Per chi è cresciuto guardando Pokémon, il Pokédex non è mai stato solo un gadget. È uno degli oggetti più iconici dell’intera saga: basta inquadrare una creatura e, in pochi secondi, arrivano nome, dati e informazioni utili. Un sogno tecnologico che, per decenni, è rimasto confinato allo schermo.
Ora però quel sogno è diventato reale. Due fan hanno costruito un Pokédex funzionante, capace di riconoscere i Pokémon esattamente come nella serie animata.
E no, non è una replica vuota da collezione. Questo Pokédex funziona sul serio.
Un Pokédex che riconosce i Pokémon dalle immagini
Il progetto nasce dall’idea di riprodurre fedelmente il comportamento del Pokédex visto nell’anime. Il dispositivo è dotato di una fotocamera integrata: basta scattare una foto a un Pokémon e, dopo pochi secondi, il sistema comunica di quale creatura si tratta.
La cosa sorprendente è l’accuratezza. Nei video dimostrativi pubblicati online, il Pokédex riesce a riconoscere non solo immagini ufficiali, ma anche disegni fatti a mano. Un risultato che ha lasciato a bocca aperta molti fan, soprattutto considerando che si tratta di un progetto amatoriale.
Ogni pulsante funziona
L’obiettivo non era solo il riconoscimento visivo. I due creatori hanno puntato a replicare tutte le funzioni viste nella serie.
Questo significa che ogni pulsante, ogni schermo e perfino ogni luce presente sul dispositivo ha una funzione reale. Nulla è decorativo.
Il Pokédex include anche un microfono con riconoscimento vocale, rendendo l’interazione ancora più simile a quella di Ash nell’anime. Il risultato è un oggetto che sembra uscito direttamente da una puntata della serie, ma che esiste fisicamente.
Un progetto a quattro mani
Dietro questo Pokédex ci sono mesi di lavoro e una collaborazione ben divisa.
Il content creator BigRigCreates si è occupato della programmazione software e dell’assemblaggio finale. La parte hardware, invece, è stata realizzata da Mr. Volt, che ha curato struttura, componenti e integrazione elettronica.
Non si tratta quindi di un singolo colpo di genio, ma di un progetto complesso che ha richiesto competenze diverse e una lunga fase di test.
Niente intelligenza artificiale generativa
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il funzionamento interno. BigRig ha spiegato chiaramente che il Pokédex non usa ChatGPT né altre IA generative per riconoscere i Pokémon.
Il sistema è stato programmato per eseguire rapidamente una ricerca per immagini, analizzando i risultati più frequenti e identificando il Pokémon corrispondente. Una soluzione semplice sulla carta, ma estremamente efficace nella pratica, come dimostrano i test mostrati nel video.
Anche la voce è originale
C’era un altro dettaglio fondamentale da risolvere: la voce del Pokédex.
Invece di copiare dialoghi o campioni audio dall’anime, BigRigCreates ha registrato decine di linee vocali originali, utilizzando la propria voce. Questi file sono stati poi usati per addestrare un modello di text-to-speech personalizzato.
Il risultato è una voce che richiama quella del Pokédex della serie, senza violare diritti o ricorrere a materiale protetto. Una scelta che dimostra quanto il progetto sia stato pensato con attenzione e rispetto.
Un sogno che non finirà in vendita
C’è però una nota dolente. Questo Pokédex non sarà mai messo in commercio.
Mancano le licenze ufficiali, e il progetto rimane un’opera realizzata per passione. Anche se fosse vendibile, il prezzo sarebbe probabilmente elevato, considerando il tempo e la complessità necessari per costruirne uno.
Resta comunque una dimostrazione impressionante di cosa possono fare i fan quando competenze tecniche e amore per una saga si incontrano.
Un progetto che parla ai fan di ieri e di oggi
Questo Pokédex non è solo un esercizio tecnico. È la materializzazione di un desiderio condiviso da milioni di appassionati.
Vedere un oggetto immaginario diventare reale, funzionante e fedele all’originale è uno di quei momenti che ricordano perché il legame tra videogiochi, anime e community sia ancora così forte.
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