Purpose 1951 si distacca ancora di più dall’ibridazione sperimentata nei precedenti titoli di Brodur chiudendosi a riccio sulla narrazione e abbandonando gli elementi fantasy. La storia che vorrebbe coinvolgere ed emozionare, si perde in monologhi piatti e poco entusiasmanti afflitta da una componente ludica asciutta e noiosa. Nel titolo si cammina e basta, con soli tre puzzle per un totale di un’ora scarsa che non lascia assolutamente nulla. Ai lievi progressi grafici si aggiunge una ripetizione estetica che affossa ulteriormente il titolo che diventa monotono e privo di mordente nonostante un buon doppiaggio.
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