Sviluppato da Oopsie Daisies e pubblicato in sinergia con ARTE France, Tom the Postgirl è un’avventura narrativa in 2D che spicca per umorismo e, soprattutto per Tom, l’iconica e stravagante nuova postina del paese. La metodologia di Tom, di cui vestiremo i panni, è molto, troppo, singolare: stalkerare i destinatari in modo invasivo e ossessivo. Un voyeurismo di prima classe che svela svariati e imprevedibili nonché grotteschi retroscena dando vita a un’esperienza unica e divertente. Pronto a scoprire la nostra recensione per Nintendo Switch?
Tom the Postgirl e il fascino dello sbirciare il prossimo
Vi è mai capitato d’incappare in qualcuno che riceve un pacco e chiedervi chissà cosa contenesse? Ecco, Tom the Postgirl prova a rispondere con ironia, spesso anche crudele, a quella domanda. In realtà, il titolo mira a fare del vero e proprio voyeurismo, infiltrando l’occhio della protagonista, e quindi anche il nostro, nelle vicende intime dei vari destinatari del nostro nuovo posto di lavoro. Prima di scendere nel dettaglio, è bene però mettere in chiaro la tipologia di ironia utilizzata da Tom the Postgirl che no, non è adatta a tutti ma è dannatamente efficace.
Forte del suo aspetto cartoonesco, Tom the Postgirl riesce a destabilizzare per la messa in scena di alcune situazioni e per determinati argomenti, sorprendendo però quando le aspettative medie vengono capovolte o distrutte con trovate spesso geniali e sinceramente ironiche. Da bambini trattati alla stregua di cani, con tanto di guinzaglio e ciotole a una coppia di ragazzi ferventi lavoratori che poi si scoprono spassarsela insieme in una stanza del solletico che fa il verso alla stanza dei segreti alla 50 sfumature…

Tom the Postgirl scava nell’intimo, nel privato e cerca costantemente l’ironia e la sorpresa in chi gioca. L’obiettivo nostro non è tanto risolvere l’enigma, ma scoprire cosa succederà dopo aver effettuato correttamente la consegna. E in questo il titolo colpisce pienamente nel segno, trasformandoci tutti in potenziali guardoni. Perché è proprio quello che colpisce del gioco più di ogni cosa. Inoltre, il gioco è privo di freni inibitori e con intelligenza non si preoccupa di mettere in scena orrori e crudeltà di vario genere sottolineando sempre il tutto con ironia e surrealtà.
Da pesce grande che mangia a pesce piccolo a una rana che se troppo fissata, gracchiando, gracchiando esplode… fino a un’auto che rimbalza dubbiosamente per poi svelare non un amplesso amoroso ma un rospo particolarmente vispo che al nostro sguardo si ferma. Più descriviamo, più la tipologia raffinata e pungente, sempre sul doppio se non triplo gioco di Tom the Postgirl si svela ed è per questo che non approfondiremo oltre in quanto sono proprio queste trovate la chiave vincente dell’esperienza tutta.

E parlando di narrazione, il gioco vede la protagonista Tom candidarsi a postina, venendo assunta da un gigantesco postino che ci darà man mano le consegne da effettuare, tutte suddivise in lotti, ogni lotto equivale a un capitolo. A rendere iconica la divisa di lavoro è un completo in cappuccio alla cappuccetto rosso che spicca in un oceano monocromatico in scala di grigi che è il mondo di gioco, salvo sprazzi di rosso qua e là, unico altro colore presente.
Ti assicuriamo che scoprire ogni segreto degli abitanti del villaggio, nonché del mondo di gioco, non è affatto facile o scontato. La semplicità iniziale può farti perdere piccole chicche e ciò rende potenzialmente ogni run un modo per scoprire altro che ti è potuto sfuggire. Considerando anche che alcune scelte ne escludono altre. Ma bando alle ciance e diamo subito un’occhiata a come si gioca a Tom the Postgirl!

Un’avventura narrativa decisamente divertente
Tom the Postgirl è un’avventura narrativa in terza persona 2D che ha come obiettivo principale quello di consegnare dei pacchi. Ogni atto ci fornisce di un determinato numero di pacchi a cui corrisponde a sua volta un determinato numero di location. L’obiettivo è utilizzare la macro mappa stile vecchi giochi di ruolo per arrivare nelle singole destinazioni. Una volta lì, sta sempre a noi scoprire come contattare il destinatario e completare così la consegna.
Le prime sono abbastanza intuitive e semplici ma ben presto la situazione diventa più surreale e complicata con elementi ambientali con cui interagire e determinate scelte da attuare. Inoltre, alcune scelte possono essere evidenziate in “rosso”, segno che una volta agito, non si torna più indietro. E che dire delle azioni opzionali? Molte azioni secondarie, come sbirciare prima di una consegna, studiare i luoghi nei dintorni e quant’altro, regalano aspetti extra sul mondo di gioco e sul destinatario stesso.

Discorso analogo lo spiare dopo la consegna. è il prima e dopo il pacco che svela le sorprese più grandi di Tom the Postgirl con interi personaggi che svelano retroscena segreti inaspettati e decisamente comici. A ciò si sommano anche delle missioni secondarie con oggetti da recuperare per ottenere ulteriori eventi e risvolti comici di vario genere. Presente anche la possibilità di intervenire con l’ambiente, solo per determinati oggetti, per devastarli o vandalizzarli in modo sempre discretamente buffo. E c’è anche un apparecchio stravagante che conta tutti i possibili elementi da osservare in una determinata area. E sì, fare il 100% è più arduo del previsto.
L’esperienza di Tom the Postgirl è quindi decisamente soft, il livello di sfida è tendenzialmente basso e inizialmente praticamente nullo. Lo scopo è offrire una serie di sketch comici e un concatenarsi di sorprese in grado anche di far riflettere oltre che ridere. Insomma, un’avventura divertente, a suo modo originale e che forse scivola via un po’ troppo velocemente. Per fortuna si sposa bene alla rigiocabilità visto che alcune decisione come aprire o meno un pacco annullano determinati percorsi. Piccola nota sulle fasi finali che mutano leggermente le regole del gioco.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Tom the Postgirl è un piccolo gioiello. Tralasciando la scelta stilistica e cromatica perfettamente azzeccata con solo il rosso a spiccare come colore in un mondo di scale di grigio, il titolo ha animazioni 2D splendidamente realizzate e numerose. Come è numeroso e vario il cast di personaggi e le situazioni assurde che andremo a vivere. Restare impassibili è difficile. E il titolo decide anche di comunicare quasi totalmente senza la parola scritta.
I personaggi non parlano, mugugnano e le scritte in giro per il mondo, tutte felicemente tradotte in italiano, aiutano laddove il silenzio non basta, riuscendo a dar sempre il giusto contesto con pochissimi indizi. Il sonoro contribuisce con efficacia all’alone folle che ammanta tutta l’esperienza risultando mai invadente o ridondante.





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