A volte la storia gioca scherzi curiosi. Talmente curiosi da sembrare usciti da un meme. È quello che è successo quando è riemersa una statuetta di maiale in argilla, vecchia di circa 3000 anni, proveniente dalla Cina, che ha fatto sobbalzare non solo archeologi e studiosi, ma anche gamer e appassionati di cultura pop. Il motivo è semplice e irresistibile: assomiglia in modo sorprendente ai maialini verdi di Angry Birds.
Sì, proprio loro. I nemici storici degli uccelli più arrabbiati dei videogiochi.
Una statuetta antichissima che sembra moderna
Il reperto in questione è una piccola scultura in argilla, con un corpo tondeggiante, occhi sporgenti e un’espressione quasi buffa. Vista frontalmente, la somiglianza con i celebri maiali di Angry Birds è immediata. Tanto che, una volta apparsa online, ha iniziato a circolare rapidamente su forum e social, in particolare su Reddit, dove molti utenti hanno fatto il collegamento senza esitazione.
Il dettaglio più curioso non è tanto lo stato di conservazione, sorprendente per un oggetto così antico, quanto il suo stile. Non è una rappresentazione iperrealistica, ma una figura stilizzata, quasi caricaturale. Ed è proprio questo che la rende così familiare agli occhi moderni.
Dove è stata trovata la statuetta
Il maialino d’argilla è stato studiato e documentato nel 2020 presso le rovine di Lianhe, nella provincia del Sichuan. L’area è considerata uno dei contesti archeologici più rilevanti della regione e le sue origini risalgono a circa 5000 anni fa.
Il reperto è stato successivamente associato al complesso culturale vicino di Sanxingdui, un sito che ha restituito oltre 10.000 manufatti, tra maschere, statue, oggetti rituali e sculture in bronzo e argilla. Oggi molti di questi reperti sono conservati ed esposti nel Museo di Sanxingdui.
Perché i maiali erano così importanti nella Cina antica
Dal punto di vista archeologico, il soggetto non sorprende. I maiali erano già animali domestici fondamentali nella Cina di quell’epoca. Venivano allevati sia come risorsa alimentare sia come simbolo di prosperità e abbondanza. Non è raro, infatti, trovare statuette di maiali in diversi siti archeologici cinesi.
La particolarità di questo esemplare, però, sta nello stile. Altre sculture coeve risultano molto più realistiche, mentre questa sembra puntare su forme semplificate, quasi astratte. Un approccio che, involontariamente, richiama il linguaggio visivo dei personaggi cartoon moderni.
La somiglianza con Angry Birds è solo una coincidenza
Vale la pena chiarirlo subito: non esiste alcun collegamento diretto tra il reperto archeologico e il design di Angry Birds. I creatori del gioco non si sono ispirati a questo oggetto, anche perché la statuetta è stata resa pubblica solo nel 2020, mentre Angry Birds esiste dal 2009.
La somiglianza è quindi una coincidenza visiva. Ma è proprio questo a renderla interessante. Dimostra come certe forme, certe proporzioni e certi stili attraversino i secoli e restino immediatamente riconoscibili. Il nostro cervello associa quelle linee a qualcosa di familiare, anche se separato da millenni.
Quando l’archeologia incontra la cultura pop
Non è la prima volta che un reperto antico viene accostato a elementi della cultura pop moderna. Statue egizie che ricordano personaggi dei cartoni, maschere precolombiane paragonate a caschi da fantascienza, incisioni antiche scambiate per “astronauti”. In questo caso, però, il confronto è leggero, divertente, quasi affettuoso.
Ed è anche un ottimo esempio di come l’archeologia possa parlare a un pubblico più ampio. Un oggetto di 3000 anni fa diventa virale non per il suo valore storico in senso stretto, ma perché riesce a dialogare con l’immaginario contemporaneo.
Il maialino d’argilla oggi

La statuetta è protagonista di diversi video e fotografie online, che permettono di osservarla da più angolazioni. Non è un reperto isolato, ma uno dei tanti esempi che aiutano a ricostruire la vita quotidiana e simbolica delle antiche comunità del Sichuan.
Il fatto che oggi venga associata a un videogioco moderno non ne sminuisce il valore. Al contrario, ne amplifica la visibilità e stimola la curiosità verso il contesto storico da cui proviene.
Tra passato remoto e videogiochi
Angry Birds, nel frattempo, continua a essere un fenomeno trasversale. Dal gioco mobile ai film animati, con un nuovo capitolo cinematografico previsto per il 2026, i suoi personaggi restano immediatamente riconoscibili. Vedere uno di quei maiali “materializzarsi” in un oggetto antico è uno di quei cortocircuiti culturali che funzionano solo perché entrambi parlano, in modi diversi, lo stesso linguaggio visivo.
Una coincidenza che fa riflettere
Alla fine, questo ritrovamento non ci dice che gli antichi cinesi anticipassero i videogiochi. Ci ricorda qualcosa di più semplice e più interessante: certi stili funzionano sempre. Che siano scolpiti nell’argilla o disegnati su uno schermo, continuano a colpire l’occhio umano nello stesso modo.
E quando un reperto archeologico riesce a far sorridere un gamer nel 2026, forse sta facendo esattamente quello che l’arte ha sempre fatto: creare connessioni, anche inattese.
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