Il 2026 si prepara a riportare in vita uno dei giochi più enigmatici e disturbanti degli anni Duemila. Sublustrum, la gemma psicologica uscita nel 2008 e diventata col tempo un titolo di culto, torna completamente reimmaginata in 3D dal team originale. Una notizia che ha subito acceso l’attenzione di chi ama le avventure narrative a forte impatto sensoriale, quelle che ti trascinano in mondi torbidi, onirici, e ti costringono a mettere in discussione la tua percezione.
Oggi Phantomery Interactive, tornata ufficialmente in attività dopo oltre dieci anni, promette molto più di un semplice restauro grafico. Il remake di Sublustrum nasce con l’obiettivo di ampliare tutto: nuove meccaniche, puzzle inediti, segreti aggiuntivi, finali multipli, un’intera struttura ridisegnata attorno all’esplorazione libera in spazi tridimensionali. Il progetto arriva grazie anche alla collaborazione con Brickworks Games, già nota per mondi cupi e atmosferici come Grim Soul e Cyberika.
L’eredità di un gioco che ha segnato una nicchia
Il Sublustrum originale è sempre stato un’opera particolare. Nato come esperimento di psicodramma videoludico, univa narrativa criptica, estetica decadente e una costruzione sonora inquietante. Elementi sufficienti a farlo entrare nella mente dei giocatori e restarci. Quel mix di mistero, malinconia e surrealismo ha costruito negli anni una piccola comunità di fan devoti, convinti che il titolo fosse molto avanti rispetto al suo tempo.
La decisione di riportarlo in vita non è casuale. Nel panorama attuale, dominato da remake e rinascite di classici, Sublustrum rappresenta una rarità. Non un blockbuster, non un franchise multimilionario, ma un’esperienza concettuale, simbolica e profondamente autoriale. Un terreno perfetto per un ritorno che possa reinterpretare, migliorare e ampliare un’opera che già allora sembrava fuori dagli schemi.
Libertà totale di esplorare l’inconscio
La prima grande novità riguarda l’esplorazione. Nel remake avrai pieno controllo dei movimenti in ambienti tridimensionali completamente ricostruiti. Una scelta che cambia drasticamente il ritmo del gioco e apre la porta a nuovi modi di vivere la tensione. Phantomery parla di spazi labirintici, camere della memoria, corridoi tra sogno e realtà, stanze che sembrano vive. Tutto pensato per farti sentire perso, disorientato, ma anche irresistibilmente attratto dalla prossima porta da aprire.

Al centro c’è la storia di uno scrittore in cerca di risposte sulla scomparsa del fratello scienziato e sull’enigmatico dispositivo che ha lasciato dietro di sé. Una premessa narrativa che nel remake diventa più ampia, più dettagliata e piena di sfumature aggiunte. Il viaggio tra memoria, percezione e incubi sarà quindi più intenso, guidato da elementi visivi rinnovati e da un impianto sonoro che non vuole essere semplice accompagnamento, ma parte integrante del gameplay.
Estetica tra gotico industriale e retrofuturismo
Uno degli aspetti più iconici di Sublustrum è sempre stato lo stile. Il gioco mescolava elementi vittoriani, architetture industriali pesanti e visioni retrofuturistiche da inizio Novecento. Il remake riprende tutto questo, lo ricostruisce da zero e lo amplifica. Il team parla di ottiche vintage, grana da pellicola, colori spenti, scenografie deformate dalla logica del sogno. Un impianto che ricorda certo cinema d’autore europeo: inquietante, fragile, malinconico.

Nel 2026 questa estetica diventerà ancora più immersiva grazie alle tecnologie moderne. Ambienti più profondi, giochi di luci dinamiche e strutture che sembrano respirare. E soprattutto, una maggiore libertà nel muoversi e osservare ogni dettaglio, cercando indizi nascosti o semplicemente lasciandosi trasportare da una visione che sembra uscita dalla mente di un artista più che da un designer.
Il suono come chiave per risolvere i puzzle
Phantomery ha confermato un aspetto unico: il suono non è solo atmosfera, ma è parte vera e propria delle meccaniche di gioco. Alcuni puzzle si basano su ritmo, tonalità, pattern sonori, vibrazioni e distorsioni. È un approccio già presente nel titolo del 2008, ma ora migliorato e potenziato con nuove soluzioni, strumenti e dinamiche.
Il risultato promesso è un’avventura dove ascoltare diventa fondamentale, quasi un’abilità da sviluppare. Una scelta che rende Sublustrum diverso da molti altri remake moderni, dove la nostalgia è la forza trainante. Qui, invece, l’obiettivo è trasformare la memoria del giocatore in un nuovo modo di percepire il mondo in cui è immerso.
Una rinascita che porta con sé nuove domande
Perché riportare in vita proprio Sublustrum? Il Creative Director Georgy Beloglazov, già responsabile dell’opera originale, spiega che il progetto nasce dal desiderio di dare finalmente una forma definitiva a un gioco che era sempre sembrato più grande della tecnologia che lo sosteneva. Nel 2008 le ambizioni superavano i mezzi: oggi, la tecnologia moderna permette di rendere tangibile ciò che allora era solo intuito.
Questa versione del 2026 non vuole essere una copia, ma una nuova interpretazione dello stesso nucleo tematico: l’inconscio come spazio da esplorare, la mente come architettura, il confine tra scienza e spiritualità come terreno di gioco. Una rinascita più matura, più consapevole, ma fedele al desiderio originale di creare qualcosa che non somigliasse a nessun altro videogioco.
Cosa aspettarsi al lancio?
Sublustrum Remake arriverà su PC e console nell’autunno 2026, con piattaforme specifiche che verranno annunciate più avanti. Il trailer d’annuncio offre già qualche scorcio degli ambienti e del nuovo stile tridimensionale, ma molto rimane ancora nascosto. Ed è proprio questa aura di mistero a renderlo un candidato interessante per diventare virale tra chi ama esperienze profonde, simboliche, psicologiche e fuori dagli schemi.
Per ora, ciò che è certo è che ti troverai davanti a un viaggio intenso, perturbante e immersivo, dove ogni stanza racconta qualcosa, ogni suono suggerisce una direzione e ogni scelta apre una possibile lettura diversa della storia. Se ami i giochi che ti entrano nella testa, Sublustrum nel 2026 potrebbe essere una delle esperienze più intriganti dell’anno.