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NotizieComunicati Ufficiali

The Games Market e la prima asta di videogiochi certificati

Il debutto europeo del grading videoludico

Valentina Paradiso 20 secondi fa Commenta! 8
 

Il collezionismo videoludico non è più solo passione, nostalgia o caccia al pezzo raro su eBay. Con The Games Market e l’asta “Pop Culture #1 – Video Games”, l’Europa fa un passo che potrebbe cambiare per sempre il modo in cui guardiamo ai videogiochi da collezione. Non più semplici oggetti retrò, ma beni patrimoniali certificati, pronti a entrare nei cataloghi ufficiali delle case d’asta storiche.

Contenuti
Come funziona l’asta Pop Culture #1 – Video GamesTGM Grading: perché la certificazione cambia tuttoI record milionari che hanno cambiato la percezione del settoreUn ponte tra retrogaming e sistema dell’artePerché questa asta potrebbe cambiare il mercato europeoTi potrebbe interessare

A marzo 2026 debutta infatti la prima asta istituzionale europea dedicata ai videogiochi gradati, organizzata da The Games Market in collaborazione con Galleria Allegrini di Brescia e Meeting Art di Vercelli. Un evento che arriva in un momento preciso: il mercato globale dei collectibles ha superato i 300 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe superare i 500 miliardi entro il 2033. Dentro questa crescita esplosiva, anche il videogioco sta trovando il suo spazio strutturato.

Come funziona l’asta Pop Culture #1 – Video Games

L’asta sarà pubblica online dall’11 marzo 2026 alle ore 18 e si concluderà in due sessioni:

  • 18 marzo alle ore 17 per i primi 25 lotti
  • 19 marzo alle ore 17 per i restanti 25 lotti

I 50 pezzi complessivi, con una stima di base superiore ai 35.000 euro, saranno visionabili dal pubblico a partire dal 3 marzo presso Meeting Art di Vercelli. Per partecipare sarà necessario registrarsi formalmente sul sito ufficiale di Meeting Art e fornire la documentazione richiesta dalla casa d’aste.

Il punto chiave non è solo l’asta in sé, ma il contesto. Per la prima volta in Europa, videogiochi certificati da realtà come WATA, PSA, VGA e dallo stesso sistema proprietario di The Games Market entrano in un circuito ufficiale legato al mondo dell’arte. Questo passaggio istituzionale era già realtà negli Stati Uniti, ma mancava una struttura analoga nel mercato europeo.

Tra i lotti trovi titoli che hanno segnato intere generazioni:

Parliamo di icone come Space Invaders, The Legend of Zelda, Super Mario Bros e il rarissimo Shinrei Jusatsushi Tarōmaru per Sega Saturn, pubblicato solo in Giappone nel 1997 e oggi considerato uno dei pezzi più ricercati dai collezionisti hardcore.

TGM Grading: perché la certificazione cambia tutto

Il vero elemento disruptive è TGM Grading, il sistema proprietario sviluppato da The Games Market. Si tratta del primo servizio di grading europeo certificato ISO 9001, con tecnologia a raggi X a bassa intensità. Una tecnologia che normalmente viene utilizzata in ambito medico o aerospaziale e che qui serve a verificare l’integrità interna del prodotto senza aprirlo.

Il processo di certificazione prevede sei fasi:

  • Esame visivo esterno
  • Scansione interna non invasiva
  • Verifica tecnica dei componenti
  • Attribuzione del grado
  • Incapsulamento in teca antimanomissione
  • Certificazione digitale tracciabile

Se ti stai chiedendo perché tutto questo sia importante, la risposta è semplice: la certificazione trasforma il videogioco in un asset comparabile sul mercato. Non più valutazioni soggettive, ma standard condivisi che permettono di parlare lo stesso linguaggio tra collezionisti, investitori e case d’asta.

Secondo l’analisi di mercato di The Games Market, in Europa circolano tra 100 e 150 milioni di videogiochi potenzialmente collezionabili. Il mercato fisico europeo vale circa 10 miliardi di euro. Di questi, 2,5 miliardi appartengono al segmento premium e investimento, cioè quello dei collezionisti disposti a pagare un sovrapprezzo per certificazione e tracciabilità.

I record milionari che hanno cambiato la percezione del settore

Se pensi che si tratti di cifre esagerate, basta guardare cosa è successo negli Stati Uniti negli ultimi anni.

Una copia sigillata di Super Mario Bros è stata battuta a 2 milioni di dollari. Super Mario 64 ha raggiunto 1,56 milioni tramite Heritage Auctions. Nel 2025 una copia sigillata di Donkey Kong per NES certificata WATA 9.6 A++ è stata venduta da Goldin per 370.880 dollari. E il 16 febbraio 2026 Pokémon Red Version sigillato PSA 9.8 A++ ha toccato i 124.000 dollari.

Questi numeri hanno contribuito a ridefinire il videogioco come asset da collezione di fascia alta, attirando non solo appassionati ma anche investitori attivi nei mercati alternativi. Anche la cultura pop mainstream ha recepito il fenomeno, basti pensare alla serie Netflix Il Re dei memorabilia che ha acceso i riflettori su questo universo.

Un ponte tra retrogaming e sistema dell’arte

L’obiettivo dichiarato di The Games Market è creare un ponte tra collezionismo videoludico e sistema dell’arte. Alberto Trussardi, fondatore della piattaforma, sottolinea come la strutturazione del mercato europeo rappresenti un’opportunità economica ancora in larga parte inespressa.

L’asta dell’11 marzo non è solo una vendita online. È un tentativo di legittimazione culturale e finanziaria del videogioco. Portare un titolo gradato in una casa d’aste storica significa inserirlo nello stesso circuito di opere d’arte, antiquariato e memorabilia certificati.

Pabo Carrara, presidente di Meeting Art, parla apertamente di videogiochi come forma d’arte capace di raccontare i gusti e la vita di un’epoca. Le confezioni originali, con le loro grafiche iconiche, diventano memorabilia generazionali. Non solo nostalgia, ma oggetti che definiscono un periodo storico.

Il caso simbolo dell’asta sarà Shinrei Jusatsushi Tarōmaru, considerato un capolavoro grafico realizzato interamente a mano e pubblicato in esclusiva per Sega Saturn poco prima che la console uscisse di produzione. Un titolo che incarna perfettamente l’idea di videogioco come arte applicata.

Perché questa asta potrebbe cambiare il mercato europeo

Negli Stati Uniti, case d’asta come Heritage Auctions e Goldin hanno già consolidato il ruolo del videogioco come bene collezionabile di fascia alta. In Europa mancava una struttura ufficiale capace di offrire standard professionali comparabili.

Con TGM Grading e l’asta Pop Culture #1 – Video Games, l’Europa entra finalmente in questa partita. Se sei un collezionista, questo significa maggiore trasparenza sui prezzi e standard certificati. Se sei un investitore, significa avere un’infrastruttura che rende il mercato più leggibile. Se sei semplicemente un appassionato, significa vedere riconosciuto il valore culturale di ciò con cui sei cresciuto.

Il retrogaming non è più solo un trend social tra Instagram e Twitch. Sta diventando una categoria strutturata dentro un mercato globale che vale centinaia di miliardi. E questa prima asta italiana potrebbe rappresentare il momento in cui il videogioco smette definitivamente di essere percepito come semplice intrattenimento per entrare, a pieno titolo, nel mondo dei beni culturali certificati.

The Games Market e la prima asta di videogiochi certificati
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