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ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Di pacchi, un gatto e mostri letali

Pasquale Aversano 7 minuti fa Commenta! 8
 
6.9
ORDER 13

Sviluppato da Cybernetic Walrus e pubblicato da Oro Interactive in sinergia con Jandusoft, ORDER 13 è un survival horror in prima persona 3D dal concept molto intrigante e con elementi procedurali ben implementati nella filosofia e con l’obiettivo stesso del titolo. Il tutto, con l’aggiunta di un micio di cui dovremo tener cura con un rudimentale sistema da gestionale, a sua volta parte attiva delle nostre missioni. Ebbene, noi ci siamo occupati dello spettrale magazzino pieno zeppo di oggetti su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione! 

Contenuti
ORDER 13 come trasformare una routine in un’esperienza letaleUn magazziniere pronto a tutto… o quasiGrafica e sonoro

ORDER 13 come trasformare una routine in un’esperienza letale

Uno degli innegabili pregi di ORDER 13 è quello dell’originalità del contesto su cui è stata costruita l’intera esperienza. Essenzialmente si tratta di un simulatore di magazziniere mixato a un survival horror. Ed è proprio l’unione di due elementi poco avvicinabili che crea un cortocircuito che funziona, intriga, cattura e ti spinge innegabilmente a sprofondare nei meandri degli scaffali, da solo, al buio, alla ricerca di spiegazioni e mettendo in gioco la tua stessa vita.

Ma procediamo con ordine. Prima di tutto, noi siamo un magazziniere solitario che dorme letteralmente nel magazzino di un store online mastodontico e che fa il verso proprio ai grandi nomi quotidiani. Parliamo di quegli store dove puoi ordinare letteralmente di tutto e che danno lavoro a migliaia di persone impegnate ore e ore in attività di routine come: la ricerca dell’oggetto, l’impacchettamento, l’inserimento della dovuta ricevuta e la spedizione su nastro trasportatore. Ecco tutte queste attività, in ORDER 13 le dovrai fare tu. Da solo. In un luogo estremamente buio e inquietante.

ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Il titolo, scandito in giornate con obiettivi di guadagni ben precisi, ci vede impegnati nel ricevere l’ordine, con tanto di tesserino identificativo dell’oggetto e codice di sblocco del relativo scompartimento, recuperare manualmente l’oggetto, inserirlo nell’apposito cartone, sigillarlo e poi spedirlo attendendo il doveroso incasso. Un’attività innegabilmente monotona e che intrinsecamente racchiude una critica, neanche troppo velata a dir il vero, al capitalismo più sfrenato. Dobbiamo però fare una precisazione… non siamo soli.

In nostra compagnia, seppur sempre al sicuro con la sua aria svogliata e pigra, abbiamo il nostro micio. Un felino che potremo personalizzare prima di iniziare la partita e di cui dovremo prenderci cura sia dandogli cibo che accarezzandolo. In realtà, il gatto è una sorta di barra temporale che scandisce le nostre spedizioni fuori dal rifugio. Più tempo siamo lontani, più il gatto si sentirà annoiato e solo… fino alla morte e conseguente game over. Questo è un escamotage per rendere le nostre spedizioni esterne ancora più ansiogene e ragionate.

ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Ma non c’è solo il gatto in quel dannato magazzino… oh no. Il colpo di genio di ORDER 13 è quello di inserire una serie di pericoli letali nascosti nelle ombre più buie degli sterminati scaffali straboccanti di oggetti di vario genere. E questa trovata, funziona soprattutto all’inizio. Nelle prime ricerche, infatti, non abbiamo idea di cosa aspettarci e il sonoro, sapientemente studiato, riesce da solo a creare una tensione palpabile che, unita a un’ignoto dilagante, rende il tutto molto teso. E no, non mancano i jump scare.

Il problema, purtroppo, è che nel lungo termine, a carte ormai scoperte, il senso di tensione e ansia scema lasciando spazio a una certa monotonia anche al classico gioco del gatto col topo dove, senza neanche doverlo specificare, noi saremo il topo. Per nostra fortuna e come vedremo a breve, ci sono modi per sopravvivere e portare a termine un’esperienza che, nonostante la sua brevità, conquista per ingegno e atmosfera.

ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Un magazziniere pronto a tutto… o quasi

ORDER 13 è un survival horror fuso a un simulatore di magazziniere in prima persona 3D. Tutto si svolge muovendoci direttamente negli ambienti con tanto di puntatore a schermo con cui interagire sia col pc del nostro magazzino sia con gli elementi intorno a noi. Lo scopo, come detto, è quello di soddisfare al meglio un determinato numero di ordini giornalieri. La valutazione, oltre che all’oggetto idoneo, viene data anche per la sicurezza e il corretto imballaggio del pacco.

Un compito che già dopo tre tentativi ti riuscirà meccanicamente e velocemente. Anche perché, nonostante i numerosi ordini, non muta nel tempo, chiedendoci di effettuare le medesime operazioni ancora e ancora. Quello che cambia, invece, è il tipo di oggetto da recuperare e il percorso da dover affrontare all’interno del tetro magazzino. Come detto, le prime spedizioni sono tesissime… colpa anche della proceduralità di alcuni elementi, sia scenici che sonori.

ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Tutto intorno a noi cambia, muta e a un certo punto troverai elementi e sentirai suoni molto fuori posto. Questo crea ansia e ti porta a velocizzare ancora di più le proprie operazioni di ricerca… tra l’altro scandite dalla barra vitale del gatto che diminuisce gradualmente nel tempo. Col passare del tempo, inoltre, i pericoli inizieranno a prendere forma e ben presto dovrai darti alla fuga, cercando ripari d’emergenza per scampare agli orrori del posto. Inoltre, potrai investire i guadagni per comprare attrezzature e accessori per te e il gatto e rendere così l’esperienza leggermente più “agiata”.

ORDER 13 funziona soprattutto all’inizio, quando i misteri devono essere gradualmente e coraggiosamente affrontati per poi perdere mordente quando ormai la routine diventa prevedibile anche nei suoi jump scare. Il risultato finale è comunque pienamente soddisfacente e incita anche a eseguire più run per scoprire ogni singolo mistero di quel magazzino in cui, sinceramente, nessuno vorrebbe mai lavorare.

ORDER 13, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, ORDER 13 presta il fianco a un’aria abbastanza grezza e non molto in linea coi titoli contemporanei. L’interfaccia è minimal e poteva essere curata decisamente meglio. Il puntatore, molto da PC, richiede una leggera pratica per essere maneggiato al meglio. Positivi, invece, gli effetti di luce e l’atmosfera restituita dal magazzino e dagli orrori che cela in esso. Complessivamente, quindi, nonostante non brilli nei dettagli, riesce a dar vita a un micromondo tetro e ansioggeno.

Il sonoro è tra gli elementi più riusciti, pienamente azzeccato nel contribuire a tenere alta la tensione, destabilizzandoci, provocandoci e confondendoci a ogni passo che andremo a fare nel magazzino. Gioca di silenzi e rumori e lo fa molto bene. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana di cui mancano anche i sottotitoli.

Scopri tutto su Order 13
ORDER 13
6.9
Grafica 6.5
Sonoro 7.5
Longevità 6.5
Gameplay 7
Aspetti positivi Idea originale e intrigante Atmosfera azzeccata Inizio bello teso
Aspetti negativi A lungo andare diventa abbastanza monotono e prevedibile Non dura molto
Considerazioni finali
ORDER 13 è un’esperienza che, soprattutto all’inizio, è in grado di restituire una sana tensione grazie a una fusione di meccaniche originali e intriganti. A lungo andare la situazione perde di mordente e diventa leggermente più monotona ma il risultato finale è comunque positivo. Il magazzino tetro e i suoi orrori saprà lasciare il segno nonostante la sua durata non proprio altissima.

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