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Recensioni

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Un'avventura opprimente, angosciante e assolutamente da provare!

Fabio Sessa 1 minuto fa Commenta! 13
 
8.5
Pathologic 3

Parliamo di Pathologic 3, un incubo a occhi aperti dove la razionalità scientifica viene costantemente derisa da un mondo ostile e incomprensibile. Ci troviamo di fronte a un videogioco che mescola il genere del survival psicologico con l’avventura narrativa investigativa e forti elementi GDR. Sviluppato dallo studio indipendente Ice-Pick Lodge e pubblicato da HypeTrain Digital, il titolo è disponibile per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Noi abbiamo avuto modo di provarlo su Steam e oggi siamo qui per parlarvene.

Contenuti
Pathologic 3: una cittadina strana e un’epidemia mortalePathologic 3 e il suo gameplay opprimente e spietatoUn comparto tecnico ben realizzato

Un titolo unico e ben realizzato che fa dell’oppressione, della gestione minuziosa delle risorse mentali e di un’atmosfera costantemente tesa i suoi pilastri fondamentali. Pathologic 3 è un’esperienza ludica pensata per chi cerca sfide fuori dagli schemi, dove ogni meccanica è studiata per calare chi gioca nei panni di un uomo intrappolato in un mondo ostile e governato da regole del tutto estranee alla logica comune.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Pathologic 3: una cittadina strana e un’epidemia mortale

In Pathologic 3 vestirai i panni di Daniil Dankovsky. Daniil è un borghese della capitale, un medico laureato, uno scienziato brillante e profondamente materialista, giunto nella remota Città sul Gorkhon con uno scopo apparentemente folle: trovare un fantomatico “uomo immortale”. E anche la città è altrettanto folle, alienante e governata non dalla scienza e dalla ragione ma da credenze popolari grottesche: i bambini venerano i treni come giganteschi corpi meccanici di cui cercano il “cuore”, sciamane seminude danzano in onore di Boddho (l’inquietante personificazione della natura), e colossali umanoidi chiamati “vermi” si aggirano nel sottosuolo.

Ma la ricerca di Daniil viene bruscamente stravolta da un evento catastrofico: la città viene improvvisamente colpita da una mortale epidemia, un morbo letale che si manifesta fisicamente come un miasma nero e inizia a decimare rapidamente gli abitanti. Invece di poter proseguire i suoi studi indisturbato, il dottore si ritrova intrappolato in una brutale quarantena, costretto ad affrontare una malattia che sembra sfidare ogni legge scientifica. È a questo punto che emerge la vera originalità della trama di Pathologic 3: non vivrai questi drammatici eventi seguendo una linea temporale classica, ma salterai avanti e indietro nel tempo mentre ricorderai il tutto durante un brutale interrogatorio.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Nel presente, infatti, l’epidemia è già avvenuta e Daniil è rinchiuso in un ufficio, torchiato da un giudice che sta valutando il suo operato per decidere se chiudere “Thanatica”, il suo controverso laboratorio nella capitale che mira a sconfiggere la morte. Durante i giorni del contagio, Daniil non cercava una cura per puro altruismo, ma vedeva il disastro come un’opportunità: debellare il morbo era l’impresa scientifica che gli serviva per riabilitare la propria reputazione e salvare il suo laboratorio.

Ora, messo alle strette nel presente dalle accuse del giudice, il dottore si rivela un narratore inaffidabile. Giocando i suoi ricordi, la trama si fa caotica e affascinante: la verità oggettiva di ciò che è avvenuto si piega al disperato bisogno di Daniil di nascondere i propri fallimenti e giustificare i metodi spietati usati per sopravvivere. Quindi ciò che ti ritroverai a giocare non saranno gli avvenimenti reali, ma ciò che Daniil sta provando a raccontare al giudice per salvare il suo laboratorio.

Questo continuo saltare avanti e indietro nel tempo è sicuramente un punto a favore per Pathologic 3 in quanto a originalità, ma bisogna anche precisare che spesso genera non poca confusione. Per alcuni giocatori potrebbe anche risultare frustrante, in quanto le spiegazioni sono risicate e molto deve essere interpretato.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Pathologic 3 e il suo gameplay opprimente e spietato

Se la trama affascina, è nel gameplay che Pathologic 3 rivela la sua natura più profonda e complessa. Dovrai lottare per non impazzire. Daniil è un borghese in salute e, per ragioni misteriose, fisicamente immune agli effetti letali dell’epidemia. Il miasma non ucciderà il suo corpo, ma disintegrerà la sua psiche. Il cuore pulsante dell’intero gameplay è la gestione del pendolo psicologico, una barra della stabilità mentale che oscilla costantemente verso due estremi: la depressione e la paranoia.

Questa meccanica originale di Pathologic 3 cambia completamente lo stile di gioco. Se l’indicatore scivola verso la depressione, Daniil perde la motivazione vitale. I suoi movimenti si fanno letargici, estenuanti, l’interfaccia si appesantisce e la sua mente viene invasa da pensieri intrusivi oscuri, macabri e che lo rimandano al suicidio. Se al contrario l’ago pende verso la paranoia, il dottore viene colto da una frenesia innaturale. Si muove a velocità doppia, ma al costo di una tachicardia che drena costantemente la salute fisica.

Peggio ancora, la paranoia sabota i dialoghi: durante il gioco infatti sarai chiamato a interagire con tanti personaggi e le scelte che prenderai durante il dialogo influenzeranno la tua avventura. Ma se il pendolo sarà sulla paranoia, Daniil diventerà aggressivo: sarai costretto a chiudere le conversazioni bruscamente e ti perderai delle preziose opzioni di dialogo con i NPC.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Per bilanciare una delle due condizioni in questione, dovrai compiere azioni specifiche: per sfogare la paranoia dovrai prendere a calci i cassonetti o pompare acqua dalle fontane manuali. Per curare la depressione dovrai cercare piccoli momenti di gioia, dondolandoti su un’altalena o fermandoti a leggere i manifesti teatrali sparsi per i vicoli.

Potrai però anche fare uso di qualche psicofarmaco e non solo. Bada bene però perché qui arriva un altra meccanica interessante di Pathologic 3: non esistono i soldi. Le medicine, le polveri e i calmanti si ottengono quasi esclusivamente attraverso una fitta rete di baratto gestita dai bambini. Dovrete raccogliere noci, biglie, ami da pesca e altre cianfrusaglie per scambiarle con i piccoli abitanti in cambio di farmaci capaci di stabilizzare il vostro cervello.

Non dimentichiamo comunque che vestirai i panni di un medico e nel gameplay di Pathologic 3 ti ritroverai di fatto a visitare pazienti e indagare. Non sarai guidato da una serie di missioni sequenziali in stile lista della spesa. In Pathologic 3 tutto viene gestito da una mappa mentale, un vero e proprio reticolo visivo che rappresenta il cervello analitico del protagonista. Ogni volta che parlerai con un abitante, assisterai a un evento anomalo o scoprirai un indizio, si creerà un nuovo “nodo di pensiero” in questa mappa. Sta a te incrociare e collegare logicamente questi frammenti per elaborare teorie, sbloccare nuove opzioni di dialogo e capire in che direzione muoverti per l’indagine. Avrai parecchia libertà.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

Questa mappa si intreccia indissolubilmente con la complessa meccanica di visita dei pazienti. Quando entrerai in una casa infestata per visitare un malato, non avrai una pozione magica generica in grado di curarlo all’istante. Il gioco ti chiede di fare il medico sul serio: dovrai esaminare il paziente per individuare segni esteriori del morbo, ascoltare i suoi deliri e raccogliere meticolosamente l’elenco dei sintomi (come macchie cutanee, problemi respiratori o battito irregolare).

Tutti questi sintomi finiscono nella mappa mentale, dove dovrai analizzarli per formulare una vera e propria diagnosi. Solo azzeccando la natura esatta del malanno potrai decidere quali farmaci somministrare. E qui entra in gioco la vera crudeltà di Pathologic 3: le medicine scarseggiano disperatamente e non potrai salvare tutti.

La mappa mentale ti obbligherà a prendere decisioni difficili. Hai un solo antibiotico potente: lo usi su un paziente ormai in fase terminale per alleviare le sue sofferenze, oppure lo conservi per chi ha reali speranze di salvezza? E se la mappa mentale ti suggerisse che un paziente sta mentendo sui propri sintomi solo per scroccare farmaci da barattare per strada? Insomma, sarai sempre messo alla prova e spesso trovare la soluzione migliore non è immediato.

Pathologic 3: la nostra recensione (Steam)

In Pathologic 3 dovrai inoltre anche dedicarti a un po’ di sana esplorazione dei quartieri infetti della città. Avrai a dispositizione un emettitore di onde sonore ricaricabile. Questo strumento tecnologico è l’unica difesa che avrai contro il miasma. Utilizzandolo, potrai disperdere temporaneamente i fumi neri e aprire un varco, salvandoti dai debuff fastidiosi. Dovrai imparare a gestire la carica dell’emettitore, accendere falò purificatori e muoverti con tempismo per sopravvivere e proseguire.

Infine, in Pathologic 3 avrai modo di uccidere ma non dovrai farlo. La città ha le sue regole, l’ordine pubblico esiste e uccidere qualcuno è un evento traumatico e pesantemente sanzionato. Pathologic 3 ti fornisce un’arma da fuoco, ma ti prega di non usarla. Le armi sono pesanti, i proiettili sono oggetti di lusso venduti singolarmente, e ricaricare il tamburo del revolver richiede tempi lunghissimi e realistici.

Se ti capiterà in vicoli oscuri e pieni di criminalità, dovrai puntare sull’intimidazione psicologica se non vorrai lasciarci le penne: se sei accerchiato potrai estrarre l’arma e puntarla, sperando che i nemici se ne vadano prima di accorgersi che il tamburo è completamente vuoto. Se possiedi per qualche miracolo un proiettile, potrai sparare un colpo in aria che spesso mette in fuga i criminali meno convinti. Sparare per uccidere (magari mirando alle gambe) è l’ultima, disperata opzione, vista nel gioco come un totale fallimento.

Pathologic 3

Un comparto tecnico ben realizzato

Parlando da un punto di vista tecnico, Pathologic 3 è bello pesante. Non è sicuramente ingestibile e abbassando la qualità grafica e disattivando qualche opzione anche un PC dalle prestazioni medie riesce a reggerlo molto bene, ma se desideri giocare invece sfruttando a pieno la grafica pensata dagli sviluppatori, allora avrai bisogno di hardware bello potente. Per quanto riguarda invece bug e glitch ne abbiamo riscontrati davvero pochi e soprattutto nulla che rovini l’esperienza di gioco.

Per quanto riguarda grafica e sonoro non si può criticare praticamente nulla: è stato svolto un lavoro eccezionale nel rendere le atmosfere cupe e opprimenti del titolo. Luci, ombre, il design del miasma, le ambientazioni… tutto è stato studiato nel più minimo dettaglio.

Tuttavia, il vero capolavoro tecnico di Pathologic 3 è il comparto sonoro, che è stato impreziosito da Akira Yamaoka (storico compositore di Silent Hill). L’audio spaziale amplifica la solitudine e il disagio: il respiro di Daniil che si fa pesante e raschiante all’aumentare della paranoia, il fischio assordante dell’emettitore sonoro in contrasto con il rumore del miasma, il brusio incomprensibile dei bambini che parlano a bassa voce nei vicoli, e tanto altro ancora. Ogni suono è stato pensato proprio per generare quell’atmosfera angosciante che ti accompagnerà in tutte le tue ore di gioco.

Unica pecca da segnalare: non è presente la lingua italiana e purtroppo il titolo è ampiamente composto da dialoghi e testi. Avrai bisogno di una buona se non ottima conoscenza dell’inglese per godertelo a pieno, o rischierai di fare fatica e non riuscire a seguire la trama.

Scopri tutto su Pathologic 3
Pathologic 3
8.5
Gameplay 9
Longevità 7.5
Grafica 8
Sonoro 9
Trama 9
Aspetti positivi Trama intrigante e unica, dalla struttura innovativa Gameplay originale con meccaniche innovative Atmosfere angoscianti davvero sensazionali Un comparto sonoro eccelso
Aspetti negativi I salti temporali speso creano confusione Manca la lingua italiana Questo gameplay opprimente potrebbe non essere adatto a tutti
Considerazioni finali
Pathologic 3 è un titolo davvero ben riuscito, originale sotto moltissimi punti di vista e in grado di stupire. Si presenta come una sorta di horror psicologico che ti metterà alle strette e ti circonderà con un'atmosfera angosciante e oscura. Il gameplay è unico e particolare, con meccaniche davvero interessanti che rendono anche lo stile di gioco opprimente. Chiaramente non è un titolo adatto a tutti: prima di prenderlo bisogna sapere a cosa si sta andando incontro, in quanto potrebbe anche risultare frustrante per i continui salti temporali e noioso se si cerca qualcosa che punta solo a far divertire.

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