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	<title>PlayStation 5 &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Disney Dreamlight Valley: ecco la guida a tutti i compagni e come approcciarli (aggiornato ad agosto 2026)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 07:56:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli animali di Disney Dreamlight Valley non sono soltanto una presenza decorativa nei diversi biomi: puoi dar loro da mangiare, ottenere ricompense e, dopo aver conquistato la loro fiducia, sbloccarli come compagni da portare con te durante l&#8217;esplorazione. Nel corso degli anni il numero di creature è aumentato parecchio. Oltre agli animali del gioco base, [&#8230;]]]></description>
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<p>Gli animali di <strong>Disney Dreamlight Valley</strong> non sono soltanto una presenza decorativa nei diversi biomi: puoi dar loro da mangiare, ottenere ricompense e, dopo aver conquistato la loro fiducia, <strong>sbloccarli come compagni</strong> da portare con te durante l&#8217;esplorazione.</p>




<p>Nel corso degli anni il numero di creature è aumentato parecchio. Oltre agli animali del gioco base, oggi bisogna considerare quelli introdotti con <strong>A Rift in Time</strong>, <strong>The Storybook Vale</strong>, <strong>Wishblossom Ranch</strong> e <strong>Honeyglow Woods</strong>. Per questo abbiamo aggiornato completamente la nostra guida ad <strong>agosto 2026</strong>.</p>




<p>Se invece stai cercando cosa cucinare per le creature che richiedono dei piatti, puoi consultare anche la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/disney-dreamlight-valley-guida-ricette/">guida completa alle ricette di Disney Dreamlight Valley</a>, aggiornata con i contenuti più recenti.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Disney Dreamlight Valley: come sbloccare gli animali come compagni</h2>




<p>Il principio di base è semplice: devi trovare la creatura nel suo bioma, riuscire ad avvicinarti seguendo il comportamento specifico della specie e offrirle un alimento che gradisce, preferibilmente il suo <strong>cibo preferito</strong>.</p>




<p>Non tutti gli animali vengono però sbloccati dopo il primo incontro. Alcune specie richiedono più alimentazioni effettuate in giorni differenti e, soprattutto, <strong>solo la prima alimentazione utile della giornata contribuisce normalmente ai progressi necessari per ottenere la creatura come compagno</strong>. Per questo inseguire lo stesso animale e nutrirlo ripetutamente nello stesso giorno non velocizza necessariamente lo sblocco.</p>




<p>Attenzione anche agli orari: le diverse varianti cromatiche possono comparire soltanto in determinati giorni o fasce orarie. Se una creatura ti manca nella Collezione, quindi, il problema potrebbe non essere il metodo utilizzato ma semplicemente il suo <strong>calendario di apparizione</strong>.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Tutti gli animali e i loro cibi preferiti</h2>




<p>Questa è la panoramica più rapida per capire <strong>cosa dare da mangiare agli animali di Disney Dreamlight Valley</strong> e dove trovarli.</p>




<figure class="wp-block-table"><table><thead><tr><th>Animale</th><th>Dove trovarlo</th><th>Cibo preferito</th></tr></thead><tbody>
<tr><td>Scoiattolo</td><td>Piazza</td><td>Arachidi</td></tr>
<tr><td>Coniglio</td><td>Prato Tranquillo</td><td>Carota</td></tr>
<tr><td>Tartaruga marina</td><td>Spiaggia Brillante</td><td>Alga marina</td></tr>
<tr><td>Coccodrillo</td><td>Radura della Fiducia</td><td>Aragosta</td></tr>
<tr><td>Nettarina</td><td>Altopiano Soleggiato</td><td>Fiori, in base alla variante</td></tr>
<tr><td>Procione</td><td>Foresta del Valore</td><td>Mirtilli</td></tr>
<tr><td>Volpe</td><td>Cime Gelate</td><td>Storione bianco</td></tr>
<tr><td>Corvo</td><td>Terre Dimenticate</td><td>Piatto a 5 stelle</td></tr>
<tr><td>Scimmia</td><td>Approdo degli Antichi</td><td>Dessert a 5 stelle</td></tr>
<tr><td>Cobra</td><td>Dune Scintillanti</td><td>Uova</td></tr>
<tr><td>Capibara</td><td>Intrico Selvaggio</td><td>Cavolo</td></tr>
<tr><td>Gufo</td><td>The Bind</td><td>Orzo</td></tr>
<tr><td>Pegaso</td><td>Mythopia</td><td>Piatto vegetale a 4 o 5 stelle</td></tr>
<tr><td>Drago bambino</td><td>Everafter</td><td>Ghiaccio puro o magma</td></tr>
<tr><td>Oca</td><td>Wishing Alps</td><td>Ribes rosso</td></tr>
<tr><td>Puzzola</td><td>Glamour Gulch</td><td>Fungo bottone o pesca puntaspilli</td></tr>
<tr><td>Ape</td><td>Pixie Acres</td><td>Corallo al miele</td></tr>
<tr><td>Riccio</td><td>Honeyglow Woods</td><td>Baccelli Pufflebud o miele dorato</td></tr>
</tbody></table></figure>




<h2 class="wp-block-heading">Animali del gioco base di Disney Dreamlight Valley</h2>




<h3 class="wp-block-heading">Scoiattolo</h3>




<p>Gli <strong>scoiattoli</strong> vivono nella Piazza e sono probabilmente le creature più semplici con cui iniziare. Non richiedono nessun particolare minigioco: puoi semplicemente avvicinarti e interagire con loro. Il loro cibo preferito sono le <strong>arachidi</strong>, acquistabili da Chez Remy dopo averle sbloccate.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Coniglio</h3>




<p>I <strong>conigli</strong> si trovano nel Prato Tranquillo e adorano le <strong>carote</strong>. Quando provi ad avvicinarti scapperanno: inseguili e ripeti il procedimento finché non smetteranno di correre e potrai finalmente offrirgli da mangiare.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Tartaruga marina</h3>




<p>Le <strong>tartarughe marine</strong> vivono sulla Spiaggia Brillante e preferiscono le <strong>alghe marine</strong>. Quando ti avvicini si nascondono nel guscio: resta vicino senza allontanarti e aspetta che tornino a mostrare la testa, quindi interagisci con loro.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Coccodrillo</h3>




<p>Il <strong>coccodrillo</strong> si trova nella Radura della Fiducia e il suo cibo preferito è l&#8217;<strong>aragosta</strong>. Avvicinarsi richiede un piccolo gioco di pazienza: procedi quando la testa è abbassata e fermati immediatamente quando la solleva. Continua fino a quando il coccodrillo si sdraierà permettendoti di interagire.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Nettarina</h3>




<p>Le nettarine dell&#8217;<strong>Altopiano Soleggiato</strong> sono semplici da avvicinare, ma hanno una particolarità: il fiore preferito cambia a seconda della colorazione della creatura. In generale conviene portare con sé diversi fiori raccolti nella Valley quando vuoi completarne la Collezione.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Procione</h3>




<p>I <strong>procioni</strong> della Foresta del Valore adorano i <strong>mirtilli</strong>. Il sistema per avvicinarli ricorda quello dei coccodrilli: cammina quando il procione è rilassato e fermati quando si mette sull&#8217;attenti. Se continui a muoverti mentre è in allerta, scapperà.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Volpe</h3>




<p>Troverai le <strong>volpi</strong> nelle Cime Gelate. Il loro alimento preferito è lo <strong>storione bianco</strong>, pescabile proprio nel bioma. Per riuscire a nutrirle dovrai seguirle più volte fino a quando decideranno di fermarsi.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Corvo</h3>




<p>I <strong>corvi</strong> si trovano nelle Terre Dimenticate e preferiscono i <strong>piatti a 5 stelle</strong>. Quando ne trovi uno, aspetta che termini di volare in cerchio sopra di te: dopo qualche secondo si abbasserà e potrai offrirgli il pasto.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Animali di A Rift in Time</h2>




<p>L&#8217;espansione <strong>A Rift in Time</strong> aggiunge tre nuove famiglie di creature sull&#8217;Isola dell&#8217;Eternità: scimmie, cobra e capibara.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Scimmia</h3>




<p>Le <strong>scimmie</strong> vivono nell&#8217;Approdo degli Antichi. Quando ti vedono iniziano a correre: seguile finché non si fermano. Il loro cibo preferito è un <strong>dessert a 5 stelle</strong>.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Cobra</h3>




<p>I <strong>cobra</strong> delle Dune Scintillanti preferiscono le <strong>uova</strong>. Devi avvicinarti soltanto mentre il cobra tiene la testa abbassata e fermarti quando si solleva in posizione di allerta, esattamente come in un piccolo gioco di “semaforo rosso, semaforo verde”.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Capibara</h3>




<p>I <strong>capibara</strong> dell&#8217;Intrico Selvaggio sono molto più tranquilli: basta avvicinarsi normalmente. Il loro cibo preferito è il <strong>cavolo</strong>.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Animali di The Storybook Vale</h2>




<p><strong>The Storybook Vale</strong> ha ampliato ulteriormente la Collezione con gufi, piccoli Pegasi e draghi bambino.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Gufo</h3>




<p>I <strong>gufi</strong> si incontrano a The Bind e sono tra le creature più semplici da nutrire: puoi avvicinarti normalmente. Il loro cibo preferito è l&#8217;<strong>orzo</strong>, mentre accettano anche altri cereali.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Pegaso</h3>




<p>I piccoli <strong>Pegasi</strong> vivono a Mythopia. Dopo aver attirato la loro attenzione dovrai rincorrerli alcune volte prima che si fermino. Preferiscono <strong>piatti a base vegetale da 4 o 5 stelle</strong>: ricette come la Ratatouille sono quindi particolarmente comode da tenere nell&#8217;inventario.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Drago bambino</h3>




<p>I <strong>draghi bambino</strong> si trovano nell&#8217;Everafter. Quando ti avvicini si rannicchiano: aspetta semplicemente che si tranquillizzino e tornino in posizione normale. I loro alimenti preferiti sono <strong>Ghiaccio puro e Magma</strong>, comprese le relative versioni scintillanti.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Animali di Wishblossom Ranch</h2>




<p>L&#8217;espansione <strong>Wishblossom Ranch</strong> ha introdotto oche, puzzole e api, oltre alle numerose attività legate ai cavalli. Se vuoi approfondire il DLC puoi leggere anche <a href="https://www.icrewplay.com/wishblossom-ranch-disney-dreamlight-valley/">cosa include Wishblossom Ranch e quali contenuti aggiunge a Disney Dreamlight Valley</a>.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Oca</h3>




<p>Le <strong>oche</strong> si incontrano nelle Wishing Alps e preferiscono il <strong>ribes rosso</strong>. Quando ti avvicini possono nascondersi per qualche secondo: resta fermo e aspetta che tornino disponibili per l&#8217;interazione.</p>




<p>Alcune varianti hanno finestre di apparizione particolarmente ristrette, quindi controlla con attenzione giorno e orario se stai cercando di completare tutta la Collezione.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Puzzola</h3>




<p>Le <strong>puzzole</strong> vivono a Glamour Gulch e hanno due alimenti preferiti: <strong>fungo bottone</strong> e <strong>pesca puntaspilli</strong>. Per avvicinarti osserva la coda: avanza quando è abbassata e fermati quando la puzzola la solleva.</p>




<h3 class="wp-block-heading">Ape</h3>




<p>Le <strong>api</strong> si trovano a Pixie Acres. Dopo aver attirato la loro attenzione dovrai inseguirle finché non smetteranno di volare via. Il loro cibo preferito è il <strong>Corallo al miele</strong>.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Animali di Honeyglow Woods: i ricci</h2>




<p>L&#8217;aggiunta più recente alla guida arriva da <strong>Honeyglow Woods</strong>, il Pacchetto Avventura pubblicato l&#8217;<strong>8 luglio 2026</strong> e ispirato all&#8217;universo di Winnie the Pooh. Il contenuto introduce una nuova area da esplorare insieme a Pooh, Ih-Oh e Pimpi e permette anche di prendersi cura di nuovi <strong>ricci</strong>.</p>




<p>Puoi trovare quattro varianti di riccio nelle diverse zone di Honeyglow Woods. Quando ti avvicini tendono a chiudersi su se stessi: aspetta che tornino tranquilli prima di procedere.</p>




<p>I loro cibi preferiti sono i <strong>baccelli Pufflebud</strong> e il <strong>miele dorato</strong>, mentre accettano anche la frutta. Proprio il miele dorato è una delle nuove risorse centrali dell&#8217;Adventure Pack e viene utilizzato anche per diverse preparazioni culinarie.</p>




<p>Puoi approfondire il contenuto sul <a href="https://disneydreamlightvalley.com/it/news/HoneyglowWoods2026" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale di Disney Dreamlight Valley</a>.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Come ottenere più velocemente un animale come compagno</h2>




<p>Se il tuo obiettivo è completare la Collezione dei compagni, ci sono alcune abitudini che possono farti risparmiare parecchio tempo.</p>




<ul class="wp-block-list">
<li>Porta sempre con te il <strong>cibo preferito</strong> della creatura che stai cercando.</li>
<li>Controlla giorno e fascia oraria delle varianti più rare.</li>
<li>Ricorda che nutrire ripetutamente lo stesso animale nello stesso giorno non equivale necessariamente a più progressi verso lo sblocco.</li>
<li>Se possiedi le espansioni, conserva in inventario anche alcuni ingredienti esclusivi dei rispettivi biomi.</li>
<li>Non confondere una variante non ancora disponibile con una creatura impossibile da sbloccare: molte seguono un calendario preciso.</li>
</ul>




<h2 class="wp-block-heading">Compagni ottenibili con missioni, eventi e Cammini delle Stelle</h2>




<p>Gli animali selvatici non sono gli unici compagni disponibili in Disney Dreamlight Valley. Nel corso degli aggiornamenti Gameloft ha distribuito numerosi compagni attraverso <strong>missioni, eventi temporanei, Cammini delle Stelle, Negozio Premium e bonus speciali</strong>.</p>




<p>Alcuni esempi storici sono <strong>Pua</strong>, ottenibile attraverso le missioni di Vaiana, la <strong>Volpe Arcobaleno</strong> e diversi animali a tema stagionale. A differenza delle creature selvatiche, però, la disponibilità di questi compagni può dipendere dall&#8217;evento o dal periodo in cui stai giocando.</p>




<p>Per questo motivo è più utile distinguere i <strong>compagni permanenti ottenibili esplorando i biomi</strong> dai cosmetici e dalle ricompense a tempo, che possono tornare disponibili o essere sostituite nel corso degli aggiornamenti.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Come cambiare compagno in Disney Dreamlight Valley</h2>




<p>Dopo aver sbloccato una creatura puoi farla viaggiare con te. Apri il menu <strong>Guardaroba</strong> e seleziona la categoria <strong>Compagni</strong>: scegli l&#8217;animale che preferisci e comparirà accanto al tuo personaggio mentre esplori la Valley.</p>




<p>Puoi cambiare compagno in qualsiasi momento, quindi completare la Collezione non serve soltanto ai collezionisti: ti permette anche di scegliere di volta in volta l&#8217;animale che meglio si abbina al tuo personaggio, agli outfit o alla zona che stai decorando.</p>




<h2 class="wp-block-heading">Qual è l&#8217;animale più difficile da ottenere?</h2>




<p>Più che il metodo di approccio, normalmente sono gli <strong>orari delle varianti rare</strong> a rendere alcuni compagni complicati da ottenere. Alcuni animali compaiono soltanto in determinate fasce orarie o giorni della settimana, mentre altri richiedono alimentazioni distribuite su più giorni.</p>




<p>Se quindi hai già dato più volte il cibo corretto a una volpe, un procione, un drago o qualsiasi altra creatura senza vederla ancora comparire nella sezione Compagni, continua a nutrirla nei giorni successivi: non significa necessariamente che tu stia facendo qualcosa di sbagliato.</p>

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		<item>
		<title>Two Point Museum e Cult of the Lamb: disponibile l&#8217;update</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;editore del gioco SEGA in collaborazione con Two Point Studios hanno rilasciato proprio in questi giorni la versione 11.0 di Two Point Museum che introduce Cult of the Lamb di Massive Monster nell&#8217;universo del museo. L&#8217;aggiornamento è disponibile per tutte le piattaforme. Cosa possiamo aspettarci da questa collaborazione La panoramica che ci fornisce SEGA riguardo [&#8230;]]]></description>
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<p>L&#8217;editore del gioco SEGA in collaborazione con Two Point Studios hanno rilasciato proprio in questi giorni la versione 11.0 di <a href="https://www.icrewplay.com/?s=two+point+museum" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=two+point+museum">Two Point Museum</a> che introduce Cult of the Lamb di Massive Monster nell&#8217;universo del museo. L&#8217;aggiornamento è disponibile per tutte le piattaforme.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Two Point Museum  x Cult of the Lamb | FREE Update Out Now!" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/3gFAXn_7lRM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di presentazione.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa possiamo aspettarci da questa collaborazione</h2>



<p><strong>La panoramica che ci fornisce SEGA riguardo a questo nuovo e interessante aggiornamento sembra essere qualcosa di davvero curioso per i fan della saga:</strong></p>



<p>Amici, siete arrivati ​​giusto in tempo. Qualcuno ha rovesciato del caffè su un cabinato arcade, causando una lieve distorsione spazio-temporale. Ora, si sono aperte strane fenditure che conducono ad altri mondi in un luogo/non-luogo che hanno chiamato Digiverso. Siamo entusiasti di annunciare che la nostra prossima Fenditura Digiversale è in collaborazione con Massive Monster e Cult of the Lamb…</p>



<p><strong>Curate il vostro gregge mentre vi avventurate coraggiosamente nei misteriosi regni di Two Point Museum e nella terra insidiosa dei falsi profeti di Cult of the Lamb, con l&#8217;unione di due costruttori assolutamente adorabili ma meravigliosamente caotici.</strong> La fenditura di Cult of the Lamb si sta generando in Two Point Museum ORA, disponibile per tutte le piattaforme. Ripagate il vostro debito, Curatori!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="639" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/twopointmuseumcultofthelamb2-1024x639.png" alt="twopointmuseumcultofthelamb2" class="wp-image-562300" title="Two Point Museum e Cult of the Lamb: disponibile l&#039;update"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Costruite il museo dedicato al culto</h3>



<p><strong>Mentre i giocatori saranno impegnati a costruire il museo dedicato al culto dovranno seguire le orme di Ratau e servire Colui che attende raccogliendo devozione. Sarà necessario completare una sere di missioni e esplorare la terra dei falsi profeti, sconfiggendo una serie i minacce per guadagnare devozione.</strong></p>



<p>I giocatori dovranno viaggiare verso quattro punti di interesse, calpestando i luoghi dove un tempo camminava Ratau. Ma sarà necessario fare attenzione perché ogni spedizione si svolgerà in modo diverso, rivelando pericoli familiari ma allo stesso tempo inquietanti. </p>



<p><strong>Il primo passo per approcciare a questo nuovo aggiornamento sarà costruire un Santuario nell&#8217;officina.</strong> Con il Santuario il culto guadagnerà devozione direttamente da tutti i visitatori e sbloccherà la possibilità di ottenere ricompense culto dal santuario e dal nuovo albero di sblocco. Man mano che il culto cresce, i visitatori potranno diventare seguaci, la cui dedizione viene ricompensata con altra devozione, oltre a popolarità del museo e offerte sotto forma di donazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="639" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/twopointmuseumcultofthelamb3-1024x639.webp" alt="twopointmuseumcultofthelamb3" class="wp-image-562301" title="Two Point Museum e Cult of the Lamb: disponibile l&#039;update"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il Tempio</h3>



<p><strong>Ogni nuova mostra sbloccata nell&#8217;albero delle ricompense del culto deve essere costruita nell&#8217;officina, questo permetterà di accrescere l&#8217;influenza del museo sui seguaci e aumentare la forza del culto. </strong>Nel procedere della storia si potranno sbloccare altri edifici conosciuti dai fan di Cult of the Lamb, come il Cerchio dei Tamburi, la Statua delle Offerte e il Tempio.</p>



<p><strong>Il Tempio è il centro del culto, da lì si potranno compiere rituali e plasmare le menti dei seguaci.</strong> Mano a mano che le squadre di spedizione esploreranno le terre dei falsi profeti, si accumulerà sempre più devozione per sbloccare ricompense del culto più potenti. Da oggetti decorativi a nuove mostre e potenziamenti, fino a rituali per il tempio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="618" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/twopointmuseumcultofthelamb4-1024x618.png" alt="twopointmuseumcultofthelamb4" class="wp-image-562302" title="Two Point Museum e Cult of the Lamb: disponibile l&#039;update"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Gli esperti possono ora esplorare il mondo di Cult of the Lamb, visitando quattro Punti di Interesse nelle insidiose terre dei falsi profeti.</li>



<li>Crea il tuo Museo Cult personale con quattro Mostre uniche, create nell&#8217;Officina.</li>



<li>Invita la Mostra dell&#8217;Agnello itinerante al tuo Museo… dopotutto, che pastore sarebbe senza un gregge?</li>



<li>Gestisci il tuo Cult, mentre i seguaci (ospiti) si uniscono al tuo Museo Cult, e i membri fedeli ottengono nuovi bonus.</li>



<li>Aumenta la fedeltà addestrando i membri dello Staff nel Cult of the Museum e ottieni uno sconto sulle aspettative salariali in base alla loro fede.</li>



<li>Guadagna Devozione da spendere nell&#8217;albero delle Ricompense del Cult, sbloccando oggetti decorativi e potenziamenti per le mostre di Cult of the Lamb.</li>



<li>Scopri nuovi Rituali che offrono potenti Benefici al tuo museo in cambio di Devozione.</li>



<li>Come di consueto, questo aggiornamento include anche una serie di correzioni di bug, miglioramenti e ottimizzazioni.</li>
</ul>



<p>Questo nuovo aggiornamento è disponibile già da ora per tutte le piattaforme, da PlayStation 5, Xbox Series, Switch e PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2185060/Two_Point_Museum/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2185060/Two_Point_Museum/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>.</p>
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		<title>Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato Fabraz e pubblicato da Atari, Bubsy 4D è un platform adventure in terza persona 3D che riporta sul grande e piccolo schermo l’iconico Bubsy, icona mai troppo apprezzata di una saga di titoli che ci riporta indietro nel tempo, in un mondo nostalgico tra umorismo spensierato e piattaforme di ogni tipologia immaginabile. Noi siamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato Fabraz e pubblicato da <strong>Atari</strong>, Bubsy 4D è un platform adventure in terza persona 3D che riporta sul grande e piccolo schermo l’iconico Bubsy, icona mai troppo apprezzata di una saga di titoli che ci riporta indietro nel tempo, in un mondo nostalgico tra umorismo spensierato e piattaforme di ogni tipologia immaginabile. Noi siamo tornati nei panni del buon <strong>Bubsy</strong> in occasione della recente espansione gratuita denominata Black Hole e questa è la <strong>nostra recensione</strong> per <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Bubsy 4D - Official Announcement Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/H4bq6P8e5gk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Bubsy 4D è un ritorno in grande stile</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Bubsy 4D è bene spendere qualche parola sul protagonista stesso. Per chi non lo sapesse, Bubsy non è nuovo al mondo dei videogiochi, tutt’altro. Bubsy è una lince rossa antropomorfa che fa il suo esordio nel <strong>1993</strong> con <strong>Bubsy in Claws Encounters of the Furred Kind</strong>, un platform in 2D discretamente in linea coi congeneri dell’epoca. Da quel capitolo sono nati diversi seguiti tra cui si segnala l’iconico <a href="https://www.icrewplay.com/i-10-peggiori-giochi-su-playstation/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bubsy 3D</a>.</p>



<p>Quest’ultimo capitolo è un <strong>platform in 3D</strong>, come da titolo, datato <strong>1996</strong> ed è iconico nel mondo dei videogiochi per motivi decisamente poco lusinghieri. Parliamo infatti di uno dei titoli identificati da diverse testate come tra i più brutti di sempre. In pratica ogni elemento del gioco, dall’estetica al gameplay fino allo stesso Bubsy, hanno ricevuto un riscontro negativo e questo ha minato non poco lo sviluppo della saga e del personaggio stesso. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Bubsy-4D-recensione-3345-1024x576.jpg" alt="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-562065" title="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Nonostante campagne di marketing, rilanci, pubblicità massicce… Bubsy all’epoca non riuscì a spiccare in positivo e la sua figura è rimasta nell’ombra nonostante diversi e più recenti tentativi di restyling. C’è stata anche una <strong>collector</strong> con tutti i vecchi capitoli tra cui lo stesso 3D. Ritrovarci quindi con Bubsy 4D tra le mani è una sorpresa non da poco conto anche e soprattutto perché abbiamo un titolo che dona giustizia e forza alla saga stessa, dimostrandosi maturo, originale e divertente.</p>



<p>La scelta più intrigante è inoltre legata alla volontà di dare giustizia proprio al capitolo più debole della saga, ossia Bubsy 3D laddove altri Bubsy hanno scelto di rintanarsi in meccaniche più sicure e conservative da platform a scorrimento. <strong>Bubsy 4D è quindi un diretto prosecutore del 3D</strong> e sì, propone meccaniche da platform in terza persona 3D con una maturità che ha saputo spiazzarci in positivo. Possiamo quindi affermare che, nonostante qualche piccolo limite che andremo ad approfondire a breve, questo è uno dei migliori capitoli di bubsy e un buon esponente dei platform 3D contemporanei con un pizzico di sapiente nostalgia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Bubsy-4D-recensione-t3456653-1024x576.jpg" alt="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-562068" title="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>La <strong>narrazione</strong> di Bubsy 4D non spicca per profondità d’intreccio o complessità ma vince per umorismo e ingegno delle gag. Parliamo di un titolo che prende in giro anche se stesso, che rompe la quarta parete e che vede nel protagonista stesso, tra l&#8217;altro accuratamente restaurato e modernizzato, la sua chiave vincente. Ci sono poi riferimenti più o meno diretti ad altri titoli e al suo stesso passato. Che dire del costume del disastroso Bubsy 3D che ritorna in tutta la sua spigolosità storica?</p>



<p>Eccoci quindi in un viaggio intergalattico, ironico e autoironico, spensierato, leggero e anche abbastanza breve ma proposto a un <strong>prezzo budget</strong> intrigante e appagante. Un titolo che apre le porte a neofiti e nostalgici senza esclusione di colpi nonostante un ritorno di cast e personaggi presi dalla sua stessa saga. Richiami che i veterani capteranno subito ma che non escludono però i neofiti dal godersi appieno tutta l’avventura. C’è quindi personalità, carisma e voglia di riemergere e sì, per noi ci riesce bene! </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Bubsy-4D-recensione-543354-1024x576.jpg" alt="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-562067" title="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay più maturo e fluido</h2>



<p>Bubsy 4D è un <strong>platform in terza persona 3D</strong> che vede nel protagonista stesso e nelle sue abilità, il nucleo pulsante dell’intero gameplay. Il sistema di gioco non è innovativo né rivoluzionario eppure per la saga di riferimento, è tra i titoli più solidi ed efficaci di sempre. Bubsy 4D funziona da inizio alla fine, sa regalare sfide, diverte e coinvolge con una fluidità innegabile. La nuova abilità di trasformare la lince in una palla dona nuovo brio e rapidità al titolo i cui livelli scorrono via con sfide da non sottovalutare.</p>



<p>E parlando di <strong>livelli</strong>, questi seguono una struttura discretamente lineare e classica, con qualche piccola eccezione e spiccano per varietà di situazioni più che per cura al dettaglio. Ci sono anche elementi collezionabili da intercettare e collezionare per sbloccare personalizzabili estetici o anche le abilità stesse di Bubsy. Questi ultimi, attivabili a nostro piacimento, vanno a influire direttamente sull’esperienza di gioco inclusa la sua difficoltà che diventa così personalizzabile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Bubsy-4D-recensione-453543-1024x576.jpg" alt="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-562066" title="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Inoltre, c’è da segnalare l’anima fortemente <strong>arcade</strong> del titolo con tanto di record personali e online. Questo perché il titolo incita a una risoluzione dei livelli ad alta velocità e qui entra in gioco la già citata abilità “palla” che regala una fluidità inedita e sinceramente divertente da padroneggiare. Entrando più nel dettaglio, ci tocca segnalare qualche piccola ombra. Le prime sono legate al platforming che può regalare qualche piccola imprecisione dovuta a una sensazione di slittamento che però diventa presto padroneggiabile e facile da gestire.</p>



<p>Il combattimento, invece, seppur presente con tanto di <strong>boss</strong>, non spicca per profondità diventando quasi accessorio nella sua semplicità. <strong>L’esplorazione</strong> dei livelli invece, nonostante qualche spunto intrigante, può risultare abbastanza “piatto” a causa di livelli non proprio pieni di dettagli. Inoltre, al momento dell’uscita Bubsy 4D è stato identificato come un titolo abbastanza breve, cosa innegabile. E qui c’è la sorpresa: l’aggiornamento gratuito denominato <strong>Black Hole</strong>.</p>



<p>Tale <strong>espansione</strong>, assolutamente non prevedibile, include ben <strong>15 livelli extra</strong>, cinque nuovi costumi e anche quattro obiettivi inediti. Un’aggiunta che recupera quanto già fatto impreziosendo ulteriormente i propri contenuti, potenziandone la longevità e anche il livello di sfida. Una vera e propria sorpresa che conferma la cura e la passione degli sviluppatori nei confronti di un titolo in grado di regalare diverse ore di divertimento e che saprà anche mettere alla prova chi cerca il 100%, inclusi i veterani del genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Bubsy-4D-recensione-564-1024x576.jpg" alt="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-562064" title="Bubsy 4D, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Bubsy 4D regala alti e bassi. Se il protagonista ha una cura al dettaglio e delle animazioni molto accattivanti, in pieno stile cartoon, i livelli prestano il fianco a una povertà scenica e a una scarsa cura a dettaglio che minano l’esplorazione stessa, limitandosi spesso a essere funzionali ad azioni platform di vario genere. Apprezziamo però l’impatto generale di alcuni livelli e la loro varietà che ben si prestano a trovate ludiche varie e anche abbastanza originali. </p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è funzionale all’esperienza di gioco. Un accompagnamento in parte caciarone che ben si presta a ciò che accade su schermo e con una buona varietà. Molto buono il doppiaggio in lingua inglese. Da segnalare, infine, la graditissima presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> che aiutano non poco a comprendere e godere al meglio dell’umorismo di Bubsy 4D.</p>
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		<title>Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Marvel Tōkon: Fighting Souls porta gli eroi Marvel nel fighting 4 contro 4 di Arc System Works. La nostra recensione analizza gameplay, trama, roster, grafica e sonoro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando si parla di Marvel e videogiochi, il rischio di trovarsi davanti a un prodotto costruito principalmente sulla forza del marchio è sempre dietro l’angolo. La Casa delle Idee ha ormai attraversato praticamente ogni genere possibile e, proprio per questo, non è più sufficiente prendere alcuni dei suoi personaggi più celebri, inserirli all’interno di un videogioco e aspettarsi automaticamente un risultato convincente.</p>



<p>Per fare qualcosa di realmente interessante serve un’idea.</p>



<p>Marvel Tōkon: Fighting Souls parte proprio da qui, ma lo fa affidandosi a un nome che, quando si parla di picchiaduro, rappresenta ormai una garanzia: Arc System Works. Lo studio giapponese ha costruito negli anni una propria identità, fatta di combattimenti estremamente spettacolari, animazioni che sembrano uscite direttamente da un anime e sistemi di gioco capaci di accogliere tanto il giocatore alle prime armi quanto quello disposto a trascorrere centinaia di ore nel tentativo di perfezionare ogni singola combinazione.</p>



<p>L’unione tra queste due realtà era quindi interessante già sulla carta.</p>



<p>Da una parte l’universo Marvel, con personaggi immediatamente riconoscibili e capaci di attirare anche chi normalmente non si avvicina ai fighting game. Dall’altra Arc System Works, chiamata a trasformare questi eroi in veri e propri combattenti, senza limitarsi a sfruttarne il nome.</p>



<p>Marvel Tōkon: Fighting Souls sceglie inoltre una strada precisa: quattro personaggi per squadra, combattimenti estremamente dinamici, assist, cambi e una quantità di effetti visivi che porta sullo schermo tutta la spettacolarità che ci si aspetterebbe da uno scontro tra supereroi. La struttura 4 contro 4 e le caratteristiche principali del gioco sono descritte anche sulla <a href="https://www.playstation.com/it-it/games/marvel-tokon-fighting-souls/" target="_blank" rel="noopener">pagina ufficiale PlayStation di Marvel Tōkon: Fighting Souls</a>.</p>



<p>Il risultato è un gioco che, dopo le prime ore, riesce a rivelarsi molto più profondo di quanto possa sembrare inizialmente.</p>



<p>E soprattutto è un gioco che dimostra di non voler essere semplicemente “il picchiaduro Marvel”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trama di Marvel Tōkon: Fighting Souls</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/marvel-tokon-fighting-souls-la-recensione-1-20260820-0807.png" alt="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione" class="wp-image-562185" title="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione"></figure>



<p>In un fighting game la trama non è necessariamente l’elemento sul quale concentrare le maggiori aspettative. Marvel Tōkon lo sa bene e, proprio per questo, non prova a trasformarsi in qualcosa che non è.</p>



<p>La componente narrativa ha soprattutto il compito di introdurre i personaggi, le diverse squadre e le situazioni che porteranno i protagonisti a confrontarsi.</p>



<p>La modalità Episodio rappresenta quindi una sorta di punto d’ingresso all’universo di Tōkon, accompagnando il giocatore attraverso una serie di combattimenti e sequenze dedicate ai personaggi. È una scelta che funziona perché permette di conoscere meglio il roster senza appesantire inutilmente l’esperienza.</p>



<p>Del resto, sarebbe stato difficile aspettarsi una storia complessa e articolata come quella di un’avventura single player tradizionale. Marvel Tōkon nasce con un obiettivo differente e la componente narrativa rimane giustamente al servizio del gameplay.</p>



<p>Nonostante questo, la presenza di una modalità dedicata alla storia è importante soprattutto per chi si avvicina al titolo senza essere un appassionato del genere. Il giocatore può così prendere confidenza con i personaggi e con le meccaniche senza dover necessariamente entrare immediatamente nel competitivo online. La trama, quindi, non rappresenta il motivo principale per acquistare Marvel Tōkon, ma svolge bene il proprio compito.</p>



<p>E, in un prodotto del genere, è probabilmente tutto ciò che dovrebbe fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gameplay</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/marvel-tokon-fighting-souls-la-recensione-2-20260820-0807.png" alt="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione" class="wp-image-562186" title="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione"></figure>



<p>È con il gameplay che Marvel Tōkon comincia realmente a mostrare la propria personalità. La formula scelta da Arc System Works è quella del quattro contro quattro. Quattro personaggi compongono la propria squadra e possono essere utilizzati durante lo scontro attraverso cambi e assist.</p>



<p>La prima impressione è quella di trovarsi davanti a un sistema estremamente accessibile. Ed è una sensazione che non deve essere considerata un difetto. Uno dei problemi storici dei fighting game è infatti rappresentato dalla barriera d’ingresso. Chi non conosce il genere può trovarsi davanti a decine di combinazioni, input e meccaniche apparentemente incomprensibili.</p>



<p>Marvel Tōkon cerca di ridurre questo ostacolo. È possibile cominciare a giocare, imparare i comandi e realizzare già dopo poche partite alcune combinazioni spettacolari. Per chi si avvicina per la prima volta al sistema abbiamo preparato anche una <a href="https://www.icrewplay.com/marvel-tokon-cosa-fare-subito-primi-personaggi/">guida ai primi passi e ai personaggi da scegliere in Marvel Tōkon</a>.</p>



<p>Ma la vera sorpresa arriva quando si decide di andare oltre. Perché Tōkon non è affatto un gioco superficiale. La composizione della squadra assume un’importanza fondamentale. Non basta scegliere quattro personaggi che piacciono: bisogna capire come le loro caratteristiche possano funzionare insieme.</p>



<p>Gli assist possono modificare completamente l’andamento di uno scontro, permettendo di interrompere un’azione, estendere una combo oppure creare una situazione favorevole per il proprio personaggio principale. Ed è proprio in questo momento che il gioco comincia a chiedere qualcosa in più al giocatore. Non è più sufficiente conoscere le singole mosse. Bisogna imparare a leggere lo scontro.</p>



<p>Bisogna capire quando attaccare, quando cambiare personaggio, quando utilizzare un assist e soprattutto come sfruttare le caratteristiche della propria squadra. La differenza tra una partita giocata in maniera casuale e uno scontro affrontato con consapevolezza diventa quindi evidente.</p>



<p>E questa è probabilmente la caratteristica che più ho apprezzato del sistema di combattimento. Marvel Tōkon riesce a essere immediato senza rinunciare alla profondità.</p>



<p>È una combinazione che non sempre viene raggiunta nei fighting game moderni. Naturalmente tutto questo porta con sé anche un piccolo problema. Durante le prime ore può capitare di avere la sensazione che sullo schermo stia succedendo semplicemente troppo.</p>



<p>Personaggi che entrano ed escono dall’azione, assist, effetti, combo, super e transizioni tra le diverse aree dello scenario contribuiscono a creare combattimenti spettacolari, ma allo stesso tempo possono rendere difficile comprendere immediatamente ciò che sta accadendo.</p>



<p>Con l’esperienza il problema si riduce sensibilmente. Anzi, quello che inizialmente può sembrare caos diventa progressivamente leggibile. Ed è proprio questo il momento in cui Marvel Tōkon inizia a dare le maggiori soddisfazioni.</p>



<p>Il roster iniziale composto da 20 personaggi è inoltre abbastanza variegato da permettere di sperimentare diverse combinazioni. Se vuoi consultarli tutti, abbiamo raccolto personaggi e squadre nell’<a href="https://www.icrewplay.com/marvel-tokon-fighting-souls-data-roster/">approfondimento dedicato al roster di Marvel Tōkon: Fighting Souls</a>.</p>



<p>La cosa interessante è che i protagonisti non sono semplicemente versioni differenti dello stesso combattente. Ogni personaggio cerca di portare sul campo di battaglia le proprie caratteristiche e, di conseguenza, modifica anche il modo in cui può essere costruita una squadra.</p>



<p>È un elemento fondamentale per un gioco che punta a vivere soprattutto attraverso il multiplayer. Perché il vero banco di prova di Marvel Tōkon sarà inevitabilmente rappresentato dall’online. Le lobby permettono di incontrare altri giocatori e trasformano l’esperienza in qualcosa che va oltre la semplice partita singola. Ed è qui che entra in gioco la longevità.</p>



<p>Un fighting game può avere un ottimo sistema di combattimento, ma se non riesce a mantenere attiva la propria community rischia di perdere rapidamente interesse. Marvel Tōkon parte comunque con basi solide. Il sistema è abbastanza semplice da permettere ai nuovi giocatori di entrare nel mondo del gioco, ma possiede sufficienti livelli di profondità per lasciare spazio a chi vuole davvero padroneggiarlo.</p>



<p>La palla, a questo punto, è nelle mani di Arc System Works e del supporto post-lancio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Analisi grafica</h2>



<p>Se c’è un aspetto nel quale Marvel Tōkon non lascia praticamente dubbi, è quello artistico. Arc System Works ha scelto ancora una volta di puntare su un’estetica fortemente ispirata agli anime e il risultato è probabilmente uno degli elementi più riusciti dell’intera produzione.</p>



<p>I personaggi Marvel vengono reinterpretati attraverso un design che riesce a mantenere riconoscibili le caratteristiche originali, ma allo stesso tempo dona loro una nuova identità. Ed è proprio questa reinterpretazione a funzionare particolarmente bene. Non siamo davanti a una semplice trasposizione dei personaggi dei fumetti o del Marvel Cinematic Universe.</p>



<p>Tōkon ha una propria personalità. Le animazioni sono fluide, gli attacchi sono accompagnati da effetti estremamente spettacolari e ogni personaggio sembra essere stato pensato per valorizzare al massimo le proprie caratteristiche. Spider-Man, Wolverine, Captain America e gli altri protagonisti non si limitano quindi a combattere: si muovono, attaccano e reagiscono in maniera coerente con ciò che rappresentano.</p>



<p>Le arene contribuiscono ulteriormente alla spettacolarità.</p>



<p>Le transizioni tra le diverse aree dello scenario sono particolarmente riuscite e riescono a dare agli incontri una sensazione quasi cinematografica. Su PlayStation 5 il risultato è ottimo. Il gioco appare estremamente pulito e, soprattutto, mantiene quella fluidità indispensabile per un fighting game.</p>



<p>Ma il vero merito non è tanto nella ricerca del fotorealismo, quanto nella direzione artistica. Arc System Works ha capito perfettamente che Marvel Tōkon non aveva bisogno di sembrare realistico. Aveva bisogno di sembrare Marvel attraverso gli occhi di Arc System Works.</p>



<p>Ed è esattamente quello che è riuscita a fare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sonoro</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/marvel-tokon-fighting-souls-la-recensione-3-20260820-0809.png" alt="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione" class="wp-image-562187" title="Marvel Tōkon: Fighting Souls, la recensione"></figure>



<p>Il comparto sonoro accompagna senza particolari sbavature l’esperienza.  Le musiche sono costruite per sostenere il ritmo degli scontri e aumentare la sensazione di spettacolarità durante le battaglie più concitate. Gli effetti sonori fanno il resto.</p>



<p>Ogni colpo, esplosione e abilità speciale possiede un impatto adeguato e contribuisce a restituire quella sensazione di potenza che il gioco cerca costantemente di trasmettere. Anche il doppiaggio dei personaggi svolge bene il proprio compito, contribuendo a mantenere riconoscibili le diverse personalità. Non è probabilmente il comparto che rimarrà maggiormente impresso dopo aver terminato il gioco, ma è un elemento che accompagna bene tutto il resto.</p>



<p>E in un fighting game è già un risultato importante.</p>
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		<title>Disney Dreamlight Valley: ecco la guida a tutte le ricette (aggiornata ad agosto 2026)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Epic Games Store]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
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		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Disney Dreamlight Valley continua ad ampliarsi con aggiornamenti gratuiti, espansioni e contenuti aggiuntivi. La cucina resta una delle attività più importanti: le pietanze servono per recuperare energia, completare missioni, soddisfare le richieste dei personaggi e riempire la Collezione. Questa guida è aggiornata al 18 agosto 2026 e comprende le ricette del gioco base e dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Disney Dreamlight Valley continua ad ampliarsi con aggiornamenti gratuiti, espansioni e contenuti aggiuntivi. La cucina resta una delle attività più importanti: le pietanze servono per recuperare energia, completare missioni, soddisfare le richieste dei personaggi e riempire la Collezione.</p>
<p>Questa guida è aggiornata al <strong>18 agosto 2026</strong> e comprende le ricette del gioco base e dei principali contenuti aggiuntivi: <strong>A Rift in Time</strong>, <strong>The Storybook Vale</strong>, <strong>Wishblossom Ranch</strong> e <strong>Honeyglow Woods</strong>. Le ricette legate a espansioni o Adventure Pack richiedono naturalmente di possedere il relativo contenuto.</p>
<p>Se sei un appassionato di giochi e, mentre aspetti che la vita scorra nel magico mondo di Dreamlight Valley, vuoi provare qualcosa di diverso, ti consigliamo di dare un&#8217;occhiata ai <a href="https://www.gamecast.it/migliori-giochi-platform-usciti/" target="_blank" rel="noopener">migliori giochi <strong>platform</strong></a> usciti.</p>
<p>Di seguito trovi ingredienti e combinazioni da inserire nella pentola. Quando è indicato “qualsiasi” ingrediente, puoi usare un elemento appartenente alla categoria richiesta.</p>
<h2>Disney Dreamlight Valley: guida agli antipasti</h2>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/03/Antipasti.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-440483" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2023/03/Antipasti-1024x660.png" alt="disney dreamlight valley antipasti" width="800" height="516" title="Disney Dreamlight Valley: ecco la guida a tutte le ricette (aggiornata ad agosto 2026)"></a></p>
<p>La prima categoria di ricette riguarda gli <strong>antipasti</strong>. Fra zuppe, frutti di mare e insalate, la varietà certamente non manca. Ecco la lista:</p>
<ul>
<li><strong>Antipasto di</strong> <strong>mare</strong>: qualsiasi crostaceo</li>
<li><strong>Arepas con queso</strong>: mais, formaggio, agave</li>
<li><strong>Aringa dolce</strong>: aringa, cipolla</li>
<li><strong>Aringa sottaceto</strong>: aringa, limone, cipolla, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Aringa sottaceto di Arendelle</strong>: aringa, limone, cipolla, aglio, spezie</li>
<li><strong>Asparagi arrosto</strong>: asparago, colza</li>
<li><strong>Baozi</strong>: maiale, grano, soia, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Bellissima stella marina rosa al barbecue</strong>: bellissima stella marina rosa, paprica</li>
<li><strong>Bibita effervescente del sogno</strong>: frutto della Dreamlight, canna da zucchero, grano, ghiaccio tritato</li>
<li><strong>Buñuelos</strong>: latte, uova, formaggio, grano</li>
<li><strong>Caffè</strong>: chicchi di caffè</li>
<li><strong>Caffellatte</strong>: chicchi di caffè, latte</li>
<li><strong>Ceviche di Alaccia</strong>: alaccia, cipolla, pomodoro, limone</li>
<li><strong>Ceviche di conchiglie</strong>: gastropode, cipolla, pomodoro, limone</li>
<li><strong>Coleslaw</strong>: cavolo, carote</li>
<li><strong>Cracker</strong>: qualsiasi cereale</li>
<li><strong>Falafel</strong>: fagioli, cumino, aglio</li>
<li><strong>Funghi saltati</strong>: funghi, burro</li>
<li><strong>Gazpacho</strong>: cipolla, pomodoro, cetriolo, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Granchio al formaggio</strong>: granchio, formaggio</li>
<li><strong>Insalata</strong>: lattuga</li>
<li><strong>Insalata di bulgur</strong>: grano, cetriolo, pomodoro, menta, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Insalata verde</strong>: lattuga, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Mandorle tostate</strong>: mandorle, agave</li>
<li><strong>Mille spine</strong>: stella marina blu scintillante, bellissima stella marina rosa, cactobacche</li>
<li><strong>Mokaccino</strong>: chicchi di caffè, latte, fava di cacao</li>
<li><strong>Palline di sesamo</strong>: grano, zenzero, riso, soia, alga marina</li>
<li><strong>Patatine fritte</strong>: patata, colza</li>
<li><strong>Piatto di carpaccio di verme della sabbia</strong>: verme della sabbia, melone</li>
<li><strong>Piatto di frutti di mare</strong>: 2x qualsiasi crostaceo</li>
<li><strong>Piatto di mare grande</strong>: 4x qualsiasi crostaceo, limone</li>
<li><strong>Piatto di ostriche</strong>: ostrica, limone</li>
<li><strong>Piatto di verdure alla griglia</strong>: 3x qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Pinzimonio</strong>: qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Purea</strong>: patata</li>
<li><strong>Ravioli al vapore</strong>: qualsiasi carne, grano, qualsiasi verdura, soia</li>
<li><strong>Ravioli vegetariani</strong>: grano, qualsiasi verdura, soia</li>
<li><strong>Rustici ai peperoni</strong>: peperone, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici al peperoncino</strong>: peperoncino, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici alla zucca</strong>: zucca, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici alle cipolle</strong>: cipolla, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici alle melanzane</strong>: melanzana, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici alle patate</strong>: patata, uova, formaggio</li>
<li><strong>Rustici alle zucchine</strong>: zucchina, uova, formaggio</li>
<li><strong>Salatini</strong>: pesce robot, mandorle</li>
<li><strong>Soufflé</strong>: formaggio, uova, latte, burro</li>
<li><strong>Spiedino di takoyaki</strong>: piovra, alga marina, uova, soia</li>
<li><strong>Spiedino piccante di scorpione</strong>: scorpione, paprica</li>
<li><strong>Stella marina blu scintillante al barbecue</strong>: stella marina blu scintillante, menta</li>
<li><strong>Succo di vongole</strong>: vongola, pomodoro</li>
<li><strong>Tagliere di formaggi</strong>: formaggio</li>
<li><strong>Tè al crisantemo</strong>: foglie di tè al crisantemo, mirtilli</li>
<li><strong>Tè al gelsomino</strong>: foglie di tè al gelsomino, canna da zucchero</li>
<li><strong>Tè al latte reale</strong>: latte, maestè</li>
<li><strong>Tè alla menta</strong>: limone, menta</li>
<li><strong>Tè freddo reale</strong>: ghiaccio tritato, maestè</li>
<li><strong>Tè oolong</strong>: foglie di tè oolong, lampone</li>
<li><strong>Tè reale</strong>: maestè</li>
<li><strong>Uova sode</strong>: uova</li>
<li><strong>Verdure alla griglia</strong>: qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Zuppa</strong>: patata, qualsiasi verdura, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Zuppa cremosa</strong>: latte, qualsiasi verdura, patata, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Zuppa di</strong> <strong>gombo</strong>: gombo</li>
<li><strong>Zuppa di patate e porri</strong>: porro, patata, latte, cipolla, aglio</li>
<li><strong>Zuppa di pomodoro</strong>: pomodoro</li>
<li><strong>Zuppa di pomodoro e basilico</strong>: pomodoro, basilico</li>
<li><strong>Zuppa di verdure</strong>: 2x qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Zuppa di zucca</strong>: qualsiasi verdura, zucca, latte, zenzero</li>
</ul>
<h2>Guida ai piatti principali</h2>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/piatti-principali.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-440474" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/piatti-principali-1024x680.png" alt="disney dreamlight valley piatti principali" width="800" height="531" title="Disney Dreamlight Valley: ecco la guida a tutte le ricette (aggiornata ad agosto 2026)"></a></p>
<p>Arriviamo quindi, in questa guida, ai piatti principali: essi comprendono hamburger, pizza, pasta, frittate, insalate abbondanti e perfino la <strong>ratatouille</strong>, il piatto che ha reso celebre il topolino Remì. Vediamoli insieme:</p>
<ul>
<li><strong>Classic Frankfurter</strong>: maiale, pollame, selvaggina, grano</li>
<li><strong>Abalone brasato</strong>: ostrica, gastropode, funghi, aglio</li>
<li><strong>Abramide piccante al forno</strong>: abramide, peperoncino, burro</li>
<li><strong>Ajiaco</strong>: mais, patata, pollame</li>
<li><strong>Antipasti</strong>: qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Antipasto di pesce alla griglia</strong>: qualsiasi pesce, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Arachidi affumicate e rana pescatrice</strong>: arachidi, rana pescatrice</li>
<li><strong>Arrosto</strong>: qualsiasi carne</li>
<li><strong>Bagel ai semi di sesamo</strong>: grano, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Bagel con formaggio spalmabile</strong>: grano, formaggio, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Biryani</strong>: pollame, riso, cannella, cumino, menta</li>
<li><strong>Bistecca di pesce</strong>: qualsiasi pesce, pomodoro, basilico</li>
<li><strong>Bistecca di pesce fantasma</strong>: peperone, asparagi, limone, origano, pesce del Qui e Là</li>
<li><strong>Bouillabasse</strong>: 2x qualsiasi crostaceo, gambero, pomodoro, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Bouillabasse piovosa</strong>: gambero prismatico, qualsiasi crostaceo, trota iridea, pomodoro, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Brandade de morue</strong>: merluzzo, patata, latte, limone, aglio</li>
<li><strong>Burrito</strong>: qualsiasi carne, grano, fagioli, cumino</li>
<li><strong>Capesante cremose all&#8217;aglio</strong>: capesante, aglio, limone, burro</li>
<li><strong>Caro vecchio hamburger</strong>: selvaggina, grano, lattuga</li>
<li><strong>Carpa al forno</strong>: carpa, burro</li>
<li><strong>Casseruola vegetariana</strong>: 2x qualsiasi verdura, formaggio, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Cheesburger</strong>: selvaggina, grano, qualsiasi verdura, formaggio</li>
<li><strong>Club sandwich</strong>: maiale, pollame, grano, pomodoro</li>
<li><strong>Congee di Mushu</strong>: riso, uova, zenzero, aglio, funghi</li>
<li><strong>Coq en barbouille</strong>: pollame, cipolla, qualsiasi verdura, uva</li>
<li><strong>Coscia di tacchino</strong>: pollame, cumino, paprica, agave</li>
<li><strong>Cotolette</strong>: pollame, grano, colza</li>
<li><strong>Crostacei bolliti</strong>: qualsiasi frutto di mare, qualsiasi spezia, patata, mais</li>
<li><strong>Dahl di lenticchie rubino</strong>: peperoncino, pomodoro, lenticchie rubino</li>
<li><strong>Dragon roll maki</strong>: anguilla elettrica, riso, alga marina, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Fagioli stufati</strong>: fagioli, maiale</li>
<li><strong>Faijitas favolose</strong>: pollame, grano, 2x qualsiasi verdura, cumino</li>
<li><strong>Fish &amp; Chips</strong>: qualsiasi pesce, colza, grano, patata</li>
<li><strong>Frittata</strong>: uova, formaggio, latte</li>
<li><strong>Frittata al</strong> <strong>basilico</strong>: basilico, uova, formaggio, latte</li>
<li><strong>Fritto misto agrodolce</strong>: pollame, broccoli, colza, mangosogno, ananas</li>
<li><strong>Germogli di bambù brasati</strong>: bambù, colza, soia, zenzero</li>
<li><strong>Gumbo</strong>: gombo, gambero, peperoncino, pomodoro, cipolla</li>
<li><strong>Hamburger al piatto</strong>: selvaggina, patata, qualsiasi verdura, fagioli</li>
<li><strong>Hamburger al tonno</strong>: tonno, limone, cipolla, grano, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Hamburger cremisi</strong>: grano, qualsiasi verdura, lenticchie rubino</li>
<li><strong>Hamburger reale</strong>: maiale, selvaggina, grano, qualsiasi verdura, formaggio</li>
<li><strong>Insalata abbondante</strong>: 2x qualsiasi verdura, lattuga</li>
<li><strong>Insalata con</strong> <strong>carpa</strong>: carpa, lattuga, limone</li>
<li><strong>Insalata del ranch</strong>: lattuga, peperone, mais, pomodoro, cipolla</li>
<li><strong>Insalata di mare</strong>: qualsiasi crostaceo, lattuga</li>
<li><strong>Insalata di pesce</strong>: qualsiasi pesce, lattuga, limone</li>
<li><strong>Insalata gustosa</strong>: lattuga, cetriolo, qualsiasi verdura, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Insalata mediterranea</strong>: cetriolo, pomodoro, cipolla, qualsiasi spezia, lattuga</li>
<li><strong>Latkes</strong>: cipolla, patata, aglio, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Linguine al pesto</strong>: grano, burro, aglio, origano</li>
<li><strong>Lucioperca al cartoccio</strong>: lucioperca, basilico, origano, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Mac &amp; Cheese</strong> classico: grano, formaggio</li>
<li><strong>Maki</strong>: qualsiasi pesce, riso, alga marina</li>
<li><strong>Maki al cetriolo</strong>: cetriolo, riso, alga marina</li>
<li><strong>Maki di salmone</strong>: salmone, riso, alga marina</li>
<li><strong>Maki di</strong> <strong>tonno</strong>: tonno, riso, alga marina, soia</li>
<li><strong>Marmellata fenomenale</strong>: grano, frutto della Dreamlight</li>
<li><strong>Merluzzo croccante</strong>: merluzzo, grano</li>
<li><strong>Merluzzo croccante con formaggio</strong>: merluzzo, formaggio, grano</li>
<li><strong>Miglior pesce per sempre</strong>: gastropode, pesce robot, sedano, cumino</li>
<li><strong>Moqueca de pirarucu</strong>: pirarucu, 2x qualsiasi verdura, cocco</li>
<li><strong>Nachos</strong>: peperoncino, mais, formaggio</li>
<li><strong>Omelette</strong>: uova, formaggio, latte</li>
<li><strong>Ossobuco spinoso</strong>: pesce scheletro, sedano, qualsiasi verdura, uva</li>
<li><strong>Paella di alepisaurus</strong>: alepisaurus, gambero, qualsiasi crostaceo, pomodoro, riso</li>
<li><strong>Panino al pesce</strong>: qualsiasi pesce, grano</li>
<li><strong>Panino all&#8217;aragosta</strong>: aragosta, grano, burro, limone, aglio</li>
<li><strong>Pasta</strong>: grano, pomodoro</li>
<li><strong>Pasta ai frutti di mare</strong>: qualsiasi frutto di mare, grano, latte</li>
<li><strong>Pasta alla pescatora</strong>: qualsiasi pesce, grano, aglio, latte</li>
<li><strong>Pasta alle erbe</strong>: grano, burro, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Pasta vegetariana</strong>: pomodoro, grano, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Pasticcio di carne</strong>: qualsiasi carne, grano, burro</li>
<li><strong>Pasto da leonessa</strong>: pomodoro, funghi, origano, pesce del Qui e Là</li>
<li><strong>Persico fritto semplice</strong>: pesce persico, burro, grano</li>
<li><strong>Pesce alla creola</strong>: qualsiasi pesce, qualsiasi verdura, aglio, riso, pomodoro</li>
<li><strong>Pesce alla griglia</strong>: qualsiasi pesce</li>
<li><strong>Pesce palla al vapore</strong>: pesce palla, zenzero, aglio</li>
<li><strong>Pesce saporito</strong>: qualsiasi pesce, limone</li>
<li><strong>Pesce spada con aglio e limone</strong>: pesce spada, aglio, limone</li>
<li><strong>Pezzo di sgombro in agrodolce</strong>: sgombro, limone, canna da zucchero</li>
<li><strong>Pizza</strong>: pomodoro, grano, formaggio</li>
<li><strong>Pizza ai funghi</strong>: funghi, pomodoro, grano, formaggio</li>
<li><strong>Pizza greca</strong>: qualsiasi spezia, grano, formaggio, pomodoro, cipolla</li>
<li><strong>Pizza hawaiana</strong>: maiale, grano, pomodoro, formaggio, ananas</li>
<li><strong>Pizza Margherita</strong>: qualsiasi spezia, pomodoro, grano, formaggio</li>
<li><strong>Pizza vegetariana</strong>: 2x qualsiasi verdura, pomodoro, formaggio, grano</li>
<li><strong>Pollo al burro</strong>: pollame, pomodoro, burro, limone, cumino</li>
<li><strong>Pollo alla giamaicana</strong>: pollame, cipolla, aglio, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Pollo tandori</strong>: peperoncino, pollame, cumino, paprica</li>
<li><strong>Porridge</strong>: grano, latte</li>
<li><strong>Porridge con frutta</strong>: grano, latte, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Poutine</strong>: patata, colza, formaggio</li>
<li><strong>Pulled pork</strong>: maiale, cipolla, pomodoro, origano</li>
<li><strong>Pupusas revueltas</strong>: pollame, mais, fagioli</li>
<li><strong>Ramen</strong>: maiale, grano, uova</li>
<li><strong>Rana pescatrice in padella</strong>: rana pescatrice, pomodoro, zucchina, patata</li>
<li><strong>Rapsodia di roll</strong>: riso, radice flauto, alga marina, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Ratatouille</strong>: pomodoro, melanzana, zucchina, cipolla, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Risotto di</strong> <strong>pesce</strong>: qualsiasi pesce, riso, burro</li>
<li><strong>Rustici agli spinaci di Kronk</strong>: spinaci, formaggio, colza</li>
<li><strong>Salmone glassato al sidro</strong>: salmone, mela, canna da zucchero</li>
<li><strong>Salsicce e crauti</strong>: maiale, cavolo, patata</li>
<li><strong>Sandwich al burro di arachidi</strong>: arachidi, grano</li>
<li><strong>Scala di patatine</strong>: colza, radice flauto, igname</li>
<li><strong>Shawarma</strong>: selvaggina, riso, limone, cannella, aglio</li>
<li><strong>Shish Taouk</strong>: pollame, riso, limone, aglio, origano</li>
<li><strong>Sogliola alla mugnaia</strong>: sogliola, grano, burro, limone</li>
<li><strong>Sorpresa del bayou</strong>: gambero prismatico, riso, sedano, burro, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Souvlaki di pollo</strong>: pollame, limone, menta, paprica</li>
<li><strong>Spaghetti all&#8217;arrabbiata</strong>: peperoncino, pomodoro, grano</li>
<li><strong>Spiedini vegetariani</strong>: funghi, zucchina, cipolla, peperone</li>
<li><strong>Spigola fritta in padella con</strong> <strong>verdure</strong>: spigola, 2x qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Storione al vapore con burro e basilico</strong>: storione bianco, burro, basilico, limone</li>
<li><strong>Stufato della Via Lattea</strong>: trota, latte, rapa, fico cosmico</li>
<li><strong>Stufato di sabbia</strong>: dunebopper, pesce della sabbia, qualsiasi verdura, verme della sabbia, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Stufato vegetariano</strong>: cipolla, carota, patata</li>
<li><strong>Sushi</strong>: qualsiasi pesce, riso</li>
<li><strong>Sushi di pesce palla</strong>: pesce palla, riso, alga marina</li>
<li><strong>Sushi di salmone</strong>: salmone, riso</li>
<li><strong>Sushi di tonno</strong>: tonno, riso, alga marina, zenzero</li>
<li><strong>Taco alla carne</strong>: selvaggina, peperoncino, mais, qualsiasi verdura, cumino</li>
<li><strong>Taco vegetariano</strong>: qualsiasi verdura, mais, peperoncino, formaggio</li>
<li><strong>Tacos di pesce</strong>: qualsiasi pesce, mais, peperoncino, formaggio</li>
<li><strong>Tamagoyaki</strong>: uova, canna da zucchero</li>
<li><strong>Tartiflette alla rapa</strong>: maiale, rapa, formaggio</li>
<li><strong>Tartiflette vegetariana alla rapa</strong>: funghi, rapa, soia</li>
<li><strong>Teriyaki di salmone</strong>: salmone, soia, riso, zenzero, canna da zucchero</li>
<li><strong>Tilapia fritto in padella con verdure</strong>: tilapia, 2x qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Tofu</strong>: soia</li>
<li><strong>Tortino ai frutti di mare</strong>: qualsiasi frutto di mare, grano, burro</li>
<li><strong>Tortino di pesce</strong>: qualsiasi pesce, grano, burro</li>
<li><strong>Tortino di verdure</strong>: qualsiasi verdura, burro, grano</li>
<li><strong>Tourtière</strong>: selvaggina, grano, patata, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Trota iridea scottata</strong>: trota iridea, pomodoro, cipolla</li>
<li><strong>Udon dolci</strong>: riso, frutto della Dreamlight, qualsiasi frutto di mare, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Uova strapazzate</strong>: uova, formaggio</li>
<li><strong>Verdure gustose</strong>: qualsiasi verdura, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Yakisoba</strong>: maiale, grano, cavolo</li>
<li><strong>Zuppa</strong>: qualsiasi crostaceo, qualsiasi verdura, latte, patata</li>
<li><strong>Zuppa di mare</strong>: qualsiasi crostaceo, 2x qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Zuppa di pesce</strong>: qualsiasi pesce, qualsiasi verdura, latte</li>
<li><strong>Zuppa di piranha piccante</strong>: peperoncino, bambù, piranha</li>
<li><strong>Zuppa di porri</strong>: porro</li>
<li><strong>Zuppa di Wonton</strong>: uova, gambero, grano, cipolla</li>
</ul>
<h2><strong>Guida ai dolci</strong></h2>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/dolci.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-440473" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/10/dolci-1024x680.png" alt="disney dreamlight valley dolci" width="800" height="531" title="Disney Dreamlight Valley: ecco la guida a tutte le ricette (aggiornata ad agosto 2026)"></a></p>
<p>Concludiamo questa rapida guida a tutte le ricette presenti in Disney Dreamlight Valley con i <strong>dolci</strong>: dalle cialde ricoperte di marmellata alle caramelle alle crostate, tutto per chi ama lo zucchero! Eccoli qui:</p>
<ul>
<li><strong>Banana split</strong>: ghiaccio tritato, banana, latte, canna da zucchero, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Bignè</strong>: colza, grano, uova, canna da zucchero</li>
<li><strong>Biscotti</strong>: grano, canna da zucchero, burro</li>
<li><strong>Biscotti allo zenzero di Minni</strong>: grano, zenzero</li>
<li><strong>Biscotti con gocce di cioccolato</strong>: fava di cacao, grano, canna da zucchero, burro</li>
<li><strong>Biscotti del paese delle meraviglie</strong>: burro, vaniglia, canna da zucchero, grano</li>
<li><strong>Biscotto &#8220;il mio eroe&#8221;</strong>: grano, burro, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Bubble tea</strong>: canna da zucchero, latte</li>
<li><strong>Bubble tea al cocco</strong>: canna da zucchero, latte, cocco</li>
<li><strong>Bubble tea al lampone</strong>: canna da zucchero, latte, lamponi</li>
<li><strong>Bubble tea al mangosogno</strong>: latte, mangosogno, canna da zucchero</li>
<li><strong>Bubble tea al melone</strong>: latte, melone, canna da zucchero</li>
<li><strong>Bubble tea alla menta</strong>: canna da zucchero, latte, menta</li>
<li><strong>Bubble tea all&#8217;uva spina</strong>: canna da zucchero, latte, uva spina</li>
<li><strong>Cannoli</strong>: grano, uova, formaggio, vaniglia</li>
<li><strong>Caramelle</strong>: qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Caramelle alla menta</strong>: menta, canna da zucchero</li>
<li><strong>Casetta di pan di zenzero</strong>: zenzero, uova, grano, vaniglia, canna da zucchero</li>
<li><strong>Cheesecake</strong>: formaggio, grano, canna da zucchero, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Cialda al </strong><b>cioccolato</b>: fava di cacao, grano, uova, latte</li>
<li><strong>Cialde</strong>: grano, latte, uova, canna da zucchero</li>
<li><strong>Cialde al burro di arachidi</strong>: arachidi, grano, uova, latte</li>
<li><strong>Cialde alla marmellata</strong>: qualsiasi frutto, uova, grano, latte</li>
<li><strong>Cioccolata calda</strong>: canna da zucchero, fava di cacao, latte</li>
<li>Cioccolata primaverile: N-uova qualità di ortaggio, canna da zucchero, fava di cacao</li>
<li><strong>Cioccolato alla menta</strong>: menta, fava di cacao, burro, canna da zucchero</li>
<li><strong>Ciotola di uova primaverili</strong>: frutto n-uovo, uova selvatiche primaverili, n-uova qualità di ortaggio, canna da zucchero, fava di cacao</li>
<li><strong>Coni di granita</strong>: ghiaccio tritato, limone, canna da zucchero</li>
<li><strong>Coni di granita semplici</strong>: ghiaccio tritato</li>
<li><strong>Cornetto</strong>: grano, burro</li>
<li><strong>Crema pasticcera e frutta</strong>: 3x qualsiasi frutto, latte, canna da zucchero</li>
<li><strong>Crêpe</strong>: grano, latte, uova, vaniglia</li>
<li>Crêpe annidata<strong>:</strong></li>
<li><strong>Crostata alle mele</strong>: mela, grano, burro</li>
<li><strong>Cupcake</strong>: grano, ciliegia, uova, agave</li>
<li><strong>Cupcake ai lamponi Principessa Aurora</strong>: latte, grano, burro, canna da zucchero, lamponi</li>
<li><strong>Cupcake Astronave Terra</strong>: latte, grano, burro, canna da zucchero, cocco</li>
<li><strong>Cupcake Minni</strong>: latte, grano, burro, canna da zucchero, mela</li>
<li><strong>Cupcake Sirenetta</strong>: latte, grano, burro, canna da zucchero, capasanta</li>
<li><strong>Cupcake Stitch</strong>: latte, grano, burro, canna da zucchero, mirtilli</li>
<li><strong>Danesi</strong>: grano, 2x qualsiasi frutto, burro</li>
<li><strong>Datteri ripieni</strong>: mandorle, datteri</li>
<li><strong>Donut alla cannella</strong>: grano, uova, cannella, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Donut glassati</strong>: grano, uova, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Frullato</strong>: qualsiasi prodotto animale</li>
<li><strong>Frullato alla frutta</strong>: ghiaccio tritato, latte, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Frullato stellare</strong>: ghiaccio tritato, latte, fico cosmico</li>
<li><strong>Gelato</strong>: ghiaccio tritato, latte, canna da zucchero</li>
<li><strong>Gelato al cioccolato</strong>: fava di cacao, canna da zucchero, ghiaccio tritato, latte</li>
<li><strong>Gelato al cocco</strong>: cocco, canna da zucchero, ghiaccio tritato, latte</li>
<li><strong>Gelato alla banana</strong>: banana, ghiaccio tritato, latte, canna da zucchero</li>
<li><strong>Gelato alla vaniglia</strong>: ghiaccio tritato, latte, canna da zucchero, vaniglia</li>
<li><strong>Gelato da sogno</strong>: latte, ghiaccio tritato, frutto della Dreamlight</li>
<li><strong>Gelato soffice all&#8217;ananas</strong>: ghiaccio tritato, ananas</li>
<li><strong>Ghiacciolo</strong>: ghiaccio tritato, canna da zucchero, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Ghiacciolo tropicale</strong>: ghiaccio tritato, cocco, canna da zucchero, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Granita dolce</strong>: ghiaccio tritato, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Kanelbulle</strong>: grano, burro, uova, cannella</li>
<li><strong>Kouign-Amann</strong>: grano, 2x burro, agave</li>
<li><strong>Maamoul</strong>: grano, mandorle, datteri</li>
<li><strong>Macaron al caramello</strong>: mandorle, uova, agave</li>
<li><strong>Macaron al cioccolato</strong>: mandorle, uova, fava di cacao</li>
<li><strong>Macaron alla marmellata</strong>: mandorle, uova, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Macaron alla vaniglia</strong>: mandorle, uova, vaniglia</li>
<li><strong>Macaron francesi</strong>: mandorle, uova</li>
<li><strong>Macaron piccanti</strong>: peperoncino, mandorle, uova</li>
<li><strong>Macedonia</strong>: qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Macedonia di frutti di bosco</strong>: mirtillo, lampone, uva spina</li>
<li><strong>Marshmallow arrostiti</strong>: marshmellow blu (x2), marshmellow rosa (x2)</li>
<li><strong>Macedonia ai frutti di bosco e basilico</strong>: mirtilli, basilico, fragole</li>
<li><strong>Makrout</strong>: grano, colza, datteri, cannella</li>
<li><strong>Mele caramellate</strong>: canna da zucchero, mela</li>
<li><strong>Muffin senza zucchero ai mirtilli</strong>: grano, mirtilli</li>
<li><strong>Muffin senza zucchero alla banana</strong>: grano, banana</li>
<li><strong>Muffin senza zucchero alla frutta</strong>: grano, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Muffin senza zucchero con un&#8217;esplosione di frutta</strong>: grano, 2x qualsiasi frutto, agave</li>
<li><strong>Panino alla marmellata e lamponi</strong>: grano, lamponi</li>
<li><strong>Pasteis de nata</strong>: mais, uova, latte, vaniglia</li>
<li><strong>Piatto viscido gourmet</strong>: gastropode, verme della sabbia, scorpione</li>
<li><strong>Plumcake con canditi</strong>: grano, qualsiasi frutto (x3)</li>
<li><strong>Popcorn</strong>: mais, colza</li>
<li><strong>Popcorn dolci</strong>: mais, colza, agave</li>
<li><strong>Red velvet</strong>: grano, formaggio, uova, fava di cacao, vaniglia</li>
<li><strong>Roba grigia</strong>: qualsiasi prodotto caseario, fava di cacao, canna da zucchero</li>
<li><strong>Root beer</strong>: zenzero, canna da zucchero, vaniglia</li>
<li><strong>S&#8217;more</strong>: marshmellow blu, marshmellow rosa, grano (x2)</li>
<li><strong>Salsa di mele</strong>: mela, cannella</li>
<li><strong>Shortcake alle fragole</strong>: grano, uova, fragole</li>
<li><strong>Sorbetto ai frutti rossi</strong>: uva spina, lampone, mirtillo, ghiaccio tritato, canna da zucchero</li>
<li><strong>Sorbetto al limone</strong>: limone, ghiaccio tritato</li>
<li><strong>Sorbetto alla frutta</strong>: ghiaccio tritato, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Sorbetto alla menta</strong>: ghiaccio tritato, menta</li>
<li><strong>Sorbetto di mele</strong>: ghiaccio tritato, mela, canna da zucchero</li>
<li><strong>Taiyaki</strong>: pesce della sabbia, fagioli</li>
<li><strong>Tofu dolce</strong>: soia, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Torta al cocco</strong>: cocco, grano, uova, canna da zucchero</li>
<li><strong>Torta alle fragole</strong>: grano, burro, fragole</li>
<li><strong>Torta all&#8217;uva spina di Biancaneve</strong>: uva spina, burro, grano</li>
<li><strong>Torta di Aurora</strong>: lampone, grano, canna da zucchero, uova, latte</li>
<li><strong>Torta di banane</strong>: banana, grano, burro</li>
<li><strong>Torta di carote</strong>: carota, grano, uova, canna da zucchero</li>
<li><strong>Torta di ciliegie</strong>: ciliegie, grano, burro</li>
<li><strong>Torta di compleanno</strong>: fava di cacao, grano, canna da zucchero, uova, burro</li>
<li><strong>Torta di mirtilli</strong>: mirtillo, grano, burro</li>
<li><strong>Torta lunare</strong>: grano, colza, fagioli, agave</li>
<li><strong>Torta meringata</strong>: limone, burro, grano, uova</li>
<li><strong>Torta nuziale</strong>: burro, canna da zucchero, vaniglia, uova, grano</li>
<li><strong>Torta rovesciata alle pere</strong>: grano, uova, pera Nestling</li>
<li><strong>Torta speziata ai frutti di bosco</strong>: fragole, cactobacche, grano, burro, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Torta stravagante</strong>: grano, burro, frutto della Dreamlight</li>
<li><strong>Tronchetto di Natale</strong>: grano, fava di cacao, vaniglia, ciliegie</li>
<li><strong>Uova mimosa primaverili</strong>: frutto n-uovo, uova selvatiche primaverili, n-uova qualità di ortaggio, basilico</li>
<li><strong>Zucchero filato</strong>: agave, canna da zucchero</li>
</ul>
<h2>Disney Dreamlight Valley: ricette di The Storybook Vale</h2>
<p><strong>The Storybook Vale</strong> è un&#8217;espansione a pagamento pubblicata il 20 novembre 2024. Le ricette seguenti richiedono ingredienti ottenibili nelle aree dell&#8217;espansione. Per evitare di attribuire al gioco traduzioni non verificate, quando il nome italiano non è disponibile in modo affidabile è mantenuto anche il nome internazionale della pietanza.</p>
<h3>Antipasti di The Storybook Vale</h3>
<ul>
<li><strong>Cracker di segale fatata (Faerie Rye Crackers)</strong>: segale fatata</li>
<li><strong>Piatto di olive (Olive Plate)</strong>: olive</li>
<li><strong>Budino semplice di chia (Simple Chia Pudding)</strong>: semi di chia</li>
<li><strong>Frullato Ambrosia</strong>: yogurt, ambrosia</li>
<li><strong>Feta e olive al forno</strong>: feta Flyleaf, olive</li>
<li><strong>Frullato di alchechengi</strong>: yogurt, alchechengi</li>
<li><strong>Frullato di mela dorata</strong>: yogurt, mela dorata</li>
<li><strong>Frullato di melata</strong>: yogurt, melata</li>
<li><strong>Frullato di cachi</strong>: yogurt, cachi</li>
<li><strong>Fagiolini arrosto</strong>: fagiolini, aglio</li>
<li><strong>Porcini saltati</strong>: funghi porcini, aglio</li>
<li><strong>Ambrosia frizzante</strong>: spezia fulminante, ambrosia</li>
<li><strong>Frullato di fragole a spirale</strong>: yogurt, fragole a spirale</li>
<li><strong>Cavolfiore salato</strong>: cavolfiore, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Aglio salato</strong>: aglio, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Fagiolini salati</strong>: fagiolini, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Radicchio salato</strong>: radicchio, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Ravanello salato</strong>: ravanello, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Uva di mare salata</strong>: uva di mare, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Zucca ad anello ripiena</strong>: zucca ad anello, aglio, ambrosia</li>
<li><strong>Tzatziki</strong>: cetriolo, yogurt, aglio</li>
<li><strong>Tapenade olimpica</strong>: grano dell&#8217;Eliseo, olive, melata, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Insalata di radicchio</strong>: cavolfiore, fagiolini, radicchio, ravanello</li>
<li><strong>Insalata caprese</strong>: qualsiasi verdura, feta Flyleaf, olive, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Patate greche</strong>: patata, qualsiasi frutto, aglio, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Fulmine (Lightning Bolt)</strong>: mudskipper stigio, lampreda, qualsiasi dolcificante, 2x spezia fulminante</li>
</ul>
<h3>Piatti principali di The Storybook Vale</h3>
<ul>
<li><strong>Bistecca di cavolfiore</strong>: cavolfiore</li>
<li><strong>Koi Sashimi</strong>: koi</li>
<li><strong>Sashimi di lampreda</strong>: lampreda</li>
<li><strong>Porridge d&#8217;avena</strong>: avena</li>
<li><strong>Sashimi di calamaro</strong>: calamaro</li>
<li><strong>Cozze al vapore</strong>: cozze</li>
<li><strong>Sashimi di tonno</strong>: tonno</li>
<li><strong>Cavoletti di Bruxelles arrosto</strong>: cavoletti di Bruxelles, aglio</li>
<li><strong>Lupo di mare al forno</strong>: lupo di mare, cristallo di sale</li>
<li><strong>Porridge scozzese</strong>: avena, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Escargot acquatico</strong>: lumaca trombetta, aglio, cristallo di sale</li>
<li><strong>Cacio e Pepe</strong>: grano dell&#8217;Eliseo, feta Flyleaf, pepe nero</li>
<li><strong>Pane ai semi di chia</strong>: grano, semi di chia, uovo di uccello a pala</li>
<li><strong>Insalata di radicchio elettrico e cachi</strong>: radicchio, cachi, spezia fulminante</li>
<li><strong>Cozze al vapore con aglio</strong>: cozze, cipolla, aglio</li>
<li><strong>Casseruola di fagiolini</strong>: fagiolini, cipolla, funghi porcini</li>
<li><strong>Pasta al granchio eremita</strong>: granchio eremita con cappello da stregone, grano, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Porcini ripieni di radicchio</strong>: funghi porcini, radicchio, pepe nero</li>
<li><strong>Pane soda e feta</strong>: grano, feta Flyleaf, cristallo di sale</li>
<li><strong>Porcini ripieni di cavoletti</strong>: funghi porcini, cavoletti di Bruxelles, pepe nero</li>
<li><strong>Porcini ripieni di zucca</strong>: funghi porcini, zucca ad anello, pepe nero</li>
<li><strong>Un&#8217;insolita ora del tè</strong>: yogurt, fragole a spirale, cristallo di sale, bacche acide</li>
<li><strong>Granchio all&#8217;aglio arcano</strong>: granchio eremita con cappello da stregone, aglio, cristallo di sale, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Insalata di orzo</strong>: orzo, cavolfiore, ravanello, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Pancake di chia e alchechengi</strong>: grano, semi di chia, uovo di uccello a pala, alchechengi</li>
<li><strong>Budino di chia aromatizzato</strong>: semi di chia, rabarbaro, cannella, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Yogurt sostanzioso per colazione</strong>: avena, yogurt, fragole a spirale, ambrosia</li>
<li><strong>Porridge sostanzioso alla mela dorata</strong>: 2x avena, mela dorata, ambrosia</li>
<li><strong>Porridge sostanzioso alla melata</strong>: 2x avena, melata, ambrosia</li>
<li><strong>Porridge sostanzioso ai cachi</strong>: 2x avena, cachi, ambrosia</li>
<li><strong>Porridge sostanzioso al rabarbaro</strong>: 2x avena, rabarbaro, ambrosia</li>
<li><strong>Porridge sostanzioso all&#8217;uva di mare</strong>: 2x avena, uva di mare, ambrosia</li>
<li><strong>Zuppa scozzese lupina</strong>: lupo di mare, cipolla, patata, yogurt</li>
<li><strong>Pancake di chia e cachi</strong>: grano, semi di chia, uovo di uccello a pala, cachi</li>
<li><strong>Pancake di chia e uva di mare</strong>: grano, semi di chia, uovo di uccello a pala, uva di mare</li>
<li><strong>Insalata di alghe</strong>: ravanello, qualsiasi verdura, uva di mare, pepe nero</li>
<li><strong>Uova Benedict di uccello a pala</strong>: grano dell&#8217;Eliseo, uovo di uccello a pala, fragole a spirale, cristallo di sale</li>
<li><strong>Pancake di chia e fragole a spirale</strong>: grano, semi di chia, uovo di uccello a pala, fragole a spirale</li>
<li><strong>Pizza Argossian</strong>: grano dell&#8217;Eliseo, cipolla, qualsiasi verdura, feta Flyleaf, olive</li>
<li><strong>Spiedino Chimera</strong>: ippocampo, lumaca trombetta, pesce volante, qualsiasi pesce, cavoletti di Bruxelles</li>
<li><strong>Quenelle di pesce volante</strong>: pesce volante, funghi porcini, qualsiasi verdura, 2x feta Flyleaf</li>
<li><strong>Pesce greco al forno</strong>: mudskipper stigio, grano dell&#8217;Eliseo, olive, cristallo di sale, ambrosia</li>
<li><strong>Insalata greca</strong>: cetriolo, ravanello, qualsiasi verdura, feta Flyleaf, olive</li>
<li><strong>Gyro di koi grigliato</strong>: koi, grano, cetriolo, olive, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Gnocchi di ippocampo Cepelinai</strong>: ippocampo, cipolla, patata, fragole a spirale, pepe nero</li>
<li><strong>Risotto alle cozze</strong>: cozze, riso, olive, aglio, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Orzo arrosto e verdure</strong>: orzo, cavoletti di Bruxelles, cipolla, qualsiasi verdura, feta Flyleaf</li>
<li><strong>Spanakopita</strong>: cipolla, spinaci, feta Flyleaf, aglio, qualsiasi spezia</li>
</ul>
<h3>Dolci di The Storybook Vale</h3>
<ul>
<li><strong>Delizia di Afrodite</strong>: mela dorata, ambrosia</li>
<li><strong>Fonduta acida di alchechengi</strong>: alchechengi, bacche acide</li>
<li><strong>Fonduta acida di melata</strong>: melata, bacche acide</li>
<li><strong>Fonduta acida di cachi</strong>: cachi, bacche acide</li>
<li><strong>Dessert ai frutti di bosco</strong>: bacche acide, ambrosia</li>
<li><strong>Yogurt piccante</strong>: yogurt, qualsiasi spezia</li>
<li><strong>Fonduta acida di fragole a spirale</strong>: fragole a spirale, bacche acide</li>
<li><strong>Yogurt alla vaniglia</strong>: yogurt, vaniglia</li>
<li><strong>Torta di mele dorate</strong>: grano, uovo di uccello a pala, mela dorata</li>
<li><strong>Torta di cachi</strong>: grano, uovo di uccello a pala, cachi</li>
<li><strong>Budino di riso</strong>: avena, riso, vaniglia</li>
<li><strong>Torta di bacche acide</strong>: grano, uovo di uccello a pala, bacche acide</li>
<li><strong>Torta di fragole a spirale</strong>: grano, uovo di uccello a pala, fragole a spirale</li>
<li><strong>Biscotti alla cannella</strong>: grano, yogurt, cannella, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Torta alla cannella</strong>: grano, uovo di uccello a pala, yogurt, cannella</li>
<li><strong>Torta fulminante</strong>: grano, uovo di uccello a pala, yogurt, spezia fulminante</li>
<li><strong>Biscotti fulminanti</strong>: grano, yogurt, spezia fulminante, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Torta alla noce moscata</strong>: grano, uovo di uccello a pala, yogurt, noce moscata</li>
<li><strong>Biscotti alla noce moscata</strong>: grano, yogurt, noce moscata, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Torta fragole e rabarbaro</strong>: grano, yogurt, rabarbaro, fragole a spirale</li>
<li><strong>Gingersnaps di Serenella</strong>: segale fatata, uovo di uccello a pala, zenzero, noce moscata, bacche acide</li>
<li><strong>Torta di non compleanno</strong>: segale fatata, uovo di uccello a pala, yogurt, noce moscata, ambrosia</li>
</ul>
<h2>Disney Dreamlight Valley: ricette di Wishblossom Ranch</h2>
<p><strong>Wishblossom Ranch</strong>, pubblicato il 19 novembre 2025, aggiunge <strong>36 ricette</strong>: 6 antipasti, 20 piatti principali e 10 dolci.</p>
<h3>Antipasti di Wishblossom Ranch</h3>
<ul>
<li><strong>Bibita di nettare frizzante</strong>: carambola bonsai, ghiaccio tritato</li>
<li><strong>Borscht al latticello</strong>: barbabietola, aneto, latte, uova</li>
<li><strong>Bouquet di insalata viola</strong>: cavolo rosso</li>
<li><strong>Crocchette di pesce alpine</strong>: spigola alpina, aneto</li>
<li><strong>Piatto di pesce affumicato</strong>: tonno, pesce bianco di montagna, qualsiasi pesce, grano</li>
<li><strong>Tè al miele di rosa canina</strong>: corallo al miele</li>
</ul>
<h3>Piatti principali di Wishblossom Ranch</h3>
<ul>
<li><strong>Bento amichevole</strong>: pesce tigro, cavolo rosso, corallo al miele, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Carote glassate al miele</strong>: corallo al miele, carota, aneto</li>
<li><strong>Cereale Kanine Krunchies</strong>: orzo perlato, pesca puntaspilli</li>
<li><strong>Colazione con feltro</strong>: pesce combattente dalle pinne di raso, fungo bottone, uova</li>
<li><strong>Coppa alle pesche vintage</strong>: pesca puntaspilli, latte, orzo perlato, canna da zucchero, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Eton Mess</strong>: ribes rosso, pesca puntaspilli, uova</li>
<li><strong>Frittelle al miele</strong>: corallo al miele, grano, uova</li>
<li><strong>Gelatina di ananas pesciosa</strong>: lumaca da sarto, pesce in gelatina, granchio, qualsiasi pesce, cavolo rosso</li>
<li><strong>Girelle di formaggio e cavolo rosso</strong>: cavolo rosso, formaggio, grano</li>
<li><strong>Gnocchetti alla barbabietola</strong>: barbabietola, uova, grano</li>
<li><strong>Insalata in gelatina</strong>: pesce in gelatina, cavolo rosso</li>
<li><strong>Panino al prosciutto di Orazio</strong>: orzo perlato, formaggio, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Pasticcio di sardine</strong>: lumaca da sarto, pesce combattente dalle pinne di raso, spigola alpina, grano</li>
<li><strong>Pesce bianco al forno e barbabietole arrosto</strong>: pesce bianco di montagna, barbabietola</li>
<li><strong>Piccoli cupcake La carica dei 101</strong>: chicchi di caffè al cioccolato fondente, uova, grano, canna da zucchero</li>
<li><strong>Pizza fatata</strong>: kamut fatato, formaggio, pomodoro, zuccherini fatati, fungo bottone</li>
<li><strong>Servizio da tè pomeridiano</strong>: chicchi di caffè al cioccolato fondente, orzo perlato, pesca puntaspilli, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Stufato di bottoni</strong>: fungo bottone, carota</li>
<li><strong>Terrina di pesce in gelatina</strong>: pesce in gelatina</li>
<li><strong>Zuppa di zucca in ciotola di pane</strong>: pesce tigro, kamut fatato, zucca, latte</li>
</ul>
<h3>Dolci di Wishblossom Ranch</h3>
<ul>
<li><strong>Bacchette fatate</strong>: carambola bonsai, frutto lecca-lecca, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Biscotti Linzer al ribes rosso</strong>: ribes rosso, canna da zucchero, grano, burro</li>
<li><strong>Code di Tigro</strong>: frutto lecca-lecca, zuccherini fatati</li>
<li><strong>Dolci della valle al ribes rosso</strong>: ribes rosso, latte, uova</li>
<li><strong>Millefoglie alla barbabietola</strong>: ribes rosso, barbabietola, burro, uova, latte</li>
<li><strong>Pane fatato</strong>: kamut fatato, zuccherini fatati</li>
<li><strong>Pila di brownie alla barbabietola</strong>: barbabietola, uova, qualsiasi dolcificante</li>
<li><strong>Scultura di zucchero di barbabietola</strong>: barbabietola, canna da zucchero</li>
<li><strong>Torta a stivaletto di fata</strong>: kamut fatato, corallo al miele, burro, uova, chicchi di caffè al cioccolato fondente</li>
<li><strong>Torta fatata con gelato</strong>: kamut fatato, zuccherini fatati, ribes rosso, ghiaccio tritato</li>
</ul>
<h2>Disney Dreamlight Valley: ricette di Honeyglow Woods</h2>
<p><strong>Honeyglow Woods</strong> è il primo Adventure Pack di Disney Dreamlight Valley ed è disponibile dall&#8217;<strong>8 luglio 2026</strong>. Introduce 12 nuove ricette basate anche sul miele dorato e sugli ingredienti del Bosco Mielucente.</p>
<h3>Antipasti di Honeyglow Woods</h3>
<ul>
<li><strong>Barretta Honeycrunch</strong>: castagne dolci, miele dorato</li>
<li><strong>Latte caldo e miele</strong>: latte, miele dorato</li>
<li><strong>Porridge dolce alle ghiande</strong>: lumaca ghianda, qualsiasi frutto, qualsiasi cereale</li>
<li><strong>Zuppa per una giornata ventosa</strong>: qualsiasi proteina, funghi, tartufo, miele dorato</li>
</ul>
<h3>Piatti principali di Honeyglow Woods</h3>
<ul>
<li><strong>Pesciolino di peluche glassato al miele</strong>: pesce peluche, miele dorato, qualsiasi verdura</li>
<li><strong>Quiche Foresty</strong>: qualsiasi pesce, qualsiasi proteina, bacche di ginepro, tartufo, pattypan dorato</li>
<li><strong>Torta “Il giardino del coniglio”</strong>: pattypan dorato, pastinaca, baccelli Pufflebud, carota, qualsiasi cereale</li>
<li><strong>Panino tostato da picnic</strong>: miele dorato, pastinaca, qualsiasi proteina, resina d&#8217;albero, qualsiasi spezia</li>
</ul>
<h3>Dolci di Honeyglow Woods</h3>
<ul>
<li><strong>Brunch e colazione (Brunchfast)</strong>: gelatina dolce, burro, uova, qualsiasi frutto</li>
<li><strong>Macaron al miele</strong>: miele dorato, gelatina dolce, qualsiasi cereale, castagne dolci</li>
<li><strong>Trifle al miele</strong>: baccelli Pufflebud, miele dorato, resina d&#8217;albero, bacche di ginepro</li>
<li><strong>La torta di compleanno di Pooh</strong>: miele dorato, qualsiasi dolcificante, qualsiasi proteina, qualsiasi frutto, qualsiasi cereale</li>
</ul>
<p><em>Nota:</em> Honeyglow Woods è un contenuto aggiuntivo a pagamento separato dal gioco base e dalle espansioni maggiori. Se una delle risorse elencate non compare nella tua Collezione, verifica di aver installato e avviato l&#8217;Adventure Pack.</p>
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		<title>Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:38:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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					<description><![CDATA[Phantom Blade Zero sembra feroce come un Soulslike, ma S-GAME ha scelto una strada diversa: difficoltà regolabile, combattimento velocissimo e una sfida che non vuole escludere chi non vive di parry perfetti. Basta guardare pochi minuti di Phantom Blade Zero per capire perché una delle domande più frequenti intorno al gioco sia sempre la stessa: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Phantom Blade Zero sembra feroce come un Soulslike, ma S-GAME ha scelto una strada diversa: difficoltà regolabile, combattimento velocissimo e una sfida che non vuole escludere chi non vive di parry perfetti.</strong></p>



<p>Basta guardare pochi minuti di <strong>Phantom Blade Zero</strong> per capire perché una delle domande più frequenti intorno al gioco sia sempre la stessa: quanto sarà difficile?</p>



<p>Parate all’ultimo istante, boss enormi, combattimenti rapidissimi e nemici capaci di concatenare attacchi spettacolari possono far pensare immediatamente a Sekiro, Elden Ring e al resto della scuola Soulslike.</p>



<p>Eppure <strong>Phantom Blade Zero non nasce con l’obiettivo di essere un Soulslike tradizionale</strong>.</p>



<p>S-GAME lo dice praticamente fin dalle prime presentazioni del progetto e, avvicinandoci all’uscita del <strong>29 ottobre 2026</strong>, abbiamo finalmente informazioni sufficienti per capire meglio cosa significhi.</p>



<p>La risposta breve è semplice: <strong>Phantom Blade Zero può essere impegnativo, ma il giocatore potrà regolare la difficoltà e il team non vuole costruire l’esperienza attorno alla frustrazione tipica degli action più punitivi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phantom Blade Zero avrà livelli di difficoltà</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/07/Phantom-Blade-Zero-PS5-1024x512.webp" alt="Phantom-Blade-Zero" class="wp-image-523903" title="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss"></figure>



<p>La conferma più importante per chi teme una difficoltà simile a quella dei Souls arriva direttamente dalla scheda PlayStation del gioco.</p>



<p>Tra le funzioni di accessibilità viene indicata la presenza della <strong>difficoltà regolabile</strong>, con la possibilità di ridurre il livello generale della sfida scegliendo un’impostazione predefinita alternativa.</p>



<p>Non si tratta quindi di un gioco costruito intorno a un unico livello di difficoltà obbligatorio.</p>



<p>È una differenza sostanziale rispetto a molti Soulslike tradizionali.</p>



<p>Chi vuole affrontare combattimenti più impegnativi potrà presumibilmente scegliere una modalità adatta, mentre chi è interessato soprattutto alla storia, all’esplorazione e alla spettacolarità del combattimento non dovrebbe essere costretto ad affrontare continuamente muri di difficoltà.</p>



<p>Ed è esattamente la filosofia che S-GAME aveva anticipato già diversi anni fa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phantom Blade Zero è un Soulslike?</h2>



<p><strong>Non propriamente.</strong></p>



<p>Phantom Blade Zero utilizza alcuni elementi che possono ricordare immediatamente il genere: combattimenti basati sul tempismo, nemici pericolosi, boss, parate, schivate e un mondo oscuro che invita all’esplorazione.</p>



<p>Ma il suo sistema di combattimento punta soprattutto sulla <strong>velocità e sulla concatenazione delle mosse</strong>.</p>



<p>Gli sviluppatori hanno citato nel tempo influenze molto differenti, con action come <strong>Ninja Gaiden</strong> e <strong>Metal Gear Rising: Revengeance</strong> più vicini alla filosofia del combattimento rispetto alla struttura deliberatamente metodica di Dark Souls.</p>



<p>Anche quanto mostrato nei <a href="https://www.icrewplay.com/phantom-blade-zero-si-mostra-in-un-nuovo-gameplay-trailer-di-14-minuti/">precedenti gameplay di Phantom Blade Zero</a> rende evidente questa differenza.</p>



<p>Soul può passare rapidamente dall’attacco alla difesa, utilizzare diverse armi e concatenare movimenti estremamente cinematografici.</p>



<p>Il ritmo è quindi molto più vicino a un action veloce che a un Soulslike tradizionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché allora Phantom Blade Zero sembra così difficile?</h2>



<p>Perché <strong>accessibile non significa facile</strong>.</p>



<p>I combattimenti mostrati finora fanno ampio uso di parate, schivate, contrattacchi e sequenze in cui leggere correttamente il comportamento dell’avversario sembra fondamentale.</p>



<p>Soprattutto nei combattimenti contro i boss, il giocatore deve osservare i movimenti del nemico e scegliere il momento corretto per reagire.</p>



<p>La differenza è nell’approccio.</p>



<p>Phantom Blade Zero può proporre scontri complessi senza necessariamente obbligare tutti i giocatori ad affrontarli alla stessa difficoltà.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Elemento</th><th>Phantom Blade Zero</th></tr></thead><tbody><tr><td>Difficoltà regolabile</td><td><strong>Sì</strong></td></tr><tr><td>Combattimento veloce</td><td><strong>Sì</strong></td></tr><tr><td>Parate e schivate</td><td><strong>Sì</strong></td></tr><tr><td>Boss impegnativi</td><td><strong>Sì</strong></td></tr><tr><td>Impostazione Soulslike tradizionale</td><td><strong>No</strong></td></tr><tr><td>Possibilità di ridurre la difficoltà</td><td><strong>Sì</strong></td></tr><tr><td>Focus sulle combo</td><td><strong>Molto importante</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<p>È probabilmente proprio qui che si trova l’equilibrio cercato da S-GAME.</p>



<p>Il giocatore esperto potrà concentrarsi sul dominio del sistema di combattimento, mentre chi vuole semplicemente godersi l’avventura di Soul avrà più strumenti per adattare l’esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il combattimento punta sulle build</h2>



<figure class="wp-block-image size-large icrewplay-paste-pending is-style-default"><img decoding="async" src="blob:https://www.icrewplay.com/42870729-132e-470e-b3da-5699cd1b8408" alt="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss" title="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss"><figcaption class="wp-element-caption">⏳ Caricamento di image.png…</figcaption></figure>



<p>Un altro elemento diventato sempre più importante è la possibilità di personalizzare il proprio approccio.</p>



<p>S-GAME ha anticipato che il gameplay approfondito dedicato al gioco mostrerà <strong>quanto possano essere differenti le build dei giocatori</strong>.</p>



<p>Questo significa che la difficoltà potrebbe dipendere anche dal modo in cui decidiamo di costruire Soul.</p>



<p>Armi, abilità e combinazioni differenti potrebbero rendere alcuni combattimenti più semplici oppure privilegiare uno stile molto più aggressivo.</p>



<p>Il sistema sembra quindi voler premiare la capacità di padroneggiare il combattimento senza trasformare necessariamente ogni scontro in un esame di pazienza.</p>



<p>Lo <a href="https://www.icrewplay.com/state-of-play-giugno-2026-tutti-gli-annunci/">State of Play di giugno 2026</a> aveva già anticipato un approfondimento dedicato alle meccaniche del gioco, e l’avvicinarsi del lancio sta permettendo di vedere sempre più chiaramente la direzione scelta dallo studio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ci saranno comunque boss difficili?</h2>



<p>Molto probabilmente sì.</p>



<p>Sarebbe sbagliato interpretare la presenza della difficoltà regolabile come la volontà di eliminare completamente la sfida.</p>



<p>I boss rappresentano una parte importante dell’identità di Phantom Blade Zero e quanto mostrato finora suggerisce combattimenti costruiti attorno alla lettura degli attacchi, alle parate e alla capacità di trovare aperture nella difesa nemica.</p>



<p>La differenza rispetto a un Soulslike è che <strong>la difficoltà non deve necessariamente diventare il motivo principale per cui esiste il gioco</strong>.</p>



<p>Il combattimento vuole essere spettacolare prima ancora che punitivo.</p>



<p>Una distinzione apparentemente piccola, ma fondamentale per capire che tipo di pubblico S-GAME vuole raggiungere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Phantom Blade Zero vuole essere accessibile anche fuori dal combattimento</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1170" height="658" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/phantom-blade-zero-e-difficile-come-funzionano-dif-2-20260817-1237.png" alt="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss" class="wp-image-562050" title="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss"></figure>



<p>Le opzioni pubblicate da PlayStation permettono di capire qualcosa in più anche sul resto dell’esperienza.</p>



<p>Sono infatti previste diverse funzioni utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>difficoltà regolabile</strong>;</li>



<li>promemoria dei controlli;</li>



<li>possibilità di consultare nuovamente i tutorial;</li>



<li>pausa durante gameplay e filmati nella modalità offline;</li>



<li><strong>salvataggio manuale</strong>;</li>



<li>sottotitoli completi dei dialoghi;</li>



<li>regolazione separata dei volumi;</li>



<li>supporto all’audio 3D.</li>
</ul>



<p>Non sono semplici dettagli.</p>



<p>Soprattutto la presenza del salvataggio manuale e di una difficoltà selezionabile contribuisce a separare ulteriormente Phantom Blade Zero dalla struttura più rigida generalmente associata ai Soulslike.</p>



<p>Le informazioni sono riportate direttamente nella <a href="https://store.playstation.com/en-us/concept/10017620" target="_blank" rel="noopener">scheda ufficiale di Phantom Blade Zero su PlayStation Store</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando esce Phantom Blade Zero?</h2>



<p>La situazione è oggi molto più chiara rispetto alle prime presentazioni.</p>



<p><strong>Phantom Blade Zero uscirà il 29 ottobre 2026 su PlayStation 5.</strong></p>



<p>I preordini sono già disponibili e S-GAME ha inoltre confermato che il bonus preorder non contiene oggetti esclusivi impossibili da ottenere giocando.</p>



<p>L’accessorio <strong>Treasure Basin</strong> e il costume <strong>Legacy</strong> vengono semplicemente sbloccati in anticipo acquistando il gioco prima dell’uscita, ma potranno essere ottenuti normalmente anche attraverso la progressione.</p>



<p>Una scelta interessante soprattutto considerando quanto spesso bonus di questo tipo finiscono per alimentare dubbi sulle differenze tra chi preordina e chi acquista successivamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quindi Phantom Blade Zero è adatto anche a chi non gioca ai Soulslike?</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="788" height="443" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/phantom-blade-zero-e-difficile-come-funzionano-dif-3-20260817-1237.png" alt="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss" class="wp-image-562051" title="Phantom Blade Zero è difficile? Come funzionano difficoltà, combattimento e boss"></figure>



<p>Per quello che sappiamo attualmente, <strong>sì</strong>.</p>



<p>Chi è rimasto affascinato dai trailer ma viene scoraggiato dall’idea di affrontare un altro gioco costruito sulla difficoltà estrema non dovrebbe escludere Phantom Blade Zero.</p>



<p>S-GAME vuole mantenere combattimenti profondi e boss capaci di mettere alla prova il giocatore, ma permette contemporaneamente di intervenire sulla difficoltà.</p>



<p>Il punto non sembra essere rendere Phantom Blade Zero semplice.</p>



<p>È permettere a persone con livelli di abilità differenti di entrare nel suo mondo e decidere quanta resistenza vogliono incontrare.</p>



<p>Ed è probabilmente una delle differenze più importanti rispetto all’impressione che può dare guardando soltanto qualche combattimento.</p>



<p><strong>Phantom Blade Zero non vuole essere il nuovo Dark Souls. Vuole essere un action RPG estremamente veloce, spettacolare e tecnico che può diventare impegnativo senza fare della frustrazione il proprio biglietto da visita.</strong></p>



<p>Con l’uscita fissata al <strong>29 ottobre 2026</strong>, sarà soprattutto il bilanciamento finale delle diverse difficoltà a dirci quanto S-GAME sia riuscita realmente a mantenere questa promessa.</p>



<p></p>
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		<title>Duskfade, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/duskfade-recensione-action-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Weird Beluga e pubblicato da Fireshine Games, Duskfade irrompe con un fascino nostalgico di tutto rispetto con l’aggiunta di un mix di gameplay che guarda con cura alla contemporaneità. Il risultato è un viaggio insieme a un duo inedito, Zirian e il suo fidato Cucù meccanico, che ha saputo ammaliarci e sorprenderci. Pronto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Weird Beluga</strong> e pubblicato da Fireshine Games, Duskfade irrompe con un fascino nostalgico di tutto rispetto con l’aggiunta di un mix di gameplay che guarda con cura alla contemporaneità. Il risultato è un viaggio insieme a un duo inedito, Zirian e il suo fidato Cucù meccanico, che ha saputo ammaliarci e sorprenderci. Pronto a scoprire la<strong> nostra recensione</strong> per <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a>? Si parte per una nuova e fantastica avventura!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Duskfade - Announcement Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/6Mq_adllBHg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Duskfade tra tante ispirazioni, una storia nuova</h2>



<p>Togliamoci subito i sassolini dalle scarpe: sì, Duskfade prende spunto da diversi altri giochi e sì, questo crea un effetto nostalgico non di poco conto. Per la precisione, tra tutti gli elementi del gioco, il primo che spicca tra tutti è il richiamo a <strong><a href="https://www.icrewplay.com/tetsuya-nomura-vuole-la-pensione-kingdom-hearts/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kingdom Hearts</a></strong>. Il protagonista e soprattutto la sua arma, ricordano Sora e il suo <strong>Keyblade</strong> mentre i nemici che andrà ad affrontare, sembrano una sorta di heartless. C’è anche una retrospettiva legata ai sentimenti che qui però assume tutt’altre sfumature che andremo ad approfondire a breve.</p>



<p>Altri richiami videoludici li vediamo in <strong>Jak &amp; Daxter e Ratchet &amp; Clank</strong>. Per la precisioni parliamo del fatto che anche in Duskfade abbiamo un duo di protagonista i quali rievocano i battibecchi delle coppie appena citate. E tutte e tre le coppie si ritrovano ad affrontare un’avventura in 3D stracolma di magia con un umorismo trasversale e adatto a tutte le età. Ecco, tutte queste similitudini per noi sono un punto a favore. Duskfade riesce a riportarci <strong>all’epoca d’oro della PlayStation 2</strong> ma lo fa cercando di creare qualcosa di proprio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561891" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ed eccoci quindi a conoscere <strong>Zirian</strong>, il giovane protagonista di Duskfade. Un ragazzo sognatore, speranzoso, ingenuo ma che riuscirà gradualmente a maturare affrontando incontri e situazioni che lo porteranno a mettere in discussione il suo passato e soprattutto il rapporto con la sorella Allira. Ma Duskfade va anche oltre sorprendendo man mano che si procede in quanto riesce a raccontare il lutto con intelligenza e con una rispettosa leggerezza che lo rende, ancora una volta, adatto a tutti.</p>



<p>Non entriamo troppo nei dettagli ma saprà emozionarvi. Detto ciò, Duskfade inizia con Zirian impegnato a consegnare dei biscotti alla sorella <strong>Allira</strong> che, da quando è morto il nonno che ha cresciuto entrambi, sembra essersi chiusa in casa in preda a chissà quali progetti. Ecco, dall’ennesimo rifiuto della sorella di uscire dalla stanza… la situazione degenera improvvisamente. Dal nulla sbuca un’enorme torre a sua volta avvolta da diverse e gigantesche catene dorate. Allira risulta inoltre scomparsa mentre in compagnia di uno sbandato e confuso Zirian, c’è <strong>Cucù</strong> uno stravagante volatile meccanico parlante che non sembra avere idea di cosa sia e di quale possa mai essere la sua funzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-6-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561890" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Entrambi hanno uno <strong>scopo in comune: trovare Allira</strong>. Il ragazzo desidera ritrovare la sorella in quanto è tutto ciò che gli rimane della sua famiglia. Cucù, invece, pensa di essere frutto dell’ingegno della sorella stessa. Davanti ai due però c’è un’avventura magica che li porterà in quattro biomi differenti. L’obiettivo è localizzare la fonte delle singole catene e spezzarle per liberare l’accesso alla misteriosa torre che, probabilmente, è anche la prigione della stessa Allira. </p>



<p>A impreziosire il tutto, abbiamo una macro narrazione di sfondo caratterizzata dalla lore stessa del gioco che vede gli <strong>Orologiai</strong> e il loro misterioso passato raccontare i ruderi in cui andremo a muovere passo. D’altronde, nel mondo di Duskfade gli umani sembrano essere scomparsi e al loro posto ci sono delle buffe e spesso codarde, nonché divertenti, creature a forma di nuvola. Queste abitano l’hb centrale del gioco, una città che vedremo mutare man mano che spezzeremo le catene andando così a intaccare l’eterna notte che è calata sul mondo insieme alla comparsa della stessa torre.</p>



<p>Insomma, tanta magia e misteri da svelare alimentati da un sistema di <strong>collezionabili</strong> molto ampio e che vede tra i tanti una sorta di “eco” con dentro dei dialoghi passati. Nel dettaglio, sono dialoghi provenienti dai dodici, ossia i Mastri Orologiai del passato. Ma, ancora una volta, ci fermiamo qui per non svelare troppo. Ti basti sapere che il titolo spinge a esplorare e scoprire tutto per dar forma a un mosaico narrativo mai troppo complesso o vacuo ma, anzi, coeso e magico. Proprio come un tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-367-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561889" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay ben mixato&nbsp;</h2>



<p>Duskfade è un <strong>action adventure in terza persona 3D</strong> che mette al centro l’esplorazione. Un’esplorazione a 360° gradi e che vede una graduale evoluzione in modo simile a quanto avviene in un metroidvania. Questo perché Zirian andrà man mano ad apprendere nuove abilità che potenzieranno l’esplorazione stessa: dal grindare sui binari fino al demolire cristalli arancioni altrimenti infrangibili, il mondo di gioco saprà sorprenderci di run in run e confidiamo che sarete incitati a ottenere il 100% di tutto e quindi di scoprire ogni singolo angolo finemente elaborato dagli sviluppatori.</p>



<p>D’altro canto, questa graduale introduzione di <strong>potenziamenti</strong> che vanno anche a modificare il combat system, rendono le prime fasi di gioco abbastanza anonime e limitate. In poche parole: il meglio, ludicamente parlando, viene nella seconda parte. Ciò non toglie che Duskfade sia un gioco estremamente consapevole delle proprie potenzialità e dei propri obiettivi, oltre a trasudare passione e ingegno. Banalmente, i <strong>vari biomi </strong>sono suddivisi in livelli interconnessi tra loro e discretamente lineare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-3673-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561888" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Eppure è una <strong>linearità</strong> che cede spesso a aree aperte e tutte da esplorare, traboccanti di misteri, percorsi opzionali e una varietà di <strong>collezionabili</strong> come non se ne vedevano da tempo. Abbiamo le classiche “monete” da investire insieme a relativi gettoni “potenziamento” per far upgrade alle abilità e all’equipaggiamento del nostro giovane protagonista ma anche collezionabili dedicati alla colonna sonora, ai costumi e quindi alla personalizzazione estetica di Zirian, al colore della nostra Lancetta, l’arma che assomiglia al Keybalde e tanto altro.</p>



<p>E visto che l’abbiamo citata, Lancetta è un’arma la cui impugnatura e modo di essere trasportata da Zirian, non può che richiamare, ancora una volta, Sora e il suo Keybalde. Anche il combat system è action e caciarone in modo simile a quanto visto in Kingdom Hearts anche se qui il sistema è un po’ più semplice e quindi distante dalle regole di un gioco di ruolo. Sì, Cucù funge da piccolo supporto e avremo a nostra disposizione diverse <strong>abilità d’attacco</strong> da equipaggiare e sfruttare con tanto di barra “blu” a ricarica automatica da tener d’occhio, ma speravamo in qualcosa di ancor più articolato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-458456-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561886" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sia chiaro, non è un brutto <strong>combat system</strong>, anzi è veloce, scenico, divertente e anche appagante. D’altronde, non è neanche così semplice come può sembrare nelle prime battute. Ci saranno momenti in cui si potrà sudare freddo, circondati da vari nemici dotati di difese e attacchi di vario genere che in gruppo possono dar filo da torcere. Eppure, è con le boss fight che Duskfade offre il meglio di sé. Ad esclusione di alcuni specifici <strong>boss</strong>, gran parte degli altri mixa alla grande tutto quanto offre il gameplay del gioco.</p>



<p>Ecco quindi che non basta solo studiare i pattern d’attacco del nemico di turno ma anche, e soprattutto, padroneggiare come l’arena muta al mutare della situazione. Platform e action si fondono in un amalgama che non si vedeva da un po’. Nulla di concretamente inedito o mai visto eppure funziona, diverte e offre una <strong>buona varietà di situazioni</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Duskfade-recensione-48734-1024x576.jpg" alt="Duskfade, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561884" title="Duskfade, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Duskfade offre un mondo vario e piacevole da vivere. Giochi di luce e ombra sono tra le protagoniste e riescono a dare buon lustro alle varie situazioni. Anche le animazioni sono convincenti. E sì, l’effetto nostalgia emerge con brutalità anche qui e funziona molto bene. La magia è palpabile e potenziata anche da una scelta “punk” che vede meccanismi legati al mondo degli orologi invadere quasi ogni aspetto del gioco. </p>



<p>Considerevole anche la vastità di alcune aree strutturate anche verticalmente e che ben si sposano a balzi, doppi balzi e dash con il protagonista che spicca letteralmente nel vuoto tra trappole di vario genere e situazioni ben variegate. Meno vario, invece, il bestiario dei nemici che si assomigliano un po’ troppo tra loro ad eccezione dei boss. Il <strong>sonoro</strong>, invece, offre un buon doppiaggio in inglese e delle sonorità gradevoli, coerenti ed efficaci. </p>



<p>Da segnalare anche la graditissima <strong>presenza dei sottotitoli in lingua italiana</strong>, tra l’altro ben tradotti e con solo piccoli errori di scarso valore. Quasi del tutto assenti i bug con giusto qualche compenetrazioni. Zero crash e nessun rallentamento di sorta da segnalare. Insomma, un titolo che anche tecnicamente si mostra solido e fluido.</p>
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		<title>Plungeez, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/plungeez-recensione-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Team Zeroth e pubblicato da QUByte Interactive, Plungeez è un adventure e puzzle game non lineare in terza persona impreziosito da una pixel art 2D minimal ma funzionale al gioco che si avvicina al mondo dei metroidvania. Noi abbiamo esplorato il labirintico sottosuolo dominato da distese d’acqua e tubi di ogni forma e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Team Zeroth</strong> e pubblicato da QUByte Interactive, Plungeez è un adventure e puzzle game non lineare in terza persona impreziosito da una pixel art 2D minimal ma funzionale al gioco che si avvicina al mondo dei <a href="https://www.icrewplay.com/metroidvania-analisi-di-un-genere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">metroidvania</a>. Noi abbiamo esplorato il labirintico sottosuolo dominato da distese d’acqua e tubi di ogni forma e dimensione su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5 </a>e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a una nuova esperienza idraulica? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Plungeez • Trailer • PS Xbox SW SW PC" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Qxvl_1p32J8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Plungeez è l’infinito labirinto di tubature</h2>



<p>Plungeez è un titolo che riesce a sorprendere soprattutto per il gameplay eppure, la <strong>narrazione</strong> è comunque presente. Siamo a Salvador City nell’anno 20xx, il nostro protagonista, un giovane idraulico di nome <strong>Boni</strong>, apre un tombino senza aspettare Claudio, il suo collega più anziano, e scivola giù. Purtroppo per lui, la caduta è più lunga del previsto e non sembra esserci un modo diretto per risalire. Per fortuna però, è ancora vivo. </p>



<p>Ed ecco quindi che si ritrova in un <strong>budello sotterraneo</strong> fatto di tubi e acque fognarie da esplorare cercando un modo per tornare in superficie. L’avventura, come potrai intuire, non spicca per profondità o complessità narrativa ma sono comunque presenti piccoli scambi “radiofonici” con il buon Claudio che funge da mentore e aiutante a distanza. La realtà dei fatto è che Boni si trova da solo con le proprie abilità in una sorta di vero e proprio labirinto.</p>



<p>Ecco quindi che a spiccare di più in Plungeez, come prevedibile, è il <strong>gameplay</strong> stesso che trova la sua forza in un graduale aumento di elementi ludici che rendono l’esperienza sempre più articolata e varia fino alla conclusione. Quest’ultima, soprattutto in base alle nostre abilità, potrebbe però arrivare prima del previsto con una durata che oscilla fra le cinque ore se non meno. Eppure la varietà di situazioni riescono comunque a soddisfare. Ma bando alle ciance e andiamo subito a scoprire come si gioca a Plungeez!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-5-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561088" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un platform adventure labirintico</h2>



<p>Plungeez è un <strong>platform adventure</strong> in pixel art retrò 2D incentrato nella risoluzione di puzzle concatenati tra loro. La sottostruttura potrebbe quasi avvicinarlo a un <strong>metroidvania</strong> visto che il labirinto di tubi e scoli fognari che funge da mondo di gioco del titolo richiede un certo backtracking con aree ludiche che si svelano solo al ritrovamento di determinate abilità o specifiche tecniche. Peccato solo che siamo lontani dalla complessità strutturale di un vero metroidvania.</p>



<p>Eppure, Plungeez colpisce per <strong>ingegno</strong> e per la voglia di spingere a ragionare l’utente, studiando attentamente le aree di gioco interconnesse tra loro. Non per niente, c’è anche la possibilità di fermarsi e spostare manualmente la visione, studiando tanto la distanza per un eventuale salto quanto gli elementi e le strutture che ci circondano. Bisogna infatti progettare le proprie azioni onde evitare di ritrovarsi imbrigliati in una sorta di loop fatto di trial and error comunque mai eccessivamente frustranti o ridondanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-4689-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561084" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Da segnalare inoltre che in Plungeez <strong>non c’è neanche un combattimento</strong>. Tutto è incentrato sugli enigmi e sulle fasi platform. <strong>L’esplorazione</strong> è centrale. E diventerà sempre più essenziale visto che i puzzle andranno a complicarsi man mano che si ampliano gli strumenti a nostra disposizione. Questo significa che il ritmo di gioco è più compassato e lento ma non per questo meno valido o meno soddisfacente. Anzi, riuscire a risolvere un’area di gioco dopo un’attenta analisi, regala grandi soddisfazioni, premiando tanto la curiosità quanto le sperimentazioni continue, sempre tenendo a mente dgli strumenti a nostra disposizione.</p>



<p>Che sia tenere accesa una torcia evitando di incappare in flussi d’acqua per farla spegnere o utilizzare una tuta da palombaro per sprofondare nelle profondità dell’acqua ed esplorare zone altrimenti inaccessibili, Plungeez offre diverse <strong>trovate ingegnose</strong> che danno il meglio di sé quando iniziano a concatenarsi tra loro spingendo a pensare come incastrare ogni singola mossa. Tubi da seguire, luci che rischiarano l&#8217;oscurità, flussi d&#8217;acqua da regolare di volta in volta, le trovate sono molte e tutte coerenti col mondo di gioco. Da segnalare anche la presenza di stanze “sicure” dove poter salvare il gioco in modo discretamente old school.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Plungeez-recensione-458-1024x576.jpg" alt="Plungeez, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561083" title="Plungeez, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>Come d’altronde, è old school anche la <strong>scelta</strong> <strong>grafica</strong> con cui si presenta Plungeez stesso. Un 2d pixel nostalgico che, nonostante una certa ripetitività degli scenari, riesce comunque a offrire un impatto generale coeso e funzionale al gameplay stesso che, lo ricordiamo, rimane l’unico vero nucleo portante del titolo. Non c’è una ricerca minuziosa di dettagli o una volontà di stupire ma la semplicità messa in scena serve soprattutto ai puzzle stessi i cui elementi potrebbero un po’ ripetersi nella seconda parte dell’esperienza.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è grossomodo in linea con le scelte artistiche risultando però gradevole nella sua leggerezza. Mai invadente o ridondante. Da segnalare la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong> anche se il titolo presenta pochi testi e anche abbastanza semplici da capire. Buona e minimal l’interfaccia, intuitiva ed efficace. Infine, non abbiamo riscontrato alcun problema concreto a livello tecnico salvo qualche fugace rallentamento tra un passaggio di scenario e un altro.</p>
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		<title>Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/pro-jank-footy-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Powerbomb Games in sinergia con Tinker Town e Umbrella Gaming, Pro Jank Footy è un surreale, folle, dichiaratamente e sfacciatamente umoristico gioco sportivo in stile arcade completamente imprevedibile e con un pizzico di roguelike. Ti garantiamo che non hai mai giocato a qualcosa del genere, non con queste folli regole che, [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da<strong> Powerbomb Games</strong> in sinergia con Tinker Town e Umbrella Gaming, Pro Jank Footy è un surreale, folle, dichiaratamente e sfacciatamente umoristico gioco sportivo in stile arcade completamente imprevedibile e con un pizzico di <a href="https://www.icrewplay.com/top-10-roguelite-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelike</a>. Ti garantiamo che non hai mai giocato a qualcosa del genere, non con queste folli regole che, tra l’altro, potranno anche cambiare nel corso stesso della partita! Noi abbiamo scatenato la follia su<a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a scendere in campo?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Pro Jank Footy - Release Date Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/UR_LfpTkYT8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Pro Jank Footy follia senza freni</h2>



<p>Pro Jank Footy è un titolo che basa tutta la sua essenza sulla <strong>follia surreale e imprevedibile</strong>. Parliamo di un normale gioco arcade in 2D dove si gioca a football australiano. Fin qui tutto normale… se non fosse che le partite possono degenerare già dopo i primi goal. Il motivo? L’insana possibilità di offrire a chi incassa un goal di aggiungere, cambiare e stravolgere le regole della partita in pieno corso d’opera. Ecco quindi che una apparentemente partita normale diventa un qualcosa di assurdo…</p>



<p>Tra invasioni di campo, scambio improvvisi di punteggio, trasformazioni e tante altre assurdità che non stiamo a elencare per non rovinare le sorprese di Pro Jank Footy, il titolo spicca per questa follia e per riuscire a offrire una serie di partite potenzialmente diverse di run in run, proprio come un roguelike. Ecco quindi che l’idea di fondo di<strong> unire elementi folli</strong>, compresi gli scenari e i membri delle squadre, tra cui alcuni che neanche sono umani, in un contesto “normale” conquista e strappa più di un sorriso.</p>



<p>Già solo al <strong>fischio d’inizio</strong> si assiste a una furiosa pressione di tasti a schermo seguendo indicazioni fulminee con la speranza di ottenere il primo pallone a favore… e che dire dei tortini bonus che vagabondano per il campo? O ancora, della surreale mascotte rossa che spicca già sulla cover del titolo del gioco stesso? Tutto in Pro Jank Footy è volutamente, marcatamente, sfacciatamente ironico ed è con ironia che va affrontata l’intera esperienza di gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Pro-Jank-Footy-recensione--1024x576.jpg" alt="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561814" title="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ma cosa offre nel dettaglio Pro Jank Footy? Abbiamo ben undici squadre che spiccano principalmente per nome e simbolo, decisamente ironici e folli. A queste si aggiungono ben quattro “stadi” anche se non tutti sono identificabili come tali. Poi abbiamo ben <strong>150 potenziamenti/penalità</strong> che compongono il pacchetto principale dell’anima roguelite del titolo stesso. Per quanto riguarda le modalità, oltre a sfide versus sia contro l’IA che in modalità cooperativa locale e online, abbiamo una stravagante modalità “stagione”.</p>



<p>Questa può essere considerato il pacchetto principale e ci vede impegnati a vivere una vera e propria stagione con una squadra da potenziare avendo cura del mazzo di carte, ossia di potenziamenti, che si accumulano e selezionano di volta in volta, personalizzando di fatto il proprio team. Quindi no, non c’è una vera e propria modalità storia ma una sorta di <strong>parodia in salsa roguelite di un arcade sportivo</strong> ed è proprio il suo spirito goliardico ad assicurargli un’identità di tutto rispetto. Detto ciò, andiamo subito a scoprire come si gioca a Pro Jank Footy!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Pro-Jank-Footy-recensione-543-1024x576.jpg" alt="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561812" title="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come un tempo con tutti i pro e contro</h2>



<p> Pro Jank Footy è un <strong>gioco sportivo arcade</strong> fuso con meccaniche <strong>roguelite </strong>che funziona essenzialmente grazie al mix di idee e umorismo. Di base il gioco è abbastanza classico e old school. Possiamo avere il controllo diretto di un solo giocatore per volta e i tasti a lui affidati per agire sono i medesimi sia in attacco che in difesa. Ovviamente, l’azione cambia a seconda del ruolo che si riveste.</p>



<p>In possesso di palla puoi passare a un compagno o azzardare un tiro in una delle tre porte avversarie con quella centrale che vale decisamente di più. Ah già, lo abbiamo già detto ma lo sottolineiamo: si tratta di <strong>football australiano</strong>. Quindi il gioco riprende le regole dello sport reale traslando però in chiave umoristica e semplificando l’intero impianto ludico. Questo significa che la difesa, ossia il tentativo di recuperare palla, vede si dei contrasti di un certo impatto ma qui volutamente esagerati per far scappare la risata. E ci riesce.</p>



<p>Ma l’effetto sorpresa del gioco, come già anticipato più volte, sono i<strong> potenziamenti in salsa roguelite</strong>. Ogni volta che si subisce una serie di gol, si attiva una selezione randomica che ci propone tre carte specifiche. Si tratta di modificatori tra cui poter scegliere e che andranno a intaccare i nostri giocatori, le regole di gioco, gli avversari, il punteggio o il campo di gioco. Gli effetti deliranti e assurdi sono la vera chiave di svolta del gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Pro-Jank-Footy-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561810" title="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Questa follia assume potenzialità ulteriori quando si sommano più effetti, dando vita a un mix imprevedibile e non sempre facile da gestire. D’altronde, il gioco stesso non spicca per precisione e facilità di comando. Ogni giocatore ha una barra di energia terminata la quale diventa facile preda di interventi avversari. Saper gestire, orientare e padroneggiare il gioco col <strong>caos </strong>su schermo, non è sempre facile e non è per tutti. Eppure, saprà far ridere anche quando non abbiamo idea di chi sta vincendo e, credici, succederà spesso. </p>



<p>Parliamo di un gioco che funge quasi da scacciapensieri, da fugace parentesi di pura follia goliardica e che quindi non cerca un realismo sportivo né vuole rievocare i simulatori arcade d&#8217;altri tempi. Ancora una volta, il titolo suona più come una parodia e in quest’ottica funziona, incluso il caos che non sempre riesce a offrire il dovuto divertimento pad alla mano. Inutile dire che, in buona compagnia, il divertimento è destinato a moltiplicarsi. Viceversa, in solitaria, terminato l’effetto wow legato ai folli potenziamenti, Pro Jank Footy potrebbe prestare il fianco a una certa <strong>ripetitività</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Pro-Jank-Footy-recensione-245-1024x576.jpg" alt="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561811" title="Pro Jank Footy, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Pro Jank Footy sceglie una pixel art nostalgica che ben si presta alla follia proposta dal titolo. Personaggi deformed ed esagerati, animazioni ora grezze ora mandate a velocità surreale, pixel impazziti e fuori luogo, la follia si spalma anche sul versante grafico coprendo ben bene una cura al dettaglio che spicca essenzialmente nella formazione delle carte e meno per quanto riguarda l’azione in gioco che, come detto, ogni tanto si nasconde dietro il suo stesso caos. </p>



<p>Il <strong>sonoro</strong>, invece, spicca un po’ di più soprattutto grazie a una cronaca doppiata in inglese decisamente folle e sopra le righe, perfettamente coerente con lo spirito del gioco e che dona vita a un caos anche acustico che saprà spingere alla risata. Il tutto avvalorato da ulteriori tracce scalmanate e ancor una volta coerenti col titolo stesso. Infine e con gran piacere segnaliamo la presenza dei non scontati<strong> sottotitoli in lingua italiana</strong>, elemento che saprà aiutarti ancor più a creare la build perfetta partita dopo partita. Risata dopo risata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Shard Squad, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/shard-squad-recensione-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da The Root Studios e pubblicato da Nuntius Games in sinergia con Vsoo Games, Shard Squad è un roguelite d’azione in 2D con visione isometrica incentrato unicamente sui suoi stessi protagonista. Si tratta di piccole creature legate a specifici elementi in grado sia di potenziarsi ma anche di evolversi. Sì, come i Pokémon seppur [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>The Root Studios</strong> e pubblicato da Nuntius Games in sinergia con Vsoo Games, Shard Squad è un <a href="https://www.icrewplay.com/top-10-roguelite-action/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelite</a> d’azione in 2D con visione isometrica incentrato unicamente sui suoi stessi protagonista. Si tratta di piccole creature legate a specifici elementi in grado sia di potenziarsi ma anche di evolversi. Sì, come i Pokémon seppur con le dovute differenze. Noi ci siamo sbizzarriti contro orde e orde di nemici su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Shard Squad - Launch Trailer | PS5 &amp; PS4 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/o4ExXJg3Xd4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Shard Squad quando Vampire Survivor incontra Pokémon</h2>



<p>Shard Squad rientra nel sempre più vasto e articolato genere di roguelite a combattimento automatico contro orde di nemici in un’area più o meno vasta che prende a sua volta ispirazione da Vampire Survivor, riconosciuto come una sorta di capostipite. Non solo, il titolo qui in esame cerca di mutare un po’ la formula base avvicinandosi al mondo dei pocket monster, e quindi dei <strong>Pokémon</strong>. Come? Semplice, inserendo gli Shard, ossia delle creature legate a specifici elementi tra cui elettricità, acqua, fuoco, natura e cristallo, in grado anche di evolversi.</p>



<p>Sono gli Shard stesso a catturare l’interesse del titolo e a cercare di dargli una sorta di identità che, a causa di un <strong>character design </strong>non proprio uniforme e coeso, non riesce completamente nel suo intento. Così come non conquista la narrazione. Sia chiaro, già solo il fatto che in un titolo del genere ci sia una storia anche abbastanza “<strong>verbosa</strong>” ci ha sinceramente sorpreso. Di solito non c’è neanche un cenno di storia e ci si getta subito in azione. qui invece c’è una intera lore da svelare di capitolo in capitolo.</p>



<p>Il problema è che tale <strong>lore</strong> è relegata a wall test abbastanza prolissi e unicamente in inglese. Una scelta non proprio felice e che sembra relegare volutamente la storia  in un angolino opzionale. D’altronde, nell’hub centrale, c’è proprio l’addetto delle “storie” dove poter, appunto, recuperare ogni cronaca narrativa sbloccata. Essenzialmente, nonostante la presenza di una sorta di narrazione, quest’ultima non sarà mai la spinta ad andare avanti. Quella spinta, come da prassi, è ancora il gameplay.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Shard-Squad-recensione-1024x576.jpg" alt="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561748" title="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un classico del genere</h2>



<p>Shard Squad è un <strong>action adventure con combat system automatico in 2D</strong> identificabile come <strong>roguelite</strong>. Si tratta di un titolo dove non dovrai far altro che camminare, indirizzare il tuo attacco automatico e raccogliere punti esperienza per sbloccare nuovi power up randomici tra cui selezionare dando vita a una build temporanea con la speranza di sopravvivere a orde di centinaia di nemici senza mai soccombere. Questo perché, se muori, perderai ogni power up e dovrai ricominciare il livello dal principio.</p>



<p>Oltre a muoverci e selezionare i <strong>power up</strong>, potrei anche eseguire una piccola schivata che ci rende invulnerabili per pochi secondi. Tale schivata ha però una ricarica automatica onde evitare di abusare dei suoi vantaggi. Oltre a ciò, il titolo non fa poi molto per cambiare rispetto ai competitor diretti salvo gli Shard stessi. I personaggi che andremo a sbloccare di run in run sono circa venti, discretamente vari e tutti caratterizzati da un proprio set di mosse.</p>



<p>C’è chi punta in automatico i nemici (anche se i più dovrai indirizzare tu l&#8217;attacco usando l&#8217;altro analogico), chi ha un raggio d’attacco più ampio, chi evoca ondate marine ogni tot di tempo e così via. La varietà è discretamente elevata e ben catalogata nei cinque elementi prima citati e in cui si dividono i<strong> vari Shard</strong>. Non solo, in Shard Squad c’è anche la possibilità, man mano che si sale di livello, di selezionare altri Shard che appariranno insieme a noi, a fasi alterne, aiutandoci in combattimento. E non finisce qui. Sempre gli Shard, nello specifico quello che selezioneremo per la run, può anche evolversi nelle fasi più avanzate del livello.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Shard-Squad-recensione-36446-1024x576.jpg" alt="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561747" title="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tale evoluzione rende le cose più agevoli ma di solito avviene proprio nelle fasi più ostiche della run. E parlando di <strong>difficoltà</strong>, Shard Squad non va preso alla leggera. Escludendo il fattore <strong>casualità</strong>, in parte comunque responsabile nella composizione delle nostre build, le orde di nemici possono riempire velocemente lo schermo dando vita a ben pochi percorsi di salvezza a cui s’aggiungono attacchi a distanza “fuori schermo” non sempre facili da localizzare e prevenire.</p>



<p>Durante le run, inoltre, sono presenti anche <strong>sfide</strong> opzionali con cui poter ottenere ulteriori bonus mentre la sfida di fine livello, ossia quella di salvare il “frammento” nel tempo previsto, è obbligatoria per concludere con successo il livello. Nonostante questi piccoli elementi e la buona differenziazione degli Shard, Shard Squad soffre comunque di un’innegabile ripetitività legata indissolubilmente al genere stesso di cui fa parte. E sì, chi non ama questo tipo di giochi, non cambierà idea.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Shard-Squad-recensione-5234-1024x576.jpg" alt="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561746" title="Shard Squad, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Shard Squad offre una pixel art in 2D abbastanza nostalgica ma anche abbastanza anonima. Un anonimato che si riscontra soprattutto negli scenari, prevalentemente chiusi e abbastanza standard. Dalla foresta alla spiaggia passando per paesaggi invernali e autunnali. Non c’è un bioma particolarmente ispirato o identitario. I nemici stessi, prevalentemente animali o insetti, non spiccato per specifiche caratterisitche.</p>



<p>E in realtà, anche alcuni Shard non brillano per dettaglio e i richiami al mondo Pokémon o ad altri titoli a esso ispirati, sono in parte fin troppo palesi: come la rana celeste legata all’acqua che spara le bolle. Insomma, esteticamente il titolo è buono, ha anche animazioni semplici ma credibili ma fatica a costruire un’identità solida ed efficace. Il <strong>sonoro</strong> compie il suo dovere accompagnando la messa in scena in modo pacato e arricchito da diversi effetti acustici legati ai vari attacchi. </p>



<p>Da segnalare infine, la totale <strong>assenza della lingua italiana </strong>di cui sono sprovvisti anche i sottotitoli. Tale mancanza può danneggiare ulteriormente la fruizione della narrazione che, come anticipato, è relegata a blocchi di testo un po’ verbosi ma comunque facilmente comprensibili.</p>
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		<title>Attack on Titan 3: In uscita il 10 dicembre</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-matteo-marchi-%c2%b7-05-08-1300/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Annunciato dall&#8217;editore Koei Tecmo e dallo sviluppatore Omega Force, Attack on Titan 3 sarà disponibile a partire dal 10 dicembre per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC tramite Steam Il nuovo capitolo della saga In questo nuovo e ultimo atto della saga videoludica di Attack on Titan il giocatore ripercorrerà l&#8217;intera storia dall&#8217;inizio [&#8230;]]]></description>
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<p>Annunciato dall&#8217;editore Koei Tecmo e dallo sviluppatore Omega Force, Attack on Titan 3 sarà disponibile a partire dal 10 dicembre per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC tramite Steam</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Attack on Titan 3 Official Release Date Announcement Broadcast" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/bdYFIXnI2pc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di presentazione.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo capitolo della saga</h2>



<p><strong>In questo nuovo e ultimo atto della saga videoludica di <a href="https://www.icrewplay.com/?s=attack+on+titan+3#google_vignette" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=attack+on+titan+3#google_vignette">Attack on Titan</a> il giocatore ripercorrerà l&#8217;intera storia dall&#8217;inizio alla fine.</strong> L&#8217;azione DMT è stata ulteriormente perfezionata per offrire ai giocatori combattimenti più spettacolari ed esaltanti che la serie abbia mai visto. Il gioco presenta inoltre sviluppi narrativi del tutto inediti, oltre a nuove battaglie contro nove giganti che per l&#8217;occasione fanno la loro prima apparizione in gioco. <strong>Anche le scene memorabili dei precedenti capitoli qui sono state ricostruite per offrire un&#8217;esperienza totalmente nuova.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Attack-on-Titan-1-1024x576.avif" alt="Attack on Titan 1" class="wp-image-561636" title="Attack on Titan 3: In uscita il 10 dicembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Modalità di gioco </h3>



<p><strong>La modalità omnidirezionale si è evoluta per permettere al giocatore di sfrecciare in aria con maggiore libertà.</strong> I Titani ora si muovono in modi diversi e imprevedibili, rappresentando una minaccia ancora più letale. Insieme, questi miglioramenti offrono intense battaglie in cui il giocatore dovrà anticipare i movimenti di ogni nemico e abbatterlo con tattiche ogni volta diverse. <strong>All&#8217;interno del gioco per i giocatori meno esperti è presente la modalità con comandi semplificati</strong>, in modo che anche coloro che approcciano per la prima volta alla saga possano eseguire manovre degne di un veterano dello Scout.</p>



<p><strong>Una nuova funzionalità chiamata Missioni Speciali Esterne fa il suo debutto in questo capitolo. </strong>Insieme ai compagni di squadra il giocatore affronterà missioni sospese tra la vita o la  morte all&#8217;interno del vasto e pericoloso mondo al di fuori delle mura. Di fronte alla minacciosa avanzata dei giganti starà al giocatore decidere se avanzare o ritirarsi dalla battaglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/08/Attack-on-Titan-2-1024x576.avif" alt="Attack on Titan 2" class="wp-image-561637" title="Attack on Titan 3: In uscita il 10 dicembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Edizioni e contenuti esclusivi</h3>



<p>Le prevendite sono già aperte per tutte le piattaforme(ad esclusione di Switch 2 che saranno disponibili invece in un secondo momento) e prevedono:</p>



<p><strong>Edizione Standard</strong> ($69,99 / £54,99 / €69,99 / ¥9.680)</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Edizione di lancio SteelBook (con ICONART)</li>



<li>Una copia del gioco</li>



<li>SteelBook</li>



<li>ICONART (stampa reversibile) (x1)</li>



<li>Contenuti scaricabili bonus in-game</li>



<li>Personalizzazione del personaggio: Collana Ali della Libertà</li>



<li>Personalizzazione del personaggio: Guanti Ali della Libertà</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list"></ul>



<p><strong>Edizione Digitale Deluxe</strong> ($89,99 / £69,99 / €89,99 / ¥12.980)</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Una copia del gioco</li>



<li>Bonus preordine: 72 ore di accesso anticipato al gioco (non disponibile per Switch 2)</li>



<li>Artbook ufficiale digitale</li>



<li>Contenuti scaricabili bonus in-game</li>



<li>Pacchetto di personalizzazione del personaggio (tre costumi e sette creazioni) (parti)</li>



<li>Pacchetto equipaggiamento originale (13 parti)</li>



<li>Pacchetto oggetti iniziali</li>
</ul>



<p><strong>Oltre a questi contenuti speciali è previsto un bonus preordine e un bonus acquisto anticipato: Gli Orecchini Ali della Libertà e il Cappuccio Ali della Libertà.</strong></p>



<p>Anche se mancano ancora un pò di mesi all&#8217;uscita quel che è certo è che questa saga ha riscosso talmente tanto successo da mantenere alto anche l&#8217;interesse dei videogiocatori che con grande attesa stanno aspettando questo nuovo capitolo della saga. Il gioco sarà disponibili su varie piattaforme, tra cui PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2916700/Attack_on_Titan_3__AOT_3/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2916700/Attack_on_Titan_3__AOT_3/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>, inoltre sarà adattato in varie lingue tra cui anche l&#8217;italiano.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/zombie-graveyard-simulator-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da threeW e pubblicato da PlayWay, Zombie Graveyard Simulator è un surreale e ironico simulatore sia di gestione di un cimitero che dei rispettivi cadaveri, con tanto di specifici trattamenti. Ma non solo, il gioco inserisce anche una fase stile survival con tanto di difese da erigere in modo strategico dove dovremo affrontare orde [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>threeW</strong> e pubblicato da <strong>PlayWay</strong>, Zombie Graveyard Simulator è un surreale e ironico simulatore sia di gestione di un cimitero che dei rispettivi cadaveri, con tanto di specifici trattamenti. Ma non solo, il gioco inserisce anche una fase stile survival con tanto di difese da erigere in modo strategico dove dovremo affrontare orde di zombie. Noi abbiamo vissuto questo stravagante mix di generi su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e siamo pronti a condividere con te la <strong>nostra recensione!</strong> </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Zombie Graveyard Simulator - Release Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/5z0Y9hxGC5E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Zombie Graveyard Simulator e il tuo cimitero personale</h2>



<p>Zombie Graveyard Simulator è un <strong><a href="https://www.icrewplay.com/simulator-simulando-la-realta-nel-videogioco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">simulatore</a></strong> decisamente <strong>stravagante</strong> e sopra le righe che, in quanto simulatore, come la maggioranza di essi, non ha un focus particolare sulla trama. Anzi, qui non esiste quasi del tutto. C’è giusto un concept di fondo che crea un loop ludico crescente ma incentrato unicamente su upgrade e sulle meccaniche stesse del gameplay. Una routine fatta di giorni con una difficoltà crescente graduale e che richiede una sempre più maggiore strategia di gestione delle risorse.</p>



<p>In breve, il nostro <strong>anonimo</strong> <strong>protagonista</strong>, ossia noi, decide di acquistare e gestire un cimitero. Ma si tratta, come di consueto, di un complesso di edifici e appezzamenti di terra in completo disuso, divorati da immondizia e abbandonati a loro stessi. Non sorprende quindi che tra le prime mansioni di cui dovremo velocemente occuparci è proprio quello di liberare le poche aree inizialmente accessibili da immondizia di vario genere. Un’operazione fugace e che schiude rapidamente le porte a una delle prime due principali attività del gioco: quella di occuparci dei cadaveri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Zombie-Graveyard-Simulator-recensione-1024x576.jpg" alt="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561528" title="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>In Zombie Graveyard Simulator, infatti, tra i nostri compiti principali c’è quello di <strong>aver cura dei defunti </strong>che sono principalmente di due categorie a loro volta distinti dal colore del sacco con cui vengono consegnati: sacco bianco, vanno sotterrati mentre i corpi nel sacco giallo vanno cremati. Dietro il trattamento dei cadaveri c’è sempre un compenso in denaro, sia dall’ordinazione del corpo che si esegue rigorosamente online con tanto di <strong>trattazione</strong> del prezzo, fino alla corretta sistemazione del corpo: coma la specifica forma della lapida da acquistare e poi posizionare.</p>



<p>Scopriremo poi che non basta <strong>seppellire</strong> e sistemare la giusta lapida in quanto ci sono tutte una serie di attività secondarie utili a guadagnare ulteriori soldi che sveleremo nei paragrafi successivi. La seconda mansione principale e che scandisce il giorno di gioco in Zombie Graveyard Simulator è quella più action: respingere le orde di zombie della notte. Quando cala il sole, infatti, il nostro protagonista sarà costretto a rialzarsi dal letto e a rimettersi all’opera difendendo il lavoro del mattino da affamati e irrefrenabili <strong>zombie</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Zombie-Graveyard-Simulator-recensione-456-1024x576.jpg" alt="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561527" title="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una routine sempre più articolata</h2>



<p>Zombie Graveyard Simulator è un <strong>simulatore 3D</strong> con un’anima che mixa strategia, gestionale, action sparatutto in prima persona 3D e tower defense il tutto che va a confluire nella simulazione di un gestore di cimitero con specifico approfondimento sulla gestione e smaltimento dei corpi, la vendita di fiori e altri servizi. Si tratta di un titolo tra i cui problemi, spicca la mancanza di una progressione narrativa. L’unica progressione, infatti, è meramente legata all’esperienza del protagonista e ai nostri investimento nel territorio affidatoci.</p>



<p>Inizialmente, avremo a disposizione solo <strong>specifici settori</strong> tra cui il cimitero vero e proprio in cui seppellire i cadaveri, il chiosco di fiori in cui rifornire e vendere i fiori a coloro che vengono a visitare i cari defunti e l’area con le celle per conservare i cadaveri prima di smaltirli. Tutto ciò è potenziabile ma non solo. Ci sono altre aree che vanno a espandere ulteriormente l’esperienza del gioco. Si va dal forno crematorio in cui cremare cadaveri per poi venderne le ceneri all’interno delle urne, ai servizi igienici a pagamento, utili per i vari visitatori.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Zombie-Graveyard-Simulator-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561526" title="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>C’è anche una <strong>cappella</strong> in cui accogliere i visitatori devoti in preghiera e confidando in loro copiose donazioni. E che dire del laboratorio scientifico in cui investire i resti fisici degli zombie abbattuti? Presente anche un’area in cui coltivare direttamente noi le piante, eliminando i fastidiosi e dispendiosi acquisti online o anche una caverna con tanto di spedizioni. Insomma, in Zombie Graveyard Simulator c’è molto da fare, scoprire e gestire ma potrebbe non bastare.</p>



<p>Manca il mordente giusto e le attività, seppur gradualmente varie, potrebbero risultare presto molto <strong>ripetitive</strong>. Il motivo è che il personaggio è legato a un valore di energia che cala a determinate azioni che compie, costringendoci a raccogliere acqua dal pozzo per ricaricare la suddetta energia. Ci vorrà un po’ prima di bypassare questo scoglio, così come diventa ben presto faticoso e dispendioso gestire ogni attività di persona. Ed ecco che subentra l’assunzione di personale specializzato in determinate mansioni ma che inizialmente è quasi sempre lento, poco autonomo e poco reattivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Zombie-Graveyard-Simulator-recensione-6345-1024x576.jpg" alt="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561525" title="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tutto in Zombie Graveyard Simulator richiede un<strong> investimento di energia</strong> e soldi spaziando dalla struttura, ai prodotti da rifornire per i clienti, alle tombe specifiche per ottenere bonus vari fino ad upgrade passivi legati ai vari settori del titolo. Eppure, tutto ciò andrà a scontrarsi inevitabilmente con gli scontri notturni. Affrontare gli zombie ogni notte, con orde crescenti in numero e difficoltà, può diventare quasi frustrante.</p>



<p>Questo perché se non investi bene il <strong>denaro</strong> anche in <strong>armi e difese</strong>, rischi seriamente di venire sopraffatto e mandare in vacca molto di quanto investito in precedenza. Inoltre, queste fasi diventano ancor più velocemente monotone e poco innovative. Non basta aumentare il numero di zombie o introdurne diverse tipologie per rendere meno “noioso” il banale evitare di far avvicinare gli zombi alle nostre tombe per distruggerle. Insomma, un loop generale che crea sì un’iniziale dipendenza ma che rischia di vacillare prima di aver realmente svelato tutto il suo potenziale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Zombie-Graveyard-Simulator-recensione-646846-1024x576.jpg" alt="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561522" title="Zombie Graveyard Simulator, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Zombie Graveyard Simulator offre alti e bassi. L’impatto generale quasi cartoonesco e abbastanza colorato cozza abbastanza col tipo di simulatore stesso eppure, questo cozzare funziona. Peccato che personaggi umani e zombie risultano realizzati in modo abbastanza grezzo, poco dettagliato e animati in modo un po’ grossolano. Decisamente meglio la cura riposta in alcuni oggetti e negli scenari. Nonostante ciò, il titolo ha un’estetica abbastanza anonima che non lo aiuta a emergere esteticamente dal catalogo dei suoi stessi congeneri.</p>



<p>Da segnalare qualche <strong>bug</strong> legato alle mansioni automatiche dei dipendenti assunti che non sempre scattano quando e come dovrebbero. Altro problema gli zombie… alcuni hanno un effetto “a ripetizione” quando abbattuti faticando a sparire dallo schermo mentre altri procedono letteralmente a scatti. Presenti anche problemini di compenetrazione mentre la gestione degli strumenti con tanto di anello, richiede un po’ di pratica ma non è così problematico come può sembrare.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza ciclico, adeguandosi quindi con coerenza all’esperienza stessa. Ciclica di suo. nonostante ciò, difficilmente diventa ridondante o fastidiosa. Buoni alcuni effetti sonori. Manca però la cura alla tensione. Banalmente, affrontare le orde di zombie è una mansione come un’altra e non un momento “horror”. Infine, da segnalare l’apprezzata presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> che, nonostante qualche piccolo errore, aiutano non poco a vivere al meglio l’esperienza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/blue-reflection-quartet-recensione-per-ps-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato daKoei Tecmo Games, Blue Reflection Quartet è una collection di quattro titoli che ripercorrono la saga di Blue Reflection. Nel dettaglio si tratta di due remastered e due titoli inediti che provengono da due specifici prodotti: una serie anime e un mobile games. Noi abbiamo vissuto la raccolta completa su PlayStation 5 [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da<strong>Koei Tecmo Games</strong>, Blue Reflection Quartet è una collection di quattro titoli che ripercorrono la saga di Blue Reflection. Nel dettaglio si tratta di due remastered e due titoli inediti che provengono da due specifici prodotti: una serie anime e un mobile games. Noi abbiamo vissuto la raccolta completa su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Blue Reflection Quartet - Announcement Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/cgJHujvxg0s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Blue Reflection Quartet quattro titoli per un’unica saga</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Blue Reflection Quartet, è bene approfondire di che cosa si tratta. Il gioco in esame è una raccolta di quattro titoli di cui <strong>due “inediti” e due remastered</strong>. Blue Reflection è il capostipite ed è la prima remastered nonché il primo titolo da cui suggeriamo di iniziare per godere appieno e nel modo cronologicamente corretto l’intera saga qui raccolta. Il primo capitolo risale al 2017 ed è quello che ha dato inizio alla nuova saga firmata <strong>Gust </strong>che, per chi non lo sapesse, sono gli stessi dietro la longevissima serie di Atelier.</p>



<p>Il secondo titolo da giocare della <strong>raccolta </strong>di Blue Reflection Quartet è invece un inedito: <strong>Blue Reflection: Ray</strong>. In realtà, il prodotto originale era una serie anime del 2021, creata come prodotto parallelo con l’intenzione di espandere l’universo della saga. Qui, diventa un videogioco inedito, dalla durata modesta e incentrato sempre su quanto visto nell’anime seppur in modo leggermente più interattivo. Un gioco narrativo a cui sono stati aggiunti elementi inediti per collegarli al meglio agli altri capitoli e, nel dettaglio, parliamo di prologo ed epilogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561435" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il terzo titolo del pacchetto è anch’esso un inedito, seppur in parte, ed è <strong>Blue Reflection: Sun</strong>. Originariamente pubblicato nel 2023, il titolo era inizialmente un prodotto per dispositivi mobile con schemi da gatcha e un’impronta narrativa non proprio accentuata. Qui, invece, il titolo è stato completamente rivisitato sfruttando quanto fatto da Blue Reflection: Second Light. Il risultato finale è un prodotto praticamente nuovo e completo che si infila in modo decisamente più coerente e fluido tra gli altri capitoli, completandosi a vicenda.</p>



<p>L’ultimo nonché quarto titolo della raccolta è il già citato <strong>Blue Reflection: Second Light</strong>. Si tratta del sequel ufficiale del primo Blue Reflection e risale al 2021. Inoltre, come avrai potuto intuire, è anche la seconda remastered della raccolta ed è, tra le due, quella conservata meglio risultando ancora abbastanza moderna per struttura e meccaniche. Ecco, questi quattro titoli forniscono una visione complessiva e ampia di un’intera saga con un quantitativo di ore e contenuti decisamente elevato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-456-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561434" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ma di cosa parla Blue Reflection Quartet? Partiamo dal primo capitolo. Blue Reflection ci introduce subito in quello che è una sorta di <a href="https://www.icrewplay.com/persona-5-royal-si-anche-lui-riesce-a-far-girare-doom/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Persona</a>, sì il jrpg di Atlus, versione soft e tutto prevalentemente al femminile. Qui i sentimenti hanno un ruolo essenziale e anche qui esiste un mondo “altro”, denominato <strong>Common</strong>, dove le nostre protagoniste affrontano stravaganti esseri indossando tutine alla <strong>Sailor Moon</strong>, con tanto di scenette luminose delle relative trasformazioni.</p>



<p>Non solo, Blue Reflection Quartet è anche una saga dotata di un certo <strong>fan service </strong>elemento che, nel bene e nel male, fornisce un’identità extra al titolo rendendolo anche più umoristico e leggero nonostante alcune tematiche di tutto rispetto. Tra queste ultime emerge la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo, la depressione, le difficoltà a socializzare, il peso di relativi sentimenti mal trattati nel tempo, rapporti familiari, legami d’amicizia e d’amore e tanto, tanto altro. Una rosa di argomenti che creano delle narrazioni lineari ed efficaci.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-7546-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561433" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il già citato fan service serve a smorzare ma anche ad evidenziare determinati elementi che potrebbero non piacere a tutti. Basti pensare che, ad esempio, la protagonista iniziale ha tra le opzioni di “fine giornata” quella di immergersi in vasca. Ecco, non si vede assolutamente niente ma è evidente che è un’attività quasi fine a se stessa. A queste si aggiungono poi delle scenette del tutto <strong>opzionali</strong>, dove fa vedere come interagiscono le ragazze tra loro negli spogliatoi o sotto le docce.</p>



<p>Perché stiamo facendo questa parentesi sul fan service? Semplice: Blue Reflection Quartet è stato <strong>censurato</strong>. Specifichiamo: i titoli originali non mostravano alcunché di osceno dando comunque spazio a situazioni anche abbastanza discutibili. In Blue Reflection Quartet le suddette situazioni sono rimaste ma la messa in scena è stata ulteriormente e inspiegabilmente censurata. Ecco quindi sbucare asciugamani extra, inquadrature più strette e acqua decisamente meno trasparente per coprire qualsivoglia formosità.</p>



<p>Una cura abbastanza eccessiva che, seppur giustificata dagli autori per adeguarsi ai “moderni standard” smorza un po&#8217; l’originalità del titolo rendendo quelle scene ancora più ininfluenti. Detto ciò, il filone narrativo dei quattro titoli del gioco si incentra, come accennato, su problemi e &#8220;magia&#8221; ma non solo. Le <strong>Reflector</strong>, ossia coloro in grado di muoversi tra i due mondi sfruttando determinati poteri, sono al centro delle <strong>storie </strong>che a loro volta plasmano un unicum in grado sì di coinvolgere ma restando comunque distanti dalla complessità di determinati congeneri. Ciò non toglie che sapranno catturarti nel loro universo grazie anche a un buon umorismo e a una leggerezza di fondo che non fa mai male.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-3465-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561432" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gioco di ruolo standard ma coinvolgente</h2>



<p>Blue Reflection Quartet è essenzialmente un <strong>gioco di ruolo in 3D</strong> con combattimenti a turni discretamente classici e un’esplorazione abbastanza ridotta. Ad esclusione di Ray, che è un capitolo prettamente narrativo, gli altri tre titoli mixano diversi elementi. Il primo Blue Reflection vira spesso a favore della narrazione, con alcune lungaggini evidenti e fini a se stesse, e dialoghi quasi da visual novel. D’altronde il titolo richiama ancora una volta Persona nello scandire i suoi momenti ludici.</p>



<p>Sia chiaro,<strong> non c’è un calendario </strong>e non ci sono scadenze, ma anche qui è importante relazionarsi con gli altri protagonisti quando si è nel mondo reale. Che sia andare in giro, svolgere missioni secondarie o quant’altro, esiste un valore affettivo crescente che a sua volta permette di sbloccare punti esperienza con cui livellare le nostre Reflector. Sì,perché non esiste l’esperienza standard ma i nemici possono invece rilasciare del materiale con cui eseguire del semplice crafting.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-475745-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561430" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Quest’ultimo serve a potenziare le <strong>skill </strong>delle Reflector e le loro abilità passive. Queste ultime sono legate alle co-protagoniste, personaggi di valore ma che non entrano direttamente sul campo. Inoltre, anche qui come in Persona, i combattimenti si svolgono in un altro mondo dove le nostre protagoniste si armano e si preparano a esplorare mondi surreali ma dalle dimensioni abbastanza ridotte, soprattutto nel primo capitolo.</p>



<p>I <strong>dungeon</strong>, infatti, non sono particolarmente ispirati e generalmente servono a farci raccogliere un determinato numero di elementi o a eliminare un dato numero di nemici. Che poi sono anche alcune delle richieste delle missioni secondarie. Una volta combattuto, si ritorna nel mondo reale dove la narrazione procede. Nel tempo libero, invece, potremo decidere eventualmente come eseguire le missioni opzionali o se dedicarci ad approfondire i legami con altri personaggi.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda gli interventi <strong>tecnici</strong>, nel caso delle due remastered non sono molto invadenti. Sì, il personaggio ora si muove più velocemente smorzando i tempi morti ma, soprattutto per il primo capitolo, permangono diversi caricamenti al passaggio da una zona all’altra. Da segnalare anche un solo singolo crash avvenuto sempre nell’esperienza col primo titolo. Per gli altri tre, salvo qualche fugace rallentamento in Ray, non abbiamo riscontrato problemi che possano inficiare l’esperienza generale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-3-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 3" class="wp-image-560297" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, il lavoro svolto sui quattro titoli è abbastanza gradevole. Il primo titolo, ancora una volta, è quello che ne esce più sottotono a causa di texture non proprio curatissime e a qualche animazione abbastanza legnosa. Second Light, invece, è invecchiato molto bene portando con sé l’inedito Sun che ne giova in quasi tutto. Molto buona l’interfaccia, decisamente fresca e moderna, oltre che intuitiva.</p>



<p>Molto apprezzata anche una sorta di mega glossario che si auto aggiorna man mano che si esplorano le quattro avventure e che fornisce una summa di tutta la saga. Il <strong>sonoro </strong>si conferma molto curato, oltre che vario. A sonorità leggere e poetiche, in linea con la magia promossa dalla saga, si alternano altre più ritmiche che ben si insinuano nei momenti più opportuni. Positivo anche il doppiaggio in lingua giapponese, decisamente credibile e vario mentre ci spiace confermare la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong> di cui sono assenti anche i sottotitoli. Una mancanza di cui tener conto considerando la mole di testo che ci attende.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/truxton-extreme-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Tatsujin e pubblicato da Clear River Games, Truxton Extreme è uno shoot’em up a scorrimento verticale arcade in 3D e fortemente nostalgico. Si tratta a tutti gli effetti di un grande e inaspettato ritorno che saprà fare la gioia dei cultori del genere e, allo stesso tempo, intrigare i neofiti a patto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Tatsujin </strong>e pubblicato da <strong>Clear River Games</strong>, Truxton Extreme è uno shoot’em up a scorrimento verticale <a href="https://www.icrewplay.com/toaplan-arcade-collection-vol-1-2-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arcade </a>in 3D e fortemente nostalgico. Si tratta a tutti gli effetti di un grande e inaspettato ritorno che saprà fare la gioia dei cultori del genere e, allo stesso tempo, intrigare i neofiti a patto di accettare alcuni compromessi. Noi ci siamo dati alle battaglie spaziali su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la<strong> nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Truxton Extreme - Release Date Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/HHKHAeqwXdc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Truxton Extreme a tutta fantascienza!</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Truxton Extreme, è bene fare un viaggio nel tempo e riscoprire le origini di questa saga. Il primo titolo, <strong>Truxton</strong>, o Tatsujin in Giappone, risale al <strong>1988 </strong>e porta il titolo tra gli sparatutto arcade in 2D facendolo risaltare soprattutto per la difficoltà. Successivamente, il titolo è stato poi convertito per console con tanto di sequel, Truxton 2, datato 1992. Da allora, la serie è poi sparita dai radar.</p>



<p>Fino a oggi. Truxton Extreme recupera quasi fedelmente il <strong>lavoro originale</strong> e ci regala un capitolo inedito e ambizioso, un <strong>reboot </strong>a tutti gli effetti. L’ambizione è da localizzare nella volontà di proporsi tanto ai nostalgici ed esperti del genere quanto ai neofiti e quindi meno esperti. Ebbene, il titolo riesce a metà nei suoi intenti come scopriremo dettagliatamente nei prossimi paragrafi. Tornando alla narrazione, qui abbiamo una prima sorpresa: esiste una modalità storia e c’è una vera e propria narrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560881" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sia chiaro, questa non stupisce più di tanto ma, d’altronde, gli sparattutto arcade non sono proprio famosi per la storia… e anzi, questa spinta narrativa è apprezzabile a prescindere dall’intreccio e dalla sua complessità. Inoltre, per essere precisi, Truxton Extreme ha ben tre campagne con tre diversi protagonisti. I soggetti in questione hanno tutti qualcosa in comune: sono dei <strong>Tatsujin</strong> e sono pronti a tutto per difendere la Terra dall’invasore di turno.</p>



<p>Cos’è un Tatsujin? Si tratta di un ex umano diventato <strong>androide</strong>, una sorta di eroe della patria pronto ad affrontare al meglio lo spazio con tutta una serie di upgrade che lo aiuteranno ad affrontare una missione dove la morte è perennemente dietro l’angolo. Ecco, l’abbandono dell’umanità e l’allontanamento seppur volontario dalle proprie famiglie, porta per ogni personaggio una serie di drammi che, seppur non molto approfonditi, sono comunque apprezzati.</p>



<p>Anche la modalità con cui la storia viene somministrata è molto <strong>interessante</strong>. Parliamo di tre linee narrative distinte con specifico protagonista che potrai affrontare a tuo piacimento. Ognuna di esse ha un suo protagonista e le storie vengono mostrate su schermo con l’escamotage del <strong>fumetto </strong>animato. Piccole scene con baloon che riescono ad appagare e soddisfare oltre a risultare discretamente fedeli con l’atmosfera del titolo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-67-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560880" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Severo ma con tante soddisfazioni</h2>



<p>Truxton Extreme è uno <strong>sparatutto a scorrimento verticale </strong>old school in 3D e con visuale isometrica. Un titolo fortemente ancorato alla sua anima arcade e che non fa sconti per nessuno. Sì, c’è un’inedita modalità introduttiva con cui i neofiti potranno approcciarsi al gioco affrontando un livello con tutta una serie di vantaggi. Un assaggio molto easy delle meccaniche con una curva lenta ma in grado di addestrare le nuove leve. Ironicamente basta giocare questo per sapere se Truxton Extreme è o meno nelle tue corde.</p>



<p>Questo perché la <strong>campagna </strong>vera e propria, così come la modalità arcade purificata da qualsivoglia narrazione, non fanno sconti a nessuno. Il titolo è fieramente difficile. Un colpo e muori e perdi tutti gli upgrade raccolti fin’ora. Questo si traduce in un’esperienza complessivamente breve ma la cui durata è alimentata da run su run dove ogni sconfitta ti spinge a far meglio, a memorizzare determinati asset nemici o ostacoli ambientali e a cercare sempre di fare meglio con uno sguardo fisso sul punteggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-754674-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560878" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tornano i <strong>power up </strong>legati per velocità e potenza d’attacco da accumulare così come potrai padroneggiare diverse tipologie di armi che si traducono sia in diversi colori ma anche in diversi range. Da armi che focalizzano il fuoco in un solo punto ad altre semi automatiche. Capire quale equipaggiare e quando spinge anche a posizionarsi in determinate aree di gioco della mappa e ad affrontare i nemici in svariati modi, soprattutto i <strong>boss</strong>. Questi ultimi, spesso aggravati da checkpoint non proprio vicini, possono dar vita a una bella frustrazione.</p>



<p>Frustrazione non per tutti, ovviamente. Il <strong>neofita </strong>potrebbe arrendersi prima del tempo e sarebbe un peccato. Questo perché Truxton Extreme vive di questa difficoltà e vuole spingerti a fare meglio in quanto di per sé, il gioco non è mai ingiusto. Anzi, l’eliminazione delle barre laterali, elemento che potrebbe non piacere ai puristi del genere, offre occasioni di movimento nuove con spazio extra da poter sfruttare per sfuggire all’inevitabile<strong> pioggia di fuoco nemica</strong>. </p>



<p>Oltre a storia ed arcade, è presente una modalità <strong>team </strong>per co-op con vite e punteggi condivisi per devastare il nemico in compagnia, una modalità <strong>Arena </strong>con sfide inedite incentrate sempre sull’accumulo di punteggi e un tutorial discretamente esaustivo. Anche se, come detto, per padroneggiare davvero Truxton Extreme dovrai affrontarlo a muso duro, ancora e ancora. Un’esperienza hardcore, naturalmente di nicchia ma in grado di regalare tante soddisfazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-87-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560875" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Truxton Extreme introduce un 3D inedito per la saga di riferimento e, come per lo schermo “pieno”, anche questo potrebbe far storcere il naso ai puristi. In tutta sincerità, salvo alcuni specifici elementi, l’impatto generale offerto dal mondo di gioco è godibile e ricerca una certa modernità tenendo però sapientemente lontana dal “realismo”. Insomma, funziona ma ci si deve un po’ abituare. Molto apprezzato, invece, lo stile fumettoso per la narrazione.</p>



<p>Per quanto riguarda il <em>sonoro</em>, questi recupera furbescamente le sonorità originali rimescolandole, modernizzandole e remixandole in vari modi. L’effetto nostalgia e modernità qui si incontrano e scontrano di continuo con un risultato finale positivo e appagante, oltre che galvanizzante. Infine, e purtroppo, tocca segnalare la totale<strong> assenza della lingua italiana</strong> anche se i fumetti della storia non sono mai eccessivamente verbosi o complessi da comprendere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The King is Watching, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-king-is-watching-recensione-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Hypnohead e pubblicato da tinyBuild, The King is Watching è un singolare roguelite kingdom builder che si focalizza intorno a un’idea semplice ma originale e ingegnose: le nostre risorse, ossia i nostri amabili cittadini, lavorano unicamente quando li guardiamo. Ebbene sì, in The King is Watching noi saremo il re e per riuscire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Hypnohead </strong>e pubblicato da <strong>tinyBuild</strong>, The King is Watching è un singolare <a href="https://www.icrewplay.com/top-10-roguelite-action/ù" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelite </a>kingdom builder che si focalizza intorno a un’idea semplice ma originale e ingegnose: le nostre risorse, ossia i nostri amabili cittadini, lavorano unicamente quando li guardiamo. Ebbene sì, in The King is Watching noi saremo il re e per riuscire a progredire dovremo saper chi osservare, quando e quanto. Una sfida che abbiamo accettato su<a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The King Is Watching - Official Console Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/fV20u9LLxd0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">The King is Watching quando il gatto non c’è, i topi ballano</h2>



<p>O sarebbe meglio dire: quando il gatto non guarda, i topi ballano! E in effetti, The King is Watching punta tutto se stesso sul titolo stesso. Il concetto è semplicissimo: <strong>ogni cittadino, qualsiasi sia il suo ruolo, agirà solo se osservato dal re di turno</strong>, ossia noi. Tutto qua. Il nostro sguardo diventa quindi il vero protagonista dell’intera vicenda, responsabile del lavoro, dell’accumulo di risorse e del loro investimento a cui consegue tutta la strategia e l’eventuale ampliamento del reame stesso o del suo possibile crollo e conseguente disfatta.</p>



<p>Ogni run di gioco, una dopo l’altra, sono un continuo <strong>evolversi </strong>di questa meccanica, un rimettersi in gioco ristudiando la strategia, la mappatura e quindi la composizione del proprio regno con conseguenti attività e mansioni dei singoli riquadri da impiegare e che vedremo, sono parte attiva del gioco. Perché molto di quello che avviene su schermo è automatizzato, inclusi gli scontri contro i crudeli goblin che non tarderanno ad arrivare a orde lungo i nostri confini cercando di abbattere le nostre difese e invadere le nostre preziose terre. Insomma, come puoi vedere, è molto semplice come meccanica ed elementi eppure può offrire ore e ore di sana competizione e sì, crea assuefazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recension-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561095" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Detto ciò, il <strong>lato narrativo</strong> di The King is Watching non sorprende granché anche perché, essenzialmente, è una sorta di fumosa cornice. La storia è più visiva che scritta e il tutorial stesso si focalizza essenzialmente su come si gioca, dando poco spazio e cura al contesto narrativo. A conti fatti ci sono elementi semplici e generici: un re, il suo regno e l’esercito invasore di turno (abbiamo citato i goblin ma il bestiario è variegato e non mancheranno i boss). A ciò si sovrappone una sorta di metafora che vede il sovrano assoluto in costante vigilanza sul suo popolo che agisce meccanicamente al suo sguardo lavorando ripetutamente e costantemente.</p>



<p>Ed è un solo sguardo di troppo nel punto sbagliato che può ironicamente scrivere una storia dal mancato lieto fine costringendoci a ricominciare per l’ennesima volta. E che dire dei vari sovrani? tutti diversi, tutti con un proprio stile estetico singolare e buffo, esagerato, come è esagerata e inquietante la cover stesso del gioco. E tornando ai sovrani, questi spiccano anche per i propri singolari poteri che li differenziano anche strategicamente riplasmando quasi interamente il modo di giocare in termini di <strong>gestione </strong>di risorse e aree di gioco. Detto ciò, è tempo di scoprire come si gioca a The King is Watching!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-6-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561093" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Guarda e impara</h2>



<p>The King is Watching è un <strong>roguelite in 2D che mixa elementi da gestionale e tower defense con tanto di city builder</strong>, il tutto richiedendo una costante elaborazione di strategie a più livelli. Innanzitutto, il nostro regno è un insieme di quadrati 4&#215;4 in cui potremo posizionare diverse tipologie di aree che a loro volta possono produrre e/o utilizzare uno o più materiali. Banalmente, il riquadro foresta, ci fornirà il materiale del legno. Ovviamente… tali materiali saranno ottenuti solo quando guarderemo quella zona, attivando i cittadini e quindi le loro mansioni.</p>



<p>Per comprendere e gestire le <strong>zone “guardate” dal re</strong>, il titolo utilizza una sorta di cornice che inizialmente coinvolge tre riquadri. Tale cornice potrai muoverla manualmente all’interno del nostro regno. Da segnalare che il 4&#215;4 iniziale è temporaneo visto che lungo i confini ci sono altre caselle con dimore fastose che, col tempo, potrai anche provare a rimuovere per avere nuovi spazi da sfruttare e ampliare così le nostre risorse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561094" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Come detto, infatti, ogni quadrato è un potenziale luogo di <strong>materiali </strong>ma non solo. Esistono costruzioni che forniscono guerrieri essenziali per difenderci dagli eserciti invasori. Sta così a noi decidere cosa costruire e dove, tenendo in considerazione la portata del raggio visivo del re. Nel corso della partita, dovremo poi decidere quanto guardare una zona in base a ciò che ci serve produrre in vista della linea “temporale” di attacco. In alcuni casi, inoltre, potremo anche decidere noi che nemici affrontare tenendo in considerazione che nemici più forti danno ricompense migliori.</p>



<p>Da tenere in considerazione anche <strong>l’intervento diretto del re </strong>di turno con magie e/o abilità di vario genere che potenziano e ampliano ulteriormente le possibilità strategiche del gioco a cui si sommano ancora anche tutti gli upgrade passivi e stabili che potremo sbloccare di run in run. Sì, perché dopo ogni partita, in base al tempo accumulato prima della disfatta, otterremo una particolare valuta che potremo investire nell’hub centrale, ottenendo varie tipologie di bonus utili per affrontare al meglio le successive run. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-233-1024x576.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561091" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il senso di <strong>progressione </strong>è però molto “lento” e può capitare di dover vivere innumerevoli run prima di poter concretamente raggiungere un nuovo boss, tra l’altro portatori di valute essenziali e “uniche” con cui poter sbloccare ulteriori, influenti e concreti vantaggi. Insomma, l’effetto assuefazione è garantito grazie a meccaniche semplici ma da non sottovalutare. Purtroppo però, la natura da PC del titolo emerge molto in questa trasposizione.</p>



<p>Essenzialmente, infatti, The King is Watching è un gioco basato su interfacce. Il nostro compito è spostare il <strong>riquadro “visivo”</strong>, selezionare caselle, posizionarle, spostarle, sostituirle, investire in nuove risorse, selezionare magie e power up, insomma, tutte attività da “punta e clicca”. Ebbene, nella versione console il cursore non c’è, o meglio, c&#8217;è la possibilità di farlo apparire tramite touchpad ma è molto scoordinato e difficile da controllare, sono state però inserite scorciatoie coi tasti dorsali che vanno a includere i vari quadri di comando. Il sistema però è decisamente poco intuitivo e scomodo e può comportare, soprattutto nelle prime partite, diversi errori.</p>



<p>D’altronde, è un titolo che richiede una certa <strong>frenesia</strong>, soprattutto nelle situazioni più critiche e imbrogliarsi coi comandi può dar vita a una certa frustrazione e far perdere secondi preziosi. Sia chiaro, non è impossibile da giocare ma richiede una certa abitudine che si costruisce col tempo e rimane comunque decisamente meno intuitivo e pratico rispetto alla controparte PC.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-46-1024x576.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561090" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, il titolo regala una pixel art abbastanza minimal e standard ma perfettamente coerente con la filosofia del titolo: poco ma funzionante. Da segnalare il delizioso e iconico character design dei vari re, decisamente buffi e grotteschi mentre quanto avviene su schermo non brilla per dettagli e identità ma dona il giusto feedback all’esperienza. L’interfaccia di gioco è parte integrante del sistema di gioco e nonostante un gran quantitativo di elementi, si arriva ad apprezzarla nella sua complessità.&nbsp;</p>



<p>Buone le animazioni, semplici ma cartoonesche e in grado di dar vita ai personaggi e alle strutture su schermo. Il <strong>sonoro </strong>è anch’esso in linea e coerente con le atmosfere proposte. Nulla di eclatante o memorabile ma si conferma un orecchiabile accompagnatore nonostante qualche piccola ripetizione. Da segnalare, invece, la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong>. Una mancanza che si sente anche al netto della gran mole di altre lingue incluse.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/two-point-hospital-collection-in-arrivo-il-16-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Annunciata nei scorsi giorni da Sega e Two Point Studios è in arrivo su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 la Two Point Hospital: Full Health Collection, che includerà il famoso simulatore di gestione ospedaliera insieme a tutti i suoi contenuti aggiuntivi scaricabili. La Collection sarà prima disponibile in formato digitale il 16 settembre, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Annunciata nei scorsi giorni da Sega e Two Point Studios è in arrivo su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 la <a href="https://store.steampowered.com/app/535930/Two_Point_Hospital/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/535930/Two_Point_Hospital/" target="_blank" rel="noopener">Two Point Hospital</a>: Full Health Collection, che includerà il famoso simulatore di gestione ospedaliera insieme a tutti i suoi contenuti aggiuntivi scaricabili. La Collection sarà prima disponibile in formato digitale il 16 settembre, mentre è prevista una edizione fisica dal 6 novembre.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Two Point Hospital: Full Health Collection - Trailer di presentazione" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/mFlh-gRYs3I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di annuncio</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Vita in ospedale</h2>



<p><strong>Il gioco mette davanti al giocatore la possibilità di trasformare l&#8217;ospedale di Two Point County nella struttura sanitaria più bella e più funzionale in circolazione.</strong> Sarà necessario curare strane malattie, gestire uno staff problematico e costruire strutture mediche all&#8217;avanguardia dove prendersi cura dei pazienti più vari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-1-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 1" class="wp-image-561210" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La vita a Two Point County</h3>



<p>Per tutti quelli che approcciano alla prima volta al mondo di Two Point è importante sapere che <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Two+Point+Hospital" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Two+Point+Hospital">Two Point Hospital</a> è il gioco da cui è partito tutto. <strong>Il mondo di Two Point County negli anni successivi ha poi dato i natali ad altri giochi inseriti nella stessa ambientazione come Two Point Campus, in cui si era chiamati a gestire un campus universitario e Two Point Museum, in cui in qualità di direttore di un museo si doveva gestire l&#8217;intera struttura per cercare di riportarla all&#8217;interesse della comunità.</strong> Come sa bene chiunque abbia giocato a questi giochi(compreso il sottoscritto) gli abitanti di Two Point County non sono i classici png e spesso all&#8217;interno dei giochi si creavano divertenti situazioni da dover gestire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-2-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 2" class="wp-image-561211" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Tantissimi contenuti per il vostro ospedale</h3>



<p>L&#8217;obbiettivo principale di Two Point Hospital è creare un&#8217;ospedale secondo i propri gusti e stando attenti a soddisfare i bisogni dei propri pazienti. Sarà fondamentale progettare le giuste strutture per curare le diverse malattie che compariranno durante il gioco e assumere nuovi dottori specializzati nei vari campi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Una pioggia di contenuti:</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Two Point Hospital</li>



<li>Culture Shock</li>



<li>Fancy Dress Pack</li>



<li>A Stich in Time</li>



<li>Close Encounters</li>



<li>Retro Item Pack</li>



<li>Off The Grid</li>



<li>Speedy Recovery</li>



<li>Two Point Hospital Bonus Campus Items</li>



<li>Two Point Hospital: SEGA 60th Items</li>



<li>Two Point Hospital: Free Zombie Costume</li>



<li>Two Point Hospital Hospital Pass(Golden Toilet)</li>



<li>Two Point Hospital: Jingle Jam(da Humble Bundle)</li>



<li>Two Point Hospital: Convention-al Rug(da Twitch, varianti Venus e Violet)</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-3-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 3" class="wp-image-561213" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Partire dalle basi</h3>



<p><strong>Il giocatore dovrò costruire il proprio ospedale da zero, per fortuna però la vasta scelta di risorse e strutture permetterà in breve tempo di mettere in piazza tutta una serie di contenuti utili al proprio lavoro.</strong> Allestire la reception, costruire i vari reparti e la farmacia interna, e in ultimo ma fondamentale costruire i bagni ovunque siano necessari. Sfruttare al meglio le risorse a propria disposizione sarà fondamentale per far prosperare il proprio ospedale. Focalizzarsi sulla ricerca di nuove cure, lo sviluppo di nuovi macchinari avrà un&#8217;impatto importante sulla soddisfazione dei pazienti e l&#8217;attenzione al personale invece manterrà alto il morale e l&#8217;andamento del proprio ospedale.</p>



<p><strong>Ogni reparto dell&#8217;ospedale infatti ha bisogni di medici, infermieri, assistenti e addetti alle pulizie.</strong> Una volta assunti i dipendenti sarò necessario assicurarsi di mantenere alto il loro morale allestendo sale relax e soddisfacendo i loro bisogni. Se il loro morale calerà troppo potrebbero addirittura decidere di licenziarsi.</p>



<p><strong>Come già ribadito qualche riga più alto, anche i pazienti non sono i soliti e regolari pazienti di routine, in questo mondo infatti sarà possibile imbattersi in malattie strane e impossibili. </strong>Casi di &#8220;vertigini&#8221; in cui la testa del paziente diventa una lampadina, in quel caso basterà svitarla e lasciarli andare. Anche la preparazione è fondamentale. <strong>Diagnosticare la giusta malattia, costruire la stanza adatta per curarla e assumere il personale qualificato per gestire il decorso sono tutti step necessari per assicurarsi la buona riuscita del lavoro.</strong> Di tanto in tanto però potrebbe scoppiare una pandemia(nello stile che contraddistingue la serie) e come amministratore ospedaliero sarà necessario essere pronto a gestire qualsiasi situazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-4-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 4" class="wp-image-561214" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Porta al successo il tuo ospedale</h3>



<p>Il Ministero della Salute di Two Point assegna stelle agli ospedali che soddisfano le esigenze di ogni regione. Ogni stella fa guadagnare ricompense, miglioramenti alle strutture e nuovi ospedali da costruire. Una volta che un ospedale è sulla buona strada per il successo infatti si sbloccheranno nuovi ospedali e nuove regioni. <strong>Ogni regione avrà le sue malattie e tutta una nuova serie di interessanti sfide. Sarà necessario fare del proprio meglio per prendersi cura dei propri pazienti e curare le attività mentre l&#8217;organizzazione si espande.</strong></p>



<p><strong>Questa nuova Collection sembra essere il tassello che mancava a tutti quei fan che negli anni magari si erano un pò allontanati dal brand, magari perché distratti dagli altri giochi della casa di produzione. </strong>Con ogni suo gioco infatti Two Point Studios è riuscita a regalarci un mondo in costante espansione che non ha mai deluso il giocatore. Questa volta con questa ricchissima raccolta ci prepara ad un ritorno in grande stile li dove tutto è cominciato.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CULTIC, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/cultic-recensione-sparatutto-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Jasozz Games e pubblicato da 3d Realms in sinergia con Atari, CULTIC è uno sparatutto in prima persona 3D che richiama i capisaldi del genere irrompendo, tra l’altro, con uno stile decisamente old school e fortemente nostalgico. Insomma, un retro FPS. Quella per console, inoltre, è l’edizione definitiva e completa della saga, comprendendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Jasozz Games</strong> e pubblicato da 3d Realms in sinergia con Atari, CULTIC è uno sparatutto in prima persona 3D che richiama i capisaldi del genere irrompendo, tra l’altro, con uno stile decisamente old school e fortemente nostalgico. Insomma, un retro FPS. Quella per console, inoltre, è l’edizione definitiva e completa della saga, comprendendo il primo e secondo capitolo in un unico lotto. Noi abbiamo affrontato una misteriosa setta su <a href="https://direct.playstation.com/it-it+" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Cultic - Official Console Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/owJbB1DK3Eg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">CULTIC solo tra pazzi omicidi&nbsp;</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di CULTIC è bene specificare di che si tratta questo che, a conti fatti, è una sorta di <strong>collection</strong>. Prima di tutto, bisogna ricordare che il titolo è stato sviluppato da un’unica persona:<strong> Jason Smith</strong>. Inoltre, questa in esame è la trasposizione ufficiale per console di un titolo inizialmente pubblicato per PC nel corso del 2022. E ancora, parliamo di un gioco nativamente diviso in due giochi: Capitolo uno e Capitolo due. Il secondo è stato pubblicato nel 2025 e, oltre che ovviamente più moderno, risulta anche quello più sperimentale.</p>



<p>Detto ciò, il CULTIC qui in esame e disponibile per <strong>console</strong>, presenta entrambi i capitoli risultando esaustivo e completo. Venendo ora alla trama, questa non sorprende per complessità ma è un ottimo collante alle inevitabili stragi che andremo a compiere su schermo. Il <strong>protagonista </strong>delle vicende è un anonimo detective che sta svolgendo delle indagini con tanto di bacheca sovraccarica di prove, percorsi, indizi, foto e articoli di vario genere. Ci sono persone scomparse e sembra che abbiamo finalmente trovato una pista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-87-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560907" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Purtroppo per noi, tale pista inizia nel peggiore dei modi. Una volta sui resti del manicomio di New Grandewel, veniamo subito accolti da uomini armati a cui segue una schermata buia. Pochi secondi e ci ritroviamo in una fossa piena di cadaveri. Siamo ancora vivi e siamo stracolmi di <strong>rabbia</strong>. Liberi da ogni regola, non ci resta che irrompere in quella che si rivela essere una setta di <strong>cultisti </strong>fuori di testa, dilaniando le loro carni a suon di ascia o crivellandoli con le numerose bocche da fuoco di cui entreremo in possesso. </p>



<p>Come anticipato, CULTIC non brilla per<strong> profondità narrativa</strong> ma quanto racconta basta e soddisfa per continuare la nostra videoludica mattanza. Ma per i più curiosi, non mancano documenti e approfondimenti di vario genere che offrono diversi punti di vista e una sorta di lore di quel culto che da anche il titolo al gioco stesso. Dobbiamo anche evidenziare come i due capitoli siano strettamente connessi col primo che termina in modo volutamente aperto per dar spazio e respiro al sequel nonché atto conclusivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-6547-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560906" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sparare con gioia</h2>



<p>CULTIC è uno <strong>sparatutto in prima persona che mixa 2D e 3D</strong> con un aspetto volutamente e marcatamente <strong>retrò</strong>. C’è anche da dire che se il primo capitolo, nonostante aree abbastanza aperte, risulta discretamente lineare, il secondo è invece molto più ampio e dispersivo, con una natura quasi sperimentale che potrebbe non soddisfare tutti i palati, soprattutto perché si allontana un po’ dal modello retrò cui si ispira. Per dare dei palesi nomi, il gioco richiama ovviamente Blood ma anche titoli del calibro di <a href="https://www.icrewplay.com/doom-the-dark-ages-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DOOM </a>e Quake, oltre che di Duke Nukem 3D.</p>



<p>Detto ciò, tra gli elementi migliori di CULTIC c’è senza alcun dubbio il <strong>gunplay</strong>. Sparare contro orde di cultisti e creature mostruose di vario genere regala una soddisfazione multipla. Sia ludica che estetica ma anche nostalgica. Il feedback è immediato, credibile, fluido e appagante. Ogni arma ha una sua utilità e ogni proiettile deve essere dosato come si deve. Questo soprattutto nel secondo capitolo dove il numero di nemici e la difficoltà nel gestirli aumenta di molto, creando un divario di difficoltà e accessibilità tra i due titoli abbastanza ampio seppur mai invalicabile.</p>



<p>Da segnalare che oltre alle <strong>armi da fuoco</strong>, tra l’altro tutte potenziabili, c’è anche un’ascia. La nostra arma ravvicinata non scherza. Fa un male cane se ben utilizzata e fornisce anche la possibilità di essere scagliata e anche eventualmente raccolta di nuovo, se la si raggiunge e scova in tempo. Non per niente, potremo portar con noi fino a dieci asce, fornendo a quest’arma un ruolo di vitale importanza al pari delle bocche da fuoco che dovremo recuperare in giro per i livelli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-6457-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560905" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Questi ultimi sono ben congegnati, discretamente vari e sempre più ampi e labirintici, soprattutto nel secondo capitolo. <strong>Girovagare </strong>in CULTIC ha un’utilità che non è solo quello di apprezzare il level design ma anche di scovare <strong>segreti</strong>, power up, energia extra e munizioni aggiuntive con cui poter affrontare al meglio il percorso principale. Questo perché CULTIC non è un titolo da prendere alla leggere, anche a seconda della difficoltà che deciderai di settare a inizio partita e sì, il livello di difficoltà più ampio sa regalare sfide di tutto rispetto. </p>



<p>Il <strong>ritmo di gioco</strong> è prevalentemente frenetico ma non mancano anche sezioni più pacate e quasi horror per atmosfera e lentezza. E questa sorta di variazione che ha il retrogusto di sperimentazione  esplode soprattutto nel secondo capitolo del gioco. Se il primo CULTIC è abbastanza breve, discretamente lineare e prevedibile, con scenari anche cromaticamente simili tra loro ma che comunque riesce a rievocare con successo i classici di riferimento, il secondo si allarga enormemente in tutti i sensi.</p>



<p>Le <strong>aree </strong>si ampliano in modo anche esagerato per poi rinchiuderti in spazi improvvisamente angusti e potenzialmente frustranti grazie a una difficoltà più elevata e a nemici ancora più precisi e ostili. Anche i boss migliorano nel secondo capitolo osando decisamente di più sia in termini di originalità che di videoludica cattiveria. Quello che permane in entrambi i titoli è comunque la possibilità abbastanza ampia di poter decidere come affrontare i vari nemici, cercando di sfruttare anche l’ambiente a proprio vantaggio, sia per difendersi che per attaccare. Un’esperienza in grado di far sicuramente felici i veterani del genere ma in grado di incuriosire anche i neofiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-88998-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560904" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, CULTIC è un dichiarato omaggio al mondo retrò degli sparatutto in prima persona 3D che mescola al suo interno sprite in 2D, il tutto offrendo una creatività che esplode, come già accennato, nel capitolo secondo. Se il primo titolo presenta ambienti prevalentemente monocromatici e molto simili tra loro, il sequel osa decisamente di più, variando ed espandendo il mondo di gioco e strutturando ancora di più il level design. L’impatto è quindi tanto nostalgico quanto intrigante e accattivante seppur bisogna inevitabilmente accettare la scelta stilistica, ovviamente non adatta a tutti.</p>



<p>Da segnalare qualche piccola incertezza tecnica tra cui qualche elemento ambientale che appare in ritardo, la scomparsa di alcuni oggetti e qualche compenetrazione. Nulla di eclatante o che possa minare davvero l’esperienza di gioco in generale, soprattutto al netto della natura low budget del titolo. Le fasi prettamente platform, invece, seppur poche, come in quasi ogni FPS, non spiccano molto e prestano il fianco a una certa imprecisione. Il <strong>sonoro</strong>, invece, è pienamente coerente con l’atmosfera proposta con sonorità galvanizzanti mai ridondanti e anche discretamente varie.</p>



<p>Ultima nota per la totale<strong> assenza della lingua italiana</strong> di cui sono assenti anche i sottotitoli. Un peccato considerando che la lore del gioco, celata prevalentemente nei documenti, dona forza a una trama che seppur un po’ prevedibile, è comunque ben costruita e godibile. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/forensics-crime-scene-detective-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Binary Impact e Alchemical Works e pubblicato da Aerosoft GmbH, Forensics: Crime Scene Detective è un simulatore in prima persona 3D incentrato sulle analisi delle scene del crimine, in particolare ci cala nel ruolo di uno specialista forense. Tra DNA da raccogliere, analizzare e comparare, impronte digitali da individuare, proiettili da scovare e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Binary Impact</strong> e <strong>Alchemical Works</strong> e pubblicato da Aerosoft GmbH, Forensics: Crime Scene Detective è un <a href="https://www.icrewplay.com/simulator-simulando-la-realta-nel-videogioco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">simulatore </a>in prima persona 3D incentrato sulle analisi delle scene del crimine, in particolare ci cala nel ruolo di uno specialista forense. Tra DNA da raccogliere, analizzare e comparare, impronte digitali da individuare, proiettili da scovare e cellulari da sbloccare, ci ritroviamo così a vivere una serie di piccoli casi alla ricerca della verità. Noi abbiamo completato ogni caso su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Forensics: Crime Scene Detective | Official Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/NZy5Dz0etY0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Forensics: Crime Scene Detective tra analisi e comparazioni</h2>



<p>Forensics: Crime Scene Detective è un gioco di <strong>simulazione </strong>e in quanto tale, più che raccontare una storia, il suo obiettivo è quello di simulare nel modo più realistico possibile, una determinata mansione. In questo caso, si parla di uno <strong>specialista forense</strong> e di gran parte delle sue attività e ricerche. Ecco quindi che la campagna di gioco non è fatta di narrazione vera e propria se non di una sequela di casi da dover risolvere in modo anche abbastanza libero seppur vengano sbloccati in modo cronologico e lineare.</p>



<p>Il <strong>personaggio </strong>di cui andremo a vestire i panni è anonimo, senza volto e senza voce, così come la persona a cui invieremo le prove per email e che ci detterà man mano i passi da fare fino all’inevitabile conclusione di ogni singolo caso. Anche l’area in cui andremo a muoverci, ossia il nostro laboratorio con tutte le strumentazioni e macchinari del caso, è completamente deserto. Non c’è nessuno con cui interagire se non con le macchine, appunto.</p>



<p>Discorso analogo per ogni singola <strong>scena del crimine</strong> che andremo a visitare. Tutto è completamente deserto e noi saremo perennemente da soli. Neanche i cadaveri riusciremo a vedere in quanto, giustamente, non spetta a noi analizzarli. Il nostro compito è quello di studiare la scena del crimine, setacciare ogni angolo e scovare oggetti utili, armi del delitto, dispositivi tecnologici da cui estrapolare messaggi, foto e chiamate, impronte utili al caso, macchie di sangue e quant’altro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-54-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561006" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Oltre a scovare gli elementi utili al <strong>caso</strong>, dovremo anche raccoglierli. Ogni prova richiede un determinato strumento a sua volta legato a un determinato mini gioco di routine. Man mano che raccoglieremo ed analizzeremo le prove, i nostri file, da cui partiremo sempre col briefing del caso, andranno ad aumentare. Qui troveremo eventuali dichiarazioni e le mosse dei nostri colleghi come inseguimenti, arresti e quant’altro, il tutto con una cronologia del caso abbastanza esaustiva. </p>



<p>Purtroppo, però, la <strong>narrazione </strong>quasi del tutto assente si percepisce. Eppure, Forensics: Crime Scene Detective azzarda anche a collegare qualche caso tra loro e sono quelli che hanno più senso e coinvolgimento, dando una sorta di meta narrazione, seppur fumosa, al tutto. Peccato che siano un paio di casi disparati. In compenso, le varie risoluzioni dei singoli casi sono discretamente varie, donando una gradevole sfumatura di crimini e rispettivi criminali. Da segnalare la conclusione che giunge prima del tempo e che è raffigurata da una cartella dei casi che ci informa di aver finito tutto. Anche qui, un po’ poco.</p>



<p>Da segnalare comunque che il titolo è stato realizzato col supporto dell’esperienza e delle competenze degli esperti del <strong>Landeskriminalamat </strong>della Renania-Palatinato. Il tutto per avvicinare il titolo a un realismo quasi tangibile, spalmato in un totale di quattordici casi che, al netto di qualche lungaggine, non richiederanno molto tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561007" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay in bilico tra realismo e frustrazione</h2>



<p>Forensics: Crime Scene Detective è un <strong>simulatore in prima persona</strong> 3D che punta a offrire un’esperienza da specialista forense. Per fare ciò, scende ad alcuni compromessi che rendono, come vedremo, l’esperienza decisamente lenta, ciclica e anche a tratti frustrante. Decisamente non per tutti. Iniziamo dal fatto che ogni scena del crimine sarà liberamente esplorabile e potrai fare avanti e indietro dal tuo laboratorio ogni volta che lo desideri.</p>



<p>Il titolo essenzialmente è composto da<strong> due fasi</strong>: la ricerca e raccolta di prove nella scena del crimine e l’analisi di quanto raccolto all’interno del tuo laboratorio. Come detto però, non sempre riuscirai a trovare tutto nella tua prima visita e, per fortuna, potrai viaggiare più e più volte. Analizzare la scena del crimine, significa avere buon occhio ma anche saper utilizzare al meglio la strumentazione a nostra disposizione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-568-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561005" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Essenzialmente, si tratta di trovare chiazze di sangue,<strong> impronte digitali nascoste </strong>e visibili solo con una determinata torcia, cercare armi del delitto, ossia prevalentemente pistole, apparecchi tecnologici come telefoni, pc o chiavette USB e scovare fori di proiettile. Ogni prova per essere raccolta in modo adeguato richiede l’uso di un dato strumento e la risoluzione positiva di un mini gioco. Ma prima ancora, per poter ottenere il massimo punteggio alla fine della prova, dovrai catalogare le prove e quindi fotografarle.</p>



<p>E qui iniziano i <strong>problemi</strong>. Per essere fedele alla realtà, Forensics: Crime Scene Detective elimina qualsivoglia inventario e ci costringe a poter equipaggiare e un solo strumento alla volta costringendoci a fare avanti e indietro più volte del previsto. Non solo, in alcuni casi si impunta in modo artificioso e frustrante. Un esempio? Fare le foto inquadrando bene e alla giusta distanza sia la prova che il foglio giallo identificativo da posizionare manualmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-475-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561003" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ammettiamo che almeno nei primi casi, il senso di curiosità unito a quel mix di sfida nel cercare di intuire prima del tempo chi può essere il criminale o cosa diavolo è potuto succedere, fa andare oltre alla ripetività del gioco, ampliata anche dall’utilizzo degli <strong>strumenti al laboratorio</strong>. Come la raccolta delle prove, infatti, anche questi sono vittime di un minigioco ciclico e in alcuni casi frustrante. Come la comparazione del DNA che richiede una precisione esagerata, soprattutto pad alla mano.</p>



<p>Inoltre, l’innegabile iniziale <strong>varietà </strong>di strumenti e macchinari e quindi di analisi di prove differenti, da riproduzione di traiettorie dello sparo con tanto di gas a illuminare il laser rosso fino alle prove balistiche in sicurezza per raccogliere e poi confrontare i proiettili delle armi da fuoco, si scontro nel lungo periodo. In sintesi, ci si rende conto che tutto ciò che il gioco ha da offrire viene subito mostrato nei quattro tutorial iniziali. Dopodiché, è solo un aumento quantitativo delle prove da cercare e catalogare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-45785-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561004" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Forensics: Crime Scene Detective non spicca per grande realismo e anzi, un occhio attento noterà un riciclo di asset abbastanza ovvio e in parte esagerato. D’altro canto, ci sono anche spazi esageratamente spogli e poco credibili mentre altri decisamente più ragionati come il bar con biliardo. La cura dei dettagli non è scadente ma è palese che venga amplificata solo in funzione delle prove lasciando le zone meno coinvolte più “piatte” e anonime. E parlando di anonimato, Forensics: Crime Scene Detective non fa molto per ritagliare una propria identità se non unicamente il proprio gameplay.</p>



<p>Sì, sono presenti dei poster che richiamano artifizi fatti con IA, così come i ritratti dei personaggi coinvolti, ma è abbastanza poco per dare forma a un’identità vera e propria. Anche il <strong>sonoro </strong>non spicca più di tanto, salvando qualche rumore ambientale, le tracce sonore sono cicliche ma mai ridondanti o fastidiose. Elemento molto apprezzato, invece, la presenza dei<strong> sottotitoli in lingua italiana</strong>. Elemento che, seppur non sempre preciso, aiuta non poco a vivere al meglio l’esperienza di gioco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Denshattack!, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/denshattack-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560886</guid>

					<description><![CDATA[Sviluppato da Undercoders e pubblicato da Fireshine Games in sinergia con Boltray Games, Denshattack! è un singolare, colorato, surreale nonché folle gioco arcade in cui saremo alla guida di un vagone ferroviario che sfreccia su percorsi sconnessi e fuori di testa all’interno di un Giappone distopico e futuristico imprevedibile. Il tutto con tanto di zone [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da Undercoders e pubblicato da<strong> Fireshine Games</strong> in sinergia con Boltray Games, Denshattack! è un singolare, colorato, surreale nonché folle gioco arcade in cui saremo alla guida di un vagone ferroviario che sfreccia su percorsi sconnessi e fuori di testa all’interno di un Giappone distopico e futuristico imprevedibile. Il tutto con tanto di zone in mano a gang stravaganti e pronte a sfide che travalicano le leggi della fisica. Noi abbiamo vissuto questo surreale trip su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a>. Pronto a scoprire la <strong>nostra recensione</strong>? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Denshattack! - Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/o_Xmv9eAIZA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Denshattack! non hai mai visto un treno così</h2>



<p>Denshattack! è uno di quei titoli che ho <strong>ti coinvolge subito </strong>o difficilmente potrai cambiare idea. Lo è sia per l’atmosfera che, come vedremo nel paragrafo successivo, per il <strong>gameplay</strong>. Si tratta di un titolo fuori dai binari, in tutti i sensi. Un gioco assurdo, folle, stravagante, coloratissimo, che mixa un sacco di elementi e in grado di risultare tanto nostalgico quanto moderno. Ma più di tutto, è un titolo con una propria folle idea che insegue da inizio alla fine, nei pro e contro, risultando così decisamente originale nella messa in scena.</p>



<p>Siamo in <strong>Giappone</strong> in un futuro prossimo decisamente distopico. Gli esseri umani vivono all’interno di cupole tecnologiche avanzate in quanto l’esterno è ormai un cumulo di macerie pericolose. La Terra sembra essersi ribellata all’uomo ma la tecnologia non si è frenata, anzi: una nuova corporazione, la Miraido, ha in mano proprio la gestione della cupole oltre che la comunicazione di tutto il Giappone. </p>



<p>Non per niente, una sorta di talpa mascotte parlante che ricorda tanto il buon <strong>Monokuma </strong>di <a href="https://www.icrewplay.com/danganronpa-v3-killing-harmony-uscira-su-smartphone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Danganronpa</a>, ci delizierà con aggiornamenti vari di capitolo in capitolo. E a tal proposito, Denshattack! conta ben nove capitoli per una longevità complessiva di tutto rispetto considerando il genere d’appartenenza e, soprattutto, l’elevata rigiocabilità se si vuol puntare al 100% e nello scoprire ogni frammento di lore del gioco. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560588" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sì, perché Denshattack! <strong>sorprende </strong>con un impianto narrativo che non è solo una mera giustificazione che si piega a un folle gameplay. La modalità centrale, la <strong>campagna</strong>, è il nucleo pulsante dell’esperienza e ci tiene a raccontare una storia scandita come se fosse un anime. Con tanto di scene anime come cut scene. Il tutto con un ulteriore elemento aggiuntivo e opzionale composto da una sorta di fanzine realizzata dal nostro co-protagonista che consiste in una sorta di giornaletto da “montare” con dentro approfondimenti sulle aree di gioco, le rispettive gang, la lore dei singoli personaggi, le <strong>boss fight </strong>e perfino il cibo.</p>



<p>Insomma, c’è <strong>lore </strong>da scoprire a patto di riuscire a localizzare determinati collezionabili in giro per i livello, uno per quadro. Ma torniamo alla narrazione. La protagonista indiscussa è <strong>Emi</strong>, una ragazza che si occupa di consegnare del ramen a domicilio sfruttando il suo piccolo treno antigravitazionale futuristico. A caratterizzare la protagonista, oltre a essere una persona nata e cresciuta all’esterno delle cupole, quindi nelle aree ritenute “selvagge” e fuori controllo, è anche estremamente brava alla guida del treno ed è dotata di una grande curiosità e voglia di avventura. Insomma, si mette in gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-t4443-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560587" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Non sorprende quindi che il suo ultimo cliente riesce a convincerla a girare il Giappone e a partecipare a una serie di sfide denominate proprio <strong>Denshattack</strong>. Per fare ciò, la nostra Emi inizia ad allenarsi lungo i percorsi disponibili fino a scontrarsi, inevitabilmente, con la prima delle gang che dominano il Giappone, ormai suddiviso in zone. Ebbene, come anticipato, ogni gang ha il suo capo, il suo modo di vivere i binari, la sua filosofia, perfino il suo modo di vestirsi. E sì, nella sua <strong>follia </strong>Denshattack! funziona molto bene.</p>



<p>Funziona perché<strong> narrazione e gameplay vivono d’incredulità</strong>, nella costante sorpresa e in trovate originale, ingegnose, surreali ma perfettamente coerenti con lo stravagante mondo che prende forma man mano davanti a noi. Sicuramente non è una storia memorabile eppure al suo interno ci sono complotti, sentimenti, sogni e persino metafore legate all’ambiente e all’umanità stessa. Insomma, a suo modo, Denshattack! sa lasciare il segno anche solo se ci si ferma al suo roboante caos creativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-2323-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560586" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un arcade in costante evoluzione</h2>



<p>Denshattack! è un <strong>arcade game in terza persona 3D</strong> che ci mette alla guida di un particolare treno che procede spedito e da solo lungo i binari. Il nostro compito? Soddisfare determinate missioni, aumentare il nostro punteggio e sopravvivere. Sembra facile ma non lo è affatto. Il motivo è che Denshattack! mixa elementi da QTE, ossia premere e tener premuto determinati tasti in determinati momenti, a fasi in stile<strong> Tony Hawk</strong>, con tanti di trick da eseguire in aria muovendo l&#8217;analogico in dati modi (c&#8217;è proprio una &#8220;trickpedia&#8221;) il tutto dando forma a un arcade in bilico tra modernità e nostalgica che colpisce in pieno per creatività e graduale potenziamento del gameplay.</p>



<p>Se all’inizio dovrai solo <strong>cambiare binari, saltare per evitare ostacoli</strong> ed eseguire trick in aria per aumentare il punteggio, ben presto ti troverai a driftare nelle curve, eseguire equilibrismi su tubi, appenderti a monorotaie fino a volteggiare nell’aria o a correre a testa in giù. Tutto ciò viene introdotto nel gioco in modo intelligente e graduale, rendendo ogni corsa sempre più complessa e completa. </p>



<p>Il gioco però<strong> non è mai ingiusto</strong>, anzi. Ti fornisce un segnale acustico e visivo pochi secondi prima di entrare in azione, così saprai in tempo quando driftare per evitare di volare fuori binario e così via. Inoltre ci sono anche dei generosi e rapidissimi checkpoint che in alcuni casi cedono un po&#8217; a fasi di trial and error. Ma il titolo non si consuma tutto qui, anzi. Le tipologie di livelli possono variare e non ci si limita solo dal viaggiare dal punto A al punto B. Ci sono anche delle gare in cui dovrai effettuare tre giri cercando di arrivare prima e sì, potrai anche letteralmente scaraventare per aria i tuoi avversari.</p>



<p>Ci sono poi delle<strong> aree open map</strong>, quasi tutte splendidamente intersecate tra loro, dove dovrai soddisfare più di un obiettivo e solo all’ottenimento di tutti potrai fermare il tuo treno manualmente e porre fine al livello in corso. E che dire delle <strong>boss fight</strong>? In assoluto il momento migliore con colossali nemici che mutano di continuo, plasmando anche l’area di gioco e impegnandoci in sfide sceniche, folli, uniche e divertenti. Avete mai combattuto un robot con un treno? Qui potrai farlo. Ed è solo un esempio. Ci sono poi aree in cui il treno va fuori dai binari e potrai muoverlo lateralmente sfruttando eventuali curve per rimbalzare in aria. Insomma, c&#8217;è davvero molto da imparare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-454-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560585" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p><strong>C’è tanto Giappone nel titolo</strong>, non solo in termini di scena ma anche di folklore, dalla natura “anime” del titolo stesso fino alle famose “terme”, qui inserite come zona opzionale in percorsi segreti da scovare e percorrere. E non è l’unico segreto. Il gioco ha al suo interno ben tre collezionabili: uno per ampliare la già citata lore, uno per acquistare personalizzabili estetici e uno per acquistare nuovi treni ognuno con <strong>bonus e malus</strong> specifici per rendere le sfide ancor più rigiocabili e personalizzabili.</p>



<p>Perché sì, Denshattack! è dannatamente <strong>rigiocabile</strong>. Il gioco si basa molto sul punteggio e oltre al tempo di completamento c’è anche una medaglia legata al punteggio di corsa a cui si sommano delle sfide opzionali come distruggere determinati oggetti, suonare il “clacson” in determinate aree o eseguire determinate tipologie di trick. E sì, i trick sono esattamente come quelli che si fanno su skateboard ma con un vagone del treno. Ma d’altronde è tra le parole più utilizzate in questa recensione: follia. </p>



<p>Ma <strong>è proprio la follia un pro e un contro del gioco</strong>. Un titolo come Denshattack! o lo si ama o lo si odia. Chi saprà farsi catturare da questo vivace e folle mondo, troverà un&#8217;avventura a suo modo unica e galvanizzante, in grado di sorprendere e divertire. Il tutto con un buon livello di sfida che riesce a nascondere qualche magagna tecnica come qualche salto non proprio preciso e qualche passaggio, come ad esempio da binario a parete, non sempre dotato del giusto feedback. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560584" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Denshattack! cela una cura al dettaglio non proprio al massimo, dietro un mondo enormemente colorato, assurdo, vivace e in costante movimento. Difficilmente avrai modo di soffermarti sui dettagli, lasciandoti coinvolgere da un viaggio costante, veloce, pieno zeppo di ostacoli a ogni singola dannata curva. Ecco, tutto questo regala un impatto generale più che soddisfacente a sua volta impreziosito da un buon character design in 2D e da un’interfaccia schizofrenica ma pienamente coerente con le atmosfere del gioco.</p>



<p>Anche il <strong>sonoro </strong>non fa sconti, offrendo una buona varietà di tracce con alcune forse un po’ troppo ripetitive ma quasi sempre orecchiabili, godibili e ancora una volta coerenti con la follia del mondo di gioco. Peccato solo che sia tutto in inglese. Ebbene, non sono presenti<em><strong> </strong></em><strong>neanche i sottotitoli in lingua italiana </strong>ma i vari dialoghi, mai troppo prolissi, sono abbastanza semplici da comprendere. Caso diverso quando parlano durante i livelli, lì avrai ben poco tempo per leggere.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>PlayStation elimina i dischi fisici dal 2028: cosa cambia davvero e perché la community è arrabbiata</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/playstation-fine-dischi-fisici-2028-cosa-cambia-reazioni-community-implicazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation 6]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/prenotato-da-valentina-paradiso-%c2%b7-08-07-1100/</guid>

					<description><![CDATA[Sony ha annunciato il 1° luglio 2026 che dal gennaio 2028 non verranno più prodotti dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. La fabbrica austriaca è già in fase di riconversione, il titolo in borsa è salito del 3% e la community ha risposto con proteste, petizioni e domande senza risposta su PS6, retrocompatibilità e prezzi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 1° luglio 2026, <strong>Sid Shuman</strong>, Senior Director di Sony Interactive Entertainment Content Communications, ha pubblicato sul PlayStation Blog un post di tre paragrafi che ha ridisegnato il futuro del gaming su console. Dal <strong>gennaio 2028</strong>, Sony non produrrà più dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. I titoli già pubblicati o in uscita prima di quella data non vengono toccati. Tutto quello che arriverà dopo sarà disponibile esclusivamente in formato digitale, sia sul PlayStation Store sia nei negozi fisici. Sì, nei negozi fisici: le scatole resteranno, ma dentro non ci sarà più un disco. Solo un codice. Come avevamo già discusso nel nostro approfondimento su <a href="https://www.icrewplay.com/la-copia-fisica-sara-sostituita-del-tutto-dal-digitale/">digitale vs fisico nel gaming</a>, questa direzione era nell&#8217;aria da anni. Sony l&#8217;ha resa ufficiale con la stessa freddezza con cui si annuncia una modifica ai termini di servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri che hanno convinto Sony: l&#8217;80% è già digitale</h2>



<p>La decisione non è arrivata senza basi. Secondo i dati citati da analisti e confermati indirettamente da Sony, circa l&#8217;<strong>80% delle vendite di giochi completi su PlayStation 4 e PlayStation 5</strong> avviene già in formato digitale. Un ribaltamento radicale rispetto al 2013, anno del lancio di PlayStation 4, quando il digitale rappresentava appena il 13% del totale. La direzione era chiara, e il mercato l&#8217;aveva già indicata. La conferma più concreta arriva dall&#8217;aspetto industriale: Sony sta riconvertendo il proprio stabilimento produttivo di <strong>Thalgau, in Austria</strong>, l&#8217;ultima fabbrica di dischi PlayStation ancora attiva. </p>



<p>La catena di montaggio per i Blu-ray è già in fase di smantellamento parziale. Al suo posto arriverà la produzione di <strong>microlenti ottiche</strong> per applicazioni in fotocamere, visori VR e tecnologie automotive. Sony ha già investito circa 30 milioni di euro nella riconversione. Non è un piano futuro: è già in corso. Le reazioni dei mercati finanziari sono state altrettanto eloquenti: il titolo Sony ha segnato un <strong>rialzo superiore al 3%</strong> nelle ore successive all&#8217;annuncio. Per gli investitori, eliminare i costi di produzione, confezionamento, distribuzione e logistica dei dischi significa margini più puliti e una piattaforma più controllata. La mossa ha senso industriale. Per i giocatori, il discorso è più complicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine del mercato dell&#8217;usato: chi ci rimette davvero</h2>



<p>Per trent&#8217;anni il disco fisico non è stato solo un contenitore di dati. Era un <strong>bene rivendibile, cedibile e scambiabile</strong>. Chi finiva un gioco poteva rivenderlo in negozio, portarlo a un mercatino, scambiarlo con un amico o comprarne una copia a prezzo ridotto settimane dopo il lancio. </p>



<p>Questo ecosistema secondario aveva una funzione economica precisa: abbassava il costo effettivo di accesso ai titoli e permetteva a fasce di pubblico con budget più limitato di giocare a giochi AAA senza pagare il prezzo pieno. Con il digitale quella valvola sparisce. Come ha analizzato Tom&#8217;s Hardware, chi acquista in digitale non possiede un oggetto: possiede una licenza d&#8217;uso non trasferibile, legata a un account e alle condizioni di Sony. Non si può rivendere, non si può prestare, non si può scambiare. </p>



<p>Per Sony e per i publisher, ogni copia usata era una vendita da cui non arrivava nuovo denaro. Il digitale elimina questo problema strutturalmente, a vantaggio del venditore e a svantaggio del consumatore. Le conseguenze si estendono ai rivenditori fisici. Negozi come GameStop hanno già vissuto un decennio di difficoltà crescenti, costruendo la propria sopravvivenza su servizi aggiuntivi, carte collezionabili e merchandise. L&#8217;eliminazione del fisico PlayStation dal 2028 non chiude i negozi dall&#8217;oggi al domani, ma toglie loro uno dei pilastri su cui ancora reggono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni della community: meme, petizioni e la questione della proprietà</h2>



<p>La risposta della community è stata immediata e, in larga parte, critica. Sui social si sono diffusi meme con custodie Blu-ray vuote, petizioni contro la decisione e discussioni accese su Reddit e nei forum PlayStation. </p>



<p>Ma la critica più sostanziale non riguarda la nostalgia: riguarda la <strong>proprietà dei contenuti digitali</strong>. Quando si compra un gioco digitale su PlayStation Store, si acquista una licenza d&#8217;uso. Non un oggetto. Questa distinzione, che nella vita quotidiana sembra teorica, diventa concreta quando le condizioni cambiano. Il caso più recente: Sony ha rimosso centinaia di film dagli account degli utenti che li avevano acquistati, a seguito di un cambiamento nei termini di licenza con Studio Canal. Non era un abbonamento: erano acquisti pagati. Eppure sono spariti. Il precedente esiste, è documentato e ha alimentato la sfiducia verso il modello digitale. La reazione di <strong>Limited Run Games</strong>, il publisher specializzato in edizioni fisiche di giochi indie, è stata quella di parlare di <em>fine di un&#8217;era</em>. <strong>Strictly Limited</strong> ha ribadito che le edizioni fisiche restano <em>altamente rilevanti per garantire la proprietà e la conservazione dei videogiochi come patrimonio culturale</em>. Frank Cifaldi della <strong>Video Game History Foundation</strong> ha offerto la critica più lucida: <em>Chiedere ai musei di scaricare una copia di un gioco e sperare che funzioni tra cinquant&#8217;anni non è una soluzione</em>. Il problema della preservazione digitale è reale: i server si spengono, i formati cambiano, le piattaforme evolvono. Il disco fisico, per tutti i suoi limiti, restava disponibile a prescindere da chi controllava i server.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succederà con i prezzi: la domanda a cui Sony non ha risposto</h2>



<p>Uno degli argomenti a favore del digitale era sempre stato che, eliminando i costi di produzione e distribuzione, i prezzi sarebbero dovuti scendere. Non è mai successo in modo significativo, e la community non si aspetta che succeda ora. La critica più diffusa sulle piattaforme social è questa: Sony riduce i costi di produzione in modo radicale, aumenta i propri margini sul venduto digitale, ma il prezzo di copertina resta invariato o cresce. Senza la pressione competitiva del mercato dell&#8217;usato, e senza la possibilità di acquistare giochi usati in alternativa, i giocatori hanno meno leva per resistere ai prezzi imposti dalla piattaforma. Alcuni utenti su Reddit hanno sollevato la questione del pricing dinamico, già sperimentato da Sony su PlayStation Store in alcune regioni, che poteva far variare il prezzo di uno stesso titolo in base alla domanda. Una pratica che, senza un mercato alternativo fisico, diventerebbe potenzialmente più aggressiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PlayStation 6 senza lettore: quasi certo, e le domande sulla retrocompatibilità</h2>



<p>La data del gennaio 2028 non è casuale. Piers Harding-Rolls, analista senior di Ampere Analysis, ha dichiarato che questa scelta <em>garantisce praticamente che PlayStation 6 non arriverà prima del 2028</em>, suggerendo che la prossima console di Sony potrebbe nascere già senza lettore disco come caratteristica standard. La traiettoria era già visibile: PlayStation 5 Pro è uscita senza lettore integrato, con l&#8217;unità disco venduta separatamente a 119 euro. PlayStation 6 quasi certamente non avrà alcuna opzione per il disco, né integrata né esterna. Questa prospettiva apre una questione che Sony non ha ancora risposto: <strong>i giochi fisici PlayStation 4 e PlayStation 5 già acquistati funzioneranno su PlayStation 6?</strong> La retrocompatibilità con i dischi richiederebbe un lettore che non esisterà. Sony non ha comunicato se ci sarà un sistema di conversione disco-digitale, se i giochi fisici saranno accessibili tramite un&#8217;unità esterna, o se semplicemente chi ha una libreria fisica dovrà tenere la PlayStation 5 in funzione per accedere ai propri acquisti. Sono domande cruciali per milioni di giocatori che hanno investito in librerie fisiche importanti. Come avevamo già analizzato nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/il-digitale-e-davvero-il-futuro-del-gaming/">ascesa del digitale nel gaming</a>, il rischio non è solo la perdita del formato fisico ma la progressiva erosione della proprietà effettiva di quello che si acquista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;unica buona notizia: le ristampe dei titoli esistenti restano possibili</h2>



<p>Un dettaglio importante, rivelato dal giornalista <strong>Stephen Totilo</strong> di GameFile che ha avuto accesso a una comunicazione interna di Sony ai publisher: la data del gennaio 2028 riguarda i nuovi giochi, ma Sony continuerà ad accettare <strong>ordini di ristampa per i titoli già pubblicati</strong>. </p>



<p>Chi vuole comprare una copia fisica di un gioco uscito prima del 2028, anche dopo quella data, potrà farlo finché le scorte lo permetteranno o finché Sony accetterà ordini di ristampa. Non è una garanzia permanente, ma è uno spiraglio significativo: l&#8217;infrastruttura produttiva non verrà spenta del tutto, solo ridotta e riconvertita. Per i collezionisti e per il mercato dell&#8217;usato sui titoli precedenti al 2028, è una notizia che ridimensiona parzialmente le preoccupazioni più catastrofiste. Per tutti gli aggiornamenti sulla politica di Sony e sulla transizione al digitale, il riferimento ufficiale è il <a href="https://blog.it.playstation.com" target="_blank" rel="noopener">PlayStation Blog Italia</a>. </p>



<p>La storia di Sony con il formato disco era iniziata con il lancio della prima PlayStation nel 1994, che aveva reso il CD il supporto dominante per i videogiochi su console. Trent&#8217;anni dopo, la stessa azienda chiude quel capitolo con un comunicato sul proprio blog. È la fine di un&#8217;era, e vale la pena dirlo chiaramente.</p>
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		<title>Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-07-07-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Fishing Cactus e pubblicato da PERPETUAL in sinergia con Perp Games, Badminton Time! è un titolo sportivo dedicato al volano. Si tratta, inoltre, della versione non VR dell’originale Badminton Time!, nato appunto per visori come Meta Quest e il PlayStation VR2. Più che un gioco che mira al realismo sportivo, si tratta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Fishing Cactus</strong> e pubblicato da PERPETUAL in sinergia con Perp Games, Badminton Time! è un titolo sportivo dedicato al volano. Si tratta, inoltre, della versione non VR dell’originale Badminton Time!, nato appunto per visori come Meta Quest e il <a href="https://www.icrewplay.com/playstation-vr-2-per-non-avere-un-disastro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation VR2</a>. Più che un gioco che mira al realismo sportivo, si tratta di un titolo arcade, molto più vicino ai casual game e votato essenzialmente a un divertimento immediato. Noi abbiamo provato questa nuova versione su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Badminton Time! Flatscreen Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ChR89w9uu1I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Badminton Time! è tutto gameplay</h2>



<p>Come probabilmente ti aspetterai, Badminton Time! <strong>non punta a raccontare alcun tipo di storia</strong>. Non ci sono tornei, non ci sono cutscene e neanche personaggi fortemente identificativi. Volendolo paragonare a un altro titolo, sembra una sorta di Wii Sports focalizzato però esclusivamente sul volano a cui si sommano una serie di power up in stile Mario Tennis. Tra l’altro, proprio in modo simile ai Mii del mondo Nintendo, anche qui potrai personalizzare il tuo avatar.</p>



<p>L’aggiunta di elementi <strong>personalizzabili </strong>di vario genere, dai capelli, al volto, passando per abbigliamento e accessori di vario genere, punta a dare un minimo di identità al proprio avatar che rimane però prevalentemente anonimo se non fosse per una piccola caratterizzazione estetica: mani e piedi sono separati dal corpo, senza braccia e gamba. Tipo Rayman.</p>



<p>Il motivo di ciò e della scarsa importanza fornita all’avatar e ai personaggi vari, è probabilmente legata alla natura originale del titolo. Come anticipato, infatti, Badminton Time! nasce come Badminton Time! VR e originariamente pubblicato nel <strong>2025 </strong>come esclusiva per il mondo del visore sia Sony che di Meta Quest. Ebbene, un anno dopo, ecco un’edizione completamente in terza persona 3D e slegata dal sistema del visore perché no, a differenza di altre esclusive VR poi “aggiornate” qui parliamo di due titoli separati seppur con gli stessi contenuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560650" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Più arcade che simulatore</h2>



<p>Badminton Time! è un <strong>gioco sportivo</strong> legato esclusivamente al volano in terza persona 3D che, e lo abbiamo detto già nel titolo del paragrafo, vira molto più all’<strong>animo arcade</strong> che a quello dei simulatori. Anzi, di “simulazione” a esclusione delle regole sportive legate al campo di gioco e alla disciplina stessa, non c’è granchè. Sì, c’è una modalità “realistica” che esclude i power up, ma il feedback “fisico” rimane estremamente ludico e non molto credibile.</p>



<p>La verità è che Badminton Time! sembra più un <strong>casual game</strong>, di quelli che puntano a un gameplay facile da approcciare, adatto potenzialmente a tutti e che prova a rendere ogni sfida inaspettata grazie a un sistema di power up cartoonesco e discretamente vario. Questi ultimi, presenti ovviamente nella modalità principale definita, appunto, “arcade”, variano il giusto passando da polpi che si appiccicano su schermo a un banco di nebbia che invade il proprio lato del campo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-459-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560648" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Parliamo d<strong>i power up</strong> da raccogliere sulla rete, indirizzando i nostri colpi ma anche di abilità legate alla potenza di tiro che richiede un determinato lasso di tempo per caricarsi. Da moltiplicazioni a colpi “fantasma”, la varietà è giusta e no, non stupisce granché. La ragione di ciò è che titoli come Mario Tennis spiccano decisamente di più sia per varietà che per scenicità che per feedback ludico, tralasciando l’innegabile appeal di personaggi e scenari qui abbastanza anonimi.</p>



<p>Eppure Badminton Time! fa il suo dovere riuscendo a regalare del sano <strong>divertimento </strong>spensierato. Ovviamente, puoi decidere se giocare online, offline in locale o contro l’IA. L’IA l’abbiamo trovata abbastanza imprevedibile e in alcuni casi anche nella modalità più facile può dare filo da torcere. Puoi anche creare dei tornei che ben si sposano nelle circa undici ambientazioni disponibili. Si sente però la<strong> mancanza di una vera “campagna”</strong> che va così a indebolire l’esperienza in solitaria. Online, invece, siamo stati decisamente sfortunati, non riuscendo a trovare neanche uno sfidante. </p>



<p>Ultima nota per l’angolo dei <strong>minigiochi</strong>. Si tratta di attività extra dove mettere alla prova le proprie abilità. Da un serpente stile Snake da eliminare a suon di colpi, pezzo per pezzo prima di essere raggiunto ai classici palloncini colorati da scoppiare per far punti, passando per sfide a colpi di tesori da centrare e pirati da evitare. Nessuno di questi lascia il segno ma risultano comunque un passatempo spensierato. Anche i minigiochi possono essere giocati in compagnia fino a quattro giocatori rendendoli decisamente più accattivanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-6543356356-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560645" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Badminton Time! tradisce un po’ la sua natura in VR ma riesce comunque a regalare scenari molto colorati e a sfruttare biomi classici a modo suo. Nulla che riesca a restare realmente impresso ma tutto funziona come dovrebbe. Non abbiamo riscontrato bug di sorta anche se non sempre i colpi andavano dove speravamo. Ma pensiamo sia più questione di pratica e abitudine che reali imprecisioni tecniche. </p>



<p>Gli avatar ci hanno convinti poco, decisamente anonimi e impreziositi da animazioni minimal e poco coinvolgenti. Insomma, sul versante identità, Badminton Time! non ne esce granché bene rischiando di smarrirsi all’interno di altri casual game. Il <strong>sonoro </strong>è sufficiente, fa il suo dovere in modo placido. Un accompagnatore gradevole e abbastanza coerente. Infine, da segnalare la sempre gradita presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana </strong>anche se c’è abbastanza poco da leggere.</p>
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		<title>Operazione METEORITE: tutto sulla prequel di Halo Campaign Evolved</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-operazione-meteorite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560542</guid>

					<description><![CDATA[Operazione METEORITE e l'arco narrativo inedito di Halo: Campaign Evolved: tre missioni ambientate un anno prima della storia originale, con Master Chief, Johnson, una soldatessa ODST e una nuova fazione Covenant costruita da zero.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando Halo Studios ha annunciato <strong><a href="https://www.xbox.com/it-IT/games/halo-campaign-evolved" target="_blank" rel="noopener">Halo: Campaign Evolved</a></strong>, la notizia che ha catturato immediatamente l&#8217;attenzione dei fan non era la grafica in Unreal Engine 5 ne il lancio su PlayStation 5: era la presenza di contenuto narrativo completamente inedito, integrato nel remake sotto il nome di <strong>Operazione: METEORITE</strong>. Si tratta di un arco prequel composto da tre missioni originali, disponibile in tutte le edizioni del gioco, ambientato circa un anno prima degli eventi di Halo: Combat Evolved del 2001. Per capire perche queste missioni contano, e necessario prima capire cosa mancava nella storia originale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema narrativo che Operazione METEORITE risolve</h2>



<p>Halo: Combat Evolved inizia in medias res: il <strong>Pillar of Autumn</strong> esce dal salto spaziale, Master Chief viene svegliato dalla criostasi e in pochi minuti il giocatore si ritrova a combattere i Covenant senza alcuna introduzione ai protagonisti. Il Master Chief e il Sergente Johnson si conoscono gia, il loro rapporto e stabilito, la missione e in corso. Nel 2001 questa scelta narrativa era deliberata e funzionava perfettamente per il ritmo del gioco. Nel 2026, con venticinque anni di lore accumulato, libri, fumetti, serie animate e giocatori che incontrano la saga per la prima volta su PlayStation 5, quella lacuna narrativa e diventata un&#8217;opportunita. Come ha spiegato il direttore creativo <strong>Max Szlagor</strong> in un&#8217;intervista a Game Informer, l&#8217;obiettivo del team era approfondire il legame tra i protagonisti, dato che Chief e Johnson si conoscono da tempo quando la storia ha inizio. Jeff Easterling, responsabile della narrazione, ha aggiunto che le nuove missioni daranno finalmente al Sergente Johnson lo spazio che merita, mostrando la sua evoluzione fino a diventare l&#8217;eroe che tutti ricordano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sergente Johnson: un personaggio che meritava piu spazio</h2>



<p>Il <strong>Sergente Avery Junior Johnson</strong> e uno dei personaggi piu amati dell&#8217;intera saga di Halo. Voce inconfondibile, presenza scenica immediata, battute che sono entrate nell&#8217;immaginario collettivo dei fan, il suo percorso nella storia originale e tuttavia sempre sullo sfondo: compare, supporta Master Chief, lascia il segno in alcune scene chiave, ma non e mai protagonista a pieno titolo fino ai capitoli successivi della saga. Operazione METEORITE cambia questa dinamica in modo strutturale. Le tre missioni lo mettono <strong>al centro della narrativa insieme al Master Chief</strong>, con un rapporto tra i due personaggi che il team descrive come piu diretto e personale rispetto a quanto mostrato nella campagna originale. Secondo quanto riportato da Game Informer, nella prima missione i due hanno persino spazio per scambiarsi battute, con un Master Chief descritto come <em>leggermente piu espressivo del solito</em>: una caratteristica rara per un personaggio che nella saga principale comunica quasi esclusivamente attraverso le azioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima missione: Boarding Action sulla nave Triumph of Tolerance</h2>



<p>L&#8217;unica missione di Operazione: METEORITE con nome e ambientazione confermati prima del lancio e la prima della serie, intitolata <strong>Boarding Action</strong>. Il nome e un omaggio diretto a una delle mappe multiplayer di Halo: Combat Evolved del 2001, ambientata a sua volta a bordo di una nave Covenant, e la scelta non sembra casuale. In questa missione, Master Chief e il Sergente Johnson vengono inviati a bordo della nave da ricerca Covenant <strong>Triumph of Tolerance</strong> con un obiettivo iniziale di recupero dati strategici nemici. Quello che inizialmente sembra un&#8217;operazione di infiltrazione e sabotaggio si trasforma rapidamente in qualcosa di molto piu complesso e pericoloso, una dinamica che le fonti ufficiali descrivono come il filo conduttore dell&#8217;intero arco narrativo. La nave Covenant come ambiente di gioco rappresenta gia di per se una novita significativa per i fan della campagna originale: l&#8217;unica sezione di Combat Evolved ambientata a bordo di una nave nemica era la missione Truth and Reconciliation, e la struttura di Boarding Action promette ambienti architetturalmente diversi da tutto cio che i giocatori conoscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova fazione Covenant e il Brute Berserker</h2>



<p>Uno degli elementi piu discussi di Operazione: METEORITE e la presenza di una <strong>fazione Covenant completamente inedita</strong>, costruita da zero da Halo Studios. Secondo le informazioni emerse dalla copertura di Game Informer e da anticipazioni precedentemente circolate e poi confermate, questa nuova fazione ha un aspetto marcatamente piu religioso rispetto ai Covenant tradizionali e un comportamento tecnologico e tattico differente da quello a cui i fan della saga sono abituati. I responsabili dello studio hanno descritto la creazione di questa fazione come il principale investimento creativo dell&#8217;intero progetto delle missioni prequel. A questa si affiancano i <strong>Jiralhanae</strong> (i Brute), assenti nel gioco originale del 2001 e comparsi per la prima volta in Halo 2: la loro presenza nelle missioni prequel viene spiegata narrativamente attraverso l&#8217;intervento del <strong>Profeta Harmony</strong>, che li introduce come nuova minaccia nel periodo precedente alla storia principale. Tra le varianti nemiche confermate figura il <strong>Brute Berserker</strong>, mostrato nel trailer dell&#8217;Xbox Games Showcase 2026: una versione particolarmente aggressiva dei Jiralhanae, visibile anche in sequenze di combattimento nello spazio aperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La soldatessa ODST e la rivalita con gli Spartan</h2>



<p>La copertina del numero di Game Informer dedicato a Campaign Evolved, realizzata dall&#8217;artista <strong>Sam Wood</strong>, ha rivelato un quarto personaggio accanto a Master Chief, Cortana e Johnson: una <strong>soldatessa in armatura ODST</strong>, i Helljumper, l&#8217;unita di fanteria d&#8217;assalto piu d&#8217;elite dell&#8217;UNSC al di sotto degli Spartan. La sua presenza nelle missioni prequel introduce una delle tensioni narrative piu interessanti dell&#8217;intero universo di Halo: il rapporto storicamente conflittuale tra gli <strong>ODST e gli Spartan</strong>. Nel lore della saga, questa rivalita affonda le radici nei primi anni del programma Spartan-II, quando i supersoldati potenziati cominciarono a ricevere priorita di risorse, equipaggiamento e operazioni a scapito delle unita ODST, che fino ad allora erano considerate il vertice delle forze speciali UNSC. Operazione: METEORITE usa le tre missioni prequel per riaccendere questa rivalita in modo diretto, con una soldatessa Helljumper che si trova a operare fianco a fianco con il Master Chief in circostanze che le informazioni disponibili definiscono come una <em>riaccensione di una vecchia rivalita</em>. Si tratta di un tema che la saga aveva solo sfiorato nei giochi, esplorandolo piu approfonditamente nei romanzi ufficiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Troy Denning e la ricerca della coerenza con il lore</h2>



<p>La garanzia narrativa di Operazione: METEORITE ha un nome preciso: <strong>Troy Denning</strong>, uno degli autori piu noti della narrativa espansa di Halo. Denning ha scritto romanzi ufficiali della saga tra cui <em>Halo: Last Light</em>, <em>Halo: Retribution</em>, <em>Halo: Divine Wind</em> e soprattutto <em>Halo: Silent Storm</em>, ambientato nei primissimi anni della Guerra Covenant e incentrato sulle prime operazioni del Master Chief come Spartan in campo. La sua presenza non e decorativa: aggiungere nuove missioni ambientate prima del primo capitolo della saga richiede una conoscenza precisa della continuita narrativa, delle tecnologie disponibili a quella data, delle gerarchie Covenant, del livello di esperienza di Master Chief, del rapporto tra le fazioni UNSC e di decine di altri elementi che devono essere coerenti con quanto stabilito nei giochi e nella letteratura ufficiale. Denning ha rivelato che la storia di Operazione: METEORITE riguarda la ricerca delle <strong>coordinate di navigazione per localizzare il pianeta natale dei Covenant</strong>, un obiettivo che colloca le missioni in modo preciso all&#8217;interno delle operazioni di intelligence UNSC del periodo e che ha implicazioni narrative con il contesto piu ampio della guerra. Il racconto digitale incluso nella Premium Edition, <em>Halo: Hungry Buzzards</em>, e scritto dallo stesso Denning e introduce direttamente gli eventi di Operazione: METEORITE, fungendo da prologo testuale alle tre missioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sequenze spaziali e i nuovi ambienti</h2>



<p>Oltre all&#8217;interno della nave Triumph of Tolerance, il trailer e i materiali di Game Informer mostrano ambienti di gioco significativamente diversi da quelli della campagna originale. Sono confermate <strong>sequenze ambientate nello spazio aperto</strong>, un tipo di gameplay estraneo a Halo: Combat Evolved ma presente in altri capitoli della saga, tra cui Halo: Reach e Halo 4. Tra gli scenari descritti figura una <strong>grande arena di addestramento Covenant</strong> con numerose installazioni difensive, e ambientazioni piu aperte e vaste rispetto alla struttura dei livelli classici, che bilanciano interno degli edifici e spazi all&#8217;aperto. Il trailer mostra anche combattimenti a fianco di <strong>forze UNSC regolari</strong>, marines e altri soldati che combattono insieme agli Spartan, un elemento che rafforza il tono da operazione militare coordinata rispetto alla natura piu solitaria della campagna principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perche Operazione METEORITE conta per il futuro della saga</h2>



<p>Le tre missioni di Operazione: METEORITE non sono un semplice bonus per allungare la durata del gioco. Sono il segnale piu chiaro di come Halo Studios stia pensando al futuro della saga. Riempire il periodo narrativo precedente a Halo: Combat Evolved con contenuto di gioco canonico, scritto da un autore con una lunga storia nell&#8217;universo della serie e sviluppato con l&#8217;introduzione di nuove fazioni nemiche costruite da zero, suggerisce un interesse a espandere la lore attraverso il medium videoludico anziche affidarsi esclusivamente ai romanzi. Come abbiamo descritto nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" rel="noreferrer noopener">anteprima completa di Halo: Campaign Evolved</a>, il remake ha l&#8217;obiettivo dichiarato di essere un punto di ingresso moderno per nuovi giocatori, incluso il pubblico PlayStation 5 che si avvicina alla saga per la prima volta. Operazione: METEORITE serve esattamente a questo: fornire un contesto narrativo accessibile prima che la storia principale inizi, presentare i personaggi chiave e il loro rapporto, e lasciare aperte domande sulla nuova fazione Covenant che potrebbero trovare risposta nei capitoli successivi. Per approfondire tutti gli obiettivi e i trofei legati anche alle tre missioni inedite, inclusi i tre Achievement specifici di Operazione: METEORITE e le sfide dedicate, rimandiamo alla nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" rel="noreferrer noopener">guida completa agli Achievement e Trofei di Halo: Campaign Evolved</a>. Il gioco e disponibile dal <strong>28 luglio 2026</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC, con accesso anticipato dal 23 luglio per gli acquirenti della Premium Edition e della Collector&#8217;s Edition.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Halo: Campaign Evolved, tutte le edizioni a confronto</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-edizioni-standard-premium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560538</guid>

					<description><![CDATA[Halo: Campaign Evolved e disponibile in tre edizioni: Standard a 59,99 euro, Premium a 79,99 euro e Collector's Edition a 199,99 euro. Tutti i contenuti, i prezzi e il bonus preordine nel dettaglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;apertura ufficiale dei preordini, Halo Studios e Microsoft hanno dettagliato le tre edizioni disponibili al lancio di <strong>Halo: Campaign Evolved</strong>, previsto per il <strong>28 luglio 2026</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC. Come abbiamo raccontato nell&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" rel="noreferrer noopener">anteprima completa del gioco</a>, si tratta di un remake costruito da zero in Unreal Engine 5 che include la campagna originale di dieci missioni e tre missioni inedite raccolte sotto il nome <strong>Operazione: METEORITE</strong>. Tutte e tre le edizioni includono l&#8217;esperienza di gioco completa: la distinzione riguarda i contenuti aggiuntivi digitali, i collezionabili fisici e l&#8217;accesso anticipato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bonus preordine: il Foundry Armory Pack</h2>



<p>Chiunque prenoti <strong>qualsiasi edizione</strong> di Halo: Campaign Evolved entro il 27 luglio 2026 alle 23:59 (ora locale) riceve automaticamente il <strong>Foundry Armory Pack</strong>, un pacchetto cosmetico dedicato all&#8217;armatura iconica del Master Chief ispirata all&#8217;originale del 2001. Il pacchetto include quattro oggetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Skin armatura <strong>Mark V classica del 2001</strong></li>



<li>Skin <strong>Fucile d&#8217;Assalto classico del 2001</strong></li>



<li>Stile armatura <strong>Onice Dorata</strong></li>



<li>Stile Fucile d&#8217;Assalto <strong>Onice Dorata</strong></li>
</ul>



<p>Il bonus e identico su tutte le piattaforme e per tutte le edizioni: non ci sono varianti esclusive per PlayStation 5 o Xbox. Il Foundry Armory Pack non e acquistabile separatamente dopo la data limite del 27 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Standard Edition: 59,99 euro</h2>



<p>La <strong>Standard Edition</strong> e disponibile a <strong>59,99 euro</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC tramite Steam. Include il gioco completo con la campagna originale di dieci missioni e il blocco di tre missioni inedite dell&#8217;Operazione: METEORITE. Su Xbox Series X|S e PC, la Standard Edition e inclusa al day one nel catalogo <strong>Xbox Game Pass</strong>: chi e abbonato puo giocarla senza acquisto aggiuntivo, con la possibilita di aggiornare successivamente alla Premium Edition a 20,00 euro per sbloccare i contenuti extra. Su PlayStation 5 il gioco richiede un acquisto separato, indipendentemente da eventuali abbonamenti. La Standard Edition non include l&#8217;accesso anticipato del 23 luglio: i giocatori che scelgono questa opzione accedono al gioco alla data di lancio ufficiale del 28 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Premium Edition: 79,99 euro</h2>



<p>La <strong>Premium Edition</strong> e disponibile a <strong>79,99 euro</strong> sugli stessi store della Standard. Oltre al gioco completo, include cinque elementi aggiuntivi divisi tra contenuti in-game e materiale digitale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Accesso anticipato fino a 5 giorni</strong>, con inizio il 23 luglio 2026</li>



<li><strong>Alpha Halo Armory Pack</strong>: cinque skin per l&#8217;armatura di Master Chief e sei skin per le armi, a tema con l&#8217;installazione Alpha Halo</li>



<li><strong>Artbook digitale</strong> <em>The Art of Halo: Campaign Evolved</em></li>



<li><strong>Racconto digitale</strong> <em>Halo: Hungry Buzzards</em>, scritto da Troy Denning, che introduce gli eventi narrativi dell&#8217;Operazione: METEORITE</li>



<li><strong>Manuale di gioco digitale</strong> ispirato al manuale fisico originale di Halo: Combat Evolved del 2001</li>
</ul>



<p>Il racconto <em>Halo: Hungry Buzzards</em> e firmato da <strong>Troy Denning</strong>, uno degli autori piu noti della narrativa espansa dell&#8217;universo Halo, responsabile di romanzi come <em>Halo: Last Light</em> e <em>Halo: Divine Wind</em>. La sua presenza garantisce una continuita di tono con il canone ufficiale della saga. Il manuale digitale ha suscitato qualche polemica nella community: la scelta di includerlo solo nell&#8217;edizione a pagamento aggiuntivo, anziche renderlo disponibile a tutti, e stata criticata da una parte dei giocatori che lo considerano un contenuto di supporto al gameplay, non un extra cosmetico. Chi possiede gia un abbonamento Game Pass puo acquistare il solo <strong>Premium Edition Upgrade a 20,00 euro</strong> per sbloccare tutti i contenuti Premium senza acquistare nuovamente il gioco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Collector&#8217;s Edition: 199,99 euro</h2>



<p>La <strong>Collector&#8217;s Edition</strong> e disponibile a <strong>199,99 euro</strong> esclusivamente tramite l&#8217;<a href="https://shop.xboxgamestudios.com/products/halo-campaign-evolved-collectors-edition" target="_blank" rel="noopener">Xbox Game Studios Shop</a> (con negozio dedicato per le spedizioni nell&#8217;Unione Europea, nel Regno Unito, in Svizzera e in Norvegia). Include tutto il contenuto della Premium Edition, piu una serie di oggetti fisici e digitali pensati per i collezionisti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Statua di Master Chief da 12 pollici (circa 30 cm)</strong> realizzata da Dark Horse</li>



<li><strong>Chip di Cortana con LED luminoso</strong> e cavo di ricarica incluso</li>



<li><strong>Steelbook da collezione</strong></li>



<li><strong>Tre stampe di concept art originali</strong> in formato 11 pollici per 17 pollici</li>



<li><strong>Manuale fisico</strong>: riproduzione modernizzata del manuale di Halo: Combat Evolved del 2001, disponibile in inglese, francese canadese, francese, spagnolo e tedesco</li>



<li><strong>Disco fisico del gioco</strong> per Xbox Series X e PlayStation 5 (la versione Steam include invece un codice digitale per la Premium Edition)</li>
</ul>



<p>La Collector&#8217;s Edition e andata esaurita in pochi giorni dalla sua apertura ai preordini, e al momento non risulta disponibile per nuovi acquisti sullo store ufficiale. Sul mercato secondario alcune prenotazioni sono state rivendute a prezzi significativamente superiori al valore originale. Chi e interessato puo monitorare lo store ufficiale per eventuali restocking prima del 28 luglio. Va segnalato che il disco fisico incluso nella Collector&#8217;s Edition non e compatibile con i modelli Xbox Series S e con le versioni PlayStation 5 prive di lettore ottico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tabella riepilogativa delle tre edizioni</h2>



<p>Per orientarsi rapidamente, ecco il confronto tra le tre edizioni disponibili al lancio di Halo: Campaign Evolved:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Standard Edition (59,99 euro)</strong>: gioco completo con campagna originale e Operazione: METEORITE. Inclusa in Game Pass su Xbox e PC. Accesso dal 28 luglio.</li>



<li><strong>Premium Edition (79,99 euro)</strong>: gioco completo, accesso anticipato dal 23 luglio, Alpha Halo Armory Pack (5 skin armatura, 6 skin armi), artbook digitale, racconto digitale <em>Hungry Buzzards</em>, manuale digitale.</li>



<li><strong>Collector&#8217;s Edition (199,99 euro, esaurita)</strong>: tutti i contenuti della Premium Edition, piu statua Master Chief 12 pollici Dark Horse, chip Cortana LED, Steelbook, tre stampe concept art, manuale fisico reimmaginato, disco di gioco fisico.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quale edizione scegliere</h2>



<p>Per chi e abbonato a <strong>Xbox Game Pass</strong>, la scelta piu efficiente e giocare la Standard attraverso l&#8217;abbonamento e valutare successivamente il solo upgrade Premium a 20,00 euro, se i contenuti digitali risultano di interesse. Chi gioca su <strong>PlayStation 5</strong> e vuole l&#8217;accesso anticipato del 23 luglio deve necessariamente puntare alla Premium Edition: non esiste un percorso alternativo per entrare prima del lancio ufficiale. La Collector&#8217;s Edition, al netto dell&#8217;esaurimento attuale, e destinata ai collezionisti della saga: il valore degli oggetti fisici, in particolare la statua Dark Horse e il chip Cortana, giustifica il prezzo per chi vuole esporre il prodotto e non solo giocarci. Per tutto il resto, la Standard Edition garantisce la stessa identica esperienza di gioco delle edizioni superiori. Per seguire gli aggiornamenti sulla disponibilita della Collector&#8217;s Edition e sulle novita legate al lancio, il riferimento ufficiale e la <a href="https://www.halowaypoint.com/halo-campaign-evolved" target="_blank" rel="noopener">pagina di Halo: Campaign Evolved su Halo Waypoint</a>. Tutti gli articoli dedicati al gioco sono disponibili anche nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" rel="noreferrer noopener">guida agli obiettivi e trofei di Halo: Campaign Evolved</a>.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/attack-on-titan-3-koei-tecmo-nuovo-gameplay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Morgana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
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					<description><![CDATA[Attack on Titan è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. Koei Tecmo, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del terzo capitolo, dove vengono mostrare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.icrewplay.com/a-o-t-2-final-battle-tutte-le-novita-sul-battle-system/">Attack on Titan</a> è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. <a href="https://www.koeitecmoeurope.com/" target="_blank" rel="noopener">Koei Tecmo</a>, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del <strong>terzo capitolo</strong>, dove vengono mostrare le spedizioni fuori dalle famose mura che caratterizzano l&#8217;ambientazione.</p>



<p>Attack on Titan 3 racconterà i principi del corpo di ricerca e la sua inevitabile fine, facendo immergere il giocatore nella storia dell&#8217;opera con la possibilità di viverla ancora una volta dal punto di vista degli eroi di Paradis. Sarà possibile scegliere personaggi con diverse abilità e formare una squadra a seconda di queste capacità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/b4a248453f33cccfb1baf9e67ac01c722a7682b1c5981ff8-1024x576.avif" alt="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay" class="wp-image-560558" title="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay"></figure>



<p>Il movimento tridimensionale sarà una parte fondamentale del gameplay, che è stato naturalmente migliorato così come i giganti, che sono stati resi ancora più spaventosi. Proprio come nell&#8217;animazione della serie originale, quella di apertura del nuovo gioco è stata disegnata dallo <strong>studio MAPPA</strong>, che ancora una volta ha portato in vita i personaggi dell&#8217;opera rendendoli incredibilmente vivi ed espressivi. Questa scena sarà disponibile soltanto dopo un aggiornamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità del gameplay di Attack on Titan 3</h2>



<p>Con la possibilità di avventurarsi oltre le mura, i giocatori potranno esplorare i territori circostanti, ma ciò renderà anche le cose più difficili: il carburante dell&#8217;attrezzatura dovrà essere tenuto d&#8217;occhio, bisognerà mantenere alta la morale del gruppo per essere più forti in combattimento, e inoltre sarà necessario <strong>costruire basi per rifornirsi</strong>.</p>



<p>I giganti potranno sferrare attacchi letali ed avranno comportamenti più realistici e pericolosi, per questo i giocatori dovranno stare attenti e combattere senza sosta per evitarli. Attack on Titan 3 è ancora in sviluppo e il suo rilascio è previsto per l&#8217;inverno su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC tramite Steam.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="[IT] A.O.T. 3 - trailer di gameplay" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/j24q3DYBbHQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/ea-sports-ufc-6-la-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Con EA Sports UFC 6, la serie dedicata alle arti marziali miste torna dopo una lunga attesa e con una responsabilità piuttosto chiara: dimostrare che l’ottagono virtuale ha ancora margine per evolversi. Dopo UFC 5, che aveva già portato il franchise dentro una nuova fase tecnica grazie al passaggio al Frostbite, questo nuovo episodio prova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con <strong>EA Sports UFC 6</strong>, la serie dedicata alle arti marziali miste torna dopo una lunga attesa e con una responsabilità piuttosto chiara: dimostrare che l’ottagono virtuale ha ancora margine per evolversi. Dopo <a href="https://www.icrewplay.com/ea-sports-ufc-5-alter-ego-e-contenuti-esclusivi/" data-type="post" data-id="535782">UFC 5</a>, che aveva già portato il franchise dentro una nuova fase tecnica grazie al passaggio al Frostbite, questo nuovo episodio prova a fare un passo ulteriore puntando su fisicità, individualità degli atleti e maggiore autenticità negli scambi.</p>



<p>Il risultato è un gioco che, appena entra in azione, sa farsi rispettare. <strong>UFC 6 è più sporco, più pesante e più leggibile nei momenti decisivi</strong>, soprattutto quando il combattimento resta in piedi e ogni jab, gancio o calcio sembra avere un impatto reale sul corpo dell’avversario. EA Vancouver ha lavorato molto sulla sensazione del colpo, sul movimento dei fighter e sulla differenza tra stili, e questo si nota.</p>



<p>Allo stesso tempo, però, UFC 6 non è la rivoluzione che qualcuno poteva aspettarsi. È un capitolo molto rifinito, più completo e più spettacolare del precedente, ma anche legato a una struttura che in diversi punti comincia a mostrare un po’ di stanchezza. La sensazione è quella di un gioco fortissimo nel momento in cui ti chiude nella gabbia, ma meno brillante quando prova a costruire tutto ciò che sta intorno al combattimento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-1-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560572" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Novità di UFC 6</h2>



<p>Parlare di storia in un gioco sportivo non è mai semplice, ma <strong>UFC 6</strong> prova comunque a dare più peso narrativo alla carriera di un fighter. La novità principale è The Legacy, una modalità pensata come introduzione narrativa al mondo del gioco. Qui il giocatore segue Chris Carter, giovane prospetto proveniente dal wrestling universitario, impegnato a costruirsi un nome nel circuito regionale prima di arrivare al palcoscenico della UFC.</p>



<p>La premessa funziona perché dà finalmente un volto e un contesto al percorso iniziale. Chris non è soltanto un avatar da far salire di livello, ma un atleta con legami, pressioni, rivalità e un’eredità familiare da gestire. La storia non va mai oltre i confini del classico racconto sportivo, ma riesce comunque a dare un senso più umano alla scalata. <strong>UFC 6 prova a farti sentire il peso di una carriera prima ancora del fascino della cintura</strong>, e nei primi momenti ci riesce con buona efficacia.</p>



<p>Il problema è che The Legacy, pur essendo una buona idea, resta piuttosto breve e non sempre incisiva quanto promette. Serve bene come porta d’ingresso, insegna le basi e prova a rendere più cinematografico il debutto, ma una volta terminato lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata. Il passaggio verso la carriera tradizionale è naturale, ma non basta a trasformare l’intera esperienza in un vero racconto sportivo di lungo respiro.</p>



<p>Più interessante, sul piano dell’atmosfera, è Hall of Legends. Questa modalità permette di esplorare spazi dedicati ad alcuni grandi nomi della UFC, con ambienti pensati per raccontare carriera, radici e momenti simbolici degli atleti. Non è una semplice galleria di contenuti extra: c’è il tentativo di trasformare la memoria sportiva in un piccolo museo interattivo, dove filmati, oggetti e combattimenti ricreati aiutano a capire perché certi fighter abbiano lasciato un segno.</p>



<p>L’ambientazione principale, naturalmente, resta quella degli eventi UFC. Arene, walkout, pubblico, luci, commento e presentazione cercano di ricostruire il grande spettacolo delle MMA moderne. <strong>UFC 6 funziona bene quando ti fa percepire la pressione del grande evento</strong>, quando l’atleta entra nella gabbia e il rumore di fondo diventa parte della tensione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-2-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560573" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay rifinito, solido, spettacolare</h2>



<p>Il gameplay è il vero motivo per cui <strong>UFC 6</strong> merita attenzione. Il combattimento in piedi è la parte più riuscita del pacchetto e rappresenta un miglioramento netto rispetto al passato. Gli scambi sono più fluidi, le animazioni più differenziate e il contatto tra i corpi più convincente. Un colpo non sembra più soltanto un’animazione che parte e arriva a destinazione: ora distanza, tempismo, postura e stile del fighter incidono molto di più.</p>



<p>Questa è probabilmente la qualità più importante del gioco. <strong>UFC 6 ti costringe a combattere meglio, non solo a premere più velocemente.</strong> Entrare fuori misura, cercare combinazioni senza preparazione o abusare sempre degli stessi attacchi porta più facilmente a essere puniti. La difesa, il footwork e la gestione della distanza diventano fondamentali, soprattutto contro avversari capaci di contrattaccare.</p>



<p>La maggiore individualità degli atleti si sente. Non tutti i pugni partono allo stesso modo, non tutti i movimenti hanno lo stesso ritmo, non tutti i fighter occupano lo spazio con la stessa naturalezza. Un lottatore potente e compatto dà sensazioni diverse rispetto a uno striker più tecnico o a un atleta che lavora meglio in pressione. Questo rende il roster più interessante da esplorare e spinge a scegliere i fighter non solo in base al valore generale, ma anche allo stile.</p>



<p>La nuova meccanica Flow State aggiunge un ulteriore livello al combattimento. Quando il giocatore riesce a seguire il piano di gara ideale del proprio atleta e a costruire momentum, può entrare in una sorta di stato di grazia temporaneo. L’idea è buona, perché prova a tradurre in gameplay quella sensazione reale del fighter che trova ritmo, letture e fiducia. Quando funziona, Flow State rende il match più dinamico e dà valore alla coerenza tattica.</p>



<p>Il rischio, però, è che questa meccanica sposti leggermente il gioco verso una dimensione più arcade. Non rovina l’equilibrio generale, ma può sembrare un’aggiunta un po’ vistosa dentro una simulazione che, per il resto, cerca di essere sempre più realistica. È una buona trovata, ma andrebbe dosata con attenzione.</p>



<p>Il grappling e la lotta a terra restano solidi, ma meno sorprendenti. Le transizioni, le sottomissioni e il controllo a parete funzionano, però non danno la stessa impressione di evoluzione vista nello striking. Chi ama il wrestling e il jiu-jitsu troverà comunque strumenti sufficienti per costruire match intelligenti, ma la parte più fresca di <a href="https://store.steampowered.com/news/group/42342144/view/512989355492508663" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/news/group/42342144/view/512989355492508663" target="_blank" rel="noopener">UFC 6</a> rimane chiaramente lo scambio in piedi.</p>



<p>La carriera offre più scelte e più eventi narrativi rispetto al passato, ma la struttura di fondo conserva il solito ciclo di allenamenti, promozione, gestione della forma e preparazione dell’incontro. All’inizio è coinvolgente, perché ogni decisione sembra poter incidere sul percorso. Dopo molte ore, però, il ritmo diventa più ripetitivo. Allenarsi, simulare attività, aumentare hype e prepararsi al prossimo avversario funziona, ma difficilmente sorprende davvero.</p>



<p>The Gym aggiunge una progressione trasversale basata su roster, cosmetici, sfide e ricompense. È un’idea pensata per mantenere il giocatore dentro il gioco anche oltre la singola modalità, ma non tutti la troveranno necessaria. Essendo legata soprattutto alla personalizzazione e al collezionismo, può piacere a chi ama sbloccare contenuti, mentre rischia di sembrare superflua a chi vuole soltanto combattere.</p>



<p>Nel complesso, <strong>UFC 6 è fortissimo quando lascia parlare mani, gambe, clinch e gabbia</strong>. Meno quando ti chiede di passare troppo tempo tra menu, attività ripetute e sistemi di contorno non sempre fluidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-3-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560574" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Livello tecnico altissimo</h2>



<p>Dal punto di vista tecnico, <strong>UFC 6</strong> è uno dei capitoli più impressionanti della serie. I modelli degli atleti sono più convincenti, i corpi più credibili e le animazioni restituiscono finalmente una maggiore varietà fisica. I fighter non sembrano semplici skin applicate allo stesso scheletro: postura, proporzioni, movimento e reazioni contribuiscono a dare identità.</p>



<p>Il sistema di contatto è uno degli elementi più riusciti. I colpi entrano con un impatto più naturale, le reazioni sono più credibili e i knockout hanno spesso una brutalità spettacolare senza sembrare del tutto preconfezionati. Anche il danno visivo contribuisce molto all’immersione. Tagli, gonfiori, sangue e segni sul volto raccontano l’andamento del match con una chiarezza immediata.</p>



<p>La presentazione è molto buona. Le arene sono illuminate bene, il pubblico contribuisce all’atmosfera e i momenti prima dell’incontro riescono a creare tensione. Non tutto è perfetto, perché alcune sequenze si ripetono e certi elementi della regia restano prevedibili, ma l’insieme funziona.</p>



<p>Il sonoro alterna momenti riusciti ad altri più discutibili. Gli impatti durante il combattimento sono secchi e soddisfacenti, il pubblico accompagna bene le fasi più calde e il commento aiuta a dare ritmo agli incontri. La colonna sonora, invece, può risultare un po’ insistente nei menu, soprattutto quando si passa molto tempo nelle modalità più gestionali.</p>



<p>Il problema tecnico più fastidioso riguarda proprio l’interfaccia. Alcuni menu risultano lenti, pesanti e poco piacevoli da attraversare. Considerando quanto UFC 6 chieda di muoversi tra hub, carriera, personalizzazione e attività esterne all’incontro, questa mancanza di reattività pesa più del previsto. Non compromette l’esperienza, ma la rende meno elegante.</p>



<p>Su console di nuova generazione il gioco offre comunque combattimenti fluidi e visivamente molto convincenti. <strong>Quando il match parte, UFC 6 sa essere potente, pulito e fisico come pochi altri giochi sportivi.</strong></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/voyagers-of-nera-in-arrivo-nel-2027-su-playstation-e-xbox/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni l&#8217;editore Fireshine Games insieme allo sviluppatore Treehouse Games hanno annunciato l&#8217;imminente uscita di Voyagers of Nera su PlayStation 5 e Xbox Series, questo survival game in stile open world che all&#8217;interno ha anche elementi di crafting è previsto per il 2027. Voyagers of Nera Inizialmente lanciato in accesso anticipato per PC tramite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi giorni l&#8217;editore <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Fireshine+Games" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Fireshine+Games">Fireshine Games</a> insieme allo sviluppatore Treehouse Games hanno annunciato l&#8217;imminente uscita di Voyagers of Nera su PlayStation 5 e Xbox Series, questo survival game in stile open world che all&#8217;interno ha anche elementi di crafting è previsto per il 2027.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Explore the Deep - Major Update | Voyagers of Nera" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/UtWOOzVaZdk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di lancio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Voyagers of Nera</h2>



<p>Inizialmente lanciato in accesso anticipato per PC tramite Steam l&#8217;uscita completa di Voyagers of Nera è prevista per ottobre, mentre l&#8217;ultimo importante aggiornamento &#8220;Esploratore degli Abissi&#8221; è già disponibile. </p>



<p>Voyagers of Nera è essenzialmente un gioco cooperativo di sopravvivenza e crafting che unisce un massimo di dieci giocatori. Il gioco è ambientato in un vasto oceano ricco di antiche rovine e diversi biomi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-2-1024x576.jpg" alt="Voyagers of Nera 2" class="wp-image-560455" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il magico mondo di Nera</h3>



<p>Nera è un mondo oceanico magico e ricco di bellezza, magia e pericoli. <strong>Il giocatore impersona Echo, un discendente degli antichi protettori di questo mondo, ormai estinti. </strong>Il suo compito sarà quello di solcare i mari, sconfiggere le mostruose creature degli abissi e risvegliare gli spiriti prima che questi svaniscano per sempre. </p>



<p>Da solo o in gruppo il giocatore potrà navigare verso isole lontane o cavalcare le onde. <strong>Dovrà costruire le proprie navi da zero, aggiungendo vele, decorazioni, cannoni e postazioni magiche. </strong>Sarà possibile immergersi nelle profondità marine per trovare preziose risorse e tesori nascosti cercando di fare attenzione a non disturbare ciò che si cela negli abissi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-4-1024x576.jpg" alt="Voyagers of Nera 4" class="wp-image-560457" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Un viaggio ricco di avventura</h3>



<p>Il viaggio oltre a essere ricco di avventure porterà il giocatore a scoprire interessanti biomi, come un arcipelago formatosi attorno ad un misterioso colosso caduto o coloratissime scogliere coralline che si ergono verso il cielo. <strong>Per sopravvivere non basterà costruire la propria nave ma sarà necessario creare imponenti basi costiere, forgiare nuove armi e risvegliare i potenti spiriti della natura, combattendo creature mostruose abitanti sia della terra che del mare.</strong> </p>



<p>Sarà necessario inoltre costruire villaggi in continua espansione e personalizzabili grazie ad un sistema di costruzione particolare<strong>. Ogni base che viene costruita permette di raffinare risorse, cucinare e creare nuovi equipaggiamenti.</strong> In aggiunta questa fungerà da santuario per gli spiriti del mondo. Costruendo le giuste strutture sarà possibile attirarli e proteggerli. In cambio questi alimenteranno magicamente il proprio insediamento, sbloccando creazioni più potenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="528" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-3-1024x528.jpg" alt="Voyagers of Nera 3" class="wp-image-560456" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Alla ricerca degli spiriti antichi</h3>



<p>Un tempo ogni bioma era la dimora di un potente spirito antico, ma questi ora sono dispersi e perduti. Starà al giocatore trovare i loro frammenti perduti e risvegliarli per ereditare i loro incredibile potere e riportare il mondo di Nera alla normalità. </p>



<p><strong>Voyagers of Nera è un&#8217;esperienza che da il proprio meglio sia in solitaria che con gli amici. I giocatori potranno condividere l&#8217;avventura fino a dieci amici sullo stesso server.</strong> L&#8217;aggiunta è possibile in qualsiasi momento e sarà possibile ricoprire ruoli diversi. Che una persona preferisca l&#8217;avventura, la creazione, il combattimento o la costruzione ogni scelta contribuisce al progresso del gruppo.</p>



<p>Il gioco è atteso su PC ad Ottobre tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2686630/Voyagers_of_Nera/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2686630/Voyagers_of_Nera/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>, mentre per i possessori di console sarà necessario attendere qualche mese in più. Al momento il gioco purtroppo non è stato tradotto in italiano ma è possibile giocarlo in diverse lingue, tra cui l&#8217;inglese. Al momento in cui l&#8217;articolo viene redatto inoltre su Steam il gioco è in sconto fino al 9 luglio, da 29,99 euro a 19,79. Non resta che attendere l&#8217;uscita o buttarsi sulla versione ad accesso anticipato, e in questo periodo in cui il desiderio di buttarsi tra le fresche e cristalline acque è più che mai alto forse vale la pena concedersi una pausa nel mondo di Voyagers of Nera.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/deathbulge-battle-of-the-bands-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Deathbulge in sinergia con Five Houses LLC, Deathbulge: Battle of the Bands è un folle e coloratissimo gioco di ruolo in 2D dove si combatte letteralmente a suon di musica con un sistema ibrido tra turni e tempo reale. Inoltre, potrai anche prendere a calci le porte durante l’esplorazione… ma ne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Deathbulge</strong> in sinergia con <strong>Five Houses LLC</strong>, Deathbulge: Battle of the Bands è un folle e coloratissimo gioco di ruolo in 2D dove si combatte letteralmente a suon di musica con un sistema ibrido tra turni e tempo reale. Inoltre, potrai anche prendere a calci le porte durante l’esplorazione… ma ne parleremo con calma nei prossimi paragrafi! Noi abbiamo vissuto questa stravagante follia videoludica su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Deathbulge: Battle of the Bands FINAL TRAILER" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/hXEP4cm7Res?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Deathbulge: Battle of the Bands e l’ironia all’ennesima potenza</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Deathbulge: Battle of the Bands è bene specificare alcune cose. Prima di tutto, questa è una trasposizione per console dell’originale gioco precedentemente uscito per computer nell’estate del <strong>2023</strong>. L’opera è la stessa e, lo dobbiamo ammettere subito, le console avevano bisogno di un titolo del genere. Per chi non lo sapesse, Deathbulge: Battle of the Bands è prima di tutto un <strong>webcomic</strong> che porta la firma di <strong>Dan Martin</strong>, fumettista umoristico da tempo attivo online e non solo.</p>



<p>Ecco, nonostante alcuni richiami alle sue opere fumettistiche, non è essenziale conoscerle per affrontare Deathbulge: Battle of the Bands che è, a conti fatti, un’opera a sé stante, con un mondo e un cast vario, pulsante e assolutamente divertente. Un mondo che ricorda un po’ Adventure Time e un po’ i vecchi mondi delle avventure grafiche di un tempo, quelle <strong>surreali, ironiche, follie </strong>e terribilmente iconiche. Ecco, Deathbulge: Battle of the Bands è tutto questo ma con uno stile personale, magnetico e che funziona a 360° da inizio alla fine senza mai stancare.</p>



<p>Procedendo con ordine, la trama inizia con una dei tre protagonisti, tale <strong>Faye</strong>, che decide, spinta da alcuni amici musicisti, di iscrivere la sua band, i Deathbulge appunto, a un nuovissimo torneo fra band. C’è però un problema che si farà strada gradualmente nell’esilarante incipit del titolo… un qualcosa che nessuno dei partecipanti ha notato, avendo evitato di leggere il contratto: la battaglia da band è destinata a essere letale. Come? Semplice, tutte le band registrate ottengono un singolare potere: quello di far fisicamente male al prossimo utilizzando la propria musica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559924" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Una volta scoperto l’inganno e il concreto rischio di morire, Faye non può che recuperare gli altri due membri della sua band, il buon <strong>Riff </strong>e l’iconico nonché folle <strong>Ian</strong>. I tre formano una band particolare tanto nella scrittura personale quanto nel gameplay. Le scenette che li vedono protagonisti sono innumerevoli, ognuno di loro ha una sua storia, delle proprie fisime e sì, si scontreranno anche tra loro, più e più volte, in gag che sapranno strapparti sonore risate grazie a trovate difficili da prevedere.</p>



<p>E l’ironia, se non lo hai ancora compreso, domina incontrastata per tutta l’opera. Dalla struttura stessa del titolo al gameplay, al <strong>combat system</strong> fino all’ambiente stesso che trasuda costante ironia. Un esempio? Una foresta di alberi il cui tronco massiccio ricorda poderosi pettorali allenati. O ancora un dungeon immenso in cui dovrai letteralmente nuotare in una folla di gente… e non entriamo oltre nel dettaglio per lasciarti gustare le genialate degli sviluppatori che sì, sono davvero, davvero tante e costantemente nuove.</p>



<p>Altro elemento di spicco e di cui tener nota è che ogni personaggio su schermo con cui potrai interagire, incluso il cittadino più anonimo, tra cui uno che non dirà neanche una parola, ha un suo volto e determinate animazioni. <strong>Tutti</strong>. Ogni individuo ha un carattere o qualcosa per cui lo ricorderai, spesso in modo marcatamente ironico e/o assurdo. <strong>La città, i dungeon, i nemici</strong>, ogni elemento ha una coerenza fuori di testa che rende Deathbulge: Battle of the Bands a suo modo unico. e questo è dovuto a una cura nei dettagli che evidenzia una passione pura, sincera e che si traduce in modo positivo nell’esperienza videoludica in sé.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-462364-1024x577.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559923" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ma procediamo con gli esempi di <strong>ironia</strong> perché Deathbulge: Battle of the Bands sfrantuma anche la quarta parete e trasforma i classici stereotipi ed elementi dei giochi di ruolo in chiave ironica. I punti di salvataggio manuale sono qui rappresentati da un vero e proprio personaggio costretto a inseguirci in tutta l’avventura per permetterci di salvare e no, non è obbligatorio farlo visto che il titolo salva anche automaticamente… e infatti, potrai rispondere a questo personaggio con la seguente affermazione: “<em>No, ho una relazione monogama con il salvataggio automatico</em>”. </p>



<p>Ma andiamo ancora oltre, abbiamo accennato delle <strong>porte da calciare</strong>. Ecco, calciare le porte crea una sorta di rituale del titolo magnetico e singolare. Una porta calciata si stacca letteralmente, liberando per sempre l’uscio. Ma non solo, la porta sradicata subentra nell’area successiva e assume posizioni e/o ruoli inediti. Può diventare una porta da curare, casualmente finita dentro un lettino d’ospedale, o anche una porta che diventa un’involontaria opera d’arte, ormai tutt’uno con una parete. E così via. Ci sono tante, tante porte da calciare e sì, suggeriamo calorosamente di calciarle tutte.</p>



<p>Appurato che Deathbulge: Battle of the Bands fa tanto ridere, potrebbe emergere il dubbio sulla qualità della scrittura della<strong> macro trama</strong>. Ebbene no, non è una storia che si piega a sequela di gag, tutt’altro. Al suo interno c’è una storia sì folle e sopra le righe ma in grado di emozionare e trattare con ironia perpetua anche diversi argomenti tra cui la vita di una star, il rapporto col pubblico, con le case discografiche, con i “demoni” del successo e tanto, tanto altro. Insomma, Deathbulge: Battle of the Bands lascia il segno e le sue circa venti ore di longevità, includendo tutte le missioni secondarie, volano via fin troppo velocemente… Ian ci manca ancora, terribilmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-4343-1024x577.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559922" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay classico ma immediato e sfidante</h2>



<p>Deathbulge: Battle of the Bands è un<strong> gioco di ruolo in 2D con combattimenti a turni</strong>. Parliamo di un titolo che mixa esplorazione ambientale a combattimenti con nemici sempre visibili a schermo. Questi ultimi sono discretamente vari con alcuni boss che sapranno mettere a dura prova il nostro ingegno. Perché sì, in Deathbulge: Battle of the Bands non bastano le statistiche ma ci vuole strategia e studio sia del proprio equipaggiamento che delle mosse e abilità dei nemici di turno.</p>



<p>Il motivo è semplice, non basta selezionare <strong>un’abilità</strong> o effettuare attacchi immediati e veloci per sopravvivere a lungo. Lo scontro vede i nostri tre membri su un lato contro gli avversari sul lato opposto. Ogni squadra ha sotto di sé un rettangolo che non è altro che la barra cronologia dell’azione, divisa in quattro quadrati. Ecco, quei quadrati sono essenziali per vincere uno scontro. Ogni riquadro può diventare un<strong> bonus o un malus</strong>. Da energia che si ricarica a energia che si perde. Quando? Semplice, man mano che il segnalino del nostro team ci passa sopra, attivando o subendo bonus e malus lì piazzati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-364-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559921" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Detto per iscritto può risultare complesso ma assicuriamo che pad alla mano, è decisamente intuitivo e divertente da padroneggiare e sperimentare. Come si riempie un quadrato di un bonus personale o un malus per l’avversario? Semplice, utilizzando le varie abilità a nostra disposizione. E tali abilità si ottengono equipaggiando particolari strumenti ai nostri personaggi. Le <strong>combinazioni</strong> possibili sono tantissime e vanno a coinvolgere anche l’aspetto esteriore dei nostri personaggi.</p>



<p>Senza contare che le varie abilità sono caratterizzate da una sorta di “tipo” alla <a href="https://www.icrewplay.com/pokemon-pokopia-monumenti-italiani-colosseo-rialto-tempio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pokémon</a>, con un sistema di <strong>superefficace e meno efficace</strong> tutto da svelare e padroneggiare. Anche il sistema di oggetti è diverso dal solito. Una volta ottenuti, infatti, potranno essere utilizzati senza essere “consumati” ma andando però a infierire in una barra condivisa per tutti gli oggetti. Consumata questa barra, non potrai usare ulteriori oggetti nel corso di quella battaglia. Inoltre, col tempo si aggiunge anche un’ulteriore barra con cui potrai attivare un’ulteriore abilità “di gruppo” decisamente devastante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-346-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559920" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Riassumendo, abbiamo un combat system sicuramente non rivoluzionario nelle sue meccaniche ma che si sposa a un numero enorme di varietà strategiche e anche estetiche. La mole di abilità è elevata e gli effetti di bonus e malus sono discretamente vari e sanno regalare non poche soddisfazioni. Da segnalare, inoltre, la presenza di <strong>un “finale vero” </strong>che si somma al finale classico oltre a una serie di missioni secondarie che consigliamo calorosamente di fare. </p>



<p>Queste si insinuano in una serie di dungeon forse esteticamente un po’ troppo ciclici ma che sanno premiare un’attenta esplorazione con tanto di piccoli enigmi ambientali. A vincere però, ancora una volta, è l’originalità della messa in scena potenziata da un’ironia che funziona e conquista. Anche l’interfaccia è coerente con l’intero gioco oltre a essere molto intuitiva. Se proprio vogliamo trovare qualcosa che ci ha convinto poco è il <strong>level cap massimo </strong>che si raggiunge prima del tempo, soprattutto se ti dedichi al grinding e a tutte le attività opzionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-5-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559919" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Deathbulge: Battle of the Bands è semplicemente bello. Le animazioni varie e curate, l’enorme varietà e cura riposta in ogni personaggio, l’originalità di dungeon e scenari, le animazioni delle battaglie, tutto ci ha conquistato. Sì, l’ironia copre in parte la ripetitività dei dungeon ma è qualcosa che scivola via abbastanza velocemente, visto che il titolo ha un ritmo ben calcolato. Noi siamo rimasti molto compiaciuti dalle idee e dall’originalità e non abbiamo riscontrato alcun rallentamento di sorta.</p>



<p>E a un impianto grafico decisamente buono si somma una<strong> colonna sonora</strong> ancora più varia e curata. D’altronde, parliamo di un titolo che tratta di band e di musica. E no, non delude. C’è di tutto e quel tutto è curato molto bene. Dal jingle super orecchiabile e magnetico di un “pesce trofeo” fino al metal più aggressivo e graffiante, ogni sonorità di Deathbulge: Battle of the Bands colpisce nel segno confermando la cura data nel titolo. L’unica nota stonata non riguarda però il sonoro…</p>



<p>Ebbene sì, Deathbulge: Battle of the Bands <strong>non ha la lingua italiana</strong>, di cui sono assenti anche i sottotitoli. L’unico neo che potrebbe tener lontano qualche giocatore, considerando che c’è molto da leggere e sono inclusi giochi di parole e battute di vario genere. Eppure, noi consigliamo di affrontare questo piccolo scoglio per non perdersi un’avventura divertente e a suo modo unica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/blue-reflection-quartet-in-uscita-il-30-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali. La serie di Blue Reflection ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali.</p>



<p>La serie di <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection">Blue Reflection</a> ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è espansa con un anime, un gioco per dispositivi mobile e un sequel su console grazie anche alla supervisione della serie a cura del celebre illustratore Mel Kishida, charter designer di Hanasaku Iroha e illustratore di  Heaven&#8217;s Memo Pad. Per tutti quelli che non hanno sentito parlare di questa interessante saga ma vogliono prepararsi alla sua imminente uscita di raccolta di giochi, Blue Reflection Quartet contiene infatti tutte e quattro le emozionanti storie, l&#8217;editore Koei Tecmo offre una utile panoramica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Blue Reflection Quartet - Second Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Ibi43OoD84g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Blue Reflection Quartet secondo trailer di lancio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo di Blue Reflection</h2>



<p><strong>Il primo Blue Reflection narra la storia di Hinako una ballerina che dopo un&#8217;infortunio alla gamba è costretta a mettere da parte i suoi sogni, incontra Yukuzi e Lime che le conferiscono poteri magici e le chiedono aiuto per sconfiggere Sephira che sta minacciando il mondo.</strong> A Hinako viene promesso che se sconfiggerà il nemico il suo desiderio potrà avversarsi. Nel tentativo di tirare sul palco la ragazza si pone l&#8217;obbiettivo di raccogliere frammenti di emozioni, noti come frammenti, per diventare abbastanza forte e sconfiggere Sephira. </p>



<p>In questa nuova versione le texture sono state aggiornate in alta risoluzione e aggiunti nuovi effetti visivi, come un migliore effetto dell&#8217;acqua e altri effetti che aiutano a creare un&#8217;atmosfera più coinvolgente. Sono state inoltre introdotte nuove funzionalità, come il salvataggio automatico per un esperienza più fluida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-2-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 2" class="wp-image-560296" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Ray</h3>



<p><strong>In questo capitolo invece ci viene narrata la storia di Hiori Hirahara una ragazza solare e ottimista e di Ruka Hanari, timida e impacciata, insieme cambieranno la storia l&#8217;una dell&#8217;altra e del mondo intero.</strong> Questo gioco offre una versione condensata della storia, con i personaggi principali realizzati in 3D. I giocatori dovranno seguire Hiori e Ruka mentre esplorano il Common e rivivono i loro ricordi, nel tentativo di affrontare uno studente di un&#8217;altra accademia che sta cercando di ricreare il mondo. Nuove storie espandono la lore di gioco, un nuovo prologo e un nuovo epilogo collegano questo capitolo alle altre opere della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Sun</h3>



<p><strong>Questo capitolo è stato sviluppato come gioco per dispositivi mobile e racconta la storia di un gruppo di studenti che stanno vivendo in un mondo ormai alla fine e che nel frattempo cercando di aggrapparsi alla speranza di un possibile futuro.</strong> La storia di Sun è stata riproposta come videogioco per console utilizzando i sitemi di Blue Reflection: Secon Light in modo da ricreare le memorabili battaglie del gioco originale. Sono stati aggiunti 24 nuovi eventi dei personaggi, oltre alla storia principale, il prologo e l&#8217;epilogo del gioco originale in modo da collegare anche in questo caso questo capitolo agli altri capitoli della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Second Light</h3>



<p><strong>Questo gioco racconta la storia di un gruppo di studenti senza memoria che si ritrovano a vivere in uno strano mondo. Attraverso le loro avventure dovranno scavare dentro di sé per recuperare i loro ricordi e scoprire la verità sul mondo in cui vivono. </strong>Uscito per la prima volta nell&#8217;ottobre del 2021 questa versione di Blue Reflection include otto personaggi aggiuntivi provenienti dalle storie di Ray e Sun che possono unirsi alla battaglia. Questi nuovi personaggi si uniscono anche a Yuzuki e Lime come nuove aggiunte nella modalità foto. Sono state incluse inoltre nuove funzionalità come una maggiore velocità di combattimento, maggiore velocità durante l&#8217;esplorazione e l&#8217;accelerazione degli eventi, offrendo un esperienza di gioco migliorata. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-3-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 3" class="wp-image-560297" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto quello che potete trovare in Blue Reflection Quartet</h2>



<p>Oltre alla raccolta di tutti i giochi della serie, questa edizione racchiude anche una serie di aggiunte che andranno ad arricchire l&#8217;esperienza di gioco di tutti i fan.</p>



<p><strong>All&#8217;interno della raccolta è presente un database che offre una comprensione più approfondita del mondo della serie di Blue Reflection.</strong> Qui sarà possibile consultare diagrammi cronologici degli eventi principali delle storie, nonché schemi delle relazioni tra i personaggi della intera serie. Questa panoramica dettagliata dei personaggi renderà l&#8217;esperienza di gioco più ricca e piacevole.</p>



<p>Una galleria di immagini dove è possibile ammirare le illustrazioni di Mel Kishida.</p>



<p>Un bonus per il pre ordine digitale che offre un set di quattro cornici foto speciali.</p>



<p><strong>Il gioco come già anticipato nel titolo è previsto per il 30 luglio di quest&#8217;anno, sarà disponibile per diverse piattaforme, tra cui PlayStation 5, Switch 1 e 2 e PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>. </strong>Il gioco sarà localizzato in diverse lingue anche se sembra che al momento non sia prevista una versione in italiano. I fan della nostra nazione dovranno accontentarsi di giocarlo in inglese ma con una edizione così ricca di contenuto sembra proprio che lo sforzo valga la pena.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/dead-or-alive-6-last-round-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Koei Tecmo Games, Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D facente parte dell’iconica saga Dead or Alive ed è l’ennesimo ritorno del sesto capitolo, qui in versione definitiva pronto a travolgere anche le console di ultima generazione. Il tutto con il cast di personaggi più grande di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Koei Tecmo Games</strong>, Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D facente parte dell’iconica saga Dead or Alive ed è l’ennesimo ritorno del sesto capitolo, qui in versione definitiva pronto a travolgere anche le console di ultima generazione. Il tutto con il cast di personaggi più grande di sempre e l’intera esperienza in termini di modalità e aggiornamenti. Noi siamo tornati a vestire i panni di alcuni dei più iconici lottatori del mondo dei videogiochi su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="DEAD OR ALIVE 6 Last Round - Announcement Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/P1YX7JKs4io?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Dead or Alive 6 Last Round un’edizione non proprio “nuova”</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione, tocca fare qualche piccolo approfondimento sull’edizione qui in esame. Prima di tutto, l’originale Dead or Alive 6 fu annunciato all’E3 del 2018 e pubblicato nel corso della <strong>prima metà del 2019</strong> uscendo quindi per PlayStation 4 e Xbox One. Parliamo di un titolo che, oltre al cast storico, aveva due soli nuovi personaggi: Diego e NiCO. Inoltre, è forse il capitolo meno ammiccante nonostante sia comunque presente del sano fan service, potenziato da alcuni abiti stravaganti e decisamente poco idonei agli scontri.</p>



<p>E Dead or Alive è <strong>riconoscibile</strong> soprattutto per quello… non certo per la serietà e complessità narrativa. E invece, proprio col sesto capitolo, la saga vira verso una strada troppo simile a quella dei suoi diretti competitor, perdendo in parte la sua natura identitaria e uscendone, già al tempo, non proprio vincitore. <strong>Narrativamente</strong> parlando, infatti, la modalità storia è un pastrocchio. Un mosaico da ricomporre pezzo per pezzo con mini scenette surreali e comiche con tanto di una macro trama a collegare il tutto e che vuole anche risultare semi tragica nelle battute più calde.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560330" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>A conti fatti, siamo dinanzi all’ennesima edizione del <strong>torneo</strong> ma con un nuovo macro complotto alle spalle che rivede le vecchie fazioni in gara con tanto di intromissione, sempre apprezzata, del protagonista di <a href="https://www.icrewplay.com/ninja-gaiden-4-recensione-per-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ninja Gaiden</a>: il sempre magnetico<strong> Ryu Hayabusa</strong>. Ovviamente, non manca Ayane, Kasumi, Hitomi Hayate e tanti altri in un mix che chi segue la saga, non perderà i vari richiami e i fumosi cenni storici. In tutto ciò, i due nuovi personaggi si inseriscono in modo abbastanza coerente. </p>



<p><strong>NiCO</strong> è tra le schiere “malvagie” nonché elemento nerd che tanto andava in voga all’epoca. <strong>Diego</strong>, invece, è un lottatore di strada brutale e grezzo oltre che vagamente misterioso. Ecco, questi due si inseriscono discretamente bene nelle due trame principali: complotto criminale di turno e torneo. Intorno a loro, ruotano le storie degli altri personaggi raccolti in micro lotte o semplici e velocissime cut scene da selezionare manualmente in una sorta di ramo temporale frastagliato. </p>



<p>Ecco, la struttura della storia non convinceva all’epoca e non convince neanche ora. Così come non convince neanche le due micro storie, di fatto una lotta a testa, delle due lottatrici provenienti dall’universo di <strong>SNK</strong> che rimangono DLC e vanno acquistate nuovamente: <strong>Mai Shiranui e Kula Diamond</strong>. Oltre a loro, è stato già annunciato un inedito DLC con un personaggio nuovo di nome Minato. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-354354-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560329" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sono invece inclusi nel roster i cinque precedenti DLC personaggio: Nyotengu, Phase 4, Momiji, Rachel e Tamaki. Con queste il roster di partenza comprende <strong>29 personaggi </strong>selezionabili. Sono inclusi anche quasi tutti i costumi, personalizzabili, colori, titoli e quanto incluso e/o a pagamento nell’edizione precedente. Ci sono diverse eccezioni e per approfondimenti consigliamo di consultare il sito ufficiale del gioco. Completamente inedita, invece, la <strong>modalità foto</strong> con cui potrai sbizzarrirti a far foto e composizioni di vario genere con i tuoi personaggi preferiti. </p>



<p>E tramite questa modalità, si può anche notare che un <strong>miglioramento grafico</strong>, seppur lieve, c’è stato. Purtroppo, il tempo è passato e nelle cut scene della modalità campagna, lo si nota subito. Anche e soprattutto per alcune cose che potevano essere decisamente migliorate: tra cui il sincrono tra doppiaggio e movimenti delle labbra, in alcuni casi del tutto assenti. Insomma, l’età c’è ma il fascino caotico e caciarone permane invariabile e, soprattutto, il titolo riesce a divertire ancora oggi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-346345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560328" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay ancora in grado di catturare</h2>



<p>Dead or Alive 6 Last Round è un<strong> picchiaduro in 3D</strong> che a modo suo ha saputo ritagliarsi uno spazio tra i diretti competitor grazie soprattutto alla capacità di attirare esperti e non. Il sesto capitolo, in particolare, ha avuto il pregio di snellire alcune meccaniche rendendole accessibili anche ai meno esperti. E sì, questa semplificazione potrebbe scontentare gli amanti delle strategie più complesse che potrebbero così ritrovarsi ad affrontare neofiti in grado di fronteggiarli con un po’ di buttom smashing.</p>



<p>Anche se è innegabile che, chi conosce a menadito ogni <strong>combo</strong>, ha sempre un innegabile vantaggio. e parlando di combo, i tutorial di Dead or Alive 6 Last Round si confermano esaustivi ed eccellenti, in grado letteralmente di sviscerare passo passo ogni capacità dei singoli lottatori, riuscendo in poco tempo a darti le basi su cui costruire le tue strategie di battaglia. Ma tali strategie non saranno di certo applicabili nella già citata modalità storia.</p>



<p>Questa infatti, è decisamente semplice da affrontare con giusto un paio di combattimenti “finali” lievemente più ostici. Il fulcro vero del gioco è infatti <strong>l’online</strong>. Questi segue i pregi e difetti dell’originale ed essendo nelle prime fasi, abbiamo avuto modo di affrontare giusto qualche scontro. Il matchmaking quindi è tutto da valutare e in divenire, complice anche il traghettamento tra l’edizione “vecchia” a questa Last Round la cui risposta sicuramente non tarderà ad arrivare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-6345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560327" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tornando ai combattimenti, il <strong>gioco “sasso carta e forbici” </strong>inserito nel sistema delle mosse principali dei lottatori torna e conferma la sua immediatezza, semplicità e scenicità. Tanto dei lottatori quanto degli scenari che ritornano parte integrante degli scontri, modificandosi, causando danni e inferendo nelle barre vitali dei duellanti. Tra contrattacchi, schivate, prese, Dead or Alive 6 Last Round riporta in scena stili di combattimenti ben riprodotti con alcuni picchi stravaganti tra cui l’ubriaco Brad Wong.</p>



<p>Alla modalità storia e a quella online, tornano tutte le altre, dalla classica Arcade alle missioni con tanto di sistema a stelle, passando per sfide di sopravvivenza e a tempo. Tutte queste modalità confermano una cosa: Dead or Alive 6 Last Round è in grado di <strong>divertire</strong> ancora. C’è però un grosso problema, l’edizione in sé non aggiunge nulla di realmente inedito che possa spingere chi ha già sviscerato l’originale ad acquistare questa nuova edizione che, di fatto, è una sorta di upgrade per console next gen.</p>



<p>D’altro canto, <strong>per chi non avesse già provato l’originale </strong>o si fosse solo fermato alla modalità free to play, che tra l’altro ritorna anche in versione Last Round, Dead or Alive 6 Last Round rappresenta l’edizione attualmente più esaustiva e potente attualmente in circolazione. Un ingresso sicuramente appetitoso che ci prepara al settimo capitolo attualmente in sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560325" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Dead or Alive 6 Last Round si difende abbastanza bene. L’upgrade si nota soprattutto in termini di fluidità e resa scenica generale mentre se si va a guardare nel dettaglio, l’anzianità del titolo e dei modelli poligonali emerge. Tale anzianità si nota soprattutto nella modalità storia con cut scene non proprio al passo coi tempi e con diverse piccole imprecisioni. Anche alcuni scenari risultano più anziani del dovuto, soprattutto se paragonati ai diretti competitor attualmente sul mercato. Per fortuna, tecnicamente, il titolo risulta perfettamente godibile e fluido.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> si conferma positivo a patto che utilizziate il doppiaggio in giapponese mentre quello inglese presta il fianco a diverse critiche per quanto riguarda recitazione e sincrono. La colonna sonora, invece, si conferma iconica, coinvolgente e varia, sicuramente d’impatto e invecchiata più che bene. Infine, confermata la sempre gradita presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>.</p>
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		<title>Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-24-06-1700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Artefacts Studio in sinergia con Shine Group e pubblicato da New Tales, Terrinoth: Heroes of Descent è un GDR tattico cooperativo in terza persona 3D con visuale isometrica e di stampo fantasy. Si tratta di un titolo che nasce da una vera e propria serie di giochi da tavolo che arriva così per [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Artefacts Studio</strong> in sinergia con Shine Group e pubblicato da New Tales, Terrinoth: Heroes of Descent è un GDR tattico cooperativo in terza persona 3D con visuale isometrica e di stampo fantasy. Si tratta di un titolo che nasce da una vera e propria serie di giochi da tavolo che arriva così per la prima volta nel mondo console del nostro amato medium, guardando ad altri suoi congeneri del calibro di <a href="https://www.icrewplay.com/pathfinder-wrath-of-the-righteous-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pathfinder</a> e del capostipite Dungeons and Dragons. Noi abbiamo vissuto questa nuova odissea su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Terrinoth: Heroes of Descent - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/sQL3qhWpakY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Terrinoth: Heroes of Descent e l&#8217;ennesimo mondo da proteggere</h2>



<p>Se te lo stai chiedendo, Terrinoth: Heroes of Descent proviene dal mondo del gioco di ruolo di <strong>Descent</strong> la cui prima edizione, pubblicata nel <strong>2005</strong>, portava il nome di Descent: Viaggi nelle tenebre. Un gioco di ruolo da tavolo da 2 a 5 giocatori che si incentra sull’esplorazione di pericolosi e oscuri dungeon. Ecco, Terrinoth: Heroes of Descent riprende proprio questo concetto, focalizzandosi sui dungeon e su misteri oscuri da svelare. Il tutto con una trama inedita e che funge da prequel a un altro titolo videoludico dell’omonimo mondo: <strong>Descent: Legends of the Dark.</strong></p>



<p>Quest’ultimo è un<strong> mobile game</strong> dal sistema ludico profondamente diverso rispetto a Terrinoth: Heroes of Descent che si insinua nel mondo PC e console con l’obiettivo di traslare l’esperienza originale da cui prende ispirazione. Il gioco, infatti, può essere vissuto completamente<strong> da solo o in co-op</strong> insieme ad altri 4 giocatori online. No, <strong>niente co-op locale</strong>, purtroppo. Inutile dire che, insieme a un buon team, l’intera esperienza muta drasticamente, diventando quasi simile a una vera e propria partita da gioco da tavolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560028" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Passando alla <strong>narrazione</strong> di Terrinoth: Heroes of Descent, questa non sorprende né sconvolge chi vive di pane e fantasy, ma riesce a intrattenere il giusto, spingendoci lungo una longevità discreta e soddisfacente, per capitoli di storie flebilmente interconnessi e incentrati prevalentemente su dungeon da sviscerare, battaglia dopo battaglia. Messo a confronto con i suoi diretti rivali, infatti, sia narrativamente che ludicamente, Terrinoth: Heroes of Descent si mostra più semplice e diretto il che non è un male. Il neofita, si troverà davanti a un mondo più accessibile e dalla difficoltà sicuramente più morbida senza grossi schemi da dover padroneggiare e studiare.</p>



<p>Tornando alla storia, possiamo dire che Terrinoth: Heroes of Descent <strong>ha quattro campagne</strong> distinte e autoconclusive dove a spiccare sono sicuramente i personaggi del nostro cast. Caratterizzati a doppio filo con la propria classe con l’aggiunta di qualche cliché di troppo, è interessante scavare nel loro background e vedere come interagiscono tra loro a seconda di come sceglieremo di formare il team, quest’ultimo non può sforare i quattro membri per singola spedizione.  </p>



<p>Chi cerca quindi una narrazione complessa e arzigogolata, potrebbe restare un po’ deluso da Terrinoth: Heroes of Descent anche se possiede un <strong>glossario</strong> di tutto rispetto, nel suo piccolo. Buono, invece, il ritmo di gioco, che viene favorito dall’azione più rapida e da capitoli discretamente contenuti per un’esperienza complessiva non enorme ma sicuramente godibile nel suo complesso. Il mistero di fondo, ossia la classica “minaccia inarrestabile” che invece bisogna cercare di arrestare, è il collante narrativo per tutte le vicende ma è una motivazione di fondo classica e fumosa che difficilmente lascia il segno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560027" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gioco tattico a turni veloce e appagante</h2>



<p>Terrinoth: Heroes of Descent è un <strong>gioco di ruolo con combattimenti tattici </strong>a turni in visuale isometrica 3D che vede il fulcro della sua attrattività propria nel gameplay. Avendo già appurato che il titolo spinge molto alla cooperazione tra giocatori per riprodurre videoludicamente le partite in stile simil gioco da tavolo “reale”, il gioco diverte anche in single player. Ogni capitolo, infatti, si sposa perfettamente anche per essere affrontato in solitaria dove per trionfare si sposta il peso decisionale di ogni pedina in campo all’unico possessore del pad.</p>



<p>Il sistema di <strong>combattimento</strong> è molto standard, intuitivo e veloce. Ogni personaggio ha sue specifiche statistiche, tra cui la velocità che lo pone in determinate posizioni lungo la barra cronologica dell’azione posta in alto e al centro dello schermo. Per ogni turno, il singolo personaggio potrà eseguire determinate azioni tra cui muoversi ed eseguire una o più abilità, anche la stessa, finché non si esaurisce il valore d’azione a disposizione. Ogni abilità può colpire a determinate distanze o in più caselle.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67677667-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560025" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sì, perché il <strong>valore tattico </strong>del gioco si riscontra in una suddivisione in scacchiera dell’area di gioco dove l’ambiente diventa protagonista stesso dello scontro con trappole, alture da poter sfruttare e altri piccoli elementi da poter sfruttare a nostro vantaggio. Rispetto ai congeneri di riferimento, risulta quasi subito una differenza: Terrinoth: Heroes of Descent è decisamente più semplice. Non tanto in termini di livello di difficoltà, con alcuni scontri che sapranno mettere alla prova le tue strategie, ma in termini di elementi da gestire su schermo.</p>



<p>Niente <strong>interfacce</strong> arzigogolate e immense e anche le abilità dei singoli personaggi, statistiche incluse, richiedono ben poca attenzione. L’equipaggiamento di ognuno, da poter acquistare e gestire prima di ogni spedizione, non richiede molto ingegno, risultando fin troppo superficiale. Insomma, chi cerca complessità, statistiche e percentuali in cui smarrirsi, potrebbe restarne deluso. In compenso, chi è alle prime armi, non avrà problemi ad ambientarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67576-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560024" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Terrinoth: Heroes of Descent sa regalare un colpo d’occhio intrigante, aiutato da un buon sistema di luci e ombre, seppur non proprio stracolmo di dettagli. I personaggi sono intriganti e anche il bestiario, seppur abbastanza classico, riesce a donare una buona varietà seppur non molto originale. Il mondo fantasy è sfruttato bene, utilizzando a dovere situazioni e scenari abbastanza classici. Insomma, tutto di buon livello seppur difficilmente memorabile e identitario. Interessanti le missioni opzionali prettamente narrative con scelte testuali a schermo seppur fini a se stesse.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza essenziale, con pochi picchi creativi. Un fedele accompagnatore in linea col genere di riferimento e che contribuisce a plasmare atmosfere coerenti e discretamente varie. Il doppiaggio, non sempre presente, funziona a dovere riuscendo a contribuire a differenziare il tono dei singoli personaggi coinvolti. Infine, da segnalare la graditissima presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>, elemento che aiuta non poco a vivere al meglio il gioco.</p>
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