Sviluppato da Wishfully e pubblicato da Thunderful Publishing, Planet of Lana II è un gioco d’avventura ad enigmi in terza persona a scorrimento orizzontale concentrato sull’utilizzo di due personaggi. Si tratta altresì, del sequel ufficiale del fortunato Planet of Lana datato 2023 di cui eredita gran parte degli elementi riuscendo a migliorarli ed evolverli in gran parte. Noi abbiamo vissuto l’intera avventura su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a una nuova scarica di emozioni?
Planet of Lana II una storia senza parole
Planet of Lana II è il sequel diretto dell’omonimo Planet of Lana di cui eredita personaggi, mondo di gioco e anche metodo di narrazione. Una narrazione che, lo diciamo da subito, è fatta di “non parole”. O meglio, i personaggi su schermo parlano tra loro, e lo fanno anche abbastanza spesso, ma noi non capiremo nulla visto che la loro lingua è completamente aliena per noi. E no, non ci sono sottotitoli da leggere. Come fare quindi a seguire la storia? Semplice: guardando le animazioni e ciò che succede a schermo.
E sì, si capisce tutto in modo molto chiaro, aiutato anche da dipinti antichi e da qualche flashback. Il tutto per un racconto che recupera ed evolve quanto di buono fatto dal prequel e regalando una storia a più livelli temporali. Non solo saremo chiamati a vivere la nostra attuale avventura ma, nel mentre, scopriremo frammenti del passato del mondo di gioco e di chi lo popola. Ma andiamo più nel dettaglio. Il vero protagonista di Planet of Lana II è il mondo di gioco stesso. Un mondo rigoglioso ma, allo stesso tempo, invaso da una tecnologia che si sta espandendo come un virus.

Proseguire in un percorso innevato e limpido per poi scorgere in lontananza un’enorme trivella che strazia il suolo sprofondando nelle sue rocciose viscere, fa quasi “male”. Come è fortemente emotivo percorrere alcune specifiche fasi della narrazione che riesce, nonostante la sua breve durata, a regalare diversi momenti discretamente memorabili e che sapranno farti riflettere. Perché Planet of Lana II ha anche un’anima ecologica, è innegabile, ma le esprime senza feroce morale ma mettendo semplicemente su schermo alcune conseguenze devastanti.
C’è un po’ di Avatar in Planet of Lana II ma in versione molto più poetica anche se il mondo e le sue creature, con le dovute differenze strutturali ed estetiche, contribuiscono a creare qualcosa di “proprio” nel loro essere alieni. Ecco quindi grosse mosche che si gonfiano d’acqua e che possono dare quella stessa acqua a fiori gialli che subiscono la doccia per poi trasformarsi in una sorta di ramo di bamboo scalabile. E questo è solo uno degli esempi della fauna e della vegetazione del mondo di Lana. E la cosa bella è che tutto è in funzione del gameplay con una semplicità disarmante.
Tornando alla narrazione, invece, seppur con un canovaccio non innovativo e abbastanza prevedibile in alcuni passaggi, Planet of Lana II regala una bella storia, quasi fiabesca, mescolando bene diversi messaggi essenziali e riuscendo anche a emozionare. Il taglio cinematografico è evidente così come l’importanza centrale data alla messa in scena, con tanto di fasi puramente estetiche in grado di restare impresse a lungo.

Un platform game ad enigmi che coinvolge
Planet of Lana II è un action game con fasi platform e innumerevoli enigmi ambientali, tutto a scorrimento prevalentemente orizzontale. Un titolo che recupera quanto di buono fatto col prequel per evolverlo ulteriormente ma senza snaturarsi troppo. Ancora una volta, quindi, ci ritroviamo con un doppio protagonista. Da una parte c’è Lana, l’umana, che può saltare, correre, scivolare, arrampicarsi e interagire con particolari macchine di cui può prendere il controllo, servendosene per spianarsi la strada in vari modi o per risolvere particolari puzzle.
Dall’altro lato, invece, abbiamo l’iconico Mui, un piccolo cosino nero alieno, simile a un mix di gatto e topo, a cui potremo dare ordini sfruttando un comodo indicatore a schermo a sua volta legato a un analogico. Il nostro compagno di viaggio può compiere balzi notevoli, premere pulsanti e soprattutto dar vita a un particolare bagliore che può mandare in tilt alcune tecnologie o anche farci prendere il controllo di alcune specie aliene.

Questi ultimi sono dotati ognuno di mini sessioni di gioco, con regole di gameplay proprie. Dall’alieno che rotola e che può dar vita a una scia dietro di sé che può prendere fuoco alla già citata mosca che può accumulare acqua per portarla su zone più alte. Ogni piccola trovata si inserisce in una sequela di puzzle concatenati tra loro e che danno forma a un’avventura non molto longeva ma pienamente soddisfacente e varia. I puzzle, tutti ambientali, variano e diventano sempre più complessi, inserendo anche sessioni acquatiche e mettendo alla prova i limiti dei due protagonisti.
Lana non può saltare troppo in alto mentre Mui non può entrare in contatto con l’acqua. Inoltre, i due non hanno una barra di energia vitale. Basta un colpo, a uno dei due, ed è game over. Ma tranquillo, nonostante un intrinseco sistema di trial and error, grazie a un sistema abbastanza accomodante di check point automatici, Planet of Lana II non risulta praticamente frustrante a patto di voler mettere alla prova il proprio ingegno. Questo perché il gioco non ti guida per mano, devi capire tu cosa fare e dove e con che tempistiche. Ogni cosa si sperimenta con pochissime indicazioni e, grazie a ciò, il senso di scoperta ludica ne giova non poco.
Tornano anche le fasi stealth che vedono il duo di protagonisti spinti a nascondersi e strisciare nell’ombra per evitare conflitti aperti che non possono sostenere. Presenti anche fasi di inseguimento a tutto fiato. Insomma, la varietà è presente anche se, rispetto al prequel, per ovvi motivi anche scenici, il senso di “sorpresa” è meno evidente e più attenuato. Ma questo non è per forza un male, siamo pur sempre nello stesso mondo e tutto quanto viene giocato, funziona da inizio alla fine. E non è poco.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, già il prequel era un piccolo gioiellino. Planet of Lana II recupera gran parte degli asset e li perfeziona. Le animazioni sono meno legnose e più fluide, c’è più varietà su schermo e, soprattutto, più profondità. Questo lo si nota soprattutto nelle zone più popolose, come i villaggi, che danno vita a un mini universo attivo dal primo all’ultimo piano, con una profondità sinceramente affascinante da ammirare. Alcuni scenari risultano molto simili al titolo precedente ma ammettiamo che altri sono completamente nuovi e splendidamente inseriti nel contesto.
Ancora una volta, è la varietà anche visiva a dare un punto in più Planet of Lana II che non si ripete quasi mai. Discorso analogo per il sonoro, se il doppiaggio con lingua aliena non è proprio per tutti, dall’altro ci sono sonorità veramente gradevoli, mai ridondanti e quasi magiche. Infine, da segnalare la gradita presenza della lingua italiana anche se non c’è poi molto da leggere.
