L’inizio del nuovo anno non è stato dei più tranquilli per Sony. In rete è infatti emersa una notizia che ha subito fatto discutere la community: sarebbero state diffuse le ROM keys di PlayStation 5. Un evento che, per chi segue da anni il mondo console, riporta immediatamente alla mente quanto accaduto in passato con PS3 prima e PS4 poi.
Senza addentrarsi in aspetti tecnici troppo spinti, il punto centrale è uno solo: la pubblicazione di queste chiavi rappresenta un passaggio importante nel percorso che, storicamente, ha portato allo sviluppo delle modifiche sulle console Sony.
Cosa significa la diffusione delle ROM keys

Le ROM keys sono elementi interni fondamentali per la sicurezza della console. Quando informazioni di questo tipo diventano pubbliche, si apre la possibilità di studiare più a fondo il sistema, individuare vulnerabilità e, nel tempo, sviluppare exploit.
È uno schema già visto. Su PS3, dopo la scoperta e la diffusione di chiavi simili, non arrivò subito una modifica completa, ma quello fu l’inizio di un percorso che, negli anni successivi, portò alla possibilità di eseguire software non autorizzato e, in alcuni casi, giochi avviati fuori dai canali ufficiali.
PS5 è già modificabile? No, ed è importante dirlo
È fondamentale chiarire subito un punto per evitare fraintendimenti: PS5 non è attualmente modificabile. La diffusione delle ROM keys non significa che domani sarà possibile installare qualsiasi cosa sulla console o scaricare giochi gratuitamente.
Tra la scoperta di informazioni interne e una modifica realmente utilizzabile dagli utenti finali passano spesso anni. Servono exploit stabili, tool affidabili e, soprattutto, condizioni molto specifiche legate al firmware.
Il ruolo degli aggiornamenti di sistema
Sony, come già accaduto in passato, può tentare di arginare la situazione tramite aggiornamenti software. Tuttavia, una volta che determinate informazioni sono pubbliche, la gestione della sicurezza diventa più complessa.
Aggiornare il sistema significa intervenire su canali che sono già stati analizzati da chi cerca vulnerabilità. Non è impossibile, ma non è neppure una soluzione semplice o immediata.
Un déjà-vu che ricorda PS3, PS4 e Nintendo Switch

Molti utenti hanno subito fatto paragoni con quanto successo su PS3, dove le prime scoperte portarono, nel tempo, a modifiche sempre più avanzate. Anche PS4 seguì un percorso simile, seppur con tempistiche e limitazioni diverse.
Uno scenario analogo si è visto anche con Nintendo Switch. Le prime vulnerabilità non permisero subito una modifica completa per tutti, ma rappresentarono un punto di partenza che portò, col tempo, a sviluppi ben più ampi.
Firmware e limitazioni per gli utenti
Un altro aspetto cruciale riguarda la versione del firmware installata sulla console. Storicamente, le modifiche sono sempre state legate a versioni specifiche del sistema operativo.
Chi ha aggiornato PS5 alle versioni più recenti, con ogni probabilità, non potrà fare nulla per molto tempo, anche nel caso in cui in futuro emergessero exploit più avanzati. Questo è un elemento che ha sempre fatto la differenza anche sulle generazioni precedenti.
Per Sony è una questione seria
Dal punto di vista aziendale, la situazione è delicata. La sicurezza delle console è un pilastro del modello di business, e ogni breccia rappresenta un potenziale problema, non solo economico ma anche d’immagine.
Dall’altra parte, una fetta di utenti segue questi sviluppi con interesse, spesso per curiosità tecnica o per passione verso l’hardware. Due visioni opposte che si scontrano ogni volta che emergono notizie di questo tipo.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Al momento, non ci sono conseguenze concrete per l’utente medio. La notizia è rilevante sul piano tecnico e storico, ma non cambia l’esperienza quotidiana di chi usa PS5 per giocare regolarmente.
Come sempre, è importante distinguere tra ciò che è teoricamente possibile e ciò che è realmente disponibile. La storia insegna che i tempi sono lunghi e che nulla è automatico.
Per ora, quindi, più che di una “console persa”, si può parlare di un nuovo capitolo nella lunga partita tra sicurezza e hacking, una partita che, nel mondo delle console, non si è mai fermata.
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