazione
Oracle of Ages e Oracle of Seasons sono nati su Game Boy Color e sono rimasti impressi a tanti giocatori per i loro enigmi, per le stagioni e per la struttura di due avventure collegate. Il lavoro della community non pretende di sostituirli: prova a farli vivere su schermi moderni senza cancellarne il linguaggio visivo.
È una differenza interessante rispetto a chi ricostruisce completamente un gioco da zero. Qui la creatività non è solo aggiungere nuove immagini, ma sfruttare in modo ingegnoso le informazioni che già esistono nel vecchio gioco. Il risultato mostra quanto spazio ci sia ancora per sperimentare con il retrogaming, anche quando un titolo sembra conosciuto in ogni dettaglio.
Su iCrewPlay puoi ritrovare il nostro approfondimento retro su Oracle of Ages e quello dedicato a Oracle of Seasons, per riscoprire da dove arriva il fascino di questa coppia di avventure.


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