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Account gaming hackerati: le 5 vulnerabilità che i criminali sfruttano prima ancora che tu te ne accorga

Valentina Paradiso 20 secondi fa Commenta! 19
 
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Hai mai provato a fare il login su Steam per la tua partita serale e hai scoperto che la password non funzionava più? O peggio, hai visto sparire skin, valuta virtuale e giochi acquistati senza un motivo apparente? Se la risposta è sì, sappi che non sei il solo. 

Contenuti
Come abbiamo individuato queste vulnerabilità1. Riutilizzo delle password e credential stuffing: il nemico che ti conosce già2. Download di cheat, mod e software craccato: l’amo che tutti abboccano3. Phishing avanzato e imitazione di brand: quando Steam ti dice qualcosa che non va (ma non è Steam)4. Mancanza o inadeguatezza dell’autenticazione a due fattori: quando l’SMS ti tradisce5. Violazioni indirette e dati esposti da terze parti: quando il problema non è tuo, ma ti colpisceIl framework pratico: quanto è alto il tuo rischio?Qualche precisazione prima di concludereCinque punti deboli, una sola conclusioneTi potrebbe interessare

Nel 2024, gli attacchi informatici in Italia sono cresciuti del 18% rispetto all’anno precedente, con 1.927 episodi registrati, come riportato da un’analisi ANSA. 

E il settore del gaming, che nel nostro Paese vale quasi 2,4 miliardi di euro e coinvolge 14 milioni di appassionati (il 33% della popolazione tra i 6 e i 64 anni), è diventato uno dei bersagli preferiti dai criminali informatici. 

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Non è un caso: gli attacchi web contro le piattaforme di gioco sono aumentati del 94% nel primo trimestre 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, con un picco di oltre 1 miliardo di attacchi solo a giugno. 

Ogni giorno, il settore subisce in media quasi attacchi di account takeover (ATO), e nel 75% dei casi il vettore d’ingresso è una combinazione di brute force e credential stuffing, secondo Imperva. Spesso il giocatore si accorge della violazione solo quando ormai il danno è fatto. 

In questo articolo analizziamo cinque vulnerabilità reali che i pirati informatici sfruttano in modo sistematico, fornendo poi un framework pratico per valutare la tua esposizione e correre ai ripari.

Come abbiamo individuato queste vulnerabilità

Per selezionare le cinque minacce che analizzeremo, abbiamo usato cinque criteri di valutazione. 

  1. Prima di tutto, la diffusione e frequenza: quanto spesso la vulnerabilità compare nei report di sicurezza più recenti. 
  2. Poi, l’impatto potenziale: dalla perdita dell’account a quella di skin, valuta virtuale e metodi di pagamento, fino ai rischi per la privacy. 
  3. Abbiamo considerato anche la semplicità di sfruttamento: barriere tecniche basse significano un rischio maggiore per l’utente comune. 
  4. Ovviamente, abbiamo dato peso alla specificità per il gaming, concentrandoci su esche e vettori realmente mirati ai giocatori e alle piattaforme di gioco. 
  5. Infine, la mitigabilità: quanto è possibile difendersi con azioni concrete e alla portata di tutti. 

Il risultato è una mappa delle falle più insidiose, quelle che colpiscono sia il gamer occasionale che l’appassionato incallito.

1. Riutilizzo delle password e credential stuffing: il nemico che ti conosce già

Quante password usi in totale? E quante sono diverse tra loro? Se la risposta alla seconda domanda è “poche”, allora questo è il tuo primo campanello d’allarme. L’abitudine di riciclare la stessa password su più servizi – dalla mail a Steam, da Epic Games a Battle.net – è una delle vulnerabilità più diffuse e pericolose. 

Microsoft, analizzando oltre 3 miliardi di account, ha scoperto qualcosa di sconcertante: in 44 milioni di casi la stessa password era usata sia per servizi personali che per Azure AD, e almeno il 30% di queste poteva essere indovinato in soli 10 tentativi. 

Il meccanismo che trasforma questa leggerezza in un disastro si chiama credential stuffing. I criminali ottengono enormi database di credenziali trafugate da precedenti violazioni (nome utente e password) e li usano per tentare l’accesso a centinaia di altri servizi con sistemi automatici. 

È un po’ come avere un mazzo di chiavi maestri rubato da un condominio e provarlo su tutte le porte di un altro palazzo: se trovi una serratura uguale, entri. E nel gaming, dove gli account custodiscono spesso librerie digitali del valore di centinaia o migliaia di euro, la resa per i criminali è altissima. 

Imperva stima che brute force e credential stuffing rappresentino quasi dei vettori di rischio per l’account takeover nel gaming. La matematica è impietosa: con quasi attacchi ATO al giorno, la stragrande maggioranza parte da password riciclate, che i bot testano su Steam, Epic Games Store, Roblox e tutte le piattaforme più popolari.

E non serve nemmeno una password debole in senso classico: se la stessa combinazione – anche complessa – è stata esposta in un precedente leak, è già nelle mani sbagliate. Il problema è amplificato dal fatto che i bot possono effettuare milioni di tentativi in poche ore, sfruttando reti di dispositivi infetti e servizi proxy per aggirare i limiti di accesso. 

Lo stesso report di Imperva segnala che nel gennaio 2024 il settore gaming ha registrato ben 147 miliardi di richieste bot, quasi quadruplicate rispetto all’anno precedente.

2. Download di cheat, mod e software craccato: l’amo che tutti abboccano

Ci hai mai pensato prima di scaricare un aimbot per vincere qualche partita in più, o una mod che promette skin esclusive e armi potenziate? In quel momento, forse senza saperlo, hai aperto la porta alla minaccia che oggi rappresenta il vettore di attacco più sfruttato nel gaming. 

Secondo un’analisi di Flare condotta su oltre 50.000 dispositivi, il 41,47% di tutte le infezioni da infostealer proviene da file legati al gaming. In pratica, quasi metà dei casi riguarda giochi, mod menu, cheat e programmi craccati che promettono vantaggi di gioco. 

Ancora più significativo: oltre la metà delle infezioni gaming-related deriva proprio da cheat e mod, mentre il 17,65% delle infezioni totali di infostealer è collegato a software craccato in generale. 

Il meccanismo è semplice: scarichi un file che sembra innocuo, lo esegui come amministratore per farlo funzionare, e in pochi secondi il malware aspira tutte le tue credenziali salvate nel browser – password, sessioni attive, portafogli crypto, dati di pagamento – e le invia a un server remoto. Tutto senza che tu veda nulla di strano.

I numeri sono da far tremare i polsi. Kaspersky ha monitorato la situazione negli ultimi tre anni e ha scoperto che 34 milioni di credenziali di utenti Roblox sono finite nel dark web, con un’impennata. 

E non è solo Roblox: il numero medio di account compromessi su Twitch, Electronic Arts, Sony PlayStation e Steam è aumentato nello stesso periodo. Nel solo 2024, come riporta il Times of India, oltre 11 milioni di credenziali gaming sono state trafugate: 5,7 milioni da Steam e altri 6,2 milioni da piattaforme come Epic Games Store, Battle.net, Ubisoft Connect, GOG e EA App. 

La diffusione degli infostealer, spiega ancora Kaspersky, avviene tramite email di phishing, siti web malevoli, pagine di download contraffatte e persino canali social che promettono cheat “sicuri al 100%”. 

Qualunque sia il canale, il risultato è lo stesso: l’account entra a far parte di una statistica che non vorresti mai alimentare.

3. Phishing avanzato e imitazione di brand: quando Steam ti dice qualcosa che non va (ma non è Steam)

“Il tuo account ha rilevato un accesso sospetto. Clicca qui per verificare le tue credenziali entro 24 ore o perderai l’accesso.” Se ricevi un messaggio del genere, il tuo istinto ti spinge ad agire in fretta. 

Ed è proprio su questa urgenza che fanno leva i criminali. Nel primo trimestre del 2025, Steam è diventato per la prima volta il brand più imitato nelle truffe di phishing, superando giganti come Microsoft e Meta, secondo un report di Guardio. 

I truffatori creano pagine di login false, graficamente identiche a quella originale, e inviano messaggi allarmistici via mail, chat o addirittura tramite finti messaggi di sistema all’interno del gioco. Inserisci nome utente e password, e hai appena consegnato le chiavi del tuo account direttamente al nemico.

La minaccia non riguarda solo i giocatori adulti. L’ecosistema dei videogiochi per bambini è diventato un terreno di caccia particolarmente fertile. Dati Kaspersky mostrano che nel primo semestre 2024 oltre 132.000 utenti unici sono stati presi di mira usando giochi per bambini come esca, con un aumento del 30% rispetto al semestre precedente. 

In totale, la società di sicurezza ha rilevato più di 6,6 milioni di tentativi di attacco che sfruttavano brand di giochi per ragazzi; di questi, oltre 3 milioni erano mascherati da Minecraft, uno dei titoli più amati e giocati al mondo. 

La tecnica è subdola perché sfrutta la fiducia che un bambino (o un genitore che gestisce l’account per lui) ripone in un gioco conosciuto: click su un link che promette skin gratis o monete virtuali, e il gioco è fatto.

4. Mancanza o inadeguatezza dell’autenticazione a due fattori: quando l’SMS ti tradisce

L’autenticazione a due fattori (2FA) è spesso considerata la soluzione definitiva. E in molti casi lo è, ma con una precisazione enorme: non tutta la 2FA è uguale. Il metodo basato su SMS, quello in cui ricevi un codice via messaggio, è il più comune ma anche il più fragile. 

Il motivo? Si chiama SIM swap. È un attacco che consente a un criminale di trasferire il tuo numero di telefono su una nuova SIM, prendendo di fatto il controllo della tua utenza mobile. 

Nel 2024, l’FBI ha investigato 982 attacchi SIM swap, con perdite totali stimate in quasi 26 milioni di dollari, come documentato da Avast. Una volta che il malintenzionato ha il tuo numero, ogni SMS – inclusi i codici OTP per il reset delle password – finisce direttamente sul suo dispositivo. A quel punto, la 2FA via SMS non solo non ti protegge, ma diventa una trappola.

La dinamica è semplice e sfrutta il social engineering ai danni degli operatori telefonici: il criminale si finge te, racconta di aver smarrito la SIM e convince il servizio clienti a trasferire il numero. 

Se l’operatore non applica controlli rigorosi (e spesso non lo fa), l’attacco va a segno in poche ore. E per i gamer, che spesso legano l’account al numero senza attivare alternative, il disastro è dietro l’angolo. 

Anche senza SIM swap, basta un attacco di phishing per intercettare il codice inviato via SMS se il dispositivo è già compromesso. La protezione reale sta nelle app authenticator che generano codici temporanei (TOTP) o nelle passkey, che non dipendono dalla rete mobile.

5. Violazioni indirette e dati esposti da terze parti: quando il problema non è tuo, ma ti colpisce

Nel maggio 2025, la notizia ha fatto il giro del mondo: dati di 89 milioni di utenti Steam erano in vendita sul dark web per appena 5.000 dollari. La prima reazione è stata accusare Steam di una violazione diretta, ma la realtà, come spesso accade, è più sfumata. 

La compagnia ha dichiarato che non si è trattato di un attacco ai propri sistemi, bensì di una compromissione di un fornitore terzo, probabilmente legato all’invio di codici OTP via SMS, come riportato da Wired Italia. 

In pratica, le tue credenziali possono finire in mano ai criminali per colpa di un anello debole della catena, un fornitore di cui nemmeno conoscevi l’esistenza. E non è un caso isolato: nel 2018 una grave vulnerabilità in Fortnite, scoperta da Check Point Software Technologies, aveva esposto dati degli account e dei metodi di pagamento di oltre 200 milioni di giocatori. 

Il problema delle catene di fornitura è strutturale: quando un fornitore subisce un attacco, i dati degli utenti a valle – te compreso – possono essere compromessi senza che la società principale abbia alcuna colpa diretta. 

E c’è un ulteriore livello di rischio: il Times of India segnala che circa il 7% degli account su piattaforme come Netflix, Roblox e Discord sono registrati con indirizzi email aziendali. Questo significa che, quando un dipendente ricicla la password del lavoro per un account di gioco, la violazione di quest’ultimo può esporre anche i dati dell’azienda. 

Un cortocircuito pericoloso che dimostra quanto la sicurezza degli account di gaming sia una questione che va oltre l’intrattenimento personale.

Il framework pratico: quanto è alto il tuo rischio?

Dopo averti raccontato i cinque scenari da incubo, è il momento di passare all’azione. Non serve diventare un esperto di cybersecurity per ridurre la tua esposizione. Bastano poche mosse concrete. Ecco una checklist in cinque punti da cui partire.

  1. Password uniche e gestore dedicato. Usare la stessa password per più servizi è come usare la stessa chiave per casa, auto e ufficio: se la perdi, perdi tutto. Un gestione password come Proton Pass crea e archivia password forti con crittografia end-to-end AES-GCM a 256 bit, codice open source e auditato. 
  2. 2FA con app authenticator. Dici addio agli SMS e passa a un’app come Google Authenticator, Authy o quella integrata in molti password manager. I codici TOTP non possono essere intercettati con un SIM swap. Se il servizio lo supporta, attiva anche le passkey: sono ancora più sicure.
  3. Nessun download da fonti non ufficiali. Cheat, mod, crack e software craccato sono quasi sempre veicolo di infostealer. Vale per te, ma anche per i più piccoli: spiega loro i rischi e controlla cosa installano sui dispositivi di casa.
  4. Attenzione ai link. Diffida sempre di comunicazioni urgenti che chiedono credenziali o ti spingono a cliccare su link per “verificare l’account”. Controlla l’URL: un dominio anche solo di una lettera diverso da quello ufficiale è una bandiera rossa.
  5. Monitoraggio leak. Attiva le notifiche sui data breach (Pass Monitor di Proton, haveibeenpwned.com e servizi simili) per sapere se le tue credenziali sono state compromesse, così puoi cambiare la password prima che qualcun altro lo faccia al posto tuo.

Adottare anche solo due o tre di queste misure riduce drasticamente la superficie d’attacco. Se vuoi andare oltre e mettere in sicurezza anche la tua rete domestica, dai un’occhiata alla guida su come rendere sicura la tua rete domestica e i tuoi account, piena di suggerimenti pratici.

Qualche precisazione prima di concludere

I dati che abbiamo citato provengono da report di cybersecurity che tracciano minacce rilevate: la dimensione reale del fenomeno potrebbe essere ancora più ampia, perché molte violazioni non vengono mai scoperte o segnalate. 

Adottare misure come password manager e autenticazione forte aumenta la sicurezza, ma non la rende assoluta: il fattore umano resta il tallone d’Achille. Il phishing, ad esempio, può convincerti a inserire le credenziali su un sito falso anche se hai la 2FA attiva. 

Alcuni servizi di monitoraggio avanzati – come quelli che combinano intelligenza artificiale e team di analisti 24/7 – offrono una protezione superiore, ma possono richiedere abbonamenti a pagamento non accessibili a tutti. 

Infine, va detto che l’industria del gaming non sta a guardare: piattaforme e sviluppatori investono in rilevamento bot, autenticazione a più fattori obbligatoria e sistemi anti-frode. La partita è in continua evoluzione, e la migliore difesa è la consapevolezza.

Cinque punti deboli, una sola conclusione

Le cinque vulnerabilità che abbiamo visto – riutilizzo delle password, infostealer diffusi tramite cheat e mod, phishing mirato ai brand di gioco, SIM swap che vanifica la 2FA via SMS e violazioni indirette da fornitori terzi – sono la cassetta degli attrezzi che i criminali informatici usano ogni giorno, spesso prima ancora che il giocatore medio si accorga del pericolo. 

Non servono competenze da hacker per difendersi: servono un po’ di metodo e gli strumenti giusti. Valuta la tua esposizione con il framework pratico che ti abbiamo proposto, scegli due o tre contromisure e mettile in atto oggi stesso. 

Tra un account sano e uno compromesso, la differenza è spesso una manciata di minuti di attenzione.

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