A pochi giorni dal debutto in Early Access, Hytale torna a far parlare di sé con una dichiarazione destinata a lasciare il segno. Secondo il fondatore Simon Collins-Laflamme, il nuovo sistema di generazione dei mondi in arrivo dopo il lancio iniziale rappresenterà un cambiamento strutturale nel modo in cui vengono costruiti i mondi sandbox a blocchi, ridefinendo l’intero genere.
Parole forti, ma supportate da una visione precisa: rendere mondi che sembrano curati a mano, pur restando teoricamente infiniti.
Due generazioni, due filosofie

Al momento del lancio in Early Access, la modalità esplorazione di Hytale utilizzerà ancora il sistema di generazione V1, sviluppato tra il 2016 e il 2020. Si tratta di una tecnologia ormai datata rispetto alle ambizioni attuali del team, ma necessaria per garantire stabilità al debutto.
La vera rivoluzione arriverà con V2, il nuovo sistema di world generation in sviluppo dal 2021, pensato per sostituire completamente l’approccio precedente. Anche V2 resta basato sulla generazione procedurale, ma introduce un livello di controllo mai visto prima per artisti e designer.
Mondi procedurali, ma con una direzione chiara
Il punto chiave del nuovo sistema è semplice ma potente: la procedura non decide tutto da sola. I designer possono impostare pattern narrativi e visivi che guidano l’esplorazione, avvicinando l’esperienza a quella di un mondo costruito manualmente.
Un esempio concreto? Il generatore può essere “orientato” a far comparire alberi dalle foglie scure in prossimità di grotte, suggerendo indirettamente al giocatore che sotto c’è qualcosa di interessante. È una forma di comunicazione ambientale tipica dei mondi handcrafted, applicata però a uno scenario generato dinamicamente.
Nel blog ufficiale, il team mostra anche esempi più sperimentali, come mondi alieni con strutture e biomi completamente fuori dagli standard fantasy classici.
Modding senza codice: un cambio di paradigma

Un altro elemento centrale della visione di Hytale è l’accessibilità. Il nuovo sistema V2 sarà aperto ai modder, che potranno creare e modificare parametri di generazione senza scrivere una sola riga di codice.
Il tutto passerà da un editor a nodi, dove sarà possibile collegare variabili, regolare valori e vedere i cambiamenti riflessi nel gioco in tempo reale. Un approccio che abbassa drasticamente la barriera d’ingresso e apre la strada a una quantità enorme di mondi personalizzati.
Artisti e designer al centro, non più i programmatori
Secondo Collins-Laflamme, questa è la vera rottura con il passato:
“Per la prima volta, artisti e game designer possono avere il pieno controllo della generazione dei mondi, con totale dominio sul risultato finale. È un allontanamento netto dai mondi plasmati quasi esclusivamente dai programmatori.”
Non è un caso che Hypixel Studios stia assumendo oltre 15 world designer, una figura rarissima in giochi sandbox procedurali. Un segnale chiaro di dove voglia andare il progetto.
Un mondo che serve il gameplay

L’obiettivo finale è ambizioso ma chiaro: far convivere cura artigianale e proceduralità infinita, senza sacrificare il gameplay. Come sottolinea il fondatore:
“La visione di Hytale è quella di sembrare accuratamente costruito a mano, pur restando infinitamente procedurale, con il design sempre al servizio del gameplay.”
In un genere spesso accusato di essere visivamente ripetitivo o narrativamente piatto, Hytale punta a diventare un punto di svolta, dimostrando che anche i mondi generati possono raccontare qualcosa.
Un progetto sopravvissuto al caos
Le dichiarazioni arrivano in un momento simbolico. Collins-Laflamme ha ricordato di recente che recuperare Hytale dopo la sua cancellazione è stato quasi un miracolo, spiegando che ciò che avrebbe richiesto anni è stato sistemato in poche settimane per riportare il gioco a uno stato giocabile e divertente.
Ora, con l’Early Access alle porte e una tecnologia pronta a evolversi profondamente, Hytale si prepara a una seconda nascita. E se le promesse verranno mantenute, la generazione dei mondi nei giochi a blocchi potrebbe non essere più la stessa.
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