Orbital Bullet: anteprima di un promettente roguelite

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Se segui il panorama indie da un pò di tempo, ti sei sicuramente imbattuto nel genere dei roguelike, che ormai è stato riproposto in tutte le salse possibili, spesso con risultati davvero discutibili. Su Steam troviamo un numero immenso di titoli del genere, e la maggior parte di essi sono soltato delle esperienze dimenticabili, sviluppate pigramente e senza nessuna idea valida. Questo non è il caso di Orbital Bullet, che invece ci porta un gameplay solido, divertente e originale.

Nonostante siamo di fronte a un titolo in accesso anticipato, l’esperienza offerta da Orbital Bullet è già rifinita e curata, al punto da poter essere quasi pronto a una pubblicazione vera e propria. Con qualche rifinitura, quindi, varrà la pena entrare in questo loop di morti e rinascite?

Storia? Niente di niente

Orbital Bullet ariva subito al sodo, buttandoci direttamente nel gameplay puro, senza fornire nessun contesto o qualsivoglia forma di trama o di lore sparsa per i livelli. Impersoneremo un generico uomo che si catapulterà su un pianeta alieno partendo dalla sua stazione spaziale, cercando quindi di eliminare più nemici possibile mentre si fa strada in un ambiente ostile.

Tutto qui. Parliamo quindi di un difetto? Assolutamente no, dato che il titolo punta chiaramente sul gameplay e sul loop di morti e rinascite. Una trama sarebbe quindi superflua o secondaria, quindi non se ne sente la mancanza.

Round and round it goes

Il gameplay di Orbital Bullet potrebbe quasi essere riassunto così, dato che la caratteristica più originale del titolo sono le arene particolarissime. Queste sono infatti dei grossi cilindri, composti da una serie di anelli posti uno sopra l’altro. Ognuno di essi è un piano del dungeon, che si aprirà solo dopo aver sconfitto tutti i nemici presenti. Spesso i singoli piani ospiteranno anche dei cerchi concentrici o sopraelevati, rendendo più complessi i combattimenti.

Tutto questo, chiaramente, è inserito nel classico loop tipico del genere: ogni partita inizia da un hub centrale, da cui possiamo potenziare il nostro personaggio, sbloccare equipaggiamento e così via. Da qui si cominciano le run vere e proprie, dov’è possibile raccogliere risorse e progetti, cercando di arrivare più lontano possibile. Infine, dopo l’inevitabile morte, si ritorna all’hub iniziale e si spendono i punti ottenuti per migliorare le nostre chance nelle run successive.

Orbital Bullet: anteprima di un promettente roguelite 1

Questo è possibile grazie a un albero delle abilità davvero ben costruito, che permette di spendere i crediti ottenuti in cambio di abilità davvero utili, che vanno dalla possibilità di curarsi, all’ottenimento di uno scudo, passando per un sistema di combo e dei modi per conservare i crediti ottenuti.

Inoltre, durante le partite è possibile ottenere dei progetti che permettono di sbloccare nuove armi, le quali verranno aggiunte ai ritrovamenti casuali durante le partite. Ma quindi, come funziona una tipica partita?

Dopo esserci preparati nell’hub, veniamo catapultati in un’arena organizzata ad anello, navigabile con uno scorrimento orizzontale a 2.5D. In alcuni casi troveremo anelli concentrici, a cui si può accedere con dei trampolini, o degli anelli sopraelevati. La particolarità del gameplay risiede nella balistica delle armi: ogni proiettile “girerà” le curve dei vari carchi, proseguendo nella sua traiettoria e, potenzialmente, arrivandoci persino alle spalle.

Questo, in soldoni, vuol dire che i proiettili delle armi con la maggiore portata potrebbero persino colpire dei nemici dietro di noi, percorrendo tutto il cerchio fino ad arrivare alla loro posizione. Allo stesso modo, noi saremo costantemente minacciati da entrambi i lati, dato che ogni proiettile o attacco nemico può fare il giro dell’anello.

Gli sviluppatori, poi, hanno introdotto delle armi che sfruttano a dovere questa meccanica, per esempio lanciando proiettili che, tornano indietro, seguendo i nostri spostamenti lungo l’anello.

Menzione d’onore, poi, per i controlli del personaggio, sempre fluidi e veloci. E’ infatti possibile saltare, rotolare – con invincibilità temporanea annessa – e danneggiare i nemici saltandoci sopra. Tutto ciò resta sempre preciso, anche nelle situazioni più concitate, dov’è possibile saltare tra i nemici, i proieittili o i dislivelli dell’arena.

Orbital Bullet: anteprima di un promettente roguelite 2

Uccidendo i vari nemici, si sale sempre di più nel cilindro composto dai vari anelli, fino ad arrivare in cima. Qui è possibile riprendere fiato, acquistare armi, punti vita e potenziamenti. Ogni run, infatti, prone un albero delle abilità staccato da quello della metaprogressione (quello dell’hub, per intenderci), che viene resettato con ogni morte, per poi essere generato casualmente nella partita successiva.

Questo permette di ottenere varie abilità passive, che vanno dai droni, alle bombe, alla riduzione di rinculo. Con ogni livello, poi, possiamo scegliere le succesive linee di potenziamento, che vengono proposte tra varie alternative. E’ quindi possibile creare delle piccole build, magari tenendo conto delle armi equipaggiate.

Orbital Bullet: anteprima di un promettente roguelite 3

Infine, va detto che ogni cilindro nasconde dei segreti staccati da quelli della strada principale, come aree extra, portali dimensionali e così via. Questi luoghi permettono di ottenere crediti, armi o potenziamenti temporanei, ma devono essere esplorati con cura. Di fatto, non sempre conviene combattere un gruppo extra di nemici, dato che i nostri PV sono molto limitati.

Tutto questo ha qualche difetto? Si, anche trattandosi di un accesso anticipato, avremo tempo e modo di vedere un miglioramento. Per adesso, comunque, va segnalata poca varietà nei nemici, che tendono a ripetersi. Essendo il gioco basato sulla ripetizione di un loop di morti e rinascite, avere degli avversari più diversificati renderebbe tutto più interessante nel lungo periodo.

Allo stesso modo, speriamo che il Orbital Bullet riceva un supporto paragonabile a quello di Dead Cells, dove abbiamo visto l’aggiunta di armi, nemici aree mid game e persino meccaniche. Il gioco è solido, interessante e divertente, ma ora sta agli sviluppatori lavorare su queste ottime basi per migliorarle, aggiungendo contenuti, varietà e profondità generale.

2D e mezzo

Orbital Bullet vanta un ottimo comparto tecnico, che sfrutta in maniera davvero ottima la tecnica del 2.5D. Pur essendo a scorrimento orizzontale, gli scenari del gioco sono tridimensionali ed è sempre possibile vedere la parte “dietro” dell’anello, per ragionare su quello che accade. Gli scenari sono una bella combinazione di elementi tridimenzionali e bidimenzionali, con un effett finale davvero bello da vedere. Nel complesso, l’esperienza si mantiene fluida, fatta eccezione per alcuni frangenti, dove abbiamo alcuni cali di FPS.

Il comparto artistico, invece, pecca forse di eccessiva genericità, dato che il tutto sembra semplicemente derivativo dalle classiche opere ambientate nello spazio.

Infine, il comparto sonoro fa il suo lavoro, con musiche adatte e buoni effetti sonori.

Fonte

Orbital Bullet sembra davvero promettente. E tu hai avuto occasione di provarlo o stai pensando di comprarlo dopo aver letto l’anteprima?
Hype

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