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Maestro, recensione (Nintendo Switch 2)

A tutta musica!

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 4 min di lettura Piattaforme
Maestro
7,3/10
La recensione

Maestro

Gameplay7,0
7/10
Grafica7,0
7/10
Sonoro8,0
8/10
Longevità7,0
7/10

Cosa funziona

  • Buona scelta e varietà di tracce
  • Coinvolgimento e interazione efficaci
  • La Nintendo Switch 2 si presta bene all’esperienza

Cosa convince meno

  • Non adatto a tutti
  • Può risultare abbastanza ripetitivo

Maestro è un rhythm game, nonché simulatore di maestro d’orchestra che si rivolge a una nicchia specifica di utenti per regalare loro una vasta scelta di tracce musicali e un livello di sfida personalizzabile per tutti i palati. Nonostante la ripetitività di fondo, l’esperienza complessiva risulta originale, coinvolgente e sfidante. Viva la musica!

Sviluppato e pubblicato da Double Jack in sinergia con Creature Label, Maestro è un gioco di ritmo inizialmente pensato per realtà virtuale e che trova in questa nuova versione per Nintendo Switch 2, una nuova formula più diretta e ancor più accessibile. Nei panni di un maestro d’orchestra, ci ritroviamo a trasformare i nuovi joy-con in veri e propri strumenti musicali ritrovandoci a gestire orde di stravaganti musicisti scandendo il tempo e dando vita a spettacoli potenzialmente unici. Pronto a scoprire la nostra recensione?

Maestro ed è subito musica e Wii

C’è un motivo se nel titolo di questo paragrafo abbiamo citato una delle precedenti console di casa Nintendo: la Wii. Il motivo è semplice. Maestro ci riporta direttamente in quel periodo dato il grado di interazione fisica richiesta attraverso l’utilizzo ludico dei joy-con. Sì, perché l’intero titolo si fonda essenzialmente nel farci letteralmente vestire i panni di un maestro d’orchestra trasformando i joy-con nelle nostre mani con bacchetta. Mani che, neanche a dirlo, servono proprio per indirizzare i nostri artisti nel migliore dei modi possibili.

Parliamo quindi di un titolo che è sì un gioco legato al ritmo e quindi musicale ma è anche identificabile come una sorta di simulatore. Un simulatore di maestro d’orchestra. In più, il gioco segue uno schema simile a Guitar Hero, ossia sfidare l’utente nell’esecuzione di una serie di brani con tanti altri da sbloccare. Il tutto con un livello di difficoltà crescente e personalizzabile che si adatta così tanto ai neofiti quanto ai giocatori più veterani e in cerca di sfide sempre più precise e ritmate.

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Viene da sé, quindi, che non è il raccontare una storia l’obiettivo di Maestro ma quello invece di condividere un’esperienza. L’atto simulativo in sé, lo ammettiamo, funziona decisamente bene anche con la Nintendo Switch 2. Di questa va segnalata la possibilità di poter giocare in diverse modalità sia in doc che in portatile, sempre tenendo i joy-con separati. Abbiamo quindi modo di dirigere la nostra personale orchestra un po’ ovunque, anche da seduti. Sì, da seduti i comandi non sempre vengono letti fluidamente ma serve giusto un po’ di precisione e studio delle distanze e il risultato finale è comunque più che positivo. 

Maestro, recensione (nintendo switch 2)

Non solo ritmo 

Maestro è un rhythm game nonché simulatore di maestro d’orchestra in prima persona 3D che ci richiede di eseguire una serie di sinfonie cercando di gestire al meglio la situazione. Il tutorial che affronteremo all’inizio è abbastanza esaustivo e ci insegna come muovere le mani e quindi i joy-con e come gestire lo spazio, ruotando sul posto e intercettando i giusti comandi col giusto tempismo. Questione di ritmo ma non solo visto che dovrai anche padroneggiare il giroscopio e seguire le varie indicazioni su schermo.

Il tempismo e i movimenti corretti premiano con punteggi positivi e il punteggio è ciò che dona rigiocabilità al titolo che, altresì, si ritrova presto a prestare il fianco a una naturale e inevitabile ripetitività di fondo. Tale ripetitività torva varietà essenzialmente nelle tipologia di tracce da riprodurre che spaziano da quelle antiche ad altre più attuali e iconiche tra cui spiccano le partiture di Star Wars, Harry Potter, Il Trono di Spade, Il Signore degli Anelli e perfino Attack of the Titans. 

Maestro, recensione (nintendo switch 2)

Per gli amanti del classico, invece, non possono mancare Beethoven, Vivaldi, Wagner e Mozart. Insomma si svolge una sorta di viaggio anche storico di traccia in traccia con tanto di sbloccabili che includono non solo le musiche da affrontare ma anche personalizzabili di vario genere e che includono la nostra stessa orchestra, svelando easter eggs e una spruzzata di umorismo che non fa mai male. Da segnalare, inoltre, un primo impatto abbastanza accessibile, più difficile a spiegare che ad affrontare ma che nasconde una sottostruttura molto più articolata e complessa e che richiede tempo per essere padroneggiata a dovere.

Maestro, recensione (nintendo switch 2)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Maestro soddisfa nonostante i limiti spaziali di scenario ed elementi in campo. La personalizzazione di quasi tutto ciò che vediamo con l’aggiunta dei già citati easter eggs, regala una buona varietà. Innegabile individuare la natura VR del titolo ma le animazioni e la risposta dei comandi è soddisfacente e discretamente fluida, offrendo una immedesimazione convincente soprattutto in piedi e in modalità doc. 

Il sonoro, ovviamente, è il cavallo vincente del pacchetto, vincendo per precisione, varietà e pulizia delle varie tracce. La scelta dei pezzi convince e soddisfa potenzialmente tutti i palati. Sì, forse manca qualche pezzo storico, ma si esce comunque sazi dalla varie sfide proposte. la varietà, la cura e il modo in cui vengono riprodotti, valgono il costo del biglietto per un titolo che, per sua stessa natura, risulta comunque non facilissimo da consigliare e che, anzi, consigliamo una prova. Da segnalare, infine, la graditissima presenza della lingua italiana.

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