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Progetto · RecensionePC

Warrior Cats: Clans of the Forest, recensione (PlayStation 5)

Crea il tuo eroico felino

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 6 min di lettura PC
Warrior cats
7,0/10
La recensione

Warrior Cats: Clans of the Forest

Gameplay7,0
7/10
Grafica6,5
6.5/10
Sonoro7,0
7/10
Longevità7,5
7.5/10

Cosa funziona

  • Finalmente un gioco sulla saga di Warrior Cats
  • Tante attività da svolgere
  • Quattro campagne a disposizione e un mondo da esplorare

Cosa convince meno

  • Può diventare ripetitivo
  • Tecnicamente altalenante
  • La narrazione poteva osare molto di più

Warrior Cats: Clans of the Forest è un’opera interessante e a tratti affascinante ma poco coraggiosa. A molte piccole idee collegate tra loro si contrappone una narrazione che poteva osare decisamente di più a cui si somma una ripetitività generale di attività e missioni che potrebbero scoraggiare qualche utente. Chi andrà oltre ciò, troverà un mondo a misura di gatto tutto da esplorare e scoprire, diviso in ben quattro campagne e con qualche piccolo richiamo al materiale originale della saga.

Sviluppato da Bamtang Games e pubblicato da Trailmark Games, Warrior Cats: Clans of the Forest è un gioco d’azione e avventura con elementi da gioco di ruolo con tanto di combattimenti a turni abbastanza classici, dove darai vita al tuo personale ed eroico gatto guerriero. Il titolo è ispirato all’omonima serie di libri intitolata Warrior Cats e noi abbiamo vissuto questa inedita avventura videoludica su PlayStation 5. Pronto a scoprire la nostra recensione?

Warrior Cats: Clans of the Forest e ben quattro campagne da vivere

Prima di affrontare la narrazione di Warrior Cats: Clans of the Forest, è bene approfondire da cosa deriva lo stesso gioco. Warrior Cats, infatti, è una serie di romanzi per ragazzi scritta da Erin Hunter dietro il cui pseudonimo ci sono più di un autore. Si parla di una serie nata nel 2003 e che ha all’attivo diverse traduzioni nel mondo divisa in diverse serie a loro volta composte da una media di cinque-sei volumi ciascuna a cui si sommano ulteriori extra di vario genere. Viene da sé che si tratta di una saga corposa, prolifica e fortemente identitaria vista che basa tutto sui suoi personaggi: dei gatti.

Non sorprende quindi l’approdo della saga nel mondo videoludico né la scelta di affrontare la narrazione con il genere dei giochi di ruolo, perfetto per raccontare storie. E Warrior Cats: Clans of the Forest di storie ne ha ben quattro, distinte in base al clan con cui deciderai di iniziare l’avventura. Ogni clan ha le sue regole, le sue profezie, la sua religione e, soprattutto, il suo territorio. E sono queste differenze la chiave di svolta che mutano le quattro campagne per dare forma complessivamente a un’esperienza discretamente longeva e soddisfacente.

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Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Nel dettaglio, le quattro campagne riguardano i seguenti clan: quello del Tuono, del Fiume, dell’Ombra e del Vento. Come detto, si tratta di campagne distinte, con trame e conflitti specifici ma che condividono il medesimo gameplay ponendo al centro un gatto anonimo di cui saremo noi a deciderne i tratti estetici e a scriverne il percorso, seppur su binari prettamente lineari e prestabiliti composti da una serie di missioni, abbastanza cicliche in alcune casi, a cui si sommano le inevitabili missioni opzionali e secondarie. 

Piccola nota per i fan della saga, il titolo racconta storie inedite e dal mordente altalenante, aprendosi quindi anche ai neofiti e a coloro che questo mondo non lo conoscono. Una scelta strategica e condivisibile ma che strizza comunque l’occhio a chi i romanzi li conosce. Come? Inserendo alcuni personaggi e anche alcuni luoghi oltre a utilizzare uno stile narrativo abbastanza simile a quello delle storie con le dovute e inevitabili differenze legate al medium qui in esame. Detto ciò, è tempo di scoprire come si gioca a Warrior Cats: Clans of the Forest!

Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Esplorazione e combattimenti

Warrior Cats: Clans of the Forest è un gioco d’azione e avventura con elementi da gioco di ruolo e combattimenti a turni, in terza persona 3D. Il titolo, a prescindere dalla campagna che selezioneremo, ci chiede di creare il nostro felino personalizzandone tratti ed estetica con un editor abbastanza semplice e immediato. Fatto ciò, entreremo quasi subito in azione con una serie di attività guidate che fungono da tutorial, introducendoci ai due elementi essenziali dell’esperienza: l’esplorazione e il combattimento.

Esplorare in Warrior Cats: Clans of the Forest significa avere a disposizione vaste aree di gioco con tanto di mappa a segnalare i confini con gli altri clan in gioco. Il nostro gatto avrà quindi una discreta libertà di movimento seppur molte aree, anche dall’ampio respiro, si traducono in realtà in percorsi abbastanza ristretti e lineari. Non mancano però percorsi nascosti, sotterranei e persino verticali. Sì, il gioco si sviluppa anche in altezza non solo grazie ai generosi balzi del nostro felino ma anche perché questi può aggrapparsi su determinate superfici, scalandole velocemente.

Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Girovagare per il mondo di gioco offerto da Warrior Cats: Clans of the Forest, che sia per soddisfare missioni o per semplice curiosità, è una delle cose più affascinanti del gioco in quanto ci permette di scorgere e vivere liberamente la nostra esperienza tra materiali da raccogliere e spendere in un sistema semplice di crafting a incontri di vario genere tra cui non mancano veri e propri conflitti. Arriviamo così al combat system che, come più volte sottolineato, è a turni.

Per quanto alcuni possano non gradire questa scelta, noi l’abbiamo trovata interessante e ben inserita oltre che facile da padroneggiare. Non siamo davanti a una sorta di Pokémon vecchio stile, nonostante le inquadrature fisse e il menù proprio in stile Game Freak. Il combattimento è sì basato sulla selezione manuale di determinate abilità ma i bonus e malus sono dettati da un sistema stile morra cinese che richiede lo studio visivo della postura dell’avversario per cercare di intuire la sua mossa.

Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Alle battaglie abbastanza standard si somma la pre-battaglia. Il nostro gatto può acquattarsi e sgusciare in stile simil stealth sfruttando l’ambiente per attaccare a sorpresa il nemico e, in alcuni casi, come altri RPG, può anche eliminare istantaneamente la minaccia senza affrontare la lotta a turni ma incassando direttamente esperienza e ricompense. Inoltre, in alcune battaglie ci verrà chiesto come agire contribuendo in un sistema simil-morale.

Parliamo di tanti piccoli elementi mai troppo approfonditi ma che insieme offrono un mosaico discretamente vario e coerente a cui si somma il già citato sistema di crafting. Con i materiali raccolti, oltre a soddisfare eventuali richieste dei nostri amici felini, con cui possiamo stringere vere e proprie relazioni con tanto di barra dell’amicizia, possiamo craftare cura, oggetti e anche elementi per decorare la nostra personale tana seppur in modo abbastanza guidato e limitato. 

Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Altro elemento interessante è la composizione del party in quanto ben presto potrai avere altri gatti al tuo seguito che ti daranno autonomamente una mano durante i combattimenti. Le relazioni con questi felini non sono malaccio e a seconda delle risposte potrai ottenere anche diversi bonus. Inoltre, il tuo team potrà anche partecipare a scontri online contro team di altri giocatori svelando un piccolo extra discretamente competitivo. Ulteriore modalità Extra si sblocca col tempo nel menù principale e ha sempre il combat system al centro, chiedendoci di eseguire una serie di battaglie una dopo l’altra.

Warrior Cats: Clans of the Forest è quindi un titolo con tanto piccoli elementi ludici anche ben connessi tra loro ma che soffrono della ripetitività generale. L’effetto sorpresa e novità iniziale scema abbastanza velocemente e si indebolisce quando le missioni iniziano a chiederci di eseguire le stesse cose, anche a campagne diverse. Scalare la gerarchia è sì soddisfacente ma tutta la vita del nostro felino non è supportata da una narrativa adeguatamente coraggiosa seppur comunque gradevole.

Warrior cats: clans of the forest, recensione (playstation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Warrior Cats: Clans of the Forest soffre di alti e bassi. Tralasciando qualche fugace rallentamento, il mondo di gioco è sicuramente tra gli elementi più apprezzati, nonostante qualche area vuota di troppo e una cura al dettaglio non molto uniforme. La varietà di elementi, i ruderi del passaggio dell’umanità, alcuni effetti visivi e la natura pressocché rigogliosa, hanno il loro innegabile fascino. In realtà anche i felini sono interessanti ma le animazioni non sempre convincono. Discorso analogo per gli altri animali che incontreremo.

Buone, invece, le interfacce così come i menù di gioco, discretamente coerenti e ben uniformati tra loro. La mappa, invece, seppur ben realizzata, non svolge adeguatamente il suo ruolo non mostrando chiaramente i percorsi a noi disponibili. Per quanto riguarda il sonoro, le tracce sono mediamente flebili e rilassanti oltre che abbastanza cicliche e dimenticabili. Un accompagnamento comunque valido ed efficace a cui si somma una graditissima traduzione in lingua italiana destinata esclusivamente ai sottotitoli. 

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