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	<title>Project Aether: First Contact &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Project Aether: First Contact, la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ribaudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 09:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Project Aether: First Contact, lo shoot ‘em up twin stick con elementi da bullet hell sviluppato da Sleepy Spider Studios, arriva su Nintendo Switch dopo una fruttuosa campagna Kickstarter e il lancio della versione PC uscita ad inizio dello scorso anno. Con un gameplay che ci ricorda capisaldi del genere come Geometry Wars e Ikaruga e un mech da comandare che potrebbe benissimo essere un Eva e una storia che inevitabilmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span lang="IT">Project Aether: First Contact</span></b><span lang="IT">, lo <a href="https://www.icrewplay.com/jetboard-joust-arriva-su-switch-e-atari-vcs/">shoot ‘em up</a> <b>twin stick </b>con elementi da<b> bullet hell</b> sviluppato da <b>Sleepy Spider Studios,</b> arriva su <a href="https://www.nintendo.it/Giochi/Giochi-scaricabili-per-Nintendo-Switch/Project-AETHER-First-Contact-2020522.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Nintendo Switch</b></a> dopo una fruttuosa campagna <b>Kickstarter </b>e il lancio della versione <b>PC</b> uscita ad inizio dello scorso anno.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Con un gameplay che ci ricorda capisaldi del genere come <b>Geometry Wars</b> e <b>Ikaruga</b> e un mech da comandare che potrebbe benissimo essere un <b>Eva</b> e una storia che inevitabilmente assomiglia ad un <b>anime</b>, <b>Project Aether</b> verrà fuori come un prodotto con una sua dignità o si limiterà ad esser un <i>more of the same</i>? <u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Scopriamolo insieme.<u></u><u></u></span></p>
<h2><b><span lang="IT">Spazio: ultima frontiera<u></u><u></u></span></b></h2>
<p><span lang="IT">La Storia di <b>Project Aether</b>, come d’abitudine per questo tipo di titoli, è poco più di un pretesto per metterci al comando del nostro robottone: il <b>Capitano Theresa Martins</b> è impegnata nella fase di test del primo (e unico) prototipo di <b>Aether</b>, il mech che comanderemo per tutto il gioco, quando un’<b>improvvisa minaccia</b> si manifesta poco sopra l’atmosfera terrestre.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Si tratta di astronavi aliene, senza alcun pilota, che <b>metteranno a serio rischio tutti i pianeti del sistema solare</b>. Senza troppi dubbi, e con incrollabile fiducia nel prototipo, <b>Theresa Martins viene inviata a salvare la situazione dove l’esercito regolare fallisce miseramente</b>.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Poco realistico se vogliamo, altrettanto scontato in effetti, ma efficace per avviare l’azione di un titolo in cui sparare (ed evitare i colpi nemici) è tutto quello che dovremo fare.<u></u><u></u></span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-344122" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/NSwitchDS_ProjectAetherFirstContact_01.jpg" alt="project aether first contact" width="1280" height="720" title="Project Aether: First Contact, la recensione"></p>
<h2><b><span lang="IT">Il gameplay di Project Aether: first contact<u></u><u></u></span></b></h2>
<p><span lang="IT">Il gameplay di <b>Project Aether</b> è abbastanza semplice, pur con qualche piccola novità, e al tempo stesso solido.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">All’inizio del gioco abbiamo a disposizione <b>4 tipologie di attacchi,</b> o meglio 3 più 1, scoprirai presto perchè. L’<b>Aether</b> <b>è equipaggiato con una mitragliatrice, un fucile rail gun e una spada</b>; la prima è chiaramente l’arma base, che ci fornisce <b>fuoco rapido </b>e causa <b>danni moderati</b> ai nemici ed è consigliata principalmente nelle fasi concitate in cui abbiamo bisogno di smistare quanti più colpi possibili. Il <b>fucile invece è un’arma più lenta ma più efficace</b> nell’eliminazione del nemico, tenuto conto del fatto che <b>con un singolo colpo possiamo danneggiare più navicelle </b>contemporaneamente, a patto che siano in fila ravvicinata.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Infine, l’ultima arma a nostra disposizione è una<b>spada</b> da utilizzare nel corpo a corpo, <b>efficace anche ai livelli più bassi</b> e utile per amplificare gli impulsi <b>EMP</b> emessi dal nemico. Questo ci porta dritto all’ultimo tipo di attacco di cui ti parlavo prima, che risulta essere una gradita novità nell’intero gameplay: partendo dal presupposto che le navi sono prive di pilota e vengono comandate da remoto, <b>ogni colpo che infliggeremo al nemico contribuirà a creare un piccolo cortocircuito che si manifesterà sotto forma di cerchio</b> intorno alla navicella.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Una volta che questo cerchio si sarà formato, attivando i nostri reattori al suo interno <b>daremo vita ad un impulso elettromagnetico che farà esplodere qualsiasi nemico entro il suo raggio</b>.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Si tratta di una caratteristica peculiare, che aggiunge un tocco di strategia all’intero titolo; se ai livelli di difficoltà più bassa potremmo anche disinteressarci di questa tecnica, la stessa <b>diventa essenziale giocando ai livelli Difficile e Intenso</b>. Così come, sfruttando il doppio analogico, il nostro <b>Aether si muove liberamente sullo schermo</b>, anche le navi nemiche avranno dei percorsi più o meno casuali, motivo per cui <b>spingerle vicine con i nostri attacchi e poi farle fuori rapidamente con l’impulso EMP</b> diventa fondamentale per evitare quanti più danni possibile.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Diversamente da altri shmup, in <b>Project Aether non abbiamo un vero e proprio scudo e sopratutto non esistono i tipi attacchi “pulisci schermo” </b>che fanno tanto old school; oltre alle armi di cui ti ho parlato abbiamo a disposizione una mossa che ci permette di <b>muoverci rapidamente</b> grazie ai reattori montati sul mech, evitando gli attacchi nemici (o posizionandoci meglio) diventando al tempo stesso <b>invulnerabili </b>per i pochi secondi che il movimento ci richiederà.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Nonostante la struttura da <b>bullet hell</b> duro e puro, <b>Project Aether</b> riesce ad essere <b>player friendly </b>anche con chi difficilmente si accosta al genere.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Non veniamo subito gettati nella mischia, ma abbiamo a disposizione un primo livello tutorial in cui apprendere con calma come comandare l’<b>Aether</b> e utilizzarne con profitto le armi a disposizione. Inoltre, diversamente da quanto accade normalmente,<b> anzichè venire eliminati al primo colpo preso possiamo resistere fino allo svuotamento della barra della vitalità</b> e anche in questo caso, prima di capitolare, abbiamo a disposizione alcuni <b>kit di riparazione </b>in grado di ripristinare in parte l’energia del mech.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Man mano che avanzeremo <b>nei 9 livelli che compongono il gioco principale </b>riceveremo <b>nuove armi</b> che migliorano quelle già in nostro possesso, non sono troppe e anche la varietà difetta ma tutto sommato è un aspetto secondario. Sempre secondo il criterio <b>arma principale – arma secondaria</b> ci ritroveremo a impugnare <b>lanciarazzi</b>, <b>fucili a corto raggio</b> e <b>armi a concussione</b> in grado di spostare le navi, mettendole nella giusta posizione per una <b>catena di esplosioni EMP</b>.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">E’ vero, armi più potenti e visivamente appaganti aumentano il piacere del gioco, ma paradossalmente <b>Project Aether sarebbe completabile anche senza sparare un colpo</b>: facendo attenzione, anche quando lo schermo è saturo di nemici, sarà sempre possibile individuare uno spazio in cui infilarsi restando al riparo dai colpi delle navi avversarie, sfruttando il sistema di comandi sempre reattivo e molto preciso.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Ma le armi non sono l’unico elemento personalizzabile del gioco: anche alcuni pezzi dell’<b>Aether </b>sono personalizzabili, sbloccandone degli aggiornamenti come avviene per <b>il modulo per la schivata.<u></u><u></u></b></span></p>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/NSwitchDS_ProjectAetherFirstContact_02.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-344126" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/NSwitchDS_ProjectAetherFirstContact_02-1024x576.jpg" alt="project aether" width="800" height="450" title="Project Aether: First Contact, la recensione"></a></p>
<p><span lang="IT">Non parliamo di grandissimi cambiamenti, ma <b>sperimentare le varie combinazioni</b> aggiunge un ulteriore elemento interessante a quello che, va ricordato, è comunque un titolo <b>low budget.</b><u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Una parziale pecca di <b>Project Aether: First Contact</b>è la durata della campagna, suddivisa in <b>9 missioni</b> che ci vedono passare tra <b>campi di asteroidi</b>, <b>pianeti congelati come Hoth</b> <b>o simili alla Terra</b> in una continua lotta con il nemico, che appare in ondate valutate singolarmente una volta distrutta l’ultima nave. Come da tradizione, alla fine di ogni livello troviamo l’immancabile <b>boss, normalmente una nave un po’ più grande delle altre </b>con qualche gregario e un rateo di fuoco più martellante. Nulla di troppo difficile o particolarmente fantasioso, qualche colpo ben assestato e anche loro esploderanno in mille pezzi. In totale <b>per terminare la campagna basta un’oretta e mezza di gioco.</b></span><b><u></u><u></u></b></p>
<p><span lang="IT">Ad aggiungere un pizzico di longevità ci pensano le classiche modalità aggiuntive: <b>Trials</b>, che ci vede affrontare dei livelli con un <b>obiettivo definito</b> (ad esempio utilizzare fucile e spada per eliminare dei missili), <b>Survival</b> che ci propone la consueta <b>gara di sopravvivenza</b> e per ultima la modalità <b>Boss Rush</b> che ci propone di affrontare tutti i boss nemici in rapida sequenza.</span><u></u><u></u></p>
<h2><b><span lang="IT">Segnali di Stile<u></u><u></u></span></b></h2>
<p><span lang="IT">Nonostante la giocabilità sia praticamente esente da difetti, e questo è molto importante nell’economia del gioco, <b>l’aspetto grafico di questa versione Switch non è esaltante.<u></u><u></u></b></span></p>
<p><span lang="IT">I modelli delle navi e dell’<b>Aether</b> sono quasi stilizzati, con un livello di <b>dettaglio minimo</b> e una varietà molto bassa. Anche gli <b>sfondi</b>, semplici<b>immagini statiche</b>, <b>non rendono</b> al meglio, specialmente in quei frangenti in cui ci troviamo ad attraversare campi di detriti che sembrano così provenire dal nulla.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Il tutto migliora leggermente in modalità handheld, ma più per le ridotte dimensioni dello schermo che per altri motivi.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Anche <b>il comparto sonoro non brilla</b>: i rumori della battaglia sono pressoché standardizzati e non restituiscono i feeling che un <b>combattimento a suon di raggi laser ed esplosioni EMP </b>dovrebbe dare al giocatore.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Anche il doppiaggio, solo in lingua inglese e chiaramente influenzato da certa tradizione anime, non è un granchè: è vero, la trama deve essere in qualche modo portata avanti ma <b>una recitazione non eccellente e dei dialoghi spesso sopra le righe</b> spezzano l’azione in maniera un po’ troppo invadente.<u></u><u></u></span></p>
<p><span lang="IT">Nettamente migliore la <b>soundtrack</b> del gioco, che riesce ad <b>enfatizzare</b> l’azione su schermo con pezzi interessanti e dalle <b>sonorità adatte </b>all’ambientazione fantascientifica del gioco.</span></p>
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