The Necromancer’s Tale è un’opera che, pur non priva di imperfezioni, merita l’attenzione di chi cerca un’esperienza ruolistica densa e fortemente narrativa. Il suo punto di forza risiede nella scrittura di ottimo livello, nella coerenza dell’ambientazione gotica e decadente, e soprattutto nella fitta rete di scelte morali che modellano non solo il protagonista, ma anche il mondo che lo circonda. Il gioco non punta sull’azione, né sulla spettacolarità tecnica. Al contrario, abbraccia una visione autoriale e quasi teatrale del GDR, dove la parola scritta è protagonista assoluta. Questo approccio lo rende unico, ma al contempo lo espone a delle fragilità evidenti: il comparto tecnico è modesto, con animazioni rigide, texture poco definite e qualche inciampo prestazionale. Il sistema di combattimento è semplice e funzionale, ma manca di varietà e profondità tattica, risultando a tratti ripetitivo. Anche l’interfaccia e alcune scelte di design, come l’assenza di indicatori o la gestione macchinosa dell’inventario, possono disorientare i giocatori meno avvezzi a un’impostazione old-school. Inoltre, l’assenza della localizzazione in italiano può rappresentare una barriera, vista la quantità dei testi.
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