Nel vasto oceano delle produzioni indie, dove spesso si cerca di emulare generi ormai visti e rivisti, emerge talvolta un titolo che chiede al giocatore di cambiare prospettiva. VORON: Raven’s Story, sviluppato e pubblicato da Merk Games e approdato su Steam il 10 novembre 2025, è esattamente questo: un cambio di punto di vista. Noi abbiamo avuto modo di provarlo e oggi vogliamo parlarne per mostrarvi difetti e punti di forza, per andare a analizzare ogni aspetto del gioco, dalla narrativa, alle tecnico di volo e tanto altro, per capire se vale la pena spiegare le ali in questa nuova avventura.

VORON: Raven’s Story, un racconto di piume e anime perdute
Dimenticate eroi armati fino ai denti o complessi sistemi di statistiche RPG. Qui vestirete i panni di un corvo. E non un corvo qualsiasi, ma un traghettatore di anime in un universo mistico che trae ispirazione dalla mitologia norrena.
La narrativa di VORON: Raven’s Story va assaporata attraverso l’atmosfera del titolo e tutti i piccoli task che ci vengono assegnati, in quanto non ricorre a lunghe cutscenes. Veniamo introdotti al modo di gioco con una dolcezza disarmante: viviamo i primi istanti di vita di questo piccolo corvo che impersoneremo, dalla schiusa dell’uovo fino ai primi, goffi tentativi di camminare verso i nostri genitori.
Purtroppo però la nostra crescita verso il mondo adulto viene spezzata proprio mentre ci stiamo recando nel mondo degli dei, alla ricerca del dono della parola. Una forza oscura, un male antico e dormiente, si risveglia separandoci dalla nostra famiglia e lasciandoci soli contro un mondo a noi sconosciuto.
Come anticipato, l’ambientazione di VORON: Raven’s Story trae ispirazione dalla mitologia norrena, rendendo il corvo un personaggio partecipe. Il nostro compito diventa quello di guidare le anime dei defunti verso il “mondo degli dei”, un aldilà precluso a chi non trova la strada. Ci troviamo di fronte a un viaggio intimo, che parla di solitudine e di rinascita, in un piccolo mondo semi open world dove anche l’esplorazione sarà fondamentale. L’avventura sarà breve: parliamo all’incirca di 3 ore di gioco.

VORON: Raven’s Story, gameplay e meccaniche
Il gameplay di VORON: Raven’s Story? Beh, al 50’% consiste nella meccanica di volo. Se pensate di riuscire volare con grazia sin dal primo minuto, preparatevi a ricredervi. Il gameplay opta per una fisica che, pur essendo accessibile, richiede un certo impegno per imparare a padroneggiarla.
Il giocatore deve gestire diverse variabili: il battito d’ali per guadagnare quota, la planata per coprire lunghe distanze e la picchiata per accumulare velocità. All’inizio potresti sentirti spaesato: non è certo semplice prenderci la mano. Non è raro, infatti, calcolare male una virata, schiantarsi contro un muro o non riuscire ad atterrare in punti ristretti dove è richiesta una certa precisione.
Non devi però temere perché nonostante la frustrazione iniziale, non esiste un game over. Il corvo non muore, mai, e non è presente una barra della salute. Dopo ogni schianto, anche il più doloroso, potrai rialzarti e ripartire. Una scelta azzeccata perché invita il giocatore a perseverare, finché il tutto diventerà molto più semplice e assodato.
In VORON: Raven’s Story abbiamo poi l’esplorazione: dovrai infatti vagare per le varie aree del mondo di gioco alla ricerca di alcune stele che ti insegneranno nuove parole, oltre che ovviamente aiutare le anime. Il tutto non sarà immediato in quanto ti troverai di fronte a una serie di enigmi ambientali che aumenteranno pian piano di difficoltà.

Innanzitutto, non avrai energia infinita ma dovrai imparare a gestire saggiamente una barra della stamina, che se esaurita ti costringerà a planare e atterrare. Potrai talvolta ricaricarla in volo grazie a delle sfere luminose oppure potrai sfruttare delle correnti d’aria, ma dovrai sicuramente studiare bene l’ambiente circostante per comprendere il percorso che ti permetterà di raggiungere la meta.
Dovrai trasportare oggetti pesanti per attivare pedane a pressione o sbloccare passaggi volando attraverso una serie di anelli entro un tempo limite. Ed è qui che verranno messe alla prova le tue abilità di volo in VORON: Raven’s Story. Sicuramente la pratica fa la differenza, ma comunque ogni tanto i comandi sembreranno legnosi.
In tutto ciò avrai a disposizione un sonar naturale: gracchiare. Con il verso del corvo potrai evidenziare le anime o i punti di interesse, fornendo anche indizi interessanti per superare gli enigmi e per trovare tutto ciò che ti serve.
La pecca più grande di VORON: Raven’s Story? La visuale ancorata al personaggio. Non potrai spostarla a tuo piacimento ma potrai guardare solo nella direzione di volo, rendendo molte manovre scomode e complesse, non avendo una visuale a 360 gradi del mondo circostante. Un vero peccato, perché eliminerebbe molta frustrazione.
Ma quindi il gameplay nel complesso ci è piaciuto? Si, ma anche no. Le meccaniche sono sicuramente interessanti e all’inizio risultano innovative e curiose. Il problema è che a lungo andare stancano e il tutto diventa ripetitivo. Sicuramente trattandosi di 3 ore di gioco è un’avventura godibile, ma sicuramente se fosse stato più lungo avrebbe reso difficile completarlo senza stancarsi prima.

Un comparto tecnico limitato ma piacevole
Chiaramente nel comparto tecnico si notano le risorse limitate di Merk Games. Non si può di certo di parlare di grafica strabiliante in VORON: Raven’s Story. L’estetica è minimalista, quasi low-poly, con texture molto povere, un’illuminazione che non è gestita al meglio e colori fin troppo saturi. Tuttavia si può anche notare l’impegno da un punto di vista artistico, con scenari suggestivi.
Il comparto sonoro merita invece una nota di merito. Da un punto di vista ambientale i suoni sono riprodotti fedelmente e risultano suggestivi: il fruscio del vento tra le foglie, il battito d’ali e tanto altro ancora.
Dal punto di vista della stabilità, VORON: Raven’s Story su PC è fluido e poco pesante, ma non mancano i bug. Si possono incontrare glitch nelle collisioni (il corvo che si incastra in un poligono) o momenti in cui il lag sembra aumentare inspiegabilmente. Niente di terribile ovviamente, ma sono dettagli che mostrano la natura indie del titolo, che richiede ancora qualche miglioria.
Ci teniamo a precisare come sempre che non è presente l’italiano, ma l’inglese utilizzato per i sottotitoli e le interfacce è scolastico e di facile comprensione, rendendo il gioco accessibile anche a chi non mastica perfettamente la lingua.