C’è un messaggio che il dottor Mick Donegan cita spesso quando parla del lavoro di SpecialEffect, la charity britannica che ha fondato per aiutare le persone con disabilità fisiche a giocare ai videogiochi. Glielo ha scritto un giocatore affetto da una condizione progressiva, dopo che l’organizzazione lo aveva aiutato a tornare a giocare con suo fratello: “Caro SpecialEffect, ho appena battuto mio fratello cinque a uno a FIFA. Grazie per avermi restituito la vita.“
Poche parole, ma capaci di racchiudere l’intera missione di un’organizzazione che, negli anni, è diventata un punto di riferimento globale per l’accessibilità nei videogiochi. Donegan ha raccontato tutto questo nell’ultimo episodio del podcast Good Game Club, disponibile dal 24 marzo 2026.
Da un’esclusione silenziosa a un movimento globale grazie a SpecialEffect
Donegan ha fondato SpecialEffect dopo anni trascorsi a lavorare con bambini affetti da disabilità fisiche, scoprendo che molti di loro erano esclusi da una parte fondamentale dell’infanzia moderna: giocare ai videogiochi con fratelli e amici. “Questi bambini perdevano occasioni di socialità”, spiega. “Perdevano l’opportunità di imparare, di affrontare sfide, di risolvere problemi.”
Da quella constatazione è nata un’organizzazione che oggi opera in tutto il mondo, creando configurazioni di gioco personalizzate studiate sulle capacità di ogni singolo giocatore. L’approccio è chiaro fin dal principio: “Si guarda alla persona, alle sue capacità e non alle sue disabilità. Non a quello che non riesce a fare, ma a quello che riesce a fare.“
Nel tempo, SpecialEffect è diventata quello che Donegan definisce “un catalizzatore del cambiamento”, contribuendo a spingere l’intera industria videoludica verso una maggiore inclusività. Aziende come Xbox e PlayStation hanno introdotto controller adattativi e un design di gioco più accessibile anche grazie a questo tipo di pressione culturale e tecnica. Ora SpecialEffect sta aprendo un nuovo fronte, portando le proprie Eye Gaze Games (giochi gratuiti controllati con il movimento degli occhi) anche su piattaforme iOS e Android, per raggiungere un numero ancora maggiore di persone.
Il riconoscimento più importante è arrivato nel 2024, quando la charity ha ricevuto uno Special Award ai BAFTA Games Awards. Ma i numeri raccontano l’urgenza del problema meglio di qualsiasi premio: secondo Donegan, nel mondo ci sono oltre un miliardo di persone con disabilità, una parte significativa delle quali è affetta da disabilità fisiche. “È una sfida globale”, sottolinea.
Il podcast Good Game Club nasce dal libro bestseller Gaming for Good di Jude Ower e Mathias Norvig, e riunisce voci da tutto il mondo per esplorare come i videogiochi possano essere una forza positiva per le persone e il pianeta. Il programma è supportato da una partnership strategica con Tencent.