La storia delle console Nintendo parte ben prima del NES e arriva oggi a Nintendo Switch 2. In quasi cinquant’anni di hardware dedicato ai videogiochi, la casa di Kyoto ha alternato console domestiche, portatili e sistemi ibridi, passando dalla Color TV-Game del 1977 a famiglie che hanno segnato intere generazioni come Game Boy, Super Nintendo, Nintendo 64, Wii, Nintendo DS e Switch.
Nintendo nasce nel 1889 come produttore di carte Hanafuda, ma questa cronologia si concentra sull’hardware videoludico. Le date e le tappe principali sono state ricontrollate sulla storia ufficiale di Nintendo, distinguendo dove serve tra debutto giapponese, nordamericano ed europeo.
| Anno | Console o famiglia | Perché conta |
|---|---|---|
| 1977 | Color TV-Game | Primi sistemi domestici Nintendo dedicati ai videogiochi |
| 1980 | Game & Watch | Portatili LCD che anticipano il DNA handheld di Nintendo |
| 1983 | Famicom | Base giapponese del futuro NES |
| 1985-1986 | NES | Espansione internazionale della console a 8 bit |
| 1989 | Game Boy | La portatile che rende il gioco tascabile un fenomeno globale |
| 1990-1992 | Super Famicom / SNES | Passaggio di Nintendo ai 16 bit |
| 1996-1997 | Nintendo 64 | Ingresso pieno nel 3D con stick analogico e quattro porte controller |
| 1998 | Game Boy Color | Evoluzione a colori della famiglia Game Boy |
| 2001 | Game Boy Advance | Nuova generazione portatile a 32 bit |
| 2001-2002 | GameCube | Passaggio ai dischi ottici e forte integrazione con Game Boy Advance |
| 2004-2005 | Nintendo DS | Doppio schermo e touch cambiano il modo di progettare i giochi portatili |
| 2006 | Wii | Controlli di movimento e pubblico molto più ampio |
| 2011 | Nintendo 3DS | 3D stereoscopico senza occhiali e continuità con la famiglia DS |
| 2012 | Wii U | GamePad con schermo e primo hardware domestico Nintendo in HD |
| 2017 | Nintendo Switch | Unifica console domestica e portatile in un sistema ibrido |
| 2025 | Nintendo Switch 2 | Seconda generazione del concetto ibrido, lanciata il 5 giugno 2025 |
Prima del NES: Color TV-Game e Game & Watch
Il primo capitolo della storia hardware Nintendo non è il NES. Nel 1977 arrivano in Giappone Color TV-Game 6 e Color TV-Game 15, sistemi domestici collegati al televisore e costruiti attorno a varianti di giochi simili al tennis. Sono prodotti semplici rispetto alle console a cartucce che arriveranno dopo, ma rappresentano l’ingresso diretto di Nintendo nel mercato dell’hardware casalingo.

Nel 1980 comincia invece la storia di Game & Watch. Queste piccole unità LCD portatili, ciascuna costruita attorno a uno o pochi giochi, rendono evidente un tratto che accompagnerà Nintendo per decenni: l’attenzione per il gioco fuori dal salotto. Da questa esperienza nascerà anche il celebre design a croce del D-pad, destinato a influenzare i controller successivi.
Famicom e NES: Nintendo conquista il mercato domestico
Il Famicom, abbreviazione di Family Computer, debutta in Giappone nel 1983. È la macchina che prepara il terreno al Nintendo Entertainment System, il NES, lanciato in Nord America nel 1985 e in Europa nel 1986. Il nuovo design occidentale è molto diverso da quello bianco e rosso del Famicom, ma la piattaforma e il catalogo appartengono alla stessa generazione.
È qui che serie come Super Mario Bros., The Legend of Zelda e Metroid diventano pilastri dell’identità Nintendo. Il NES non è soltanto una console di successo: contribuisce a consolidare un modello fatto di hardware proprietario, personaggi riconoscibili e giochi sviluppati internamente che resterà centrale in tutte le generazioni successive.
Game Boy e Super Nintendo: portatile e 16 bit
Nel 1989 Nintendo apre un’altra epoca con Game Boy. Lo schermo monocromatico appare tecnicamente conservativo rispetto ad alcune rivali, ma autonomia, robustezza, prezzo e catalogo rendono la macchina un fenomeno globale. Tetris diventa uno dei simboli del lancio internazionale, mentre Pokémon trasformerà la famiglia Game Boy in una piattaforma ancora più importante nella seconda metà degli anni Novanta.
Sul fronte domestico arriva il Super Famicom in Giappone nel 1990, seguito dal Super Nintendo Entertainment System negli altri mercati, con il debutto europeo nel 1992. Il salto ai 16 bit permette giochi più ricchi sul piano grafico e sonoro e consegna alla storia titoli come Super Mario World, The Legend of Zelda: A Link to the Past e Super Metroid.

Nintendo 64 e Game Boy Color: il passaggio al 3D
Nintendo 64 arriva in Giappone nel 1996 e in Europa nel 1997. Il nome sottolinea l’architettura a 64 bit, ma l’impatto più evidente per i giocatori è il passaggio a mondi tridimensionali sempre più complessi. Il controller introduce uno stick analogico centrale e la console offre quattro porte per i controller, una scelta che favorisce il multiplayer locale.
Super Mario 64 diventa un riferimento per il platform 3D, mentre The Legend of Zelda: Ocarina of Time dimostra quanto la nuova dimensione possa cambiare esplorazione e combattimento. Nel 1998 arriva anche Game Boy Color, evoluzione della portatile originale con schermo a colori e una libreria che mantiene forte la linea handheld mentre Nintendo 64 presidia il salotto.
Game Boy Advance e GameCube: due macchine che lavorano insieme
Nel 2001 Nintendo rinnova entrambe le linee. Game Boy Advance porta maggiore potenza e una nuova forma orizzontale nella famiglia portatile. Nello stesso anno debuttano in Giappone e Nord America le prime versioni di GameCube, che arriverà poi in Europa nel 2002.
GameCube adotta dischi ottici proprietari e un controller che diventerà uno dei più longevi della storia Nintendo. La connessione con Game Boy Advance è un’altra anticipazione importante: alcuni giochi permettono di usare la portatile come secondo schermo o controller, un’idea che Nintendo riprenderà con forme diverse negli anni successivi.
Nintendo DS e Wii: il successo passa da touch e movimento
Con Nintendo DS, lanciato tra il 2004 e il 2005 a seconda del mercato, Nintendo cambia di nuovo la domanda di partenza. Non cerca soltanto più potenza, ma un’interfaccia differente: due schermi, touch screen, microfono e connessione wireless. Il risultato apre spazio a giochi e generi difficili da replicare sulle console tradizionali.
Nel 2006 Wii applica una filosofia simile al mercato domestico. Il Wii Remote rende il movimento parte centrale dei comandi e titoli come Wii Sports trasformano la console in un prodotto capace di coinvolgere anche persone che non seguivano abitualmente i videogiochi. La macchina non compete sul terreno della potenza pura, ma su accessibilità e modo di interagire.
Nintendo 3DS e Wii U: due idee molto diverse
Nintendo 3DS arriva nel 2011 e prosegue la famiglia DS con un display capace di mostrare immagini stereoscopiche senza occhiali. La console attraversa un avvio complesso, ma costruisce poi un catalogo molto ampio e mantiene la retrocompatibilità con numerosi giochi Nintendo DS.
Wii U debutta nel 2012 con un approccio differente. È la prima console domestica Nintendo in alta definizione e usa il GamePad con schermo integrato per creare esperienze asimmetriche o permettere di continuare a giocare senza occupare il televisore. Il sistema non replica il successo di Wii, ma molte sue idee e molti suoi giochi saranno recuperati nella generazione successiva.

Oggi l’eShop di 3DS e Wii U non permette più nuovi acquisti, anche se alcune funzioni legate ai contenuti già comprati sono rimaste disponibili. Nella nostra guida sul Nintendo 3DS eShop nel 2026 trovi cosa si può ancora riscaricare e quali servizi sono terminati.
Nintendo Switch: console domestica e portatile diventano una sola cosa
Il 3 marzo 2017 Nintendo Switch cambia la struttura stessa del catalogo hardware Nintendo. Non esistono più una console domestica e una portatile separate: lo stesso sistema può essere collegato al televisore, usato in modalità da tavolo o portato fuori casa. I Joy-Con removibili permettono inoltre di adattare rapidamente la configurazione al tipo di gioco.

La famiglia si allarga con Switch Lite nel 2019, pensata soltanto per il gioco portatile, e con Switch OLED nel 2021, che migliora soprattutto schermo, supporto posteriore e memoria interna senza creare una nuova generazione. Il successo del formato ibrido porta Nintendo a costruire direttamente su questa base il successore.
Nintendo Switch 2: la nuova generazione dal 5 giugno 2025
Nintendo Switch 2 è uscita il 5 giugno 2025 e rappresenta la continuazione diretta del concetto introdotto nel 2017. La macchina mantiene le tre modalità di utilizzo, ma introduce hardware più potente, uno schermo più grande, nuovi Joy-Con 2 con aggancio magnetico e funzioni social come GameChat.
Se questa evoluzione ti porta a valutare l’acquisto della generazione attuale, abbiamo confrontato quale Nintendo Switch 2 comprare nel 2026, distinguendo console standard, bundle Pokémon Pokopia, Sports Resort ed edizione Zelda in base a contenuti e tipo di utilizzo.
La retrocompatibilità con gran parte della libreria Switch rende il passaggio meno netto rispetto a generazioni come Nintendo 64 o Wii, ma la logica è coerente con l’evoluzione recente dell’azienda: mantenere un solo ecosistema hardware principale e far crescere intorno a esso giochi, servizi e accessori. Per seguire il catalogo attuale puoi consultare anche la nostra lista dei giochi Nintendo Switch 2 del 2026.
Qual è stata la prima console Nintendo?
Dipende da cosa intendiamo per console. Se parliamo dei primi sistemi domestici Nintendo dedicati ai videogiochi, il riferimento è la famiglia Color TV-Game del 1977. Se invece cerchiamo la prima console Nintendo a cartucce che ha dato origine alla linea moderna, il punto di partenza è il Famicom del 1983, trasformato poi nel NES per i mercati occidentali.
Per le portatili, Game & Watch arriva nel 1980, mentre Game Boy nel 1989 inaugura la famiglia a cartucce che diventerà uno dei pilastri commerciali dell’azienda. È proprio la convivenza tra queste due storie, domestica e portatile, a spiegare perché Switch abbia rappresentato una svolta così naturale nel 2017.
Da Color TV-Game a Switch 2: cosa cambia e cosa resta
Guardando l’intera cronologia, Nintendo raramente ha seguito una sola direzione. A volte ha puntato sulla potenza, come nel passaggio al 3D di Nintendo 64. In altri momenti ha preferito cambiare l’interfaccia, come con DS e Wii. Con Switch ha invece unito due linee di prodotto che per oltre trent’anni erano rimaste separate.
Switch 2 è quindi l’ultimo capitolo di una storia che inizia nel 1977, non un progetto isolato. L’idea di fondo è rimasta sorprendentemente coerente: costruire hardware attorno a un modo specifico di giocare e usare poi serie come Mario, Zelda, Pokémon, Metroid e Animal Crossing per mostrare cosa quella macchina può fare.


