Quando si parla di Grand Theft Auto VI, le regole del mercato smettono di essere normali. Non è solo il prossimo gioco di Rockstar, ma un evento capace di influenzare l’intera industria. Secondo Jason Schreier, però, l’impatto più forte potrebbe sentirsi soprattutto in casa Sony.
La tesi è chiara: GTA 6 non è un’esclusiva PS5 sulla carta, ma lo è nei fatti. E PlayStation starebbe pianificando il proprio anno di uscite come se lo fosse.
Sony si muove per evitare la “zona d’impatto” di GTA 6

Nel corso di un podcast, Schreier ha spiegato come Sony stia allineando l’intera strategia di pubblicazione per non finire schiacciata dal lancio di GTA 6. Il concetto è semplice: quando esce un titolo di questa portata, tutto il resto rischia di passare inosservato.
Per questo motivo, PlayStation starebbe tenendo libera una finestra enorme attorno al periodo di uscita di GTA 6, evitando di piazzare titoli importanti troppo vicini. Non per paura, ma per realismo.
GTA 6 non compete con altri giochi. Li sovrasta.
Perché GTA 6 pesa più su PS5 che su Xbox
Sebbene il gioco sia previsto anche su Xbox, Schreier sottolinea un dato che a Sony è chiarissimo: la maggior parte delle copie verrà venduta su PS5. Questo rende GTA 6 comparabile, per impatto commerciale, a un’esclusiva first party.
Il motivo non è solo la base installata più ampia, ma anche l’effetto traino sull’hardware. Molti utenti acquisteranno una PS5 proprio per giocare a GTA 6, replicando uno schema già visto con GTA 5 su PS4.
Per Sony, quindi, GTA 6 è una leva strategica enorme, anche senza un accordo di esclusività formale.
La data di uscita: novembre 2026 è realistica, ma non blindata
Secondo Schreier, GTA 6 non è ancora “content complete”. Missioni, cutscene e rifiniture sono ancora in lavorazione, il che rende poco credibili alcune finestre di lancio ipotizzate in passato.
A oggi, novembre 2026 viene considerata la finestra più realistica. Non ideale, non garantita, ma plausibile. Nemmeno all’interno di Rockstar, però, qualcuno sarebbe pronto a giurare che verrà rispettata.
Il motivo è semplice: con aspettative di questo livello, un rinvio è preferibile a un’uscita imperfetta, anche se ogni slittamento ha conseguenze dirette sul valore azionario di Take-Two.
Il paracadute del 2027

C’è un altro dettaglio importante. L’anno fiscale di Take-Two termina a marzo 2027. Questo significa che, in caso di problemi, Rockstar avrebbe ancora margine per spostare il lancio nei primi mesi del 2027 senza “rompere” le previsioni finanziarie.
È una rete di sicurezza che esiste, anche se nessuno la cita ufficialmente.
Per Sony, questo rende ancora più delicata la pianificazione: bisogna essere pronti sia al 2026 che al 2027.
Perché PlayStation evita di bruciare altri big
Schreier fa un esempio concreto: titoli molto attesi come Wolverine rischierebbero di essere penalizzati se lanciati troppo vicini a GTA 6. Non perché siano deboli, ma perché l’attenzione del pubblico e dei media sarebbe completamente assorbita.
Per questo Sony starebbe valutando con estrema cautela quando piazzare i propri giochi di punta, lasciando a GTA 6 il ruolo di evento centrale.
Un gioco che detta legge al settore
Il dato più impressionante non è che GTA 6 venda tanto. È che influenzi le decisioni strategiche di aziende che non lo producono. Pochissimi titoli nella storia possono permetterselo.
Che esca nel 2026 o slitti al 2027, una cosa appare chiara: GTA 6 non sarà solo un lancio. Sarà il perno attorno a cui ruoterà l’intero calendario PlayStation.
E questo, per un gioco multipiattaforma, dice molto più di qualsiasi esclusiva scritta sulla confezione.
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