C’è un momento preciso in cui un gioco indie smette di essere solo una promessa e diventa qualcosa di concreto. Per Encounter: The Lost Cards quel momento è arrivato il 26 gennaio 2026, con il lancio ufficiale della versione 1.0 su Steam. Dopo un breve periodo in Early Access e un trailer che ha fatto parecchio rumore nel corso del 2025, il progetto del solo developer canadese Salvatore Grosso è ora completo e pronto a essere giudicato senza sconti.
Se ti piacciono i roguelike a turni ma senti che molti titoli iniziano a somigliarsi troppo, Encounter: The Lost Cards prova a rompere lo schema. Qui non sei davanti all’ennesima variazione sul tema. L’idea centrale è chiara fin dai primi minuti: le carte dei Tarocchi non sono solo un’estetica, ma il cuore stesso del gameplay. Ogni scelta, ogni battaglia, ogni rischio passa da lì.
Il gioco ti mette nei panni di un avventuriero trascinato in un conflitto tra angeli e demoni. L’obiettivo è recuperare i Major Arcana perduti, ma il percorso non è lineare né prevedibile. Ogni run è costruita come una sequenza di carte, pescate e affrontate una dopo l’altra, con risultati che cambiano radicalmente in base alle tue decisioni e a come gestisci le risorse a disposizione.


Un roguelike dove la mappa è un mazzo di Tarocchi
Uno degli elementi più interessanti di Encounter: The Lost Cards è il modo in cui reinterpreta il concetto di progressione. La mappa non è una mappa tradizionale. È un mazzo di carte. Ogni carta rappresenta un incontro e può apparire in posizione dritta o rovesciata, modificando effetti, ricompense e pericoli.
Questo significa che nulla è davvero statico. Una carta che in una run ti offre un mercante utile, in un’altra può trasformarsi in un evento rischioso o in una battaglia complicata. Il gioco ti costringe a leggere la situazione, a interpretare i segnali e ad adattarti costantemente. Non basta sapere cosa fa una carta, devi capire come e quando affrontarla.
La sensazione è quella di un roguelike che vuole stimolare il ragionamento più che la memoria. Non stai semplicemente imparando pattern. Stai costruendo una strategia sul momento, spesso sotto pressione, sapendo che una scelta sbagliata può compromettere l’intera run.
Combattimenti a turni che premiano pianificazione e tempismo
Il sistema di combattimento è a turni, ma non è lento né passivo. Ogni scontro è pensato per spingerti a osservare le azioni nemiche e a reagire in modo intelligente. Il tempismo conta quanto la forza bruta.
Le battaglie ruotano attorno a:
- gestione delle carte nel tuo mazzo
- utilizzo corretto delle abilità
- valutazione delle mosse avversarie
Non esiste la vittoria automatica. Anche contro nemici apparentemente semplici puoi finire nei guai se sottovaluti una combo o sprechi risorse. Il gioco è punitivo, ma raramente ingiusto. Quando perdi, di solito sai esattamente perché è successo.
Questa struttura rende ogni combattimento interessante, anche dopo diverse ore. Non c’è l’effetto “pilota automatico” tipico di alcuni roguelike più ripetitivi.
L’inventario come vera arma strategica
Uno degli aspetti più sorprendenti di Encounter: The Lost Cards è l’importanza dell’inventario. Qui non è solo uno spazio dove accumulare oggetti in attesa di usarli. Il modo in cui organizzi ciò che porti con te può fare la differenza tra una vittoria pulita e una sconfitta umiliante.
Oggetti, reliquie e carte interagiscono tra loro. Posizione, ordine e combinazioni contano. A volte sei costretto a scegliere se tenere un oggetto potente ma ingombrante o liberare spazio per qualcosa di più flessibile. Ogni decisione pesa, soprattutto nelle fasi avanzate della run.
È un sistema che premia i giocatori attenti e penalizza chi si affida solo all’istinto. Più giochi, più inizi a vedere pattern, sinergie e possibilità che inizialmente sembravano invisibili.
Un tono PG-13 che osa più di quanto sembri
Dal punto di vista narrativo e stilistico, Encounter: The Lost Cards non ha paura di sporcarsi le mani. Il mondo di gioco è fantasy, caotico e volutamente sopra le righe, con un tono PG-13 che strizza l’occhio a temi più oscuri senza mai diventare eccessivo.
L’umorismo è presente, ma non smorza l’atmosfera. Al contrario, crea un contrasto interessante con i temi legati ai Tarocchi, alla moralità ambigua e alle scelte discutibili che il gioco ti mette davanti. Non sei sempre l’eroe buono. Spesso devi decidere quanto sei disposto a rischiare o a sacrificare per andare avanti.
Salvatore Grosso lo ha detto chiaramente: non voleva trasformare i Tarocchi in qualcosa di carino e innocuo. E questa scelta si sente, soprattutto nel modo in cui il gioco tratta conseguenze e fallimenti.
Endgame e difficoltà che crescono con te
Una volta superate le prime ore, Encounter: The Lost Cards mostra il suo lato più cattivo. Più sopravvivi, più il gioco diventa spietato. I nemici si fanno più aggressivi, le decisioni più rischiose e gli errori meno perdonabili.
Questo sistema di escalation rende l’endgame particolarmente teso. Ogni passo avanti è una scommessa. Puoi fermarti e consolidare la tua posizione oppure spingerti oltre, cercando ricompense migliori sapendo che potresti perdere tutto.
È una filosofia tipica dei roguelike migliori, ma qui è applicata con coerenza e personalità.
Un lancio 1.0 che chiude davvero il cerchio
Con la versione 1.0 disponibile da oggi su Steam, Encounter: The Lost Cards si presenta come un progetto completo. Il periodo in Early Access è servito a rifinire sistemi, bilanciare meccaniche e chiarire l’identità del gioco. Il risultato è un roguelike a turni che non cerca di piacere a tutti, ma punta forte su chi ama sperimentare, ragionare e mettersi alla prova.
Se stai cercando un titolo che unisca strategia profonda, gestione delle carte, inventario significativo e un’estetica fuori dagli schemi, questo è uno di quei giochi che meritano attenzione. Non promette comfort. Promette sorprese. E in un panorama indie sempre più affollato, non è poco.