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Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Non si scherza con gli Yokai

Pasquale Aversano 3 minuti fa Commenta! 19
 
Nioh 3
8.5
Nioh 3

Sviluppato e pubblicato da Koei Tecmo Games, Nioh 3 è l’atteso terzo capitolo ufficiale di uno dei giochi di ruolo d’azione con elementi da RPG in 3D più attesi dell’anno. Identificabile come uno dei più originali e strutturati soulslike attualmente sul mercato, questo terzo capitolo esordisce con diverse idee intriganti e un’impostazione ancora più matura, forte degli insegnamenti acquisiti coi precedenti due capitoli, entrambi decisamente validi. Consapevoli di ciò, abbiamo affrontato orde di affascinanti yokai, e non solo, su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a nuovi e serratissimi scontri?

Contenuti
Nioh 3 più grande, più maturo, più divertenteDue stili e infinite possibilità di azioneSamurai e ninja insiemeE gli elementi da tener d’occhio non finiscono qui…Grafica e sonoroTi potrebbe interessare

Nioh 3 più grande, più maturo, più divertente

Nioh 3 non è solo un’evoluzione della saga ma una vera e propria rivoluzione che prende nota del proprio passato ma che guarda anche ad altri titoli recenti sempre di Koei Tecmo come Ninja Gaiden 4, Wo Long: Fallen Dynasty e persino la serie Dynasty Warriors. Il risultato finale non è però un miscuglio disomogeneo ma un titolo dall’identità ferrea tanto narrativamente quanto ludicamente, che riesce a sorprendere e ad ammaliare dopo un paio d’ore. Giusto il tempo di schiudere su schermo la prima mappa “aperta”.

Ma procediamo con ordine, iniziando dalla narrazione. Nioh 3 mantiene intatto il suo focus sul folklore e la storia Giapponese, riuscendo a mescolare storia e fantasia senza snaturare la propria identità. Quindi sì, ritornano gli yokai e ritornano anche personaggi e periodi storici che hanno segnato la nazione ma che vengono qui ripercorsi in modo inedito e funzionale alla macro narrazione. Il protagonista indiscusso delle vicende è Tokugawa Takechiyo di cui potremo gestire le fattezze estetiche con un vasto editor. 

nioh-3-ps5-soulslike-2026

Siamo nell’ottavo anno dell’era Genna, 1622, e il nostro protagonista esordisce su schermo quando è ormai prossimo alla sua stessa investitura nei panni di futuro Shogun. Un ruolo di assoluta importanza e che, proprio per questo, attira inimicizie non di poco conto. Non sorprende quindi che il nostro stesso fratello, Tokugawa Kunimatsu, è proprio colui che guida l’assalto contro di noi, divorato dalle tenebre e con una schiera di yokai al suo servizio. L’assalto spezza la pace e porta morte e distruzione in tutto il palazzo, espandendosi come un virus letale.

Inoltre, non sorprende neanche la nostra iniziale sconfitta contro un fratello decisamente più agguerrito e violento. D’altronde, il nostro protagonista mette subito in chiaro la sua natura: lui ama l’arte e il suo dono, quello di vedere gli Spiriti Guardiani, non fa altro che incitarlo a esplorare creativamente quel mondo folkloristico a lui inedito. Eppure, qualcosa succede… e sfuggiamo alla morte. Inizia così un viaggio temporale che vede lo stesso Takechiyo rimbalzare da un periodo storico all’altro, imbattendosi in linee temporali e in scontri storici di vario genere. 

Assicuriamo che, nonostante un iniziale spaesamento, il canovaccio di Nioh 3 funziona e tesse una tela ben ramificata che mescola di continuo storia e folklore con un risultato finale molto più appagante rispetto ai capitoli precedenti. Sia chiaro, la trama non abbonda di spiegoni e segue abbastanza fedelmente il modus operandi di un souls che prevede una narrazione mai eccessivamente cristallina e aperta a varie interpretazioni. Nonostante ciò, il risultato finale, complici anche le diverse cut scene e un sistema di missioni secondarie ben sviluppato, restituisce una lore vasta e appagante, oltre che coerente con l’obiettivo finale del gioco. 

nioh-3-ps5-soulslike-2026

Due stili e infinite possibilità di azione

Nioh 3 è un action adventure in terza persona 3D che prende spunto dal mondo dei souls ma che, da sempre, ha cercato di distinguersi, personalizzando diversi aspetti e sperimentando di continuo. Il terzo capitolo non è da meno, anzi, è il più coraggioso e rivoluzionario oltre a essere anche quello più maturo e completo. Non parliamo di un “more of the same” come poteva apparire Nioh 2 ma di un titolo che eredita l’esperienza degli sviluppatori anche da altri titoli, restituendo qualcosa di coeso, originale e soprattutto divertente. 

Se i primi minuti di gioco ci portano a un’esperienza abbastanza prevedibile nonché uno dei momenti più frustranti del titolo, fatta di corridoi e zone anguste con tanto di coriaceo boss di fine area decisamente ostico e che può portare i meno esperti a un repentino grinding fatto di backtracking alla ricerca di equipaggiamento migliore e di accumulo di esperienza, superato il primo scoglio, Nioh 3 svela il suo “primo” mondo di gioco. Un’area ad ampio respiro che offre una libertà d’approccio inedita e intrigante, fatta di pericoli da svelare e una moltitudine di attività da svolgere.

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Un open field che schiva abilmente il rischio di un open world e che riempie le devastate terre giapponesi di yokai, nemici e soprattutto eventi da scoprire a nostro piacimento, premiando l’esploratore più accanito di pezzi di lore, ricordi di anime ormai cadute e di scontri inediti con mid boss dalle più disparate forme e abilità. Ed entrando nel dettaglio, scopriamo che le attività previste, seppur alla lunga un po’ cicliche, risultano incredibilmente varie e sfidanti. Si va da missioni di ricerca e sconfitta ad attività secondarie dove interagire con particolari creature come gli Yokai amichevoli che possono aumentare il numero di Elisir a nostra disposizione o anche sbloccare mosse inediti.

Presenti anche i tesori di medie e piccole dimensioni che possono contenere, oltre all’equipaggiamento, anche oggetti utili ad accrescere la nostra esperienza e abilità. E tutto ciò, non è un’esplorazione fine a se stessa. Esiste un “livello di esplorazione” che aumenta in base al completamento di determinati eventi come il conquistare basi nemiche, purificare crogioli minori, completare “miti”, interagendo con gli Yokai amichevoli e scandagliando ogni angolo delle aree di gioco. Tale “livello” non fa che arricchire la nostra mappa di indicatori, oltre a permetterci di ottenere oggetti inediti e aumentare anche le statistiche di base.

Entrando nel dettaglio delle attività di gioco, ti capiterà sicuramente di incontrare i “Sei Jizo”, delle statue che ti forniscono “merito Jizo” con cui puoi sbloccare benedizioni Jizo, ossia dei potenziamenti utili per i combattimenti nel Crogiolo. Tali benedizioni potrai distribuirle, e nel caso ridistribuirle ogni volta che vuoi, presso i santuari. Questi ultimi, oltre a fungere da punti di ristoro e ricarica, con conseguente ricomparsa dei nemici sconfitti, sono anche punto di salvataggio, gestione di equipaggiamento e bonus vari e, infine, valido teletrasporto presso i santuari già visitati. 

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Oltre ai Jinzo, vanno citati anche i Kodama, piccole creature smarrite che dovrai localizzare in giro e che ti forniranno come ricompensa il “merito Kodama” con cui sbloccare ulteriori benedizioni. Discorso analogo per i Chijiko i quali, però, oltre a essere localizzati, devono essere colpiti con un’arma a distanza, visto che si divertono a fluttuare in aria e dando come unico cenno della loro presenza, un suono simile a un campanello. Ma questi sono solo alcuni esempi di attività collaterali che riempiono il mondo di gioco di Nioh 3.

E tutto ciò che fai andrà a rimpolpare un sistema di personalizzazione fatto di statistiche, abilità, rami ed equipaggiamenti da modificare di continuo. Un quantitativo di elementi enorme già dopo una manciata di ore e che potrebbe spiazzare chi non è abituato a questa saga. D’altronde, non è un segreto che il sistema di loot di Nioh 3 strizza l’occhio a opere come Diablo, offrendo all’utente una mole di equipaggiamento semplicemente gigantesco. A ciò, si somma una struttura di menù e statistiche da domare che richiede giusto un po’ di tempo e pazienza prima di risultare naturale, nonostante la sua innegabile vastità. 

Nioh 3

Samurai e ninja insieme

Tale vastità è dovuta al fatto che il nostro protagonista è come se fosse due personaggi in uno. Esatto, l’altra novità di Nioh 3 è la doppia natura combattente del nostro personaggio che, con un semplice tasto, passa da un asset di samurai a quello di un ninja, mutando di fatto il gameplay, l’equipaggiamento e le abilità. Il samurai rappresenta l’asset più “classico”, in linea coi precedenti capitoli della saga. Si tratta di un modello più “pesante” e ancorato a terra, adatto a lunghi scontri ravvicinati e che eredita il sistema di posture tipico dei precedenti capitoli. 

Essenzialmente legato alla barra del Ki, ossia la stamina, che si ricarica automaticamente ma che è essenziale per attaccare e difenderci. Oltre alla parata, abbiamo anche una pratica schivata anche se l’elemento chiave è il “ritmo Ki”. Affidato alla pressione del tasto R1 quando intorno a noi appaiono delle luci celesti, il “ritmo Ki” ci chiede di intervenire manualmente, quasi a ritmo, dopo aver attaccato, per ricaricare il Ki usato e poter così concatenare combo dopo combo evitando di sfiancarci e soccombere alle mosse nemiche. 

Nioh 3

Non solo, il “ritmo Ki” aiuta anche a dissipare il Regno Yokai, delle zone intorno agli Yokai che influiscono sul nostro status, rallentando il recupero di Ki. Inoltre, il Ki non è qualcosa che riguarda solo noi ma anche i nemici. Riuscire a sfiancarli facendogli esaurire il Ki, infatti, ci fornirà una parentesi d’azione essenziale per effettuare una sorta di fatality. Dando invece un’occhiata all’equipaggiamento per il samurai, troviamo un arsenale di armi ravvicinate molto variegato seppur classico, da lance a katane a doppie lame, tutte con un feedback “personale” che si prestano a diverse strategie, soprattutto a seconda dei nemici che andremo ad affrontare.

E se il samurai, da solo, offre una varietà strategica e personalizzabile enorme, immagina di moltiplicare il tutto per due. Il cambio stile, ossia il passaggio da samurai a ninja e viceversa, si attiva con la semplice pressione di R2 e ci catapulta quasi in un Ninja Gaiden. Questo perché l’asset del ninja muta notevolmente l’esperienza di gioco che diventa estremamente più veloce, fluida e aerea. Il ninja può sferrare colpi veloci e consecutivi, seppur più deboli, sfruttando un equipaggiamento esclusivo e anch’esso fortemente personalizzabile. Tutto con un consumo di Ki decisamente minore e un bonus per i colpi alle spalle che spinge ad azioni stealth più studiate.

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Inoltre, al posto del Ritmo Ki, il ninja può sfruttare la Nebbia, una mossa che permette una rapida rotazione, eludendo attacchi nemici senza alcun consumo di Ki. Altro elemento esclusivo del ninja, sono i ninjutsu. Si tratta di un sistema di oggetti personalizzabili e sbloccabili a nostro piacimento, che forniscono un bonus a distanza notevole, con danni di status variabili dal bruciore al veleno e che danno un boost enorme alle strategie in battaglia. 

E che dire del contrattacco esplosivo? Trattasi del cambio stile effettuato durante un particolare attacco nemico identificabile da una sorta di aura rossa. Se in quel momento cambiamo stile, effettueremo un contrattacco devastante, bloccando anche le azioni avversarie. Sappiamo che quanto elencato è decisamente tanto ma garantiamo che, con la dovuta pazienza, Nioh 3 si presta a qualsivoglia utente, garantendo una varietà di personalizzazione disarmante e sinceramente divertente da sperimentare. Inoltre, si riesce ad ammantare il livello di difficoltà comunque abbastanza elevato.

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

E gli elementi da tener d’occhio non finiscono qui…

Ed eccoci arrivati al Crogiolo. Se è vero che le aree di gioco sono aperte e si prestano a molteplici strategie, garantendo anche attacchi a distanza, tenendo conto che avremo anche un arco per entrambi gli stili di combattimento, oltre a molteplici vie di fuga, è altrettanto vero che Nioh 3 non va preso alla leggera. Basta un minion che ci sferra le giuste combo senza difenderci in tempo e la barra dell’energia calerà bruscamente e sì, abbiamo gli elisir che si ricaricano a ogni pausa del santuario ma presto la situazione si farà più difficile del normale. Se è vero che il titolo si mostra più accessibile, non bisogna mai sottovalutare il livello di difficoltà che può impennarsi all’improvviso, spiazzando i meno avvezzi al genere.

Il Crogiolo, è un’area particolare che prevede una struttura più classica e alla Nioh, fatta prevalentemente di un percorso alla cui fine c’è il boss di turno. In quest’area di gioco, artisticamente evocativa e oscura, gli attacchi degli Yokai e gli Yokai stessi saranno più potenti, infliggendo la così detta “erosione vita”. Tale tipologia di danno ridurrà temporaneamente la nostra quantità massima di vita, indebolendoci notevolmente. In compenso, l’esperienza accumulata sarà maggiore e, potremo anche ottenere armi con bonus e malus pensati per metterci ancor più alla prova in queste particolari sessioni di gioco. 

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Prima di procedere al versante tecnico, apriamo una parentesi sugli Spiriti Guardiani. Questi ritornano in pieno stile, accompagnandoci fedelmente e avendo anche un ruolo attivo in combattimento. Potremo cambiarli a nostro piacimento, uno per stile di combattimento, anche in base alle loro statistiche e soprattutto alle loro abilità. Queste ultime sono essenzialmente due: un attacco contro il nemico e una sorta di “fusione” col protagonista, con effetti scenici e ludici devastanti. Di tutt’altro genere, invece, è la scatola Onmyo, un contenitore dove poter inserire i nuclei degli Yokai che andremo a sconfiggere. 

Tale scatola ha due funzioni e permette sia di evocare yokai sul campo per attacchi fugaci sia trasformare lo stesso nucleo in oggetti consumabili di vario genere. Trattasi quindi di un ulteriore sistema che si somma a quelli già spiegati e a cui si aggiunge ancora un altro: le tazze Ochoko. Questo oggetto ci permette di interagire con particolari focolari celesti, dette Tombe della misericordia, che non sono altro che evocazioni temporanee di altri avatar di utenti che ci accompagneranno per frazioni di gioco. 

Viceversa, i focolari rossi, dette Tombe Insanguinate, sono sì sempre avatar di utenti, ma questi ci sfideranno in fugaci combattimenti che vedranno, tra le ricompense, proprio le citate tazze e non solo. A tal proposito, Nioh 3 prevede un sistema di co-op per multigiocatori online fino a un massimo di tre persone, permettendoti sia di chiedere “supporto” sia di partire tu in spedizione per aiutare il prossimo, moltiplicando così il divertimento, soprattutto con un team affiatato.

Nioh 3, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Nioh 3 compie innegabili passi avanti, migliorando l’impatto generale che risulta più curato e stratificato. L’elemento che spicca di più, sono ancora una volta gli Yokai, fortemente identificativi della saga, ben animati e discretamente vari. Anche il level design, forte della sua innegabile apertura, ne guadagna in struttura e varietà. Il gioco di luci, il cambio di “bioma” e di ere storiche, tutto contribuisce a svecchiare la saga e a offrire costanti occasioni di cambiamento con conseguente creatività degli sviluppatori. 

Nella nostra lunga prova di gioco, non abbiamo incontrato bug di sorta, giusto qualche nemico che si incastrava negli ambienti ma sono stati episodi sporadici e ininfluenti. Anche il sonoro conferma la bontà del titolo, con un doppiaggio ben implementato, consigliato soprattutto quello in lingua giapponese, e tracce musicali coerenti e discretamente varie. Infine, ma non per importanza, segnaliamo la graditissima presenza dei sottotitoli in lingua italiana. 

Scopri tutto su Nioh 3
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Nioh 3
Nioh 3
8.5
Grafica 8.5
Sonoro 8.5
Longevità 8.5
Gameplay 8.5
Aspetti positivi Sistema samurai/ninja ben implementato e divertente da padroneggiare Aree di gioco aperte, ben strutturate e piene di cose da fare Gameplay più maturo, fluido, accessibile, sfaccettato e divertente Graficamente molto migliorato
Aspetti negativi Mole di statistiche ed elementi da tenere d’occhio elevata Può diventare frustrante, soprattutto nei primissimi momenti Chi si aspetta un “souls puro” potrebbe restarne deluso
Considerazioni finali
Nioh 3 compie diversi passi avanti e azzarda con scelte coraggiosi che non snaturano la struttura originale della saga. Parliamo di un titolo ampio, pieno zeppo di cose da fare e che apre la porta a neofiti ed esperti, garantendo sconfinate possibilità di personalizzazione. E proprio nell’oceano immenso di statistiche e loot, che si cela il principale problema del titolo: molto, troppo, da tenere d’occhio. Ciò richiede una pazienza non per tutti. Ma chi saprà andare oltre, chi riuscirà a padroneggiare la vastità di occasioni proposte, si troverà tra le mani diverse epoche in cui affrontare nemici su nemici, in un percorso brutale e appagante.

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