C’è un genere che negli ultimi anni ha trovato una sua nicchia silenziosa ma fedelissima, fatta di giocatori che cercano calma, immersione e un ritmo lontano dall’ansia da performance. Mosaica: Arboreal nasce esattamente lì, tra il bisogno di rallentare e il desiderio di sentirsi parte di un mondo vivo. Non è solo un clicker, non è solo un puzzle game, e non è nemmeno soltanto un’esperienza rilassante. È un piccolo rituale digitale che profuma di muschio, foglie bagnate e legno antico.
Disponibile dal 24 gennaio su PC e Steam Deck con demo giocabile, Mosaica: Arboreal propone un viaggio in una foresta misteriosa dove ogni clic ha un peso, ogni oggetto raccolto racconta qualcosa e ogni incontro sembra sussurrato direttamente dagli alberi.
Il gioco ti mette nei panni di un piccolo spirito, una creatura leggera che si muove tra radici, radure e cerchi sacri. L’obiettivo iniziale sembra semplice: risolvere enigmi attraverso azioni magiche basate sul clic. Ma come spesso accade nei titoli che sanno sorprendere, quello che parte come un’esperienza ASMR si trasforma gradualmente in qualcosa di più profondo.
Un clicker che evolve in RPG senza perdere la sua anima
La forza di Mosaica: Arboreal sta nella sua progressione. All’inizio tutto è lento, quasi meditativo. Clicchi, osservi, ascolti. Il gioco ti invita a respirare con lui. Poi, poco alla volta, iniziano a emergere sistemi più complessi.
L’inventario cresce, si arricchisce di oggetti che non sono semplici collezionabili ma frammenti di lore. Pietre, ossa di animali, conchiglie di lumaca, mantelli di foglie e teschi di alce diventano parte di un ecosistema narrativo. Ogni elemento raccolto ha una funzione, ma anche un significato simbolico.

Il sistema di progressione prende ispirazione dai survival clicker, ma lo declina in modo estremamente gentile. Salire di livello non è una corsa, è una conseguenza naturale dell’esplorazione. Le abilità si sbloccano gradualmente, i percorsi si ramificano e le timeline esplorabili funzionano come vere e proprie quest che aprono nuovi orizzonti e ricompense più profonde.
Faerie o Elf, due approcci diversi allo stesso bosco
All’inizio dell’avventura puoi scegliere tra due classi, ciascuna con un’identità molto marcata. La Faerie è perfetta se ami colori, fiori e un uso più ampio della magia ad area. Le sue abilità sono luminose, avvolgenti, quasi danzanti. È la scelta ideale se vuoi un’esperienza più visiva e fluida.
L’Elf, invece, è più legato agli elementi e al controllo puntuale. Le sue capacità enfatizzano il point and click strategico e il dialogo diretto con la natura. Foglie che si muovono, vento che risponde, energia che scorre nei tronchi. È una classe più riflessiva, pensata per chi ama pianificare e osservare.
La scelta non è solo meccanica, ma cambia il modo in cui percepisci il mondo di gioco. La foresta reagisce in modo diverso a seconda di chi la attraversa, e questo rende ogni run personale.
Puzzles, spiriti arborei e saggezza antica
Dopo ogni enigma risolto, il gioco ti regala un momento di pausa narrativa. Appaiono gli spiriti femminili degli alberi, entità eleganti e misteriose che condividono frammenti della grande conoscenza della foresta. Non sono semplici intermezzi, ma piccoli tasselli di un mosaico più ampio, che parla di equilibrio, memoria e rispetto.
Questi momenti rafforzano l’atmosfera contemplativa del titolo. Non c’è fretta, non c’è pressione. Il sapere non viene imposto, ma offerto, come un sussurro che puoi scegliere di ascoltare o semplicemente lasciare scorrere.
Un’estetica che calma, non che distrae
Visivamente Mosaica: Arboreal è coerente con la sua filosofia. I colori sono morbidi, le animazioni lente, le transizioni delicate. È uno di quei giochi che puoi lasciare aperti anche solo per guardarlo vivere. Non cerca l’effetto wow, ma una bellezza costante, rassicurante.
Ogni schermata sembra pensata per essere uno spazio sicuro. Non è un caso che molti lo descrivano come una spa per gli occhi. Anche l’interfaccia è minimale, mai invasiva, sempre al servizio dell’esperienza.
Ripristinare la foresta, un gesto alla volta
C’è anche una componente ecologica molto chiara. Nel corso dell’avventura ti troverai a ripulire la foresta dai resti dell’incuria, raccogliendo ciò che non appartiene più a quel luogo. Ogni pezzo di rifiuto rimosso è un atto concreto che rafforza il legame con il mondo di gioco.
Non si tratta di una meccanica punitiva o moralista, ma di un gesto naturale. La foresta risponde alla cura, e lo fa ringraziandoti con nuove possibilità, poteri e connessioni.
Un progetto indipendente con una visione precisa
Dietro Mosaica: Arboreal c’è RymPow, un piccolo team che ha scelto di puntare su un’idea chiara piuttosto che su compromessi. Il risultato è un titolo che non cerca di piacere a tutti, ma che parla in modo diretto a chi sente il richiamo di esperienze lente, intime e naturali.
Il gioco è disponibile su PC e Steam Deck, con demo scaricabile e key di recensione fornite su richiesta. Il trailer ufficiale è disponibile su YouTube, mentre la pagina Steam permette già di provarlo e aggiungerlo alla wishlist.
Mosaica: Arboreal non urla, non corre e non compete. Ti invita semplicemente a entrare nel bosco, ad ascoltare e a cliccare quando ti va. Se cerchi un gioco che ti faccia sentire parte di qualcosa di più grande, anche solo per qualche minuto al giorno, potresti aver appena trovato il tuo nuovo rifugio verde.