Sviluppato da WorldWideSoftware e pubblicato da Kemco, Fortuna MAgus è un gioco di ruolo a tema fantasy in 2D fortemente nostalgico e dalla struttura ludica discretamente classica, che rientra in pieno nella tipologia media dei titoli firmati Kemco. Noi abbiamo vissuto questa nuova epopea magica su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a svelare segreti e a padroneggiare la magia?
Fortuna Magus un altro classico Kemco
Fortuna Magus rientra esattamente e pienamente nell’ormai identitaria tipologia di produzioni firmate Kemco. Si tratta di un gioco di ruolo di stampo giapponese, molto nostalgico, che strizza l’occhio alle opere degli anni ‘90 e che, soprattutto, nasce su sistemi mobile Nel dettaglio, questa in esame è la trasposizione ufficiale per console Nintendo. L’ennesima. Basta poco, infatti, per scoprire che il catalogo Kemco è estremamente vasto e, proprio per tale vastità, è difficile distinguere un titolo dall’altro.
Fortuna Magus non fa, purtroppo, eccezione. Non solo, come scopriremo nel paragrafo successivo, si tratta di un titolo che ludicamente fa il minimo, lo fa in modo solido, ma manca anche quella piccola spinta sperimentale che di tanto in tanto viene inserita nei titoli dello sviluppatore. In compenso, complice forse una durata molto più contenuta, la trama di Fortuna Magus si difende leggermente meglio rispetto al normale. Se da un lato i personaggi non subiscono chissà quale cresciuta o evoluzione, complice anche il minor tempo su schermo rispetto ai congeneri, dall’altro la macro trama guadagna in ritmo.

Non solo, c’è più enfasi e il finale risulta anche più emotivo rispetto alla norma. Sia chiaro, nulla di eccessivamente innovativo o sconvolgente ma è comunque una storia più godibile e che sa catturare l’interesse nonostante alcune fasi molto, troppo, prolisse. Entrando più nel dettaglio, il titolo si apre con un trio di personaggi che si vedono privare del proprio genitore. Il padre, infatti, sembra fuggir via, con un messaggio enigmatico, per non fare più ritorno. Passano gli anni e la famiglia rimane in due. Nel dettaglio, Amane e Tia. Il ragazzo ha un po’ ereditato il ruolo del padre ma siamo solo all’inizio di una sorta di piccola odissea in salsa fantasy.
L’incontro con un mago di nome Rett, infatti, crea la scintilla per un viaggio decisamente rocambolesco che, tra un cliché e un altro, saprà infilare più di un elemento interessante, tra cui il razzismo, in questo caso proprio contro i maghi. Tra misteri e destini da svelare, il canovaccio narrativo di Fortuna Magus riesce ad ammantare le mancanze di un sistema ludico estremamente scolastico e semplice come andremo subito scoprire.

Un classico privo di coraggio
Fortuna Magus è un gioco di ruolo in 2D con combattimenti a turni ed estremamente classico nella sua impostazione. Abbiamo un team di cinque personaggi, tutti con abilità e statistiche personali oltre a un equipaggiamento da curare man mano che si procede nell’avventura. A variare leggermente la formula base, ci sono le magie e gli attacchi combinati e abilità speciali extra con barre a ricarica con cui cercare di ribaltare le sorti del conflitto.
Il tutto risulta quindi essenziale, per alcuni quasi scarno, eppure i neofiti potranno approcciarsi con ancora più sicurezza considerando che non ci sarà poi molto da tener d’occhio. A tal proposito, è considerato un valore aggiunto la possibilità di mandare in “auto” i combattimenti, alleviando la stanchezza dall’effetto grinding, comunque necessario in alcune situazioni. Il livello di difficoltà, si attesta nella media dove sono le statistiche a comandare mentre l’esplorazione è nella media delle opere Kemco, con un level design poco ispirato e che non incita molto a esplorare ogni anfratto in cerca di tesori extra.
Anche le città non brillano per identità così come, purtroppo, il bestiario. Questi è molto standard con creature già in viste in centinaia di altri giochi di ruolo, inclusi gli stessi firmati Kemco. Salviamo giusto qualche piccola eccezione in cui rientrano determinati boss. Riassumendo, abbiamo un titolo molto scolastico, accessibile, abbastanza prevedibile nel suo sistema ludico, dalla durata sotto la media e che punta un po’ di più sulla narrazione rispetto alla strategia in battaglia. Queste ultime, molto standard e monotone, riprendono anche lo schema casuale abbastanza ridondante.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Fortuna Magus alterna sprite in 2D dei personaggi abbastanza accattivanti, oltre che “giganti” per dimensioni, a scenari in pixel abbastanza anonimi e con elementi che si riciclano un po’ troppo. In realtà, l’opera soffre come gran parte delle altre firmate Kemco: è tutto un po’ troppo anonimo. Inoltre, lo stile anime e quello in game sono praticamente identici alla maggior parte dei titoli dello stesso sviluppatore. Questo non aiuta a distinguerli e non li rende memorabili quanto potrebbero.
Anche il bestiario ne esce sotto tono, aggravato da una totale assenza di animazioni laddove, invece, il nostro team esegue piccole e rudimentali movimenti. Ciò rende le battaglie abbastanza apatiche. A ciò, si somma un sonoro non molto variegato ma che cerca di svolgere il suo ruolo con sufficienza. Alcune tracce sono orecchiabili, altre più ridondanti ma nulla di realmente fastidioso. Infine, da segnalare l’ormai scontata assenza dei sottotitoli in lingua italiana. Assenza da tener conto considerando la mole di testo che dovrai affrontare.
