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Iron Maiden: recuperato MELT, il gioco cancellato nel 1997

Una build PC quasi completa, il codice sorgente e materiali di sviluppo sono riemersi dopo quasi trent'anni.

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MELT, il videogioco degli Iron Maiden cancellato nel 1997, è riemerso quasi trent’anni dopo. Il progetto di preservazione Games That Weren’t ha ricevuto una build PC giocabile, il codice sorgente originale, una versione aggiornata con correzioni per i sistemi moderni e altro materiale di sviluppo. La parte più sorprendente è che nella build sopravvissuta sembrano essere presenti quasi tutti i livelli.

Contenuti
MELT era il gioco degli Iron Maiden con Eddie come nemicoLa versione PC era a uno o due mesi dal traguardoNel 2026 sono riemersi build, sorgenti e strumentiLa versione PlayStation di MELT resta perdutaPerché questo recupero è importante

Non si tratta quindi di qualche screenshot recuperato da una vecchia rivista o di una demo tecnica isolata. MELT era un progetto avanzato, sviluppato a metà anni ’90 dalla londinese Virtual Studios per Windows 95 e Sony PlayStation, e il materiale riemerso permette finalmente di capire quanto fosse vicino alla pubblicazione.

MELT era il gioco degli Iron Maiden con Eddie come nemico

Il progetto venne promosso nel 1996 in collegamento con la campagna di Best of the Beast. L’idea era costruire un’avventura 3D attorno all’immaginario degli Iron Maiden, con Eddie nel ruolo del grande antagonista. I suoi poteri erano stati dispersi in undici capsule, chiamate Pods, attraverso il tempo e lo spazio: il giocatore avrebbe dovuto trovarle e distruggerle prima dello scontro finale in Hyperspace.

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Screenshot della build pc recuperata di melt degli iron maiden
Uno screenshot della build pc recuperata di melt. Fonte: games that weren’t.

Il materiale promozionale parlava di 15 mondi distribuiti lungo circa due milioni di anni. Tra gli scenari citati comparivano la preistoria, l’Antico Egitto, Stonehenge, il Titanic, Vega e Aldebaran. Virtual Studios prometteva inoltre una progressione non lineare, Pods posizionati in modo variabile e nemici capaci di adattarsi al giocatore. Parte di quel linguaggio, ha ricordato l’ex lead software engineer Paul Tebbutt, era probabilmente più ambiziosa del gioco reale.

La versione PC era a uno o due mesi dal traguardo

MELT avrebbe dovuto uscire inizialmente nel novembre 1996. Problemi tecnici portarono però a uno slittamento al marzo 1997, proprio mentre il mercato PC stava attraversando una delle sue transizioni più complesse: DirectX, Direct3D e acceleratori come 3Dfx, PowerVR e Rendition stavano cambiando rapidamente l’hardware di riferimento.

Secondo Tebbutt, il 3 maggio 1997 il team stava ancora lavorando al gioco quando arrivarono i curatori fallimentari di Virtual Studios. La versione PC non era un prototipo embrionale: il programmatore ricorda di essere arrivato a una sola pagina di bug sul suo blocco appunti e stima che sarebbero potuti bastare uno o due mesi di lavoro per arrivare alla fine.

Questo non significa che MELT sarebbe diventato necessariamente un ottimo gioco. Lo stesso Tebbutt, intervistato per il recupero, ha descritto un progetto con buone idee e scenari vari, ma privo della coesione e della rifinitura necessarie per tenere insieme tutte le sue parti. È proprio questo contrasto a rendere il ritrovamento interessante: non stiamo osservando un capolavoro perduto per definizione, ma un progetto quasi finito che fotografa bene un momento molto particolare della storia del PC.

Nel 2026 sono riemersi build, sorgenti e strumenti

La svolta è arrivata nel settembre 2026, quando una fonte anonima ha consegnato a Games That Weren’t una build PC funzionante, l’archivio del codice sorgente originale e una seconda versione del codice con modifiche per la compatibilità moderna. Il pacchetto comprende anche mappe, documentazione e strumenti che permettono di esaminare più a fondo ciò che Virtual Studios aveva costruito.

Secondo screenshot della build pc recuperata di melt degli iron maiden
Un’altra scena della build pc recuperata di melt. Fonte: games that weren’t.

La build recuperata può essere avviata con un nuovo launcher, usando rendering hardware o finestra, impostazioni per la nebbia e limiti di frame rate differenti. Si può arrivare a 60 fps oppure mantenere un ritmo più vicino a quello previsto nel 1997, circa 25-30 fps. Sono state generate anche mappe dall’alto direttamente dai dati dei livelli, con posizioni di nemici, Pods, oggetti e teletrasporti, oltre a un bestiario e a un visualizzatore dei modelli utilizzabile dal browser.

Tra i dettagli più curiosi ci sono persino alcuni cheat rimasti nel codice. Comandi per salute, munizioni, armi, chiavi, mappe e Pods funzionano, mentre GOD e TIME vengono riconosciuti dal gioco ma non producono effetti: le note recuperate indicano che non erano mai stati completati.

La versione PlayStation di MELT resta perduta

Il recupero riguarda però il ramo PC. La versione PlayStation era un progetto tecnico separato e, al momento, non è nota alcuna build sopravvissuta. Il materiale disponibile suggerisce inoltre che lo sviluppo su console fosse meno avanzato di quello Windows.

Dopo il fallimento di Virtual Studios ci fu un ultimo tentativo di completare MELT, ma non si arrivò a un accordo economico con gli ex sviluppatori. Il 18 settembre 1997 il sito ufficiale degli Iron Maiden confermò la cancellazione e il progetto lasciò spazio a un’altra produzione, quella che sarebbe poi diventata Ed Hunter.

Perché questo recupero è importante

Per la preservazione videoludica, MELT è un caso più ricco del normale ritrovamento di una build incompleta. Qui sono riemersi il gioco eseguibile, il codice sorgente e strumenti che permettono di studiare come funzionava. Significa poter osservare non soltanto ciò che il pubblico avrebbe visto, ma anche scelte tecniche, sistemi non rifiniti e compromessi di uno studio che lavorava nel pieno passaggio alla grafica 3D accelerata.

La storia incrocia inoltre due mondi che si sono incontrati più volte. Gli Iron Maiden sono tornati negli anni anche in contesti videoludici, come mostra la presenza della band nella soundtrack di Tony Hawk’s Pro Skater 3+4; il rapporto tra il nome della band e i videogiochi ha avuto perfino episodi molto diversi, come la vicenda che costrinse Ion Maiden a cambiare nome.

Quasi trent’anni dopo la cancellazione, MELT non è più soltanto una curiosità raccontata da vecchi annunci e filmati televisivi. La versione PC si può finalmente esaminare direttamente, mentre la caccia alla build PlayStation resta aperta.

Scopri tutto su MELT

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