Sviluppato e pubblicato da Koei Tecmo Games Co., DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered è una remastered ma anche una sorta di fusione dell’originale DYNASTY WARRIORS 3 con l’edizione upgrade pubblicata successivamente e denominata DYNASTY WARRIORS 3: Xtreme Legends. Il tutto con una grafica più moderna e diversi piccoli interventi che mirano a rendere il titolo quanto più accessibile e contemporaneo possibile. Ci sarà riuscito? Scopriamolo insieme nella nostra recensione per PlayStation 5!
DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered e l’eredità del passato
Prima di fornire qualche cenno della narrazione del gioco, è bene parlare della storia del titolo stesso. Come anticipato, DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered proviene dall’omonimo DYNASTY WARRIORS 3, terzo capitolo ufficiale dell’omonima saga e pubblicato per PlayStation 2 e la primissima Xbox nel lontano 2001. Dato il successo dell’opera per quello che per molti è definito un capitolo di svolta per la saga, è stato poi ulteriormente allargato con la versione Xtreme Legends.
Per chi non lo sapesse, la Xtreme Legends è una vera e propria espansione ufficiale con tanto di oggetti inediti, nuove modalità, livelli di difficoltà e ulteriori interventi tecnici e ludici. Ecco la versione qui in analisi è una fusione dei due titoli che mira a riportare sul mercato, forte anche del recente successo di DYNASTY WARRIORS: Origins, uno dei capitoli principali che ha riportato alla ribalta il genere musou, grazie anche all’introduzione, allora inedita, della modalità a due giocatori simultanea.

Per quanto riguarda gli approfondimenti narrativi, in DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered abbiamo a disposizione praticamente tutti gli ufficiali del gioco, destinati ad aumentare gradualmente, per circa 40 personaggi diversi. Ognuno di loro appartiene a un determinato schieramente a sua volta ambientato nell’iconico periodo dei Tre Regni. Il gioco però non si limita solo a riproporre in modo quasi del tutto fedele il materiale originale, ma aggiunge nuovi scenari e nuovi ufficiali.
La trama, che non è comunque il motore principale del gioco, che fonda quasi tutto sul gameplay, riesce comunque ad accattivare grazie alle conseguenze geopolitiche che minano, ovviamente la fedeltà storica in base alle nostre scelte e azioni. Il tutto con sconvolgimenti tipici della serie ma ancora oggi appaganti. Inutile dire che cercare di scoprire le storie e gli intrighi, nonché gli intrecci narrativi di ogni ufficiale, rende il titolo estremamente longevo ma anche discretamente ripetitivo.

Oltre alla modalità “musou”, che sarebbe la campagna principale, il gioco possiede anche altre intriganti occasioni. La modalità “libera” è una sorta di parco giochi privo di restrizioni dove puoi letteralmente personalizzare lo scontro dando vita a una sorta di tua personale narrazione modificando così alleanze e scontri. La modalità “sfida”, invece, ha un animo più arcade, ancorato al sistema di punteggi con diverse tipologie di sfide, e dedicato essenzialmente ai fanatici del genere.
Presente anche la modalità “Versus” dedicata al multigiocatore con tipologie differenti dal 3v3 al 1v1 con ben otto livelli con proprie specifiche regole. E parlando di multigiocatore, le modalità Musou, Libera e Versus sono tutte abilitate al multiplayer offline a 2 giocatori. E ulteriore chicca finale come elemento inedito c’è anche la presenza, tra i vari personaggi, di Ziluan, iconico protagonista del già citato DYNASTY WARRIORS: Origins.

Un musou di ieri… oggi!
DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered è un action game con un sistema da combattimento da picchiaduro in terza persona 3D che ha ridefinito gran parte delle regole del sottogenere identificato come musou. Per chi non lo sapesse, si tratta di vestire i panni di un determinato personaggio, con proprie caratteristiche e abilità, oltre che con equipaggiamento personalizzabile in modo simil gioco di ruolo, e muoversi in aree circoscritte affrontando centinaia e centinaia di nemici.
Non per niente, è qui che si parla di sfide 1 vs. 1000 e, inutile dirlo, è ancora oggi appagante affrontare gruppi immensi di nemici. Sì, perché la base del titolo è rimasta invariata nel bene e nel male. Il gioco, infatti, senza troppi giri di parole, comunica quasi esclusivamente ai nostalgici, a chi ha vissuto il capitolo originale e a chi ha amato il recente Origins e ha voglia di scoprire da dove è nata quell’ultima versione.

Questo perché il terzo capitolo rimane tra i capisaldi del genere per coraggio innovativo e determinate scelte ludiche che ancora oggi danno corpo alla struttura dei vari musou. Nonostante ciò, rimane un titolo oggi abbastanza limitato e forse anche abbastanza complesso per chi non ha mai affrontato questo genere di giochi. Questo perché, nonostante centinaia di minion che muoiono con pochi fendenti, sono generali, sotto generali, personaggi di spicco e soprattutto la strategia cronologica di azione a caratterizzare gran parte dell’esperienza e del suo livello di difficoltà.
Dando un’occhiata in più al combat system tra attacchi semplici, caricati, mosse di evasioni che premiano anche il tempismo, possibilità di saltare e chiamare un cavallo con cui combattere si sommano il Musou attack e il True Musou attack, legate all’energia del protagonista e in grado di dar vita a mosse ancora oggi decisamente sceniche e devastanti. Insomma, il combattimento funziona ancora oggi e alla sua apparente semplicità, si cela una varietà e stratificazione notevoli e appaganti da sviscerare.

Grafica e sonoro
Bisogna subito fare una precisazione che poi è quanto segnalato nel titolo stesso del gioco: DYNASTY WARRIORS 3: Complete Edition Remastered. Remastered. Per quanto possa sembrare un remake, soprattutto per l’impatto complessivo e il sistema di luci ombre, oltre che per l’innegabile apporto dell’Unreal Engine 5, il gioco è una remastered. E sì, si vede. Lo si vede da una fluidità comunque non sempre omogenea e da una recitazione generale dei personaggi su schermo non al passo coi tempi.
Eppure, il titolo è comunque superiore alla media delle remastered con un impatto estetico che nel totale è comunque molto più moderno rispetto all’originale. Sia chiaro, non può competere coi titoli moderni e neanche col suo stesso Origins proprio a causa di una sottostruttura da remastered ancorata ai primi anni 2000 e per questo rimane un titolo più per nostalgici e curiosi che per neofiti. Nel complesso comunque, al netto di qualche piccolo problema tecnico, il gioco è assolutamente godibile.
Discorso analogo per il sonoro ancora oggi valido accompagnatore degli innumerevoli conflitti che c’attendono su schermo. Peccato, invece, per la mancata presenza dei sottotitoli in lingua italiana. La loro presenza sarebbe stata un’aggiunta extra ancora più gustosa e accessibile.


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