Ci sono videogiochi che diventano cult senza mai sembrare tali al primo sguardo. 60 Seconds! è uno di questi. Nato come esperimento indie, con uno stile grafico inconfondibile e un umorismo nero che divide ma resta impresso, il titolo di Robot Gentleman ha costruito negli anni una community fedelissima. Oggi quella stessa serie può vantare un traguardo enorme: oltre 6,5 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Un numero che racconta meglio di qualsiasi recensione l’impatto del franchise.
Per celebrare questo successo e il decimo anniversario di 60 Seconds!, lo studio polacco ha annunciato ufficialmente un nuovo progetto ambientato nello stesso universo. Si chiama 60 Seconds! Souper Scavenger ed è uno spin off che cambia prospettiva, ritmo e struttura, pur mantenendo intatta l’anima surreale e spietata della serie.
Non si tratta di un semplice capitolo aggiuntivo. Souper Scavenger espande l’universo narrativo di 60 Seconds! con un’idea diversa, più dinamica, ma sempre profondamente legata al concetto di sopravvivenza assurda che ha reso celebre il brand.
Un runner narrativo tra rottami, zuppe e apocalisse
In 60 Seconds! Souper Scavenger il mondo non è diventato improvvisamente più gentile. La famiglia McDoodle è sopravvissuta all’apocalisse nucleare, rifugiandosi nel bunker, ma la tranquillità è solo apparente. Le scorte non durano per sempre e là fuori il mondo è ancora un posto ostile.
Questa volta il controllo passa a Mary Jane, che deve avventurarsi nella wasteland per recuperare la risorsa più preziosa di tutte. La zuppa. Il gameplay abbandona la struttura gestionale classica per trasformarsi in un runner narrativo, in cui tu corri, salti, raccogli risorse e cerchi di sopravvivere a una serie di situazioni sempre più assurde.
Il mondo di gioco è generato proceduralmente, il che significa che ogni corsa è diversa. Cambiano gli ostacoli, i pericoli e gli incontri. Durante l’esplorazione dovrai evitare predoni, biciclette parcheggiate nel posto sbagliato, resti di una civiltà collassata, mutanti impegnati in maratone improbabili e una lunga lista di minacce che solo l’universo di 60 Seconds! poteva concepire.
Non è solo una questione di riflessi. Souper Scavenger punta forte anche sulla componente narrativa, con quest, personaggi sbloccabili e oggetti iconici provenienti dai capitoli originali. Ogni corsa diventa così un frammento di racconto, un tassello che arricchisce la visione complessiva del mondo post apocalittico creato da Robot Gentleman.
Un nuovo capitolo che celebra dieci anni di follia nucleare
L’annuncio di 60 Seconds! Souper Scavenger arriva in un momento simbolico. Il team sta celebrando dieci anni dal debutto di 60 Seconds! e quattordici anni di attività come studio indipendente. Un traguardo tutt’altro che scontato nel panorama indie, dove la sopravvivenza è spesso difficile quanto quella raccontata nei giochi.
Per l’occasione, Robot Gentleman ha pubblicato anche un video celebrativo che ripercorre un decennio di statistiche legate alla serie. Numeri curiosi, aneddoti e ovviamente un dato che non poteva mancare. Il numero di lattine di zuppa raccolte dai giocatori in tutto il mondo. Un dettaglio che sintetizza perfettamente lo spirito del franchise, capace di trasformare un oggetto banale in un’icona videoludica.
La celebrazione prosegue anche con un livestream dedicato al quattordicesimo anniversario dello studio, un momento pensato per incontrare la community, raccontare retroscena e anticipare qualcosa sui progetti futuri. Souper Scavenger è solo uno dei titoli attualmente in sviluppo, segno che l’universo di 60 Seconds! è tutt’altro che vicino alla chiusura.
L’eredità di 60 Seconds! e l’evoluzione della formula
Il successo di 60 Seconds! non è mai dipeso dalla complessità tecnica o dalla spettacolarità grafica. La forza della serie è sempre stata un’altra. Scelte difficili, conseguenze imprevedibili e un umorismo nero che colpisce quando meno te lo aspetti. Souper Scavenger sembra voler trasportare questi elementi in un contesto nuovo, più immediato e fisico.
Il passaggio al runner non è casuale. È un modo per raccontare la stessa apocalisse da un punto di vista diverso, mettendo al centro l’azione e l’improvvisazione, senza rinunciare al racconto emergente che ha reso iconica la serie. Correre nella wasteland non è solo un test di abilità, ma un modo per vivere il mondo di gioco in prima persona, sentendone il caos, la follia e la costante sensazione di pericolo.
Secondo Dominik Gotojuch, fondatore e creative director dello studio, il ritorno nell’universo di 60 Seconds! è anche un modo per ringraziare chi ha sostenuto il team fin dall’inizio. La community è stata determinante nel rendere possibile questo percorso, trasformando un piccolo progetto indie in una serie capace di vendere milioni di copie.
Souper Scavenger nasce quindi come atto celebrativo e sperimentale allo stesso tempo, un ponte tra passato e futuro. Un gioco che guarda alle origini, ma non ha paura di cambiare struttura per esplorare nuove idee.
Per ora non è stata annunciata una data di uscita precisa, ma una cosa è certa. Dopo 6,5 milioni di copie vendute, la fame di zuppa non è ancora finita. E se questo spin off riuscirà a mantenere lo spirito dissacrante e crudele della serie, il viaggio nella wasteland di 60 Seconds! è destinato a continuare ancora a lungo.