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	<title>Sony &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato daKoei Tecmo Games, Blue Reflection Quartet è una collection di quattro titoli che ripercorrono la saga di Blue Reflection. Nel dettaglio si tratta di due remastered e due titoli inediti che provengono da due specifici prodotti: una serie anime e un mobile games. Noi abbiamo vissuto la raccolta completa su PlayStation 5 [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da<strong>Koei Tecmo Games</strong>, Blue Reflection Quartet è una collection di quattro titoli che ripercorrono la saga di Blue Reflection. Nel dettaglio si tratta di due remastered e due titoli inediti che provengono da due specifici prodotti: una serie anime e un mobile games. Noi abbiamo vissuto la raccolta completa su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Blue Reflection Quartet - Announcement Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/cgJHujvxg0s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Blue Reflection Quartet quattro titoli per un’unica saga</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Blue Reflection Quartet, è bene approfondire di che cosa si tratta. Il gioco in esame è una raccolta di quattro titoli di cui <strong>due “inediti” e due remastered</strong>. Blue Reflection è il capostipite ed è la prima remastered nonché il primo titolo da cui suggeriamo di iniziare per godere appieno e nel modo cronologicamente corretto l’intera saga qui raccolta. Il primo capitolo risale al 2017 ed è quello che ha dato inizio alla nuova saga firmata <strong>Gust </strong>che, per chi non lo sapesse, sono gli stessi dietro la longevissima serie di Atelier.</p>



<p>Il secondo titolo da giocare della <strong>raccolta </strong>di Blue Reflection Quartet è invece un inedito: <strong>Blue Reflection: Ray</strong>. In realtà, il prodotto originale era una serie anime del 2021, creata come prodotto parallelo con l’intenzione di espandere l’universo della saga. Qui, diventa un videogioco inedito, dalla durata modesta e incentrato sempre su quanto visto nell’anime seppur in modo leggermente più interattivo. Un gioco narrativo a cui sono stati aggiunti elementi inediti per collegarli al meglio agli altri capitoli e, nel dettaglio, parliamo di prologo ed epilogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561435" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il terzo titolo del pacchetto è anch’esso un inedito, seppur in parte, ed è <strong>Blue Reflection: Sun</strong>. Originariamente pubblicato nel 2023, il titolo era inizialmente un prodotto per dispositivi mobile con schemi da gatcha e un’impronta narrativa non proprio accentuata. Qui, invece, il titolo è stato completamente rivisitato sfruttando quanto fatto da Blue Reflection: Second Light. Il risultato finale è un prodotto praticamente nuovo e completo che si infila in modo decisamente più coerente e fluido tra gli altri capitoli, completandosi a vicenda.</p>



<p>L’ultimo nonché quarto titolo della raccolta è il già citato <strong>Blue Reflection: Second Light</strong>. Si tratta del sequel ufficiale del primo Blue Reflection e risale al 2021. Inoltre, come avrai potuto intuire, è anche la seconda remastered della raccolta ed è, tra le due, quella conservata meglio risultando ancora abbastanza moderna per struttura e meccaniche. Ecco, questi quattro titoli forniscono una visione complessiva e ampia di un’intera saga con un quantitativo di ore e contenuti decisamente elevato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-456-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561434" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ma di cosa parla Blue Reflection Quartet? Partiamo dal primo capitolo. Blue Reflection ci introduce subito in quello che è una sorta di <a href="https://www.icrewplay.com/persona-5-royal-si-anche-lui-riesce-a-far-girare-doom/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Persona</a>, sì il jrpg di Atlus, versione soft e tutto prevalentemente al femminile. Qui i sentimenti hanno un ruolo essenziale e anche qui esiste un mondo “altro”, denominato <strong>Common</strong>, dove le nostre protagoniste affrontano stravaganti esseri indossando tutine alla <strong>Sailor Moon</strong>, con tanto di scenette luminose delle relative trasformazioni.</p>



<p>Non solo, Blue Reflection Quartet è anche una saga dotata di un certo <strong>fan service </strong>elemento che, nel bene e nel male, fornisce un’identità extra al titolo rendendolo anche più umoristico e leggero nonostante alcune tematiche di tutto rispetto. Tra queste ultime emerge la difficoltà di trovare un proprio posto nel mondo, la depressione, le difficoltà a socializzare, il peso di relativi sentimenti mal trattati nel tempo, rapporti familiari, legami d’amicizia e d’amore e tanto, tanto altro. Una rosa di argomenti che creano delle narrazioni lineari ed efficaci.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-7546-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561433" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il già citato fan service serve a smorzare ma anche ad evidenziare determinati elementi che potrebbero non piacere a tutti. Basti pensare che, ad esempio, la protagonista iniziale ha tra le opzioni di “fine giornata” quella di immergersi in vasca. Ecco, non si vede assolutamente niente ma è evidente che è un’attività quasi fine a se stessa. A queste si aggiungono poi delle scenette del tutto <strong>opzionali</strong>, dove fa vedere come interagiscono le ragazze tra loro negli spogliatoi o sotto le docce.</p>



<p>Perché stiamo facendo questa parentesi sul fan service? Semplice: Blue Reflection Quartet è stato <strong>censurato</strong>. Specifichiamo: i titoli originali non mostravano alcunché di osceno dando comunque spazio a situazioni anche abbastanza discutibili. In Blue Reflection Quartet le suddette situazioni sono rimaste ma la messa in scena è stata ulteriormente e inspiegabilmente censurata. Ecco quindi sbucare asciugamani extra, inquadrature più strette e acqua decisamente meno trasparente per coprire qualsivoglia formosità.</p>



<p>Una cura abbastanza eccessiva che, seppur giustificata dagli autori per adeguarsi ai “moderni standard” smorza un po&#8217; l’originalità del titolo rendendo quelle scene ancora più ininfluenti. Detto ciò, il filone narrativo dei quattro titoli del gioco si incentra, come accennato, su problemi e &#8220;magia&#8221; ma non solo. Le <strong>Reflector</strong>, ossia coloro in grado di muoversi tra i due mondi sfruttando determinati poteri, sono al centro delle <strong>storie </strong>che a loro volta plasmano un unicum in grado sì di coinvolgere ma restando comunque distanti dalla complessità di determinati congeneri. Ciò non toglie che sapranno catturarti nel loro universo grazie anche a un buon umorismo e a una leggerezza di fondo che non fa mai male.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-3465-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561432" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gioco di ruolo standard ma coinvolgente</h2>



<p>Blue Reflection Quartet è essenzialmente un <strong>gioco di ruolo in 3D</strong> con combattimenti a turni discretamente classici e un’esplorazione abbastanza ridotta. Ad esclusione di Ray, che è un capitolo prettamente narrativo, gli altri tre titoli mixano diversi elementi. Il primo Blue Reflection vira spesso a favore della narrazione, con alcune lungaggini evidenti e fini a se stesse, e dialoghi quasi da visual novel. D’altronde il titolo richiama ancora una volta Persona nello scandire i suoi momenti ludici.</p>



<p>Sia chiaro,<strong> non c’è un calendario </strong>e non ci sono scadenze, ma anche qui è importante relazionarsi con gli altri protagonisti quando si è nel mondo reale. Che sia andare in giro, svolgere missioni secondarie o quant’altro, esiste un valore affettivo crescente che a sua volta permette di sbloccare punti esperienza con cui livellare le nostre Reflector. Sì,perché non esiste l’esperienza standard ma i nemici possono invece rilasciare del materiale con cui eseguire del semplice crafting.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Reflection-Quartet-recensione-475745-1024x576.jpg" alt="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561430" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Quest’ultimo serve a potenziare le <strong>skill </strong>delle Reflector e le loro abilità passive. Queste ultime sono legate alle co-protagoniste, personaggi di valore ma che non entrano direttamente sul campo. Inoltre, anche qui come in Persona, i combattimenti si svolgono in un altro mondo dove le nostre protagoniste si armano e si preparano a esplorare mondi surreali ma dalle dimensioni abbastanza ridotte, soprattutto nel primo capitolo.</p>



<p>I <strong>dungeon</strong>, infatti, non sono particolarmente ispirati e generalmente servono a farci raccogliere un determinato numero di elementi o a eliminare un dato numero di nemici. Che poi sono anche alcune delle richieste delle missioni secondarie. Una volta combattuto, si ritorna nel mondo reale dove la narrazione procede. Nel tempo libero, invece, potremo decidere eventualmente come eseguire le missioni opzionali o se dedicarci ad approfondire i legami con altri personaggi.&nbsp;</p>



<p>Per quanto riguarda gli interventi <strong>tecnici</strong>, nel caso delle due remastered non sono molto invadenti. Sì, il personaggio ora si muove più velocemente smorzando i tempi morti ma, soprattutto per il primo capitolo, permangono diversi caricamenti al passaggio da una zona all’altra. Da segnalare anche un solo singolo crash avvenuto sempre nell’esperienza col primo titolo. Per gli altri tre, salvo qualche fugace rallentamento in Ray, non abbiamo riscontrato problemi che possano inficiare l’esperienza generale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-3-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 3" class="wp-image-560297" title="Blue Reflection Quartet, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, il lavoro svolto sui quattro titoli è abbastanza gradevole. Il primo titolo, ancora una volta, è quello che ne esce più sottotono a causa di texture non proprio curatissime e a qualche animazione abbastanza legnosa. Second Light, invece, è invecchiato molto bene portando con sé l’inedito Sun che ne giova in quasi tutto. Molto buona l’interfaccia, decisamente fresca e moderna, oltre che intuitiva.</p>



<p>Molto apprezzata anche una sorta di mega glossario che si auto aggiorna man mano che si esplorano le quattro avventure e che fornisce una summa di tutta la saga. Il <strong>sonoro </strong>si conferma molto curato, oltre che vario. A sonorità leggere e poetiche, in linea con la magia promossa dalla saga, si alternano altre più ritmiche che ben si insinuano nei momenti più opportuni. Positivo anche il doppiaggio in lingua giapponese, decisamente credibile e vario mentre ci spiace confermare la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong> di cui sono assenti anche i sottotitoli. Una mancanza di cui tener conto considerando la mole di testo che ci attende.</p>
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		<title>Stupid Never Dies esce il 21 ottobre su PS5 e PC</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/stupid-never-dies-uscita-ps5-pc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Stupid Never Dies ha una data di uscita: l’action RPG con protagonista lo zombie Davy arriverà il 21 ottobre 2026 su PlayStation 5 e PC tramite Steam.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong>Stupid Never Dies uscirà il 21 ottobre 2026</strong> su PlayStation 5 e PC tramite Steam. Il nuovo action RPG di GPTRACK50 sarà pubblicato e distribuito a livello internazionale con il supporto di SEGA, puntando su combattimenti rapidi, trasformazioni mostruose e una storia volutamente sopra le righe.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando esce Stupid Never Dies e su quali piattaforme</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/stupid-never-dies-esce-il-21-ottobre-su-ps5-e-pc-1-20260730-0738.png" alt="Stupid Never Dies esce il 21 ottobre su PS5 e PC" class="wp-image-561486" title="Stupid Never Dies esce il 21 ottobre su PS5 e PC"></figure>



<p>Stupid Never Dies sarà disponibile dal <strong>21 ottobre 2026</strong> in Europa e nel resto del mondo, mentre il lancio giapponese è previsto per il 22 ottobre. Le piattaforme confermate sono PS5 e PC, con la pagina ufficiale di <a href="https://store.steampowered.com/app/3486530/Stupid_Never_Dies/" target="_blank" rel="noopener">Stupid Never Dies su Steam</a> già aperta alle aggiunte alla lista dei desideri.</p>



<p>Il gioco supporterà doppiaggio inglese e sottotitoli in <strong>13 lingue</strong>, compreso l’italiano. Al momento non risultano versioni per Xbox Series X|S o Nintendo Switch 2. Per seguire altri progetti indipendenti in arrivo, può essere utile anche il nostro approfondimento su <a href="https://www.icrewplay.com/join-the-indie-2026-milano-22-maggio/">Join the Indie 2026</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stupid Never Dies: gameplay, storia ed edizioni</h2>



<p>Il protagonista è Davy, uno zombie debole e timoroso che attraversa un dungeon dominato dai mostri per riportare in vita Julia, una ragazza umana trovata senza vita dentro un congelatore. Il fulcro del gameplay consiste nel divorare i nuclei dei nemici, assorbirne le capacità e trasformarsi in differenti creature.</p>



<p>Il sistema Style Eat consente di utilizzare <strong>11 forme complessive</strong>, tra cui licantropo, arpia, golem e vampiro. Ogni trasformazione può essere combinata con il Body Hack, una meccanica che permette di sostituire parti del corpo di Davy con equipaggiamenti e tecnologie capaci di modificare statistiche e abilità.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Standard Edition a 49,99 dollari, con il gioco base</li>



<li>Glorious Idiot Edition a 59,99 dollari, con il DLC TickTock Teddies: Nonsense Overload Pack</li>



<li>DLC separato a 11,99 dollari, con cinque modificatori estetici e remix musicali</li>
</ul>



<p>Le edizioni seguono una struttura piuttosto lineare: il contenuto aggiuntivo modifica effetti visivi, suoni e brani musicali, senza indicazioni su missioni o aree narrative esclusive. Chi apprezza gli RPG fuori dagli schemi può trovare un confronto utile nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/esoteric-ebb-recensione-steam/">recensione di Esoteric Ebb su Steam</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">GPTRACK50 punta su un action RPG da circa 30 ore</h2>



<p>GPTRACK50 è uno studio finanziato da NetEase Games e guidato da Hiroyuki Kobayashi, produttore noto per il lavoro svolto su serie come Resident Evil, Devil May Cry e Dragon’s Dogma. Sul <a href="https://www.gptrack50.com/en/" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale di GPTRACK50</a> il progetto viene presentato come una nuova proprietà intellettuale destinata al mercato globale.</p>



<p>Gli sviluppatori stimano una durata di circa <strong>30 ore</strong>, un dato consistente per un action RPG originale venduto a prezzo medio. La vera incognita riguarda l’equilibrio tra combattimento frenetico, casualità delle abilità e costruzione delle build: elementi che potrebbero distinguere Stupid Never Dies oppure renderne difficile la lettura nelle fasi più caotiche.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/truxton-extreme-recensione-per-playstation-5/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Tatsujin e pubblicato da Clear River Games, Truxton Extreme è uno shoot’em up a scorrimento verticale arcade in 3D e fortemente nostalgico. Si tratta a tutti gli effetti di un grande e inaspettato ritorno che saprà fare la gioia dei cultori del genere e, allo stesso tempo, intrigare i neofiti a patto di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Tatsujin </strong>e pubblicato da <strong>Clear River Games</strong>, Truxton Extreme è uno shoot’em up a scorrimento verticale <a href="https://www.icrewplay.com/toaplan-arcade-collection-vol-1-2-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arcade </a>in 3D e fortemente nostalgico. Si tratta a tutti gli effetti di un grande e inaspettato ritorno che saprà fare la gioia dei cultori del genere e, allo stesso tempo, intrigare i neofiti a patto di accettare alcuni compromessi. Noi ci siamo dati alle battaglie spaziali su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la<strong> nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Truxton Extreme - Release Date Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/HHKHAeqwXdc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Truxton Extreme a tutta fantascienza!</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Truxton Extreme, è bene fare un viaggio nel tempo e riscoprire le origini di questa saga. Il primo titolo, <strong>Truxton</strong>, o Tatsujin in Giappone, risale al <strong>1988 </strong>e porta il titolo tra gli sparatutto arcade in 2D facendolo risaltare soprattutto per la difficoltà. Successivamente, il titolo è stato poi convertito per console con tanto di sequel, Truxton 2, datato 1992. Da allora, la serie è poi sparita dai radar.</p>



<p>Fino a oggi. Truxton Extreme recupera quasi fedelmente il <strong>lavoro originale</strong> e ci regala un capitolo inedito e ambizioso, un <strong>reboot </strong>a tutti gli effetti. L’ambizione è da localizzare nella volontà di proporsi tanto ai nostalgici ed esperti del genere quanto ai neofiti e quindi meno esperti. Ebbene, il titolo riesce a metà nei suoi intenti come scopriremo dettagliatamente nei prossimi paragrafi. Tornando alla narrazione, qui abbiamo una prima sorpresa: esiste una modalità storia e c’è una vera e propria narrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560881" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sia chiaro, questa non stupisce più di tanto ma, d’altronde, gli sparattutto arcade non sono proprio famosi per la storia… e anzi, questa spinta narrativa è apprezzabile a prescindere dall’intreccio e dalla sua complessità. Inoltre, per essere precisi, Truxton Extreme ha ben tre campagne con tre diversi protagonisti. I soggetti in questione hanno tutti qualcosa in comune: sono dei <strong>Tatsujin</strong> e sono pronti a tutto per difendere la Terra dall’invasore di turno.</p>



<p>Cos’è un Tatsujin? Si tratta di un ex umano diventato <strong>androide</strong>, una sorta di eroe della patria pronto ad affrontare al meglio lo spazio con tutta una serie di upgrade che lo aiuteranno ad affrontare una missione dove la morte è perennemente dietro l’angolo. Ecco, l’abbandono dell’umanità e l’allontanamento seppur volontario dalle proprie famiglie, porta per ogni personaggio una serie di drammi che, seppur non molto approfonditi, sono comunque apprezzati.</p>



<p>Anche la modalità con cui la storia viene somministrata è molto <strong>interessante</strong>. Parliamo di tre linee narrative distinte con specifico protagonista che potrai affrontare a tuo piacimento. Ognuna di esse ha un suo protagonista e le storie vengono mostrate su schermo con l’escamotage del <strong>fumetto </strong>animato. Piccole scene con baloon che riescono ad appagare e soddisfare oltre a risultare discretamente fedeli con l’atmosfera del titolo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-67-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560880" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Severo ma con tante soddisfazioni</h2>



<p>Truxton Extreme è uno <strong>sparatutto a scorrimento verticale </strong>old school in 3D e con visuale isometrica. Un titolo fortemente ancorato alla sua anima arcade e che non fa sconti per nessuno. Sì, c’è un’inedita modalità introduttiva con cui i neofiti potranno approcciarsi al gioco affrontando un livello con tutta una serie di vantaggi. Un assaggio molto easy delle meccaniche con una curva lenta ma in grado di addestrare le nuove leve. Ironicamente basta giocare questo per sapere se Truxton Extreme è o meno nelle tue corde.</p>



<p>Questo perché la <strong>campagna </strong>vera e propria, così come la modalità arcade purificata da qualsivoglia narrazione, non fanno sconti a nessuno. Il titolo è fieramente difficile. Un colpo e muori e perdi tutti gli upgrade raccolti fin’ora. Questo si traduce in un’esperienza complessivamente breve ma la cui durata è alimentata da run su run dove ogni sconfitta ti spinge a far meglio, a memorizzare determinati asset nemici o ostacoli ambientali e a cercare sempre di fare meglio con uno sguardo fisso sul punteggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-754674-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560878" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tornano i <strong>power up </strong>legati per velocità e potenza d’attacco da accumulare così come potrai padroneggiare diverse tipologie di armi che si traducono sia in diversi colori ma anche in diversi range. Da armi che focalizzano il fuoco in un solo punto ad altre semi automatiche. Capire quale equipaggiare e quando spinge anche a posizionarsi in determinate aree di gioco della mappa e ad affrontare i nemici in svariati modi, soprattutto i <strong>boss</strong>. Questi ultimi, spesso aggravati da checkpoint non proprio vicini, possono dar vita a una bella frustrazione.</p>



<p>Frustrazione non per tutti, ovviamente. Il <strong>neofita </strong>potrebbe arrendersi prima del tempo e sarebbe un peccato. Questo perché Truxton Extreme vive di questa difficoltà e vuole spingerti a fare meglio in quanto di per sé, il gioco non è mai ingiusto. Anzi, l’eliminazione delle barre laterali, elemento che potrebbe non piacere ai puristi del genere, offre occasioni di movimento nuove con spazio extra da poter sfruttare per sfuggire all’inevitabile<strong> pioggia di fuoco nemica</strong>. </p>



<p>Oltre a storia ed arcade, è presente una modalità <strong>team </strong>per co-op con vite e punteggi condivisi per devastare il nemico in compagnia, una modalità <strong>Arena </strong>con sfide inedite incentrate sempre sull’accumulo di punteggi e un tutorial discretamente esaustivo. Anche se, come detto, per padroneggiare davvero Truxton Extreme dovrai affrontarlo a muso duro, ancora e ancora. Un’esperienza hardcore, naturalmente di nicchia ma in grado di regalare tante soddisfazioni.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Truxton-Extreme-recensione-87-1024x576.jpg" alt="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560875" title="Truxton Extreme, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Truxton Extreme introduce un 3D inedito per la saga di riferimento e, come per lo schermo “pieno”, anche questo potrebbe far storcere il naso ai puristi. In tutta sincerità, salvo alcuni specifici elementi, l’impatto generale offerto dal mondo di gioco è godibile e ricerca una certa modernità tenendo però sapientemente lontana dal “realismo”. Insomma, funziona ma ci si deve un po’ abituare. Molto apprezzato, invece, lo stile fumettoso per la narrazione.</p>



<p>Per quanto riguarda il <em>sonoro</em>, questi recupera furbescamente le sonorità originali rimescolandole, modernizzandole e remixandole in vari modi. L’effetto nostalgia e modernità qui si incontrano e scontrano di continuo con un risultato finale positivo e appagante, oltre che galvanizzante. Infine, e purtroppo, tocca segnalare la totale<strong> assenza della lingua italiana</strong> anche se i fumetti della storia non sono mai eccessivamente verbosi o complessi da comprendere.</p>
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		<title>The King is Watching, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Hypnohead e pubblicato da tinyBuild, The King is Watching è un singolare roguelite kingdom builder che si focalizza intorno a un’idea semplice ma originale e ingegnose: le nostre risorse, ossia i nostri amabili cittadini, lavorano unicamente quando li guardiamo. Ebbene sì, in The King is Watching noi saremo il re e per riuscire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Hypnohead </strong>e pubblicato da <strong>tinyBuild</strong>, The King is Watching è un singolare <a href="https://www.icrewplay.com/top-10-roguelite-action/ù" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelite </a>kingdom builder che si focalizza intorno a un’idea semplice ma originale e ingegnose: le nostre risorse, ossia i nostri amabili cittadini, lavorano unicamente quando li guardiamo. Ebbene sì, in The King is Watching noi saremo il re e per riuscire a progredire dovremo saper chi osservare, quando e quanto. Una sfida che abbiamo accettato su<a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The King Is Watching - Official Console Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/fV20u9LLxd0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">The King is Watching quando il gatto non c’è, i topi ballano</h2>



<p>O sarebbe meglio dire: quando il gatto non guarda, i topi ballano! E in effetti, The King is Watching punta tutto se stesso sul titolo stesso. Il concetto è semplicissimo: <strong>ogni cittadino, qualsiasi sia il suo ruolo, agirà solo se osservato dal re di turno</strong>, ossia noi. Tutto qua. Il nostro sguardo diventa quindi il vero protagonista dell’intera vicenda, responsabile del lavoro, dell’accumulo di risorse e del loro investimento a cui consegue tutta la strategia e l’eventuale ampliamento del reame stesso o del suo possibile crollo e conseguente disfatta.</p>



<p>Ogni run di gioco, una dopo l’altra, sono un continuo <strong>evolversi </strong>di questa meccanica, un rimettersi in gioco ristudiando la strategia, la mappatura e quindi la composizione del proprio regno con conseguenti attività e mansioni dei singoli riquadri da impiegare e che vedremo, sono parte attiva del gioco. Perché molto di quello che avviene su schermo è automatizzato, inclusi gli scontri contro i crudeli goblin che non tarderanno ad arrivare a orde lungo i nostri confini cercando di abbattere le nostre difese e invadere le nostre preziose terre. Insomma, come puoi vedere, è molto semplice come meccanica ed elementi eppure può offrire ore e ore di sana competizione e sì, crea assuefazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recension-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561095" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Detto ciò, il <strong>lato narrativo</strong> di The King is Watching non sorprende granché anche perché, essenzialmente, è una sorta di fumosa cornice. La storia è più visiva che scritta e il tutorial stesso si focalizza essenzialmente su come si gioca, dando poco spazio e cura al contesto narrativo. A conti fatti ci sono elementi semplici e generici: un re, il suo regno e l’esercito invasore di turno (abbiamo citato i goblin ma il bestiario è variegato e non mancheranno i boss). A ciò si sovrappone una sorta di metafora che vede il sovrano assoluto in costante vigilanza sul suo popolo che agisce meccanicamente al suo sguardo lavorando ripetutamente e costantemente.</p>



<p>Ed è un solo sguardo di troppo nel punto sbagliato che può ironicamente scrivere una storia dal mancato lieto fine costringendoci a ricominciare per l’ennesima volta. E che dire dei vari sovrani? tutti diversi, tutti con un proprio stile estetico singolare e buffo, esagerato, come è esagerata e inquietante la cover stesso del gioco. E tornando ai sovrani, questi spiccano anche per i propri singolari poteri che li differenziano anche strategicamente riplasmando quasi interamente il modo di giocare in termini di <strong>gestione </strong>di risorse e aree di gioco. Detto ciò, è tempo di scoprire come si gioca a The King is Watching!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-6-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561093" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Guarda e impara</h2>



<p>The King is Watching è un <strong>roguelite in 2D che mixa elementi da gestionale e tower defense con tanto di city builder</strong>, il tutto richiedendo una costante elaborazione di strategie a più livelli. Innanzitutto, il nostro regno è un insieme di quadrati 4&#215;4 in cui potremo posizionare diverse tipologie di aree che a loro volta possono produrre e/o utilizzare uno o più materiali. Banalmente, il riquadro foresta, ci fornirà il materiale del legno. Ovviamente… tali materiali saranno ottenuti solo quando guarderemo quella zona, attivando i cittadini e quindi le loro mansioni.</p>



<p>Per comprendere e gestire le <strong>zone “guardate” dal re</strong>, il titolo utilizza una sorta di cornice che inizialmente coinvolge tre riquadri. Tale cornice potrai muoverla manualmente all’interno del nostro regno. Da segnalare che il 4&#215;4 iniziale è temporaneo visto che lungo i confini ci sono altre caselle con dimore fastose che, col tempo, potrai anche provare a rimuovere per avere nuovi spazi da sfruttare e ampliare così le nostre risorse.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-1024x575.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561094" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Come detto, infatti, ogni quadrato è un potenziale luogo di <strong>materiali </strong>ma non solo. Esistono costruzioni che forniscono guerrieri essenziali per difenderci dagli eserciti invasori. Sta così a noi decidere cosa costruire e dove, tenendo in considerazione la portata del raggio visivo del re. Nel corso della partita, dovremo poi decidere quanto guardare una zona in base a ciò che ci serve produrre in vista della linea “temporale” di attacco. In alcuni casi, inoltre, potremo anche decidere noi che nemici affrontare tenendo in considerazione che nemici più forti danno ricompense migliori.</p>



<p>Da tenere in considerazione anche <strong>l’intervento diretto del re </strong>di turno con magie e/o abilità di vario genere che potenziano e ampliano ulteriormente le possibilità strategiche del gioco a cui si sommano ancora anche tutti gli upgrade passivi e stabili che potremo sbloccare di run in run. Sì, perché dopo ogni partita, in base al tempo accumulato prima della disfatta, otterremo una particolare valuta che potremo investire nell’hub centrale, ottenendo varie tipologie di bonus utili per affrontare al meglio le successive run. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-233-1024x576.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561091" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il senso di <strong>progressione </strong>è però molto “lento” e può capitare di dover vivere innumerevoli run prima di poter concretamente raggiungere un nuovo boss, tra l’altro portatori di valute essenziali e “uniche” con cui poter sbloccare ulteriori, influenti e concreti vantaggi. Insomma, l’effetto assuefazione è garantito grazie a meccaniche semplici ma da non sottovalutare. Purtroppo però, la natura da PC del titolo emerge molto in questa trasposizione.</p>



<p>Essenzialmente, infatti, The King is Watching è un gioco basato su interfacce. Il nostro compito è spostare il <strong>riquadro “visivo”</strong>, selezionare caselle, posizionarle, spostarle, sostituirle, investire in nuove risorse, selezionare magie e power up, insomma, tutte attività da “punta e clicca”. Ebbene, nella versione console il cursore non c’è, o meglio, c&#8217;è la possibilità di farlo apparire tramite touchpad ma è molto scoordinato e difficile da controllare, sono state però inserite scorciatoie coi tasti dorsali che vanno a includere i vari quadri di comando. Il sistema però è decisamente poco intuitivo e scomodo e può comportare, soprattutto nelle prime partite, diversi errori.</p>



<p>D’altronde, è un titolo che richiede una certa <strong>frenesia</strong>, soprattutto nelle situazioni più critiche e imbrogliarsi coi comandi può dar vita a una certa frustrazione e far perdere secondi preziosi. Sia chiaro, non è impossibile da giocare ma richiede una certa abitudine che si costruisce col tempo e rimane comunque decisamente meno intuitivo e pratico rispetto alla controparte PC.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/The-King-is-Watching-recensione-46-1024x576.jpg" alt="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561090" title="The King is Watching, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, il titolo regala una pixel art abbastanza minimal e standard ma perfettamente coerente con la filosofia del titolo: poco ma funzionante. Da segnalare il delizioso e iconico character design dei vari re, decisamente buffi e grotteschi mentre quanto avviene su schermo non brilla per dettagli e identità ma dona il giusto feedback all’esperienza. L’interfaccia di gioco è parte integrante del sistema di gioco e nonostante un gran quantitativo di elementi, si arriva ad apprezzarla nella sua complessità.&nbsp;</p>



<p>Buone le animazioni, semplici ma cartoonesche e in grado di dar vita ai personaggi e alle strutture su schermo. Il <strong>sonoro </strong>è anch’esso in linea e coerente con le atmosfere proposte. Nulla di eclatante o memorabile ma si conferma un orecchiabile accompagnatore nonostante qualche piccola ripetizione. Da segnalare, invece, la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong>. Una mancanza che si sente anche al netto della gran mole di altre lingue incluse.</p>
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		<title>Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Annunciata nei scorsi giorni da Sega e Two Point Studios è in arrivo su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 la Two Point Hospital: Full Health Collection, che includerà il famoso simulatore di gestione ospedaliera insieme a tutti i suoi contenuti aggiuntivi scaricabili. La Collection sarà prima disponibile in formato digitale il 16 settembre, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Annunciata nei scorsi giorni da Sega e Two Point Studios è in arrivo su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 la <a href="https://store.steampowered.com/app/535930/Two_Point_Hospital/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/535930/Two_Point_Hospital/" target="_blank" rel="noopener">Two Point Hospital</a>: Full Health Collection, che includerà il famoso simulatore di gestione ospedaliera insieme a tutti i suoi contenuti aggiuntivi scaricabili. La Collection sarà prima disponibile in formato digitale il 16 settembre, mentre è prevista una edizione fisica dal 6 novembre.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Two Point Hospital: Full Health Collection - Trailer di presentazione" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/mFlh-gRYs3I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di annuncio</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Vita in ospedale</h2>



<p><strong>Il gioco mette davanti al giocatore la possibilità di trasformare l&#8217;ospedale di Two Point County nella struttura sanitaria più bella e più funzionale in circolazione.</strong> Sarà necessario curare strane malattie, gestire uno staff problematico e costruire strutture mediche all&#8217;avanguardia dove prendersi cura dei pazienti più vari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-1-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 1" class="wp-image-561210" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">La vita a Two Point County</h3>



<p>Per tutti quelli che approcciano alla prima volta al mondo di Two Point è importante sapere che <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Two+Point+Hospital" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Two+Point+Hospital">Two Point Hospital</a> è il gioco da cui è partito tutto. <strong>Il mondo di Two Point County negli anni successivi ha poi dato i natali ad altri giochi inseriti nella stessa ambientazione come Two Point Campus, in cui si era chiamati a gestire un campus universitario e Two Point Museum, in cui in qualità di direttore di un museo si doveva gestire l&#8217;intera struttura per cercare di riportarla all&#8217;interesse della comunità.</strong> Come sa bene chiunque abbia giocato a questi giochi(compreso il sottoscritto) gli abitanti di Two Point County non sono i classici png e spesso all&#8217;interno dei giochi si creavano divertenti situazioni da dover gestire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-2-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 2" class="wp-image-561211" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Tantissimi contenuti per il vostro ospedale</h3>



<p>L&#8217;obbiettivo principale di Two Point Hospital è creare un&#8217;ospedale secondo i propri gusti e stando attenti a soddisfare i bisogni dei propri pazienti. Sarà fondamentale progettare le giuste strutture per curare le diverse malattie che compariranno durante il gioco e assumere nuovi dottori specializzati nei vari campi.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Una pioggia di contenuti:</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Two Point Hospital</li>



<li>Culture Shock</li>



<li>Fancy Dress Pack</li>



<li>A Stich in Time</li>



<li>Close Encounters</li>



<li>Retro Item Pack</li>



<li>Off The Grid</li>



<li>Speedy Recovery</li>



<li>Two Point Hospital Bonus Campus Items</li>



<li>Two Point Hospital: SEGA 60th Items</li>



<li>Two Point Hospital: Free Zombie Costume</li>



<li>Two Point Hospital Hospital Pass(Golden Toilet)</li>



<li>Two Point Hospital: Jingle Jam(da Humble Bundle)</li>



<li>Two Point Hospital: Convention-al Rug(da Twitch, varianti Venus e Violet)</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-3-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 3" class="wp-image-561213" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Partire dalle basi</h3>



<p><strong>Il giocatore dovrò costruire il proprio ospedale da zero, per fortuna però la vasta scelta di risorse e strutture permetterà in breve tempo di mettere in piazza tutta una serie di contenuti utili al proprio lavoro.</strong> Allestire la reception, costruire i vari reparti e la farmacia interna, e in ultimo ma fondamentale costruire i bagni ovunque siano necessari. Sfruttare al meglio le risorse a propria disposizione sarà fondamentale per far prosperare il proprio ospedale. Focalizzarsi sulla ricerca di nuove cure, lo sviluppo di nuovi macchinari avrà un&#8217;impatto importante sulla soddisfazione dei pazienti e l&#8217;attenzione al personale invece manterrà alto il morale e l&#8217;andamento del proprio ospedale.</p>



<p><strong>Ogni reparto dell&#8217;ospedale infatti ha bisogni di medici, infermieri, assistenti e addetti alle pulizie.</strong> Una volta assunti i dipendenti sarò necessario assicurarsi di mantenere alto il loro morale allestendo sale relax e soddisfacendo i loro bisogni. Se il loro morale calerà troppo potrebbero addirittura decidere di licenziarsi.</p>



<p><strong>Come già ribadito qualche riga più alto, anche i pazienti non sono i soliti e regolari pazienti di routine, in questo mondo infatti sarà possibile imbattersi in malattie strane e impossibili. </strong>Casi di &#8220;vertigini&#8221; in cui la testa del paziente diventa una lampadina, in quel caso basterà svitarla e lasciarli andare. Anche la preparazione è fondamentale. <strong>Diagnosticare la giusta malattia, costruire la stanza adatta per curarla e assumere il personale qualificato per gestire il decorso sono tutti step necessari per assicurarsi la buona riuscita del lavoro.</strong> Di tanto in tanto però potrebbe scoppiare una pandemia(nello stile che contraddistingue la serie) e come amministratore ospedaliero sarà necessario essere pronto a gestire qualsiasi situazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Two-Point-Hospital-Collection-4-1024x576.jpg" alt="Two Point Hospital Collection 4" class="wp-image-561214" title="Two Point Hospital: Full Health Collection in arrivo il 16 settembre"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Porta al successo il tuo ospedale</h3>



<p>Il Ministero della Salute di Two Point assegna stelle agli ospedali che soddisfano le esigenze di ogni regione. Ogni stella fa guadagnare ricompense, miglioramenti alle strutture e nuovi ospedali da costruire. Una volta che un ospedale è sulla buona strada per il successo infatti si sbloccheranno nuovi ospedali e nuove regioni. <strong>Ogni regione avrà le sue malattie e tutta una nuova serie di interessanti sfide. Sarà necessario fare del proprio meglio per prendersi cura dei propri pazienti e curare le attività mentre l&#8217;organizzazione si espande.</strong></p>



<p><strong>Questa nuova Collection sembra essere il tassello che mancava a tutti quei fan che negli anni magari si erano un pò allontanati dal brand, magari perché distratti dagli altri giochi della casa di produzione. </strong>Con ogni suo gioco infatti Two Point Studios è riuscita a regalarci un mondo in costante espansione che non ha mai deluso il giocatore. Questa volta con questa ricchissima raccolta ci prepara ad un ritorno in grande stile li dove tutto è cominciato.</p>
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			</item>
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		<title>CULTIC, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Jasozz Games e pubblicato da 3d Realms in sinergia con Atari, CULTIC è uno sparatutto in prima persona 3D che richiama i capisaldi del genere irrompendo, tra l’altro, con uno stile decisamente old school e fortemente nostalgico. Insomma, un retro FPS. Quella per console, inoltre, è l’edizione definitiva e completa della saga, comprendendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Jasozz Games</strong> e pubblicato da 3d Realms in sinergia con Atari, CULTIC è uno sparatutto in prima persona 3D che richiama i capisaldi del genere irrompendo, tra l’altro, con uno stile decisamente old school e fortemente nostalgico. Insomma, un retro FPS. Quella per console, inoltre, è l’edizione definitiva e completa della saga, comprendendo il primo e secondo capitolo in un unico lotto. Noi abbiamo affrontato una misteriosa setta su <a href="https://direct.playstation.com/it-it+" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Cultic - Official Console Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/owJbB1DK3Eg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">CULTIC solo tra pazzi omicidi&nbsp;</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di CULTIC è bene specificare di che si tratta questo che, a conti fatti, è una sorta di <strong>collection</strong>. Prima di tutto, bisogna ricordare che il titolo è stato sviluppato da un’unica persona:<strong> Jason Smith</strong>. Inoltre, questa in esame è la trasposizione ufficiale per console di un titolo inizialmente pubblicato per PC nel corso del 2022. E ancora, parliamo di un gioco nativamente diviso in due giochi: Capitolo uno e Capitolo due. Il secondo è stato pubblicato nel 2025 e, oltre che ovviamente più moderno, risulta anche quello più sperimentale.</p>



<p>Detto ciò, il CULTIC qui in esame e disponibile per <strong>console</strong>, presenta entrambi i capitoli risultando esaustivo e completo. Venendo ora alla trama, questa non sorprende per complessità ma è un ottimo collante alle inevitabili stragi che andremo a compiere su schermo. Il <strong>protagonista </strong>delle vicende è un anonimo detective che sta svolgendo delle indagini con tanto di bacheca sovraccarica di prove, percorsi, indizi, foto e articoli di vario genere. Ci sono persone scomparse e sembra che abbiamo finalmente trovato una pista.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-87-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560907" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Purtroppo per noi, tale pista inizia nel peggiore dei modi. Una volta sui resti del manicomio di New Grandewel, veniamo subito accolti da uomini armati a cui segue una schermata buia. Pochi secondi e ci ritroviamo in una fossa piena di cadaveri. Siamo ancora vivi e siamo stracolmi di <strong>rabbia</strong>. Liberi da ogni regola, non ci resta che irrompere in quella che si rivela essere una setta di <strong>cultisti </strong>fuori di testa, dilaniando le loro carni a suon di ascia o crivellandoli con le numerose bocche da fuoco di cui entreremo in possesso. </p>



<p>Come anticipato, CULTIC non brilla per<strong> profondità narrativa</strong> ma quanto racconta basta e soddisfa per continuare la nostra videoludica mattanza. Ma per i più curiosi, non mancano documenti e approfondimenti di vario genere che offrono diversi punti di vista e una sorta di lore di quel culto che da anche il titolo al gioco stesso. Dobbiamo anche evidenziare come i due capitoli siano strettamente connessi col primo che termina in modo volutamente aperto per dar spazio e respiro al sequel nonché atto conclusivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-6547-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560906" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sparare con gioia</h2>



<p>CULTIC è uno <strong>sparatutto in prima persona che mixa 2D e 3D</strong> con un aspetto volutamente e marcatamente <strong>retrò</strong>. C’è anche da dire che se il primo capitolo, nonostante aree abbastanza aperte, risulta discretamente lineare, il secondo è invece molto più ampio e dispersivo, con una natura quasi sperimentale che potrebbe non soddisfare tutti i palati, soprattutto perché si allontana un po’ dal modello retrò cui si ispira. Per dare dei palesi nomi, il gioco richiama ovviamente Blood ma anche titoli del calibro di <a href="https://www.icrewplay.com/doom-the-dark-ages-recensione-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DOOM </a>e Quake, oltre che di Duke Nukem 3D.</p>



<p>Detto ciò, tra gli elementi migliori di CULTIC c’è senza alcun dubbio il <strong>gunplay</strong>. Sparare contro orde di cultisti e creature mostruose di vario genere regala una soddisfazione multipla. Sia ludica che estetica ma anche nostalgica. Il feedback è immediato, credibile, fluido e appagante. Ogni arma ha una sua utilità e ogni proiettile deve essere dosato come si deve. Questo soprattutto nel secondo capitolo dove il numero di nemici e la difficoltà nel gestirli aumenta di molto, creando un divario di difficoltà e accessibilità tra i due titoli abbastanza ampio seppur mai invalicabile.</p>



<p>Da segnalare che oltre alle <strong>armi da fuoco</strong>, tra l’altro tutte potenziabili, c’è anche un’ascia. La nostra arma ravvicinata non scherza. Fa un male cane se ben utilizzata e fornisce anche la possibilità di essere scagliata e anche eventualmente raccolta di nuovo, se la si raggiunge e scova in tempo. Non per niente, potremo portar con noi fino a dieci asce, fornendo a quest’arma un ruolo di vitale importanza al pari delle bocche da fuoco che dovremo recuperare in giro per i livelli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-6457-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560905" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Questi ultimi sono ben congegnati, discretamente vari e sempre più ampi e labirintici, soprattutto nel secondo capitolo. <strong>Girovagare </strong>in CULTIC ha un’utilità che non è solo quello di apprezzare il level design ma anche di scovare <strong>segreti</strong>, power up, energia extra e munizioni aggiuntive con cui poter affrontare al meglio il percorso principale. Questo perché CULTIC non è un titolo da prendere alla leggere, anche a seconda della difficoltà che deciderai di settare a inizio partita e sì, il livello di difficoltà più ampio sa regalare sfide di tutto rispetto. </p>



<p>Il <strong>ritmo di gioco</strong> è prevalentemente frenetico ma non mancano anche sezioni più pacate e quasi horror per atmosfera e lentezza. E questa sorta di variazione che ha il retrogusto di sperimentazione  esplode soprattutto nel secondo capitolo del gioco. Se il primo CULTIC è abbastanza breve, discretamente lineare e prevedibile, con scenari anche cromaticamente simili tra loro ma che comunque riesce a rievocare con successo i classici di riferimento, il secondo si allarga enormemente in tutti i sensi.</p>



<p>Le <strong>aree </strong>si ampliano in modo anche esagerato per poi rinchiuderti in spazi improvvisamente angusti e potenzialmente frustranti grazie a una difficoltà più elevata e a nemici ancora più precisi e ostili. Anche i boss migliorano nel secondo capitolo osando decisamente di più sia in termini di originalità che di videoludica cattiveria. Quello che permane in entrambi i titoli è comunque la possibilità abbastanza ampia di poter decidere come affrontare i vari nemici, cercando di sfruttare anche l’ambiente a proprio vantaggio, sia per difendersi che per attaccare. Un’esperienza in grado di far sicuramente felici i veterani del genere ma in grado di incuriosire anche i neofiti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/CULTIC-recensione-88998-1024x576.jpg" alt="CULTIC, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560904" title="CULTIC, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, CULTIC è un dichiarato omaggio al mondo retrò degli sparatutto in prima persona 3D che mescola al suo interno sprite in 2D, il tutto offrendo una creatività che esplode, come già accennato, nel capitolo secondo. Se il primo titolo presenta ambienti prevalentemente monocromatici e molto simili tra loro, il sequel osa decisamente di più, variando ed espandendo il mondo di gioco e strutturando ancora di più il level design. L’impatto è quindi tanto nostalgico quanto intrigante e accattivante seppur bisogna inevitabilmente accettare la scelta stilistica, ovviamente non adatta a tutti.</p>



<p>Da segnalare qualche piccola incertezza tecnica tra cui qualche elemento ambientale che appare in ritardo, la scomparsa di alcuni oggetti e qualche compenetrazione. Nulla di eclatante o che possa minare davvero l’esperienza di gioco in generale, soprattutto al netto della natura low budget del titolo. Le fasi prettamente platform, invece, seppur poche, come in quasi ogni FPS, non spiccano molto e prestano il fianco a una certa imprecisione. Il <strong>sonoro</strong>, invece, è pienamente coerente con l’atmosfera proposta con sonorità galvanizzanti mai ridondanti e anche discretamente varie.</p>



<p>Ultima nota per la totale<strong> assenza della lingua italiana</strong> di cui sono assenti anche i sottotitoli. Un peccato considerando che la lore del gioco, celata prevalentemente nei documenti, dona forza a una trama che seppur un po’ prevedibile, è comunque ben costruita e godibile. </p>
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		<title>Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/forensics-crime-scene-detective-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Binary Impact e Alchemical Works e pubblicato da Aerosoft GmbH, Forensics: Crime Scene Detective è un simulatore in prima persona 3D incentrato sulle analisi delle scene del crimine, in particolare ci cala nel ruolo di uno specialista forense. Tra DNA da raccogliere, analizzare e comparare, impronte digitali da individuare, proiettili da scovare e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Binary Impact</strong> e <strong>Alchemical Works</strong> e pubblicato da Aerosoft GmbH, Forensics: Crime Scene Detective è un <a href="https://www.icrewplay.com/simulator-simulando-la-realta-nel-videogioco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">simulatore </a>in prima persona 3D incentrato sulle analisi delle scene del crimine, in particolare ci cala nel ruolo di uno specialista forense. Tra DNA da raccogliere, analizzare e comparare, impronte digitali da individuare, proiettili da scovare e cellulari da sbloccare, ci ritroviamo così a vivere una serie di piccoli casi alla ricerca della verità. Noi abbiamo completato ogni caso su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Forensics: Crime Scene Detective | Official Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/NZy5Dz0etY0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Forensics: Crime Scene Detective tra analisi e comparazioni</h2>



<p>Forensics: Crime Scene Detective è un gioco di <strong>simulazione </strong>e in quanto tale, più che raccontare una storia, il suo obiettivo è quello di simulare nel modo più realistico possibile, una determinata mansione. In questo caso, si parla di uno <strong>specialista forense</strong> e di gran parte delle sue attività e ricerche. Ecco quindi che la campagna di gioco non è fatta di narrazione vera e propria se non di una sequela di casi da dover risolvere in modo anche abbastanza libero seppur vengano sbloccati in modo cronologico e lineare.</p>



<p>Il <strong>personaggio </strong>di cui andremo a vestire i panni è anonimo, senza volto e senza voce, così come la persona a cui invieremo le prove per email e che ci detterà man mano i passi da fare fino all’inevitabile conclusione di ogni singolo caso. Anche l’area in cui andremo a muoverci, ossia il nostro laboratorio con tutte le strumentazioni e macchinari del caso, è completamente deserto. Non c’è nessuno con cui interagire se non con le macchine, appunto.</p>



<p>Discorso analogo per ogni singola <strong>scena del crimine</strong> che andremo a visitare. Tutto è completamente deserto e noi saremo perennemente da soli. Neanche i cadaveri riusciremo a vedere in quanto, giustamente, non spetta a noi analizzarli. Il nostro compito è quello di studiare la scena del crimine, setacciare ogni angolo e scovare oggetti utili, armi del delitto, dispositivi tecnologici da cui estrapolare messaggi, foto e chiamate, impronte utili al caso, macchie di sangue e quant’altro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-54-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561006" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Oltre a scovare gli elementi utili al <strong>caso</strong>, dovremo anche raccoglierli. Ogni prova richiede un determinato strumento a sua volta legato a un determinato mini gioco di routine. Man mano che raccoglieremo ed analizzeremo le prove, i nostri file, da cui partiremo sempre col briefing del caso, andranno ad aumentare. Qui troveremo eventuali dichiarazioni e le mosse dei nostri colleghi come inseguimenti, arresti e quant’altro, il tutto con una cronologia del caso abbastanza esaustiva. </p>



<p>Purtroppo, però, la <strong>narrazione </strong>quasi del tutto assente si percepisce. Eppure, Forensics: Crime Scene Detective azzarda anche a collegare qualche caso tra loro e sono quelli che hanno più senso e coinvolgimento, dando una sorta di meta narrazione, seppur fumosa, al tutto. Peccato che siano un paio di casi disparati. In compenso, le varie risoluzioni dei singoli casi sono discretamente varie, donando una gradevole sfumatura di crimini e rispettivi criminali. Da segnalare la conclusione che giunge prima del tempo e che è raffigurata da una cartella dei casi che ci informa di aver finito tutto. Anche qui, un po’ poco.</p>



<p>Da segnalare comunque che il titolo è stato realizzato col supporto dell’esperienza e delle competenze degli esperti del <strong>Landeskriminalamat </strong>della Renania-Palatinato. Il tutto per avvicinare il titolo a un realismo quasi tangibile, spalmato in un totale di quattordici casi che, al netto di qualche lungaggine, non richiederanno molto tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561007" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay in bilico tra realismo e frustrazione</h2>



<p>Forensics: Crime Scene Detective è un <strong>simulatore in prima persona</strong> 3D che punta a offrire un’esperienza da specialista forense. Per fare ciò, scende ad alcuni compromessi che rendono, come vedremo, l’esperienza decisamente lenta, ciclica e anche a tratti frustrante. Decisamente non per tutti. Iniziamo dal fatto che ogni scena del crimine sarà liberamente esplorabile e potrai fare avanti e indietro dal tuo laboratorio ogni volta che lo desideri.</p>



<p>Il titolo essenzialmente è composto da<strong> due fasi</strong>: la ricerca e raccolta di prove nella scena del crimine e l’analisi di quanto raccolto all’interno del tuo laboratorio. Come detto però, non sempre riuscirai a trovare tutto nella tua prima visita e, per fortuna, potrai viaggiare più e più volte. Analizzare la scena del crimine, significa avere buon occhio ma anche saper utilizzare al meglio la strumentazione a nostra disposizione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-568-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561005" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Essenzialmente, si tratta di trovare chiazze di sangue,<strong> impronte digitali nascoste </strong>e visibili solo con una determinata torcia, cercare armi del delitto, ossia prevalentemente pistole, apparecchi tecnologici come telefoni, pc o chiavette USB e scovare fori di proiettile. Ogni prova per essere raccolta in modo adeguato richiede l’uso di un dato strumento e la risoluzione positiva di un mini gioco. Ma prima ancora, per poter ottenere il massimo punteggio alla fine della prova, dovrai catalogare le prove e quindi fotografarle.</p>



<p>E qui iniziano i <strong>problemi</strong>. Per essere fedele alla realtà, Forensics: Crime Scene Detective elimina qualsivoglia inventario e ci costringe a poter equipaggiare e un solo strumento alla volta costringendoci a fare avanti e indietro più volte del previsto. Non solo, in alcuni casi si impunta in modo artificioso e frustrante. Un esempio? Fare le foto inquadrando bene e alla giusta distanza sia la prova che il foglio giallo identificativo da posizionare manualmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-475-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561003" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ammettiamo che almeno nei primi casi, il senso di curiosità unito a quel mix di sfida nel cercare di intuire prima del tempo chi può essere il criminale o cosa diavolo è potuto succedere, fa andare oltre alla ripetività del gioco, ampliata anche dall’utilizzo degli <strong>strumenti al laboratorio</strong>. Come la raccolta delle prove, infatti, anche questi sono vittime di un minigioco ciclico e in alcuni casi frustrante. Come la comparazione del DNA che richiede una precisione esagerata, soprattutto pad alla mano.</p>



<p>Inoltre, l’innegabile iniziale <strong>varietà </strong>di strumenti e macchinari e quindi di analisi di prove differenti, da riproduzione di traiettorie dello sparo con tanto di gas a illuminare il laser rosso fino alle prove balistiche in sicurezza per raccogliere e poi confrontare i proiettili delle armi da fuoco, si scontro nel lungo periodo. In sintesi, ci si rende conto che tutto ciò che il gioco ha da offrire viene subito mostrato nei quattro tutorial iniziali. Dopodiché, è solo un aumento quantitativo delle prove da cercare e catalogare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Forensics-45785-1024x576.jpg" alt="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-561004" title="Forensics: Crime Scene Detective, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Forensics: Crime Scene Detective non spicca per grande realismo e anzi, un occhio attento noterà un riciclo di asset abbastanza ovvio e in parte esagerato. D’altro canto, ci sono anche spazi esageratamente spogli e poco credibili mentre altri decisamente più ragionati come il bar con biliardo. La cura dei dettagli non è scadente ma è palese che venga amplificata solo in funzione delle prove lasciando le zone meno coinvolte più “piatte” e anonime. E parlando di anonimato, Forensics: Crime Scene Detective non fa molto per ritagliare una propria identità se non unicamente il proprio gameplay.</p>



<p>Sì, sono presenti dei poster che richiamano artifizi fatti con IA, così come i ritratti dei personaggi coinvolti, ma è abbastanza poco per dare forma a un’identità vera e propria. Anche il <strong>sonoro </strong>non spicca più di tanto, salvando qualche rumore ambientale, le tracce sonore sono cicliche ma mai ridondanti o fastidiose. Elemento molto apprezzato, invece, la presenza dei<strong> sottotitoli in lingua italiana</strong>. Elemento che, seppur non sempre preciso, aiuta non poco a vivere al meglio l’esperienza di gioco.</p>
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		<item>
		<title>Denshattack!, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/denshattack-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Undercoders e pubblicato da Fireshine Games in sinergia con Boltray Games, Denshattack! è un singolare, colorato, surreale nonché folle gioco arcade in cui saremo alla guida di un vagone ferroviario che sfreccia su percorsi sconnessi e fuori di testa all’interno di un Giappone distopico e futuristico imprevedibile. Il tutto con tanto di zone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da Undercoders e pubblicato da<strong> Fireshine Games</strong> in sinergia con Boltray Games, Denshattack! è un singolare, colorato, surreale nonché folle gioco arcade in cui saremo alla guida di un vagone ferroviario che sfreccia su percorsi sconnessi e fuori di testa all’interno di un Giappone distopico e futuristico imprevedibile. Il tutto con tanto di zone in mano a gang stravaganti e pronte a sfide che travalicano le leggi della fisica. Noi abbiamo vissuto questo surreale trip su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a>. Pronto a scoprire la <strong>nostra recensione</strong>? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Denshattack! - Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/o_Xmv9eAIZA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Denshattack! non hai mai visto un treno così</h2>



<p>Denshattack! è uno di quei titoli che ho <strong>ti coinvolge subito </strong>o difficilmente potrai cambiare idea. Lo è sia per l’atmosfera che, come vedremo nel paragrafo successivo, per il <strong>gameplay</strong>. Si tratta di un titolo fuori dai binari, in tutti i sensi. Un gioco assurdo, folle, stravagante, coloratissimo, che mixa un sacco di elementi e in grado di risultare tanto nostalgico quanto moderno. Ma più di tutto, è un titolo con una propria folle idea che insegue da inizio alla fine, nei pro e contro, risultando così decisamente originale nella messa in scena.</p>



<p>Siamo in <strong>Giappone</strong> in un futuro prossimo decisamente distopico. Gli esseri umani vivono all’interno di cupole tecnologiche avanzate in quanto l’esterno è ormai un cumulo di macerie pericolose. La Terra sembra essersi ribellata all’uomo ma la tecnologia non si è frenata, anzi: una nuova corporazione, la Miraido, ha in mano proprio la gestione della cupole oltre che la comunicazione di tutto il Giappone. </p>



<p>Non per niente, una sorta di talpa mascotte parlante che ricorda tanto il buon <strong>Monokuma </strong>di <a href="https://www.icrewplay.com/danganronpa-v3-killing-harmony-uscira-su-smartphone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Danganronpa</a>, ci delizierà con aggiornamenti vari di capitolo in capitolo. E a tal proposito, Denshattack! conta ben nove capitoli per una longevità complessiva di tutto rispetto considerando il genere d’appartenenza e, soprattutto, l’elevata rigiocabilità se si vuol puntare al 100% e nello scoprire ogni frammento di lore del gioco. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560588" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sì, perché Denshattack! <strong>sorprende </strong>con un impianto narrativo che non è solo una mera giustificazione che si piega a un folle gameplay. La modalità centrale, la <strong>campagna</strong>, è il nucleo pulsante dell’esperienza e ci tiene a raccontare una storia scandita come se fosse un anime. Con tanto di scene anime come cut scene. Il tutto con un ulteriore elemento aggiuntivo e opzionale composto da una sorta di fanzine realizzata dal nostro co-protagonista che consiste in una sorta di giornaletto da “montare” con dentro approfondimenti sulle aree di gioco, le rispettive gang, la lore dei singoli personaggi, le <strong>boss fight </strong>e perfino il cibo.</p>



<p>Insomma, c’è <strong>lore </strong>da scoprire a patto di riuscire a localizzare determinati collezionabili in giro per i livello, uno per quadro. Ma torniamo alla narrazione. La protagonista indiscussa è <strong>Emi</strong>, una ragazza che si occupa di consegnare del ramen a domicilio sfruttando il suo piccolo treno antigravitazionale futuristico. A caratterizzare la protagonista, oltre a essere una persona nata e cresciuta all’esterno delle cupole, quindi nelle aree ritenute “selvagge” e fuori controllo, è anche estremamente brava alla guida del treno ed è dotata di una grande curiosità e voglia di avventura. Insomma, si mette in gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-t4443-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560587" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Non sorprende quindi che il suo ultimo cliente riesce a convincerla a girare il Giappone e a partecipare a una serie di sfide denominate proprio <strong>Denshattack</strong>. Per fare ciò, la nostra Emi inizia ad allenarsi lungo i percorsi disponibili fino a scontrarsi, inevitabilmente, con la prima delle gang che dominano il Giappone, ormai suddiviso in zone. Ebbene, come anticipato, ogni gang ha il suo capo, il suo modo di vivere i binari, la sua filosofia, perfino il suo modo di vestirsi. E sì, nella sua <strong>follia </strong>Denshattack! funziona molto bene.</p>



<p>Funziona perché<strong> narrazione e gameplay vivono d’incredulità</strong>, nella costante sorpresa e in trovate originale, ingegnose, surreali ma perfettamente coerenti con lo stravagante mondo che prende forma man mano davanti a noi. Sicuramente non è una storia memorabile eppure al suo interno ci sono complotti, sentimenti, sogni e persino metafore legate all’ambiente e all’umanità stessa. Insomma, a suo modo, Denshattack! sa lasciare il segno anche solo se ci si ferma al suo roboante caos creativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-2323-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560586" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un arcade in costante evoluzione</h2>



<p>Denshattack! è un <strong>arcade game in terza persona 3D</strong> che ci mette alla guida di un particolare treno che procede spedito e da solo lungo i binari. Il nostro compito? Soddisfare determinate missioni, aumentare il nostro punteggio e sopravvivere. Sembra facile ma non lo è affatto. Il motivo è che Denshattack! mixa elementi da QTE, ossia premere e tener premuto determinati tasti in determinati momenti, a fasi in stile<strong> Tony Hawk</strong>, con tanti di trick da eseguire in aria muovendo l&#8217;analogico in dati modi (c&#8217;è proprio una &#8220;trickpedia&#8221;) il tutto dando forma a un arcade in bilico tra modernità e nostalgica che colpisce in pieno per creatività e graduale potenziamento del gameplay.</p>



<p>Se all’inizio dovrai solo <strong>cambiare binari, saltare per evitare ostacoli</strong> ed eseguire trick in aria per aumentare il punteggio, ben presto ti troverai a driftare nelle curve, eseguire equilibrismi su tubi, appenderti a monorotaie fino a volteggiare nell’aria o a correre a testa in giù. Tutto ciò viene introdotto nel gioco in modo intelligente e graduale, rendendo ogni corsa sempre più complessa e completa. </p>



<p>Il gioco però<strong> non è mai ingiusto</strong>, anzi. Ti fornisce un segnale acustico e visivo pochi secondi prima di entrare in azione, così saprai in tempo quando driftare per evitare di volare fuori binario e così via. Inoltre ci sono anche dei generosi e rapidissimi checkpoint che in alcuni casi cedono un po&#8217; a fasi di trial and error. Ma il titolo non si consuma tutto qui, anzi. Le tipologie di livelli possono variare e non ci si limita solo dal viaggiare dal punto A al punto B. Ci sono anche delle gare in cui dovrai effettuare tre giri cercando di arrivare prima e sì, potrai anche letteralmente scaraventare per aria i tuoi avversari.</p>



<p>Ci sono poi delle<strong> aree open map</strong>, quasi tutte splendidamente intersecate tra loro, dove dovrai soddisfare più di un obiettivo e solo all’ottenimento di tutti potrai fermare il tuo treno manualmente e porre fine al livello in corso. E che dire delle <strong>boss fight</strong>? In assoluto il momento migliore con colossali nemici che mutano di continuo, plasmando anche l’area di gioco e impegnandoci in sfide sceniche, folli, uniche e divertenti. Avete mai combattuto un robot con un treno? Qui potrai farlo. Ed è solo un esempio. Ci sono poi aree in cui il treno va fuori dai binari e potrai muoverlo lateralmente sfruttando eventuali curve per rimbalzare in aria. Insomma, c&#8217;è davvero molto da imparare. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-454-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560585" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p><strong>C’è tanto Giappone nel titolo</strong>, non solo in termini di scena ma anche di folklore, dalla natura “anime” del titolo stesso fino alle famose “terme”, qui inserite come zona opzionale in percorsi segreti da scovare e percorrere. E non è l’unico segreto. Il gioco ha al suo interno ben tre collezionabili: uno per ampliare la già citata lore, uno per acquistare personalizzabili estetici e uno per acquistare nuovi treni ognuno con <strong>bonus e malus</strong> specifici per rendere le sfide ancor più rigiocabili e personalizzabili.</p>



<p>Perché sì, Denshattack! è dannatamente <strong>rigiocabile</strong>. Il gioco si basa molto sul punteggio e oltre al tempo di completamento c’è anche una medaglia legata al punteggio di corsa a cui si sommano delle sfide opzionali come distruggere determinati oggetti, suonare il “clacson” in determinate aree o eseguire determinate tipologie di trick. E sì, i trick sono esattamente come quelli che si fanno su skateboard ma con un vagone del treno. Ma d’altronde è tra le parole più utilizzate in questa recensione: follia. </p>



<p>Ma <strong>è proprio la follia un pro e un contro del gioco</strong>. Un titolo come Denshattack! o lo si ama o lo si odia. Chi saprà farsi catturare da questo vivace e folle mondo, troverà un&#8217;avventura a suo modo unica e galvanizzante, in grado di sorprendere e divertire. Il tutto con un buon livello di sfida che riesce a nascondere qualche magagna tecnica come qualche salto non proprio preciso e qualche passaggio, come ad esempio da binario a parete, non sempre dotato del giusto feedback. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/denshattack-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560584" title="Denshattack!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Denshattack! cela una cura al dettaglio non proprio al massimo, dietro un mondo enormemente colorato, assurdo, vivace e in costante movimento. Difficilmente avrai modo di soffermarti sui dettagli, lasciandoti coinvolgere da un viaggio costante, veloce, pieno zeppo di ostacoli a ogni singola dannata curva. Ecco, tutto questo regala un impatto generale più che soddisfacente a sua volta impreziosito da un buon character design in 2D e da un’interfaccia schizofrenica ma pienamente coerente con le atmosfere del gioco.</p>



<p>Anche il <strong>sonoro </strong>non fa sconti, offrendo una buona varietà di tracce con alcune forse un po’ troppo ripetitive ma quasi sempre orecchiabili, godibili e ancora una volta coerenti con la follia del mondo di gioco. Peccato solo che sia tutto in inglese. Ebbene, non sono presenti<em><strong> </strong></em><strong>neanche i sottotitoli in lingua italiana </strong>ma i vari dialoghi, mai troppo prolissi, sono abbastanza semplici da comprendere. Caso diverso quando parlano durante i livelli, lì avrai ben poco tempo per leggere.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PlayStation senza dischi dal 2028: perché la protesta non ferma Sony</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/playstation-senza-dischi-2028-protesta-sony/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560755</guid>

					<description><![CDATA[La petizione contro la fine dei dischi PlayStation ha superato le 213mila firme, ma dietro la scelta di Sony c'è una logica economica precisa. Ecco i due lati della vicenda, senza sconti a nessuno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A una settimana dall&#8217;annuncio della fine dei dischi PlayStation dal gennaio 2028, la petizione Don&#8217;t Kill the Disc ha superato le 213.000 firme ed è in cima alla classifica Trending di Change.org, mentre almeno altre 14 petizioni minori chiedono la stessa cosa: <strong>nonostante la protesta, tutto lascia pensare che Sony andrà avanti comunque, perché la decisione poggia su una logica economica già confermata dai mercati, con il titolo salito del 3,2 per cento alla Borsa di Tokyo e del 2,9 per cento su quella statunitense il giorno dell&#8217;annuncio</strong>. Ecco perché la community si è mobilitata e perché, sull&#8217;altro fronte, Sony sembra avere già tutte le ragioni di cui ha bisogno per non tornare indietro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La protesta: 213mila firme e il fantasma dell&#8217;E3 2013</h2>



<p>A guidare la protesta è <strong>Jade Pearce</strong>, proprietaria del rivenditore canadese PNP Games, che ha lanciato la petizione il giorno stesso dell&#8217;annuncio raccogliendo <strong>40.000 firme nelle prime 48 ore</strong>. L&#8217;argomento più citato riguarda un episodio storico della stessa PlayStation: all&#8217;E3 2013 Sony aveva conquistato il pubblico promettendo che i giochi acquistati su disco si sarebbero potuti rivendere, prestare o conservare per sempre, deridendo pubblicamente Microsoft per le restrizioni previste su Xbox One. </p>



<p>Tredici anni dopo, secondo Pearce, <em>&#8220;è Sony a togliere quello stesso diritto&#8221;</em>. Nel testo della petizione, un box con solo il codice di download viene definito una licenza digitale in una confezione di plastica, non un gioco posseduto davvero. A rafforzare la protesta si sono aggiunte voci note del settore, da <strong>Hideo Kojima</strong> all&#8217;ex responsabile Blizzard <strong>Mike Ybarra</strong>, mentre gli account social ufficiali di PlayStation sono rimasti in silenzio per quasi una settimana prima di tornare a pubblicare, ricevendo un&#8217;ondata di critiche sotto ogni post.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La logica economica: perché a Sony conviene comunque</h2>



<p>Sul fronte opposto, l&#8217;annuncio ufficiale firmato da Sid Shuman, Senior Director of Content Communications di Sony Interactive Entertainment, sul <a href="https://blog.it.playstation.com/2026/07/01/la-produzione-di-dischi-fisici-terminera-a-gennaio-2028-per-i-nuovi-giochi-in-uscita-sulle-console-playstation/" target="_blank" rel="noopener">PlayStation Blog ufficiale</a> parla di <em>&#8220;una direzione naturale per adattarsi alle tendenze dei consumatori&#8221;</em>. </p>



<p>Dietro la formula istituzionale ci sono numeri difficili da ignorare: l&#8217;85 per cento dei giochi venduti su PS5 e PS4 viene già acquistato in digitale, il 27 per cento delle PlayStation 5 vendute negli Stati Uniti non include nemmeno un lettore disco, e secondo l&#8217;analista Rhys Elliott di Alinea Analytics, citato da Kotaku, un disco può essere rivenduto decine di volte senza che Sony veda un centesimo oltre alla prima vendita: eliminarlo trasforma ogni passaggio di mano in un potenziale nuovo acquisto digitale a prezzo pieno. </p>



<p>Il segnale più concreto che la transizione è già in corso arriva dalla <strong>fabbrica Sony di Thagau, in Austria</strong>, uno dei principali stabilimenti per la stampa dei dischi, che risulta già in fase di riconversione per la produzione di microlenti ottiche: non esattamente il comportamento di un&#8217;azienda che sta ancora valutando se tornare sui propri passi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le riserve che restano aperte</h2>



<p>Al di là del tifo da una parte o dall&#8217;altra, la vicenda solleva questioni che nemmeno i sostenitori del digitale possono ignorare del tutto. La stessa Sony ha rimosso di recente oltre 500 film dal proprio catalogo digitale, inclusi contenuti già acquistati dagli utenti, un precedente che rende meno teorica la preoccupazione sulla revocabilità delle licenze digitali. La petizione stima inoltre un impatto su migliaia di posti di lavoro tra rivenditori, distributori e magazzini legati al mercato fisico e dell&#8217;usato, un settore che con l&#8217;addio ai dischi perderebbe una delle sue colonne portanti. Resta poi il tema della conservazione: senza supporto fisico, la sopravvivenza di un gioco dipende interamente dal fatto che i server di uno store restino online, come raccontato più nel dettaglio nel nostro approfondimento su <a href="https://www.icrewplay.com/playstation-fine-dischi-fisici-2028-cosa-cambia-reazioni-community-implicazioni/">cosa cambia per usato, retrocompatibilità e collezionismo con la fine dei dischi PlayStation</a>, dove entriamo nel merito di prezzi, PS6 e implicazioni pratiche per chi possiede già una libreria fisica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un settore che si guarda intorno</h2>



<p>Il contesto competitivo aggiunge un&#8217;altra sfumatura alla vicenda. Microsoft non ha ancora commentato ufficialmente, ma la futura Xbox, nota con il nome in codice Project Helix, circola da mesi come progetto pensato per un ecosistema interamente digitale. Nintendo, dal canto suo, continua a puntare sul fisico anche su Switch 2, seppure con le game-key card, schede che in alcuni casi contengono solo la chiave di attivazione e non l&#8217;intero gioco: un compromesso a metà strada che comunque lascia sopravvivere l&#8217;oggetto fisico come esperienza d&#8217;acquisto. Anche il destino della prossima PlayStation 6 resta legato a questa scelta: secondo l&#8217;analista Piers Harding-Rolls di Ampere Analysis, la data di gennaio 2028 rende sempre più probabile che la console arrivi già priva di lettore disco come configurazione standard.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una domanda che resta senza risposta</h2>



<p>Difficile dire, a questo punto, se le firme raccolte online riusciranno mai a scalfire una decisione già annunciata con tanto di stabilimenti in fase di riconversione. Le petizioni online raramente cambiano le strategie industriali delle grandi aziende, ma la loro dimensione, quasi un quarto di milione di adesioni in una settimana, racconta comunque qualcosa su quanto il concetto di possesso di un gioco resti sentito da una parte consistente del pubblico, anche in un mercato dove il digitale ha già vinto nei numeri da tempo. Resta da vedere se questa mobilitazione lascerà un segno reale sulle prossime mosse di Sony, oppure se, come per Grand Theft Auto VI, l&#8217;industria si limiterà a prendere atto e ad andare avanti.</p>
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		<title>PlayStation elimina i dischi fisici dal 2028: cosa cambia davvero e perché la community è arrabbiata</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/playstation-fine-dischi-fisici-2028-cosa-cambia-reazioni-community-implicazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation 6]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/prenotato-da-valentina-paradiso-%c2%b7-08-07-1100/</guid>

					<description><![CDATA[Sony ha annunciato il 1° luglio 2026 che dal gennaio 2028 non verranno più prodotti dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. La fabbrica austriaca è già in fase di riconversione, il titolo in borsa è salito del 3% e la community ha risposto con proteste, petizioni e domande senza risposta su PS6, retrocompatibilità e prezzi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 1° luglio 2026, <strong>Sid Shuman</strong>, Senior Director di Sony Interactive Entertainment Content Communications, ha pubblicato sul PlayStation Blog un post di tre paragrafi che ha ridisegnato il futuro del gaming su console. Dal <strong>gennaio 2028</strong>, Sony non produrrà più dischi fisici per i nuovi giochi PlayStation. I titoli già pubblicati o in uscita prima di quella data non vengono toccati. Tutto quello che arriverà dopo sarà disponibile esclusivamente in formato digitale, sia sul PlayStation Store sia nei negozi fisici. Sì, nei negozi fisici: le scatole resteranno, ma dentro non ci sarà più un disco. Solo un codice. Come avevamo già discusso nel nostro approfondimento su <a href="https://www.icrewplay.com/la-copia-fisica-sara-sostituita-del-tutto-dal-digitale/">digitale vs fisico nel gaming</a>, questa direzione era nell&#8217;aria da anni. Sony l&#8217;ha resa ufficiale con la stessa freddezza con cui si annuncia una modifica ai termini di servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri che hanno convinto Sony: l&#8217;80% è già digitale</h2>



<p>La decisione non è arrivata senza basi. Secondo i dati citati da analisti e confermati indirettamente da Sony, circa l&#8217;<strong>80% delle vendite di giochi completi su PlayStation 4 e PlayStation 5</strong> avviene già in formato digitale. Un ribaltamento radicale rispetto al 2013, anno del lancio di PlayStation 4, quando il digitale rappresentava appena il 13% del totale. La direzione era chiara, e il mercato l&#8217;aveva già indicata. La conferma più concreta arriva dall&#8217;aspetto industriale: Sony sta riconvertendo il proprio stabilimento produttivo di <strong>Thalgau, in Austria</strong>, l&#8217;ultima fabbrica di dischi PlayStation ancora attiva. </p>



<p>La catena di montaggio per i Blu-ray è già in fase di smantellamento parziale. Al suo posto arriverà la produzione di <strong>microlenti ottiche</strong> per applicazioni in fotocamere, visori VR e tecnologie automotive. Sony ha già investito circa 30 milioni di euro nella riconversione. Non è un piano futuro: è già in corso. Le reazioni dei mercati finanziari sono state altrettanto eloquenti: il titolo Sony ha segnato un <strong>rialzo superiore al 3%</strong> nelle ore successive all&#8217;annuncio. Per gli investitori, eliminare i costi di produzione, confezionamento, distribuzione e logistica dei dischi significa margini più puliti e una piattaforma più controllata. La mossa ha senso industriale. Per i giocatori, il discorso è più complicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine del mercato dell&#8217;usato: chi ci rimette davvero</h2>



<p>Per trent&#8217;anni il disco fisico non è stato solo un contenitore di dati. Era un <strong>bene rivendibile, cedibile e scambiabile</strong>. Chi finiva un gioco poteva rivenderlo in negozio, portarlo a un mercatino, scambiarlo con un amico o comprarne una copia a prezzo ridotto settimane dopo il lancio. </p>



<p>Questo ecosistema secondario aveva una funzione economica precisa: abbassava il costo effettivo di accesso ai titoli e permetteva a fasce di pubblico con budget più limitato di giocare a giochi AAA senza pagare il prezzo pieno. Con il digitale quella valvola sparisce. Come ha analizzato Tom&#8217;s Hardware, chi acquista in digitale non possiede un oggetto: possiede una licenza d&#8217;uso non trasferibile, legata a un account e alle condizioni di Sony. Non si può rivendere, non si può prestare, non si può scambiare. </p>



<p>Per Sony e per i publisher, ogni copia usata era una vendita da cui non arrivava nuovo denaro. Il digitale elimina questo problema strutturalmente, a vantaggio del venditore e a svantaggio del consumatore. Le conseguenze si estendono ai rivenditori fisici. Negozi come GameStop hanno già vissuto un decennio di difficoltà crescenti, costruendo la propria sopravvivenza su servizi aggiuntivi, carte collezionabili e merchandise. L&#8217;eliminazione del fisico PlayStation dal 2028 non chiude i negozi dall&#8217;oggi al domani, ma toglie loro uno dei pilastri su cui ancora reggono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni della community: meme, petizioni e la questione della proprietà</h2>



<p>La risposta della community è stata immediata e, in larga parte, critica. Sui social si sono diffusi meme con custodie Blu-ray vuote, petizioni contro la decisione e discussioni accese su Reddit e nei forum PlayStation. </p>



<p>Ma la critica più sostanziale non riguarda la nostalgia: riguarda la <strong>proprietà dei contenuti digitali</strong>. Quando si compra un gioco digitale su PlayStation Store, si acquista una licenza d&#8217;uso. Non un oggetto. Questa distinzione, che nella vita quotidiana sembra teorica, diventa concreta quando le condizioni cambiano. Il caso più recente: Sony ha rimosso centinaia di film dagli account degli utenti che li avevano acquistati, a seguito di un cambiamento nei termini di licenza con Studio Canal. Non era un abbonamento: erano acquisti pagati. Eppure sono spariti. Il precedente esiste, è documentato e ha alimentato la sfiducia verso il modello digitale. La reazione di <strong>Limited Run Games</strong>, il publisher specializzato in edizioni fisiche di giochi indie, è stata quella di parlare di <em>fine di un&#8217;era</em>. <strong>Strictly Limited</strong> ha ribadito che le edizioni fisiche restano <em>altamente rilevanti per garantire la proprietà e la conservazione dei videogiochi come patrimonio culturale</em>. Frank Cifaldi della <strong>Video Game History Foundation</strong> ha offerto la critica più lucida: <em>Chiedere ai musei di scaricare una copia di un gioco e sperare che funzioni tra cinquant&#8217;anni non è una soluzione</em>. Il problema della preservazione digitale è reale: i server si spengono, i formati cambiano, le piattaforme evolvono. Il disco fisico, per tutti i suoi limiti, restava disponibile a prescindere da chi controllava i server.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succederà con i prezzi: la domanda a cui Sony non ha risposto</h2>



<p>Uno degli argomenti a favore del digitale era sempre stato che, eliminando i costi di produzione e distribuzione, i prezzi sarebbero dovuti scendere. Non è mai successo in modo significativo, e la community non si aspetta che succeda ora. La critica più diffusa sulle piattaforme social è questa: Sony riduce i costi di produzione in modo radicale, aumenta i propri margini sul venduto digitale, ma il prezzo di copertina resta invariato o cresce. Senza la pressione competitiva del mercato dell&#8217;usato, e senza la possibilità di acquistare giochi usati in alternativa, i giocatori hanno meno leva per resistere ai prezzi imposti dalla piattaforma. Alcuni utenti su Reddit hanno sollevato la questione del pricing dinamico, già sperimentato da Sony su PlayStation Store in alcune regioni, che poteva far variare il prezzo di uno stesso titolo in base alla domanda. Una pratica che, senza un mercato alternativo fisico, diventerebbe potenzialmente più aggressiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PlayStation 6 senza lettore: quasi certo, e le domande sulla retrocompatibilità</h2>



<p>La data del gennaio 2028 non è casuale. Piers Harding-Rolls, analista senior di Ampere Analysis, ha dichiarato che questa scelta <em>garantisce praticamente che PlayStation 6 non arriverà prima del 2028</em>, suggerendo che la prossima console di Sony potrebbe nascere già senza lettore disco come caratteristica standard. La traiettoria era già visibile: PlayStation 5 Pro è uscita senza lettore integrato, con l&#8217;unità disco venduta separatamente a 119 euro. PlayStation 6 quasi certamente non avrà alcuna opzione per il disco, né integrata né esterna. Questa prospettiva apre una questione che Sony non ha ancora risposto: <strong>i giochi fisici PlayStation 4 e PlayStation 5 già acquistati funzioneranno su PlayStation 6?</strong> La retrocompatibilità con i dischi richiederebbe un lettore che non esisterà. Sony non ha comunicato se ci sarà un sistema di conversione disco-digitale, se i giochi fisici saranno accessibili tramite un&#8217;unità esterna, o se semplicemente chi ha una libreria fisica dovrà tenere la PlayStation 5 in funzione per accedere ai propri acquisti. Sono domande cruciali per milioni di giocatori che hanno investito in librerie fisiche importanti. Come avevamo già analizzato nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/il-digitale-e-davvero-il-futuro-del-gaming/">ascesa del digitale nel gaming</a>, il rischio non è solo la perdita del formato fisico ma la progressiva erosione della proprietà effettiva di quello che si acquista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;unica buona notizia: le ristampe dei titoli esistenti restano possibili</h2>



<p>Un dettaglio importante, rivelato dal giornalista <strong>Stephen Totilo</strong> di GameFile che ha avuto accesso a una comunicazione interna di Sony ai publisher: la data del gennaio 2028 riguarda i nuovi giochi, ma Sony continuerà ad accettare <strong>ordini di ristampa per i titoli già pubblicati</strong>. </p>



<p>Chi vuole comprare una copia fisica di un gioco uscito prima del 2028, anche dopo quella data, potrà farlo finché le scorte lo permetteranno o finché Sony accetterà ordini di ristampa. Non è una garanzia permanente, ma è uno spiraglio significativo: l&#8217;infrastruttura produttiva non verrà spenta del tutto, solo ridotta e riconvertita. Per i collezionisti e per il mercato dell&#8217;usato sui titoli precedenti al 2028, è una notizia che ridimensiona parzialmente le preoccupazioni più catastrofiste. Per tutti gli aggiornamenti sulla politica di Sony e sulla transizione al digitale, il riferimento ufficiale è il <a href="https://blog.it.playstation.com" target="_blank" rel="noopener">PlayStation Blog Italia</a>. </p>



<p>La storia di Sony con il formato disco era iniziata con il lancio della prima PlayStation nel 1994, che aveva reso il CD il supporto dominante per i videogiochi su console. Trent&#8217;anni dopo, la stessa azienda chiude quel capitolo con un comunicato sul proprio blog. È la fine di un&#8217;era, e vale la pena dirlo chiaramente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-07-07-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Fishing Cactus e pubblicato da PERPETUAL in sinergia con Perp Games, Badminton Time! è un titolo sportivo dedicato al volano. Si tratta, inoltre, della versione non VR dell’originale Badminton Time!, nato appunto per visori come Meta Quest e il PlayStation VR2. Più che un gioco che mira al realismo sportivo, si tratta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Fishing Cactus</strong> e pubblicato da PERPETUAL in sinergia con Perp Games, Badminton Time! è un titolo sportivo dedicato al volano. Si tratta, inoltre, della versione non VR dell’originale Badminton Time!, nato appunto per visori come Meta Quest e il <a href="https://www.icrewplay.com/playstation-vr-2-per-non-avere-un-disastro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation VR2</a>. Più che un gioco che mira al realismo sportivo, si tratta di un titolo arcade, molto più vicino ai casual game e votato essenzialmente a un divertimento immediato. Noi abbiamo provato questa nuova versione su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Badminton Time! Flatscreen Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ChR89w9uu1I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Badminton Time! è tutto gameplay</h2>



<p>Come probabilmente ti aspetterai, Badminton Time! <strong>non punta a raccontare alcun tipo di storia</strong>. Non ci sono tornei, non ci sono cutscene e neanche personaggi fortemente identificativi. Volendolo paragonare a un altro titolo, sembra una sorta di Wii Sports focalizzato però esclusivamente sul volano a cui si sommano una serie di power up in stile Mario Tennis. Tra l’altro, proprio in modo simile ai Mii del mondo Nintendo, anche qui potrai personalizzare il tuo avatar.</p>



<p>L’aggiunta di elementi <strong>personalizzabili </strong>di vario genere, dai capelli, al volto, passando per abbigliamento e accessori di vario genere, punta a dare un minimo di identità al proprio avatar che rimane però prevalentemente anonimo se non fosse per una piccola caratterizzazione estetica: mani e piedi sono separati dal corpo, senza braccia e gamba. Tipo Rayman.</p>



<p>Il motivo di ciò e della scarsa importanza fornita all’avatar e ai personaggi vari, è probabilmente legata alla natura originale del titolo. Come anticipato, infatti, Badminton Time! nasce come Badminton Time! VR e originariamente pubblicato nel <strong>2025 </strong>come esclusiva per il mondo del visore sia Sony che di Meta Quest. Ebbene, un anno dopo, ecco un’edizione completamente in terza persona 3D e slegata dal sistema del visore perché no, a differenza di altre esclusive VR poi “aggiornate” qui parliamo di due titoli separati seppur con gli stessi contenuti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560650" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Più arcade che simulatore</h2>



<p>Badminton Time! è un <strong>gioco sportivo</strong> legato esclusivamente al volano in terza persona 3D che, e lo abbiamo detto già nel titolo del paragrafo, vira molto più all’<strong>animo arcade</strong> che a quello dei simulatori. Anzi, di “simulazione” a esclusione delle regole sportive legate al campo di gioco e alla disciplina stessa, non c’è granchè. Sì, c’è una modalità “realistica” che esclude i power up, ma il feedback “fisico” rimane estremamente ludico e non molto credibile.</p>



<p>La verità è che Badminton Time! sembra più un <strong>casual game</strong>, di quelli che puntano a un gameplay facile da approcciare, adatto potenzialmente a tutti e che prova a rendere ogni sfida inaspettata grazie a un sistema di power up cartoonesco e discretamente vario. Questi ultimi, presenti ovviamente nella modalità principale definita, appunto, “arcade”, variano il giusto passando da polpi che si appiccicano su schermo a un banco di nebbia che invade il proprio lato del campo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-459-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560648" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Parliamo d<strong>i power up</strong> da raccogliere sulla rete, indirizzando i nostri colpi ma anche di abilità legate alla potenza di tiro che richiede un determinato lasso di tempo per caricarsi. Da moltiplicazioni a colpi “fantasma”, la varietà è giusta e no, non stupisce granché. La ragione di ciò è che titoli come Mario Tennis spiccano decisamente di più sia per varietà che per scenicità che per feedback ludico, tralasciando l’innegabile appeal di personaggi e scenari qui abbastanza anonimi.</p>



<p>Eppure Badminton Time! fa il suo dovere riuscendo a regalare del sano <strong>divertimento </strong>spensierato. Ovviamente, puoi decidere se giocare online, offline in locale o contro l’IA. L’IA l’abbiamo trovata abbastanza imprevedibile e in alcuni casi anche nella modalità più facile può dare filo da torcere. Puoi anche creare dei tornei che ben si sposano nelle circa undici ambientazioni disponibili. Si sente però la<strong> mancanza di una vera “campagna”</strong> che va così a indebolire l’esperienza in solitaria. Online, invece, siamo stati decisamente sfortunati, non riuscendo a trovare neanche uno sfidante. </p>



<p>Ultima nota per l’angolo dei <strong>minigiochi</strong>. Si tratta di attività extra dove mettere alla prova le proprie abilità. Da un serpente stile Snake da eliminare a suon di colpi, pezzo per pezzo prima di essere raggiunto ai classici palloncini colorati da scoppiare per far punti, passando per sfide a colpi di tesori da centrare e pirati da evitare. Nessuno di questi lascia il segno ma risultano comunque un passatempo spensierato. Anche i minigiochi possono essere giocati in compagnia fino a quattro giocatori rendendoli decisamente più accattivanti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Badminton-Time-6543356356-1024x576.jpg" alt="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560645" title="Badminton Time!, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Badminton Time! tradisce un po’ la sua natura in VR ma riesce comunque a regalare scenari molto colorati e a sfruttare biomi classici a modo suo. Nulla che riesca a restare realmente impresso ma tutto funziona come dovrebbe. Non abbiamo riscontrato bug di sorta anche se non sempre i colpi andavano dove speravamo. Ma pensiamo sia più questione di pratica e abitudine che reali imprecisioni tecniche. </p>



<p>Gli avatar ci hanno convinti poco, decisamente anonimi e impreziositi da animazioni minimal e poco coinvolgenti. Insomma, sul versante identità, Badminton Time! non ne esce granché bene rischiando di smarrirsi all’interno di altri casual game. Il <strong>sonoro </strong>è sufficiente, fa il suo dovere in modo placido. Un accompagnatore gradevole e abbastanza coerente. Infine, da segnalare la sempre gradita presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana </strong>anche se c’è abbastanza poco da leggere.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>PS Plus luglio 2026: come riscattare Call of Duty Modern Warfare III, For the King II e CrossCode</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/ps-plus-luglio-2026-call-of-duty-for-the-king/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/prenotato-da-valentina-paradiso-%c2%b7-07-07-1500/</guid>

					<description><![CDATA[Dal 7 luglio al 3 agosto 2026 gli abbonati PlayStation Plus possono riscattare Call of Duty: Modern Warfare III Cross-Gen Bundle, For the King II e CrossCode. Tutto quello che serve sapere per aggiungere i tre giochi alla libreria senza perdere la scadenza. Ultima chiamata per i giochi di giugno entro il 6 luglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sony ha annunciato i tre giochi <strong>PlayStation Plus Essential</strong> di luglio 2026: <strong>Call of Duty: Modern Warfare III Cross-Gen Bundle</strong>, <strong>For the King II</strong> e <strong>CrossCode</strong>. I titoli sono disponibili per il riscatto da <strong>martedì 7 luglio</strong> fino a <strong>lunedì 3 agosto 2026</strong>. Possono essere aggiunti alla libreria da tutti gli abbonati ai piani <strong>Essential, Extra e Premium</strong> e restano giocabili finché l&#8217;abbonamento rimane attivo. Come avevamo già spiegato nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/ps-plus-dicembre-2025-giochi-essential/">guida al funzionamento di PlayStation Plus</a>, il riscatto non comporta nessun download immediato: aggiungere il gioco alla libreria è sufficiente per tenerlo anche dopo la scadenza della finestra mensile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1088" height="612" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/ps-plus-luglio-2026-come-riscattare-call-of-duty-m-1-20260705-2230.png" alt="PS Plus luglio 2026: come riscattare Call of Duty Modern Warfare III, For the King II e CrossCode" class="wp-image-560631" title="PS Plus luglio 2026: come riscattare Call of Duty Modern Warfare III, For the King II e CrossCode"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come riscattare i giochi: procedura su PlayStation 5 e PS4</h2>



<p>Il metodo più rapido è aprire il <strong>PlayStation Store</strong> dalla console, scorrere fino alla sezione <strong>PlayStation Plus</strong> nella barra laterale sinistra e selezionare <strong>Giochi mensili</strong>. Da lì è sufficiente selezionare ciascun gioco e premere <strong>Aggiungi alla libreria</strong>. Nessun pagamento richiesto, nessun codice da inserire. In alternativa è possibile riscattarli dal browser su <strong>store.playstation.com</strong> accedendo con il proprio account PlayStation: i giochi riscattati via web vengono aggiunti automaticamente alla libreria della console associata all&#8217;account. Se hai più console associate allo stesso account, il gioco sarà disponibile su tutte. Per chi non è ancora abbonato, tutti e tre i giochi sono disponibili anche tramite prova gratuita del piano Essential.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Call of Duty: Modern Warfare III — il pezzo forte del mese</h2>



<p>Il titolo di punta è <strong>Call of Duty: Modern Warfare III</strong>, disponibile nella versione <strong>Cross-Gen Bundle</strong> compatibile sia con <strong>PlayStation 5</strong> che con <strong>PlayStation 4</strong>. L&#8217;arrivo del gioco Activision su PlayStation Plus è una novità di peso: dopo l&#8217;acquisizione di Activision da parte di Microsoft, pochi si aspettavano di rivedere un Call of Duty nella selezione mensile Sony. Il gioco include tre componenti principali: la <strong>campagna</strong>, sequel diretto di Modern Warfare II con il capitano Price e la Task Force 141 alle prese con Vladimir Makarov; il <strong>multiplayer</strong>, con le 16 mappe del 2009 rimasterizzate in grafica aggiornata con nuove modalità; e la modalità <strong>Zombi PvE open-world</strong>. L&#8217;uscita del gioco in PS Plus arriva in un momento strategico, a circa tre mesi e mezzo dal lancio di <a href="https://www.icrewplay.com/call-of-duty-modern-warfare-4-accesso-16-ottobre/" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/call-of-duty-modern-warfare-4-accesso-16-ottobre/">Call of Duty: Modern Warfare 4 previsto per il 23 ottobre</a>: un modo per portare nuovi giocatori nel franchise prima del lancio del prossimo capitolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">For the King II — cooperativo a turni per chi ama la strategia</h2>



<p><strong>For the King II</strong> è il seguito del RPG strategico che fonde elementi da gioco da tavolo con meccaniche roguelite, disponibile su <strong>PlayStation 5 e PlayStation 4</strong>. Il gioco è ambientato nel regno di Fahrul, questa volta minacciato dalla tirannica regina Rosomon che ha ridotto in schiavitù il proprio popolo stringendo alleanze con forze oscure. I giocatori guidano un gruppo di eroi in partite a turni su mappa generata proceduralmente, gestendo risorse, equipaggiamenti e combattimenti in un sistema che cambia a ogni run. La forza del titolo è nella <strong>cooperativa fino a quattro giocatori</strong>, che trasforma ogni spedizione in una campagna piena di imprevisti. Non è il gioco più immediato della selezione, ma è quello con la longevità maggiore per chi ama strategia, pianificazione e variabilità delle partite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">CrossCode — action RPG 2D retrò con puzzle e combattimento frenetico</h2>



<p><strong>CrossCode</strong>, disponibile su <strong>PlayStation 5 e PlayStation 4</strong>, è il titolo meno commerciale del terzetto ma quello con l&#8217;identità più precisa. È un action RPG 2D con grafica in stile 16 bit, sistema di combattimento frenetico, fisica fluida e una meccanica di rompicapi coinvolgente intrecciata con una storia di fantascienza ambientata all&#8217;interno di un MMORPG futuristico. La protagonista è <strong>Lea</strong>, una giocatrice che si risveglia nel mondo di gioco CrossWorlds senza memoria. La peculiarità di CrossCode è l&#8217;equilibrio tra esplorazione, puzzle ambientali di qualità e combattimenti veloci: due generi che raramente convivono con questa coerenza. Il gioco è sviluppato da <strong>Radical Fish Games</strong>, team tedesco di piccole dimensioni, e ha una storia di sviluppo lunga quasi un decennio prima del lancio su PC nel 2018. La versione console era già molto apprezzata e il suo arrivo su PS Plus è un&#8217;ottima occasione per recuperare uno degli indie RPG più solidi degli ultimi anni. Per tutti gli aggiornamenti mensili sui giochi PlayStation Plus potete seguire la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/ps-plus-extra-premium-marzo-2026-giochi/">sezione PlayStation su iCrewPlay</a>.</p>
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		<item>
		<title>Silent Hill f x Fatal Frame II: il costume di Mio Amakura disponibile gratis con la patch 1.20</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/silent-hill-f-fatal-frame-ii-costume-mio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Morgana Graciolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560386</guid>

					<description><![CDATA[Konami ha annunciato la collaborazione tra Silent Hill f e Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE. La patch 1.20 porta il DLC cosmetico Crimson Butterfly, che consente di vestire Hinako con l'abito di Mio Amakura. Gratuito per tutti i possessori di Silent Hill f che aggiornano alla patch 1.20.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.konami.com/" target="_blank" rel="noopener">Konami </a>e Koei Tecmo hanno annunciato una collaborazione tra due dei franchise horror giapponesi più rappresentativi del genere: <strong>Silent Hill f</strong> e <strong>Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE</strong>. La <strong>patch 1.20</strong> di Silent Hill f, disponibile da oggi <strong>26 giugno 2026</strong>, introduce il DLC cosmetico <strong>Crimson Butterfly</strong>, gratuito per tutti i possessori del gioco che effettuano l&#8217;aggiornamento. Come avevamo già riportato nel nostro <a href="https://www.icrewplay.com/fatal-frame-2-sconto-maggio-2026/">articolo sul primo sconto di Fatal Frame II Remake</a>, quella collaborazione aveva già visto il gioco Koei Tecmo ricevere i costumi di Hinako in direzione inversa. Questo DLC completa il cerchio: ora è Silent Hill f a omaggiare Fatal Frame II.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/silent-hill-f-x-fatal-frame-ii-il-costume-di-mio-a-1-20260628-0536.png" alt="Silent Hill f x Fatal Frame II: il costume di Mio Amakura disponibile gratis con la patch 1.20" class="wp-image-560390" title="Silent Hill f x Fatal Frame II: il costume di Mio Amakura disponibile gratis con la patch 1.20"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa include il DLC: l&#8217;abito di Mio per Hinako</h2>



<p>Il DLC Crimson Butterfly permette ai giocatori di modificare l&#8217;aspetto di <strong>Hinako</strong>, la protagonista di Silent Hill f, con un <strong>look ispirato a Mio Amakura</strong>, la protagonista di Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE. Il parallelismo narrativo tra i due giochi è deliberato: entrambe le storie ruotano attorno al legame tra <strong>due sorelle</strong> che si perdono in un luogo abbandonato e infestato da presenze vendicative. In Fatal Frame II, le gemelle Mio e Mayu vagano in un villaggio maledetto; in Silent Hill f, Hinako si confronta con il proprio legame con la sorella nel contesto dell&#8217;horror rurale giapponese degli anni Sessanta. Konami sottolinea che indossare il costume di Mio permette di vivere la storia principale di Silent Hill f <em>incarnando lo spirito del legame tra due sorelle gemelle</em>, aggiungendo un ulteriore strato di lettura tematica per chi conosce entrambe le saghe. Il DLC è esclusivamente <strong>cosmetico</strong>: non include nuovi scenari, livelli o modalità di gioco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come ottenerlo: patch 1.20 e bundle scontato</h2>



<p>Il DLC Crimson Butterfly è <strong>gratuito per tutti i possessori di Silent Hill f</strong> che aggiornano alla patch 1.20 o successive. Non è necessario alcun acquisto aggiuntivo. Konami ha annunciato in concomitanza con questo aggiornamento che sia l&#8217;edizione Standard sia quella Deluxe di Silent Hill f sono attualmente in offerta su alcune piattaforme, e che è disponibile un <strong>bundle esclusivo</strong> che include Silent Hill f e Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE a prezzo scontato, pensato per chi non ha ancora giocato uno dei due titoli. Silent Hill f è disponibile su <strong>PlayStation 5</strong>, <strong>Xbox Series X|S</strong>, <strong>Steam</strong>, <strong>Epic Games Store</strong>, <strong>Microsoft Store</strong> e <strong>GOG.com</strong>. Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE è disponibile su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC. Per tutti gli aggiornamenti su Silent Hill f, incluse guide e approfondimenti sulla storia di Hinako, potete consultare la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/silent-hill-f-guida-definitiva-nuovo-capitolo/">guida definitiva a Silent Hill f</a>.</p>
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		<item>
		<title>Operazione METEORITE: tutto sulla prequel di Halo Campaign Evolved</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-operazione-meteorite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560542</guid>

					<description><![CDATA[Operazione METEORITE e l'arco narrativo inedito di Halo: Campaign Evolved: tre missioni ambientate un anno prima della storia originale, con Master Chief, Johnson, una soldatessa ODST e una nuova fazione Covenant costruita da zero.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando Halo Studios ha annunciato <strong><a href="https://www.xbox.com/it-IT/games/halo-campaign-evolved" target="_blank" rel="noopener">Halo: Campaign Evolved</a></strong>, la notizia che ha catturato immediatamente l&#8217;attenzione dei fan non era la grafica in Unreal Engine 5 ne il lancio su PlayStation 5: era la presenza di contenuto narrativo completamente inedito, integrato nel remake sotto il nome di <strong>Operazione: METEORITE</strong>. Si tratta di un arco prequel composto da tre missioni originali, disponibile in tutte le edizioni del gioco, ambientato circa un anno prima degli eventi di Halo: Combat Evolved del 2001. Per capire perche queste missioni contano, e necessario prima capire cosa mancava nella storia originale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema narrativo che Operazione METEORITE risolve</h2>



<p>Halo: Combat Evolved inizia in medias res: il <strong>Pillar of Autumn</strong> esce dal salto spaziale, Master Chief viene svegliato dalla criostasi e in pochi minuti il giocatore si ritrova a combattere i Covenant senza alcuna introduzione ai protagonisti. Il Master Chief e il Sergente Johnson si conoscono gia, il loro rapporto e stabilito, la missione e in corso. Nel 2001 questa scelta narrativa era deliberata e funzionava perfettamente per il ritmo del gioco. Nel 2026, con venticinque anni di lore accumulato, libri, fumetti, serie animate e giocatori che incontrano la saga per la prima volta su PlayStation 5, quella lacuna narrativa e diventata un&#8217;opportunita. Come ha spiegato il direttore creativo <strong>Max Szlagor</strong> in un&#8217;intervista a Game Informer, l&#8217;obiettivo del team era approfondire il legame tra i protagonisti, dato che Chief e Johnson si conoscono da tempo quando la storia ha inizio. Jeff Easterling, responsabile della narrazione, ha aggiunto che le nuove missioni daranno finalmente al Sergente Johnson lo spazio che merita, mostrando la sua evoluzione fino a diventare l&#8217;eroe che tutti ricordano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Sergente Johnson: un personaggio che meritava piu spazio</h2>



<p>Il <strong>Sergente Avery Junior Johnson</strong> e uno dei personaggi piu amati dell&#8217;intera saga di Halo. Voce inconfondibile, presenza scenica immediata, battute che sono entrate nell&#8217;immaginario collettivo dei fan, il suo percorso nella storia originale e tuttavia sempre sullo sfondo: compare, supporta Master Chief, lascia il segno in alcune scene chiave, ma non e mai protagonista a pieno titolo fino ai capitoli successivi della saga. Operazione METEORITE cambia questa dinamica in modo strutturale. Le tre missioni lo mettono <strong>al centro della narrativa insieme al Master Chief</strong>, con un rapporto tra i due personaggi che il team descrive come piu diretto e personale rispetto a quanto mostrato nella campagna originale. Secondo quanto riportato da Game Informer, nella prima missione i due hanno persino spazio per scambiarsi battute, con un Master Chief descritto come <em>leggermente piu espressivo del solito</em>: una caratteristica rara per un personaggio che nella saga principale comunica quasi esclusivamente attraverso le azioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prima missione: Boarding Action sulla nave Triumph of Tolerance</h2>



<p>L&#8217;unica missione di Operazione: METEORITE con nome e ambientazione confermati prima del lancio e la prima della serie, intitolata <strong>Boarding Action</strong>. Il nome e un omaggio diretto a una delle mappe multiplayer di Halo: Combat Evolved del 2001, ambientata a sua volta a bordo di una nave Covenant, e la scelta non sembra casuale. In questa missione, Master Chief e il Sergente Johnson vengono inviati a bordo della nave da ricerca Covenant <strong>Triumph of Tolerance</strong> con un obiettivo iniziale di recupero dati strategici nemici. Quello che inizialmente sembra un&#8217;operazione di infiltrazione e sabotaggio si trasforma rapidamente in qualcosa di molto piu complesso e pericoloso, una dinamica che le fonti ufficiali descrivono come il filo conduttore dell&#8217;intero arco narrativo. La nave Covenant come ambiente di gioco rappresenta gia di per se una novita significativa per i fan della campagna originale: l&#8217;unica sezione di Combat Evolved ambientata a bordo di una nave nemica era la missione Truth and Reconciliation, e la struttura di Boarding Action promette ambienti architetturalmente diversi da tutto cio che i giocatori conoscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nuova fazione Covenant e il Brute Berserker</h2>



<p>Uno degli elementi piu discussi di Operazione: METEORITE e la presenza di una <strong>fazione Covenant completamente inedita</strong>, costruita da zero da Halo Studios. Secondo le informazioni emerse dalla copertura di Game Informer e da anticipazioni precedentemente circolate e poi confermate, questa nuova fazione ha un aspetto marcatamente piu religioso rispetto ai Covenant tradizionali e un comportamento tecnologico e tattico differente da quello a cui i fan della saga sono abituati. I responsabili dello studio hanno descritto la creazione di questa fazione come il principale investimento creativo dell&#8217;intero progetto delle missioni prequel. A questa si affiancano i <strong>Jiralhanae</strong> (i Brute), assenti nel gioco originale del 2001 e comparsi per la prima volta in Halo 2: la loro presenza nelle missioni prequel viene spiegata narrativamente attraverso l&#8217;intervento del <strong>Profeta Harmony</strong>, che li introduce come nuova minaccia nel periodo precedente alla storia principale. Tra le varianti nemiche confermate figura il <strong>Brute Berserker</strong>, mostrato nel trailer dell&#8217;Xbox Games Showcase 2026: una versione particolarmente aggressiva dei Jiralhanae, visibile anche in sequenze di combattimento nello spazio aperto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La soldatessa ODST e la rivalita con gli Spartan</h2>



<p>La copertina del numero di Game Informer dedicato a Campaign Evolved, realizzata dall&#8217;artista <strong>Sam Wood</strong>, ha rivelato un quarto personaggio accanto a Master Chief, Cortana e Johnson: una <strong>soldatessa in armatura ODST</strong>, i Helljumper, l&#8217;unita di fanteria d&#8217;assalto piu d&#8217;elite dell&#8217;UNSC al di sotto degli Spartan. La sua presenza nelle missioni prequel introduce una delle tensioni narrative piu interessanti dell&#8217;intero universo di Halo: il rapporto storicamente conflittuale tra gli <strong>ODST e gli Spartan</strong>. Nel lore della saga, questa rivalita affonda le radici nei primi anni del programma Spartan-II, quando i supersoldati potenziati cominciarono a ricevere priorita di risorse, equipaggiamento e operazioni a scapito delle unita ODST, che fino ad allora erano considerate il vertice delle forze speciali UNSC. Operazione: METEORITE usa le tre missioni prequel per riaccendere questa rivalita in modo diretto, con una soldatessa Helljumper che si trova a operare fianco a fianco con il Master Chief in circostanze che le informazioni disponibili definiscono come una <em>riaccensione di una vecchia rivalita</em>. Si tratta di un tema che la saga aveva solo sfiorato nei giochi, esplorandolo piu approfonditamente nei romanzi ufficiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Troy Denning e la ricerca della coerenza con il lore</h2>



<p>La garanzia narrativa di Operazione: METEORITE ha un nome preciso: <strong>Troy Denning</strong>, uno degli autori piu noti della narrativa espansa di Halo. Denning ha scritto romanzi ufficiali della saga tra cui <em>Halo: Last Light</em>, <em>Halo: Retribution</em>, <em>Halo: Divine Wind</em> e soprattutto <em>Halo: Silent Storm</em>, ambientato nei primissimi anni della Guerra Covenant e incentrato sulle prime operazioni del Master Chief come Spartan in campo. La sua presenza non e decorativa: aggiungere nuove missioni ambientate prima del primo capitolo della saga richiede una conoscenza precisa della continuita narrativa, delle tecnologie disponibili a quella data, delle gerarchie Covenant, del livello di esperienza di Master Chief, del rapporto tra le fazioni UNSC e di decine di altri elementi che devono essere coerenti con quanto stabilito nei giochi e nella letteratura ufficiale. Denning ha rivelato che la storia di Operazione: METEORITE riguarda la ricerca delle <strong>coordinate di navigazione per localizzare il pianeta natale dei Covenant</strong>, un obiettivo che colloca le missioni in modo preciso all&#8217;interno delle operazioni di intelligence UNSC del periodo e che ha implicazioni narrative con il contesto piu ampio della guerra. Il racconto digitale incluso nella Premium Edition, <em>Halo: Hungry Buzzards</em>, e scritto dallo stesso Denning e introduce direttamente gli eventi di Operazione: METEORITE, fungendo da prologo testuale alle tre missioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sequenze spaziali e i nuovi ambienti</h2>



<p>Oltre all&#8217;interno della nave Triumph of Tolerance, il trailer e i materiali di Game Informer mostrano ambienti di gioco significativamente diversi da quelli della campagna originale. Sono confermate <strong>sequenze ambientate nello spazio aperto</strong>, un tipo di gameplay estraneo a Halo: Combat Evolved ma presente in altri capitoli della saga, tra cui Halo: Reach e Halo 4. Tra gli scenari descritti figura una <strong>grande arena di addestramento Covenant</strong> con numerose installazioni difensive, e ambientazioni piu aperte e vaste rispetto alla struttura dei livelli classici, che bilanciano interno degli edifici e spazi all&#8217;aperto. Il trailer mostra anche combattimenti a fianco di <strong>forze UNSC regolari</strong>, marines e altri soldati che combattono insieme agli Spartan, un elemento che rafforza il tono da operazione militare coordinata rispetto alla natura piu solitaria della campagna principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perche Operazione METEORITE conta per il futuro della saga</h2>



<p>Le tre missioni di Operazione: METEORITE non sono un semplice bonus per allungare la durata del gioco. Sono il segnale piu chiaro di come Halo Studios stia pensando al futuro della saga. Riempire il periodo narrativo precedente a Halo: Combat Evolved con contenuto di gioco canonico, scritto da un autore con una lunga storia nell&#8217;universo della serie e sviluppato con l&#8217;introduzione di nuove fazioni nemiche costruite da zero, suggerisce un interesse a espandere la lore attraverso il medium videoludico anziche affidarsi esclusivamente ai romanzi. Come abbiamo descritto nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" rel="noreferrer noopener">anteprima completa di Halo: Campaign Evolved</a>, il remake ha l&#8217;obiettivo dichiarato di essere un punto di ingresso moderno per nuovi giocatori, incluso il pubblico PlayStation 5 che si avvicina alla saga per la prima volta. Operazione: METEORITE serve esattamente a questo: fornire un contesto narrativo accessibile prima che la storia principale inizi, presentare i personaggi chiave e il loro rapporto, e lasciare aperte domande sulla nuova fazione Covenant che potrebbero trovare risposta nei capitoli successivi. Per approfondire tutti gli obiettivi e i trofei legati anche alle tre missioni inedite, inclusi i tre Achievement specifici di Operazione: METEORITE e le sfide dedicate, rimandiamo alla nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" rel="noreferrer noopener">guida completa agli Achievement e Trofei di Halo: Campaign Evolved</a>. Il gioco e disponibile dal <strong>28 luglio 2026</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC, con accesso anticipato dal 23 luglio per gli acquirenti della Premium Edition e della Collector&#8217;s Edition.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Halo: Campaign Evolved, tutte le edizioni a confronto</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-edizioni-standard-premium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560538</guid>

					<description><![CDATA[Halo: Campaign Evolved e disponibile in tre edizioni: Standard a 59,99 euro, Premium a 79,99 euro e Collector's Edition a 199,99 euro. Tutti i contenuti, i prezzi e il bonus preordine nel dettaglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con l&#8217;apertura ufficiale dei preordini, Halo Studios e Microsoft hanno dettagliato le tre edizioni disponibili al lancio di <strong>Halo: Campaign Evolved</strong>, previsto per il <strong>28 luglio 2026</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC. Come abbiamo raccontato nell&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-quello-che-sappiamo/" rel="noreferrer noopener">anteprima completa del gioco</a>, si tratta di un remake costruito da zero in Unreal Engine 5 che include la campagna originale di dieci missioni e tre missioni inedite raccolte sotto il nome <strong>Operazione: METEORITE</strong>. Tutte e tre le edizioni includono l&#8217;esperienza di gioco completa: la distinzione riguarda i contenuti aggiuntivi digitali, i collezionabili fisici e l&#8217;accesso anticipato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bonus preordine: il Foundry Armory Pack</h2>



<p>Chiunque prenoti <strong>qualsiasi edizione</strong> di Halo: Campaign Evolved entro il 27 luglio 2026 alle 23:59 (ora locale) riceve automaticamente il <strong>Foundry Armory Pack</strong>, un pacchetto cosmetico dedicato all&#8217;armatura iconica del Master Chief ispirata all&#8217;originale del 2001. Il pacchetto include quattro oggetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Skin armatura <strong>Mark V classica del 2001</strong></li>



<li>Skin <strong>Fucile d&#8217;Assalto classico del 2001</strong></li>



<li>Stile armatura <strong>Onice Dorata</strong></li>



<li>Stile Fucile d&#8217;Assalto <strong>Onice Dorata</strong></li>
</ul>



<p>Il bonus e identico su tutte le piattaforme e per tutte le edizioni: non ci sono varianti esclusive per PlayStation 5 o Xbox. Il Foundry Armory Pack non e acquistabile separatamente dopo la data limite del 27 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Standard Edition: 59,99 euro</h2>



<p>La <strong>Standard Edition</strong> e disponibile a <strong>59,99 euro</strong> su Xbox Series X|S, PlayStation 5 e PC tramite Steam. Include il gioco completo con la campagna originale di dieci missioni e il blocco di tre missioni inedite dell&#8217;Operazione: METEORITE. Su Xbox Series X|S e PC, la Standard Edition e inclusa al day one nel catalogo <strong>Xbox Game Pass</strong>: chi e abbonato puo giocarla senza acquisto aggiuntivo, con la possibilita di aggiornare successivamente alla Premium Edition a 20,00 euro per sbloccare i contenuti extra. Su PlayStation 5 il gioco richiede un acquisto separato, indipendentemente da eventuali abbonamenti. La Standard Edition non include l&#8217;accesso anticipato del 23 luglio: i giocatori che scelgono questa opzione accedono al gioco alla data di lancio ufficiale del 28 luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Premium Edition: 79,99 euro</h2>



<p>La <strong>Premium Edition</strong> e disponibile a <strong>79,99 euro</strong> sugli stessi store della Standard. Oltre al gioco completo, include cinque elementi aggiuntivi divisi tra contenuti in-game e materiale digitale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Accesso anticipato fino a 5 giorni</strong>, con inizio il 23 luglio 2026</li>



<li><strong>Alpha Halo Armory Pack</strong>: cinque skin per l&#8217;armatura di Master Chief e sei skin per le armi, a tema con l&#8217;installazione Alpha Halo</li>



<li><strong>Artbook digitale</strong> <em>The Art of Halo: Campaign Evolved</em></li>



<li><strong>Racconto digitale</strong> <em>Halo: Hungry Buzzards</em>, scritto da Troy Denning, che introduce gli eventi narrativi dell&#8217;Operazione: METEORITE</li>



<li><strong>Manuale di gioco digitale</strong> ispirato al manuale fisico originale di Halo: Combat Evolved del 2001</li>
</ul>



<p>Il racconto <em>Halo: Hungry Buzzards</em> e firmato da <strong>Troy Denning</strong>, uno degli autori piu noti della narrativa espansa dell&#8217;universo Halo, responsabile di romanzi come <em>Halo: Last Light</em> e <em>Halo: Divine Wind</em>. La sua presenza garantisce una continuita di tono con il canone ufficiale della saga. Il manuale digitale ha suscitato qualche polemica nella community: la scelta di includerlo solo nell&#8217;edizione a pagamento aggiuntivo, anziche renderlo disponibile a tutti, e stata criticata da una parte dei giocatori che lo considerano un contenuto di supporto al gameplay, non un extra cosmetico. Chi possiede gia un abbonamento Game Pass puo acquistare il solo <strong>Premium Edition Upgrade a 20,00 euro</strong> per sbloccare tutti i contenuti Premium senza acquistare nuovamente il gioco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Collector&#8217;s Edition: 199,99 euro</h2>



<p>La <strong>Collector&#8217;s Edition</strong> e disponibile a <strong>199,99 euro</strong> esclusivamente tramite l&#8217;<a href="https://shop.xboxgamestudios.com/products/halo-campaign-evolved-collectors-edition" target="_blank" rel="noopener">Xbox Game Studios Shop</a> (con negozio dedicato per le spedizioni nell&#8217;Unione Europea, nel Regno Unito, in Svizzera e in Norvegia). Include tutto il contenuto della Premium Edition, piu una serie di oggetti fisici e digitali pensati per i collezionisti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Statua di Master Chief da 12 pollici (circa 30 cm)</strong> realizzata da Dark Horse</li>



<li><strong>Chip di Cortana con LED luminoso</strong> e cavo di ricarica incluso</li>



<li><strong>Steelbook da collezione</strong></li>



<li><strong>Tre stampe di concept art originali</strong> in formato 11 pollici per 17 pollici</li>



<li><strong>Manuale fisico</strong>: riproduzione modernizzata del manuale di Halo: Combat Evolved del 2001, disponibile in inglese, francese canadese, francese, spagnolo e tedesco</li>



<li><strong>Disco fisico del gioco</strong> per Xbox Series X e PlayStation 5 (la versione Steam include invece un codice digitale per la Premium Edition)</li>
</ul>



<p>La Collector&#8217;s Edition e andata esaurita in pochi giorni dalla sua apertura ai preordini, e al momento non risulta disponibile per nuovi acquisti sullo store ufficiale. Sul mercato secondario alcune prenotazioni sono state rivendute a prezzi significativamente superiori al valore originale. Chi e interessato puo monitorare lo store ufficiale per eventuali restocking prima del 28 luglio. Va segnalato che il disco fisico incluso nella Collector&#8217;s Edition non e compatibile con i modelli Xbox Series S e con le versioni PlayStation 5 prive di lettore ottico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tabella riepilogativa delle tre edizioni</h2>



<p>Per orientarsi rapidamente, ecco il confronto tra le tre edizioni disponibili al lancio di Halo: Campaign Evolved:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Standard Edition (59,99 euro)</strong>: gioco completo con campagna originale e Operazione: METEORITE. Inclusa in Game Pass su Xbox e PC. Accesso dal 28 luglio.</li>



<li><strong>Premium Edition (79,99 euro)</strong>: gioco completo, accesso anticipato dal 23 luglio, Alpha Halo Armory Pack (5 skin armatura, 6 skin armi), artbook digitale, racconto digitale <em>Hungry Buzzards</em>, manuale digitale.</li>



<li><strong>Collector&#8217;s Edition (199,99 euro, esaurita)</strong>: tutti i contenuti della Premium Edition, piu statua Master Chief 12 pollici Dark Horse, chip Cortana LED, Steelbook, tre stampe concept art, manuale fisico reimmaginato, disco di gioco fisico.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quale edizione scegliere</h2>



<p>Per chi e abbonato a <strong>Xbox Game Pass</strong>, la scelta piu efficiente e giocare la Standard attraverso l&#8217;abbonamento e valutare successivamente il solo upgrade Premium a 20,00 euro, se i contenuti digitali risultano di interesse. Chi gioca su <strong>PlayStation 5</strong> e vuole l&#8217;accesso anticipato del 23 luglio deve necessariamente puntare alla Premium Edition: non esiste un percorso alternativo per entrare prima del lancio ufficiale. La Collector&#8217;s Edition, al netto dell&#8217;esaurimento attuale, e destinata ai collezionisti della saga: il valore degli oggetti fisici, in particolare la statua Dark Horse e il chip Cortana, giustifica il prezzo per chi vuole esporre il prodotto e non solo giocarci. Per tutto il resto, la Standard Edition garantisce la stessa identica esperienza di gioco delle edizioni superiori. Per seguire gli aggiornamenti sulla disponibilita della Collector&#8217;s Edition e sulle novita legate al lancio, il riferimento ufficiale e la <a href="https://www.halowaypoint.com/halo-campaign-evolved" target="_blank" rel="noopener">pagina di Halo: Campaign Evolved su Halo Waypoint</a>. Tutti gli articoli dedicati al gioco sono disponibili anche nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" target="_blank" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/halo-campaign-evolved-guida-obiettivi-trofei/" rel="noreferrer noopener">guida agli obiettivi e trofei di Halo: Campaign Evolved</a>.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/attack-on-titan-3-koei-tecmo-nuovo-gameplay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Morgana Graciolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560553</guid>

					<description><![CDATA[Attack on Titan è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. Koei Tecmo, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del terzo capitolo, dove vengono mostrare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.icrewplay.com/a-o-t-2-final-battle-tutte-le-novita-sul-battle-system/">Attack on Titan</a> è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. <a href="https://www.koeitecmoeurope.com/" target="_blank" rel="noopener">Koei Tecmo</a>, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del <strong>terzo capitolo</strong>, dove vengono mostrare le spedizioni fuori dalle famose mura che caratterizzano l&#8217;ambientazione.</p>



<p>Attack on Titan 3 racconterà i principi del corpo di ricerca e la sua inevitabile fine, facendo immergere il giocatore nella storia dell&#8217;opera con la possibilità di viverla ancora una volta dal punto di vista degli eroi di Paradis. Sarà possibile scegliere personaggi con diverse abilità e formare una squadra a seconda di queste capacità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/b4a248453f33cccfb1baf9e67ac01c722a7682b1c5981ff8-1024x576.avif" alt="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay" class="wp-image-560558" title="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay"></figure>



<p>Il movimento tridimensionale sarà una parte fondamentale del gameplay, che è stato naturalmente migliorato così come i giganti, che sono stati resi ancora più spaventosi. Proprio come nell&#8217;animazione della serie originale, quella di apertura del nuovo gioco è stata disegnata dallo <strong>studio MAPPA</strong>, che ancora una volta ha portato in vita i personaggi dell&#8217;opera rendendoli incredibilmente vivi ed espressivi. Questa scena sarà disponibile soltanto dopo un aggiornamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità del gameplay di Attack on Titan 3</h2>



<p>Con la possibilità di avventurarsi oltre le mura, i giocatori potranno esplorare i territori circostanti, ma ciò renderà anche le cose più difficili: il carburante dell&#8217;attrezzatura dovrà essere tenuto d&#8217;occhio, bisognerà mantenere alta la morale del gruppo per essere più forti in combattimento, e inoltre sarà necessario <strong>costruire basi per rifornirsi</strong>.</p>



<p>I giganti potranno sferrare attacchi letali ed avranno comportamenti più realistici e pericolosi, per questo i giocatori dovranno stare attenti e combattere senza sosta per evitarli. Attack on Titan 3 è ancora in sviluppo e il suo rilascio è previsto per l&#8217;inverno su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC tramite Steam.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="[IT] A.O.T. 3 - trailer di gameplay" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/j24q3DYBbHQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/ea-sports-ufc-6-la-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Con EA Sports UFC 6, la serie dedicata alle arti marziali miste torna dopo una lunga attesa e con una responsabilità piuttosto chiara: dimostrare che l’ottagono virtuale ha ancora margine per evolversi. Dopo UFC 5, che aveva già portato il franchise dentro una nuova fase tecnica grazie al passaggio al Frostbite, questo nuovo episodio prova [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con <strong>EA Sports UFC 6</strong>, la serie dedicata alle arti marziali miste torna dopo una lunga attesa e con una responsabilità piuttosto chiara: dimostrare che l’ottagono virtuale ha ancora margine per evolversi. Dopo <a href="https://www.icrewplay.com/ea-sports-ufc-5-alter-ego-e-contenuti-esclusivi/" data-type="post" data-id="535782">UFC 5</a>, che aveva già portato il franchise dentro una nuova fase tecnica grazie al passaggio al Frostbite, questo nuovo episodio prova a fare un passo ulteriore puntando su fisicità, individualità degli atleti e maggiore autenticità negli scambi.</p>



<p>Il risultato è un gioco che, appena entra in azione, sa farsi rispettare. <strong>UFC 6 è più sporco, più pesante e più leggibile nei momenti decisivi</strong>, soprattutto quando il combattimento resta in piedi e ogni jab, gancio o calcio sembra avere un impatto reale sul corpo dell’avversario. EA Vancouver ha lavorato molto sulla sensazione del colpo, sul movimento dei fighter e sulla differenza tra stili, e questo si nota.</p>



<p>Allo stesso tempo, però, UFC 6 non è la rivoluzione che qualcuno poteva aspettarsi. È un capitolo molto rifinito, più completo e più spettacolare del precedente, ma anche legato a una struttura che in diversi punti comincia a mostrare un po’ di stanchezza. La sensazione è quella di un gioco fortissimo nel momento in cui ti chiude nella gabbia, ma meno brillante quando prova a costruire tutto ciò che sta intorno al combattimento.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-1-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560572" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Novità di UFC 6</h2>



<p>Parlare di storia in un gioco sportivo non è mai semplice, ma <strong>UFC 6</strong> prova comunque a dare più peso narrativo alla carriera di un fighter. La novità principale è The Legacy, una modalità pensata come introduzione narrativa al mondo del gioco. Qui il giocatore segue Chris Carter, giovane prospetto proveniente dal wrestling universitario, impegnato a costruirsi un nome nel circuito regionale prima di arrivare al palcoscenico della UFC.</p>



<p>La premessa funziona perché dà finalmente un volto e un contesto al percorso iniziale. Chris non è soltanto un avatar da far salire di livello, ma un atleta con legami, pressioni, rivalità e un’eredità familiare da gestire. La storia non va mai oltre i confini del classico racconto sportivo, ma riesce comunque a dare un senso più umano alla scalata. <strong>UFC 6 prova a farti sentire il peso di una carriera prima ancora del fascino della cintura</strong>, e nei primi momenti ci riesce con buona efficacia.</p>



<p>Il problema è che The Legacy, pur essendo una buona idea, resta piuttosto breve e non sempre incisiva quanto promette. Serve bene come porta d’ingresso, insegna le basi e prova a rendere più cinematografico il debutto, ma una volta terminato lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata. Il passaggio verso la carriera tradizionale è naturale, ma non basta a trasformare l’intera esperienza in un vero racconto sportivo di lungo respiro.</p>



<p>Più interessante, sul piano dell’atmosfera, è Hall of Legends. Questa modalità permette di esplorare spazi dedicati ad alcuni grandi nomi della UFC, con ambienti pensati per raccontare carriera, radici e momenti simbolici degli atleti. Non è una semplice galleria di contenuti extra: c’è il tentativo di trasformare la memoria sportiva in un piccolo museo interattivo, dove filmati, oggetti e combattimenti ricreati aiutano a capire perché certi fighter abbiano lasciato un segno.</p>



<p>L’ambientazione principale, naturalmente, resta quella degli eventi UFC. Arene, walkout, pubblico, luci, commento e presentazione cercano di ricostruire il grande spettacolo delle MMA moderne. <strong>UFC 6 funziona bene quando ti fa percepire la pressione del grande evento</strong>, quando l’atleta entra nella gabbia e il rumore di fondo diventa parte della tensione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-2-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560573" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay rifinito, solido, spettacolare</h2>



<p>Il gameplay è il vero motivo per cui <strong>UFC 6</strong> merita attenzione. Il combattimento in piedi è la parte più riuscita del pacchetto e rappresenta un miglioramento netto rispetto al passato. Gli scambi sono più fluidi, le animazioni più differenziate e il contatto tra i corpi più convincente. Un colpo non sembra più soltanto un’animazione che parte e arriva a destinazione: ora distanza, tempismo, postura e stile del fighter incidono molto di più.</p>



<p>Questa è probabilmente la qualità più importante del gioco. <strong>UFC 6 ti costringe a combattere meglio, non solo a premere più velocemente.</strong> Entrare fuori misura, cercare combinazioni senza preparazione o abusare sempre degli stessi attacchi porta più facilmente a essere puniti. La difesa, il footwork e la gestione della distanza diventano fondamentali, soprattutto contro avversari capaci di contrattaccare.</p>



<p>La maggiore individualità degli atleti si sente. Non tutti i pugni partono allo stesso modo, non tutti i movimenti hanno lo stesso ritmo, non tutti i fighter occupano lo spazio con la stessa naturalezza. Un lottatore potente e compatto dà sensazioni diverse rispetto a uno striker più tecnico o a un atleta che lavora meglio in pressione. Questo rende il roster più interessante da esplorare e spinge a scegliere i fighter non solo in base al valore generale, ma anche allo stile.</p>



<p>La nuova meccanica Flow State aggiunge un ulteriore livello al combattimento. Quando il giocatore riesce a seguire il piano di gara ideale del proprio atleta e a costruire momentum, può entrare in una sorta di stato di grazia temporaneo. L’idea è buona, perché prova a tradurre in gameplay quella sensazione reale del fighter che trova ritmo, letture e fiducia. Quando funziona, Flow State rende il match più dinamico e dà valore alla coerenza tattica.</p>



<p>Il rischio, però, è che questa meccanica sposti leggermente il gioco verso una dimensione più arcade. Non rovina l’equilibrio generale, ma può sembrare un’aggiunta un po’ vistosa dentro una simulazione che, per il resto, cerca di essere sempre più realistica. È una buona trovata, ma andrebbe dosata con attenzione.</p>



<p>Il grappling e la lotta a terra restano solidi, ma meno sorprendenti. Le transizioni, le sottomissioni e il controllo a parete funzionano, però non danno la stessa impressione di evoluzione vista nello striking. Chi ama il wrestling e il jiu-jitsu troverà comunque strumenti sufficienti per costruire match intelligenti, ma la parte più fresca di <a href="https://store.steampowered.com/news/group/42342144/view/512989355492508663" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/news/group/42342144/view/512989355492508663" target="_blank" rel="noopener">UFC 6</a> rimane chiaramente lo scambio in piedi.</p>



<p>La carriera offre più scelte e più eventi narrativi rispetto al passato, ma la struttura di fondo conserva il solito ciclo di allenamenti, promozione, gestione della forma e preparazione dell’incontro. All’inizio è coinvolgente, perché ogni decisione sembra poter incidere sul percorso. Dopo molte ore, però, il ritmo diventa più ripetitivo. Allenarsi, simulare attività, aumentare hype e prepararsi al prossimo avversario funziona, ma difficilmente sorprende davvero.</p>



<p>The Gym aggiunge una progressione trasversale basata su roster, cosmetici, sfide e ricompense. È un’idea pensata per mantenere il giocatore dentro il gioco anche oltre la singola modalità, ma non tutti la troveranno necessaria. Essendo legata soprattutto alla personalizzazione e al collezionismo, può piacere a chi ama sbloccare contenuti, mentre rischia di sembrare superflua a chi vuole soltanto combattere.</p>



<p>Nel complesso, <strong>UFC 6 è fortissimo quando lascia parlare mani, gambe, clinch e gabbia</strong>. Meno quando ti chiede di passare troppo tempo tra menu, attività ripetute e sistemi di contorno non sempre fluidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/UFC-6-3-1024x576.webp" alt="UFC 6" class="wp-image-560574" title="EA Sports UFC 6, la recensione (PS5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Livello tecnico altissimo</h2>



<p>Dal punto di vista tecnico, <strong>UFC 6</strong> è uno dei capitoli più impressionanti della serie. I modelli degli atleti sono più convincenti, i corpi più credibili e le animazioni restituiscono finalmente una maggiore varietà fisica. I fighter non sembrano semplici skin applicate allo stesso scheletro: postura, proporzioni, movimento e reazioni contribuiscono a dare identità.</p>



<p>Il sistema di contatto è uno degli elementi più riusciti. I colpi entrano con un impatto più naturale, le reazioni sono più credibili e i knockout hanno spesso una brutalità spettacolare senza sembrare del tutto preconfezionati. Anche il danno visivo contribuisce molto all’immersione. Tagli, gonfiori, sangue e segni sul volto raccontano l’andamento del match con una chiarezza immediata.</p>



<p>La presentazione è molto buona. Le arene sono illuminate bene, il pubblico contribuisce all’atmosfera e i momenti prima dell’incontro riescono a creare tensione. Non tutto è perfetto, perché alcune sequenze si ripetono e certi elementi della regia restano prevedibili, ma l’insieme funziona.</p>



<p>Il sonoro alterna momenti riusciti ad altri più discutibili. Gli impatti durante il combattimento sono secchi e soddisfacenti, il pubblico accompagna bene le fasi più calde e il commento aiuta a dare ritmo agli incontri. La colonna sonora, invece, può risultare un po’ insistente nei menu, soprattutto quando si passa molto tempo nelle modalità più gestionali.</p>



<p>Il problema tecnico più fastidioso riguarda proprio l’interfaccia. Alcuni menu risultano lenti, pesanti e poco piacevoli da attraversare. Considerando quanto UFC 6 chieda di muoversi tra hub, carriera, personalizzazione e attività esterne all’incontro, questa mancanza di reattività pesa più del previsto. Non compromette l’esperienza, ma la rende meno elegante.</p>



<p>Su console di nuova generazione il gioco offre comunque combattimenti fluidi e visivamente molto convincenti. <strong>Quando il match parte, UFC 6 sa essere potente, pulito e fisico come pochi altri giochi sportivi.</strong></p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/voyagers-of-nera-in-arrivo-nel-2027-su-playstation-e-xbox/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560436</guid>

					<description><![CDATA[In questi giorni l&#8217;editore Fireshine Games insieme allo sviluppatore Treehouse Games hanno annunciato l&#8217;imminente uscita di Voyagers of Nera su PlayStation 5 e Xbox Series, questo survival game in stile open world che all&#8217;interno ha anche elementi di crafting è previsto per il 2027. Voyagers of Nera Inizialmente lanciato in accesso anticipato per PC tramite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi giorni l&#8217;editore <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Fireshine+Games" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Fireshine+Games">Fireshine Games</a> insieme allo sviluppatore Treehouse Games hanno annunciato l&#8217;imminente uscita di Voyagers of Nera su PlayStation 5 e Xbox Series, questo survival game in stile open world che all&#8217;interno ha anche elementi di crafting è previsto per il 2027.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Explore the Deep - Major Update | Voyagers of Nera" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/UtWOOzVaZdk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer di lancio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Voyagers of Nera</h2>



<p>Inizialmente lanciato in accesso anticipato per PC tramite Steam l&#8217;uscita completa di Voyagers of Nera è prevista per ottobre, mentre l&#8217;ultimo importante aggiornamento &#8220;Esploratore degli Abissi&#8221; è già disponibile. </p>



<p>Voyagers of Nera è essenzialmente un gioco cooperativo di sopravvivenza e crafting che unisce un massimo di dieci giocatori. Il gioco è ambientato in un vasto oceano ricco di antiche rovine e diversi biomi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-2-1024x576.jpg" alt="Voyagers of Nera 2" class="wp-image-560455" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Il magico mondo di Nera</h3>



<p>Nera è un mondo oceanico magico e ricco di bellezza, magia e pericoli. <strong>Il giocatore impersona Echo, un discendente degli antichi protettori di questo mondo, ormai estinti. </strong>Il suo compito sarà quello di solcare i mari, sconfiggere le mostruose creature degli abissi e risvegliare gli spiriti prima che questi svaniscano per sempre. </p>



<p>Da solo o in gruppo il giocatore potrà navigare verso isole lontane o cavalcare le onde. <strong>Dovrà costruire le proprie navi da zero, aggiungendo vele, decorazioni, cannoni e postazioni magiche. </strong>Sarà possibile immergersi nelle profondità marine per trovare preziose risorse e tesori nascosti cercando di fare attenzione a non disturbare ciò che si cela negli abissi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-4-1024x576.jpg" alt="Voyagers of Nera 4" class="wp-image-560457" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Un viaggio ricco di avventura</h3>



<p>Il viaggio oltre a essere ricco di avventure porterà il giocatore a scoprire interessanti biomi, come un arcipelago formatosi attorno ad un misterioso colosso caduto o coloratissime scogliere coralline che si ergono verso il cielo. <strong>Per sopravvivere non basterà costruire la propria nave ma sarà necessario creare imponenti basi costiere, forgiare nuove armi e risvegliare i potenti spiriti della natura, combattendo creature mostruose abitanti sia della terra che del mare.</strong> </p>



<p>Sarà necessario inoltre costruire villaggi in continua espansione e personalizzabili grazie ad un sistema di costruzione particolare<strong>. Ogni base che viene costruita permette di raffinare risorse, cucinare e creare nuovi equipaggiamenti.</strong> In aggiunta questa fungerà da santuario per gli spiriti del mondo. Costruendo le giuste strutture sarà possibile attirarli e proteggerli. In cambio questi alimenteranno magicamente il proprio insediamento, sbloccando creazioni più potenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="528" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Voyagers-of-Nera-3-1024x528.jpg" alt="Voyagers of Nera 3" class="wp-image-560456" title="Voyagers of Nera in arrivo nel 2027 su PlayStation e Xbox"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Alla ricerca degli spiriti antichi</h3>



<p>Un tempo ogni bioma era la dimora di un potente spirito antico, ma questi ora sono dispersi e perduti. Starà al giocatore trovare i loro frammenti perduti e risvegliarli per ereditare i loro incredibile potere e riportare il mondo di Nera alla normalità. </p>



<p><strong>Voyagers of Nera è un&#8217;esperienza che da il proprio meglio sia in solitaria che con gli amici. I giocatori potranno condividere l&#8217;avventura fino a dieci amici sullo stesso server.</strong> L&#8217;aggiunta è possibile in qualsiasi momento e sarà possibile ricoprire ruoli diversi. Che una persona preferisca l&#8217;avventura, la creazione, il combattimento o la costruzione ogni scelta contribuisce al progresso del gruppo.</p>



<p>Il gioco è atteso su PC ad Ottobre tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2686630/Voyagers_of_Nera/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2686630/Voyagers_of_Nera/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>, mentre per i possessori di console sarà necessario attendere qualche mese in più. Al momento il gioco purtroppo non è stato tradotto in italiano ma è possibile giocarlo in diverse lingue, tra cui l&#8217;inglese. Al momento in cui l&#8217;articolo viene redatto inoltre su Steam il gioco è in sconto fino al 9 luglio, da 29,99 euro a 19,79. Non resta che attendere l&#8217;uscita o buttarsi sulla versione ad accesso anticipato, e in questo periodo in cui il desiderio di buttarsi tra le fresche e cristalline acque è più che mai alto forse vale la pena concedersi una pausa nel mondo di Voyagers of Nera.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/deathbulge-battle-of-the-bands-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Deathbulge in sinergia con Five Houses LLC, Deathbulge: Battle of the Bands è un folle e coloratissimo gioco di ruolo in 2D dove si combatte letteralmente a suon di musica con un sistema ibrido tra turni e tempo reale. Inoltre, potrai anche prendere a calci le porte durante l’esplorazione… ma ne [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Deathbulge</strong> in sinergia con <strong>Five Houses LLC</strong>, Deathbulge: Battle of the Bands è un folle e coloratissimo gioco di ruolo in 2D dove si combatte letteralmente a suon di musica con un sistema ibrido tra turni e tempo reale. Inoltre, potrai anche prendere a calci le porte durante l’esplorazione… ma ne parleremo con calma nei prossimi paragrafi! Noi abbiamo vissuto questa stravagante follia videoludica su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Deathbulge: Battle of the Bands FINAL TRAILER" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/hXEP4cm7Res?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Deathbulge: Battle of the Bands e l’ironia all’ennesima potenza</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione di Deathbulge: Battle of the Bands è bene specificare alcune cose. Prima di tutto, questa è una trasposizione per console dell’originale gioco precedentemente uscito per computer nell’estate del <strong>2023</strong>. L’opera è la stessa e, lo dobbiamo ammettere subito, le console avevano bisogno di un titolo del genere. Per chi non lo sapesse, Deathbulge: Battle of the Bands è prima di tutto un <strong>webcomic</strong> che porta la firma di <strong>Dan Martin</strong>, fumettista umoristico da tempo attivo online e non solo.</p>



<p>Ecco, nonostante alcuni richiami alle sue opere fumettistiche, non è essenziale conoscerle per affrontare Deathbulge: Battle of the Bands che è, a conti fatti, un’opera a sé stante, con un mondo e un cast vario, pulsante e assolutamente divertente. Un mondo che ricorda un po’ Adventure Time e un po’ i vecchi mondi delle avventure grafiche di un tempo, quelle <strong>surreali, ironiche, follie </strong>e terribilmente iconiche. Ecco, Deathbulge: Battle of the Bands è tutto questo ma con uno stile personale, magnetico e che funziona a 360° da inizio alla fine senza mai stancare.</p>



<p>Procedendo con ordine, la trama inizia con una dei tre protagonisti, tale <strong>Faye</strong>, che decide, spinta da alcuni amici musicisti, di iscrivere la sua band, i Deathbulge appunto, a un nuovissimo torneo fra band. C’è però un problema che si farà strada gradualmente nell’esilarante incipit del titolo… un qualcosa che nessuno dei partecipanti ha notato, avendo evitato di leggere il contratto: la battaglia da band è destinata a essere letale. Come? Semplice, tutte le band registrate ottengono un singolare potere: quello di far fisicamente male al prossimo utilizzando la propria musica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559924" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Una volta scoperto l’inganno e il concreto rischio di morire, Faye non può che recuperare gli altri due membri della sua band, il buon <strong>Riff </strong>e l’iconico nonché folle <strong>Ian</strong>. I tre formano una band particolare tanto nella scrittura personale quanto nel gameplay. Le scenette che li vedono protagonisti sono innumerevoli, ognuno di loro ha una sua storia, delle proprie fisime e sì, si scontreranno anche tra loro, più e più volte, in gag che sapranno strapparti sonore risate grazie a trovate difficili da prevedere.</p>



<p>E l’ironia, se non lo hai ancora compreso, domina incontrastata per tutta l’opera. Dalla struttura stessa del titolo al gameplay, al <strong>combat system</strong> fino all’ambiente stesso che trasuda costante ironia. Un esempio? Una foresta di alberi il cui tronco massiccio ricorda poderosi pettorali allenati. O ancora un dungeon immenso in cui dovrai letteralmente nuotare in una folla di gente… e non entriamo oltre nel dettaglio per lasciarti gustare le genialate degli sviluppatori che sì, sono davvero, davvero tante e costantemente nuove.</p>



<p>Altro elemento di spicco e di cui tener nota è che ogni personaggio su schermo con cui potrai interagire, incluso il cittadino più anonimo, tra cui uno che non dirà neanche una parola, ha un suo volto e determinate animazioni. <strong>Tutti</strong>. Ogni individuo ha un carattere o qualcosa per cui lo ricorderai, spesso in modo marcatamente ironico e/o assurdo. <strong>La città, i dungeon, i nemici</strong>, ogni elemento ha una coerenza fuori di testa che rende Deathbulge: Battle of the Bands a suo modo unico. e questo è dovuto a una cura nei dettagli che evidenzia una passione pura, sincera e che si traduce in modo positivo nell’esperienza videoludica in sé.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-462364-1024x577.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559923" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ma procediamo con gli esempi di <strong>ironia</strong> perché Deathbulge: Battle of the Bands sfrantuma anche la quarta parete e trasforma i classici stereotipi ed elementi dei giochi di ruolo in chiave ironica. I punti di salvataggio manuale sono qui rappresentati da un vero e proprio personaggio costretto a inseguirci in tutta l’avventura per permetterci di salvare e no, non è obbligatorio farlo visto che il titolo salva anche automaticamente… e infatti, potrai rispondere a questo personaggio con la seguente affermazione: “<em>No, ho una relazione monogama con il salvataggio automatico</em>”. </p>



<p>Ma andiamo ancora oltre, abbiamo accennato delle <strong>porte da calciare</strong>. Ecco, calciare le porte crea una sorta di rituale del titolo magnetico e singolare. Una porta calciata si stacca letteralmente, liberando per sempre l’uscio. Ma non solo, la porta sradicata subentra nell’area successiva e assume posizioni e/o ruoli inediti. Può diventare una porta da curare, casualmente finita dentro un lettino d’ospedale, o anche una porta che diventa un’involontaria opera d’arte, ormai tutt’uno con una parete. E così via. Ci sono tante, tante porte da calciare e sì, suggeriamo calorosamente di calciarle tutte.</p>



<p>Appurato che Deathbulge: Battle of the Bands fa tanto ridere, potrebbe emergere il dubbio sulla qualità della scrittura della<strong> macro trama</strong>. Ebbene no, non è una storia che si piega a sequela di gag, tutt’altro. Al suo interno c’è una storia sì folle e sopra le righe ma in grado di emozionare e trattare con ironia perpetua anche diversi argomenti tra cui la vita di una star, il rapporto col pubblico, con le case discografiche, con i “demoni” del successo e tanto, tanto altro. Insomma, Deathbulge: Battle of the Bands lascia il segno e le sue circa venti ore di longevità, includendo tutte le missioni secondarie, volano via fin troppo velocemente… Ian ci manca ancora, terribilmente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-4343-1024x577.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559922" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay classico ma immediato e sfidante</h2>



<p>Deathbulge: Battle of the Bands è un<strong> gioco di ruolo in 2D con combattimenti a turni</strong>. Parliamo di un titolo che mixa esplorazione ambientale a combattimenti con nemici sempre visibili a schermo. Questi ultimi sono discretamente vari con alcuni boss che sapranno mettere a dura prova il nostro ingegno. Perché sì, in Deathbulge: Battle of the Bands non bastano le statistiche ma ci vuole strategia e studio sia del proprio equipaggiamento che delle mosse e abilità dei nemici di turno.</p>



<p>Il motivo è semplice, non basta selezionare <strong>un’abilità</strong> o effettuare attacchi immediati e veloci per sopravvivere a lungo. Lo scontro vede i nostri tre membri su un lato contro gli avversari sul lato opposto. Ogni squadra ha sotto di sé un rettangolo che non è altro che la barra cronologia dell’azione, divisa in quattro quadrati. Ecco, quei quadrati sono essenziali per vincere uno scontro. Ogni riquadro può diventare un<strong> bonus o un malus</strong>. Da energia che si ricarica a energia che si perde. Quando? Semplice, man mano che il segnalino del nostro team ci passa sopra, attivando o subendo bonus e malus lì piazzati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-364-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559921" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Detto per iscritto può risultare complesso ma assicuriamo che pad alla mano, è decisamente intuitivo e divertente da padroneggiare e sperimentare. Come si riempie un quadrato di un bonus personale o un malus per l’avversario? Semplice, utilizzando le varie abilità a nostra disposizione. E tali abilità si ottengono equipaggiando particolari strumenti ai nostri personaggi. Le <strong>combinazioni</strong> possibili sono tantissime e vanno a coinvolgere anche l’aspetto esteriore dei nostri personaggi.</p>



<p>Senza contare che le varie abilità sono caratterizzate da una sorta di “tipo” alla <a href="https://www.icrewplay.com/pokemon-pokopia-monumenti-italiani-colosseo-rialto-tempio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pokémon</a>, con un sistema di <strong>superefficace e meno efficace</strong> tutto da svelare e padroneggiare. Anche il sistema di oggetti è diverso dal solito. Una volta ottenuti, infatti, potranno essere utilizzati senza essere “consumati” ma andando però a infierire in una barra condivisa per tutti gli oggetti. Consumata questa barra, non potrai usare ulteriori oggetti nel corso di quella battaglia. Inoltre, col tempo si aggiunge anche un’ulteriore barra con cui potrai attivare un’ulteriore abilità “di gruppo” decisamente devastante.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-346-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559920" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Riassumendo, abbiamo un combat system sicuramente non rivoluzionario nelle sue meccaniche ma che si sposa a un numero enorme di varietà strategiche e anche estetiche. La mole di abilità è elevata e gli effetti di bonus e malus sono discretamente vari e sanno regalare non poche soddisfazioni. Da segnalare, inoltre, la presenza di <strong>un “finale vero” </strong>che si somma al finale classico oltre a una serie di missioni secondarie che consigliamo calorosamente di fare. </p>



<p>Queste si insinuano in una serie di dungeon forse esteticamente un po’ troppo ciclici ma che sanno premiare un’attenta esplorazione con tanto di piccoli enigmi ambientali. A vincere però, ancora una volta, è l’originalità della messa in scena potenziata da un’ironia che funziona e conquista. Anche l’interfaccia è coerente con l’intero gioco oltre a essere molto intuitiva. Se proprio vogliamo trovare qualcosa che ci ha convinto poco è il <strong>level cap massimo </strong>che si raggiunge prima del tempo, soprattutto se ti dedichi al grinding e a tutte le attività opzionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Deathbulge-Battle-of-the-Bands-5-1024x576.jpg" alt="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559919" title="Deathbulge: Battle of the Bands, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Deathbulge: Battle of the Bands è semplicemente bello. Le animazioni varie e curate, l’enorme varietà e cura riposta in ogni personaggio, l’originalità di dungeon e scenari, le animazioni delle battaglie, tutto ci ha conquistato. Sì, l’ironia copre in parte la ripetitività dei dungeon ma è qualcosa che scivola via abbastanza velocemente, visto che il titolo ha un ritmo ben calcolato. Noi siamo rimasti molto compiaciuti dalle idee e dall’originalità e non abbiamo riscontrato alcun rallentamento di sorta.</p>



<p>E a un impianto grafico decisamente buono si somma una<strong> colonna sonora</strong> ancora più varia e curata. D’altronde, parliamo di un titolo che tratta di band e di musica. E no, non delude. C’è di tutto e quel tutto è curato molto bene. Dal jingle super orecchiabile e magnetico di un “pesce trofeo” fino al metal più aggressivo e graffiante, ogni sonorità di Deathbulge: Battle of the Bands colpisce nel segno confermando la cura data nel titolo. L’unica nota stonata non riguarda però il sonoro…</p>



<p>Ebbene sì, Deathbulge: Battle of the Bands <strong>non ha la lingua italiana</strong>, di cui sono assenti anche i sottotitoli. L’unico neo che potrebbe tener lontano qualche giocatore, considerando che c’è molto da leggere e sono inclusi giochi di parole e battute di vario genere. Eppure, noi consigliamo di affrontare questo piccolo scoglio per non perdersi un’avventura divertente e a suo modo unica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/blue-reflection-quartet-in-uscita-il-30-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali. La serie di Blue Reflection ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali.</p>



<p>La serie di <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection">Blue Reflection</a> ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è espansa con un anime, un gioco per dispositivi mobile e un sequel su console grazie anche alla supervisione della serie a cura del celebre illustratore Mel Kishida, charter designer di Hanasaku Iroha e illustratore di  Heaven&#8217;s Memo Pad. Per tutti quelli che non hanno sentito parlare di questa interessante saga ma vogliono prepararsi alla sua imminente uscita di raccolta di giochi, Blue Reflection Quartet contiene infatti tutte e quattro le emozionanti storie, l&#8217;editore Koei Tecmo offre una utile panoramica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Blue Reflection Quartet - Second Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Ibi43OoD84g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Blue Reflection Quartet secondo trailer di lancio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo di Blue Reflection</h2>



<p><strong>Il primo Blue Reflection narra la storia di Hinako una ballerina che dopo un&#8217;infortunio alla gamba è costretta a mettere da parte i suoi sogni, incontra Yukuzi e Lime che le conferiscono poteri magici e le chiedono aiuto per sconfiggere Sephira che sta minacciando il mondo.</strong> A Hinako viene promesso che se sconfiggerà il nemico il suo desiderio potrà avversarsi. Nel tentativo di tirare sul palco la ragazza si pone l&#8217;obbiettivo di raccogliere frammenti di emozioni, noti come frammenti, per diventare abbastanza forte e sconfiggere Sephira. </p>



<p>In questa nuova versione le texture sono state aggiornate in alta risoluzione e aggiunti nuovi effetti visivi, come un migliore effetto dell&#8217;acqua e altri effetti che aiutano a creare un&#8217;atmosfera più coinvolgente. Sono state inoltre introdotte nuove funzionalità, come il salvataggio automatico per un esperienza più fluida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-2-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 2" class="wp-image-560296" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Ray</h3>



<p><strong>In questo capitolo invece ci viene narrata la storia di Hiori Hirahara una ragazza solare e ottimista e di Ruka Hanari, timida e impacciata, insieme cambieranno la storia l&#8217;una dell&#8217;altra e del mondo intero.</strong> Questo gioco offre una versione condensata della storia, con i personaggi principali realizzati in 3D. I giocatori dovranno seguire Hiori e Ruka mentre esplorano il Common e rivivono i loro ricordi, nel tentativo di affrontare uno studente di un&#8217;altra accademia che sta cercando di ricreare il mondo. Nuove storie espandono la lore di gioco, un nuovo prologo e un nuovo epilogo collegano questo capitolo alle altre opere della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Sun</h3>



<p><strong>Questo capitolo è stato sviluppato come gioco per dispositivi mobile e racconta la storia di un gruppo di studenti che stanno vivendo in un mondo ormai alla fine e che nel frattempo cercando di aggrapparsi alla speranza di un possibile futuro.</strong> La storia di Sun è stata riproposta come videogioco per console utilizzando i sitemi di Blue Reflection: Secon Light in modo da ricreare le memorabili battaglie del gioco originale. Sono stati aggiunti 24 nuovi eventi dei personaggi, oltre alla storia principale, il prologo e l&#8217;epilogo del gioco originale in modo da collegare anche in questo caso questo capitolo agli altri capitoli della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Second Light</h3>



<p><strong>Questo gioco racconta la storia di un gruppo di studenti senza memoria che si ritrovano a vivere in uno strano mondo. Attraverso le loro avventure dovranno scavare dentro di sé per recuperare i loro ricordi e scoprire la verità sul mondo in cui vivono. </strong>Uscito per la prima volta nell&#8217;ottobre del 2021 questa versione di Blue Reflection include otto personaggi aggiuntivi provenienti dalle storie di Ray e Sun che possono unirsi alla battaglia. Questi nuovi personaggi si uniscono anche a Yuzuki e Lime come nuove aggiunte nella modalità foto. Sono state incluse inoltre nuove funzionalità come una maggiore velocità di combattimento, maggiore velocità durante l&#8217;esplorazione e l&#8217;accelerazione degli eventi, offrendo un esperienza di gioco migliorata. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-3-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 3" class="wp-image-560297" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto quello che potete trovare in Blue Reflection Quartet</h2>



<p>Oltre alla raccolta di tutti i giochi della serie, questa edizione racchiude anche una serie di aggiunte che andranno ad arricchire l&#8217;esperienza di gioco di tutti i fan.</p>



<p><strong>All&#8217;interno della raccolta è presente un database che offre una comprensione più approfondita del mondo della serie di Blue Reflection.</strong> Qui sarà possibile consultare diagrammi cronologici degli eventi principali delle storie, nonché schemi delle relazioni tra i personaggi della intera serie. Questa panoramica dettagliata dei personaggi renderà l&#8217;esperienza di gioco più ricca e piacevole.</p>



<p>Una galleria di immagini dove è possibile ammirare le illustrazioni di Mel Kishida.</p>



<p>Un bonus per il pre ordine digitale che offre un set di quattro cornici foto speciali.</p>



<p><strong>Il gioco come già anticipato nel titolo è previsto per il 30 luglio di quest&#8217;anno, sarà disponibile per diverse piattaforme, tra cui PlayStation 5, Switch 1 e 2 e PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>. </strong>Il gioco sarà localizzato in diverse lingue anche se sembra che al momento non sia prevista una versione in italiano. I fan della nostra nazione dovranno accontentarsi di giocarlo in inglese ma con una edizione così ricca di contenuto sembra proprio che lo sforzo valga la pena.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/dead-or-alive-6-last-round-recensione-ps5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Koei Tecmo Games, Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D facente parte dell’iconica saga Dead or Alive ed è l’ennesimo ritorno del sesto capitolo, qui in versione definitiva pronto a travolgere anche le console di ultima generazione. Il tutto con il cast di personaggi più grande di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Koei Tecmo Games</strong>, Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D facente parte dell’iconica saga Dead or Alive ed è l’ennesimo ritorno del sesto capitolo, qui in versione definitiva pronto a travolgere anche le console di ultima generazione. Il tutto con il cast di personaggi più grande di sempre e l’intera esperienza in termini di modalità e aggiornamenti. Noi siamo tornati a vestire i panni di alcuni dei più iconici lottatori del mondo dei videogiochi su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="DEAD OR ALIVE 6 Last Round - Announcement Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/P1YX7JKs4io?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dead or Alive 6 Last Round un’edizione non proprio “nuova”</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione, tocca fare qualche piccolo approfondimento sull’edizione qui in esame. Prima di tutto, l’originale Dead or Alive 6 fu annunciato all’E3 del 2018 e pubblicato nel corso della <strong>prima metà del 2019</strong> uscendo quindi per PlayStation 4 e Xbox One. Parliamo di un titolo che, oltre al cast storico, aveva due soli nuovi personaggi: Diego e NiCO. Inoltre, è forse il capitolo meno ammiccante nonostante sia comunque presente del sano fan service, potenziato da alcuni abiti stravaganti e decisamente poco idonei agli scontri.</p>



<p>E Dead or Alive è <strong>riconoscibile</strong> soprattutto per quello… non certo per la serietà e complessità narrativa. E invece, proprio col sesto capitolo, la saga vira verso una strada troppo simile a quella dei suoi diretti competitor, perdendo in parte la sua natura identitaria e uscendone, già al tempo, non proprio vincitore. <strong>Narrativamente</strong> parlando, infatti, la modalità storia è un pastrocchio. Un mosaico da ricomporre pezzo per pezzo con mini scenette surreali e comiche con tanto di una macro trama a collegare il tutto e che vuole anche risultare semi tragica nelle battute più calde.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560330" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>A conti fatti, siamo dinanzi all’ennesima edizione del <strong>torneo</strong> ma con un nuovo macro complotto alle spalle che rivede le vecchie fazioni in gara con tanto di intromissione, sempre apprezzata, del protagonista di <a href="https://www.icrewplay.com/ninja-gaiden-4-recensione-per-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ninja Gaiden</a>: il sempre magnetico<strong> Ryu Hayabusa</strong>. Ovviamente, non manca Ayane, Kasumi, Hitomi Hayate e tanti altri in un mix che chi segue la saga, non perderà i vari richiami e i fumosi cenni storici. In tutto ciò, i due nuovi personaggi si inseriscono in modo abbastanza coerente. </p>



<p><strong>NiCO</strong> è tra le schiere “malvagie” nonché elemento nerd che tanto andava in voga all’epoca. <strong>Diego</strong>, invece, è un lottatore di strada brutale e grezzo oltre che vagamente misterioso. Ecco, questi due si inseriscono discretamente bene nelle due trame principali: complotto criminale di turno e torneo. Intorno a loro, ruotano le storie degli altri personaggi raccolti in micro lotte o semplici e velocissime cut scene da selezionare manualmente in una sorta di ramo temporale frastagliato. </p>



<p>Ecco, la struttura della storia non convinceva all’epoca e non convince neanche ora. Così come non convince neanche le due micro storie, di fatto una lotta a testa, delle due lottatrici provenienti dall’universo di <strong>SNK</strong> che rimangono DLC e vanno acquistate nuovamente: <strong>Mai Shiranui e Kula Diamond</strong>. Oltre a loro, è stato già annunciato un inedito DLC con un personaggio nuovo di nome Minato. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-354354-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560329" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sono invece inclusi nel roster i cinque precedenti DLC personaggio: Nyotengu, Phase 4, Momiji, Rachel e Tamaki. Con queste il roster di partenza comprende <strong>29 personaggi </strong>selezionabili. Sono inclusi anche quasi tutti i costumi, personalizzabili, colori, titoli e quanto incluso e/o a pagamento nell’edizione precedente. Ci sono diverse eccezioni e per approfondimenti consigliamo di consultare il sito ufficiale del gioco. Completamente inedita, invece, la <strong>modalità foto</strong> con cui potrai sbizzarrirti a far foto e composizioni di vario genere con i tuoi personaggi preferiti. </p>



<p>E tramite questa modalità, si può anche notare che un <strong>miglioramento grafico</strong>, seppur lieve, c’è stato. Purtroppo, il tempo è passato e nelle cut scene della modalità campagna, lo si nota subito. Anche e soprattutto per alcune cose che potevano essere decisamente migliorate: tra cui il sincrono tra doppiaggio e movimenti delle labbra, in alcuni casi del tutto assenti. Insomma, l’età c’è ma il fascino caotico e caciarone permane invariabile e, soprattutto, il titolo riesce a divertire ancora oggi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-346345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560328" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay ancora in grado di catturare</h2>



<p>Dead or Alive 6 Last Round è un<strong> picchiaduro in 3D</strong> che a modo suo ha saputo ritagliarsi uno spazio tra i diretti competitor grazie soprattutto alla capacità di attirare esperti e non. Il sesto capitolo, in particolare, ha avuto il pregio di snellire alcune meccaniche rendendole accessibili anche ai meno esperti. E sì, questa semplificazione potrebbe scontentare gli amanti delle strategie più complesse che potrebbero così ritrovarsi ad affrontare neofiti in grado di fronteggiarli con un po’ di buttom smashing.</p>



<p>Anche se è innegabile che, chi conosce a menadito ogni <strong>combo</strong>, ha sempre un innegabile vantaggio. e parlando di combo, i tutorial di Dead or Alive 6 Last Round si confermano esaustivi ed eccellenti, in grado letteralmente di sviscerare passo passo ogni capacità dei singoli lottatori, riuscendo in poco tempo a darti le basi su cui costruire le tue strategie di battaglia. Ma tali strategie non saranno di certo applicabili nella già citata modalità storia.</p>



<p>Questa infatti, è decisamente semplice da affrontare con giusto un paio di combattimenti “finali” lievemente più ostici. Il fulcro vero del gioco è infatti <strong>l’online</strong>. Questi segue i pregi e difetti dell’originale ed essendo nelle prime fasi, abbiamo avuto modo di affrontare giusto qualche scontro. Il matchmaking quindi è tutto da valutare e in divenire, complice anche il traghettamento tra l’edizione “vecchia” a questa Last Round la cui risposta sicuramente non tarderà ad arrivare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-6345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560327" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Tornando ai combattimenti, il <strong>gioco “sasso carta e forbici” </strong>inserito nel sistema delle mosse principali dei lottatori torna e conferma la sua immediatezza, semplicità e scenicità. Tanto dei lottatori quanto degli scenari che ritornano parte integrante degli scontri, modificandosi, causando danni e inferendo nelle barre vitali dei duellanti. Tra contrattacchi, schivate, prese, Dead or Alive 6 Last Round riporta in scena stili di combattimenti ben riprodotti con alcuni picchi stravaganti tra cui l’ubriaco Brad Wong.</p>



<p>Alla modalità storia e a quella online, tornano tutte le altre, dalla classica Arcade alle missioni con tanto di sistema a stelle, passando per sfide di sopravvivenza e a tempo. Tutte queste modalità confermano una cosa: Dead or Alive 6 Last Round è in grado di <strong>divertire</strong> ancora. C’è però un grosso problema, l’edizione in sé non aggiunge nulla di realmente inedito che possa spingere chi ha già sviscerato l’originale ad acquistare questa nuova edizione che, di fatto, è una sorta di upgrade per console next gen.</p>



<p>D’altro canto, <strong>per chi non avesse già provato l’originale </strong>o si fosse solo fermato alla modalità free to play, che tra l’altro ritorna anche in versione Last Round, Dead or Alive 6 Last Round rappresenta l’edizione attualmente più esaustiva e potente attualmente in circolazione. Un ingresso sicuramente appetitoso che ci prepara al settimo capitolo attualmente in sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Dead-or-Alive-6-Last-Round-recensione-345-1024x576.jpg" alt="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560325" title="Dead or Alive 6 Last Round, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Dead or Alive 6 Last Round si difende abbastanza bene. L’upgrade si nota soprattutto in termini di fluidità e resa scenica generale mentre se si va a guardare nel dettaglio, l’anzianità del titolo e dei modelli poligonali emerge. Tale anzianità si nota soprattutto nella modalità storia con cut scene non proprio al passo coi tempi e con diverse piccole imprecisioni. Anche alcuni scenari risultano più anziani del dovuto, soprattutto se paragonati ai diretti competitor attualmente sul mercato. Per fortuna, tecnicamente, il titolo risulta perfettamente godibile e fluido.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> si conferma positivo a patto che utilizziate il doppiaggio in giapponese mentre quello inglese presta il fianco a diverse critiche per quanto riguarda recitazione e sincrono. La colonna sonora, invece, si conferma iconica, coinvolgente e varia, sicuramente d’impatto e invecchiata più che bene. Infine, confermata la sempre gradita presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>.</p>
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		<title>Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-24-06-1700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Artefacts Studio in sinergia con Shine Group e pubblicato da New Tales, Terrinoth: Heroes of Descent è un GDR tattico cooperativo in terza persona 3D con visuale isometrica e di stampo fantasy. Si tratta di un titolo che nasce da una vera e propria serie di giochi da tavolo che arriva così per [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Artefacts Studio</strong> in sinergia con Shine Group e pubblicato da New Tales, Terrinoth: Heroes of Descent è un GDR tattico cooperativo in terza persona 3D con visuale isometrica e di stampo fantasy. Si tratta di un titolo che nasce da una vera e propria serie di giochi da tavolo che arriva così per la prima volta nel mondo console del nostro amato medium, guardando ad altri suoi congeneri del calibro di <a href="https://www.icrewplay.com/pathfinder-wrath-of-the-righteous-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pathfinder</a> e del capostipite Dungeons and Dragons. Noi abbiamo vissuto questa nuova odissea su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Terrinoth: Heroes of Descent - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/sQL3qhWpakY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Terrinoth: Heroes of Descent e l&#8217;ennesimo mondo da proteggere</h2>



<p>Se te lo stai chiedendo, Terrinoth: Heroes of Descent proviene dal mondo del gioco di ruolo di <strong>Descent</strong> la cui prima edizione, pubblicata nel <strong>2005</strong>, portava il nome di Descent: Viaggi nelle tenebre. Un gioco di ruolo da tavolo da 2 a 5 giocatori che si incentra sull’esplorazione di pericolosi e oscuri dungeon. Ecco, Terrinoth: Heroes of Descent riprende proprio questo concetto, focalizzandosi sui dungeon e su misteri oscuri da svelare. Il tutto con una trama inedita e che funge da prequel a un altro titolo videoludico dell’omonimo mondo: <strong>Descent: Legends of the Dark.</strong></p>



<p>Quest’ultimo è un<strong> mobile game</strong> dal sistema ludico profondamente diverso rispetto a Terrinoth: Heroes of Descent che si insinua nel mondo PC e console con l’obiettivo di traslare l’esperienza originale da cui prende ispirazione. Il gioco, infatti, può essere vissuto completamente<strong> da solo o in co-op</strong> insieme ad altri 4 giocatori online. No, <strong>niente co-op locale</strong>, purtroppo. Inutile dire che, insieme a un buon team, l’intera esperienza muta drasticamente, diventando quasi simile a una vera e propria partita da gioco da tavolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560028" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Passando alla <strong>narrazione</strong> di Terrinoth: Heroes of Descent, questa non sorprende né sconvolge chi vive di pane e fantasy, ma riesce a intrattenere il giusto, spingendoci lungo una longevità discreta e soddisfacente, per capitoli di storie flebilmente interconnessi e incentrati prevalentemente su dungeon da sviscerare, battaglia dopo battaglia. Messo a confronto con i suoi diretti rivali, infatti, sia narrativamente che ludicamente, Terrinoth: Heroes of Descent si mostra più semplice e diretto il che non è un male. Il neofita, si troverà davanti a un mondo più accessibile e dalla difficoltà sicuramente più morbida senza grossi schemi da dover padroneggiare e studiare.</p>



<p>Tornando alla storia, possiamo dire che Terrinoth: Heroes of Descent <strong>ha quattro campagne</strong> distinte e autoconclusive dove a spiccare sono sicuramente i personaggi del nostro cast. Caratterizzati a doppio filo con la propria classe con l’aggiunta di qualche cliché di troppo, è interessante scavare nel loro background e vedere come interagiscono tra loro a seconda di come sceglieremo di formare il team, quest’ultimo non può sforare i quattro membri per singola spedizione.  </p>



<p>Chi cerca quindi una narrazione complessa e arzigogolata, potrebbe restare un po’ deluso da Terrinoth: Heroes of Descent anche se possiede un <strong>glossario</strong> di tutto rispetto, nel suo piccolo. Buono, invece, il ritmo di gioco, che viene favorito dall’azione più rapida e da capitoli discretamente contenuti per un’esperienza complessiva non enorme ma sicuramente godibile nel suo complesso. Il mistero di fondo, ossia la classica “minaccia inarrestabile” che invece bisogna cercare di arrestare, è il collante narrativo per tutte le vicende ma è una motivazione di fondo classica e fumosa che difficilmente lascia il segno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560027" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gioco tattico a turni veloce e appagante</h2>



<p>Terrinoth: Heroes of Descent è un <strong>gioco di ruolo con combattimenti tattici </strong>a turni in visuale isometrica 3D che vede il fulcro della sua attrattività propria nel gameplay. Avendo già appurato che il titolo spinge molto alla cooperazione tra giocatori per riprodurre videoludicamente le partite in stile simil gioco da tavolo “reale”, il gioco diverte anche in single player. Ogni capitolo, infatti, si sposa perfettamente anche per essere affrontato in solitaria dove per trionfare si sposta il peso decisionale di ogni pedina in campo all’unico possessore del pad.</p>



<p>Il sistema di <strong>combattimento</strong> è molto standard, intuitivo e veloce. Ogni personaggio ha sue specifiche statistiche, tra cui la velocità che lo pone in determinate posizioni lungo la barra cronologica dell’azione posta in alto e al centro dello schermo. Per ogni turno, il singolo personaggio potrà eseguire determinate azioni tra cui muoversi ed eseguire una o più abilità, anche la stessa, finché non si esaurisce il valore d’azione a disposizione. Ogni abilità può colpire a determinate distanze o in più caselle.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67677667-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560025" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sì, perché il <strong>valore tattico </strong>del gioco si riscontra in una suddivisione in scacchiera dell’area di gioco dove l’ambiente diventa protagonista stesso dello scontro con trappole, alture da poter sfruttare e altri piccoli elementi da poter sfruttare a nostro vantaggio. Rispetto ai congeneri di riferimento, risulta quasi subito una differenza: Terrinoth: Heroes of Descent è decisamente più semplice. Non tanto in termini di livello di difficoltà, con alcuni scontri che sapranno mettere alla prova le tue strategie, ma in termini di elementi da gestire su schermo.</p>



<p>Niente <strong>interfacce</strong> arzigogolate e immense e anche le abilità dei singoli personaggi, statistiche incluse, richiedono ben poca attenzione. L’equipaggiamento di ognuno, da poter acquistare e gestire prima di ogni spedizione, non richiede molto ingegno, risultando fin troppo superficiale. Insomma, chi cerca complessità, statistiche e percentuali in cui smarrirsi, potrebbe restarne deluso. In compenso, chi è alle prime armi, non avrà problemi ad ambientarsi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Terrinoth-Heroes-of-Descent-67576-1024x576.jpg" alt="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560024" title="Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Terrinoth: Heroes of Descent sa regalare un colpo d’occhio intrigante, aiutato da un buon sistema di luci e ombre, seppur non proprio stracolmo di dettagli. I personaggi sono intriganti e anche il bestiario, seppur abbastanza classico, riesce a donare una buona varietà seppur non molto originale. Il mondo fantasy è sfruttato bene, utilizzando a dovere situazioni e scenari abbastanza classici. Insomma, tutto di buon livello seppur difficilmente memorabile e identitario. Interessanti le missioni opzionali prettamente narrative con scelte testuali a schermo seppur fini a se stesse.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza essenziale, con pochi picchi creativi. Un fedele accompagnatore in linea col genere di riferimento e che contribuisce a plasmare atmosfere coerenti e discretamente varie. Il doppiaggio, non sempre presente, funziona a dovere riuscendo a contribuire a differenziare il tono dei singoli personaggi coinvolti. Infine, da segnalare la graditissima presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>, elemento che aiuta non poco a vivere al meglio il gioco.</p>
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		<item>
		<title>Bellwright, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/bellwright-recensione-per-playstation-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Donkey Crew in sinergia con Snail Games, Bellwright è un action adventure RPG in terza persona 3D con una forte deriva verso la simulazione e la strategia in tempo reale. Tra città da costruire, un popolo da fidelizzare e far crescere e un alter ego tutto da addestrare, le attività non [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Donkey Crew</strong> in sinergia con Snail Games, Bellwright è un action adventure RPG in terza persona 3D con una forte deriva verso la simulazione e la strategia in tempo reale. Tra città da costruire, un popolo da fidelizzare e far crescere e un alter ego tutto da addestrare, le attività non mancano di certo, tra l’altro spalmate con una certa libertà decisionale per una longevità complessiva di tutto rispetto. Noi abbiamo vissuto questa nuova epopea medievale su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Bellwright - Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ApsflRbIttE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Bellwright costruire una comunità dal nulla</h2>



<p>Bellwright è un progetto molto, in parte troppo, <strong>ambizioso</strong>. Lo diremo più volte nel corso della recensione in quanto questo è un elemento che si riscontra in quasi ogni sfaccettatura del titolo. Partendo, ovviamente, dalla narrazione. Questa ci scaraventa nei panni di un personaggio da personalizzare il cui background è sì scritto ma è un elemento che ci ancora al mondo di gioco per poi lasciare a noi il compito di continuare a “scrivere”. </p>



<p>In realtà, seppur fumoso, un <strong>incipit</strong> al gioco c&#8217;è. In pratica, siamo accusati dell’assassinio del Principe e di conseguenza, condannati a morte. Da allora, viviamo nell’ombra tra mille domande oltre che un’inevitabile ricerca di vendetta ai danni di chi ci ha evidentemente incastrati. Ma siamo da soli in un mondo oppresso da un Sovrano tirannico che ha sparpagliato le sue brigate per villaggi e città. In poche parole, un dominio violento e che sta impoverendo i cittadini. </p>



<p>Ed è in questo scenario che andremo a muoverci con l’obiettivo di creare dal nulla una nuova comunità preparandola alla ribellione e al rovesciamento del tirannico sovrano, opponendoci di fatto alla Corona e al suo <strong>Esercito Reale</strong>. Un obiettivo enorme e che richiede, di fatti, un quantitativo di tempo gigantesco. Sì, perché Bellwright è un titolo estremamente longevo afflitto da una lunga fase iniziale che farà, suo malgrado, un’enorme scrematura di utenza. Al netto di un tutorial per niente esaustivo e di un quasi totale abbandono nell’open world, solo chi saprà sperimentare, azzardare, rischiare e incassare ogni singola conseguenza, potrà proseguire.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Bellwright-1024x576.jpg" alt="Bellwright, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559933" title="Bellwright, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Che sia un <strong>inverno gelido</strong> che farà danni su danni alla vegetazione al nostro stato di salute, svelando l’anima <a href="https://www.icrewplay.com/one-hour-one-life-la-recensione-un-mondo-nudo-e-crudo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">survival</a> del titolo, solo una delle “anime” che compongono il mix di Bellwright, o un gruppo di briganti pronti ad assalire il nostro accampamento, le insidie sono tante e andranno ad aumentare man mano che andremo avanti. Eppure, queste concrete difficoltà hanno un loro innegabile fascino, una sfida strategico, gestionale e anche fisica. Reclutare nuovi fedeli, migliorarli, renderli autonomi e utili alla comunità è parte integrante del sistema ludico del titolo ed è tra quelli più soddisfacenti.</p>



<p>Riuscire a prendere contatti coi vari <strong>villaggi</strong>, conquistare la loro fiducia missione dopo missione, espandere la nostra fama e quindi il nostro potere, ottenendo nuovi favori, fedeli e potere fa parte del gioco ma richiede molto tempo e altrettanta pazienza. Questo perché Bellwright non è facile e la sua natura grezza la si rivede in numerosi frangenti che andremo ad approfondire nei rispettivi paragrafi. Tornando sul versante narrativo dobbiamo fare diversi appunti. </p>



<p>La <strong>storia</strong> di fondo rimane, appunto, sullo sfondo e la sua evoluzione è fin troppo lenta. In compenso, il titolo prova a donarci una lore tutta da sviscerare, impreziosendola con missioni più o meno opzionali per guadagnare fama e svelare ulteriori retroscena. Che sia un cittadino traditore, un mendicante disperate le cui sorti potremo poi decidere a fine missione, un branco di lupi che ha trovato tana troppo vicina a un allevamento di polli e tanto, tanto altro, Bellwright è pieno di piccole storie che provano a plasmare un proprio mondo che forse non brilla di originalità ma è vario e interessante da vivere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Bellwright-365-1024x576.jpg" alt="Bellwright, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559930" title="Bellwright, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Meno interessante è però il <strong>livello di scrittura</strong>, spesso abbastanza fantasioso o semplicemente scritto male. Non è un segreto che gli sviluppatori hanno utilizzato l’IA nel gioco e questo lo si nota soprattutto per il dichiarato doppiaggio, al momento temporaneamente affidato all’IA e che, di fatto, appiattisce il tono di tutti gli abitanti doppiati, tra l’altro doppiati in modo discontinuo e poco credibile. Tornando invece alla scrittura, tra narrazioni ironiche come un pollo messo a capo villaggio, possono capitare scambi semplicemente poco elaborati.</p>



<p>Un <strong>esempio</strong> è una guardia che ci ferma chiedendo letteralmente: “<em>Sei venuto per creare guai o per seminare dissenso?</em>” Due opzioni entrambe negative ma a cui possiamo rispondere con una sola opzione: “<em>Mi dispiace, non cerco guai</em>”. Quindi, di regola, siamo lì per seminare dissenso? Nonostante ciò, la guardia alla nostra risposta non risponde oltre e ci lascia in pace. Ecco, questo è un esempio che si ripete così come si ripetono frasi un po’ sconclusionate. Per fortuna, ci sono anche dialoghi sensati e che riportano Bellwright su un piano più credibile e meno involontariamente comico.</p>



<p>C’è comunque da dire che il titolo è ancora in una <strong>sorta di fase “in divenire”</strong>, gli sviluppatori stanno apportando diverse patch correttive, l’ultima datata 18 giugno 2026. Sono consapevoli che ci sarà bisogno di numerosi interventi ma il bello è che Bellwright ha un enorme potenziale. Il mondo di gioco incita all’esplorazione, la lore di fondo può espandersi notevolmente e i cittadini hanno tutto il potenziale per essere limati e resi credibili. Insomma, abbiamo fiducia per il futuro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Bellwright-2235-1024x576.jpg" alt="Bellwright, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559931" title="Bellwright, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un mix di generi che richiede tempo e pazienza</h2>



<p>Bellwright è un <strong>action adventure con elementi da gioco di ruolo, da survival e soprattutto da gestionale</strong>. Più che combattere, infatti, andremo in giro a raccogliere materiali per poi investirli strategicamente in strutture, ricerche e costruzioni di vario genere. Il primo nostro obiettivo, infatti, sarà costruire una piccola tenda, nostro personale rifugio in preparazione del primo inevitabile e rigido inverno. Ovviamente, non saremo soli ma in nostra compagnia avrei un altro emarginato, il primo fedele di, si spera, una lunghissima schiera.</p>



<p>Il motivo è semplice, reclutare gente è alla base del<strong> successo a lungo termine</strong> della nostra avventura in Bellwright. Ogni personaggio, infatti, può essere impegnato in varie tipologie di mansioni da lavoratore e quindi raccoglitore di materiali, studioso e costruttore a guerriero, e quindi fedele accompagnatore per spedizioni con tanto di armi pronte da sfoderare in situazioni di pericolo. Può anche essere impegnato a fare la guardia alla base, difendendola da eventuali intrusi in nostra assenza. Ecco, gestire gli abitanti reclutati è essenziale ed è tra le prime cose che dovrai padroneggiare.</p>



<p>Ma <strong>reclutarli</strong> non è semplice. I mendicanti sono facili da convincere, sono senza dimora e basta un minimo di generosità per convincerli ma gli esperti con casa e famiglia e un posto in un villaggio sicuro, c’è bisogno di tempo e fama. Della “fama” ne abbiamo già parlato prima ed è legata alla risoluzione di missioni e di attività positive per i villaggi. Ogni gruppo di cittadini ha un suo livello di fama che cresce man mano che ci faremo valere, ottenendo poi il loro consenso e aiuto che si traduce, tra le varie cose, anche in nuovi fedeli da spostare nel nostro campo in costruzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Bellwright-346-1024x576.jpg" alt="Bellwright, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559929" title="Bellwright, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>E parlando di <strong>costruzione</strong>, rendere la raccolta e l’impiego di materiali automatizzato è tra gli obiettivi a lungo termine di Bellwright garantendoci una costante e studiata espansione del nostro “dominio” mentre andremo a portare avanti attività di esplorazione e diplomazia in giro per il mondo di gioco. Ecco, tutto ciò però richiede ancora una volta un sacco di tempo. Le fasi iniziali di Bellwright sono ostiche, complesse, lunghe e cicliche. Capiterà spesso di fallire e come in un soulslike, la morte equivale alla perdita del bottino lì dove siamo deceduti.</p>



<p>E a tal proposito, veniamo al <strong>combat system </strong>di Bellwright, tra gli elementi meno riusciti del lotto. Un sistema di combattimento a direzione fatto di parate, fughe, girotondi intorno all’avversario e colpi dalle hitbox dubbie. Insomma, è uno degli aspetti più grezzi del gioco e spesso è meglio lasciar combattere i nostri guerrieri confidando nella loro preparazione e un pizzico di buona sorte. Per preparazione, ovviamente, ci riferiamo a un buon equipaggiamento rigorosamente farmato dai nostri materiali e sfornati dalle nostre strutture.</p>



<p>Riassumendo, Bellwright è un titolo <strong>estremamente longevo</strong> e in grado di catturarti nel suo mondo grezzo grazie a una sensazione di crescita reale e a più strati. Vedrai letteralmente crescere il tuo accampamento man mano che si amplia il ramo “tecnologico” di strutture e impieghi di materiali. Ma prima dovrai sopravvivere a un tutorial incompleto, a una fase iniziale rigida dispersiva e ostica e un&#8217;interfaccia palesemente da PC e che non trova la giusta comodità su console, richiedendo un po’ più di pazienza per essere padroneggiata in modo naturale e veloce. Da segnalare anche la rimozione su console della co-op, altro elemento essenziale presente nell&#8217;edizione per PC e che potrebbe essere con futuri aggiornamenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/02/Bellwright-1024x576.webp" alt="Bellwright" class="wp-image-554578" title="Bellwright, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p>Bellwright risulta grezzo anche nel <strong>versante grafico</strong>, presentando scenari e enormi e colpi d’occhio davvero bello, soprattutto quando i giochi di luce e ombre entrano in campo. Notevole anche l’effetto climatico tra pioggia e neve che riescono letteralmente a trasformare gli scenari di gioco. Peccato, invece, per i modelli dei personaggi, veramente old school e abbastanza poco credibili. Tra animazioni goffe, volto spiritati e bug di vario genere.</p>



<p>Parlando di <strong>bug</strong>, ci sono compenetrazioni stravaganti, personaggi che si bloccano nelle pareti e altri che spariscono, oggetti che sbucano in luoghi dove non dovrebbero sbucare e anche qualche vistoso rallentamento di troppo. In compenso, come già detto, molti di questi problemi sono prossimi alla risoluzione. Incluso il <strong>sonoro</strong>. Allo stato attuale, tolta qualche musica interessante, le <strong>voci in IA </strong>dei personaggi convincono poco e rendono piatta la loro interazione. Confidiamo nel promesso aggiornamento.</p>



<p>Da segnalare infine e con non poca sorpresa, la <strong>presenza dei sottotitoli in lingua italiana</strong>. Considerando che c’è tanto di scritto da leggere, non era aspettato. Purtroppo però, non tutto è tradotto, presentando frasi in inglese anche nel bel mezzo di un dialogo in corso. Inoltre, quanto tradotto può presentare qualche errore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>NBA The Run, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-19-06-1700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Play by Play Studios, NBA The Run è un gioco di street basket in terza persona 3D, prevalentemente online e pensato specificatamente per il multigiocatore, nonostante diverse possibilità per giocare da solo. Le partite sono 3 contro 3 e sono inclusi molti volti noti legati allo sport per un’esperienza veloce e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Play by Play Studios</strong>, NBA The Run è un gioco di street <a href="https://www.icrewplay.com/10-giochi-sul-basket-per-emulare-michael-jordan-o-forse-no/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">basket</a> in terza persona 3D, prevalentemente online e pensato specificatamente per il multigiocatore, nonostante diverse possibilità per giocare da solo. Le partite sono 3 contro 3 e sono inclusi molti volti noti legati allo sport per un’esperienza veloce e molto scenica. Noi ci siamo dati a trick, schiacciate e a partite frenetiche di torneo in torneo su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Sei pronto ad andare a canestro?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="NBA The Run - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/7vGxeTGUBrU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">NBA The Run guarda a NBA Street</h2>



<p>Inutile girarci intorno, NBA The Run è palesemente ispirato a <strong>NBA The Street</strong> con cui condivide l’idea di unire i campioni del basket alle partite in strada, quelle brevi, veloci ma ugualmente sceniche e galvanizzanti. Ecco, NBA The Run ricrea perfettamente quell’atmosfera, rendendola più contemporanea. Oltre ad alcune location, a spiccare sono ovviamente gli atleti tra cui troviamo <strong>LeBron James</strong>, Luka Doncic e Anthony Edwards, tra tanti altri volti noti per un cast totale di oltre trenti atleti.</p>



<p>Non mancano <strong>atleti da sbloccare</strong>, definiti Street Legends, così come il titolo include un sistema interno e totalmente gratuito, di oggetti estetici di vario genere. Si tratta del classico sistema di skin, magliette, stemmi e quant’altro che in altri titoli sportivi sarebbero stati integrati in un sistema a “stagioni” con pass e valute interne a pagamento. Ecco, tutto questo sistema qui è assente. Ogni elemento si può ottenere semplicemente giocando e salendo di livello di partita in partita. E questo dovrebbe già farti intuire la natura intrinseca dell’opera che è votata a partite prevalentemente multigiocatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/NBA-The-Run-recensione-1024x576.jpg" alt="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560088" title="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Entrando più nel dettaglio, dobbiamo subito indicare che <strong>non esiste una modalità campagna</strong>, nessuna storia, nessun dialogo tra atleti, nessuna scenetta umoristica o surreale. C’è solo una voce fuori campo che fa sì delle battute anche intriganti ma le cui frasi tendono a ripetersi dopo già qualche partita. Il titolo in sé ha ben tre tipologie di modalità ma solo una è quella realmente principale. Questa si chiama <strong>KnockOut Squads</strong> e vede sei giocatori sfidarsi in un torneo a eliminazione diretta.</p>



<p>Ogni giocatore ha il controllo di un personaggio e il lavoro di squadra diventa essenziale per conquistare la vittoria. E sì, NBA The Run non presenta altro tipo di partita se non quella di un vero e proprio torneo. Questo aumenta l’adrenalina e anche il livello di soddisfazione ma tende a svelare velocemente uno dei problemi chiave del titolo: la <strong>ripetitività</strong> e la scarsità di variazione dell’esperienza. In poche parole: pochi contenuti. La seconda modalità, infatti, denominata <strong>KnockOut Solos</strong>, è identica a KnockOut Squads solo che si gioca da soli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/NBA-The-Run-recensione-43545-1024x576.jpg" alt="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560086" title="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Nel dettaglio, si tratta sempre di tre contro tre ma noi avremo il contro completo dei tre personaggi, potendo passare da uno all’altro velocemente. Si tratta quindi di scontri tra utenti, 1 vs 1 e sempre in una struttura a tornei. Infine, abbiamo la modalità <strong>KnockOut Friends</strong>. Questa è l’unica che permette di giocare realmente da soli contro personaggi guidati dall’AI con partite personalizzabili che però fungono da semplice palestra. Come detto, non c’è una campagna o una storia di qualsivoglia tipologia. </p>



<p>Inoltre, è sempre in KnockOut Friends che puoi giocare con i tuoi amici, invitandoli direttamente e potendo così formare <strong>un torneo “tutto tuo”</strong> lasciando all’AI il compito di riempire gli spazi vuoti. Inutile dire che se si ha un buon gruppo di amici, questa è la modalità migliore per divertirsi in compagnia. Il piatto forte, ossia quello su cui il gioco punta tutto, è ovviamente la prima delle tre modalità, la KnockOut Squads. Detto ciò, è giunto il momento di vedere come si gioca a NBA The Run!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/NBA-The-Run-recensione-345-1024x576.jpg" alt="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560085" title="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Divertente, accessibile ma ripetitivo</h2>



<p>NBA The Run è un <strong>gioco sportivo di basket</strong> abbastanza intuitivo e facile da padroneggiare. Prima di tutto, non si tratta di un simulatore di basket, tutt’altro. Il titolo è molto arcade e surreale. Gli atleti spiccano balzi assurdi, le regole classiche del gioco non vengono propriamente rispettate, ci si può tuffare, strappare palla e persino eseguire trick esteticamente affascinanti ma realisticamente improbabili.</p>



<p>Tutto ciò si somma alle <strong>classiche</strong> opzioni quali il passaggio, il tiro, la schiacciata sotto canestro, il rimbalzo e ovviamente i tentativi di difesa sia col salto per intercettare il tiro avversario sia cercando letteralmente di strappare la palla. Presente anche una sorta di power up, una barra che si riempie man mano che si eseguono efficacemente una serie di azioni tra canestri e difese, che permette al nostro atleta di potenziarsi completamente e diventando temporaneamente quasi inarrestabile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/NBA-The-Run-recensione-45-1024x683.jpg" alt="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560084" title="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>A tal proposito, ogni atleta ha una sua serie di <strong>statistiche</strong> oltre a determinati pro e contro, dovuti sia alla potenza di tiro ma anche alla loro fisicità e statura, con conseguente facilità o meno di essere stoppati rispetto ad altri atleti. Ciò rende le partite affollate di personaggi simili e “cloni” evidenziando un bilanciamento del cast non proprio perfetto. Nonostante ciò, ludicamente parlando, è innegabile che NBA The Run è in grado di divertire, soprattutto quando si inizia a padroneggiare il campo.</p>



<p>Inoltre, il fatto che le varie partite possono mutare le regole di vittoria, crea un <strong>minimo di varietà</strong> che il gameplay in sé non riesce a dare. NBA The Run è infatti molto contenuto sia nell’offerta in generale che nell’attività ludica in sé. Se da un lato abbiamo quindi un divertimento innegabile, dall’altro questi rischia di sfumare prima del tempo per un’eccessiva monotonia dell’azione e una scarsa varietà dell’offerta oltre a una totale assenza di progressione, legata unicamente a un sistema di livelli le cui ricompense, escludendo gli atleti da sbloccare, non soddisfa appieno. E ciò lascia emergere qualche dubbio sul possibile supporto a lungo termine di un titolo comunque molto incentrato sull&#8217;online. Un peccato considerando le potenzialità di base.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/NBA-The-Run-recensione-4523524-1024x576.jpg" alt="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-560087" title="NBA The Run, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, lo stile fumettoso e non molto realistico si sposa bene con l’animo arcade del titolo e richiama con efficacia quel NBA Street che in tanti volevano rivedere. Anche le ambientazioni sono discretamente varie e ben caratterizzate. Le animazioni sono credibili, fluide e volutamente esagerate. Anche gli elementi estetici sono discretamente vari e gradevoli da vedere. Da segnalare qualche piccolo rallentamento e una certa confusione che nasce soprattutto in presenza di “cloni”. Per evitare ciò il titolo fa fare partite tra “magliette” e “skin”, ossia atleti con maglietta contro quelli a petto nudo. Nonostante ciò, considerando la frenesia dell’azione, il caos non è sempre facile da padroneggiare.</p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> fa il suo con tracce orecchiabili anche se forse un po’ ridondanti, soprattutto quella che ascolterai ancor prima di far partire il gioco. Gradevole anche la voce fuori campo, divertente e ben inserite nell’ottica stessa del titolo e della sua atmosfera, peccato che ha poche frasi a disposizione e tenderà facilmente a ripetersi. Infine, è sicuramente apprezzata la presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> anche se a conti fatti c’è ben poco da leggere.</p>
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		<title>The Witch&#8217;s Bakery in arrivo in agosto</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-witchs-bakery-in-arrivo-in-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
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		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;editore Silver Lining Interactive insieme allo sviluppatore Sonny Lab hanno annunciato l&#8217;uscita questo agosto di The Witch&#8217;s Bakery per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2, Switch e su Pc tramite Steam. Questo accogliente RPG d&#8217;avventura a scorrimento laterale si prepara ad arrivare sulle vostre piattaforme cullato dalle musiche di una rinomata compositrice, Cecile Corbel, nota [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;editore <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Silver+Lining+Interactive" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Silver+Lining+Interactive">Silver Lining Interactive</a> insieme allo sviluppatore Sonny Lab hanno annunciato l&#8217;uscita questo agosto di The Witch&#8217;s Bakery per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2, Switch e su Pc tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2967950/The_Witchs_Bakery/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2967950/The_Witchs_Bakery/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>.</p>



<p>Questo accogliente RPG d&#8217;avventura a scorrimento laterale si prepara ad arrivare sulle vostre piattaforme cullato dalle musiche di una rinomata compositrice, Cecile Corbel, nota per il suo lavoro su Arrietty &#8211; Il mondo segreto sotto il pavimento, comporrà infatti la colonna sonora del videogioco.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The Witch&#039;s Bakery | Official Release Teaser | The Cozy &amp; Family Friendly Games Celebration" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/0WLOxVVKF9E?start=112&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer ufficiale.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia calda come il pane</h2>



<p><strong>The Witch&#8217;s Bakery è un RPG di avventura che metterà i videogiocatori e le videogiocatrici nei panni di una allegra strega che decide di partire alla volta della moderna Parigi con l&#8217;intento di aprire una pasticceria.</strong> Questa pasticceria però non è come le altre, Lunne, questo è il nome della strega, ha un potere speciale: può leggere nel cuore delle persone e guarire le emozioni attraverso la magia!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-3-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 3" class="wp-image-559517" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Vivi la magia della splendida Parigi</h3>



<p><strong>Appena arrivati a Parigi, dovremo indossare i panni di Lunne, e dovremo vivere la quotidianità di essere una strega-panettiera e di gestire una pasticceria in pieno centro città. Ogni giorno sarà scandito da tre fasi.</strong> Il giorno durante il quale Lunne dovrà gestire la sua pasticceria e servire i clienti insieme al suo gruppo ben affiatato di amici. La sera, momento fondamentale della giornata in cui la nostra strega potrà scoprire i segreti della città, stringere nuove amicizie e addentrarsi nei cuori tormentati delle persone che ha vicino. La notte invece non è meno importante delle altre due fasi, qui infatti Lunne si riposa, affina la sua magia, decora la pasticceria e trascorre del tempo ristoratore nel suo atelier. <strong>La storia si sviluppa giorno dopo giorno mentre Lunne guadagnerà esperienza, denaro, fama e cercando di fare nuovi incontri e di guarire i cuori malati dei suoi amici.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-4-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 4" class="wp-image-559518" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Attraversa i colori di Parigi</h3>



<p><strong>Una volta terminata la propria giornata di lavoro, Lunne potrà visitare i diversi e sfaccettati quartieri di Parigi, li potrà incontrare nuovi amici e personaggi principali della storia, partecipare ad attività per imparare nuove e fondamentali abilità, fare qualche acquisto compulsivo in libreria, acquistando nuovi libri di ricette e molto altro.</strong> Uno dei tanti quartieri in cui Lunne si imbatterà durante le sue gite notturne è Le Quai des Bouquinistes, situato nel VI Arrondissement questo pittoresco quartiere parigino è famoso per i suoi librai, le sue collezioni di vari articoli di intrattenimento come Vinili, Poster e vecchie riviste ma anche, naturalmente, per la splendida cattedrale di Notre-Dame. Come presto imparerà Lunne, ogni quartiere ha i suoi personaggi, le sue attività e i suoi negozi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-2-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 2" class="wp-image-559519" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Una storia che mescola emozioni e magia</h3>



<p><strong>Per alcune persone che Lunne incontrerà nel corso della sua avventura, le emozioni dentro di loro sono così profondamente represse che la strega dovrà spingersi all&#8217;interno del loro cuore per aiutarle. </strong>Aiuta Lunne ad entrare nel loro Palazzo del Cuore, uno spazio magico dove le emozioni e i pensieri prendono forma. Lunne dovrà guidare l&#8217;emozione personificata di nuovo all&#8217;interno del proprio cuore. All&#8217;interno del Palazzo del Cuore, Lunne scoprirà le lotte interiori più profonde e dovrà trovare l&#8217;ingrediente chiave di cui ha bisogno per preparare un pane che guarirà la persona interessata.</p>



<p>Mentre attendiamo di sapere con certezza la data di uscita di questo magico e originale RPG a tema dolci e magia, lo sviluppatore e l&#8217;editore hanno annunciato il prezzo di lancio delle edizioni fisiche. <strong>PlayStation 5, Switch 2 e Switch usciranno al prezzo di 34,99 €. Per chi acquisterà la copia in anticipo è previsto inoltre in regalo un ricettario digitale.</strong> Il gioco verrà localizzato in diverse lingue, tra cui l&#8217;italiano. Non avete più scuse quindi, scaldate i fornelli e pulite la cucina, Lunne, la sua scopa volante e il suo gatto rosa sono in arrivo a casa vostra.</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-in-uscita-il-24-giugno-su-console/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato per la prima volta su PC tramite Steam il 17 luglio, The Necromancer&#8217;s Tale, gioco di ruolo famoso per avere una storia approfondita, si prepara ad arrivare anche su tutte le console. L&#8217;editore Silver Lining Interactive e lo sviluppatore Psychic Software hanno annunciato infatti l&#8217;imminente uscita su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pubblicato per la prima volta su PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/1315320/The_Necromancers_Tale/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/1315320/The_Necromancers_Tale/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a> il 17 luglio, The Necromancer&#8217;s Tale, gioco di ruolo famoso per avere una storia approfondita, si prepara ad arrivare anche su tutte le console. L&#8217;editore Silver Lining Interactive e lo sviluppatore Psychic Software hanno annunciato infatti l&#8217;imminente uscita su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 a partire dal 24 giugno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-3-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 3" class="wp-image-558917" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Preparati a fare una scelta</h2>



<p><strong>In The Necromancer&#8217;s Tale dovremo tuffarci all&#8217;interno di un mondo RPG ricco di una storia ben costruita.</strong> Sarà necessario padroneggiare i rituali contenuti all&#8217;interno di un antico libro di incantesimi. Radunare un esercito di non morti e marciare contro i nostri nemici. Sarà necessario comunicare con il regno dei morti e lottare contro la discesa nella follia. <strong>Attraverso segreti, l&#8217;uso attento della diplomazia, del ricatto, utilizzare occasionalmente la coercizione o la seduzione, fino a quando non saremo pronti a rivalere il nostro vero essere.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-5-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 5" class="wp-image-558918" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Riti e rituali</h3>



<p><strong>Davanti a noi si estende un gigantesco libro di incantesimi, pieno di potenti riti di morte e di rianimazione.</strong> Sarà compito nostro riuscire a decifrare le pagine in esso contenute e a padroneggiare i suoi oscuri e arcani rituali senza impazzire o essere impiccato dagli ignoranti abitanti del villaggio. Riuscire a gestire il potere e i progressi che esso porta richiederà grande determinazione, astuzia e segretezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La storia</h3>



<p>The Necromancer&#8217;s Tale è un gioco che contiene in sé una grossa fetta narrativa, con 400.000 parole di narrazione scritta a mano, in cui interagire e con oltre 180 personaggi non giocanti(NPC), ognuno con il proprio ritratto disegnato a mano (lo sviluppatore ci tiene a far sapere che non è stata usata nessuna IA generativa nel gioco). <strong>Sarà necessario indagare, negoziare, costringere e adulare per raggiungere i propri obbiettivi.</strong> Il sistema di fiducia del gioco fa sì che le scelte del giocatore, anche durante una conversazione, abbiano un impatto reale. Se la fiducia degli abitanti del villaggio scende troppo, le decisioni del giocatore ne risentiranno, se scendono ulteriormente, questo potrà portare ad un processo e ad una sicura impiccagione, o ad un linciaggio della folla inferocita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-1-1024x576.jpeg" alt="Necromancers Tale 1" class="wp-image-558919" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Combattimenti</h3>



<p><strong>Il gioco prevede combattimenti tattici a turni tra il giocatore, i suoi alleati e i suoi servitori non morti, contro una varietà di nemici, sia naturali che soprannaturali.</strong> Il giocatore potrà sfruttare una vasta gamma di armi, rituali e incantesimi di battaglia per sconfiggere i propri avversari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Esplorazione</h3>



<p><strong>The Necromancer&#8217;s Tale è ambientato in un regno di fantasia basato su una storia alternativa tra Venezia e il Mar Adriatico nel 1733.</strong> Ambientato in un&#8217;epoca al confine tra pensiero razionale e superstizione, scienza e magia. Il mondo è oscuro e pericoloso, gli intrighi di corte si scontrano con la magia nera mentre la chimica emerge dall&#8217;alchimia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-6-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 6" class="wp-image-558920" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Longevità</h3>



<p><strong>Secondo stime ufficiali, per completare una partita occorreranno tra le 25 e le 50 ore. </strong>Questo a seconda di quanto tempo dedicherete ai contenuti secondari e all&#8217;esplorazione del mondo di gioco, e anche a seconda che si decida di affrontare i combattimenti di persona o di utilizzare la risoluzione automatica degli scontri. Sono presenti inoltre finali multipli che mostrano le conseguenze delle scelte fatte dal giocatore sul futuro.</p>



<p>Per un&#8217;ulteriore approfondimento di The Necromancer&#8217;s Tale vi invito a dare un&#8217;occhiata alla recensione completa disponibile sul nostri sito, trovate <a href="https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-recensione-steam/" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-recensione-steam/">qui</a> il link all&#8217;articolo.</p>



<p>Finalmente dopo l&#8217;uscita lo scorso luglio su PC adesso finalmente anche tutti i possessori di console potranno fare un viaggio nella storia e nella propria follia, ma attenzione a non perdersi, i paesani non attendono altro che farvi la festa&#8230;</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Deltarune Chapter 5: data di uscita, piattaforme e tutto quello che devi sapere</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/deltarune-chapter-5-data-uscita-piattaforme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Deltarune Chapter 5 esce il 24 giugno 2026 su tutte le piattaforme supportate. Ecco data, orario esatto, piattaforme disponibili e cosa aspettarsi dalla storia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Deltarune Chapter 5</strong> ha una data di uscita ufficiale: <strong>24 giugno 2026</strong>. Toby Fox lo ha confermato durante il Nintendo Direct del 9 giugno, specificando anche l&#8217;orario esatto del lancio mondiale. Per chi segue il gioco da anni, è una notizia che arriva prima del previsto, e cambia un po&#8217; i piani per il resto dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando esce Deltarune Chapter 5 e a che ora</h2>



<p>Il Chapter 5 sarà disponibile <strong>simultaneamente su tutte le piattaforme il 24 giugno 2026 alle 11:00 EDT</strong>, che corrispondono alle 17:00 ora italiana. Il lancio globale sincronizzato è una scelta precisa di Toby Fox: già con i capitoli precedenti aveva evitato finestre di uscita sfasate per regione, e qui mantiene la stessa impostazione.</p>



<p>Non ci sono informazioni ufficiali su pre-load o dimensioni del download. Chi ha già acquistato il gioco troverà il Chapter 5 disponibile come aggiornamento gratuito, senza nessun passaggio aggiuntivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Su quali piattaforme è disponibile Deltarune Chapter 5</h2>



<p>Il gioco esce su <strong>PC (via Steam e altri store digitali), Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4 e PlayStation 5</strong>. Non è prevista una versione Xbox: nessun capitolo di Deltarune è mai arrivato sulle console Microsoft, e il Direct del 9 giugno non ha cambiato questa situazione.</p>



<p>Chi parte da zero deve acquistare il gioco base al prezzo di <strong>24,99 dollari</strong> (il costo dei capitoli 3, 4 e di tutti quelli futuri fino al settimo). I capitoli 1 e 2 restano gratuiti su tutte le piattaforme, e sono il punto di partenza consigliato per chiunque non abbia ancora incontrato Kris e Susie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa racconta il Chapter 5 e dove si inserisce nella storia</h2>



<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deltarune" target="_blank" rel="noopener">Deltarune</a> è un RPG a episodi sviluppato da Toby Fox, lo stesso autore di Undertale, e si svolge in una realtà parallela in cui il protagonista Kris vive in una città di mostri. Insieme a Susie e al principe Ralsei, affronta mondi oscuri generati da fontane di oscurità che minacciano di espandersi nel mondo reale.</p>



<p>Il Chapter 4 aveva lasciato aperte diverse questioni narrative pesanti. Il trailer del Chapter 5 mostra Kris, Susie e Ralsei coinvolti in uno scontro, un momento di vicinanza tra i personaggi e la visita a quello che sembra un tempio. Toby Fox ha dichiarato di aver volutamente escluso dal trailer le scene più importanti, per preservare le sorprese a chi giocherà senza spoiler.</p>



<p>Una delle ipotesi più accreditate tra i fan riguarda il festival che viene menzionato già dal Chapter 2: molti dialoghi nel gioco sembrano costruire verso questo evento, e il Chapter 5 potrebbe essere il momento in cui si svolge davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede dopo: Chapter 6, Chapter 7 e i piani futuri</h2>



<p>Deltarune è <strong>pianificato in sette capitoli totali</strong>. Toby Fox ha comunicato nella newsletter di annuncio del Chapter 5 che lo sviluppo del sesto capitolo è già avviato. Ha anche accennato alla possibilità che, se le cose procedono bene, il lavoro sul Chapter 7 inizi entro la fine del 2026.</p>



<p>Non si tratta di date o impegni concreti: Fox è storicamente prudente sulle previsioni temporali. Ma il ritmo attuale è diverso rispetto agli anni passati. Tra il Chapter 2 (2021) e i Chapter 3 e 4 (2025) erano passati quattro anni. Il Chapter 5 arriva meno di un anno dopo, il che suggerisce una pipeline di produzione più fluida e un team più strutturato rispetto agli inizi del progetto.</p>



<p>Per chi vuole prepararsi in modo più ampio, giugno e luglio 2026 sono un mese ricco di uscite rilevanti: <a href="https://www.icrewplay.com/warhammer-40000-darktide-classe-skitarii-2026/">Warhammer 40.000 Darktide riceve la classe Skitarii il 23 giugno</a>, mentre <a href="https://www.icrewplay.com/outward-2-early-access-7-luglio-2026-guida-completa/">Outward 2 entra in Early Access il 7 luglio</a>. Il Chapter 5 si inserisce in un periodo di lancio particolarmente affollato.</p>



<p>Se Toby Fox riuscisse davvero a chiudere la serie entro il 2028, Deltarune diventerebbe uno dei progetti indie più lunghi e ambiziosi mai portati a termine da un team così piccolo. Ma per ora, l&#8217;unica data che conta davvero è quella del 24 giugno, alle 17:00 italiane.</p>
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		<title>Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-11-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da 418 Studio e pubblicato da JanduSoft con tanto di edizione fisica a cura di Tesura Games, Detective Collection Vol. II è una raccolta di tre titoli facente parte della saga Detective a sua volta oggetto di già una collection. In questo caso, il pacchetto include: Detective &#8211; The Test, Detective &#8211; Scene Crime [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>418 Studio</strong> e pubblicato da JanduSoft con tanto di edizione fisica a cura di Tesura Games, Detective Collection Vol. II è una raccolta di tre titoli facente parte della saga Detective a sua volta oggetto di già una collection. In questo caso, il pacchetto include: <a href="https://www.icrewplay.com/detective-the-test-il-giallo-piu-breve-di-sempre/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Detective &#8211; The Test</a>, Detective &#8211; Scene Crime e Detective &#8211; Rainy Night. Si tratta di avventure narrative in prima persona 3D a stampo prevalentemente investigativo. Noi abbiamo vissuto tutte queste avventure su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Detective Collection Vol. 2 - Announcement Trailer 2026" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/C_z5ymkcaLk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Detective Collection Vol. II un anonimo detective per tanti casi da risolvere</h2>



<p>Prima di affrontare la narrazione dei titoli che compongono la Detective Collection Vol. II è bene analizzarne il contenuto. Come detto, Detective Collection Vol. II contiene ben tre titoli tutti precedentemente pubblicati come singola opera. Si tratta di titoli pubblicati tutti <strong>nel corso del 2025</strong> sia su Steam che per console e poi raccolte in questa nuova collection che, per inciso, non aggiunge assolutamente nulla. Non c’è alcun ritocco alla grafica o al gameplay e non è presente alcuna modalità extra. In parole povere, chi ha già giocato i titoli singolarmente, non ha motivo per acquistare questa collection.</p>



<p>Tutti gli altri, invece, troveranno un prodotto decisamente più economico e soprattutto, nel suo piccolo, più longevo. Come vedremo, infatti, uno dei problemi principali della saga è proprio la longevità di ogni singolo gioco, davvero molto, troppo, bassa. Entrando però nel dettaglio, iniziamo a sbirciare la trama del primo dei tre titoli della Detective Collection Vol. II: <strong>Detective &#8211; The test</strong>. Si tratta del capitolo meno intrigante e interessante del lotto, oltre che il più breve e semplice in assoluto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Detective-Collection-Vol.-II-1024x576.jpg" alt="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559898" title="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Sono solo tre casi ambientati uno in una casa, uno in una sorta di campeggio per roulotte e uno in un’anonima caffetteria. Noi vestiamo i panni di un anonimo detective che deve trovare le risposte a determinate domande. Ogni singolo caso, infatti, ha dei quesiti che richiedono una risposta e per farlo dovremo analizzare l’ambiente e collegare gli eventi basandoci unicamente su indizi e intuito. Lo diciamo subito, nessuno dei tre casi colpisce per originalità o complessità risultando, anzi, decisamente <strong>banali </strong>e dimenticabili.</p>



<p>Il secondo capitolo del lotto è <strong>Detective &#8211; Scene Crime</strong> che segue fedelmente il modello di Detective &#8211; The test aumentando però i casi che da tre diventano cinque e provando a complicare la situazione, aumentando e variando il numero e la tipologia di domande a cui trovare risposte. Anche i casi risultano leggermente più complessi e maturi con storie di vendetta, false piste e profili di sospettati abbastanza ingannevoli. Ma, anche in questo caso, nessuna storia colpisce realmente nel segno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Detective-Collection-Vol.-II-4567-1024x576.jpg" alt="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559893" title="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>L’ultimo titolo di Detective Collection Vol. II è <strong>Detective &#8211; Rainy Night</strong> che cambia le carte in tavola e si dimostra quello che, nonostante evidenti limiti che analizzeremo poi, ne esce meglio. Prima di tutto, non siamo più un detective ma un agente di polizia. Inoltre, la storia non va costruita ma è in evoluzione e noi la viviamo insieme ad altri personaggi non giocanti. A differenza degli altri titoli, infatti, qui possiamo interagire con altri personaggi e no, non ci muoviamo in ambienti vuoti e desolati. Inoltre, c’è una vera e propria trama da seguire con tanto di risvolti horror e abbastanza “gore” nonostante i limiti tecnici… ma sì, ci saranno smembramenti vari.</p>



<p>Rainy Night si basa su <strong>leggende folkloristiche</strong> e riesce a intrigare con la sua narrazione suddivisa in cinque capitoli lineari. Una storia non certo memorabile ma decisamente più coinvolgente rispetto ai singoli casi proposti negli altri due titoli Detective. Inutile dire che, il catalogo delle avventure narrative in prima persona 3D hanno proposte decisamente più intriganti ed evolute che vanno ad oscurare quasi completamente le storie proposte da Detective che, ahi noi, viene ulteriormente danneggiato da un gameplay non proprio all’altezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Detective-Collection-Vol.-II-5467-1024x576.jpg" alt="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559894" title="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay che non convince</h2>



<p>Detective Collection Vol. II è una serie di <strong>avventure di stampo narrativo e investigativo</strong> in prima persona 3D. In The test e Scene Crime dovremo girovagare per luoghi spesso molto piccoli e chiusi alla ricerca di elementi con cui interagire. E già iniziano i primi problemi… Per comprendere con cosa poter interagire dovremo basarci su un piccolo puntatore dal centro “vuoto” che diventa completamente bianco in caso di possibile interazione. Fatto ciò, l’oggetto viene raccolto e noi potremo inutilmente ruotarlo o leggerne il contenuto.</p>



<p><strong>L’obiettivo</strong>, come anticipato, è rispondere correttamente a una serie di domande per poi ottenere una valutazione finale. Per rispondere, dovremo osservare l’ambiente, individuare gli indizi, studiarli e unire i pezzi. Tutto intrigante su carta ma viene di fatto annullato dalla possibilità di indovinare letteralmente a caso. Il gioco, infatti, non ha game over e come una sorta di test “online” fornisce il numero di risposte esatte e sbagliate anche se non specifica quali lo siano. Essendo poche le domande, viene da sé che l’indagine può semplificarsi di molto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Detective-Collection-Vol.-II-6547-1024x576.jpg" alt="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559895" title="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>The test è il più semplice tra i due mentre Scene Crime azzarda una sorta di identificazione di livello di <strong>difficoltà </strong>per i suoi scenari anche se spesso quelli a difficoltà media sono risultati più semplici di quelli a difficoltà facile. In ogni caso, l’idea di fondo è buona ma il suo sviluppo non convince. Inoltre l’assenza di un inventario costringe a memorizzare elementi o a prendere appunti, cosa che in effetti il gioco consiglia di fare. L’idea, ancora una volta è carina ma il gioco non ha una complessità tale da dover prendere appunti, considerando quanto sono piccole le aree da gioco. Inoltre, l’interazione in generale con gli ambienti è quasi zero, salvo armadietti ovunque da aprire inutilmente…</p>



<p>E parlando di interazione, questa in<strong> Rainy Night</strong> è ancora inferiore. Il titolo, infatti, si basa quasi esclusivamente sulla narrazione e le richieste “interattive” saranno molto limitate. Banalmente ci viene chiesto di parlare con determinati personaggi, andare in un posto, cucinare qualcosa e sì, c’è anche un momento in cui dovremo rispondere a delle domande esattamente come negli altri giochi e sì, anche in questo caso non è nulla di realmente complesso. A cambiare, come detto, è la struttura del gioco: un unico ambiente ma diviso in capitoli con una narrazione da vivere in prima persona e con una piccola parantesi soft horror che è abbastanza carina nel suo complesso. </p>



<p>Purtroppo, il gioco è palesemente realizzato per PC e l’idea di dover destreggiarsi col cursore per chiudere i menù rallenta un’esperienza di gioco già di suo non proprio velocissima. Il che, paradossalmente, regala secondi preziosi a una <strong>longevità generale davvero troppo bassa</strong>. Ogni titolo può essere completato in poche ore se non di meno, se si decide di tirare a caso. Un peccato perché le idee interessanti ci sono e la saga ha del potenziale per crescere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Detective-Collection-Vol.-II-547-1024x576.jpg" alt="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559896" title="Detective Collection Vol. II, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Detective Collection Vol. II non spicca quasi in nulla. Se è apprezzabile la varietà di scenari, questi risultano spesso vuoti, anonimi e poveri di dettaglio. Molti elementi sono riciclati da titolo a titolo mentre i modelli dei personaggi risultano vecchi di generazioni con animazioni poco convincenti. Il sistema di ombre e luci, soprattutto in Rainy Night funziona discretamente bene mentre l’interfaccia generale, incluso il sistema per rispondere alle domande, non convince ed è anche abbastanza legnoso col pad.</p>



<p>Da segnalare anche bug di diversa natura, da compenetrazioni poligonali a porte attraversabili anche se sono chiuse… in Rainy Night ci è capitato di seguire un personaggio in una stanza che non dovevamo visitare per poi finire  in un vuoto buio che ci ha teletrasportati a inizio paragrafo. Situazioni sporadiche e particolari che comunque confermano un impianto tecnico abbastanza grezzo e sottotono. Il <strong>sonoro </strong>è molto timido, spesso assente come è assente il doppiaggio che, soprattutto in Rainy Night, avrebbe giovato non poco a dare voce ai personaggi e ad arricchire l’atmosfera. Infine, Detective Collection Vol. II ha i <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> ma questi risultano in parte incoerenti e in alcuni casi vanno reimpostati manualmente dal menù iniziale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-10-06-1500/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Dustwind Studios in sinergia con Z-Software, Dustwind: Resistance è un gioco strategico in tempo reale 3D con visuale dall’alto che si inserisce nel filone sempre più in voga del post-apocalittico. Noi siamo diventati parte della coraggiosa ribellione su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a una nuova odissea [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Dustwind Studios</strong> in sinergia con Z-Software, Dustwind: Resistance è un gioco strategico in tempo reale 3D con visuale dall’alto che si inserisce nel filone sempre più in voga del post-apocalittico. Noi siamo diventati parte della coraggiosa ribellione su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a una nuova odissea senza esclusione di colpi?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Dustwind: Resistance Story Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/TEM0lPnwhhQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dustwind: Resistance di guerra, vendetta e sopravvivenza</h2>



<p>Prima di entrare nel vivo della storia, va chiarito che Dustwind: Resistance si inserisce all’interno della saga iniziata con <strong>Dustwind: The Last Resort</strong>, pubblicato nel 2021 e sempre firmato da Z-Software. Questo capitolo funziona come seguito, ma riesce comunque a essere accessibile anche per chi non conosce il primo episodio, offrendo un’avventura per <strong>giocatore singolo </strong>lineare e autoconclusiva.</p>



<p>Nel gioco vestiamo i panni di <strong>Jake</strong>, un contadino che vive una quotidianità semplice insieme al padre, al suo cane e alla piccola comunità locale. Un’esistenza non molto serena in quanto già segnata da un mondo distopico, popolato da mutanti e creature pericolose, dove anche chi coltiva la terra deve saper usare le armi. La situazione precipita quando dei predoni assaltano la fattoria, distruggendo tutto ciò a cui Jake tiene.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/07/d-1024x576.jpg" alt="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-543336" title="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>A peggiorare ancor più le cose, c’è il capo dei banditi, un autoproclamato “<strong>Signore della Guerra</strong>”, che decide di risparmiare Jake, giudicandolo assolutamente insignificante. Una scelta che non fa altro che alimentare nel nostro protagonista un forte desiderio di vendetta. Inizia così un viaggio insieme al cane Diesel, tra le macerie di una vita spezzata, sulle tracce di chi ha distrutto tutto, in un mondo sempre più crudele e marcescente.</p>



<p>La <strong>trama</strong>, pur senza grandi innovazioni, riesce a intrattenere grazie a sviluppi prevedibili ma comunque efficaci. Meno convincenti le interazioni con gli altri personaggi, limitate e poco incisive, così come un’estetica generale che fatica a rendere il mondo davvero coinvolgente. Insomma, tanto potenziale che non riesce a offrire il meglio di sé nonostante un livello di scrittura complessivo comunque interessante. Anche la lore del gioco non è male ma bisogna scendere ad accordi col gameplay. Bando quindi alle ciance e andiamo subito a vedere come si gioca Dustwind: Resistance.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/07/dd-1024x576.jpg" alt="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-543335" title="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un sistema tattico con più di qualche limite</h2>



<p>Dustwind: Resistance è uno<strong> strategico in tempo reale in terza persona 3D</strong> con possibilità di mettere in pausa l’azione a nostro piacimento. Non ci sono turni: tutto accade simultaneamente su schermo, mentre il giocatore può impartire ordini ai compagni, la cui intelligenza artificiale non sempre si dimostra all’altezza. Nonostante ciò, rimane comunque importante saper gestire il team, l&#8217;equipaggiamento e le armi, oltre a studiare a dovere le ambientazioni in cui ci muoveremo e, soprattutto, le caratteristiche dei nemici che ci pareranno davanti.</p>



<p>Purtroppo, le <strong>difficoltà </strong>del titolo emergono abbastanza presto: il fuoco amico attivo, l’elevato numero di nemici e un livello di sfida piuttosto severo rendono l’esperienza spesso <strong>frustrante </strong>e poco adatta ai neofiti. A questo si aggiunge <strong>un’interfaccia </strong>poco intuitiva e un sistema di comandi chiaramente pensato per mouse e tastiera, adattato al controller con risultati non sempre efficaci e immediati. Questo dona vita a sessioni non proprio armoniose e che richiedono una certa praticità e pazienza per essere padroneggiate a dovere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/07/ddd-1024x576.jpg" alt="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-543334" title="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Un elemento particolarmente problematico è la <strong>percentuale di successo degli attacchi</strong>. Anche con probabilità molto alte, capita frequentemente di fallire colpi importanti, compromettendo strategie e portando a situazioni impreviste e penalizzanti. Questo rende il sistema poco affidabile nel lungo periodo e decisamente sfiancante. In poche parole, si rischia di abbandonare il gioco prima del tempo ed è un peccato considerando che non mancano aspetti interessanti: le missioni offrono una buona varietà, alternando scontri diretti a sezioni vagamente più stealth. </p>



<p>È possibile <strong>potenziare </strong>i personaggi, utilizzare trappole, diverse armi e anche mirare a specifiche parti del corpo dei nemici, in modo simile a quanto visto in Fallout. Un mix quindi di elementi intriganti ma che non riescono a esprimere il massimo del loro potenziale. Un ulteriore problema è il fatto che Dustwind: Resistance va a inserirsi in un <a href="https://www.icrewplay.com/giochi-di-strategia-unintroduzione-parte-1/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">catalogo </a>di titoli non proprio vastisissimo ma che contiene diverse presenze di un certo livello e che offrono livelli di strategia decisamente più stratificati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/07/ddddd-1024x576.jpg" alt="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-543332" title="Dustwind: Resistance, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Comparto tecnico e audio sottotono</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, il gioco mostra diversi limiti abbastanza evidenti. I modelli poligonali risultano datati e poco dettagliati, e l’impatto visivo generale appare piuttosto anonimo. Si salvano gli artwork bidimensionali dei personaggi, un’illuminazione discreta e qualche buona idea nel level design, ma nel complesso l’esperienza visiva resta piatta e abbastanza dimenticabile. Da segnalare anche qualche sporadico rallentamento.</p>



<p>Anche le animazioni non brillano, mentre l’assenza di doppiaggio contribuisce a rendere i personaggi poco espressivi. Il comparto <strong>sonoro </strong>è essenziale: effetti sporadici e momenti di silenzio si alternano senza particolare incisività. La colonna sonora accompagna senza disturbare, ma fatica a lasciare il segno. Infine, è presente la <strong>localizzazione in italiano</strong>, seppur con qualche imperfezione. Una presenza sinceramente gradita e che aiuta non poco a comprendere e vivere al meglio la storia di Jake e amici. </p>
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		<title>Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-09-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Leap Studio e pubblicato da 4Divinity, Realm of Ink è un gioco d’azione roguelike in 2.5D con visuale isometrica fissa che spicca per atmosfera e stile grafico, oltre che per il folklore e diversi effetti speciali che lo avvicinano, con le dovute differenze, ad alcuni capisaldi del genere. Noi abbiamo vissuto questa nuova [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da Leap Studio e pubblicato da <strong>4Divinity</strong>, Realm of Ink è un gioco d’azione roguelike in 2.5D con visuale isometrica fissa che spicca per atmosfera e stile grafico, oltre che per il folklore e diversi effetti speciali che lo avvicinano, con le dovute differenze, ad alcuni capisaldi del genere. Noi abbiamo vissuto questa nuova e <strong>folkloristica </strong>avventura su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a>. Pronto a scoprire il nostro parere?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Realm of Ink - Launch Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/afyMZyirP2c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Realm of Ink e la ricerca del Demone Volpe</h2>



<p>Inutile girare in tondo e, prima di affrontare l’elemento narrativo, è bene parlarne subito. Sì, Realm of Ink ricorda vagamente <a href="https://www.icrewplay.com/hades-recensione-di-un-roguelite-infernale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hades</a>. Ebbene, nonostante un aspetto comunque presente e derivativo, il titolo oggi in analisi riesce ad avere una sua identità, tanto stilistica quando nel gameplay e lo vedremo nel paragrafo dedicato. Focalizzandoci sulla <strong>narrazione</strong>, invece, la protagonista delle vicende di Realm of Ink è una spadaccina di nome <strong>Red </strong>che si muove all’interno di un mondo stravagante e che è anche l’elemento più identitario dell’opera trattandosi, di fatto, di un vero e proprio libro.</p>



<p>Ed è proprio dal <strong>Regno d’Inchiostro</strong> che la nostra protagonista vuole evadere, dando vita a una breve odissea che la vedrà affrontare quattro boss in quattro biomi differenti. Il tutto, benedetta dal povere della Volpe, un’entità che la rende immortale garantendoci, di fatto, il ritorno in vita a ogni game over. Letteralmente, un’enorme testa di volpe ci sputa all’interno di quello che è il nostro hub iniziale, sede tra l’altro delle più interessanti chiacchierate dell’intero gioco. Da bravo <strong>roguelite</strong>, presenta una narrazione da costruire, molto frammentata e non proprio esaustiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Realm-of-Ink-recensione-1024x576.jpg" alt="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559625" title="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>A essere del tutto onesti, non è la <strong>trama </strong>il motivo per cui darai vita a viaggi su viaggi ma è il gameplay il vero motore trainante dell’esperienza, nonostante qualche inciampo di cui tener conto e che esamineremo a breve. Tornando alla narrazione, se il canovaccio iniziale non cattura l’interesse come dovrebbe, a farlo lo sono i personaggi e le loro storie. Il cast è vario, diverso e originale, ben doppiato, quando il doppiaggio è presente, e con storie tutte da scoprire gradualmente.</p>



<p>Non per niente, nell’<strong>hub centrale</strong> troverai uno studioso che funge da glossario con approfondimenti su biomi, nemici, strumenti, armi e i personaggi stessi. Questi ultimi, inclusi i boss che affronteremo, hanno più pagine di storie da svelare man mano, <strong>di run in run</strong>, in un procedimento noto ai fan del genere e che saprà comunque intrigare, mixando bene il <strong>folklore </strong>di riferimento. Peccato però che sia tutto in inglese, con la <strong>totale assenza della lingua italiana</strong>, ostacolo di cui tener conto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Realm-of-Ink-recensione-476-1024x576.jpg" alt="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559624" title="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un roguelite molto personalizzabile</h2>



<p>Realm of Ink è un<strong> action adventure in 2.5D</strong> con visuale isometrica identificabile come roguelite e che, come detto, prende palese ispirazione da Hades. Il gameplay stesso lo richiama sia nella sua struttura procedurale sia in alcune armi e personalizzabili. Eppure Realm of Ink prova una sua strada grazie alla presenza dei pets. Si tratta di <strong>una sorta di mini-Pokémon</strong> che è un compagno reale, attivo, partecipe. Questo significa che combatte con noi e funge anche da supporto. </p>



<p>Inoltre, il nostro pet cambia e <strong>si evolve in base al nostro equipaggiamento</strong>, nello specifico alle rune che andremo a indossare. Tali rune, per un massimo di due, liberamente scambiabili e potenziabili, sono legate a specifici elementi e non sono altro che abilità speciali a ricarica automatica. Inutile dire che sono essenziali nella nostra build visto che, appunto, andranno a mutare sia le nostre mosse che quelle del nostro fidato pet con effetti scenici davvero devastanti in alcuni casi. Senza contare che c’è una buonissima varietà di abilità da quelle ad azione dirette ad altre più strategiche e ad area.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Realm-of-Ink-recensione-658968-1024x576.jpg" alt="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559622" title="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Tutto ciò, si somma ai nostri attacchi semplici e pesanti, quest’ultimi più lenti e che ci espongono a danni maggiori, entrambi potenziabili con upgrade legati alle <strong>armi</strong>. E non finisce qui, ci sono ulteriori tipologie di equipaggiamento da poter aggiungere e che vanno a potenziare le nostre statistiche, da amuleti fino a particolari elisire. Inutile dire che tutto ciò garantisce una personalizzazione vastissima ma perderemo tutto in caso di game over, salvo due particolari valute: una dedicata ad upgrade permanenti di Red e l’altra per potenziare permanentemente il nostro pet.</p>



<p>Questi potenziamenti li potrai effettuare a fine run direttamente nel vasto<strong> hub iniziale</strong>, lì dove suggeriamo calorosamente di spendere tempo per parlare e approfondire le trame coi vari personaggi. Discorso analogo per le zone di “riposo”, due per bioma, che troverai nel corso dell’avventura principale. Qui potrai spendere le valute temporanee, ossia quelle valute che perdi in caso di game over. Le monete puoi usarle per equipaggiamenti o per piatti cucinati che forniscono bonus per un determinato numero di stanze. I frammenti, invece, servono per far salire di livello le proprie rune.</p>



<p>Tutto questo <strong>macro sistema di personalizzazione</strong>, molto intuitivo e appagante da sfruttare, ha però un problema: la difficoltà. A differenza dei suoi congeneri, infatti, Realm of Ink risulta molto facile anche a livelli di difficoltà elevati. Salvo alcune boss fight, infatti, ti ritroverai a essere così forte da eliminare gran parte dei nemici in pochi secondi. Questo garantisce l’accesso anche a chi non è pratico del genere ma i veterani potrebbero storcere il naso e vedersi costretti a limitare manualmente le proprie build onde evitare di diventare quasi immortali. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Realm-of-Ink-recensione-576879-1024x576.jpg" alt="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559619" title="Realm of Ink, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Realm of Ink ha stile ed è innegabile. Le animazioni fluide e il particolare stile, visibile soprattutto negli artwork in 2D dei personaggi, colpisce e funziona. Anche i biomi, seppur pochi numericamente, sono abbastanza ispirati. Peccato che non funziona tutto tecnicamente parlando. Le cut scene, dalla durata molto breve, risultano spesso terribilmente sgranate e lente mentre a ogni passaggio di stanza ci ritroviamo il nostro personaggio inspiegabilmente fermo per pochi secondi con tanto di nemici che si avvicinano a noi… immobili. </p>



<p>Si tratta di piccolezze a cui confidiamo venga applicata una patch quanto prima per poter godere al meglio dell’esperienza di gioco. Il <strong>sonoro </strong>è di buon livello, ben doppiato anche se non completamente e con tracce musicali interessanti… quando non s’interrompono. Nell’hub centrale, infatti, capita di rimanere spesso in silenzio perché la traccia di sottofondo si tronca improvvisamente. Anche qui, nulla di gravissimo ma confidiamo in una patch. Da segnalare anche qualche sporadico rallentamento, soprattutto in modalità portatile.</p>
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