Ci sono giochi che ti colpiscono per quello che mostrano e altri che ti restano addosso per quello che fanno ascoltare. Imprinted appartiene chiaramente alla seconda categoria. Presentato ufficialmente dallo studio indipendente Cobalt Lane, Imprinted è un thriller psicologico a combustione lenta che mette il suono, il silenzio e le distorsioni audio al centro dell’esperienza. L’uscita è prevista su PC via Steam nel corso del 2026, ma l’identità del progetto è già chiarissima.
Qui non esplori corridoi infestati né affronti mostri visibili. Ti siedi davanti a un mixer, indossi le cuffie e inizi ad ascoltare. E più ascolti, più qualcosa inizia a risponderti.
Un thriller che racconta l’ossessione attraverso le registrazioni
In Imprinted vesti i panni di Vincent Brandt, un ingegnere del suono talentuoso ma ormai disilluso. Vincent viene incaricato di restaurare le registrazioni perdute di Viola Fossati, una musicista sperimentale degli anni Settanta, scomparsa in circostanze mai chiarite e diventata una figura quasi mitologica.
All’inizio sembra un lavoro come un altro. Nastri danneggiati, fruscii, silenzi spezzati, registrazioni incomplete. Il classico archivio dimenticato dal tempo. Ma ben presto diventa evidente che quelle tracce non sono semplici file audio. C’è qualcosa che resiste, che interferisce, che lascia intuire una presenza ancora viva.
Il cuore narrativo di Imprinted ruota attorno a una relazione impossibile. Vincent e Viola non si incontrano mai, non parlano faccia a faccia, non condividono lo stesso tempo. Eppure, attraverso quei nastri corrotti, nasce una connessione intima, disturbante e creativa. Una conversazione fatta di rumore, errori e frammenti.
Gameplay guidato dall’ascolto e dalla ricostruzione
Imprinted non è un gioco d’azione e non ha fretta. Tutto è costruito per farti osservare con le orecchie. Il gameplay ruota attorno al restauro e all’analisi delle registrazioni di Viola, utilizzando gli strumenti audio professionali di Vincent.
Durante l’esperienza potrai:
- Riparare registrazioni danneggiate o incomplete
- Isolare frequenze, ridurre il rumore e portare alla luce dettagli nascosti
- Ricostruire brani incompiuti decidendo cosa salvare e cosa lasciare sepolto
- Esplorare il legame tra due artisti separati da decenni
- Dare forma a una verità che non è mai completamente esplicita
Ogni scelta contribuisce a definire il percorso narrativo. Non stai solo restaurando suoni, stai interpretando una vita, un’ossessione e un’eredità artistica. E più vai a fondo, più Vincent inizia a perdere il controllo.
Il gioco lavora molto sul non detto. Frasi spezzate, interferenze, silenzi improvvisi. Tutto diventa linguaggio.
Il suono come memoria e come fantasma
Secondo Filippo Beck Peccoz, creative director di Cobalt Lane, l’idea alla base di Imprinted nasce da un concetto semplice e potente: l’esperienza umana lascia tracce ovunque, anche nel suono.
Le registrazioni di Viola non sono solo musica. Sono impronte emotive. Ogni errore, ogni distorsione, ogni nastro rovinato racconta qualcosa che va oltre la melodia. È proprio questa impronta a entrare in dialogo con Vincent, alimentando la sua creatività ma anche la sua ossessione.
Imprinted viene descritto dagli sviluppatori come una ghost story sulla creatività. Non nel senso classico del termine, ma come una storia di presenze che sopravvivono attraverso l’arte. Il fantasma qui non appare davanti ai tuoi occhi. Si insinua nelle cuffie.
Una colonna sonora che è parte integrante della narrazione
Il comparto audio non è solo uno strumento di gameplay, ma una colonna portante dell’identità del gioco. La colonna sonora originale è firmata da Filippo Beck Peccoz insieme alla musicista ambient e post-folk Charlotte Oleena.
Le tracce non fanno da semplice sottofondo. Si intrecciano con le registrazioni da restaurare, cambiano significato a seconda delle scelte e contribuiscono a costruire un’atmosfera costantemente sospesa tra bellezza e inquietudine.
Il risultato è un’esperienza sonora stratificata, dove non è sempre chiaro cosa appartenga al passato, cosa al presente e cosa sia frutto della mente di Vincent.
Per chi è pensato Imprinted
Imprinted non cerca il pubblico più ampio possibile. È un titolo che parla chiaramente a chi ama:
- Horror psicologico a lenta combustione
- Analog horror e atmosfere disturbanti
- Narrazioni ambientali raccontate attraverso oggetti e registrazioni
- Esperienze guidate dall’audio più che dall’azione
- Storie intime, malinconiche e ambigue
Se ami giochi che ti chiedono attenzione, pazienza e coinvolgimento emotivo, Imprinted sembra costruito apposta per te. Non ti spaventa con jump scare. Ti logora lentamente.
Un progetto indie con un’identità fortissima
Cobalt Lane dimostra fin da subito di avere una visione chiara. Imprinted non prova a imitare altri titoli, ma costruisce un linguaggio proprio, basato sull’ascolto e sull’interpretazione. È un progetto che sembra pensato per lasciare il segno, soprattutto su chi usa il medium videoludico come strumento narrativo e artistico.
Il fatto che il gioco sia già wishlistabile su Steam e accompagnato da un press kit completo di trailer, screenshot e materiali ufficiali indica una produzione curata e consapevole, non improvvisata.
Il 2026 potrebbe avere una nuova voce da ricordare
Imprinted arriverà nel 2026 su PC, ma il suo concept è già abbastanza forte da distinguersi in un panorama sempre più affollato. In un’industria che spesso alza il volume per farsi notare, questo gioco sceglie la strada opposta.
Ti chiede di ascoltare attentamente. Perché ogni suono ha qualcosa da dire. E non sempre quello che senti è pronto a lasciarti andare.