Vai al contenuto

Le ultime notizie dal mondo dei videogiochi, guide, recensioni e molto altro.

iCrewPlay iCrewPlay
Preferiti
Progetto · RecensionePC

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted, recensione (PlayStation 5)

Proiettili e follia a tutto spiano

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 6 min di lettura PC
Muchi
6,8/10
La recensione

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted

Gameplay7,0
7/10
Grafica6,5
6.5/10
Sonoro7,0
7/10
Longevità6,5
6.5/10

Cosa funziona

  • Per gli amanti degli arcade hardcore
  • Folle e caotico come pochi
  • Nostalgia giapponese a go go

Cosa convince meno

  • Molto di nicchia
  • Può risultare difficile e/o caotico
  • Mancanza di contenuti extra rilevanti

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted è una combo di giochi che ci riporta di prepotenza nel mondo delle sale gioco e della follia di stampo puramente giapponese. Sono due opere che faranno la gioia dei cultori degli arcade hardcore, di quelli che cercano oceani di fuoco in cui districarsi per sfidare punteggi altrui e dominare le classifiche, incuranti di follie e colori che si inseguono su schermo. Viceversa, chi è neofito avrà diverse difficoltà ad ambientarsi. D’altronde sono due titoli estremamente di nicchia.

Sviluppato da TAKEx0FF in sincergia con CITY CONNECTION e pubblicato da quest’ultimo, Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted è una collection di due sparatutto bullet hell hardcore in 2D a scorrimento verticale. Due titoli originariamente firmati da CAVE, fortemente di nicchia e altrettanto fortemente fuori di testa. L’operazione qui presente serve appunto a dar loro nuovo pubblico ma anche a rievocare un innegabile senso nostalgico con un rinnovato tasso di sfida. Sei pronto a scoprire la nostra recensione per la versione PlayStation 5?

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted una combo particolare

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted rientra tra i progetti firmati Clear River Games che di recente si sta occupando anche di riportare in vita antichi sparatutto a scorrimento verticale, i cosiddetti shmup, ridando vita a intere sale gioco e recuperando anche titoli oggi estremamente difficili da trovare e/o di nicchia. Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted rientrano a pieno titolo nell’ultimo dei due, presentando due arcade sfacciatamente giapponesi e completamente folli.

Nel dettaglio, i giochi sono due i cui titoli originali sono Pink Sweets: Ibara Sorekara e Muchi Muchi Pork! Il primo è datato 2006 ed è il sequel di Ibara, titolo che, dati i collegamenti, poteva anche essere inserito per i cultori del genere ma che invece è totalmente assente. Anzi, il titolo stesso del gioco è stato amputato in PinkSweets. Per quanto riguarda la narrazione, il gioco ci mette nei panni delle “sorelle Rose”, con lo scopo di salvare la propria madre che sta per sposarsi, contro la propria volontà, con il malvagio Big Burn. 

Pubblicità

Viene da sé, che il titolo non ci tiene poi così molto a raccontare una storia, tutt’altro. L’obiettivo di entrambi i titoli è unicamente quello di regalare un’esperienza ludica adrenalinica, caotica e fortemente rigiocabile. Ma andiamo avanti e focalizziamoci sul secondo dei titoli che in narrazione è ancora più inconsueto: Muchi Muchi Pork! Titolo del 2007, totalmente scollegato da PinkSweets, ne condivide la follia e il caos surreale unito a un contesto narrativo decisamente strampalato.

Muchi muchi pork! & pinksweets boosted, recensione (playstation 5)

In questo caso le ragazze protagoniste sono tre e vengono trasformate in una sorta di ibrido maiale-umano dal crudele generale Porkfillet che vuole vendicarsi della Terra dopo aver assistito da un pranzo al ristorante proprio a base di maiale. Le ragazze trasformate sono colpevoli di esser state trovate proprio in quel locale. Lo scopo di Porkfillet è di trasformare tutta l’umanità in maiali e per farlo vuole sfruttare proprie le tre ragazze.

Queste però, entrate in possesso della tecnologia fuori di testa del generale, iniziano una spedizione di ribellione cercando di andare proprio contro il malvagio maiale dittatore. Ecco, la storia si riconferma ancor più folle dell’altra e cerca anche di offrire qualche scorcio narrativo in stile fumettoso… peccato che viene ripresentato in lingua unicamente giapponese rendendo di fatto incomprensibile le scritte nei baloon.

Viene però da sé che anche in questo caso, non è di certo la narrazione il motivo per cui si sceglie di giocare Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted. Anzi, le storie dei due titoli sono mere scuse per spingerci in spedizioni mirate al caos visivo, ludico e di punteggi. Gli amanti degli arcade, infatti, avranno pane per i loro denti, con classifiche online e competitive tutte da scalare e ben votate a più run per mirare alla perfezione.

Muchi muchi pork! & pinksweets boosted, recensione (playstation 5)

Nostalgia e caos

Muchi Muchi Pork! & PinkSweets Boosted è uno sparatutto in 2D a scorrimento verticale automatico palesemente e caoticamente bullet hell. Parliamo di titoli estremamente classici e dall’impatto nostalgico immediato. Inoltre, sono sfacciatamente giapponesi e surreali, con ironia estetica immediata. Che siano un’ondata di maiali o di caramelle, gli scenari si riempiono velocemente di colori e rendono l’esperienza praticamente unica nonostante innumerevoli similitudini coi capisaldi del genere.

Prima di scendere nei dettagli ludici, dobbiamo però evidenziare la stravagante scelta del menù iniziale. Si esordisce con un cartello che ci chiede essenzialmente, in lingua giapponese, se andare a destra o sinistra, selezionando così uno dei due titoli. A scelta effettuata, si apre un nuovo menù estremamente grezzo, esteticamente bruttino e rudimentale ma essenziale e facile da comprendere. 

Muchi muchi pork! & pinksweets boosted, recensione (playstation 5)

Entrambi i titoli, infatti, hanno una modalità arcade e una denominata arrange. Si tratta della modalità originale e di quella più moderna e accessibile già presente, seppur leggermente diversa, nell’edizione per Xbox 360 del 2011 che, tra l’altro, comprendeva proprio questi due titoli. La particolarità dei due titoli, deriva però dal combat system e da alcune piccole accortezze. In PinkSweets, ad esempio, l’elemento iconico è rappresentato dall’utilizzo di uno scudo.

Oltre a far fuoco continuo, la nostra eroina può attivare uno scudo semplicemente smettendo di sparare. Tale arma ci permette di difenderci e incassare colpi ma anche di sfoderare un’esplosione prima di riprendere a far fuoco. Mixare difesa e attacco è quindi la chiave vincente per massimizzare i punti e progredire con più vite possibili lungo una serie di livelli discretamente vari e accattivanti ma, soprattutto, caotici. 

Muchi muchi pork! & pinksweets boosted, recensione (playstation 5)

In Muchi Muchi Pork!, invece, abbiamo sempre due tipologie di armi differenti ma entrambe sono offensive. La seconda si ricarica man mano che raccogliamo maiali per poi liberare danni maggiori e consumare delle relative barre visibili a schermo. Usare tale arma produce un moltiplicarsi dei punteggi svelando un sistema di combo numeriche che darà estasi ai fan delle sale gioco e degli arcade. Viceversa, chi è neofita di questo mondo, rischia velocemente di smarrirsi in un’interfaccia non proprio comodissima.

A ciò si somma un mondo di gioco che si riempie velocemente di proiettili lasciando ben poco scampo a chi non è abituato a quest’inferno di colori. Per fortuna, Muchi Muchi Pork!, tra i due, è decisamente più accessibile e accomodante, soprattutto in modalità Arrange. Viene però da sé che due titoli del genere non sono fatti per una sola run e via, la mole di contenuti non basterebbe per una manciata di ore… parliamo di titoli da giocare e rigiocare alla ricerca del miglior punteggio possibile.  Piccola nota per la totale assenza di chicche extra solitamente incluse in riedizioni del genere tra musei digitali, interviste, ed elementi del passato dell’opera, focalizzandosi unicamente sui due prodotti da giocare.

Muchi muchi pork! & pinksweets boosted, recensione (playstation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, i due titoli prestano il fianco all’innegabile scorrere del tempo. D’altro canto, l’effetto nostalgia è palese e funziona. Le animazioni caotiche, il tripudio di colori, il 2.5D di elementi e nemici che irrompono su schermo, funziona ancora. Anche gli artwork dei personaggi non sono affatto male. Abbiamo personalmente preferito lo stile visivo di PinkSweets a quello più provocatorio e goffo di Muchi Muchi Pork! anche se nel secondo l’effetto ammiccato è decisamente scarso e abbastanza perdonabile, data la sua ininfluenza.

Il sonoro non ci è dispiaciuto, creando il giusto ritmo e galvanizzando a dovere durante le nostre partite. Parliamo però di riarrangiamenti rispetto alla colonna sonora presentata nel pacchetto dell’Xbox 360 e che potrebbe quindi far storcere il naso a chi ricercava un’esperienza completamente identica e fedele all’originale. In compenso, sono comunque tracce perfettamente godibili e in linea con la follia a schermo.

Per quanto riguarda i sottotitoli, il gioco è completamente privo d’italiano e nel caso delle cut scene in game, è privo anche dell’inglese. Ma come detto, non si gioca di certo a questi titoli per la storia, tra l’altro limitata a brevissime cut scene prettamente visive. Da segnalare, infine, la possibilità di intervenire manualmente nell’impostazione dello schermo nell’ordine e dimensione degli elementi dell’interfaccia e altre piccole opzioni che mirano a personalizzare al meglio questo tuffo nel passato.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.