Sviluppato da New Beings e pubblicato da New Beings in sinergia con better. publishing e Comma 49, Order Automatica è un roguelite fortemente tattico con un combattimento che si può anche automatizzare, dove l’attenzione è tutta incentrata sull’utilizzo strategico della griglia rituale e dei propri personaggi da schierare. Un titolo solo apparentemente semplice ma che regala diverse e gradite sorprese. Noi lo abbiamo testato su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Order Automatica e un rituale da completare
Order Automatica è un titolo che, senza troppi giri di parole, focalizza tutte le sue energie sul gameplay. è quella la vera anima del titolo e il sinteticissimo menù iniziale ne è la conferma. Eppure, non manca un filo sottitle di narrazione che riguarda il “luogo”, o meglio, la griglia in cui si svolge tutta la partita. Meglio ancora, è la partita stessa che diventa parte integrante della narrazione. Questo perché stiamo effettivamente eseguendo un rituale in una sorta di gioco simile allo scacchi.
In poche parole, come gli stessi sviluppatori hanno azzardato nella descrizione per presentare il titolo: è come giocare a scacchi con i demoni. Sì, mettendo però in gioco la nostra vita e soprattutto la sanità mentale. Questo perché l’avatar di cui vestiremo i panni, sfida dopo sfida, man mano che otterremo vittorie, si abbandonerà in fugaci pensieri e brevi riassunti in pagine di diario in cui abbozzerà anche dei disegni.
Ecco, questa è l’unico senso di progressione narrativa offerto da Order Automatica. è abbastanza poco ma ammettiamo che funziona e si sposa comunque bene con la gravità del rituale stesso e la sua ambientazione abbastanza sopra le righe. nulla quindi di memorabile ma un accompagnamento idoneo e fugace. Detto ciò, è tempo di dare un’occhiata approfondita alla vera anima del gioco: il suo gameplay.

Un roguelite che saprà farti impazzire
Order Automatica è un roguelite tattico in 2D single player che richiede una serie di strategie per ogni singola mossa che andrai a effettuare. Il titolo si focalizza su una griglia rituale 3×3. Una a testa: una tua e una per il tuo avversario. Lo scopo è di eliminare tutte le creature del nemico. Chi perde vedrà una delle sue candele spegnersi. Chi perde tutte le candele, è fuori dal rituale e quindi dal gioco.
Order Automatica è composto da nove sfide più una extra post-game e vede il gioco aumentare gradualmente la sua difficoltà con le ultime sfide davvero fuori di testa e che sapranno minare la tua pazienza, sfiorando il limite della frustrazione. Si inizia però con calma, placidamente, introducendo un gioco solo apparentemente semplice ma richiede in realtà una cura quasi minuziosa mentre si sfida il caso, fautore delle tessere che ci verranno fornite di volta in volta.

Ci sono diverse tessere da posizionare, quelle principali riguardano le creature, esseri dotati di due valori: attacco e difesa. Come lo standard dei giochi simili, si procede a sottrazione ma con accumulo del danno: attacco 2 su difesa 1, vede il difensore sconfitto. Attacco 2 su difesa 3, vede il difensore sopravvivere ma rimane con un solo valore e così via. Inoltre, ogni personaggio ha anche determinate abilità, ognuna attivabile in determinati casi che sia il posizionamento, la morte del personaggio, ecc.
Ad esempio, c’è un mago che una volta morto evoca sul campo dei personaggi pesci. Altri invece a inizio turno attaccano direttamente i nemici sulla griglia avversaria e così via. C’è una varietà notevole che è destinata ad aumentare man mano che andremo avanti con la sfida post-game che vede lo schiudersi completo del mondo di gioco con possibilità fin troppo vaste. Oltre ai personaggi, il cui costo di posizionamento influisce sul massimale che avremo a disposizione per ogni turno, ci sono anche attività parallele.

Una di queste è il “ripescaggio”, ossia rimescolare quanto pescato e sperare in una nuova “mano di gioco”. C’è poi la possibilità di evocare bonus temporanei sul campo. Tutto ciò ha un costo di attività. Discorso analogo per gli oggetti, questi possono essere acquistati ed equipaggiati direttamente ai personaggi sulla nostra griglia, dando vita a bonus e combo anche devastanti. Inoltre, la posizione in griglia dei personaggi influisce sui turni, sulle abilità nemiche e sulla cronologia degli scontri.
Riassumendo, in Order Automatica dovrai badare alla scelta dei personaggi e degli oggetti, ai loro bonus e valori, al posizionamento, al tempismo, agli effetti dei campi siano essi positivi o negativi, ad eventuali maledizioni e a possibili sinergia tra i vari personaggi. Inoltre, se metti vicino tre personaggi vicino, questi si fonderanno in un unico personaggio dello stesso tipo ma più forte. Per quanto riguarda le maledizioni e benedizioni, queste verranno introdotte man mano che andrai avanti nel gioco.

Da metà in circa in poi, in Order Automatica per superare un livello con successo dovrai sconfiggere l’avversario per nove volte di seguito e, da bravo roguelite, se sarai tu a perdere tutte le candele, dovrai ricominciare dall’inizio. Ad aggravare il tutto c’è proprio il sistema di maledizioni e benedizioni che si attivano a inizio partita e a un bonus fornisce anche un malus. Peccato che più andrai avanti, più partirai con malus già attivati ritrovandoti pericolosamente sbilanciato ma non impossibilitato a vincere.
Semplicemente, Order Automatica è un titolo abbastanza difficile, un po’ troppo legato al caos, soprattutto quando non esce la carta necessaria alla fusione, ma anche in grado di fornire un grado di dipendenza discretamente elevato. Insomma, un titolo che o si ama o si odia, considerando che possono nascere potenzialmente partite letteralmente infernali e con fin troppe cose da tenere sotto controllo… consigliamo una prova.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, seppur molto contenuto per location che vede essenzialmente la medesima griglia e il medesimo sfondo, sono da apprezzare le animazioni e l’estetica pixellosa e nostalgica dei vari personaggi. Abbastanza vari, discretamente ben differenziati e molto piacevoli da vedere soprattutto quando vanno ad animare appieno le due griglie ritualistiche.
Il sonoro è semplice e minimalista, nulla di eclatante ma funzionale alla messa in scena con sonorità mai troppo invadenti o ridondanti. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana. L’assenza dei sottotitoli porta a studiare con ancora più attenzione le singole regole e abilità dei vari personaggi per comprendere e pianificare al meglio le proprie mosse.



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