Se stai aspettando un aggiornamento capace di trasformare completamente Starfield, è il momento di ridimensionare le aspettative.
Il CEO di Bethesda Game Studios, Todd Howard, ha confermato che non arriverà un “Starfield 2.0” in stile rivoluzione totale. Nessun reset radicale, nessuna riscrittura profonda del sistema di gioco.
E qui il punto è semplice: se oggi ti annoia, domani non diventerà un altro titolo.
Niente “effetto Cyberpunk”

Dopo il rilancio di Cyberpunk 2077 con l’aggiornamento 2.0 di CD Projekt Red, molti giocatori hanno iniziato a sperare in trasformazioni simili per altri giochi usciti con ricezione controversa.
Starfield, però, non seguirà quella strada.
Howard ha chiarito che nuovi contenuti arriveranno e che il team è pronto a mostrarli presto, ma non si tratterà di un ribaltamento strutturale del gioco. Non è previsto un cambiamento radicale del loop principale, né una revisione totale delle meccaniche esplorative.
In altre parole: l’identità del gioco resta quella.
Il problema non è tecnico, è strutturale
Molte critiche rivolte a Starfield non riguardano bug o instabilità. Riguardano il ritmo.
Esplorazione frammentata da caricamenti frequenti. Pianeti vasti ma spesso percepiti come ripetitivi. Missioni secondarie che non sempre incidono sulla narrativa globale.
Sono scelte di design, non errori tecnici.
Un aggiornamento può migliorare bilanciamento, aggiungere contenuti, espandere sistemi. Ma cambiare l’ossatura di un RPG di questa scala è un’altra storia.
Espansioni in difficoltà
La prima espansione, Shattered Space, non ha convinto del tutto il pubblico. Su Steam ha ricevuto valutazioni per lo più negative, e questo ha inciso sulle aspettative per i contenuti successivi.
Bethesda aveva parlato di espansioni annuali. Ora la seconda è stata posticipata.
Ufficialmente per riorganizzazione interna e strategie multipiattaforma. Non ufficialmente, anche per rispondere ai dati di vendita.
L’ombra del porting PS5
Un altro elemento da considerare è l’eventuale arrivo su PlayStation 5.
Un lancio multipiattaforma amplierebbe il pubblico e potrebbe rilanciare l’interesse. Ma attenzione: un porting non cambia la natura del gioco. Cambia la platea.
Se la struttura attuale non ti coinvolge, la piattaforma diversa non risolve il problema.
Cosa possiamo aspettarci “presto”

Howard ha parlato di nuovi contenuti in arrivo a breve, con una presentazione ufficiale imminente. È probabile che vedremo:
- Nuove quest line
- Aree aggiuntive
- Miglioramenti qualitativi
- Ottimizzazioni tecniche
Ma non un “nuovo Starfield”.
E qui entra in gioco una verità che molti sviluppatori evitano di dire apertamente: non tutti i giochi devono diventare qualcos’altro per piacere a tutti.
Starfield è questo. E resta questo.
Starfield è un RPG spaziale con forte impronta Bethesda: esplorazione modulare, libertà ampia ma non continua, narrativa distribuita, costruzione di basi, personalizzazione navale.
Per alcuni è affascinante. Per altri è dispersivo.
L’aggiornamento in arrivo non ribalterà questa percezione.
Se hai amato Skyrim o Fallout per la loro struttura aperta ma segmentata, potresti trovare valore nei nuovi contenuti. Se invece cercavi un’esperienza più coesa e cinematografica, il DNA resta invariato.
La questione più ampia

C’è un tema più grande qui.
Dopo anni di patch salvifiche e rilanci postumi, si è diffusa l’idea che qualsiasi gioco possa essere trasformato radicalmente dopo l’uscita.
La realtà è più sobria: alcuni titoli vengono rifiniti, altri ampliati, pochi reinventati.
Starfield non sarà reinventato.
E forse questa è la scelta più onesta.
Tu cosa ne pensi? Starfield ha bisogno di una rivoluzione o basta espanderlo così com’è? Scrivilo nei commenti e seguici su Instagram per restare aggiornato su tutte le novità dal mondo Bethesda.