Sviluppato e pubblicato da btf Games in sinergia con ByteRocker’s Games e PARCO GAMES, The Berlin Apartment è un’avventura in 3D che sfruttando un singolo appartamento racconta ben cinque storie in cinque momenti storici differenti. Una sorta di antologia flebilmente interconnessa che colpisce per impatto emotivo e per un cambio di punti di vista oculato e che saprà sorprendere. Noi abbiamo vissuto tutte queste storie su PlayStation 5. Pronto a scoprire la nostra recensione?
The Berlin Apartment e i suoi inquilini
The Berlin Apartment spicca principalmente per la sua storia. O meglio, per le sue storie. L’idea di fondo è molto intrigante, sfruttare la ristrutturazione di un appartamento per raccontare le storie dei suoi precedenti inquilini, viaggiando così nel tempo e sfruttando l’occasione per approfondire anche l’impatto storico delle rispettive vite. Ma procediamo con ordine, la giovane protagonista che andrà a scovare e svelare le altre storie è Dilara, una bambina che accompagna suo padre Malik per ristrutturare un appartamento.
Ovviamente, tenere occupato un bambino non è facile e così Malik chiede aiuto alla figlia con mansioni semplici, incitandola così ad esplorare lo stesso appartamento. Ed è proprio in queste brevi fasi che andremo a svelare oggetti nascosti dei precedenti inquilini. E gli oggetti si sa, sono carichi di storie e ricordi. E spetta proprio a Malik svelare quelle storie man mano che la figlia glieli consegna. Ci ritroviamo così ad affrontare quattro storie diverse sia per periodo che per punto di vista.

Il titolo ha una narrazione lineare e curiosa che ci porta ad affrontare quattro periodi storici ben diversi e tutti ambientati nel medesimo appartamento. Si va dalla fine degli anni ‘80 con tanto di Muro di Berlino ben in vista dalla finestra agli anni ‘30 con l’avanzata del nazismo. Si passa poi alla fine della seconda guerra mondiale con le sue inevitabili conseguenze e si conclude con una surreale e fantasiosa storia ambientata negli anni ‘60 con tanto di guerra fredda.
Entrando un po’ più nel dettaglio, senza fare spoiler, le quattro storie di The Berlin Apartment affascinano per la loro diversità e per il cambio di punto di vista ma anche per come si ancorano al rispettivo tempo narrativo. C’è spazio per l’amore, per la tristezza, per la solitudine, per il razzismo, per la creatività e anche per un paio di scelte… Temi variegati e di un certo impatto, raccontati in modo rispettoso e credibile. E in tutto ciò, anche se le storie dei personaggi non sono mai direttamente collegate, a unirli c’è lui: l’appartamento. Questo muta al mutare dei suoi inquilini, ampliandosi o diminuendo, devastandosi o arricchendosi.
Abbiamo trovato affascinante vedere come mutavano i mobili, gli strumenti al suo interno e soprattutto gli edifici all’esterno. Quell’unico “esterno” offerto dal titolo e identificabile nello spiazzo visibile dalle poche finestre a disposizione. In ciò The Berlin Apartment vince e affascina. Molto buono, tra l’altro, anche il livello di scrittura, che riesce a dare il giusto carattere ai vari personaggi e ad appassionarci nonostante una durata media abbastanza breve. Per arrivare ai titoli di coda, infatti, bastano 4-5 ore, lasciando un po’ l’amaro in bocca e la voglia di scoprire ancora altro…

Esplorare quattro storie
The Berlin Apartment è un’avventura in prima persona 3D che ci richiede essenzialmente di intuire le prossime azioni da compiere per far proseguire la narrazione. Si va dall’intercettare e raccogliere determinati oggetti fino al lanciare un aeroplanino di carta verso un determinato luogo. Presenti anche dei labirinti da esplorare o sporadiche scelte da effettuare di cui una sola andrà realmente a modificare una storia con tanto di due differenti trofei ottenibili.
Ludicamente parlando, quindi, non c’è quasi mai un vero e proprio ostacolo e anzi, la struttura del titolo dove ci viene richiesto essenzialmente di camminare e interagire con determinati oggetti, è orfana di difficoltà e avvicina il titolo quasi a un walking simulator dove a dominarne, in questo caso soprattutto, è la narrazione e la sua evoluzione prettamente lineare. A impreziosire comunque l’esperienza, ci sono anche micro attività opzionali prevalentemente orientate all’interazione ambientale come colpire oggetti a distanza.
Tali attività, che poi rappresentano le uniche sfide di The Berlin Apartment, sono legate all’ottenimento dei trofei e quindi slegate dalla narrazione stessa del gioco. Si parla quindi di un’esperienza abbastanza breve e prevalentemente rilassante che comunque a un determinato tipo di utenza. Purtroppo, dobbiamo segnalare che il gioco non è privo di errori tecnici come compenetrazioni e animazioni non proprio credibili. Ci è anche capitato di vedere sparire un oggetto appena raccolto. Ovviamente, sono piccolezze che per fortuna non vanno a indebolire l’esperienza complessiva del titolo che rimane molto buona.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, il filtro “fumettoso” e in parte spigoloso applicato su The Berlin Apartment funziona e si plasma molto bene al mutare delle storie e dei periodi in cui sono ambientate. Ancora una volta, abbiamo molto apprezzato come muta l’appartamento e come si notano fisicamente i vari cambiamenti architettonici e non solo. L’appartamento “comunica” ed è una comunicazione visiva che si sposa bene con quella narrativa, anche quando abbatte i muri fisici dell’edificio per smarrirsi in quelli più creativi, nati dalla mente di una scrittrice… ossia una delle protagoniste.
Il sonoro si difende molto bene, grazie soprattutto a un doppiaggio ben dosato e che fornisce un boost caratteriale a quasi ogni personaggio. Molto gradevoli anche le tracce sonore, mai invadenti e, anzi, valide accompagnatrici. Da segnalare, infine, la graditissima e per niente scontata presenza della lingua italiana. Elemento che aiuta sicuramente a godere meglio delle trame di The Berlin Apartment.
