Si è conclusa la prima asta istituzionale europea dedicata ai videogiochi gradati, e i numeri parlano chiaro: 50 lotti proposti, 50 aggiudicati, per un totale lordo di 69.500 euro a fronte di una stima pre-asta di 35.000 euro. “Pop Culture #1 – Video Games”, promossa da The Games Market e organizzata da Galleria Allegrini e Meeting Art a Vercelli, ha dimostrato che il mercato europeo del collezionismo videoludico è maturo, reale e pronto per crescere.
L’asta si è svolta in due sessioni, il 18 e il 19 marzo 2026, coinvolgendo 26 bidder attivi da quattro paesi europei (Italia, Germania, Francia e Inghilterra), con l’88% delle partecipazioni avvenute online. Le 156 offerte totali hanno generato una media di 3,1 rilanci per lotto, con una media di aggiudicazione di 1.112 euro a lotto.
I lotti più importanti: da Monkey Island 2 a una PlayStation da 13 volte il suo valore originale
I due pezzi più contesi dell’intera asta sono stati entrambi titoli LucasArts per FM Towns in edizione giapponese. Monkey Island 2 è stato battuto a 8.900 euro, mentre Indiana Jones Fate of Atlantis ha chiuso a 5.900 euro. Questi due lotti, pur rappresentando solo l’8% del catalogo della prima sessione, hanno pesato per il 42% delle aggiudicazioni totali.
Ma il dato forse più emblematico riguarda la Sony PlayStation SCPH 9002-C, primo bundle europeo con logo Dual Shock, in condizioni pressoché nuove e certificata 9.2: aggiudicata a 2.000 euro, contro i circa 155 euro del prezzo originale del 1998. In 28 anni il valore si è moltiplicato per 13.
Altrettanto significativi Golden Sun L’Era Perduta in prima stampa italiana, chiuso a 2.200 euro, e Jordan vs Bird: One On One per IBM del 1988, battuto a 800 euro, primo videogioco ufficiale con Michael Jordan in copertina, uscito un anno prima della celebre versione NES. Donkey Kong per Intellivision del 1983 e Buck Rogers per Colecovision dello stesso anno sono entrambi POP 1, ovvero l’unico esemplare certificato al mondo nella loro categoria, e il mercato li ha valorizzati come tali: rispettivamente 1.400 e 750 euro.
Nella seconda sessione, il top lot è stato Taro Maru per Sega Saturn del 1997, aggiudicato a 3.500 euro, confermando il catalogo Saturn giapponese come una delle nicchie a più alto valore del mercato. Notevole anche Tekken in prima stampa europea per PlayStation 1 del 1996, battuto a 2.600 euro: un titolo che ha venduto milioni di copie nel mondo, ma la cui rarità di condizione certificata ne ha trasformato il valore.
Il lotto più sorprendente è stato però Mario Galaxy 1 e 2 Custom Box per Nintendo Switch del 2025, aggiudicato a 500 euro nonostante un valore commerciale di 80/90 euro. Il moltiplicatore di oltre 6 volte è stato generato interamente dalla teca espositiva TGM, che trasforma il videogioco in un oggetto da appendere come un quadro. Non è stato il titolo a fare il prezzo, ma la presentazione.
Il ruolo del grading: da oggetto nostalgico a bene patrimoniale certificato
Al centro di questi risultati c’è il TGM Grading, il sistema di certificazione proprietario di The Games Market: il primo in Europa conforme agli standard ISO 9001 e certificato da Bureau Veritas. Il processo si articola in sei fasi, che includono esame visivo, scansione interna non invasiva, verifica tecnica dei componenti, attribuzione del grado, incapsulamento in teca antimanomissione e certificazione digitale tracciabile.
I dati confermano l’impatto del grading sul valore: i lotti certificati TGM hanno generato l’87% delle aggiudicazioni con una media di 1.241 euro per lotto, contro i 655 euro dei grader americani. I cinque lotti più cari dell’intera asta sono tutti gradati TGM.
“L’asta ha evidenziato l’ingresso di un nuovo profilo nel mercato: il collezionista e mercante d’arte”, ha dichiarato Alberto Trussardi, fondatore di The Games Market. “Questa iniziativa conferma l’esistenza di una domanda concreta, capace di riconoscere il valore culturale ed economico del videogioco, soprattutto quando inserito in un contesto istituzionale e supportato da certificazioni.”
Il mercato europeo si sta avvicinando rapidamente agli Stati Uniti, dove il videogioco è già riconosciuto come asset collezionabile di fascia alta. Con un mercato dei collectibles che si prevede possa superare i 500 miliardi di dollari entro il 2033, questa prima asta europea segna un inizio difficilmente ignorabile.